Discorso precedente il Sahasrara

(Australia)

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S H R I  M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Discorso precedente il Sahasrara

Thredbo (Australia), 2 Maggio 1987


È bellissimo vedervi tutti qui, tutti i miei figli. Sono sopraffatta dal vostro amore, e non trovo davvero le parole per esprimere i miei sentimenti (per) il modo in cui vi siete dedicati a Sahaja Yoga e vi siete stabilizzati in Sahaja Yoga. So che è molto difficile diffondere Sahaja Yoga. È difficile ovunque, poiché voi sapete che questi sono i tempi del Kali Yuga. Io non sono stanca tanto per il viaggio quanto per la lotta contro le forze malvagie intorno a noi. Quando sono arrivata a Canberra, ho sentito lo Swadisthana sinistro molto forte, così forte da non poter fare neppure pochi passi; allora ho chiesto: “Che cosa succede?”.

Mi hanno detto che M.T. (meditazione trascendentale) – c’è un certo Chinmoy – qui è molto forte. Oltre a questo vi sono altre forze spiritiste che pubblicizzano sui giornali.

È scioccante che gli esseri umani si dedichino a queste cose orribili tanto facilmente e cerchino di farle agire. Quando si studia il motivo per cui si dedicano a queste cose terribili, ci si rende conto di una cosa: che esse promettono rapidi risultati. Se ad esempio il figlio di qualcuno si è perso, diranno: “Bene, vieni nel nostro gruppo, te lo ritroveremo noi”.

Oppure, se qualcuno dice: “Sono molto stressato”, (risponderanno:) “Bene, vieni nel nostro gruppo e allenteremo le tue tensioni”.

È molto facile rimuovere le tensioni introducendo in una persona un’entità, ciò che noi chiamiamo bhut, così che il bhut prenda il sopravvento per un certo periodo. In questo caso però il ricercatore non è una persona profonda. Chi era una persona profonda si è affrancato da tutta questa gente orribile. Riguardo a M.T. posso dirvi che siamo riusciti a salvare alcune persone, non tutte.

Quando ne fui informata per la prima volta, organizzai un incontro in Inghilterra a cui parteciparono almeno cento persone di M.T., e si può dire che siamo riusciti a salvarne circa dieci o dodici. Ma la crescita, la crescita spirituale in loro era lentissima e avevano proprio paura di me. Non riuscivano a guardarmi. Avevano timore di me. Ogni volta che mi vedevano tremavano.

C’era un cinese proveniente da M.T.; credo ci fosse Rustom che pronunciò il mio nome, e quello si rifugiò sotto un tavolo finendo fuori nella sala d’aspetto, e si misero a guardare dove fosse sparito (Madre ride) Ci abbiamo provato con questo cinese, ma lui urlava, era orribile, poveretto.

Poi ha lasciato Sahaja Yoga; e qualcuno che lo ha incontrato, in un ristorante o una libreria in cui lavorava, gli ha chiesto: “Come stai? Che cosa ne pensi di Madre?”. Lui ha risposto: “Oh! Ho! Ho! Ho! Lei è un’energia straordinaria!”.

Vedete, loro sono molto deboli, sono andati molto giù. È molto difficile riportarli a condizioni normali. Nel giro di due, tre anni, diventano dei reclusi, hanno paura persino di quello che voi chiamate aglio. Se mostrate loro l’aglio si mettono a tremare. Se mostrate loro il limone iniziano a tremare. Diventano degli asociali. Abbiamo poche persone che provengono da lì – da M.T. – ma i loro bhut sono così forti che costoro non rimangono molto da noi. Anche se vengono per un po’ di tempo, poi ritornano lì. Questa è dunque la situazione di questi seguaci di M.T.

Ed io ho avuto un incontro in America con questo tizio, Chinmoy. E arrivò della gente che mi disse: “Perché questo Chinmoy è qui? Perché Suo marito non ne parla al Segretario Generale?”. E voi sapete chi era all’epoca il Segretario Generale, Waldheim[1], e via dicendo. Erano tutti pazzi. Ed ora Waldheim viene ingannato e non gli è permesso di recarsi in America e quant’altro. In realtà non è stato tanto sfortunato, ma questi bhut, sapete, lo hanno reso così strano che non è proprio riuscito a tornare alla normalità.

Ora, questo signore non era molto interessato a questo Chinmoy, ma c’era un indiano del sud che era alle Nazioni Unite che disse: “Questo Chinmoy è bravissimo”.

Questo Chinmoy giocava a tennis, nuotava, beveva, aveva (diverse) donne, era un vero yankee. Malgrado ciò la gente diceva: “Oh! È fantastico, perché sa parlare bene”. E così attirava tutta questa gente amante dei discorsi. Questo è un altro tipo di persone che non sono ricercatori, ma che vogliono semplicemente qualcuno che parli, parli, parli. Lui sapeva parlare della Gita e altro, e di cose di ogni genere.

Ora, la grossa differenza è che in Sahaja Yoga voi dovete accettare me. Invece lì non dovete accettare nessuno, purché accettiate la Gita, la Bibbia, qualcuno che non c’è più, che è morto, che è sepolto.

Questi individui sono interessati soltanto al vostro denaro. Non si preoccupano di questi antichi profeti che ormai sono scomparsi, o, diciamo, delle Incarnazioni che adesso sono scomparse. Non hanno niente a che vedere con loro. Ne parlano soltanto, prendendo denaro. È questo che vogliono.

Vogliono soltanto denaro, denaro, denaro. Non sono interessati al vostro benessere o altro. Non hanno idea della Kundalini, non sono in grado di alzare la vostra Kundalini, non sono in grado di darvi la realizzazione, non sanno prendersi cura di voi, niente del genere. L’unica cosa che vogliono è accaparrarsi tutto il denaro che avete.

E il modo in cui ci riescono è con una finzione, recitano una specie di commedia (in cui fingono) di potervi dare ciò a cui aspirate. Ma che cosa vi daranno, se non (vi danno) la realizzazione del Sé?

Anche chi ha parlato di realizzazione del Sé non l’ha mai data a nessuno. Ho visto questi discepoli di Yogananda: i primi dovevano tagliarsi (il frenulo del) la lingua, poiché, secondo lui e il suo kriya yoga, si doveva spingere indietro la lingua quaggiù per khechari, ed è per questo che dovevano tagliarsi la lingua. E non possono parlare, non possono fare nulla: assomigliano proprio a cani scodinzolanti (mima la lingua penzoloni, ndt). Sono bravissime persone, medici, architetti, ottime persone. Tutte queste cose sono accadute a tutti questi grandi ricercatori, direi, però loro sono stati stupidi ad accettare un individuo del genere.

Innanzitutto, dovete guardare che cosa fanno gli altri, diciamo, cosa fanno gli altri discepoli. Come sono in maggioranza? Anche in Sahaja Yoga potremmo avere persone davvero inutili, potremmo avere individui di livello o di calibro molto bassi. Ne abbiamo, alla periferia, ne abbiamo. Ma si dovrebbe guardare agli altri che sono seriamente coinvolti in Sahaja Yoga: come si comportano loro? Come lo praticano? E com’è la loro vita? Che cosa hanno ottenuto? Quali poteri hanno ottenuto? E che genere di vita conducono? È così che dovreste giudicare la persona dalla quale si deve andare.

Mi dispiace che Canberra sia così piena di Swadisthana sinistro e, se permetterete che queste cose continuino, non so cosa accadrà al vostro governo. Andrà tutto a rotoli se si permetterà a questa cosa stupida di diffondersi, perché tutti i bhut assaliranno tutti i funzionari pubblici e possono accadere cose gravi. Sono molto sorpresa che ciò sia permesso in Australia che è la terra di Shri Ganesha.

Comunque adesso io mi trovo qui e sono certa che qualcosa accadrà e costoro smetteranno. Ma per quanto riguarda il loro ingresso in Sahaja Yoga, direi che è un grattacapo. È meglio che vi diate un bandhan prima di avvicinarvi loro e toccarli, perché vi daranno un’infinità di problemi.

Io ho avuto moltissimi guai con loro, tanto che abbiamo dovuto lasciare uno dei nostri ashram. Vedete, in quell’ashram avevamo tre persone provenienti da M.T., che gridavano e saltavano così tanto che i vicini ci dissero: “Meglio che ve ne andiate”. E a causa loro dovemmo andarcene.

Fanno stranezze di ogni genere. La prima volta che vidi questi seguaci di M.T. fu in una sala, e loro occuparono i primi posti, si sedettero in prima fila. E non appena iniziai a parlare, si misero tutti a saltare come pupazzi in una scatola a molla. Io chiesi: “Che succede? È forse una cosa normale? Che succede, chi è questa gente?”. Non avevo mai visto una cosa del genere. Mi chiedevo con grande sorpresa chi fossero questi individui che saltavano in questo modo uno dopo l’altro, sapete.

Allora glielo domandai ed essi risposero: “Noi pratichiamo M.T. e seguiamo corsi di siddha”. Ed io: “Corsi di siddha? Siete degli stupidi, ecco cosa siete”. E di queste sei, sette persone che saltavano siamo riusciti a salvarne, direi, solo due o tre.

Pertanto non dovreste preoccuparvi molto di quelli che hanno praticato questo. Ma, ovviamente, se ciò è arrivato al governo, è meglio shoebittare il governo e dare bandhan al governo affinché non ne rimangano invischiati. È una cosa seria, ed io stessa devo lavorarci su queste linee poiché sono rimasta molto scioccata che a Canberra abbiano vibrazioni tanto brutte. Venni a Canberra molto tempo fa con mio marito e gli dissi: “Qui le vibrazioni sono davvero pessime”. E lui: “Tutte le capitali sono così”. Risposi: “Ma sembra piuttosto strano che entrambi i centri (Swadisthana di sinistra e di destra, ndt) siano così bloccati”. E quella volta non riuscivo nemmeno a camminare, ed anche oggi mi è accaduta la stessa cosa.

Adesso abbiamo dunque molte altre persone che stanno cercando Dio. Vivono nei paesini. Questi individui non sono andati nei villaggi perché volevano soltanto la gente ricca, danarosa. Quindi ci sono molte persone nei villaggi che non hanno ancora ricevuto la realizzazione del Sé e che possono riceverla senza alcuna difficoltà. Potete recarvi lì e parlare loro e dar loro la realizzazione, perché non è gente che i rakshasa stanno aspettando. Dobbiamo dar loro la realizzazione. Quando darete la realizzazione agli abitanti dei paesini, le cose cambieranno. L’atmosfera cambierà e vedrete molte persone venire in Sahaja Yoga.

Quindi, direi che sono molto felice che abbiamo tanti centri a Sydney e che abbiate molti centri in altre città. Ma ora dobbiamo raggiungere gli abitanti dei piccoli centri e occuparci di loro. Sono persone innocenti e semplici che vivono lì in modo molto semplice ed è meglio dedicare loro la giusta attenzione, poiché saranno loro a ricevere la realizzazione.

Poi, i bambini: ci si dovrebbe occupare dei bambini. Possono essere condotti molto facilmente in Sahaj poiché potrebbero essercene molti già nati realizzati. Quindi i bambini possono essere portati in Sahaja Yoga ma non senza il permesso dei genitori, perché qui leggi e regolamenti sono tali che potremmo finire in prigione se non si chiede il permesso al padre o alla madre. Occorre dunque stare molto attenti.

Poi ci sono i ragazzi e le ragazze adolescenti che studiano nei college e che non sono ancora tanto esposti a tutte queste cose negative. Potrebbero magari essere un po’ tossicodipendenti o avere altre dipendenze, ma non sono ancora stati toccati da queste orribili forze negative. Quindi potete occuparvi di loro. Potete anche pubblicizzare il fatto che siete in grado di prendervi cura delle persone con dipendenze da stupefacenti e altro. Potete aiutarli.

Se vi sarà permesso di farlo potete pubblicizzarlo, potete accogliere queste persone e, se darete loro la realizzazione, potrebbero riuscire a superare completamente la propria dipendenza. C’è un medico di Londra, il Dr. Wells, che adesso è diventato un medico molto importante responsabile di un ospedale per le dipendenze. Gli ho chiesto: “Che cosa fai con loro? Come gestisci questa questione delle dipendenze?”. E lui: “Sa, quando non ci sono, li shoebitto, tutto qui, e si stanno tutti liberando della loro dipendenza”.

Potete quindi occuparvi di questi che sono ormai ragazzi grandi e si danno alle droghe e cose simili. Sono ricercatori, ecco perché si dedicano a queste cose. Penso che se avrete questo genere di atteggiamento, nel senso che non vi occuperete né incontrerete gente che segue già qualche guru o qualcosa, e vi dedicherete a gente che con la propria innocenza si è cacciata in qualche guaio, o alle persone innocenti dei villaggi o ai bambini innocenti, sono sicura che potrete prosperare molto più rapidamente.

Sahaja Yoga qui sta crescendo molto più rapidamente e in un certo modo cresce nelle città. Ma penso che a quel punto potremo progredire molto più velocemente, poiché nei paesini e in campagna ci sono persone, tante persone, che vivono in maniera molto semplice.

Per quanto mi riguarda, venire in Australia è molto entusiasmante e una gran gioia, poiché l’anno scorso non sono potuta venire e, quando quest’anno mi hanno detto di venire qui a celebrare il Sahasrara Puja, ne sono stata molto felice.

Domani dovremo celebrare questo puja. Si può dire che anch’io, in un certo senso, sia stata una ricercatrice, poiché cercavo di scoprire un modo, un metodo per poter dare veramente la realizzazione di massa.

Sono riuscita a dare la realizzazione a molte persone contemporaneamente e per questo ho davvero lavorato molto, molto sodo, comprendendo molte persone, esseri umani; e fra loro ho trovato che i peggiori sono i burocrati. E voi avete molti burocrati a Canberra che forse non sono molto bravi, poiché devono sempre scendere a compromessi; devono dire: “Sì signore, sì signore”. E devono dirlo nonostante le loro resistenze, nonostante la loro disapprovazione; poveretti, sono costretti ad un lavoro in cui devono fare così perché dopo tutto il lavoro è importante.

Quando tutte queste cose diventano importanti, la personalità soffre molto. E ciò di cui mi sono resa conto è che i burocrati che ricercano continuamente il potere seguiranno qualcuno che possa dar loro maggiore potere, non nel senso del potere divino ma di quello sulla gente, ossia di poter dominare e gestire più persone.

Ecco perché questa gente va a finire in questi gruppi: infatti, all’inizio si sentono in un certo senso rilassati e dominano molte persone, essendo posseduti da bhut che suggeriscono loro queste idee. Ma poi se ne stancano e allora si ammalano. E così molte persone si suicidano anche, si tolgono la vita. Mi hanno riferito che il tasso di suicidi è il più alto a Canberra.

Il motivo è soltanto questo, che voi non sapete che cosa fare di voi stessi. Soffrite di qualche disturbo depressivo, non sapete come uscirne e allora vi togliete la vita. Tutte queste cose sono collegate all’assalto delle forze malvagie che vi attaccano in maniera molto sottile. Occorre quindi stare attenti al fine di maturare. Occorre maturare in Sahaja Yoga affinché niente possa influenzarvi, niente possa infastidirvi, niente possa disturbarvi. Occorre maturare. La maturità dovrebbe essere come la mia. Voglio dire che se io assorbo un blocco lo faccio deliberatamente, e poi cerco di risolvere il problema. Ma se voi non siete in grado di farlo, allora non dovreste nemmeno assorbire i blocchi, perché, assorbendoli, soffrirete un po’.

Ora, per quanto riguarda il puja di domani, spero che sarete tutti pronti e che ne gioirete. Ho avuto un bellissimo puja a Puna che ho dovuto celebrare il (giorno) trenta perché è la data chiamata Akshaya Tritiya, ossia l’indistruttibile terzo giorno della luna. In realtà non lo sapeva nessuno, ma è il Puja della Kundalini stessa. In quel giorno tutti si sono sentiti molto, molto purificati. Molto puri. Il puja è durato neanche mezz’ora – il puja vero e proprio alla Kundalini – ma tutti si sono sentiti estremamente puri e belli. Quindi dovremmo celebrare un puja di quel genere anche domani, se possibile, per provare le sensazioni della completa apertura del Sahasrara; infatti, se anche il Sahasrara è aperto ma gli altri chakra sono bloccati, avete problemi. È meglio purificare tutti i chakra e poi il Sahasrara. Domani celebreremo dunque il puja in questo modo e spero che funzionerà benissimo per tutti voi.

Oggi ho fatto abbastanza tardi per tutti voi e spero di non avervi fatto aspettare troppo. Domani penso sia… sapete, vi sorprenderà che questo sia il momento in cui ho aperto il Sahasrara in India. Questo è il momento esatto, poiché lì ora sono le 6.30, le 6.35, e alle 6.30 circa io ho aperto il Sahasrara. Quindi pensate, questo è il momento in cui ho aperto lì il Sahasrara, e in questo istante siamo seduti dall’altra parte del mondo a celebrare quel giorno, il gran giorno dell’apertura del Sahasrara.

È un grandissimo giorno nella storia della spiritualità, un grandissimo giorno per il mondo intero. Un giorno si renderanno conto di cosa abbia significato: un tempo eccezionale in cui si è potuto aprire il Sahasrara alle masse. Non solo, ma voi avete ricevuto i poteri per svolgere questo grandioso lavoro.

Che Dio vi benedica.

Bene, qual è il programma?

Yogi: Abbiamo delle danze indiane.

Shri Mataji: Le farete qui?

Yogi: Sì.

Shri Mataji: Bene. Io sono sveglia, sapete, perché lì mi alzo alle 6.30, intendo dire che in India io mi sveglio alle 6.30. Voi invece dovete essere tutti addormentati. (Madre ride).

 [I sahaja yogi cantano]

 Shri Mataji: Domani celebreremo il puja, il puja dell’Anniversario del Sahasrara, che inizierà verso le undici, come si dice. E spero che sarete tutti in uno stato d’animo molto, molto ricettivo e svolgerete questa opera grandiosa; infatti domani penso sia molto significativo, è molto, molto significativo celebrare qui questo puja.

E gli australiani hanno la grande responsabilità di comprendere. Non è facile comprendere Sahaja Yoga, è difficilissimo. E comprendere me è anche peggio. Infatti voi sapete che io sono Mahamaya.

Recentemente è stata scattata una fotografia nella quale si vedono le mie otto mani: io sto tenendo dei fiori e ci sono otto mani. Se qualcuno chiede: “Madre, cos’è questo?”, io non lo so. C’è poi un’altra bella foto scattata da una persona che era un devoto di Shiva. E lui aveva messo la mia fotografia insieme ad altre foto. E quando prese la (mia) fotografia, si vedeva un linga completo, sapete, di questa forma (mima una forma tondeggiante, ndt) sui miei piedi, simile a ghiaccio. Nella fotografia che aveva scattato tra fotografie su fotografie.

Dunque è così. Sono tutti suggerimenti per voi, perché ritengo di non saper parlare di me stessa. Pertanto vi arrivano questi suggerimenti con molte diverse modalità. Avvengono così tanti miracoli per farvi capire, come quando stavate costruendo questa casa e non c’era acqua disponibile. Allora il vicino offrì il suo pozzo dicendo: “Potete prendere acqua da qui, ma funzionerà solo per uno o due prelievi, voglio dire che riuscirete a prelevare acqua solo una o due volte”. Io risposi: “Bene, non ha importanza”. Allora lavarono i miei piedi e misero l’acqua (con cui erano stati lavati i piedi, ndt) in quel pozzo. E abbiamo costruito l’intera casa con quell’acqua, l’intera casa. Poi un altro miracolo legato all’acqua avvenne quando un signore scavò un buco – non capiva nulla di acqua – io gli avevo detto che in quel punto non c’era acqua, ma lui scavò per quindici metri. Sapete che c’è stata siccità in Maharashtra, non c’era neanche una goccia d’acqua. Allora di nuovo lavarono i miei piedi e versarono quell’acqua; e adesso l’acqua è arrivata a quasi un metro di profondità. Come questi, sono avvenuti tanti, tanti miracoli, dappertutto. E non si può spiegare, non si può dire.

Si dice che se si potesse capire Dio, allora non sarebbe più Dio (risate). In realtà ho impiegato del tempo a dire qualcosa di me stessa, è molto difficile. E mi preoccupo anche che il vostro ego non salti su immediatamente quando dico qualcosa di me stessa. Potrebbe essere che (qualcuno dica): “Perché questa signora? Perché non io?” (risate). Sì, ci sono state domande così. Allora ho risposto ad un signore: “Bene, ne sarò felicissima, andrò in pensione, ne sarei felicissima, venga a sedersi al mio posto a compiere l’impresa!”.

Domani quindi vi parlerò di qualcosa che dovrete accettare con mente molto ricettiva. Qualcosa di molto speciale. Ma dovete avere una mente molto ricettiva. Se siete molto condizionati, o se il vostro ego è presente, potrebbe essere difficile. Ma a volte la verità va detta e, se non viene accettata, la verità si esprimerà da sola ma distruggerà molte cose. Quindi la cosa migliore è accettare la verità così com’è, accettarla, porla nel vostro cuore; è un dato di fatto. Voi stessi avete sperimentato tutti molti miracoli, non vi sto dicendo niente di nuovo. Tuttavia è meglio che vi prepari a questo. Quindi stasera, prima di dormire, dovete pregare di riuscire ad accettare la grande verità di cui ho intenzione di parlare domani.

Che Dio vi benedica.

E saranno gli australiani a riceverla per primi; essi hanno una speciale, speciale indole di innocenza, ritengo. E sono certa che poi si diffonderà in tutto il mondo.

Dio vi benedica.


[1] Kurt Josef Waldheim (19182007) fu un politico e diplomatico austriaco. È stato Presidente dell’Austria dal 1986 al 1992 e Segretario Generale delle Nazioni Unite dal 1972 al 1981. Durante la Seconda guerra mondiale combatté nella Wehrmacht; accusato dopo la guerra di crimini nazisti, non fu mai condannato.