La necessità di andare più in profondità

Sydney (Australia)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

La necessità di andare più in profondità – L’essenza degli elementi

Discorso ai sahaja yogi – Domande e risposte

Burwood Ashram, Sydney (Australia), 6 Maggio 1987


Sono felice che abbiate tutti meditato qui cercando di sviluppare la vostra profondità. Voi siete dotati tutti di profondità, di una personalità interiore molto profonda. Tuttavia dobbiamo toccarla, è molto importante. Perché, vedete, noi cantiamo, suoniamo, e questa è un’ottima cosa; godiamo della compagnia reciproca, anche questo è ottimo ed è una bella cosa. Però dobbiamo gioire anche della compagnia di noi stessi meditando, entrando in voi stessi.

Ora qualcuno potrebbe chiedere: “A che scopo? Madre, ormai abbiamo ricevuto la realizzazione, conduciamo una vita piacevole, gioiamo di noi stessi, ce la passiamo molto bene”.

Più entrate in profondità, più profondamente toccate l’essenza di tutte le cose, di tutti gli elementi, per esempio. Al termine della vostra meditazione, avete visto come sia caduta la pioggia, come essa sia giunta all’improvviso. La pioggia ha percepito la vostra profondità, o voi avete percepito la profondità della pioggia.

Ormai sapete che, se accendete una piccola candela e rivolgete le dita verso di essa, con la mia fotografia lì, essa agisce, reagisce e vi dà una fiamma che brucia; a volte emette fumo, a volte guizza. Quindi avete notato che avviene una reazione anche nel fuoco.

Tutti gli elementi hanno dunque un effetto, se un santo vuole ottenere un effetto. Ma, per prima cosa, dovete raggiungere le vostre essenze. Quando raggiungete le vostre essenze, toccate le essenze di tutti gli elementi e, allora, potete manovrare o dare ordini a tutti gli elementi a vostro piacimento.

All’inizio agiranno denotando di essere stati toccati – come oggi che la pioggia è arrivata a dirotto – poi, in seguito, potete dare ordini e chiedere alla pioggia di arrivare.

Per far funzionare molte di queste cose dobbiamo essere profondi, dobbiamo entrare molto più in profondità in noi stessi per toccare le nostre essenze. Sapete benissimo che tutti i nostri chakra sono composti di queste essenze e, quando ci addentriamo profondamente in noi stessi, scopriamo di poter toccare benissimo gli elementi. Ma, così facendo, in realtà ci muoviamo orizzontalmente.

Quando iniziamo a muoverci orizzontalmente, scopriamo che nel nucleo centrale sono situate queste essenze e queste essenze iniziano poi a stimolare le essenze in orizzontale. Nella radio, ad esempio, avete visto che è presente l’etere. Ora, quando parlate ad una estremità della radio, ciò che dite si manifesta completamente nell’essenza dell’etere e tutti possono sentirlo.

A volte, quando date un bandhan, scoprite di avere comunicato con un’altra persona. Ma questa è proprio l’essenza dell’etere, o, diciamo, la parte più sottile in assoluto.

Si può dire che la gente sia pervenuta soltanto all’aspetto più sottile, mediante la scienza; invece, voi arrivate all’aspetto più sottile in assoluto, e questo aspetto più sottile in assoluto vi dà tutti questi effetti.

Ora avete anche notato che, in alcune fotografie, all’improvviso si vede una luce scaturire dalla mia testa, oppure si vede qualcuno con una luce, qualcuno con una luce che scaturisce dalla testa. Avete visto tutto ciò.

Anche questo avviene grazie allo stesso meccanismo, ma in questo caso sono le deità come Vishnumaya a realizzarlo. Lei è molto attiva, è Lei che realizza, che fa tutto questo.

E voi sapete anche che quando una volta, in Svizzera, mi offrirono una bellissima corona, nel cielo videro la fotografia della stessa immagine. C’era la corona, fatta benissimo, la corona di Fatima, il mio viso, i miei occhi e tutto molto nitido. Tutto questo è eseguito da Vishnumaya.

Quindi, tutte le essenze sono in azione per voi, così come tutte le deità. Esse sono molto ansiose che queste cose siano attuate e voi siete per loro i canali attraverso i quali realizzarle.

Ora, ad esempio, come vi ho detto l’altro giorno, se non vi mantenete a posto…. Vi ho detto una cosa semplice, di mettere un po’ di ghee nel naso. È una cosa semplicissima ma mi è di grande aiuto, perché aiuta il mio Vishuddhi.

Se però voi non lo fate, io assorbo in ogni caso; qualsiasi problema abbiate, lo assorbo. Io assorbo il problema dei sahaja yogi, anche il problema della città in cui mi trovo, il problema della nazione in cui mi trovo, forse dell’universo intero. Però il mio movimento orizzontale è molto ampio e molto sottile ed io lo eseguo silenziosamente.

Ma voi dovete anche capire che, con il vostro movimento orizzontale, potete fare molto. Con il movimento orizzontale quel che accade è che, se vi mettete a meditare su un particolare argomento molto problematico e distruttivo per l’umanità, qualsiasi cosa sia, se rivolgete lì la vostra attenzione e meditate, se siete così profondi – ossia se il vostro calibro è migliorato fino a quel punto – immediatamente influirete su quella situazione.

Vedrete che subito si verificherà un mutamento, avverrà qualcosa in quella direzione. Questo è il vostro potere che dovete effettivamente sviluppare.

Pertanto dobbiamo meditare e, con la meditazione, sviluppiamo quella forza interiore, così che automaticamente iniziamo a risolvere i problemi. Diciamo che le nostre antenne si espandono fino a quel punto; nella misura in cui siamo forti interiormente, esse crescono esteriormente per aiutare molte cose che vanno aiutate.

Vedete che ormai la gente si rende conto che il mondo è in una grande caos e che vi sono numerosi problemi derivati dal materialismo, da pensieri errati, da pensieri emotivi, dalla stupidità, possiamo dire.

Noi non abbiamo tempo per tutto questo. Ciò che dobbiamo fare è svilupparci sempre più in profondità, per essere incisivi anche su di un piano orizzontale.

Sahaja Yoga è, prima di tutto, per il progresso personale, è per il progresso interiore per quanto concerne l’aspetto personale: ciò significa che la vostra intelligenza deve migliorare, il vostro temperamento deve migliorare, il vostro cuore deve purificarsi, i vostri sentimenti devono essere corretti. Poi dovreste… la vostra salute dovrebbe essere buona, le vostre relazioni con gli altri dovrebbero essere corrette, il vostro ego e il vostro superego dovrebbero dissolversi. Vi sono tutte queste componenti.

Questo però aiuta soltanto una personalità, una personalità molto limitata, ossia voi stessi.

Ma adesso questa personalità può diventare uno strumento, se riuscite a sviluppare in voi questa profondità. Generalmente, però, ciò che accade è che la gente si preoccupa ancora moltissimo di se stessa, diciamo, delle mogli, dei figli, dei mariti o della famiglia o altro.

Queste non sono cose importanti, poiché noi dobbiamo essere strumenti che siano come ciò che chiamate bombe senza pilota, dobbiamo sviluppare in noi quella profondità. Quella profondità è possibile e voi potete realmente risolvere molti problemi del vostro Paese, se solo poteste meditare su di essi.

Per oggi, a dire il vero, avevo assorbito la maggior parte dei problemi che avevo sentito a Canberra, poi in quella conferenza e infine qui. Tutti questi problemi sono entrati nella mia comprensione, direi, ed ho provato a intervenire su di essi. Il mio modo di lavorare è diverso perché io possiedo strumenti molto acuti e molto efficaci. Però devo mettere l’attenzione su questi problemi e soffro anche un po’, non importa.

Ora, è importante che anche voi sviluppiate in voi questi sentimenti più profondi, una sensibilità interiore più profonda. Ma la maggior parte delle persone è molto superficiale. Pensano solo al proprio corpo, alle impressioni che danno, a come si comportano. Al massimo penseranno che ci si deve preoccupare molto della legalità, o che non si deve bere o fumare e che, se si realizzano tutte queste cose, si è ottenuto tutto. Ma a mio avviso non è così.

Ed il secondo punto è che pensiamo che amarci gli uni gli altri, amare Madre sia la finalità di tutto. Non è vero neppure questo perché, vedete, il vostro amore per me esiste, senza dubbio, e dovrebbe essere intenso, dovrebbe essere più profondo. Ma più vi addentrerete in profondità in quell’amore, più vi sorprenderete di ricevere una qualità speciale di correggere le cose sbagliate intorno a voi.

Gradualmente questa qualità migliora. Se, ad esempio, un sahaja yogi va a casa di qualcuno, quella casa deve diventare di buon auspicio. Ma questo sahaja yogi deve avere un buon cuore. Se il cuore non è buono, se nel cuore albergano ancora collera, passione, lussuria, avidità, un cuore così non avrà effetto.

Ma se una persona che si sia purificata entra in una famiglia, in una casa, in una società, avverrà un mutamento radicale. Le circostanze muteranno. Le cose che non funzionano inizieranno a funzionare all’istante.

Mi hanno detto: “Madre, domenica scorsa (giorno del Sahastrara Puja, ndt), dopo il Suo messaggio, tutto ha cominciato a funzionare alla televisione e alla radio, ogni cosa”. Io non ho fatto niente, in un certo senso. Ma questo dovrebbe accadere anche con voi.

Ovunque arrivi un santo, le cose cambiano. Ma dovete essere santi, e un santo ha una comprensione molto profonda degli altri, ed è questo che manca: non abbiamo quella profonda comprensione reciproca. Anche se l’avete per alcuni dei vostri amici o magari dello stesso ashram nel quale vivete e così via, dovrebbe tuttavia diventare molto più profonda. Dovreste andare molto più in là.

Ora, anche se pensate a me, funziona. Avviene anche l’opposto. Ma, prima di tutto, dovrebbe essere sviluppato il processo meditativo. Dobbiamo meditare tutti, questo è molto importante: meditare con sincerità.

Non solo perché dobbiamo meditare, ma perché dobbiamo essere profondi, dobbiamo crescere interiormente per esprimere i nostri grandi poteri di amore divino, per correggere moltissime cose; e questo potete farlo facilmente, io so che potete farlo tutti. Non occorre avere titoli importanti, una grande istruzione, per questo, non occorre niente.

Ciò che occorre è un profondo sentimento di amore per l’universo intero, e questo opera la trasformazione. Le forze onnidistruttive mutano il loro corso che, a quel punto, è rivolto alle forze costruttive. Ma nel complesso funziona con rapidità molto maggiore se praticate tutti la meditazione con sincerità, con intensità, con comprensione. D’accordo?

Dio vi benedica.

È molto più della nostra musica, molto più dei miei discorsi o di qualsiasi cosa, ciò che dobbiamo fare. E adesso il corso delle cose deve mutare. Sono sicura che intraprenderete questo nuovo corso. Quindi che Dio vi benedica per questo. Avete domande

Yogi: Pare vi siano alcune differenze di opinione sulle parti del corpo rappresentate qui, qui e qui. Potrebbe spiegarcelo, per favore, Shri Mataji?

Shri Mataji: Capisco. Questi chakra sono rappresentati anche all’esterno nel nostro corpo, si può dire, nel senso che sui nostri piedi, come sapete, il Nabhi è l’alluce – state seduti e ve lo spiegherò; lo saprete – il Nabhi è l’alluce, Nabhi sinistro e destro. Il secondo dito partendo dall’alluce è il Vishuddhi, il terzo dito è lo Swadisthana, il quarto dito è l’Agnya e il quinto dito è il Cuore. Ora, questa è la nostra base.

Poi nelle mani cambiano, come sapete. Nelle mani lo sapete benissimo, non occorre che parli delle mani. Ora, sulle braccia diciamo, questo qui (tocca la spalla sinistra) è il chakra di Lalita, è anche parte del Vishuddhi chakra. Lalita chakra fa funzionare il Vishuddhi chakra. E poi questo (gomito) è il Nabhi e questo (il polso) è il Vishuddhi.

Lo Swadisthana (tocca parte superiore del braccio sinistro) è nel mezzo, diciamo. Il Cuore è qui (mignolo sinistro), quindi ogni volta che questo dito vi duole troppo dovete sapere che c’è qualche problema al Cuore.

Il Cuore però non è in tutte queste parti (del braccio), ma a volte, a volte potrebbe essere avvertito qui (parte superiore del braccio sinistro). Il chakra del Cuore può essere sentito qui (tocca parte superiore del braccio sinistro), avendo un possibile riflesso su questa parte (tocca stessa parte).

Possiamo dunque dire: Vishuddhi (spalla sinistra), Cuore (parte superiore del braccio), poi Nabhi (gomito), poi Swadisthana (parte inferiore del braccio), e poi… anzi, scusate! Questo è il Vishuddhi (spalla), questo lo Swadisthana (punto più in alto della parte superiore del braccio), questo è il Cuore (punto più in basso della parte superiore del  braccio) e questo è il Nabhi (gomito), e questo è –  (si interrompe ridendo) io però non li uso mai, per questo proprio non lo so! – Cuore (parte inferiore del braccio) e questo è il Vishuddhi (polso). Va bene?[1]

Qualche volta però potete sentire il Cuore anche qui (parte superiore del braccio, punto corrispondente allo Swadisthana), perché se lo Swadisthana è molto attivo il vostro Cuore si blocca e quindi potete sentirlo qui. È molto importante avere questa discriminazione, perché se io vi dico qualcosa, e voi magari non siete ancora a quel livello di discernimento, potreste confondervi. Questo dunque è il Vishuddhi (polso). Se questo duole, indica un problema di Vishuddhi. A volte avete un problema, diciamo, al Vishuddhi; allora potete tirare il dito (corrispondente), tirare delicatamente il dito e, vi sorprenderà, le vibrazioni usciranno dal Vishuddhi sinistro. Chiunque abbia un problema può tirarlo. Ed ecco come tutti i chakra sono disposti nel corpo.

Allo stesso modo, se vi spostate verso il basso, questo è il Nabhi (ginocchio), questo (anca) è lo Swadisthana, sono entrambi Swadisthana (anca e parte superiore della gamba), e questo è il Cuore (parte inferiore della gamba), e l’osso della caviglia è il Vishuddhi. L’osso della caviglia è il Vishuddhi. La cosa principale da ricordare sono i Vishuddhi, poiché Vishuddhi, Nabhi e Swadisthan, questi tre, sono importanti in quanto si bloccano immediatamente non appena… se qualcuno con un problema al Nabhi si siede accanto a voi, avrete all’istante un problema al Nabhi (ginocchio). Ma questi (parte inferiore e superiore della gamba) si manifestano a volte, non sempre, per cui possono creare confusione. Ma specialmente lo Swadisthan.

Per esempio, quando sono arrivata a Canberra non riuscivo a camminare, entrambi gli Swadisthana si sono bloccati così, sapete. Non riuscivo a muovermi. È stato terribile perché tutti e due gli Swadisthana si sono bloccati –  per un po’, ma si sono bloccati. Quindi denotano questi problemi.

Yogi: Shri Mataji, per favore, potrebbe parlarci ancora dell’Hamsa chakra?

Shri Mataji: Hamsa chakra? L’Hamsa chakra è situato qui (tra le sopracciglia), nel punto in cui si incrociano alcuni nervi provenienti da Ida e Pingala, ed è parte del Vishuddhi chakra. Inoltre vi è la connessione con Vishuddhi e l’Agnya. Come dovete avere letto nel Devi Mahatmyam, Shri Krishna è il Padre di Cristo, così in questo punto si mantiene la connessione tra i due.

E l’Hamsa chakra è molto importante, perché, se il vostro Hamsa chakra non è a posto, il vostro discernimento è molto scarso.

Questo chakra si inaridisce facilmente se, ad esempio, mangiate cibo molto asciutto. A volte offrite anche a me cibo secco e devo dirvi di non offrirmi cibo troppo asciutto. Dovete mangiarlo con qualche salsa o qualcosa di liquido. Infatti, se mangiate cibo molto asciutto anche questo chakra si inaridisce. Ed è molto importante. Infatti, se questo punto diventa secco, potete metterci un po’ di olio o di ghee per metterlo a posto.

Ma da qui inizia la secchezza del peritoneo[2] e del rivestimento interno. Se il peritoneo si prosciuga, tutto il corpo si prosciuga. Potrebbe accadere in qualsiasi parte: se si asciuga nel polmone può causarvi un tumore al polmone. Ed anche il peritoneo può essere colpito da tumore. Quindi occorre stare molto attenti a non assumere sempre cose molto asciutte, cibo e cose asciutti. Inoltre, se non si usa niente per lubrificarlo… dovrebbe esserci qualche lubrificante per evitare problemi in questo chakra. Perché prima di tutto si perde il discernimento, non capite le cose, non sapete cosa fare. Avete buone intenzioni, ma non lo fate. Quando ottenete qualcosa, è qualcosa di non molto buono. La ragione è che il vostro discernimento è carente. Perciò questo chakra non deve inaridirsi.

Ho detto molte volte di mettere un po’ di ghee ogni giorno. Procuratevi una bottiglietta di ghee e tenetela con voi, con un piccolo contagocce. Potete metterla nell’acqua calda, potete scaldarla ogni giorno e mettervi due gocce nel naso mattina e sera. Non ci vuole molto, ma dovrebbe essere fatto. È per il vostro bene. Questo è l’unico rituale che seguiamo, mi pare, no? Abbiamo qualche altro rituale? Non facciamo neanche il segno della croce! (Madre si fa il segno della croce, risate, Madre ride)

Qualcos’altro?

Yogi: Shri Madre, due anni fa quando era qui a Burwood, Lei ha spiegato come siamo andati oltre Nirvichara e che siamo in Savikalpa e stiamo arrivando a Nirvikalpa.

Potrebbe, per cortesia, parlarci un po’ di Savikalpa?

Shri Mataji: Il primo stadio è Nirvichara, nel quale diventate senza pensieri; poi ricominciate a pensare e, nuovamente, diventate senza pensieri. È un ottimo stadio dal quale partite, e nel quale iniziate a crescere. Ora, Savikalpa può precedere o seguire questo stadio. Savikalpa è – vikalpa significa dubbio e Savikalpa significa con dubbi. Quindi crescete con ancora dubbi nella vostra mente. Vi sono ancora persone che crescono pur avendo dei dubbi nella mente.

Per esempio, vedete, qualcuno si sente ferito in Sahaja Yoga, in qualche modo si offende: “Sono stato offeso in Sahaja Yoga” o qualcosa del genere: il subconscio è presente. Allora questa persona ha ancora questi sentimenti dentro di sé: “Sono offeso, però devo praticare Sahaja Yoga, è una cosa buona”. Lo accetta mentalmente e continua, così può entrare nello stato di Nirvikalpa.

Oppure può darsi che raggiunga lo stato di Nirvikalpa e poi ritorni a Savikalpa. È un flashback. E magari può dire: “Bene, lo farò in Nirvichara, ma da Nirvichara posso anche tornare ai miei dubbi. Dopo tutto ho i miei dubbi su come siano possibili tutte queste cose”. Ed alcuni hanno una rabbia repressa dentro di sé o una sorta di sentimenti nascosti o cose nascoste di cui non sono neppure molto consapevoli, così hanno in sé anche i vikalpa.

Quindi Savikalpa samadhi può sussistere dopo o prima di Nirvichara samadhi. Intendo dire che a volte ci finite, ci cadete.

Quindi, in effetti, dobbiamo andare oltre Savikalpa perché Nirvichara samadhi non è ancora sufficiente. Tutti i vikalpa, tutti i dubbi devono scomparire: allora conseguirete lo stato di Nirvikalpa. A quel punto non vi sono dubbi né problemi. Sono molti tra voi quelli così, che non sono ancora consapevoli di esserlo. Per questo vi chiedo di sviluppare questa nuova dimensione nel vostro lavoro creativo.

Yogi: Shri Mataji, come possiamo mantenere una meditazione profonda per tutto il giorno?

Shri Mataji: Vedete, voi siete in meditazione, in un certo senso. Siete per metà in meditazione e per metà no. Ebbene, se cercate di sviluppare uno stato di testimonianza allora siete in meditazione; semplicemente uno stato di testimonianza. Qualsiasi cosa vediate limitatevi ad osservarla. Osservare è il modo migliore e, a quel punto, vi accorgerete con sorpresa di essere in un altro mondo e che le persone sono proprio su un altro pianeta. Le osservate da un altro mondo. Allora ne avrete compassione, ne avrete pietà, potrebbero anche non piacervi; tutti questi sentimenti nasceranno in voi, ma voi ne sarete separati.

Yogi: A volte si può sentire che interiormente, nei propri centri si è a posto, ma ci si muove in condizioni che causano una disarmonia in alcune altre nostre parti.

Shri Mataji: Questo è lo stato di Savikalpa. Nel senso che vi spostate… sebbene siate nello stato di Nirvichara vi spostate verso Savikalpa nel quale avete ancora vikalpa. Ma dopo tutto siete anime realizzate, sapete. Hanno dunque coniato tre definizioni distinte, secondo cui potete avere Savikalpa samadhi, potete avere Nirvichara samadhi e potete avere puro Nirvikalpa samadhi. Persino da questo stato potete ricaderci (in vikalpa, savikalpa), vedete, e questo è ciò che dovete eliminare. Quando vi accorgete di essere coinvolti in una situazione del genere, dite: “Non è questo, non è questo”, e ne venite fuori. È un esercizio, un piccolo esercizio, posso assicurarvelo. È come guidare: con la pratica la padroneggiate allo stesso modo.

Quando vengo a conoscenza di qualcosa di sbagliato, io so che è sbagliato e so che le persone stanno sbagliando, ma rimango silenziosa, e poi loro capiscono ciò che era sbagliato e ciò che era giusto. È meglio far sì che gli altri imparino attraverso gli errori piuttosto che dirglielo. Nessuno ama che glielo si dica. Poi apprendono da soli, attraverso gli errori: “Sì, ho commesso questo errore, quell’errore. Mi sono rovinato la vita. Ora basta”. Ma se glielo dite (direttamente), possono essere molto restii o potrebbero anche essere vendicativi.

Yogi: Shri Mataji, potrebbe dirci qualcosa di più a proposito della mente conscia?

Shri Mataji: A proposito di?

Yogi: Della mente conscia.

Shri Mataji: La mente conscia? Che cosa vuoi sapere della mente conscia? Vedi, la mente conscia è la mente in cui si è svegli e si vedono le cose. Ma dietro c’è anche una mente inconscia, e c’è una mente subconscia ed una mente sopraconscia e, oltre al sopraconscio, c’è anche il sopraconscio collettivo, ed oltre il subconscio c’è il subconscio collettivo.

Esiste una mente inconscia. Si può dire che la mente inconscia in un certo senso sia la Kundalini. Ebbene, quando Lei entra nella vostra mente conscia, voi diventate illuminati. La mente conscia è la mente che è consapevole di ciò che la circonda, consapevole di chiunque sia presente, consapevole di ogni cosa. Ma una mente conscia illuminata di alto livello è consapevole delle cose molto più di voi. Per esempio, io sono del tutto consapevole di chi ha blocchi al cuore; sono del tutto conscia di chi non è ancora a quel livello; sono assolutamente conscia di chi è completamente “lì”; e sono del tutto conscia di chi non lo è neanche lontanamente.

Ma per me va bene, perché io, con la mia mente conscia, posso elevarli. Quindi per me è una situazione diversa.

Ma per quanto riguarda gli altri, potrebbe essere che la vostra mente conscia, a seconda del vostro livello di avanzamento, possa essere preoccupata continuamente di piccole cose insignificanti tipo: “Adesso devo andare a casa, si sta facendo tardi, prenderò il bus o no?”. Potrebbe essere così. Poi potrebbe esserci un’altra mente conscia che si chiede fino a che punto poter meditare, fino a che punto poter arrivare con essa, cose di ogni genere. Ma potrebbe esserci una mente conscia illuminata: se è illuminata assorbe tutta l’essenza di ciò che io dico, sviluppandosi e nutrendosi.

Quando siete illuminati, la mente conscia è qualcosa di simile ad un albero nel quale adesso scorre la linfa. Può essere proprio come una foglia o un fiore, o magari un frutto: quando riceve la realizzazione si trasforma.

Se una persona riceve la realizzazione, la mente conscia progredisce ottenendo sempre più luce. Se, per esempio, arriva la luce elettrica, potete vedere questa stanza, potete vedere un’altra stanza, un’altra ancora, potete fare un giro per vederle e di nuovo, ancora, vedrete tutte le stanze. A quel punto diventate consapevoli di tutte le stanze, quindi siete consci di tutte. Ma all’inizio siete consci soltanto della stanza in cui vi trovate, non è così?

Quindi la definizione della mente conscia non può essere data dopo la realizzazione. Una persona come me, ad esempio, ha una mente conscia che potrebbe racchiudere il mondo intero. Mentre una mente conscia di una persona, di un’anima realizzata che non è ancora da nessuna parte, che abbia appena iniziato, è conscia soltanto di dove è il lato destro, di dove è il lato sinistro, e così via.

Pertanto, prima della realizzazione la mente conscia vede le cose che sono intorno. Inoltre, di questa (mente conscia) esistono diverse categorie. Alcune persone vedono… Gli artisti, diciamo, possono vedere qualcosa e uno scienziato può vedere qualcos’altro, un poeta vedrà qualcos’altro ancora: dipende dallo stato della mente conscia, dalla sua tendenza. Tuttavia non vedrà l’aspetto sottile che sta dietro: questo è possibile soltanto dopo la realizzazione. Va bene?

Yogi: Madre, talvolta l’ego si maschera da guru. Come possiamo dire quando ci accade questo?

Shri Mataji: Vedete, quando si manifesta l’ego… non ne so molto, sapete, perché io non ce l’ho! (Risate) Possiamo dire che, quando si manifesta l’ego, una persona diventa arbitraria. Per prima cosa diventa arbitraria. Comincia a decidere: “Avrò questo, avrò quello, mi piace questo”, capite? Questa è una cosa. In secondo luogo si tiene lontana dalla collettività, diventa molto arbitraria, la collettività si allontana da voi.

Ma lo Spirito è l’opposto. Lo Spirito tiene alla collettività. Non diventa arbitrario per niente e non dice mai: “Mi piace, io voglio”. Il suo “IO” scompare. Vedete, potete capire facilmente, molto facilmente, con il vostro discernimento, che una persona egoista non piace neppure a chi ha ego. Se si guarda allo specchio dice: “Oh Dio, cos’è questa squallida assurdità? Che temperamento è?!” Non piacerà a se stesso.

C’era una signora molto collerica che una volta venne ad un mio puja ed io dissi: “Ora, cos’è questa stufa che mi avete portato davanti qui in India, in estate?”. Era come avere davanti una stufa. Dissi: “Oh Dio, per favore spostatela, sembra una stufa”.

Nessuno capì, sapete, ma io dissi: “Per favore, spostatela”.

Allora le chiesero: “Vieni via, Madre non riesce a sopportarti”.

Allora lei si adirò molto: “Che succede? Che c’è che non va in me? Che cosa ho fatto?”

Dopo qualche tempo, vedete, la gente disse: “Non avremo niente a che fare (con lei)”. Allora nessuno le rivolgeva la parola, fu lasciata sola e perciò era anche molto infelice per questo, per essere stata lasciata sola. Pensava: “Che succede? È offensivo. Perché dovrebbero lasciarmi sola?”.

Poi, dopo qualche tempo, realizzò che: “Deve esserci qualcosa che non va in me, devo scoprirlo. C’è qualcosa di assurdo in questo, qualche impurità in me. Dovrei sbarazzarmene”. Allora si mise a lavorarci e ad osservare se stessa e così via, e divenne una persona davvero dolcissima. Ma non osava venire davanti a me, era parecchio spaventata.

Un giorno sua figlia venne a trovarmi. Io chiesi: “Come sta tua madre?”.

Lei rispose: “Sta bene, Madre”.

“Chiedile di venire a trovarmi”.

Allora lei (la madre) disse: “Non ho mai provato tanta gioia come il giorno in cui Lei mi ha chiamato”. Io le dissi: “Sapevo che eri migliorata moltissimo”.

Lei arrivò. Io avevo portato un orologio per lei. Disse: “Madre, ha portato un orologio per me?”. Risposi: “Sì, ti ho portato un orologio”. E lei: “Grazie a Dio quell’impurità se ne è andata, grazie a Dio! Non ne potevo più!”.

È così che quando vi evolvete, quella dolcezza, la bellezza, ogni cosa emerge. Ma, vedete, l’ego è… se fate il gioco del vostro ego, esso vi aderisce. Vi identificate con lui e non potete liberarvene.

Ma io ho assistito a questo episodio così bello, ero seduta nella mia stanza e ho potuto rendermene conto quando è entrata la bambina. E le ho chiesto: “Dov’è tua madre?”.

Anche lei era stupita. Insomma, lo disse a sua madre che esclamò: “Non ho mai provato una gioia simile! Che gioia ho provato, oh, Madre mi ha riconosciuta”. Io dissi: “Ti ho sempre riconosciuta”. Le cose stanno così.

Lei che cosa sta dicendo?

Yogi: Parliamo più forte. Alzati in piedi.

Shri Mataji: Per favore.

Yogi (riporta la domanda): Il Sahastrara è rappresentato dal loto: il loto adesso sta perdendo i petali e si sta sviluppando il frutto?

Shri Mataji: Vedete, è rappresentato come un loto perché il nostro cervello assomiglia in realtà ad un loto. Infatti, se lo tagliate orizzontalmente, potete vederlo come se aveste tagliato i petali; mentre se lo tagliate verticalmente, potete vedere che, intorno all’area limbica, assomiglia proprio ai petali di un loto. Quando però siete illuminati, ciò che accade è che essi si dilatano e si aprono ed hanno tutti bellissimi colori. Assomigliano a lingue di fuoco ed è bellissimo. Ora il Sahastrara è aperto ed il loto è aperto e, all’interno, trovate il frutto che è già lì custodito: è l’Agnya chakra che è situato lì. Potete vederlo molto chiaramente, l’Agnya: è rivestito di giallo, di giallo, diciamo, c’è come un cappuccio giallo e lì c’è l’Agnya, all’interno vi è il bellissimo Agnya.

Ora, il frutto del loto lo vediamo successivamente e direi che è definito lo stato di Bindu, nel quale diventate un bindu – un punto, un puntino – e questo puntino poi deve crescere. Pertanto, il secondo stadio ha inizio quando diventate il frutto del loto.

Yogi: Shri Madre, potrebbe dire qualcosa sul Bindu e sui chakra superiori?

Shri Mataji: Vedete, a mio avviso non dovreste preoccuparvi troppo di questi. Esistono tre stadi al di sopra del Sahastrara. Suggerirei per ora di concentrarci sul Sahastrara, è un’idea migliore. Ma Bindu, Ardha-Bindu e Valaya sono i tre stadi che occorre attraversare più avanti, e li attraverserete gradualmente quando vi svilupperete in senso orizzontale. Questo è ciò che abbiamo intrapreso adesso, quindi atteniamoci all’idea che dobbiamo svilupparci orizzontalmente. Dovremmo vedere l’effetto che abbiamo sugli altri, come influenziamo gli altri.

Vedete, alcune persone, ad esempio, che sono molto egoiste e quant’altro, possono entrare in contatto con qualcuno e dire: “Oh, che persona amabile, affascinante, questo e quello”. Ma in realtà quella persona magari è molto attraente fisicamente o un tipo un po’ brillante ma ha ben poco interiormente.

Se però una persona opera una trasformazione nello stato d’animo e nel carattere di chi le sta vicino, si può affermare che ha una personalità spirituale.

Osserviamo il modo in cui influenzate la natura, i fiori. Avete visto il miracolo dei fiori che ho fatto per voi l’altro giorno.

Allo stesso modo, osserviamo l’effetto del vostro carattere sugli alberi, sui vostri amici o sul cibo che preparate: tutto cambia, è bellissimo. Dobbiamo osservare questo, come funziona.

Ho conosciuto persone che non hanno mai saputo cosa fosse la poesia e che improvvisamente diventano poeti. Altri che non erano mai stati musicisti hanno cominciato a cantare benissimo. Come Christine, conoscete Christine: lei non cantava mai, aveva una voce orribile. E all’improvviso si è messa a cantare come un usignolo! Ma non solo su di voi; che effetto ha sugli altri? Che impressione hanno di voi gli altri? Sapete, quanto siete gentili, buoni e dolci con gli altri, non in modo superficiale, bensì il vostro comportamento dovrebbe cambiare, trasformare un’altra persona. La vostra presenza dovrebbe portare buon auspicio.

Yogi: Shri Mataji, come facciamo a sviluppare quello stesso cuore che poeti come Kabir hanno per Lei?

Shri Mataji: Lo stesso cuore di chi?

Yogi: Kabir, di grandi poeti come Kabir.

Shri Mataji: Perché no? Pensate allo svantaggio di Kabir. Voi non avete svantaggi. Kabir non aveva una Madre che gli parlasse, che lo amasse, che si occupasse di lui e che gli dicesse tutte queste cose. Ebbe un guru, e conoscete la vita di Kabir. Kabir voleva diventare discepolo di Ramananda Swami, ma era musulmano e di bassa casta o quel che sia, per cui non riusciva ad arrivare a Ramananda Swami. I discepoli non gli permettevano di avvicinarsi a Ramanand Swami. Allora un giorno Kabir andò a dormire sulle scale del fiume Gange, tutta la notte al freddo, in attesa che arrivasse Ramananda Swami che era solito passare sempre dalla stessa strada. E i suoi piedi urtarono Kabir ed egli disse: “Oh, figlio mio, che cosa fai qui?”.

Allora Kabir si alzò e disse: “Signore, voi oggi mi avete accettato come discepolo”.

Lui disse: “Sì”. E così Ramananda Swami lo prese e lo addestrò  in qualcosa di grande.

Voi non avete questi svantaggi, mentre Kabir non ebbe mai qualcuno che lo supportasse o lo aiutasse. In realtà lottò da solo contro il mondo intero. Intorno a lui c’era gente orribile; anche oggi, quelli che vivono nei suoi luoghi, a Patna, o in tutti i posti in cui egli visse… Fui sorpresa che, mentre egli aveva descritto la Kundalini come surathi, questi individui descrivessero invece il tabacco come surathi. Gente orribile e scriteriata, che si prende gioco di qualsiasi cosa. Kabir visse lì e sviluppò lì quel cuore. Voi non avete assolutamente questi svantaggi. Voi tutti parlate la stessa lingua, vivete con le stesse idee, avete vostra Madre per spiegarvi tutto, quindi potete sviluppare lo stesso cuore che aveva Kabir.

Yogi: Madre, quando medito a volte riesco a vedere una specie di fiore bellissimo e imponente uscire dalla testa o una specie di bellissimo vaso d’oro. Ho chiesto alle persone ma non conoscono la risposta, e neppure io.

Shri Mataji: È la Kundalini, quella che vedi. È come un telescopio, vedi, come qualcosa di dorato, giallo, acceso…

Yogi: Come una fornace.

Shri Mataji: Sì, una fornace, è come una fornace. Quella che vedi è la Kundalini, ed è una bella cosa da vedere. Però quando la vedi non sei lì, quindi è meglio non vederla. Ma ciò che vedi è questo, è la Kundalini. È bello, insomma, vederla è molto bello, ma (occorre) andare oltre. Dì: “No, non voglio vederla. Adesso voglio entrarci”.

Yogi: Sì. L’altra notte, ad esempio, stavo dormendo con la mia bambina piccola, mi aveva chiesto di andare nel suo letto. E abbiamo meditato ed era immensa e mi sono svegliato, mi sono svegliato all’improvviso.

Shri Mataji: L’hai vista in sogno?

Yogi: Non so se fosse un sogno o se stessi ancora meditando, ma…

Shri Mataji: Se la vedi in sogno va molto bene, mentre in meditazione non dovresti vederla. Se la vedi in sogno va benissimo. È proprio la Kundalini, è come una fornace, assomiglia ad una silenziosa fornace ardente.

Yogi: A volte assomiglia a fuochi d’artificio. È proprio bellissimo.

Shri Mataji. Sì, ma non dovresti vederla più, capito? Cerca di evitarlo.

Yogi: Shri Mataji, potrebbe dire qualcosa sulla pura attenzione, come purificare la nostra attenzione? Come guardare oltre la forma umana e le differenze reciproche?

Shri Mataji: Attenzione pura? Vedete, la vostra attenzione si rovina quando mettete l’attenzione… ad esempio, io rivolgo l’attenzione a questo bicchiere, allora mi metto a pensare a questo bicchiere: “Oh, è un bellissimo bicchiere, di magnifica fattura. In qualche modo dovrei cercare di rubarlo!”.

Poi l’attenzione va oltre: “Come posso fare per rubarlo? E cosa dovrei fare, qual è il modo migliore per rubarlo?”, e via dicendo. Così l’attenzione crea problemi su problemi perché ho una forma di avidità, sviluppo una forma di avidità per questo oggetto.

Come ho fatto a svilupparla? Perché, vedete, se io rivolgo a questo la mia attenzione, da lì comincia ad arrivarmi un pensiero, una reazione; questo vi provoca una reazione. Poi vi mettete a guardare il bellissimo Ganesha che è lì e dite: “Oh, non ne ho mai visto uno simile!”.

Vedete, in quel modo il pensiero inizia a scaturire da tutto questo. E mi nasce nella mente quel pensiero che mi suggerisce che dovrei fare qualcosa come rubare il bicchiere. Capito?

Ebbene, l’attenzione pura sarebbe quella di guardarlo senza pensare. Su qualsiasi cosa cada la vostra attenzione, se iniziate a farvi coinvolgere o ad attaccarvi ad essa, dovreste cercare di osservarla senza pensare. Entrate in consapevolezza senza pensieri: allora gioirete al massimo. Per esempio, questi tappeti sono molto belli. Se appartenessero a me, una cosa sarebbe che dovrei preoccuparmi di assicurarli: con tutte queste persone sedute, potrebbero rovinarsi, e così via – mi verranno in mente tutti questi pensieri.

Se invece appartengono a voi, escogiterò in che modo riuscire a portarmeli via, penserò a qualche modo molto ingegnoso per poterli portare via! (Risate)

Ora, questo è molto umano e si può fare così, ma al di là di tutta questa ingegnosità e malizia, la cosa migliore è apprezzare. Come? Guardandoli senza pensare. Un artista li ha creati, ci ha riversato dentro tutta la sua gioia. Io semplicemente guardandoli gioisco di quella gioia. Così, quando iniziate a gioire di quella gioia, la vostra attenzione diventerà pura, molto pura.

Infatti la gioia di questo vi rende assolutamente dediti ad essa, perché pensate: che cosa conta in questo mondo, dopo tutto? Gioire. E se io devo gioire di ogni cosa, perché dovrei preoccuparmi di procurarmela o di rubarla o di fare tutti questi trucchi? È meglio gioire. Così la ricompensa è talmente grande che l’attenzione inizia a purificarsi.

Yogi: Abbiamo la tendenza a reagire alle cose ancor prima di renderci conto di avere reagito. Sembra essere un processo velocissimo per cui guardiamo e reagiamo in pochi secondi.

Shri Mataji: Sì, all’inizio è così perché, vedete, state passando da quello stile ad un altro. Ma, una volta stabilizzati in questo (nuovo) stile, la vostra reazione sarà di limitarvi ad osservare.

Ma funziona anche diversamente. Vi racconterò un episodio. Mi avevano offerto circa sedici bellissime corone – ovviamente non potevo indossarle – per questo Krishna Puja in Svizzera e tutti gli inglesi le stavano importando di “contrabbando” in Inghilterra dentro le scatole. Bene, quando arrivarono alla dogana, il doganiere chiese: “Che cosa sono tutte queste cose?”. Risposero: “Beh, potete guardare”. Così ne esaminarono una. Il primo doganiere guardò poi la passò ad un altro, poi ad un altro. In questo modo ne furono passate quattro e le stavano guardando tutti.

Allora chiesero: “Adesso che dite?”. Niente. Le richiusero e le restituirono. Poi questi ragazzi si voltarono indietro per vedere dov’erano, che cosa era successo (a questi doganieri): ebbene, si muovevano così (ondeggiando con sguardo estatico, ndt). E passarono con molte macchine ma questi doganieri non guardarono neppure una macchina, erano proprio (in uno stato estatico di gioia, ndt).

Insomma, ebbero un imprevisto di gioia! Anche questo può accadere, un imprevisto di beatitudine! Quindi meglio guardare cose che possono causare imprevisti di beatitudine! E una volta presa questa abitudine, non vi dedicate ad altre cose inutili. A quel punto vi va di vedere solo le cose che possono darvi gioia. La vostra attenzione cambia.

Yogi: Madre, per favore, che cos’è l’Omkara?

Shri Mataji: L’Omkara? È il primo suono. Quando la Shakti si separò da Sadashiva, da Dio Onnipotente – quando il Potere, il Desiderio di Dio si separò – creò il primo suono: questo è il primo Figlio di Dio, diciamo. Questo è l’Omkara. È l’A-U-M; e questi sono i tre poteri che sono rappresentati da Mahakali, Mahalakshmi e Mahasaraswati. Ed inoltre tutti questi sono uniti insieme per creare Shri Ganesha.

Yogi: Madre, qual è la Sua visione per Sahaja Yoga?

Shri Mataji: Qual è la…?

Yogi: Qual è la Sua visione per Sahaja Yoga?

Shri Mataji (sorride): È questa, già iniziata! La mia visione per Sahaja Yoga è che tutte le persone buone, virtuose, che amano Dio, si eleveranno oltre tutto ciò che è inutile, terreno, e risiederanno eternamente nei Cieli con tutte le benedizioni di Dio.

Va bene? Possiamo suonare un po’ di musica, perché senza di essa non vi sembrerà completo. Ascoltiamo i canti…

Avete sentito la registrazione delle bambine di Puna? Non era bella? Ottima, vero? Dovete farne delle copie e distribuirle. Ottima musica e bellissime canzoni…[Sahaja yogi: “Regina del Sahastrara, Shakti del Signore Brahma”…] Sono tutte bambine molto piccole, sapete. Hanno fatto e composto tutto loro e cantato in modo così chiaro. È davvero notevole, nessuno ha insegnato loro niente.

[Un sahaja yogi dice che canteranno una canzone scritta da Gavin Brown. “Mother You are Nirmala”]

Shri Mataji: L’ha scritta Gavin Brown, eh…

Bellissima.

[Nuova canzone]

Shri Mataji: Mi sembrano tutte canzoni nuovissime. Questo (libro dei canti) è stato appena pubblicato?

[Uno yogi risponde che stato pubblicato in occasione del seminario di Asia e Australia dell’anno precedente].

Shri Mataji: Oh, capisco. (Lo yogi dice che poi è stato portato in India, a Ganapatipule).

Oh, capisco. Poiché la maggior parte di voi ha cantato le stesse canzoni, non sapevo che aveste composto nuove canzoni così splendidamente.

[Lo yogi dice che le prime due canzoni sono state scritte in Inghilterra e pensa siano di Bala].

Shri Mataji: Bala. Penso che questa, “Madre, voglio vederti”, sia una canzone molto adatta a lui in questi giorni. Infatti si è perso lì: me lo scrive continuamente, in ogni lettera (ride, risate).

Sahaja yogi: Noi oggi non abbiamo bisogno di pensarlo, Madre.

Shri Mataji: No, voi no. Voi siete a posto (risate).

[Yogi: Pagina 20. Kundalini Kundalini Nirmala Mata]

Shri Mataji: Chi l’ha scritta? [Yogi: Qualcuno dall’Europa].

Shri Mataji: Gregoire? È dall’Europa.

[I sahaja yogi cantano].

Shri Mataji: Bellissima.

[Gli yogi cantano “Namostute”. Poi “Amhi bi Ghadalo”: anche Shri Mataji ne canta una parte. Alla fine esclamano: Shri Mataji Nirmala Devi ki, jai! ].

Shri Mataji: Wah wah. Dicevo, sapete, che mio fratello, quello che è venuto qui, è un grande suonatore di tabla; quindi chiedetegli di insegnarvi qualcosa. È un ottimo suonatore di tabla. Adesso ovviamente è fuori esercizio, ma vi dirà come suonare certi tala, sapete. È meglio che vi mettiate seduti a imparare da lui, è una buona idea. In effetti è qui, quindi approfittatene. Probabilmente ora sta dormendo, credo stia riposando, ma non importa: domani, quando arriverà, gli parlerò e ve lo insegnerà.

[Gli yogi cantano He Adi Ma].

Shri Mataji (parla con qualcuno): Questo è stato un imprevisto di gioia! Non hai sentito la storia dell’imprevisto di gioia? [Yogi: “No, Madre”]. (I sahaja yogi) stavano introducendo di “contrabbando” queste corone (offerte al Krishna Puja, ndt), che erano sedici, in Inghilterra. Vedete, arrivarono ad un certo punto e i doganieri chiesero: “Che cosa trasportate?”. Loro risposero: “Potete guardare”. Così quelli ne esaminarono una: se la passarono, ne videro un’altra e se la passarono, ne esaminarono quattro, guardandosi fra loro, sapete. Poi dissero: “Che c’è che non va? Potete andare”. E le restituirono. E (i doganieri) se ne andavano in giro dappertutto, tutti quanti persi in questa beatitudine improvvisa; e così tutte le automobili e il resto passarono (Madre ride, risate). E loro erano persi nella beatitudine causata da questo evento fortuito (Madre ride, risate).

[Gli yogi cantano “Amhi Matajincha Charanasi Alo”[3]]

È una canzone bellissima. Spero ne comprendiate il significato. È dato il significato qui? [Uno yogi legge la traduzione dal libro dei canti]. Dategli il microfono così tutti possono sentirla. È bellissima.

Sy: Jai Shri Mataji.

[Un sy propone a Shri Mataji di ascoltare la loro intervista radiofonica].

Shri Mataji: Va bene domani?

Yogi: Sì (…). Belle domande.

Shri Mataji: E due uomini saggi! (risate).

[Gli yogi cantano Bhayakayataya[4]].

Shri Mataji: Wah. Leggi il significato di questa: è dedicata ai sahaja yogi, è la lode dei sahaja yogi.

[Aarti e Mahamantra]

Shri Mataji: Che Dio vi benedica tutti. Che Dio vi benedica tutti. Che Dio vi benedica tutti.

È difficile per alcuni, non importa. Dio vi benedica.

Che Dio vi benedica tutti.

Prima alzatevi tutti la Kundalini. Non c’è niente da vedere. Bellissima, bellissima Kundalini.

Che Dio vi benedica tutti. È così gratificante. Domani spero che sarete tutti qui (risate) e porterete molti altri con voi.

Dio vi benedica.

Nota:

Da una conversazione privata alla fine, dopo il discorso, un consiglio per il trattamento della tubercolosi: mischiare kerosene vibrato e olio di mandorle per frizionare il torace (oltre ai trattamenti tradizionali).


[1] Ricapitolando, l’ordine dei chakra nelle braccia è il seguente: lo Swadisthan nella parte superiore, il Nabhi è il gomito, il Cuore è nella parte inferiore, il Vishuddhi è il polso. Qui Madre informa inoltre che, talvolta, il chakra del cuore può essere avvertito anche nella parte superiore del braccio, corrispondente allo Swadisthan, a causa della correlazione esistente fra i due chakra. La motivazione di questa maya creata da Madre sulla posizione dei chakra nelle braccia è da Lei stessa spiegata subito dopo: “È molto importante avere questa discriminazione, perché se io vi dico qualcosa, e voi magari non siete ancora a quel livello di discernimento, potreste confondervi”.

[2] Membrana siero fibrosa, sottile e quasi trasparente, che avvolge tutti gli organi addominali dell’apparato digerente: intestino, stomaco, duodeno, digiuno, ileo, colon, fegato, pancreas, colecisti.

[3] Traduzione dal song book: Essendo venuti ai Piedi di Madre/ Siamo stati inondati dal Nettare di Chaitanya/ Un tale riconoscimento non era mai accaduto prima allo Spirito/ E mentre veniamo ai Tuoi Piedi, il potere della Kundalini ci inonda completamente/ Venendo ai Tuoi Piedi di Loto abbiamo ricevuto la realizzazione/ Shri Ganesha ci dà la conoscenza che/ Madre Nirmala è la Madre dell’universo/Noi ne facciamo l’esperienza mentre la nostra ignoranza scompare/ Brahma e Vishnu ci dicono/ Che sono potenti in virtù della grazia di Madre/Mentre riconosciamo l’Adi Guru Dattatreya, raggiungiamo il chakra del cuore/ Shiva, la Sua Shakti, Sita, Rama ed Hanumana, tutti/Adornano la meditazione su nostra Madre/Riconoscendoli, raggiungiamo il Sahastrara/ Krishna, Radha, Gesù e Maria ci dicono/ che ci guideranno se noi reciteremo il nome di Nirmala/ O Madre, arrendendoci a Loro noi Ti abbiamo incontrata/ Vediamo la fiamma dello Spirito alla Tua soglia/ E lo splendore del Sahastrara è dentro e fuori/Mentre Tu attraversi il Sahastrara, Madre, noi diventiamo lo Spirito.

[4] Traduzione dal song book: Quando si appartiene a Dio, che cosa c’è da temere?/Nella Divinità, dimentichiamo ogni cosa/ E ci perdiamo completamente in Dio/ Quando si appartiene a Dio, che cosa c’è da temere?/Il mondo Gli è grato per le Sue benedizioni/Tuttavia Egli non appartiene al mondo poiché è in uno stato completamente distaccato/ Quando si appartiene a Dio, che cosa c’è da temere?/Si può non avere alcuna ricchezza esteriore/Il vero tesoro di ricchezza è dentro di te/ Quando si appartiene a Dio, che cosa c’è da temere?/Tutte le malattie ed i problemi si dissolvono completamente/Laddove risiedono i Piedi di Dio/ Quando si appartiene a Dio, che cosa c’è da temere?