Discorso precedente il Puja a Shri Vishnumaya

(Stati Uniti d'America)

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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Discorso precedente il Puja a Shri Vishnumaya

New York (USA), 8 Agosto 1987


[Shri Mataji entra nella sala e si siede su una poltrona: “Sedetevi, sedetevi”. Parla a lato ad alcuni sahaja yogi, in inglese e in un idioma indiano. Poi, qualcuno porta un ventilatore e Lei dice: “Oh, bene”. Poi guarda qualcuno e dice: “Loro non sono sahaja yogi, l’ho sentito”].

È molto gratificante vedere così tanti di voi americani riuniti oggi, con il desiderio di celebrare domani il Vishnumaya Puja.

Mi ricordo i giorni in cui parlavo solo alle sedie (risate). Ma dopo aver lavorato per tutti questi anni così intensamente, visitando questo paese così tante volte, abbiamo ancora pochissimi sahaja yogi in confronto a qualsiasi altra nazione.

In questo paese di Shri Krishna è inevitabile che si rivolga l’attenzione al denaro, infatti Egli è l’incarnazione di Vishnu e la Sua energia è Lakshmi. Lakshmi è la Dea del denaro, ma non il denaro chiamato “dollaro”. È il denaro inteso come forma completa e integrata di benessere materiale.

Di fatto, la materia ha un solo potere: essa può esprimere il nostro amore agli altri.

Per esempio, se dovete esprimere il vostro amore a qualcuno, farete un bel regalo o qualcosa che sia utile alla persona; oppure potreste cedere la vostra proprietà, il patrimonio ai vostri figli. In modo molto simbolico, come figlio, potreste anche regalare a vostra madre una piccolissimo sasso che considerate interessante, e ciò la renderebbe felice.

Ma l’intenzione, nel donare qualcosa di materiale a qualcuno, è sempre quella di dimostrare il vostro amore ed emozioni, di mostrare il vostro interesse ed esprimere il vostro cuore.

Così, per esprimere il vostro cuore attraverso qualcosa di tangibile, si utilizza la materia. Ora, quando questa materia viene trasformata in qualcosa e diventa in qualche modo un’attività economica alla quale si deve attribuire un prezzo, l’attenzione si trasferisce dalle emozioni alla materia (intesa) come qualcosa che possiede un valore superficiale rispetto al valore più profondo dell’amore.

Anche nell’antichità, quando le persone possedevano molto denaro, usavano decorare le proprie case, indossare bei vestiti, invitare nelle proprie case le persone per renderle felici, per  farle stare bene. Chi era ricco organizzava feste o cose del genere per rendere felici le persone.

Gradualmente, l’attenzione si spostò di nuovo da questo a qualcosa di estremamente grossolano, ossia mettersi in mostra.

Però, quando cercate di mettervi in mostra, lo scopo fallisce completamente e l’altra persona non sarà mai felice, anzi, sarà gelosa.

Qual è dunque l’utilità di mettersi in mostra, dato che lo scopo è di rendere felice un’altra persona? Al contrario, la rendete gelosa. Allora subentrerà la seconda fase in cui susciterete sentimenti di competizione nell’altra persona, che penserà: “Perché lui dovrebbe averlo (il denaro) e io no?”. Infatti quella persona non può godere di ciò che avete voi.

Così, sono nate teorie su teorie nei nostri sistemi politici, nei nostri sistemi economici: come incrementarla e utilizzarla (la materia) per qualcosa di ancora più grossolano.

E questa grossolanità è cresciuta sempre più, sempre più. Quando permettete alla materia di agire in questo modo, essa ci domina.

Noi siamo impotenti; è la materia che diventa potente, poiché ci domina completamente. Non possiamo fare a meno di questo, non possiamo fare a meno di quello, non possiamo fare a meno di quell’altro. E allora diventiamo completamente schiavi della materia. La materia ci domina al punto che diventiamo totalmente ciechi riguardo allo scopo per il quale siamo su questa terra, e iniziamo a strisciare come vermi sotto il peso della materia.

Cos’è questo (indica il soffitto e i muri circostanti, ndt)? Nient’altro che pietre, mattoni, è tutta materia. Quale ne è l’importanza? Nessuna, salvo che (in questo edificio, ndt) dobbiamo organizzare un seminario (risate)! Se non lo utilizzeremo per il seminario, se non lo utilizzeremo per farci qualcosa di saggio al fine di creare armonia e comprensione, non ci sarà alcuna utilità ad avere tutto ciò.

È di questo che ci si deve rendere conto: la materia ha un suo scopo specifico e noi, come sahaja yogi, non saremo dominati dalla materia. È molto difficile deciderlo, poiché fin dalla nostra infanzia ci viene insegnato: “Stai attento! Non toccare questo, non toccare quello” – come se si trattasse di Dio – “Non rovinarlo!”.

Così tutta l’attenzione viene assorbita da questa grossolana esistenza della materia. Allora una persona inizia a passare dalla propria ascesa alla discesa.

Dalla materia siete diventati carbonio, dal carbonio siete diventati amminoacidi, da amminoacidi siete diventati organismi viventi, da organismi viventi siete diventati esseri umani ed ora dovete diventare sahaja yogi.

Ma l’attenzione inizia a spostarsi verso il basso, verso la materia, e noi acquisiamo tutte le caratteristiche della materia. Ad eccezione di una, nel qual caso siamo soltanto noi a poter assegnare quel potere alla materia: vale a dire quello di poter esprimere il nostro amore.

Allora (quando ci si indirizza verso la materia, ndt) diventate statici, immutabili; e quando iniziate ad usare questa materia per un fine più basso di questo, fate del male. La materia stessa inizia a trasformarsi in oggetti come le armi.

Dapprima devono aver usato la pietra per aggredire e poi le clave di pietra. Dopo vennero le spade, poi le armi da fuoco, in seguito l’energia atomica. Così la stessa materia si è evoluta in un’altra direzione.

Ma la materia avrebbe potuto essere indirizzata in una direzione più elevata, se aveste compreso la sua qualità di dare gioia.

Poi, per qualche tempo lo si è fatto: si sono realizzate stupende sculture, magnifiche chiese e templi, bellissimi dipinti e bellissime statue. Ritengo che in America questo sia terminato con la costruzione della Statua della Libertà[1]. Dopodiché ha assunto un’altra forma.

Ora, se osservate le donne americane, vi renderete conto che non hanno alcuna somiglianza con la Statua della Libertà. Voglio dire che, persino per avere un modello, per realizzare un modello per creare quella statua, dovrete importarlo da qualche altra parte.

Che dignità, che carisma, che sentimento materno emana, che protezione elargisce con la sua forza!

Loro invece sono tutte stanche, così. Sono tutte  assolutamente delle debolucce. Non vogliono assumersi alcuna responsabilità, scaricano la responsabilità su qualcun altro.

Qui (in America) si erge il simbolo della grande protezione di una donna nei confronti dell’uomo (Statua della Libertà, ndt). Mentre oggi la protezione stessa è diventata una dominazione nei confronti degli uomini. Qui, gli uomini, invece di diventare uomini, sono diventati cavoli. Le cose si sono evolute al contrario.

Trovo davvero difficile da credere che, allo stesso tempo, abbiamo avuto persone come Abraham Lincoln. Non credo che adesso si possa generare qualcuno così. Dove sono quelle madri che hanno dato alla luce Abraham Lincoln? Dove sono quelle grandi donne che sacrificarono tutto per i propri figli, per infondere loro una simile grandezza?

George Washington lottò sempre, per tutta la vita, avendo accanto una moglie molto forte.

Ma qui ora le donne non sono diventate altro che materialiste: pensano che indossando determinati abiti o andando da un parrucchiere, tagliandosi tutti i capelli in modo bizzarro, diventeranno potenti.

Oggi sto parlando delle donne perché stiamo parlando di Vishnumaya, ma non per ferirvi. Infatti gli uomini sono molto responsabili di questo.

Vediamo il punto, dove stiamo andando. Oggi, se guardate, l’intera società è rovinata. Ci si sente malissimo nel vedere le cose che accadono in questo paese. I bambini sparano a chiunque, bambini piccoli sparano.

Se andate per la strada, sono tutti in preda al panico. Perché è accaduto a noi, in questo paese dove avete generato così grandi eroi, mentre ora non riuscite a creare nessun eroe? Che cosa è andato storto e dove?

So che hanno fatto un disastro, questi uomini hanno rovinato tutta la politica e tutto ciò che viene definito, per così dire, “maschile”. Ma Vishnumaya è il potere di una donna. Lei è il potere di una donna e si dice che le donne americane siano molto, molto potenti.

In cosa risiede il potere? Il potere risiede nella quantità di uomini da cui riuscite a divorziare e in quanto denaro possedete; nel numero di persone da cui si può divorziare e ottenere legalmente molto denaro. Non è questo, non è questo il potere di una donna. Occorre capire dove abbiamo perso il nostro potere.

Il potere di una donna non consiste nell’assoggettare gli uomini nel senso che  dovrebbero ammirarvi dalla mattina alla sera, che ogni persona per la strada debba guardarvi. Non è questo il potere di una donna. Quello potrebbe essere il potere di una prostituta, ma non di una donna che si erge a simbolo della libertà.

Il potere di una donna è come quello della Madre Terra. Osservate quanto ha fatto per voi. Vi ha donato tutta la vegetazione, la bellezza. Laddove scende in profondità, si riempie di acqua, vi dà gioia e felicità e sopporta tutti i problemi del mondo. Nonostante tutto quello che le abbiamo fatto, malgrado il modo in cui abbiamo estratto tutte le sue ricchezze ed ogni cosa, ancora ce le concede.

Ecco cosa siamo: quando abbiamo perso il nostro potere, la nostra società è crollata. La società deve essere preservata dalle donne, non dagli uomini. Si deve capire che la donna riveste il ruolo più importante. In nessun modo vale meno dell’uomo; ma se diventa un potere di questo tipo, la distruzione inizia a spostarsi nella direzione opposta.

In Sahaja Yoga dobbiamo correggere tutto questo scompiglio. Quando vedo l’immagine di Sahaja Yoga, quando vedo il momento in cui staremo tutti insieme e gioiremo completamente di noi stessi, voglio vedere le mie donne, le mie figlie, essere il simbolo dell’amore, il simbolo del sacrificio e della comprensione. E allora il dinamismo di questo sacrificio sarà evidente, perché loro sono il potenziale. Voi siete realmente il potenziale e dovete fornire loro energia affinché essi siano cinetici.

Coloro che non riescono ad avere energie potenziali (gli uomini, ndt) sono diventati il potenziale: a che serve? Mentre coloro che hanno l’energia potenziale (le donne, ndt) sono diventate cinetiche: a che serve? Questo ora deve cambiare. Dobbiamo rifletterci, capire.

Abbiamo sbagliato strada; da qualche parte abbiamo realmente sbagliato strada e questo sbaglio dovranno pagarlo i nostri figli, dovranno pagarlo i loro figli, dovrà pagarlo l’intera nazione.

Rivolgete la vostra attenzione a qualcosa di molto nobile. Questo è il potere di Vishnumaya, perché Vishnumaya era la sorella di Shri Krishna. È venuta come sorella di Shri Krishna. Lei è la vergine, naturalmente. È nata come sorella di Shri Krishna. Ora, vedete, la storia è molto interessante. Se osservate la storia, capirete che cosa sto cercando di dirvi.

La storia è questa: doveva nascere l’ottava incarnazione, il Potere, come si dice; doveva nascere Shri Krishna, Colui che secondo Sahaja Yoga definiamo il Re del Vishuddhi chakra. Egli nacque in una prigione (poiché) i suoi genitori erano in prigione. Ebbene, Vishnumaya nacque nello stesso momento in un villaggio chiamato Nanda Gram, dove vivevano un altro amico chiamato Nanda e sua moglie Yeshoda.

Lei nacque in quella famiglia. Era una bambina molto, molto potente. Ebbene, quando Shri Krishna nacque, il padre lo portò via dalla prigione. Grazie ai poteri di Shri Krishna, tutti i suoi ceppi, tutte le sue catene vennero spezzate e le porte aperte; e il padre guadò il fiume Yamuna portando con sé il figlio e lo affidò a Nanda.

Nanda disse: “Ho avuto anch’io un figlio circa nello stesso tempo momento, ma è una bambina”. Osservate la forza che in quel momento questa piccola bambina diede alla madre Yeshoda.

Dissero: “Bene. Fai una cosa: prendi con te questa bambina e mettila al posto di Shri Krishna”.

Che sacrificio per una donna consegnare, in quel momento, la propria figlia, una piccola neonata, perché venisse uccisa da quell’orribile individuo che era Kamsa! Nessuna madre farebbe una cosa simile. Riuscite a pensare ad una madre che consegni la propria figlia perché sia uccisa al posto di Shri Krishna? Non possiamo pensarlo di nessuna madre, ma in India abbiamo avuto delle madri così, che fecero enormi sacrifici.

Questo è il più grande sacrificio cui si possa pensare per una donna. Lei può sacrificare poche o tante cose, ma sacrificare il proprio figlio è la cosa più grande.

La donna si sacrifica tantissimo per i propri figli. Lavora per loro, veglia notti dopo notti su di loro. Fa così tanto per i suoi bambini. Ma rinunciare al proprio figlio è qualcosa di straordinario e lei lo fece.

E lui portò la bambina – quella bambina che era l’Energia, era l’Adi Shakti nella forma di Vergine – e la sostituì (a Shri Krishna).

Così quando la mattina Kamsa arrivò e venne a sapere che era nata una bambina, rimase stupito: doveva essere un maschio, come mai era nata una femmina?

“Comunque sia” – (Kamsa) disse – “ucciderò questa bambina”. L’afferrò e stava per sbatterla per terra, quando lei si liberò, salì in cielo e divenne un fulmine per annunciare che Colui che avrebbe dovuto distruggerlo era ancora vivo. Kamsa ne fu sconvolto.

Ebbene, dietro a tutto questo, ciò che vediamo è un carattere, quello di Yeshoda, molto disposto al sacrificio; del padre così disposto a sacrificarsi; di una società in cui era importante proteggere un’Incarnazione sopra ogni altra cosa.

E dopo questo evento, Shri Krishna crebbe nella casa di Nanda, dove poi si manifestò come una potente personalità.

Ma Vishnumaya è presente, e in questi giorni è molto attiva, estremamente attiva. È colei che è assolutamente presente in voi, e risiede nel Vishuddhi sinistro. Lei non vi permette di sentirvi colpevoli.

“Perché vi sentite colpevoli?”. Lei dice sempre: “Perché vi sentite colpevoli? Perché siete infelici? Siete anime realizzate, siete sahaja yogi. Liberatevene! Questa faccenda di sentirsi colpevoli non va bene, liberatevene! Coraggio. Dovete trovare il modo”.

La distruzione si delinea dinanzi a voi. Vedete la distruzione di questo grande paese, vedete così chiaramente che si sta attuando.

Sento che ora si stanno formando due mondi: uno che si sta distruggendo e uno che ne scaturisce come un loto. Ma dietro c’è il Potere di Vishnumaya, l’Energia di Vishnumaya, il Potere della sorella di Shri Krishna.

Ora, come sapete, Vishnumaya è un’Energia femminile. A Lei non interessavano le cose mondane. Riuscite ad immaginare Vishnumaya che segue tutte queste cose assurde?

E per proteggere i suoi fratelli e dar loro tutta la forza, che cosa fece? Cosa fece? Venne nella sua forma più pura, come sorella. Tutte voi qui avete così tanti sahaja yogi come vostri fratelli. E dovete avere anche altre persone come fratelli.

Questa purezza deve subentrare nelle donne. Se questa purezza non subentrerà in loro, non avranno alcun potere, saranno impotenti.

Così arriviamo al punto principale, ossia che laddove le donne sono pure e caste, lì risiedono i poteri di tutte le deità. Dunque è una grandissima responsabilità per noi essere molto caste, essere molto pure ed essere delle sorelle per i nostri fratelli, cosicché anche i fratelli siano protetti dalle tentazioni del mondo; affinché anch’essi abbiano l’attenzione su qualcosa di più elevato e di più grande.

Sento che è un giorno molto, molto importante per venire in America a celebrare questo puja. Vi dirò tutto al riguardo, ma rendiamoci conto che noi siamo il potere, siamo l’energia. Non siamo il potere che può essere dominato dal denaro o da qualsiasi altra cosa. Siamo il potere perché siamo sahaja yogini, perché abbiamo quel carattere.

Ora, è importante che gli uomini comprendano il valore delle donne. Gli uomini in questo paese assomigliano a cavoli, d’accordo, ma possono essere orrendi, assolutamente orrendi, poiché non hanno il senso della purezza del loro carattere.

Se l’uomo non è a posto, come può avere una sorella pura? Se l’uomo non crede nella castità della vita… Per alcuni uomini, per la maggior parte degli uomini voglio dire, non esiste niente di simile alla castità. Nei tempi moderni, non hanno mai creduto in qualcosa come la castità.

Questo è ciò di cui manchiamo; e in Sahaja Yoga, quando penso ai miei bambini, ai miei figli, dovrebbero risplendere di castità. L’intera presenza dovrebbe risplendere di castità.

Le persone, nel guardarli, dovrebbero dire: “Oh, questa che sta avanzando è l’innocenza. Guardate l’innocenza e la castità che procedono insieme!”.

È dunque questo ciò che si trova negli uomini: l’innocenza. Non è necessario essere troppo astuti. Nessuno può ingannarvi. Una persona innocente, d’un sol colpo, può uccidere cento persone inutili. Così è importante che anche gli uomini capiscano il valore dell’innocenza.

Lei era la sorella di Krishna, d’accordo. Ora, guardate Shri Krishna da bambino: quanto era innocente, e quanto era potente! Voleva mangiare il burro. Ora, il motivo per cui voleva mangiare il burro era che tutto il burro prodotto a Gokul, in quel luogo, veniva inviato a Mathura, dove governava quell’orribile re Kamsa; e tutte le sue truppe erano diventate molto forti mangiando quel burro.

Perciò (Shri Krishna) non voleva che mangiassero il burro, così organizzò una specie di tribù di bambini piccoli e un gioco nel quale si arrampicavano uno sull’altro; il burro veniva conservato in un vaso che pendeva dal soffitto, e loro salivano lassù e lo mangiavano tutto.

Nella prima infanzia Egli inventò questo gioco innocente, così tutti i bambini si arrampicavano per mangiare il burro. Per cui, dato che non ce n’era più, come lo avrebbero portato a Mathura? Era questo che facevano, e un giorno Sua madre lo afferrò dicendo: “Hai mangiato del burro che era qui?”. Il burro era tutto intorno qui (Shri Mataji mima la bocca tutta impiastricciata di burro del piccolo Shri Krishna. Risate, ndt).

Lui rispose: “E come? Come potrei mangiare il burro? Vedi, posso forse arrivarci con la mano? Vedi ora, come posso…”

“Oh, allora hai preso il bastone e l’hai rotto”.

“No, no, non l’ho fatto”.

“Allora cos’è tutto questo?”. (Mima il burro intorno alla bocca, ndt).

“Vedi, sono stati tutti i miei amici a mangiarlo. Io me lo sono messo sulla bocca, cosicché tu possa picchiare me”. (Risate)

Parlava così innocentemente, come un comune bambino, Lui, come un comune, semplice bambino.

Allora la madre disse: “Va bene. Fammi vedere la bocca”.

Allora Lui apre la bocca e lei vede l’intero universo, l’intero universo, l’universo intero ruotare nella Sua bocca. Lo vede e dice: “Oh Signore, Ti prego, perdonami. Avevo dimenticato! Avevo proprio dimenticato che Tu sei il Signore di questo universo e ho dubitato di Te!”. Cadde ai Suoi piedi: “Deve esserci qualche disegno in ciò che fai”.

Egli parlò alla madre in modo semplice, innocente, come avrebbe fatto un bambino.

Così, l’innocenza di un Bambino e l’innocenza di una Vergine, o meglio, la castità di una Vergine e l’innocenza di un Bambino generarono, portarono all’esistenza dell’America. Questo paese nacque da questo. Potete dunque immaginare quello che possiede ora questo grande paese, vedete ovunque la bellezza, insomma, in ogni luogo in cui vi recate, trovate una tale vegetazione!

Sono andata a Los Angeles: è un deserto, ciò nonostante siete riusciti ad avere l’acqua e potete trasformarlo in un posto bellissimo. Avete tutto quello che un essere umano può desiderare, ma manca qualcosa: il fatto di non capire perché ci fu data, come ci fu data (l’America).

Come vi ho detto, fu creata da quell’innocenza e castità. E se non riusciamo a pensare a quella castità e a quell’innocenza, non potremo mai maturare diventando sahaja yogi saggi e corretti.

Non c’è da sentirsi feriti se qualcuno vi dice: “Vedete, questo è ciò che siamo”.

In sostanza è questo ciò che siamo; ed è per questo che fondamentalmente dovremmo comprendere e svilupparci in una personalità americana. Ma quello che si scopre è che vengono creati tutti gli strumenti di distruzione.

Come i bambini piccoli; insomma, trovate bambini e bambini. Troverete bambini piccoli che combattono l’uno contro l’altro. D’accordo. D’accordo le lotte. Ma non è solo questo: uccidono i genitori, uccidono i nonni. Che cosa sta succedendo? Come accade? Dove abbiamo perso l’innocenza? Che cos’è andato storto? Dove stiamo sbagliando? Dobbiamo proprio invertire la rotta.

Se vi sentite veramente americani, dovete salvare questo paese. È in grande pericolo di una completa distruzione. Non vi rendete conto di ciò che avete di fronte. Non è dell’AIDS che sono così preoccupata, e neanche del terremoto che incombe su di loro. È il completo smarrimento del vostro essere e il fatto che vi state trasformando in materia.

Quando possedete dei robot, diventerete uguali (ai robot che avete) e così vi distruggerete. È una faccenda molto, molto seria che non è ancora evidente ai vostri occhi, oppure non la vedete. Dovete veramente pregare: “Oh Dio, Ti prego, salva questo paese!”. In realtà non dovreste chiedere nient’altro che questo: salva questo grande paese, parte integrante del Virata; e il Virata governa nel Vishuddhi.

È un tale problema per me. Tutto è così sottosopra. Devo iniziare dall’America, e dove vado? Ho iniziato dall’America. Sono venuta qui, come vi ho detto, a parlare alle sedie, e le sedie sono ancora così tante. Tutta la sottigliezza è scomparsa dai cervelli. Qualsiasi avanzamento fatto, li ha resi primitivi. E dopo qualche tempo diventeranno come pietre.

Non sentiranno niente, non ascolteranno niente, non capiranno niente. Non cresceranno più. Allora, che cosa devo fare io?

Questo universo, che fu creato come opera del Virata, dovrà trasformarsi in qualche altro tipo di universo, e questo è un cambiamento davvero enorme.

Quindi, per tutti i sahaja yogi è necessario capire l’importanza della loro esistenza come sahaja yogi. Essi sono innanzitutto sahaja yogi e dopo americani. Ma se sono americani, per prima cosa devono farlo funzionare. Non è qualcosa di collaterale, sapete: “D’accordo, c’è un seminario, andiamo al seminario, bene”, poi tornate a casa e siete di nuovo come prima. Dovete meditare davvero, lavorare molto sodo. Voi siete le persone che trasformeranno questo paese e, alla fine, l’intero universo.

Siete voi che dovete capire. Non io. Siete voi a dover capire e rendervi conto che la vostra posizione è molto importante.

In Sahaja Yoga gli americani hanno un ruolo molto importante. Ricordate, all’inizio, agli americani che venivano in India pagavamo tutto. Erano trattati con gran generosità.

E tutti dicevano: “Madre, perché paga i biglietti per loro? Perché paga il cibo per loro? Perché vuole che siano trattati così? Che cosa c’è di così grande negli americani? Svilupperanno di nuovo l’ego”.

Rispondevo: “Voi non sapete”.

Naturalmente sono tutti persi ora. Non li vedo in nessun posto. Ma comunque sia, il mio desiderio, la mia apprensione, il mio interesse hanno agito. Sono molto felice che siate tutti qui.

Sono riuscita a venire qui per il puja a Vishnumaya. È qualcosa, spero, grazie al quale dovremmo farlo funzionare. Non so fin dove siamo arrivati ora.

Credo che il Ganesha Puja abbia aiutato molto, in maniera più sottile, e posso vedere apparire i due mondi molto chiaramente: uno vivente, pulsante, pieno di vibrazioni, che sta diventando il loto; l’altro che sta diventando il verme, il fango, la melma.

Lo vedo molto chiaramente, separato da questo Ganesha Puja. Ora, con questo Puja a Vishnu [Vishnumaya, ndt], vediamo se diventeremo quei sahaja yogi dinamici, amorevoli, affettuosi, compassionevoli e dalle pure relazioni reciproche, in modo da essere considerati dagli altri qualcosa di straordinario; dovrebbero vedervi splendere nel cielo come il fulmine, e dovrebbero poi entrare in Sahaja Yoga ed essere all’altezza delle aspettative di Shri Krishna.

Che Dio vi benedica.

Qualche domanda? [Dice a qualcuno a lato: “Potete appoggiarlo per terra? Sarebbe meglio”]

Domanda di una yogini: Io ho una domanda. Qualcosa in cui mi sto imbattendo nella mia vita: io ho (problemi?) con questo ragazzo, che mi ha portato a conoscere Sahaja, ci siamo andati insieme. Ma lui dopo il primo incontro si è molto spaventato, ed è diventato fortemente contrario a Sahaja.

Shri Mataji: A me?

Yogini: Sì, diceva che Lei era malvagia. Io invece ho avuto continuamente grandi risultati, sono un’altra donna da quando ho fatto l’esperienza; mentre lui è molto contrario. Noi eravamo molto coinvolti con il channeling[2] e con uno spiritista, sa, che canalizza gli spiriti.

E mi viene da pensare che, in qualche modo, lui sia ancora invischiato in questa cosa e mi viene da pensare che sia questo a trattenerlo. Qualcosa lo trattiene e non so se sia compito mio aiutarlo o (…)… non so cosa fare.

Shri Mataji: Ora, in tutta franchezza, nessun americano ha paura di niente. Tutto il mondo ha paura di loro. È un’idea sbagliata che si ha. È davvero sorprendente che chi infonde un senso di insicurezza a tutti, dica sempre: “Sono insicuro”. Molto sorprendente. È  semplicemente un modo di dire. Non ho incontrato nessun americano insicuro. Al contrario sono persone estremamente aggressive, molto, molto aggressive senza motivo.

Farò un esempio: l’altro giorno eravamo andati da un avvocato e stavamo aspettando l’ascensore per scendere. L’ascensore arrivò e all’interno c’era un uomo possente e alto almeno due metri, un uomo molto robusto. E noi stavamo aspettando l’ascensore e non sapevamo che ci fosse qualcuno all’interno.

Appena l’ascensore si aprì, disse: “Chi siete voi, che ci fate fermi qui come un branco di malviventi?”.

Pensate. Eravamo stupiti. Non ce n’era bisogno. Aveva avuto la possibilità di dirci qualcosa e disse questo.

Rispondemmo: “Prego, è tutto a posto, va bene”. Cosa si poteva fare?

Questo è il tipo di paura che hanno. Russi e americani. Entrambi sono proprio la stessa cosa, direi. Che se la vedano fra di loro. Ma dire che un americano ha paura di qualcosa, è la barzelletta più grossa. Loro non hanno paura. Al contrario, hanno sempre problemi perché cercano qualche sfida.

Vi dirò: tutti i falsi guru prendono soldi da voi. Bene. Si dice ce ne sia uno…  recentemente una signora mi ha detto di aver versato molto denaro ad un signore. Lui la condusse in una stanza, tutta sola. Lei non era affatto spaventata!

Voglio dire, una donna indiana sarebbe spaventata da un uomo che la porta in una camera. Direbbe: “No, no, no, no, no! Vattene  (altrove) a fare tutto quello che ti pare!”.

Costei (invece) non era spaventata. Entrò nella stanza. Lui disse: “Adesso spogliati”, e lei si spogliò; per niente spaventata.

Lui proseguì: “Ora siediti qui e salta. Salta, salta, salta!” Lei iniziò a saltare, senza paura di rompersi le ossa o le mani o i piedi o qualcos’altro. Iniziò semplicemente a saltare. “Haah! Mi sento benissimo. Sto benissimo”.

Di cosa hanno paura (gli americani)? Non hanno paura di fare cose stupide, non hanno paura di fare cose assurde; ma quando si tratta di fare cose sensate allora hanno paura. È questa, fondamentalmente, la cosa sbagliata.

Sapete che a Brighton avevamo – come la chiamate? – una piscina per nudisti; lì, con un clima così freddo. Non so perché, in un paese così freddo, la gente voglia spogliarsi.

Non riesco a capire questo genere di cose.

Voglio dire, di notte noi dormiamo completamente vestiti, in un posto come l’India! Che bisogno c’è di spogliarsi, ancora non capisco.

Bene. C’era dunque questa piscina e ne fecero una “grandissima” impresa, sapete. Arrivò la televisione, tutti con l’obiettivo puntato a guardare donne e uomini che si spogliavano nudi. Cosa c’è di così grandioso? Chiunque può farlo. Ma c’era una signora anziana, della mia età, che camminava nell’acqua. Era molto fredda, sapete. Mi sono detta: “Questa donna prenderà un raffreddore o qualcosa del genere e la polmonite”. Le domandarono: “Come si sente?”. “Oh, sento molto caldo”. (Risate) Questa stupida donna sentiva caldo, sapete. È così: “Che c’è di male?”.

Non hanno paura di fare cose stupide, assurde.

Comunque sia, pensate a tutti questi guru che hanno prosperato con tutti i loro trucchi a causa dei quali le persone sono ammattite, sono diventate folli, hanno perso il proprio denaro, venduto i propri figli. Come hanno fatto? Però hanno paura di Sahaja Yoga. Perché? Vedete il punto? Capite il punto? Questo è precisamente il carattere.

Queste persone non possono praticare Sahaja Yoga. Noi dobbiamo avere persone forti, di carattere, dignitose. Non possiamo avere persone così, che inseguono queste cose.

Per esempio, l’altro giorno è venuto un ragazzo che mi ha rivolto tutte domande stupide e ha chiesto: “Che cosa pensa dei voli in aria?”.

Risposi: “Bene, ma supponiamo che all’improvviso ti buttino giù. Che cosa farai?”.

Voleva volare in aria. Vedete, se non ha le ali, niente, né paracadute, in che modo scenderà? Anche i bambini capiscono la ridicolaggine. È così. Di essere simili a clown, non hanno affatto paura. Ma di essere saggi, equilibrati e dignitosi, hanno paura.

Insomma, noi non siamo qui a chiedere di essere eletti, non è forse così? Sahaja Yoga è difficile: lo è per le persone stupide, ovviamente, per le persone che vogliono avere una vita di distruzione.

(Sahaja Yoga) è per persone che vogliono evolvere, che vogliono diventare più compassionevoli, amorevoli e umili – il che è molto difficile.

Qui l’insegnamento è che se siete umili chiunque vi calpesterà, sarete finiti, sarete uccisi. Giusto? Dovete essere aggressivi.

Se affermate che una persona aggressiva ha paura di un’altra persona, allora farete meglio a cambiare il significato della parola “aggressivo”. Non direi solo gli americani; anche gli inglesi. In inglese si dice: “Temo”. Che cosa temono? Hanno tutti paura di un inglese. Se arriva a casa vostra, state attenti. Creerà un problema fra marito e moglie.

Cosa c’è da essere spaventati? Spaventati da ciò che è Divino, da ciò che procura beatitudine, che è così vantaggioso per voi? Sahaja Yoga non è altro che benedizioni, benedizioni, benedizioni. Niente da sacrificare, niente a cui rinunciare, niente da svendere.

Anche piccoli esseri come i bambini, i loro problemi, questo, quello, sono esaminati a fondo. (C’è) Qualcuno che si prende cura di voi, Qualcuno che dirige le cose, Qualcuno che vi rende potenti, fiduciosi e sicuri. Che motivo c’è di avere paura? Ma i cervelli sono sottosopra. Non hanno paura di una tigre, ma hanno paura di una mucca. Che cosa dire ad una persona così?

Chiedete: “Di che cosa hai paura?”.

“Di una mucca”.

“E di cosa non hai paura?”.

“Di una tigre”.

“D’accordo. Va bene. Mi dispiace. Andrò in qualche altro posto”. È questo che viene da dire.

Insomma, è così: la gente è proprio sottosopra. Il loro sistema di valori è sottosopra. Vi farò un esempio, un esempio semplicissimo: questo signor Hart[3] ha perso le elezioni perché hanno detto che aveva avuto una relazione con una donna da qualche parte.

È così comune in questo paese. Che motivo c’era che dovesse perdere? Voglio dire che se avesse fatto qualcos’altro, se, ad esempio, avesse preso denaro del governo o avesse imbrogliato, allora tutto bene. Ma per una cosa che fanno tutti! Domani si dirà: “Perché hai mangiato una salsiccia? È per questo che hai perso” (Risate). È assurdo! Sono sottosopra, i cervelli sono rovesciati. Vedete, qual è la logica?

Così, a chi dice di aver paura, rispondete: “Hai ragione. Vai a sbattere la testa contro qualcosa, sarebbe meglio per te”. Sono tutte storie, vi dico, è un modo per ridurvi al silenzio. Non c’è motivo di aver paura della fragranza di un fiore, è così.

C’è… abbiamo un guru che non può sopportare i fiori. Nessun profumo. Ma se gli portate acqua di fogna, è molto felice. Che dire di questo? Voglio dire, non siamo qui per compiacere gente simile, non è vero? Sapete che c’è un guru così. Lui non può sopportare…

Quante Rolls-Royce possiede? Sessantatré Rolls-Royce. E solevano portargli acqua di fogna, invece di offrire dei fiori. E ci sono molti americani che lo hanno fatto, migliaia, migliaia e migliaia. Immaginate, comprare sessantatré Rolls-Royce con denaro americano. Che cosa dire loro? Però hanno paura di entrare in Sahaja Yoga. Capite? Questo è ingannare se stessi.

Non c’è niente di nascosto in Sahaja Yoga. Dobbiamo dire ciò che si deve dire. Dobbiamo affrontare ciò che si deve affrontare. Non dovreste avere alcun condizionamento al riguardo. Non dovreste avere ego al riguardo.

Cercate di capire, questo va compreso: dobbiamo essere noi stessi. Dobbiamo crescere. Qualunque cosa sbagliata dentro di noi deve scomparire. Ma è possibile solo quando diventate il Sé. Per esempio, se ho qualcosa che non va sul mio sari, posso vederlo solo se ho gli occhi (aperti); altrimenti, se qualcuno dirà: “Sta indossando un sari sporco”, potrei irritarmi. Se sono identificata con il sari, mi irriterò. Ma se lo vedo (dirò): “Oh Dio! Farei meglio a pulirlo”.

Così, per aprire i loro occhi si crea un circolo vizioso; infatti aprire loro gli occhi è molto difficile, impossibile, perché hanno paura. Hanno paura della luce e sono felici dell’oscurità.

Ora, non potete accontentarli. Dovete anche sapere che se mettete insieme tutti gli americani e tutti gli occidentali, ci sono molte più persone in India ed in altri paesi, diciamo, che diventeranno anime realizzate.

Infatti, Dio non si preoccupa della provenienza. Se vogliono accettare questi orribili guru, che se li tengano e vadano con loro. Come si dice: “Fai due salti con rincorsa e vai all’inferno!”.

Vi dico che, davvero, questa è l’attitudine del Divino. Ma non la mia, perché io sono la Madre; quindi devo realizzare il compromesso fra le persone insensate e il Divino, che è assoluto buon senso. È buon senso.

Pertanto ciò che devo fare è questo: “Va bene, non importa. Proviamo, proviamo. Cambieranno. Saranno a posto. Sono stati creati da Dio, per questo sono amati”.

Ma non perché si stia cercando di farci eleggere. Dobbiamo rendercene conto. Non siamo noi (americani) gli unici esseri umani al mondo. Non siamo le persone più elevate. Guardiamo a che punto siamo arrivati! Non voglio condannare nessuno, perché sono tutti miei figli, ma vorrei che vedeste dove siamo finiti.

Dobbiamo capire che noi veniamo distrutti, che i nostri figli vengono distrutti, la nostra società viene distrutta, tutto viene distrutto. Dove siamo? A che serve definirci grandi?

Ora, l’AIDS: sarete sorpresi, c’è una guerra sull’AIDS. Ma che guerra c’è sull’AIDS? Una volta, vedete, i turisti usavano portare i propri vestiti e i propri sacchi a pelo, come si chiamano, e ogni cosa, e li vendevano al confine con il Nepal.

Mia figlia vive lì. Una volta avuta notizia dell’AIDS, non solo non comprano queste cose, ma hanno gettato tutto, tutto ciò che avevano in casa e lo hanno bruciato. È questa la situazione.

In tutta franchezza, nessuno vuole baciare un americano oggigiorno. Sono stata avvertita. Questo è ciò che siete. È qui che ci stiamo dirigendo. Osserviamo in modo relativo dove ci stiamo dirigendo.

Ma noi pensiamo ancora di essere grandi. Allora chi può aiutarvi? Ormai siete soltanto aggrappati a qualcosa. Potrete cadere in qualsiasi momento. Supponendo che questa sia la situazione, cercate di capire che siete in una situazione difficile.

Voglio di nuovo mettervi in guardia, proprio come Vishnumaya: non solo dovreste capire, bensì abbiate proprio questa consapevolezza di dover salvare gli altri.

Se hanno paura, dite loro: “Di cosa hai paura, sciocco? Coraggio!” A loro piace, vi assicuro. Ma (diranno): “Io ho paura…”. Allora rispondete anche voi in maniera molto sofisticata: “Oh, mi dispiace che tu abbia paura… ma di cosa hai paura?!”.

D’accordo? È così che funzionerà. Altrimenti non funzionerà. Io ho provato tutti i trucchi. Niente funzionerà se non direte loro: “È meglio unirsi a Sahaja Yoga altrimenti domani sarete distrutti. Contrarrete il cancro, l’AIDS, qualcos’altro. Se volete salvarvi, venite in Sahaja Yoga”.

Questo è ciò che capiscono ed è ciò che i guru fanno loro: “Se non saltate, vi butterò io fuori dalla stanza”. Così iniziano a saltare. È un dato di fatto. Saltano finché non si rompono le ossa.

Voi dovreste rendervi conto che siete sahaja yogi e che state edificando una nuova società di persone che possono salvare gli altri. Per questo dovete capire a che punto la gente è arrivata, come dovete salvarla, come dovete agire. Qualsiasi genere di compromesso, qualsiasi tipo di spiegazione, di discussione: provate qualsiasi cosa perché, dopo tutto, io non voglio che siano distrutti.

Ma non crediate che ciò che dicono abbia qualche significato. Dovete avere una consapevolezza più elevata della loro, perché voi sapete che hanno l’Agnya bloccato ed hanno paura. Va bene?

Ho sentito alcuni di loro affermare: “Se verremo trasformati, non potremo goderci la vita di tutti i giorni”. Di cosa godete? Camminate per strada… quando arrivai a Los Angeles mi dissero: “Madre, sa, sono accadute delle cose gravi”.

Chiesi: “Quali cose gravi?”.

“La settimana scorsa in questa strada sono state uccise tre persone”.

Dissi: “Come?”. “Hanno sparato”.

Dovreste chiedere (a chi dice di non potersi godere la vita, ndt): “Cosa abbiamo di tanto grandioso? Non siete preoccupati che questo possa accadere a voi, ai vostri figli? Saranno uccisi. Chiunque può uccidervi. Cosa state facendo al riguardo?”. Parlatene come se capiste il problema. Esprimete la vostra preoccupazione, il vostro sincero interesse. Certamente capiranno.

Infatti mi hanno detto: “Sahaja Yoga è orribile perché verremo trasformati e allora non ce la godremo”.

Questo è dunque ciò che vi godete per la strada. Continuate! Godetevi la paura, il terrore. Non potete far giocare i vostri figli davanti alla porta. È questo ciò di cui godete? Gioiscono; se sono stupidi dicono: “Noi… è un nostro diritto fondamentale essere stupidi”.

Ma voi avete un diritto fondamentale che è quello di gioire della gioia, conoscere la gioia. Avete conosciuto la gioia? È questo il vostro diritto fondamentale: essere lo Spirito.

Siete diventati lo Spirito? È questo il diritto fondamentale. Che razza di diritto fondamentale è essere stupidi? E lo dicono apertamente, spudoratamente, senza alcun rispetto di se stessi.

Non hanno alcun rispetto di se stessi, quindi innanzitutto devono avere rispetto di sé. Per questo devono capire che sono esseri umani all’epitome dell’evoluzione. Adesso non devono ridiventare mai più dei vermi.

Tutti voi potete parlar loro di tutto questo nel modo in cui ve ne sto parlando io, dicendo: “Vedete, adesso la situazione è questa. Che cosa sta accadendo? Cosa stiamo facendo al riguardo?”. D’accordo? Se anche allora vi rispondono in quei termini, allora va bene, non sprecate la vostra energia.

Dobbiamo farlo funzionare insieme. Tentate qualsiasi espediente possibile; vi è permesso. Ma in Sahaja Yoga non occorre dire bugie, fare del male, tormentare qualcuno. Non ce n’è affatto bisogno. Ma meglio portare alla loro consapevolezza, alla loro percezione, ciò che accadrà al Paese. Questo è il vostro compito come sahaja yogi.

Io, come sapete, non voglio niente da voi.

Ma dovete capire che Madre ci ha dato la realizzazione, che siamo diventati sahaja yogi: ma per cosa? Siamo diventati sahaja yogi per essere la luce, per mostrare agli altri la luce, mostrare loro l’oscurità, il modo in cui cadranno e saranno distrutti. Questo è il nostro compito. Va bene?

Dio vi benedica.

Prego, qualche altra domanda? A voce un po’ più alta.

Domanda: Mi chiedevo se potrebbe spiegare cosa potremmo fare per fondare una scuola per i nostri figli qui in America. Adesso molti di noi hanno bambini piccoli, stanno arrivando …

Shri Mataji: Questo è stato il mio problema primario qui. Lo so, è terribile, lo so, qui sarà molto difficile per voi far frequentare ai vostri figli queste scuole, perché l’atmosfera è molto negativa. Per il momento, tanto per iniziare, sento che dobbiate soltanto far sviluppare i vostri bambini in modo che diventino forti, sicuri di sé e inoltre abbiano di fronte buoni esempi quali siete voi.

E troverete che qui ci sono molte famiglie indiane, ma quel che ho notato è che i bambini di almeno il sessanta per cento delle famiglie indiane di solito non imparano cose negative. Questa è la mia esperienza personale. La ragione è che nelle famiglie indiane si parla continuamente ai propri figli, si partecipa a piacevoli riunioni familiari, si portano fuori i figli, si parla loro di cose positive, di condivisione. Infatti gli indiani che sono qui hanno ricevuto quel tipo di educazione (dall’India, ndt), quindi cercano di educare i propri figli nello stesso modo.

Ora, qui le cosiddette famiglie progredite possono essere troppo superficiali e perse in cose assurde poiché, quando si tratta di progresso, non sono capaci di metterlo in relazione con nessuna altra cosa. Ma coloro che non sono così, coloro che hanno sempre osservato un certo stile di vita, mantengono ancora le proprie idee e il proprio comportamento, i propri principi. (Questi principi) sono assorbiti dai figli i quali pensano: “Questa è un’altra categoria di persone; non sono del nostro stile, sono diverse”. E non cambiano. Ho visto molte famiglie così.

Allo stesso modo, prima di tutto voi dovete prestare una totale attenzione ai vostri figli, parlare con loro, farli crescere in modo tale che abbiano un altro sistema di valori.

Insomma, posso parlarvi delle mie figlie o nipoti: ovunque li mettiate nel mondo, non diverranno mai come gli altri perché hanno le loro radici. Quindi dovete cercare di rendere le loro radici molto salde su forti princìpi. Allora non si troveranno molto in difficoltà.

Per esempio, oggi stavo discutendo con alcune persone del fatto che, vedete, come ho detto, la società indiana si è edificata nelle tradizioni e altro nel corso di secoli. Quindi deve aver commesso errori, fatto tentativi e sbagli e tutto questo.

Ma si sono raggiunti alcuni risultati veramente eccellenti. Ad esempio, una cosa a proposito dei bambini in India è che noi non diciamo loro: “Non toccare questo! Non prendere questo! Non aprire questo!”. Mai. Ma neanche permettiamo loro di comportarsi come un toro in un negozio di porcellane.

Ora supponiamo che io voglia prendere una Diet Coke[4]. (Shri Mataji prende un bicchiere di Coca-Cola, ndt) Va bene? Dirò ad un bambino: “Bene, vai a prendere una lattina di Diet Coke. Ora porta questo bicchiere. Lentamente, poiché il bicchiere è molto bello, è bellissimo, devi usarlo con molta attenzione. Adesso mettilo lì, apri la lattina, versala lì. Ora devi portarlo ed offrirlo ad un amico o a qualcuno”.

Il bambino allora lo porta con molta attenzione. Ma supponiamo che cada: non importa! Ne prenderemo un altro. Così il bambino svilupperà l’abilità nel maneggiarlo, il rispetto per esso ma non la paura.

Per la cucina, la stessa cosa.

Oggi c’è stata una forte lamentela su come cucinano qui. E nella discussione sono giunta ad una conclusione. Mentre la madre cucina, ciò che dice… nelle case indiane, il bambino non sta seduto nella stanza della TV mentre la madre cucina. Il bambino sta forse nella stanza della TV? No, sta con la madre.

La madre gli dice: “Bene. Ora taglieremo delle verdure. Io le taglio, ora faresti bene a farlo tu. Adesso qualsiasi scarto che non va utilizzato per cucinare dovremo metterlo qui. Quest’altro deve andare nel contenitore della carta”.

E in India la cucina è una stanza sempre pulita, splendente, in ogni momento. Ogni stanza è splendente. Questo per quanto riguarda la casa. Ma per quanto riguarda ciò che sta fuori, che si può fare? Quello è causato dal governo e dalle amministrazioni che sono assurde. Voglio dire che qui, invece, la gente pensa di essere molto pulita; io credo che non lo sia, solo il governo lo è.

(Nelle case americane) i vestiti sono appesi di qua e là, alla rinfusa. Nelle case indiane, anche se andate nella più povera in assoluto, ogni cosa appare splendente, pulita; perché al bambino viene insegnato a mantenerla così. Se, ad esempio, il bambino ha una carta in mano, non la getterà ovunque: la porterà nel (cestino). Come mai? Perché la madre dirà: “Bene, qui c’è questa carta, dove dovrebbe andare?”. La madre o il padre sono sempre insieme al bambino. Continuamente. Ovunque.

Non che i bambini non possano andare in un certo posto. Qui si sbaglia dall’inizio. Quando nasce un figlio, viene sistemato in un’altra stanza, i genitori dormono in un’altra stanza.

È la cosa peggiore che si possa fare ad un neonato. Per questo il bambino diventerà molto insicuro, infelice, anormale. Nel subconscio il bambino avrà sensazioni molto strane.

Dopo il matrimonio, dopo aver avuto dei figli, i genitori devono accettare la paternità e la maternità. (Invece) le donne sono ancora in abito nuziale, oppure gli uomini pensano ancora di andare in giro come eroi romantici. Ormai siete genitori! Diversamente non fate figli! Se generate dei figli, siate dei genitori. Il che non significa che dovreste diventare delle persone assolutamente noiose.

Ma interessatevi dei vostri figli; teneteli sempre con voi; parlate loro; dite loro come comportarsi. Voglio dire, trovo che qui il comportamento dei bambini sia strano in modo anomalo. Di questo si deve incolpare l’educazione.

Inoltre, ai bambini deve essere concessa tutta la libertà. Ora, il tappeto è più importante del figlio; una porta, una parete è più importante del figlio. Allora ho visto ciò che accade quando i bambini crescono: quando si recano a casa di qualcuno, iniziano ad usare ogni cosa come se fosse loro, mentre a casa loro se ne stanno seduti molto tranquillamente. Ed anche il modo in cui si impongono ogni sorta di restrizioni ai figli, a volte è scioccante.

Vi farò l’esempio di mia nipote. Lei mi stava dicendo: “Nani (Nonna, ndt), avevo invitato alcune bambine per la festa del mio compleanno. E sai, a loro è piaciuto (il cibo, o la torta, ndt) moltissimo. Ma una bambina mi ha chiesto: “Posso averne ancora?”. Ero sorpresa: mamma aveva preparato tutto per loro, e in casa ne aveva in gran quantità, ed era felice che loro mangiassero. Ebbene, sono venute a chiedere: “Possiamo averne ancora?”.”

Non sono mendicanti, sono bambini. Dovrebbero dominare tutte le proprie esigenze, dovrebbero chiedere ciò che….

Ma voi allora comprerete loro dei giocattoli, glieli metterete vicino; e sarà il giocattolo a tenere compagnia al bambino. E lui non saprà neanche chi siano i genitori. Giocattoli, riempite tutto di giocattoli. Poi, quando andrete in garage non ci sarà spazio perché, vedete, tutti i giocattoli sono stipati lì.

Dunque, tutto il sistema educativo è sbagliato. Dovete condurre vostro figlio con voi. Dovete accompagnarlo fuori. Dovete fargli vedere tutto. Chi altro insegnerà loro? Vedo una madre, una persona che, per esempio, ha conseguito un master in botanica, ma il figlio non sa che cosa sia una foglia, cosa sia un fiore. Coinvolgeteli con voi! Andate a lavorare e dite loro cosa accade: “Sai, oggi al lavoro è successa questa cosa, è accaduto questo”. Essi sono qualcosa di separato da voi: come possono crescere?

In questo momento dipendono da voi per tutto il loro nutrimento. In ogni momento. E, in questo, dovete insegnare loro a condividere le cose.

Ma penso che si trascorra pochissimo tempo con i figli, dovrebbe essere molto di più, molto, molto di più. Dovrebbe essere continuo.

Voglio dire che anche le mie figlie, una delle quali ha quarant’anni, anche adesso viene a dormire con me la mattina. Deve abbracciarmi, dormire con me; e quando arrivo, piange per la gioia come una bambina, che fare? Io facevo la stessa cosa con mia madre. Però sapevo tutto di mia madre, conoscevo così tante cose che le piacevano e ciò che non le piaceva e cosa non si dovrebbe fare.

E subentra un tale attaccamento alla madre e al padre! Non si vuole perdere quell’amore.

Una volta mia figlia, quando era al college, mi disse: “Voglio indossare delle bluse senza maniche”. Risposi: “Fai pure. Niente di male”.

Lei domandò: “Ma perché tu non le indossi?”. Risposi: “Mi sento timida, mi intimidisce esporre le braccia”.

Allora replicò immediatamente: “Questo non è un criterio. Se te l’ho chiesto, dovresti forse dirmi di sì per forza? No, non va bene”. Si corresse da sola.

Quindi, innanzitutto una completa integrazione fra voi e i vostri figli. Veniamo ora ai film: ci sono film per bambini, per adolescenti, poi non so che altro ci sia.

No, tutti i film dovrebbero essere per tutti. Ma se dovete far vedere oscenità dovete farlo dopo la mezzanotte. Perché guardare oscenità? Perché dovreste vedere ciò che non possono vedere i vostri bambini? Non è una cosa molto matura che voi vogliate vedere ciò che i bambini non possono vedere, vero?

Così inizia un completo cambiamento; se, per esempio, una madre guarda qualcosa di molto profondo che riguarda Dio, che riguarda qualche grande incarnazione, qualche filosofia, anche i bambini che sono lì seduti iniziano a chiedere,  già in tenerissima età: “Che cos’è la consapevolezza collettiva? Che cos’è Chaitanya? Che cos’è Omkara?”. Tutta l’attenzione si sposta su qualcos’altro.

Voi invece mostrate loro programmi per bambini nei quali vi mostrano questa o quella bambola in vendita oggi, e: “Mamma, devo avere quella bambola!”. Prendete loro la bambola e, con loro, avete chiuso. Non è questo il modo.

Distogliete la loro attenzione da tutte queste cose. Vedete, tutti i media, tutte le cose agiscono sui vostri figli dalla mattina alla sera. Adesso in America hanno una bambola che ha persino la data di nascita. E poi dovete diventare membro di un club, e per quel club dovete pagare una certa cifra in dollari. Poi, ne diventate membro e vi scrivono come si chiama il bambino (bambola, ndt), quando è stato battezzato, e questo e quello. Strumentalizzano i vostri figli.

E voi siete contenti purché i figli non vi disturbino e, quando vi disturbano, in Inghilterra – non so in America cosa facciano – li uccidono; poi i figli uccidono loro. È tutto sottosopra. In India potrebbe accadere se diventeranno sviluppati e avanzati.

Ebbene, noi (sahaja yogi) siamo persone diverse; usciamo da tutto questo, ora inauguriamo un altro stile. Non identifichiamoci con queste assurdità. Facciamo in modo di essere qualcosa di straordinario. Rendiamo diversi i nostri figli! È questo che occorre dare ai vostri figli, non soldi, ricchezza, giocattoli. No! Personalità. Radici.

Voi siete le loro radici. Se siete così instabili, come vi aspettate che i vostri figli siano a posto? Voi dovete nutrirli. D’accordo?

Innanzitutto, quindi, l’educazione di un figlio inizia con il padre, la madre, la famiglia e il rispetto per gli anziani. Supponiamo che vostro padre e vostra madre siano in casa: se maltratterete i vostri genitori, loro (i figli) naturalmente maltratteranno voi.

C’è una storia molto interessante: c’era una anziana signora che aveva un suocero molto anziano, e il figlio (di lei) gli portava sempre il brodo in una scodella fatta di un’argilla scadente. E la nuora lo trattava come un cane. Un giorno si ruppe, il ragazzo cadde a terra e la scodella si ruppe, e lui cominciò a piangere. La madre, dal modo in cui piangeva, pensò che si fosse ferito gravemente.

Lui disse: “No, non sono ferito, ma questa cosa si è rotta”. “Perché dunque stai piangendo per questo? Possiamo prenderne un’altra”.

“Sicura che possiamo prenderne un’altra?”.

Lei rispose: “Sì”. (E il ragazzo:) “Sai, ero preoccupato di come ti avrei dato il cibo quando sarai anziana. Era questo che mi preoccupava, come farò quando dovrò portarti il cibo?”. Allora lei capì.

Il modo in cui trattate gli altri, il modo in cui vi comportate verso gli altri, l’ordine e la pulizia in cui vivete è ciò che imparano i bambini. La cosa più importante, più delle regole, è la pratica.

Qui marito e moglie litigano in presenza dei bambini, si picchiano. Insomma, immaginate. Li ho visti.

Voglio dire che al giorno d’oggi, qualsiasi film guardiate, è incentrato su un litigio fra marito e moglie: in questo modo, in quel modo, in quell’altro modo, in quell’altro modo ancora, così e cosà. Nient’altro. Non se ne può più! Nessun rispetto, amore, affetto. Oppure (i film) trattano di qualcosa di distruttivo. Allora sono i bambini stessi a non voler più guardare alcun film.

Vedete, quando le mie figlie erano piccole, le portavo a vedere solo film religiosi come la vita di Shri Rama, e così via. Così svilupparono una predilezione per questo. Pertanto, quando andavano a casa di mia madre, dicevano: “Non andremo a vedere questo film. Se ce n’è qualcuno su Rama o Hanumana, allora ci andremo”.

Così mia sorella disse: “Sai, innanzitutto non possiamo lasciarle da sole in casa. Non le si può portare a vedere nessun film; a loro non piacciono altri film se non quelli che riguardano le deità. Dato che non ce ne sono molti, che fare?”.

Chiesi: “Va bene, perché non guardate anche voi gli stessi film con loro?”.

Rispose: “Ma ci sono alcuni bei film sociali, però a loro non piacciono”.

Quindi, il genere di libri che date loro, le cose di cui parlate con loro… state sempre con loro, teneteli con voi. È la cosa migliore. E se anche devono frequentare una scuola, dovrebbe essere un tipo di scuola dove ci sia amore, affetto, buone amicizie, dove si parli di Sahaja Yoga.

Vorrei che in America riusciste ad aprire una scuola di Sahaja Yoga. Ma sapete quanto sia difficile iniziare qualcosa di sensato: tutti hanno paura. Se però intendete aprire una scuola di cose assurde, vi concederanno delle sovvenzioni.

È molto difficile; anche in Inghilterra è la stessa cosa, non si può aprire una scuola. Se invece volete aprire una discoteca, è facilissimo. Molte scuole stanno chiudendo in Inghilterra; veramente, c’era una scuola in vendita. Nella mia semplicità volevo acquistarla. Dissero: Madre, prima pensi al perché è chiusa”.

Chiesi: “Perché?”.

“È chiusa a causa delle varie normative”.

Dissi: “Allora potrebbero frequentare quella scuola i vostri pronipoti. Ci vorrà moltissimo tempo”.

Quindi, la prima cosa che dirò è che dovreste prendervi cura dei vostri bambini. Dite loro quando qualcosa è sbagliato; dovete dire loro: “Questo è sbagliato, non si dovrebbe fare”.

Per esempio, se vostro figlio non rispetta gli altri, dovete dirglielo. Se non li rispetta, se rovina qualcosa o fa qualcosa di sbagliato agli altri, dovete dirglielo. Se non condivide le cose, dovete dirgli: “Devi condividere la tua bambola. Devi condividere questo”.

Ma non dovreste correggerlo per cose assurde. Vedrete, cambierà.

Poi, in seguito, naturalmente, dovremo pensare ad una scuola e tutto il resto, stiamo cercando di fare qualcosa. Diamoci da fare, magari allora ce ne occuperemo noi.

Sostanzialmente dovrebbero essere a posto. Altrimenti verranno in India a schiaffeggiare tutti gli insegnanti. A che serve? Non è facile. Sapete, i bambini occidentali non sono facili da gestire. In realtà, (gli insegnanti) saranno senz’altro spaventati dai bambini occidentali che vengono in India, sono piuttosto difficili. Infatti voi dovete disciplinarli.

E la cosa principale è che dovrebbero amare la disciplina, dovrebbero desiderare la disciplina. È così che dovreste crearla. Questa stupida idea di libertà che significa sregolatezza, dovrebbe essere eliminata. Dovrebbero apprezzarla (la disciplina).

Mi ricordo i miei genitori: il modo in cui ci disciplinavano ci piaceva. Ogni figlio lo ricordava: “Oh, mio padre era molto esigente”. Ma qui chiameranno un figlio dodicenne… Conosco una storia molto scioccante di una nostra amica. La signora – formalmente amica – venne a Londra e chiese: “Ha visto i pub?”. Risposi: “No”.

“Stupendi e interessanti i pub di Londra”.

Dissi: “Veramente?”.

Ne aveva una lista. Disse: “Il migliore è questo”.

Chiesi: “Cosa ha di così speciale?”

“Si chiama Hermit’s Pub”.

“Che cos’ha di tanto grandioso?”.

“Sa, un uomo morì in quel posto e non si seppe per mesi. Poi iniziò a sprigionarsi il cattivo odore, così entrarono, lo portarono via e lo seppellirono. Ma sono ancora conservate tutte le ragnatele e tutto il tanfo. È il pub più caro di Londra”.

Dissi: “Oh Dio, che cosa sta succedendo?” (Shri Mataji ride).

Questa signora disse: “Sa, noi siamo molto liberali con i nostri bambini. Permettiamo loro di fare ciò che vogliono”. Aveva due figli, credo, uno di dodici anni e uno di undici.

E in America, mentre lei e il marito dormivano al piano superiore, questi due bambini facevano una festa. E il padre aveva fornito loro alcool, birra e tutti bevevano apertamente. “Oh, divertitevi, noi siamo tutti uniti!”.

E quei bambini di quell’età iniziarono a bere; e poi non so cosa accadde loro, diedero fuoco ad un po’ di alcool e tutta la casa si incendiò. Il figlio di undici anni riuscì a scappare. La madre, il padre, l’altro figlio morirono tutti e anche tanti bambini.

Questa non è libertà. Dovete insegnare ai vostri figli il discernimento; dovete insegnarglielo. È questo ciò che si deve imparare.

Quindi penso: prima di aprire una scuola per bambini, apriamo una scuola per genitori. Che cosa ne dite? (Shri Mataji ride. Risate e applausi del pubblico)

Bene. Qual è la prossima (domanda)?

Yogini: Shri Mataji, Lei aveva suggerito che possiamo provare molti espedienti o diversi stratagemmi per avvicinare i ricercatori, per trovare i nostri fratelli e le nostre sorelle. E in Australia, quando qualcuno ha…

Shri Mataji: No, no, no. Non riesco a sentirti. Vieni qui. Sì, Ursula. Cos’è?

Ursula: Lei aveva suggerito che potremmo provare molti espedienti per trovare i nostri fratelli e sorelle, e modi e approcci diversi. E in Australia, ogni idea sembra essere… sono così entusiasti e sostengono l’idea. Non so se è solo una mia sensazione, ma qui c’è l’impressione che quando c’è un suggerimento o un’idea si dica solo “Oh, no”. Una persona potrà dire: “Sì, buona idea”, un’altra persona potrà dire: “No, no”. E allora, non volendo fare qualcosa di sbagliato, non si fa proprio niente, si aspetta. E allora non accade niente.

Shri Mataji: Insomma, fra sahaja yogi, vuoi dire?

Ursula: Fra sahaja yogi.

Shri Mataji: Vedi, deriva dall’atteggiamento individualistico riguardo a noi stessi. Insomma, qualunque cosa si dica, non riescono a vivere collettivamente, sappiamo che è così in Occidente.

So che cosa devo sopportare quando dobbiamo organizzare i loro programmi con trecento partecipanti, questo e quello. Ma questo individualismo è eccessivo, è come avere in ogni bagno un rubinetto diverso.

Sarebbe meglio chiedere a qualcuno, altrimenti ci si troverà in situazioni difficili.

Persino le mattonelle devono essere diverse; tutto deve essere diverso.

Ora, se si tratta di qualcosa di molto importante, potete chiedere al vostro leader. Ma se è una cosa banale, va bene. Volete il colore blu? Usate il blu. Volete il rosso? Usate il rosso. Così potete risolvere il vostro problema.

Se è una cosa molto importante, allora dovreste chiedere al vostro leader. Ma se non è qualcosa di fondamentale, bensì una cosa molto semplice, che facciano a modo loro, poi gradualmente cresceranno.

Infatti, il problema fondamentale di questo Paese è il cosiddetto individualismo che fa pensare: “Oh, questo è mio. Lo farò come voglio”. Facciamo l’esempio di un’automobile che abbia una maniglia diversa: chi si siede all’interno deve sapere che tipo di maniglia è. Se domani succedesse qualcosa, non si riuscirebbe neanche ad aprirla.

Sotto altri aspetti, non sono affatto individualisti, vi spiegherò in che modo. Per esempio, supponiamo che in India io indossi questo sari; forse ce ne sarà un altro così. Se un’altra signora indossa lo stesso sari, andrà a cambiarsi e tornerà. Non indosserà lo stesso sari. Ma qui, con la moda, se qualcuno è … ora che la nostra principessa del Galles[5] ha questa sorta di acconciatura (mima un falda di capelli che copre metà della fronte, ndt) tutte le ragazze inglesi hanno la stessa pettinatura. Non si riconoscono l’una dall’altra. Cosa c’è di tanto individuale in loro?

Se inizia qualche moda: “Ora è questa la moda, è molto di moda”. Che cos’è di moda? Tagliare i capelli in un certo modo e diventare punk. Così tutti sono punk. Improvvisamente trovate sahaja yogi che vanno in giro come punk, e non si riesce a distinguerli gli uni dagli altri.

Qual è dunque il carattere personale lì? Dov’è l’individualità? Dovreste essere individualisti sui princìpi; sui princìpi e non su cose artificiali.

Ora, questo (sari) ha un principio. Supponiamo che io indossi questo sari: è fatto a mano, è realizzato a mano, creato da una persona. Così sto dando importanza a quella persona. Oppure potrebbe averne creati due o tre o quattro al massimo.

Ora, se qualcuno copia lo stesso sari, significa che non ho incoraggiato molto quell’uomo.

Per esempio, potete avere lo stesso sari realizzato a macchina. Allora iniziate a dire: “Va bene, fate dieci sari come questo, venti sari così, tutti confezionati a macchina”. Ma in questo caso, poiché vogliamo avere un sari diverso dagli altri, deve essere fatto a mano. È un principio, capite? E quanto ciò aiuta!

È così. Nei princìpi dovreste essere collettivi; e nei princìpi dovreste essere individualisti. In Sahaja Yoga non vogliamo che vi vestiate tutti allo stesso modo. Insomma, non voglio che gli americani vadano in giro uguali ai cinesi.

Vestiamoci secondo il nostro stile, vestiamoci come ci piace e via dicendo. Questo va bene. Non è niente di importante. Ma riguardo ai princìpi, dobbiamo essere la stessa cosa.

Un unico principio nutre l’albero: la linfa. All’esterno ha molti fiori, frutti; ha molte foglie, sì, ma fuori. Quindi, nei princìpi dovete essere collettivi. D’accordo?

Perché combattere per cose banali? Ma in ogni caso, ascoltate chi è più anziano, con una conoscenza maggiore, più saggio. Noi abbiamo sempre soggezione e rispetto per gli anziani.

Vedo per esempio che, grazie a Dio, adesso avete Sharayu: prendiamo questo caso, questo caso in particolare.

Lei è arrivata fino dall’India, adesso rimarrà qui. Conosce molte cose riguardo ai puja e cose del genere. Sa come fare molte cose. Dovreste essere disposti ad apprendere da lei. Altrimenti a volte è molto imbarazzante il modo in cui avvengono le cose. Ora è qui lei e può insegnarvi.

Non c’è niente di male nell’imparare. Lei ha imparato molte cose da voi. Ma penso che a volte non ci sia alcun rispetto per lei. È una zia seduta in disparte in qualche posto. No, lei è qui per uno scopo, si dovrebbe imparare, rispettarla.

Questo non significa diventare suoi schiavi o altro, ma guadagnare qualcosa da lei.

Chi venga qui dovrebbe imparare. Per esempio, dagli americani dobbiamo imparare molto. Ditemi cosa.

Yogini: Non penso che stiamo facendo molto per la comunicazione.

Shri Mataji: La comunicazione manca a causa dell’individualismo. Però non è così; non c’è proprio alcun individualismo, infatti ho notato che una volta che inizia una moda, sembrano tutti uguali.

L’altro giorno sono arrivata e ho visto delle signore che sembravano uomini con dei muscoli così, che camminavano in questo modo. Ho detto: “Che razza di creatura è questa!?”.

Ne arrivò una, ne arrivarono due, tre, cinque, dieci.

“Che succede?”. Non capivo.

Camminavano tutte in questo modo, come dei Dracula. Ho chiesto: “Che roba è?”.

“Oh, è la moda”. “Cos’è di moda?”.

“Stanno sviluppando i loro muscoli”.

Qual è il principio?

È così. Dunque, noi non discutiamo di cose simili; significa che non discutiamo di stupidaggini, ma di cose sensate.

Di cose sensate. Dobbiamo capire cosa è sensato. Dopo tutto siamo anime realizzate, non siamo come le altre persone. Dobbiamo capire che cosa è bene.

Quando io dico qualcosa, voi siete d’accordo. Non so come. Vi piace. Posso dire anche qualcosa che può non essere così gradevole, ma vi piace. Vedete, pensate di doverlo accettare, è una medicina. Allo stesso modo, ci si dovrebbe occupare anche delle cose che magari non vi piacciono molto, magari perché forse siete condizionati, ma coglietene il senso, il buon senso, l’equilibrio.

Voi potete capire, e avete qualcosa di davvero grandioso chiamato vibrazioni. Ma anche con questo, ho visto fare cose orribili.

Alcune persone – due: marito e moglie – andarono a stare da una signora perché suo marito era andato in India. Gettarono via tutti i suoi mobili, tutti i suoi tappeti, ogni cosa.

Chiesi: “Perché lo avete fatto?”.

“Pessime vibrazioni”.

Dissi: “Davvero? E adesso, prego, pagherete per tutto questo, per le cattive vibrazioni”. Insomma, chi siete voi per decidere se le cose di qualcun altro hanno buone o cattive vibrazioni? Occupatevi delle vostre di vibrazioni.

A volte si usano le vibrazioni solo per esprimere, in un certo senso, il proprio ego. Quindi, ognuno verifichi su di sé: “Lo sto facendo solo per ego? Sto discutendo a causa dell’ego? Dico di no per ego?”. Per quanto possibile, cercate di riconoscerlo, vi sentirete molto meglio, imparerete molto di più.

Io ho imparato tante cose da quando sono andata all’estero, voglio dire che non conoscevo così tante cose. Non le conosco neanche adesso.

Per esempio, non sapevo come far funzionare una TV – anche adesso non ne so molto – davvero. Non sapevo come utilizzare un telefono di un certo tipo. Così ho dovuto imparare. Sapete, ho dovuto imparare a prenotare un biglietto, cosa che non faccio neanche adesso, tuttavia ho dovuto imparare. Devo imparare tante cose e mi piacerebbe imparare tutto ciò che posso.

So cucinare, ma non ho mai saputo lavare le stoviglie, perché in India di solito si hanno i domestici. Ma ho imparato il vostro metodo con il (detersivo) liquido Fairy. Ho dovuto imparare. Non c’è niente di sbagliato, no? Si deve cercare di imparare, anziché discutere.

Ursula: Che entusiasmo e che gioia hanno in Australia! E se qualcuno ha un’idea per qualcosa, c’è proprio tantissimo supporto, tutti fanno il possibile per aiutarsi a vicenda. Diventa un enorme sforzo collettivo.

Shri Mataji: Sono d’accordo. Ma l’Australia… gli australiani sono persone molto sagge. Comprendono la saggezza. È così che dobbiamo essere: saggi, molto saggi. E se c’è qualche indiano, cercano di chiedere come si fanno certe cose particolari. Per principio, per quanto riguarda le cose di un puja, chiederanno ad un indiano.

Ma per prenotare dei posti non chiedete mai agli indiani. Non sono capaci. Per cucinare, per pulire la cucina, bravissimi. Per tenere la casa, tutto bene. Badare ai bambini, bene. Ma un indiano che guida la vostra auto? Salvatemi. In America non mi siederei mai in un’auto guidata da un indiano (risate), perché il modo di guidare è pazzesco. Sapete, non ne sarà capace.

Si deve dunque usare saggezza e discernimento, e non combattere. Accade, ne sono felice, l’ho visto negli australiani. Erano considerati criminali, figli di criminali, ma sono così assennati.

Si deve usare il discernimento, è importante. È triste (la situazione attuale, ndt), ma sono sicura che un giorno andrà tutto a posto.

Non discutete mai su cose che non implicano qualche principio. È il modo migliore; è il più felice, sotto ogni aspetto.

Anche ora, vedete: oggi faceva molto caldo, volevo indossare un sari di cotone. Ma le mie figlie hanno detto: “No, devi indossare questo”. Ho risposto: “Lo indosserò”. Sudavo e via dicendo. Va bene, non importa, che fa problema c’è a sudare per un po’? Sono uscita con questo sari. A loro piaceva, così, per accontentarle, va bene. Non implica niente, nessun principio. Quando penserete agli altri, vi libererete di questo problema.

Ma in tanti cercano anche di insegnare Sahaja Yoga agli altri. Non dovrebbe succedere. Si metteranno ad insegnarlo come una cosa molto seria.

Non è necessario insegnarlo in quel modo, alla gente non piace. Ma le persone dovrebbero vedere dal vostro comportamento, dal vostro carattere, dalle vostre reazioni che: “Questa persona è così”. E dovrebbero assimilarlo. Questo è il punto; penso che ciò che ci manca sia il discernimento. Se avete discernimento imparerete molto velocemente, non è difficile.

Ursula: Possiamo ancora essere molto critici con i nuovi arrivati. Se hanno problemi particolari, noi diventiamo tutti… è difficile.

Shri Mataji: I nuovi arrivati. D’accordo. Con i nuovi arrivati non dovreste essere duri. Dovreste essere gentili, dovreste cercare di essere comprensivi e tutto il resto. Tuttavia, sapete, a volte vi dico…

L’altro giorno è venuto un ragazzo, va bene? Mi ha rivolto almeno venti domande. Ho risposto scrupolosamente a questo e quello.

E lui (il suo ego, ndt) ne fu così gratificato che mi inviò un messaggio: “Non voglio diventare un sahaja yogi”.

Voglio dire, a parte me, chiunque gli avrebbe dato un pugno sul naso per una risposta simile. Vedete, dovete prenderla con filosofia. La situazione è brutta, è bruttissima. Si deve capire che siamo su un sentiero di guerra, possiamo fare tutto ciò che è possibile fare. Tuttavia ogni Paese è migliorato tantissimo.

Dunque quello che è sbagliato qui è che non si vuole imparare; non si vuole capire il sacrificio di rinunciare al proprio ego, di rinunciare alle proprie decisioni. “Va bene, vediamo, vediamo”. Così. Per questo non cresce.

Ora devo dire una cosa: in America, quando c’è un mio programma, la sala è piena, non riesco ad entrare, e quando esco sono spinta fuori come uno stantuffo. L’ho visto. Insomma, le persone sono così tante che non so come entrare e come uscire. È terribile! E quando vado via, scompaiono. Perché c’è qualcosa che manca – certamente, sono d’accordo con te – fra i sahaja yogi, e che va compreso.

Dopo tutto, non c’è niente di speciale in me, per come sono; insomma, vedono semplicemente la mia fotografia, vengono ai programmi e si siedono lì.

Anche se ho un programma di tre giorni, continuano ad aumentare. Mentre ci sono sahaja yogi che non riescono ad avere neanche una persona in sala.

Qual è la ragione? Loro (le persone che vengono ai programmi, ndt) non mi conoscono. Giusto? Dunque c’è qualcosa che manca in noi, anche quando arrivano i nuovi, nel modo in cui li trattiamo, parliamo loro, in cui li attiriamo.

Ogni tanto, certamente ci sarà qualcuno (dei nuovi) che sarà scortese. Non importa.

Ma in generale, penso, cercate di essere gentili con loro, con i nuovi arrivati. Se arriva una persona nuova non dirò tutte queste cose. Se viene una persona nuova dirò: “Oh, molto piacere. Come sta?”. E via dicendo. Capite? Per metterlo a suo agio.

Qualsiasi altra differenza fondamentale troviate – fondamentale – potete chiedere a me.

Parla un po’ più… vieni qui.

Yogi: Sono solo un po’ curioso… beh, riguardo al futuro, un pochino. Lei si manifesterà in qualche modo diverso come Shri Kalki? Oppure lascerà, in un certo senso, che il cambiamento avvenga un po’ più gradualmente? (Shri Mataji ride, risate generali del pubblico)

Shri Mataji: Domande dirette. Ditemi, cosa dovrei fare? (Risate) Ditemi, cosa dovrei fare? Qualsiasi altra forma non sarebbe idonea. Provate qualsiasi altra forma. Se si assume la forma di Shri Krishna, si deve prendere il Sudarshana[6] ed eliminare tutti quelli che non credono in Sahaja Yoga. Così va bene?

Se si prende la forma di Gesù Cristo, ci si crocifigge ben bene e la si fa finita con tutti.

Poi pensate a Kalki. Si distrugge tutto. Dopo aver compiuto tutto questo lavoro, dopo aver creato in modo perfetto questo mondo meraviglioso, non pensate che si dovrebbe gestirlo, cercare di gestirlo, per quanto possibile? Questo è il mio stile. Quale preferireste?

Yogi: A me piace il Suo stile….

[I sahaja yogi ridono e applaudono].

Shri Mataji: Prego? Che cosa ha detto?

Voce dall’assemblea: Lui preferisce il Suo stile, Madre.

Shri Mataji: Aha, è così! Vedete, è così, nient’altro. Naturalmente dovreste sapere che Kalki è in azione, tutti sono in azione, tutti agiscono, ma in tono sommesso, come si dice. Si deve fare molta attenzione; è un lavoro molto delicato, moltissimi sono persi. Questi guru ne hanno attirati così tanti! È un’operazione molto, molto delicata. D’accordo? Ma se necessario, posso fare qualcosa.

Qualche altra domanda? A che ora è la vostra cena? Qualche altra domanda?

Yogi: Madre, sembra che molti di noi qui in realtà non sappiano molto riguardo all’Hamsa chakra…

Shri Mataji: Riguardo a cosa?

Yogi: Riguardo all’Hamsa Chakra.

Shri Mataji: Hamsa Chakra.

Yogi: … per capire la correlazione che ha con il Vishuddhi e ciò che possiamo fare per rafforzare il nostro Vishuddhi.

Shri Mataji: L’Hamsa Chakra si trova fra il Vishuddhi e l’Agnya, infatti potete vedere chiaramente che è posizionato in questo modo. Ma dal Vishuddhi provengono molti nervi che passano attraverso i lati dell’Hamsa e terminano qui (tocca il centro dell’Hamsa). Non salgono tutti al cervello.

O possiamo dire che a questo punto, in questo punto (al centro dell’Hamsa), tutte le nostre reazioni, quelle definite reazioni riflesse, svaniscono.

Così, supponendo che ora senta un cattivo odore, mi chiuderò il naso in questo modo; oppure, se non riesco a sentire, aguzzerò le orecchie così; o se vedo qualcosa di sporco o che dà fastidio, i miei occhi si chiuderanno automaticamente. Se qualcuno proverà a pungermi con uno spillo, immediatamente io… (fa il gesto di scansarsi, ndt) istintivamente. È tutto innato nel mio sistema e anche nel vostro sistema, per cui reagite con un’azione riflessa.

Agli animali può non succedere la stessa cosa. Gli animali sono differenti. Alcuni animali hanno certe azioni riflesse, alcuni ne hanno altre; noi però siamo diversi e le nostre azioni riflesse sono tutte praticamente sempre le stesse. Non c’è molta individualità. Non c’è molta differenza nelle nostre azioni riflesse. Al massimo, a causa dei condizionamenti, qualcuno potrebbe dire “Yah”, qualcuno potrebbe dire “Oh”, qualcun altro potrebbe dire qualcos’altro; questo è diverso. Ma le azioni riflesse sono le stesse.

Quindi, fino al livello dell’azione riflessa, non dobbiamo usare discernimento. La nostra parte discrezionale inizia dopo. Il discernimento inizia quando usiamo queste due nadi che si incontrano qui (all’Hamsa), senza salire all’Agnya. Quando queste due nadi si incontrano qui (all’Hamsa), accade che iniziamo a capire attraverso le nostre esperienze.

Per prima cosa avverrà un’azione riflessa, un’azione automatica riflessa. La seconda è quella in cui, per esempio, si dice al bambino: “Questo è bollente, non metterci la mano” e lui non ascolterà e ce la mette. Il bambino, con l’esperienza, svilupperà azioni riflesse, i condizionamenti (dell’esperienza). Così si creano i riflessi dentro di noi (tocca l’Hamsa, ndt).

Si creano in noi anche con altri condizionamenti, diciamo; per esempio supponiamo che in un Paese ci sia il razzismo, oppure in un Paese come il nostro (India) ci sia un sistema di caste. Allora una persona reagirà secondo quel che ha imparato fin dall’infanzia. Tutti questi condizionamenti potrebbero appartenere al tempo attuale in cui siete nati.

Ma voi stessi, nella vostra vita precedente, ad esempio potreste essere nati in Africa (quindi essere stati persone di colore, ndt), mentre in questa vita siete nati con la pelle bianca; e ora vi siete messi a chiamare africani (per discriminarli, ndt) quelle stesse persone che voi eravate stati (nella vita precedente, ndt).

Tutti questi condizionamenti possono essere incorporati nel vostro Hamsa chakra e derivano dalla formazione mentale, dalle esperienze della mente, si può dire, dalle esperienze della società, della vostra conoscenza, della vostra istruzione. Il modo in cui siete condizionati può essere incorporato qui, nell’Hamsa chakra. E reagisce a cose prive di significato. Se indossate… “Odio una certa persona!”. Perché? Perché quella persona indossa blue jeans o qualcos’altro; o diciamo una camicia verde. Ebbene, ciò è assimilato nella vostra mente. Oppure, a volte, anche l’innamoramento deriva dallo stesso tipo di condizionamento.

Supponiamo che abbiate incontrato qualcuno, diciamo, con gli occhi blu e che sia stato gentile con voi. Allora sarete affascinati da chi ha gli occhi blu. Non c’è alcuna idea pura della bellezza; non c’è alcuna idea pura di felicità; non c’è alcuna idea pura di estetica. Sono tutti condizionamenti. Per alcuni questo è bello; per altri non è bello.

Questo è dunque il punto (tocca l’Hamsa) in cui avvengono questi scambi fra le due nadi. E qui l’Hamsa si trova al di fuori del sentiero della Kundalini. In un certo senso in questo punto fuoriescono (fa il gesto di due canali che si incontrano a livello dell’Hamsa e insieme vengono fuori dall’Hamsa, ndt), dal sentiero della Kundalini. È molto sorprendente. Quando la Kundalini si muove, passa dal Vishuddhi direttamente all’Agnya. Ebbene, come possiamo dunque migliorare il nostro Hamsa? È un grosso problema, perché se il nostro Hamsa è malato, se è esageratamente condizionato, la Kundalini non riesce a lavorare su di esso e ci rinuncia.

Quindi, per l’Hamsa usiamo tutti questi rimedi fisici. Ho detto, ad esempio, di mettere il ghee nel naso, e tenerlo lì affinché sia nutrito correttamente.

Perché se la Kundalini prova ad attaccare eccessivamente l’Hamsa, si avrà un problema. Un problema, poiché trascorriamo la maggior parte del nostro tempo in modo tale per cui le cellule epiteliali dell’Hamsa, i rivestimenti interni, si disidratano.

Quando la Kundalini sale, può creare un problema maggiore a causa di quella secchezza. Forse. Così è tenuta fuori, ma ha un effetto, nel senso che anche una luce esterna può ricadere all’interno.

Quindi non è direttamente la Kundalini che influenza il vostro Hamsa. È come quando la Kundalini si risveglia, voi stessi ora capite che una persona è un essere umano, che sia di carnagione chiara o scura.

Ci ragionate e l’Hamsa si purifica.

Allora vedete voi stessi: “Oh, sono molto egoista”. Iniziate a vedere voi stessi attraverso il vostro Agnya, iniziate a vedere che siete fortemente condizionati. Così ci riflettete e in questo modo correggete i vostri condizionamenti. È questo l’Hamsa Chakra.

Non si può correggere l’Hamsa chakra semplicemente perché si è anime realizzate, ma è un effetto, è il sintomo del risveglio della vostra Kundalini.

Alcuni pensano che si sviluppi il discernimento con l’ascesa della Kundalini. È un’idea sbagliata. No. Si deve fare in modo di costruire deliberatamente quel discernimento in voi.

Ma una volta costruito… per esempio, il mio discernimento è assoluto, io so cos’è. Vedete, il mio condizionamento qui (tocca l’Hamsa, ndt) è assoluto, è un tutt’uno con la Kundalini, con la Realtà.

Ma per gli esseri umani, deve essere riflesso dalla conoscenza. Come un bambino che, dopo aver toccato qualcosa di bollente, saprà che è bollente. Ebbene, questo è bollente, perché è riscaldato.

Prendete una persona con un blocco al cuore destro. Bene, ha un blocco al cuore destro, significa che ha un problema legato al cuore destro, e soffre di questo e quel disturbo. Dovete capirlo da voi (mostra le mani, ndt).

Ora, se chiedete: “Soffri di asma?”, risponderà: “Sì, come lo sai?”. “Lo so perché l’ho capito dal dito che mi bruciava (indica il mignolo destro, ndt), per questo so che è così”.

Ma supponiamo che qualcuno abbia l’asma e in questo (tocca l’Hamsa, ndt) entri in gioco la vostra Kundalini; contrarrete immediatamente l’asma. Capite il punto?

Non può nascere in noi un condizionamento a meno che esso non passi o non penetri attraverso il nostro ragionamento e capacità di comprensione.

(Indica qualcuno:) Capisci il punto Rustom?

Non può funzionare. La ragione è che esso filtra la vostra consapevolezza collettiva.

Diversamente, se vi avvicinate ad una persona che ha l’AIDS e diventate coscienti collettivamente che ha l’AIDS, e se assorbite tutto questo in voi come un condizionamento, lo contrarrete.

Ma voi siete separati. Come chi legge un… C’è una storia molto carina al riguardo, l’ha scritta Jerome. Un uomo lesse Materia Medica e andò a dire al medico: “Dottore, ho tutte le malattie eccetto una, il ginocchio della casalinga”.

Lui chiese: “Com’è che non ce l’ha?”.

“Perché non sono una casalinga”.

Dunque era condizionato verso tutte le malattie. Per questo molte persone contraggono malattie. Ma, grazie a Dio, esiste un filtro. Se qualcuno soffre di una malattia, non la contrarrete, perché potete filtrarla.

Ma l’Hamsa chakra potrebbe essere colpito da badha. Questo è un problema, se qualche badha passa attraverso il naso potrebbe accadere; se qualche virus passa attraverso il naso, potrebbe accadere. Colpito significa che può ammalarsi. Ma si deve capire la distinzione fra i due casi. Per esempio, se c’è una infezione virale all’esterno, può passare nel vostro Hamsa chakra e procurarvi un problema fisico, di sinusite e quant’altro. Ma non diventerete come la persona che vi ha trasmesso l’infezione virale. Dunque c’è un filtro.

Supponiamo però che ci sia una persona molto frenetica e voi entriate in contatto con quella persona: essa è molto frenetica, così il vostro Swadishtana può prendere il controllo (forse generando iperattività, ndt). Vicino a quella persona potete diventare frenetici. Stando insieme a quella persona, potete diventare frenetici.

Ma per quanto riguarda l’Hamsa, con chiunque viviate, il vostro Hamsa non ne subirà l’impatto completo perché c’è un filtro.

Ora, se dovete sviluppare il discernimento, dovete imparare, dovete comprendere. Non nasce in modo automatico. Invece, nei bambini che sono nati realizzati, l’Hamsa è così sviluppato che loro sanno cosa è giusto e cosa è sbagliato. Infatti il loro Hamsa è talmente formato in questo senso, che non devono usare molto la conoscenza.

Ma quelli che stanno crescendo adesso, che sono diventati sahaja yogi adesso, devono conoscere il proprio Hamsa attraverso le loro esperienze personali. Esso è anche un filtro. Un bambino, invece, sa cosa è giusto e cosa è sbagliato, perché il suo Hamsa è sviluppato. In India, quando nasce un bambino, viene massaggiato accuratamente. Ungere con l’olio è il modo migliore per avere un buon Hamsa.

Ungetegli la testa, il corpo, mettetegli [parla a lato in Hindi] qualche goccia nel naso, tutto. Provano (a metterlo) nelle orecchie, nel naso e, in questo modo, lo sviluppano.

Quel che devo dire è che a livello fisico dovreste aiutare il vostro Hamsa chakra usando ghee e tutto il resto e, a livello mentale, dovreste usarlo imparando, con l’esperienza, cosa fare, come farlo, come farlo funzionare, come stabilizzarlo. In questo modo l’Hamsa chakra si sviluppa e vi dà il discernimento.

Per questo una tradizione è molto importante. La tradizione vi dà lo sviluppo dell’Hamsa chakra e allora procedete scartando ogni cosa sbagliata di quella tradizione, mentre poi conservate ciò che è positivo e lo trasmettete ai vostri figli, e loro ai propri figli, e loro ai propri figli. Il discernimento si manifesta meglio in una persona formata in modo tradizionale, piuttosto che in una persona senza tradizioni.

Per esempio, questa mattina stavo discutendo del fatto che, in Occidente, la gente riempie il lavandino e si lava il viso. In India non possiamo concepirlo, non possiamo neanche pensarci; voglio dire, non sappiamo che si possa fare. Infatti nell’uso tradizionale è risultato che se ci si lava il viso e l’acqua ricade lì, vi rimane tutta la sporcizia, e voi usate di nuovo la stessa acqua. Così non potete ottenere una pulizia completa. Dunque usate sempre acqua corrente. Noi l’abbiamo imparato dalla tradizione. È così radicato nelle nostre teste, nel nostro discernimento, che non riusciamo neanche ad immaginare una cosa simile.

Una cosa semplice è che il Muladhara deve essere pulito e lavato. Prendete qualsiasi indiano e saprà che è così, perché devono aver avuto qualche problema in precedenza. Chiedetelo a qualsiasi indiano, sia del nord, del sud, est od ovest.

Un’altra cosa è il buon auspicio. È fortemente assimilato nella tradizione. Ma se, per esempio, avete la tradizione di fare cose assurde…  si possono avere anche tradizioni così.

I popoli molto primitivi, ad esempio, hanno tradizioni molto assurde di ogni tipo. Mi è stato detto che se andate a Ladakh[7], ciò che fanno quando qualcuno muore, è conservare una mano della persona morta in casa, sempre, così (sollevata verso l’alto, ndt). Credono che ciò sia di aiuto. Ma scartando le tradizioni sbagliate, capiranno che è una cosa sbagliata. Dunque, più vi baserete sulla tradizione, più vi baserete sulle antiche usanze, molte (più) cose imparerete.

Per esempio, abbiamo visto che gli inglesi sono, in un certo modo, tradizionalisti: quando una signora scende, l’uomo che l’accompagna starà davanti, automaticamente. Si sposterà proprio (mettendosi davanti a lei). Se invece lei sale, l’uomo la seguirà. Accade semplicemente, in modo automatico, perché hanno imparato dalla tradizione che, scendendo, la donna potrebbe cadere o qualcos’altro, quindi loro dovrebbero stare davanti.

Quindi, quelle che definite abitudini tradizionali di una persona vi conferiscono questo Hamsa. E queste abitudini si consolidano sempre meglio con il metodo dei tentativi ed errori. E in questo modo lo sviluppate. Ora, per coloro che sono sahaja yogi, è molto facile assorbirle, perché se vedete qualcosa: “Sì, è sbagliato, non andrebbe fatto, basta”. Ma al riguardo, dovreste essere così chiari e decisi. Funziona. Il vostro Hamsa andrà a posto.

Invece, pur dicendoglielo dieci volte, faranno la stessa cosa: significa che il loro Hamsa non è disposto ad accettare. Ma voi dovete nutrirlo, dovete prendervene cura, dovete… come ho detto, anche il kajal (indica gli occhi) è ottimo per l’Hamsa chakra. Tutto, il kajal (indica gli occhi) e l’olio nel naso (indica l’Hamsa) e nelle orecchie, vanno benissimo.

Tutto agisce per questo (tocca la gola, il Vishuddhi, ndt). Per esempio, anche parlando ad un’altra persona, parlare con saggezza significa dire qualcosa che non perda il suo potere di influenzare quella persona.

Se, per esempio, dite qualcosa di molto duro, poi dovreste sapere come neutralizzarlo (ossia come neutralizzarne la durezza, addolcirlo, ndt), in modo che la persona lo trattenga (il significato, l’essenza del messaggio, ndt) dentro di sé.

Anche tutto questo discernimento viene solo dalla tradizione. Quando, in una tradizione, si trova qualcosa di futile si abbandona collettivamente.

Le benedizioni della tradizione sono dunque grandi, ma più grandi sono le benedizioni del vostro Spirito. E le benedizioni dello Spirito sono tali che, attraverso le vostre vibrazioni, sapete immediatamente che una cosa è sbagliata. Ma dovete essere onesti al riguardo ed eliminarla. Voi volete ascendere, volete migliorare le vostre vibrazioni, così per questo farete qualsiasi cosa sia necessaria.

Yogini: Shri Mataji, adesso al ristorante stanno servendo la cena per i sahaja yogi…

Shri Mataji: Oh, andrò nell’altra stanza.

Yogini: E se non andiamo adesso la cucina (chiuderà).

Shri Mataji: Certo, vi avevo chiesto della cena. Allora lasciate che vadano, bene, buona idea. Ma, ed io? Vado nell’altra stanza? Bene.

Ci stavo pensando, ecco perché ti ho chiesto se la cena è pronta. L’ho detto al momento giusto (ride). Bene, l’ho detto al momento giusto.

Ora andate, altrimenti la cucina chiuderà. Bene, andate, ed io andrò di là.

E poi ci incontreremo nuovamente, ascolteremo un po’ di musica, alla fine di questo noioso discorso (risate). La campana risuona nel mio orecchio. (Hindi). Va bene, andate pure, io andrò di là.

[Fine della registrazione video]


[1] La statua della Libertà, con i suoi 93 metri di altezza, domina la baia di New York. Il nome dell’opera è La Libertà che illumina il mondo. Fu donata dai francesi agli Stati Uniti d’America in 1883 casse trasportate a New York per mezzo di una piccola nave (che dovette effettuare numerosi viaggi) e ivi assemblata, in segno di amicizia tra i due popoli e in commemorazione della dichiarazione d’Indipendenza Americana di un secolo prima (1776). La statua venne trasportata via mare, senza basamento. In mancanza di fondi per costruire quest’ultimo, il New York Times lanciò una sottoscrizione pubblica, e la somma necessaria fu raccolta e depositata in pochi giorni. I lavori iniziarono a New York nel 1884, furono completati entro il 1885 e l’inaugurazione ebbe luogo il 28 ottobre 1886. La statua raffigura una donna (la dea Atena) che indossa una lunga toga e sorregge fieramente in una mano una fiaccola (simbolo del fuoco eterno della libertà), mentre nell’altra tiene un libro recante la data del giorno dell’Indipendenza americana (4 luglio 1776); ai piedi vi sono delle catene spezzate (simbolo della liberazione dal potere del sovrano dispotico) e in testa vi è una corona, le cui sette punte rappresentano i sette mari.

[2] Lett. Canalizzazione. Fenomeno psichico in virtù del quale si entra in contatto con entità ultraterrene che comunicano informazioni.

[3] Gary Warren Hart, politico statunitense. Esponente del Partito Democratico, ha corso per le presidenziali nel 1984 e nel 1988. Durante quest’ultima competizione era il favorito alla presidenza per il Partito Democratico, ma la sua corsa fu interrotta a causa di uno scandalo legato ad una sua relazione con una modella.

[4] Coca-Cola ipocalorica.

[5] Lady Diana Spencer (1961 – 1997).

[6] Il Sudarshana Chakra è il disco che rappresenta l’arma del Signore Krishna, solitamente utilizzato per distruggere i nemici e proteggere il bene dal male.

[7] Il Ladakh è una divisione dello Stato federato indiano di Jammu e Kashmir.