Sahastrara Puja, Primo puja in Sud America

Bogota (Colombia)

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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Sahastrara Puja

Primo puja in Sud America

Bogotà (Colombia), 20 Luglio 1988


Prego, sedetevi.

Yogi: Dobbiamo chiudere laggiù, Shri Mataji? Dobbiamo chiudere la finestra?

Shri Mataji: Sì, penso sia meglio chiuderla. Penso faccia piuttosto freddo per tutti. Non ora, dopo… Bene. Potete chiuderla, è meglio.

È un grandissimo piacere essere qui in Colombia e questo era un mio grande desiderio già da tanto tempo poiché, se più avanti fossi riuscita a venire in questo paese, avrei potuto avviare qui Sahaja Yoga. Infatti a quell’epoca sentivo che in Colombia vi sono numerosi ricercatori e ottime persone.

Sono i ricercatori della verità e desiderano elevarsi nella propria consapevolezza [“Bene”. Il traduttore inizia a tradurre in spagnolo]; e poiché l’ho desiderato si è realizzato.

Sono molto felice di essere qui tra voi. E abbiamo persone anche di altri paesi del Sud America e questo è straordinario.

Ha iniziato a funzionare nei paesi europei che erano paesi sviluppati, possiamo dire, ma ho sempre avuto un desiderio molto intenso di venire dall’altra parte, ossia nei paesi sottosviluppati dove esiste cultura.

Deve diffondersi in tutti i paesi; nessuna nazione dovrebbe dire: “Da noi non è arrivato, per questo non abbiamo conosciuto la verità, abbiamo perso l’occasione”.

Dato che voi siete i primi fondatori e le pietre angolari di Sahaja Yoga dovete stare molto attenti. Come ho detto molte volte, la conoscenza che ricaviamo dalla scienza ed altro è la conoscenza dell’albero, mentre Sahaja Yoga è la conoscenza delle radici.

Dobbiamo dunque diventare personalità più profonde, dobbiamo cogliere la nostra profondità, la nostra gloria e la nostra bellezza e gioirne. E voi potete avere tutta questa bellezza e anche capire che gli esseri umani sono parte integrante di una sola personalità. Però non è possibile farlo semplicemente tenendo conferenze o sermoni, ma occorre provarglielo con l’ascesa, dando cioè la realizzazione del Sé, attuandone l’esperienza.

Occorre dire alla gente, in qualsiasi modo, che la verità non può essere trovata pagando denaro o sottoponendosi a sforzi o sofferenze. Questa verità risiede dentro di noi e dobbiamo semplicemente accettare l’idea che finora non l’abbiamo trovata.

Ora, il modo in cui tratterete le persone è fondamentale perché esse vengono ai miei programmi, ricevono la realizzazione ma, quando tornano, dovete trattarle con molta attenzione e delicatezza.

Dovete anche comprendere qual è il polso del vostro paese, la specialità; (sentire) il polso del Paese, (al traduttore:) (sentire) il polso è questo.

Ora, qui per esempio trovo gente molto dolce, molto innocente, molto tradizionale, così dovete avvicinarla in quel modo.

Se invece provengono da ambienti per così dire intellettuali o aree super-industrializzate dovete avvicinarvi a loro secondo quelle modalità.

Prima di tutto, dunque, dovete mantenere le vostre vibrazioni pure. Inoltre dovete sapere ciò che dovreste fare per diventare esperti in vibrazioni.

Dovreste essere in grado di dire se qualcuno ha questo o quel blocco o qual è il vostro blocco. Però non dovreste in alcun modo dire agli altri quali blocchi hanno; lasciate che lo scoprano da soli. Man mano che la loro sensibilità inizierà ad aumentare, potranno scoprire da soli ciò che non va in loro. Ve lo diranno loro quale dito sentono bruciare, dove sentono calore; ve lo diranno loro.

Allora, se ve lo chiedono, dovete spiegare loro qual è il centro bloccato e qual è il problema. È così che dovreste procedere con loro.

Ma in ogni caso, se c’è qualche problema, qualsiasi cosa, potete scrivermi direttamente, io sono sempre disponibile per qualsiasi cosa vogliate sapere.

Spero che oggi ci saranno molte persone che interverranno al programma, ma tutti voi dovete occuparvi correttamente dell’incontro successivo e dovreste essere in grado di trattarli con gentilezza.

Come sapete, noi non abbiamo nessuna procedura quale la registrazione dei nomi o altro, ma la cosa migliore è parlare con loro, con ciascuno di loro, chiedere i loro nomi, che cosa fanno, dove vivono; è molto meglio. E, se vogliono, possono lasciarvi i loro indirizzi.

Per i vostri puja e tutto il resto dovete valutarli: se sono abbastanza profondi, allora potete invitarli ai puja. Il puja può anche essere un grosso shock per loro perché non hanno mai saputo tutte queste cose prima d’ora.

Esistono molti modi in cui potete convincerli che questa è la verità. Comunque, se avete qualche domanda dovreste farmela dopo, così potrò dirvi quale deve essere il problema.

Adesso, dunque, celebriamo il puja e dopo penso che la maggioranza delle domande sarà praticamente risolta per noi.

Bene, cominciamo, per il lavaggio sarebbe una buona idea (usare) un po’ di acqua tiepida.

Bene. È acqua tiepida? Un po’ di acqua tiepida. Un po’ di acqua tiepida. Sì.

Il rame è un metallo di ottimo auspicio per il puja. Il rame. E qui avete tantissimo rame.

Lei vuole venire (ride, forse sta parlando di una bambina)

Voi due potete venire per il lavaggio. Voi due – tutti e due – e la bambina.

Bene. Venite. Tenete questo da un lato.

Sì. Tre di voi possono lavare, venite, venite su, venite da questa parte. Sì, uno… tu stai da questo lato, tu stai da questo lato e lei può stare al centro. Da questa parte, vieni, sì, bene. Fatelo venire da questa parte, vieni da questa parte, tu vieni al centro. Bene, ora, dov’è l’acqua? Bene.

Ora vieni al centro. No, non… Qui. Sì. Puoi avvicinarti anche tu. Ora tirati su le maniche. Che Dio ti benedica. Bene. Bene.

Ora. Tirati un po’ su le maniche. Anche tu, le maniche. Un po’, ed anche le sue. Sì, venite. Avete con voi una noce di cocco?

Yogi: Sì, Madre.

Shri Mataji: Bene. Suggerirei allora di mettere qui dentro una noce di cocco e – infatti è per questo che abbiamo il kumbha – e alcune foglie. Potete metterle lì…

Yogi: Potete prendere quattro foglie da qui.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Potete prendere quattro foglie da qui.

Shri Mataji: Mettete lì il kumbha, va bene? Bene, se è lì va bene. Uno soltanto. Non l’ho visto, ecco perché mi domandavo…Se lo tenete lì va bene, ma insieme si devono mettere delle foglie, sapete?

Sì. Alcune foglie. Qualsiasi foglia lunga, così. Potremmo usare queste.

Yogi: Quelle di rosa?

Shri Mataji: Sì, sì, quelle vanno bene. Tutto qui. Due foglie. Sì. Ora, bene, proprio intorno alla noce di cocco. Potete portare qui quel kumbha. Portate tutto.

Yogi: Possiamo metterlo qui sopra? Va bene?

Shri Mataji: Sì, sì, va bene. Va bene, bene. È un’ottima idea. Sì. Adesso intorno alle foglie, sì, un po’. È simbolico, molto simbolico.

Yogi: La luce è bellissima.

Shri Mataji: Come?

Yogi: La luce è splendida.

Shri Mataji: Ottima, bellissima. Proprio sopra la mia testa (ride). Sì. Ora, se potete versare l’acqua – poi, sì, potete versarla e loro possono lavare e poi possono versarla loro. Bene. Ora cantate i…

Yogi: I mantra di Shri Ganesha.

Shri Mataji: Sì.

Yogi: I mantra di Shri Ganesha.

Shri Mataji: Oh, è caduto.

[Gli yogi recitano tre volte il mantra a Shri Ganesha, mentre Shri Mataji dà istruzioni su come effettuare il lavaggio]

Shri Mataji: Direi… se c’è qualche signora non sposata… bene. Ciò che possiamo fare è spostare questo adesso, prendete un asciugamano. Senti, puoi togliere questo e possiamo prendere un asciugamano per… Julia, toglilo tu perché una persona dovrebbe condurre i mantra. Spostalo tu.

Bene. Sì. Bene. Dio ti benedica.

Yogi: Ganesha Atharva Shirsha.

[Gli yogi recitano il Ganesha Atharva Shirsha]

Shri Mataji: Asciuga forte… Asciuga con una certa forza…

Ora potremmo leggere la versione spagnola, se l’avete.

Yogi: Sì, Madre.

Shri Mataji: (dà indicazioni per la decorazione dei Piedi) Dovrebbe essere più uniforme.

[Leggono la traduzione spagnola del Ganesha Atharva Shirsha]

Shri Mataji: Anche il centro e i lati. Vedi, devi fare la svastica sopra, una svastica. Sì, sopra. Prima però penso dovrebbe essere messo in modo un po’ uniforme, questo. Va bene. Ora, penso sia meglio mettere…come dite voi…

 Yogini: Un po’ d’acqua?

Shri Mataji: Come?

Yogini: Devo versare un po’ d’acqua?

Shri Mataji: Acqua? Sì, mettere…occorre un po’ d’acqua. Potete cantare una canzone di Ganesha?

Yogi: Potrebbe essere l’aarti di Shri Ganesha?

Shri Mataji: Come?

Yogi: L’Aarti di Shri Ganesha?

Shri Mataji: Sì, il Sukha? Cantate questa.

Yogi: Sanno quella sul Signore Ganesha.

Shri Mataji: La conoscete? Una che sapete su Ganesha.

Yogi: Loro conoscono la canzone inglese “Shri Ganesha”.

Shri Mataji: Sì, va bene. [Rivolta ad una persona che decora i Suoi Piedi: “Stendilo in modo più uniforme”.]

[Gli yogi cantano il bhajan in inglese “Shri Ganesha Jai Shri Ganesha”]

Shri Mataji: Bellissimo. Ora. Bene, adesso devono iniziare con i centootto nomi della Devi.

Yogi: Dobbiamo cantarli, Shri Mataji?

Shri Mataji: Come?

Yogi: Dobbiamo cantarli? Dobbiamo cantare i centootto nomi?

Shri Mataji: Sì, i centootto nomi.

[Gli yogi cantano “Tere Hi Guna Gate Hai”]

Shri Mataji: Tutti, tutti… sì. Penso… sì, mettilo un po’ bene, per bene. Mettilo bene. Spingilo sui lati. Sarà tutto nella fotografia, sai, vorranno vedere i miei piedi quando sono andata in Colombia! … Sì, bene.

Bello! Sì, ai lati, così va bene.

Sì, puoi metterlo su quel lato. La parte superiore non è molto bella, penso… meglio. (Non erano) mai stati messi tutti questi fiori sui miei piedi! È la prima volta (ride). Sì.

Che Dio ti benedica.

Mettilo qui… va bene. Bene, adesso che lo mettano tutti.

Ora le signore devono darmi i braccialetti, va bene? Per prima cosa. È bellissimo. Che Dio ti benedica.

Sui lati.

Penso possiate chiudere la porta, fa piuttosto freddo. Adesso le signore devono darmi i braccialetti.

Yogini: Sposate?

Shri Mataji: Come? Sì, sposate, naturalmente.

Yogini: Due a due oppure…?

Shri Mataji: Due, due ciascuna. Insomma, penso possano darne anche quattro, ce ne sono ventuno. Quindi va bene qualsiasi numero. Undici da un lato e dieci dall’altro.

Ora se potete darmi il piatto, il piatto d’argento.

Potete vedere il piatto d’argento lì; è un doppio piatto sotto il kumkum. Bellissimo puja, meraviglioso. (Shri Mataji ride) Tu hai fatto una torta? Bene.

Oggi è il vostro Capodanno, quindi felice anno nuovo a voi e, inoltre, mi dicono che è considerato il giorno del nuovo anno ed anche della vostra Indipendenza? Il giorno dell’Indipendenza.

Che tutti voi otteniate la vostra vera libertà.

(Dice a qualcuno a lato) Al contrario. Metti le viti, altrimenti cadono.

[Viene offerto del cibo]

Shri Mataji: Guava[1]?

Yogi: Il nome è guyava, Shri Mataji.

Shri Mataji: Guava.

Yogi: Guaiava.

Shri Mataji: Guaiava.

Yogi: Lo stesso nome.

Shri Mataji: Qui avete guava?

Yogini: Sì, Shri Mataji. Questo è dolce di guava, questo arancione.

Shri Mataji: E questo?

Yogini: Potrebbero essere… potrebbero essere more, e questo potrebbe essere limone, non ho visto…

Shri Mataji: A me pare uva nera… non … (so?). (Shri Mataji ride). Se potete portare quello più grande possiamo lavare i piedi qui e poi andare. Con un po’ di acqua calda.

Molto bene. L’ho avuto, grazie.

[Interruzione nella registrazione]

Shri Mataji: Di solito non diventano mai gialli, Dave [Durante il lavaggio dei Piedi. Presumibilmente parla dei Piedi stessi quando vengono lavati ai Puja, ndt]. O nemmeno rossicci.

Ekadasha rudra (forse si riferisce all’Ekadasha Rudra Puja del mese precedente in Austria, ndt): sono diventati neri! Giallo deve essere una benedizione speciale per voi!

Yogini: Creatività, Shri Mataji!

Shri Mataji: Va bene. Di solito i piedi diventavano rossi. Ma quel giorno (forse dell’Ekadasha Rudra puja, ndt) era tutto nero, acqua nera, tanta acqua nera.

Yogi: Tutti i badha…

Shri Mataji: Non so! Ekadasha.

Yogini: Quest’acqua dovrebbe essere spruzzata e conservata per tutti i sahaja yogi?

Shri Mataji: Sì, per tutte le case ed ogni cosa. Per i badha è il (rimedio) migliore. Va bene. Adesso prendete un asciugamano.

Yogi: Avete un asciugamano disponibile?

Shri Mataji: Ce n’è uno là. Ne ho già preso molto (forse di cibo, ndt). Massaggia un po’ più forte. Pensate, i piedi sono diventati gialli.

Yogi: Sono così morbidi! I piedi sono morbidissimi!

Shri Mataji: (ride) Sono così morbidi…ora.

Lei è molto brava, è un’anima realizzata, nata realizzata. Molto giudiziosa.

Yogi: E dolce.

Shri Mataji: Sì. Sapete, lei capisce cos’è il puja.

Yogini: E canta così bene i mantra, Shri Mataji!

Shri Mataji: Davvero, ve lo assicuro. È nata realizzata. Bene. Ne troverete molte altre qui, ne sono sicura.

Yogi: Sono molto più numerose nei paesi dove c’è meno denaro.

Shri Mataji: Sì, i bambini nascono lì anche perché, generalmente, ricevono l’amore dei genitori. Ovviamente, alcuni molto coraggiosi nascono anche nei paesi sviluppati, indubbiamente. Anche il tuo bambino è un’anima realizzata. Tutti loro lo sono.

Yogini: Il piccolo?

Shri Mataji: Ah, anche quello.

Yogi (Duilio): Sono i Suoi figli, Madre.

Shri Mataji: Come?

Duilio: Sono figli Suoi, non nostri.

Shri Mataji: Come?

Duilio: Sono figli Suoi, non figli nostri.

Shri Mataji: Ah, sì… (ride). Bene. Voi siete i custodi, i tutori incaricati di prendersene cura.

Duilio: Ci aiuti a fare un buon lavoro.

Shri Mataji: Sì, dovete farlo perché, una volta cresciuti, sapete, sarà pronto un grande esercito per noi.

Yogi: I bambini piccoli, Shri Mataji, quando si chiede loro dov’è la mamma, invece di guardare la mamma guardano la Sua fotografia.

(Shri Mataji ride, risate)

Shri Mataji: Mi amano molto. E sono molto giudiziosi, molto saggi. Bambini molto tranquilli e saggi. Diversamente, di questi tempi qui i bambini sono orribili, davvero orribili e fastidiosi.

Allora, se potete metterlo lassù, poi mettete tutto questo qui dentro.

Yogini: Alcune persone hanno comprato dei regali per Lei, dobbiamo offrirli adesso o più tardi?

Shri Mataji: (ride) Va bene, datemeli ora.

Yogi: Sì, Madre, se pensa che forse questo sia asciutto…

Shri Mataji: Sì, questo è asciutto ora, bene. Yogini: Anche questo va dentro…

Shri Mataji: Sì, tutto questo… lascia stare, questo può andare nella stessa scatola.

Yogi: Proprio prima che partissi, Shri Mataji, Vaikuntha (un bambino sahaja yogi) ha detto: “Oh, vai a trovare Shri Mataji? Ho qualcosa per Lei”. Lei parlava dei bambini così ho dovuto darglielo.

Shri Mataji: Ti dico che Vaikuntha è molto dolce. Vedete, gli ho regalato un tamburo quando era piccolo. Così lui andava in giro per il giardino di quel luogo – sapete, dove avevamo quell’ashram – dicendo ad ogni albero: “Madre è arrivata! Madre è arrivata! Shri Mataji è arrivata!”, battendo il tamburo, sapete (ride). Era piccolo come lei (indica probabilmente la bambina presente al puja – il traduttore traduce in spagnolo). Diceva a tutti, ad ogni albero, ad ogni cosa: “Shri Mataji è arrivata, Shri Mataji è arrivata” (ride).

Allora mia nipote è venuta a dirmi che tutti i bambini percuotono i vassoi ed è questo, vedete, suonare il tamburo. Lui, Vaikuntha, percuoteva il tamburo e diceva a tutti: “Shri Mataji è arrivata” (ride).

Palermo… cos’è Palermo?

Yogi: Palermo è laggiù dove sono andati loro, in Sicilia, Shri Mataji.

Shri Mataji: Ah (ride). Cos’è questo posto dove sono andati? (Non chiaro, ndt) Palermo. Le case. E una bandiera. E questi che cosa sono?

Yogi: Pesci, penso debbano essere pesci, deve essere questo – ah, capisco, deve essere la Sicilia!

Shri Mataji: Questa è la Sicilia! Ecco cosa sono. Palermo.

Yogi: Sì. E allora questo deve essere il capoluogo, Palermo, e tutte le diverse case e città.

Shri Mataji: In realtà lì hanno gioito tutti tantissimo.

Questo dovete metterlo in un pacchetto e… tutti hanno regali? Molto difficile…

Tu prendi questo.

Yogi: Sì, Madre.

Shri Mataji: Tutti hanno comprato regali, eh? È troppo. Che cosa è questo?

Yogi: Uno smeraldo.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Uno smeraldo.

Shri Mataji: Non ho capito.

Yogi: Uno smeraldo, uno smeraldo Shri Mataji.

Shri Mataji: Questo? Questo qui?

Yogi: Si. Questo verde. C’è una roccia dove trovano lo smeraldo.

Duilio: Infatti lo smeraldo è una pietra tipica della Colombia.

Shri Mataji: Davvero?

Yogi: Sì.

Shri Mataji: Bellissima pietra. Grazie infinite. Bellissima, questa è molto bella. Grazie.

Yogini: Dalla Colombia, Shri Mataji.

Shri Mataji: Sì. Questo è il giorno degli smeraldi. Anche l’India ha gli smeraldi ma non così belli, sapete, quelli della Colombia sono splendidi.

Questo è il regalo collettivo, vero? Oh, è troppo! (…) Ma questo è troppo grande da regalare, penso, troppo grande. È bellissimo. Fatto in Colombia? Bellissimo.

Yogini: Con la speranza che Sahaja Yoga si stabilizzi qui, Shri Mataji.

Shri Mataji: (ride) Questo è il segno del… come chiamate questo segno, il secondo segno?

Yogi: Acquario.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Acquario.

Shri Mataji: Acquario. Il simbolo, vedete? È anche lo stesso della Kundalini, il kumbha. Ma in Occidente usano questo simbolo, il recipiente d’acqua. Gliel’ho dato io, quello lì è il  kumbha. Quello.

Yogini: È per la Bolivia.

Shri Mataji: Sì. Dall’India. E questo è qui. E questo è – in mezzo ci sono le foglie che simboleggiano il processo vivente, e questo è il Sahastrara (cocco, ndt). Vedete, questa è la foto del (Sahastrara)… Dunque, il simbolo è che la Kundalini deve salire e andare nel Sahastrara.

[Il traduttore traduce in spagnolo il significato del Kumbha, delle quattro foglie che rappresentano…

Shri Mataji gli dice: “Il processo vivente”

…. e la noce di cocco che rappresenta il Sahastrara].

L’Acquario è il contenitore dell’acqua e si dice che questa sia l’età dell’Acquario, questi tempi (…)

Grazie molte, è troppo bello e davvero perfetto. Ma non dovreste farmi regali costosi, troppo costosi.

Sì, l’anno scorso credo di averlo dato (forse un kumbha) a tutti, a tutti i centri.

Yogi: Era la Bolivia, Shri Mataji.

Shri Mataji: Sì, per la Bolivia. Cos’è questo? Per il caffè? Ah (ride).

Yogi: Adesso può comprare caffè in grani (risate).

Shri Mataji: Sì, bene. Voi siete famosi per questo, vero? Grazie.

Sì, che cosa mi avete portato? (Shri Mataji ride)

Yogini: Dal Brasile, Madre.

Yogi: Vuole che lo apra io?

Shri Mataji: Sì, per favore. Non sono brava ad aprirlo. Vedete, tutte queste calze le avevamo fatte in India, sapete, ma nessuno le comprava in questo, e neppure le più grandi, ma ne ho portate alcune per i bambini così le ho date (all’ashram di) Roma. Ma (…) la gente ormai segue le cose moderne, ama cose più moderne.

Deve essere molto pesante. Oh, bellissimo! Da dove arriva questo, dal Brasile?

Duilio: Sì, ma è particolarmente tipica di Salvador, la città in cui viviamo. Infatti quella è la donna tipica che vive a Salvador, chiamata Bahiana.

Shri Mataji: Bahiana?

Duilio: Bahiana.

Shri Mataji: Quelle donne sono chiamate (così)?

Yogini: Io sono una bahiana. Di Bahia.

Yogi: Le donne di Bahia sono chiamate bahiane.

Shri Mataji: Bahia.

Duilio: Infatti la donna nera è tipica di Bahia.

Shri Mataji: Sapete, in Maharashtra la Dea è chiamata Bhaiyà.

[Esclamazione degli yogi: “Wah wah” che significa “Straordinario, grandioso”]

Shri Mataji: Sì, è chiamata Bhaiyà. E quando ero bambina ero chiamata Bhaiyà Bhaì.

Da bambina, Bhaiyà Bhaì. È bellissima. Che idea, dico davvero. Tutte queste bellissime pietre, eh? L’hanno fatta molto bene, grazie molte. È bellissima.

Yogini: Desidera un po’ d’aria, Shri Mataji?

Shri Mataji: No, no, sto bene, grazie.

Yogi: È così…

Shri Mataji: Questo è bellissimo. Lo schema di colori è splendido.

Yogini: Shri Mataji, aspettiamo che Lei dia un nome al loro bambino.

Shri Mataji: Ah-ha. Guardate il bambino.

Yogini: Non gli ha ancora dato un nome, anzi, a lei, chiedo scusa, a lei.

Shri Mataji: Per via degli occhi possiamo chiamarla Minakshi, il nome della Dea. Minakshi significa occhi di… da pesce, a forma di pesce. Questo è il suo nome. Sì, il nome della Dea, Minakshi. C’è un grande tempio di Minakshi al Sud, c’è un tempio molto famoso di Minakshi.

Duilio: Minakshmi?

Shri Mataji: Minakshi. Mina… Mina è il pesce, Akshi significa occhi; aksh, aksha sono gli occhi. Dunque Colei che ha occhi di pesce, proprio come un pesce e quello è il nome della Dea. [Yogini: “Mina…?] è il pesce, aksha gli occhi.

Aksha significa occhi. E Minakshi significa la signora dagli occhi a forma di pesce.

C’è un bellissimo, immenso tempio di Minakshi al Sud, un tempio imponente, molto famoso.

[A qualcuno: “È lì, non sono brava ad aprire”]

Yogi: Della Dea.

Shri Mataji: È uno swayambhu, uno swayambhu.

[Commento inudibile]

Shri Mataji: Chi sono questi?

Yogi: Ciascuno di questi, Shri Mataji, rappresenta le diverse regioni e popolazioni della Colombia.

Shri Mataji: Molte grazie.

Puoi tenerlo qui.

Oh, molto, molto dolce. Sì. Tutto descritto in ogni dettaglio. Sono agricoltori, vero?

Gli yogi: Campesinos[2].

Shri Mataji: Questa è una riunione nel caffè. Sono contadini seduti in mezzo al caffè.

Yogini: Coltivatori di caffè, Shri Mataji.

Shri Mataji: E questo è un musicista?

Yogi: Sì, un musicista…

Shri Mataji: Grazie molte. Sono bellissimi.

(Riferendosi alla bambina) puoi chiamarla Mina come diminutivo, Mina. Oppure la chiamano anche Minù, per addolcirlo (ride). Minù (ride). Dio vi benedica.

Da…?

Yogini: Dalla Bolivia. Con mucho amor.

Shri Mataji: Capisco. Benedico intensamente la Bolivia. La prossima volta dovremmo andare anche in Bolivia (applauso). Oh! Bellissimo, bellissimo.

Yogi: È lo scialle usato dalle donne boliviane ed è fatto di lana vigogna, che è la più bella…

Shri Mataji: Sì, noi la chiamiamo…sì, sì, sì, la conosco. È la lana più pregiata, sì.

Yogini: È superiore all’alpaca, Shri Mataji.

Shri Mataji: Sì. La vigogna noi la chiamiamo…

Yogini: È superiore a…

Shri Mataji: Sì, sì, lo so. Il mio cappotto è fatto di quello. Saccoon, secuna, secura o qualcosa di simile. È la stessa cosa. Il nome inglese è diverso, ma io conosco il nome. Il mio cappotto, sapete il mio cappotto… È fatto…

Yogi: Sì, Madre, il Suo cappotto bianco.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Cappotto bianco.

Shri Mataji: Vicuna, vicuna. In inglese lo chiamano vicuna (pronunciato “vaicuna”, ndt), vicuna, vicuna. Sì. No, è la stessa cosa. La vicuna è la stessa cosa, viene dalla Colombia.

Yogi: È la pronuncia…

Shri Mataji: Sì, vicuna, in inglese è vicuna.

Yogi: Lei ha detto che la indossano in Bolivia –  la piegano due volte, poi la mettono così e le signore devono avere i…

Yogini: Si chiamano cholitas (ragazze, ndt).

Yogi: Cholitas.

Shri Mataji: Come le chiamate? Cholita. Sì, cholita. Anche noi in hindi diciamo choti (ragazzina, ndt).

Yogi: Choti?

Shri Mataji: Sì, chotia. Due si chiamano chotia. È molto simile, no? Grazie infinite, deve essere molto costoso, tutto questo. Grazie.

Yogi: Lui assomiglia molto a Javier, Shri Mataji.

Shri Mataji: Gli assomiglia molto! (Risate) Dio ti benedica. Lei vive proprio qui? Dove vive?

Yogi: La Paz.

Shri Mataji: La Paz. Ah. Sono lapislazzuli?

Quelli che indossi sono lapislazzuli, vero? Lapislazzuli? È la stessa origine? La parola (lapislazzuli, ndt) deriva da La Paz, ha la stessa origine?

Yogini: “La Paz” deriva da “la pace”.

Yogi: La Paz significa la pace.

Shri Mataji: La pace. La Paz significa pace. Capisco.

Yogi: Oh Madre, il nostro dono per Lei non è incartato. Ci perdoni.

Shri Mataji: No, no, no, no! La carta non va bene.

Yogi: Per Lei.

Shri Mataji: Grazie.

Yogi: Lo abbiamo fatto noi, Shri Mataji, con la… questa è … di un albero.

Shri Mataji: Corteccia.

Yogi: Corteccia, è così, Shri Mataji.

Shri Mataji: Che idea, vero?

Yogi: È fatta per Lei.

Shri Mataji: Bellissima, grazie, bellissima. È una bellissima corteccia d’albero, sì? Bellissima. Molte grazie, grazie. Metti tutte le cose qui dentro. Ora, e questo cosa sarebbe?

Yogini: È… Ma lo usavano per metterlo…

Shri Mataji: Nel naso.

Yogini: Sì. Ma lo chiamano anche ventaglio[3]. Shri Mataji: Ventaglio. E questi (cosa) sono? Occhiali? Cristalli, sono cristalli?

Yogini: Quarzo. Quarzo.

Shri Mataji: Quarzo.

Yogini: E turchese. Il quarzo proviene dalla Colombia e il turchese dal Brasile.

Shri Mataji: Turchese, turchese dal Brasile. E questo viene da…?

Yogini: Colombia.

Shri Mataji: Molto bello. Tante grazie.

Yogi: Sono entrambi in Cochabamba, Shri Mataji.

Shri Mataji: Cochabamba.

Yogi: Cochabamba è una città della Bolivia.

Shri Mataji: Ha qualche nesso con Amba, questo luogo di Cochabamba?

Yogi: Sì, Cochabamba è molto…

Shri Mataji: Molto indiano (ride).

Yogi:…Pronuncia del Maharashtra.

Shri Mataji: E dov’è questo posto?

Yogi: Proprio al centro della Bolivia.

Shri Mataji: Oh, capisco, al centro!

Yogi: È in pianura. La temperatura è molto mite, molto piacevole.

Shri Mataji: Bene.

Yogi: L’atmosfera è ottima, Shri Mataji, la temperatura.

Shri Mataji: Avete tutto qui. Dio vi ha dato tantissime cose! Non è così? (Ride). Prego.

Yogi: Lei ha detto che è per il freddo dell’Inghilterra, Shri Mataji, è per Lei; è un regalo per Lei che vive a Londra, perché La tiene…

Shri Mataji: Calda.

Yogi: …calda, e si chiama ruana. Ruana.

Shri Mataji: Ah, tutto lavorato a maglia! Ah! Non è il modello della sciarpa poncho.

Yogini: È a metà tra una sciarpa e un poncho.

Shri Mataji: Ah, è uno scialle. Splendido.

Yogini: Metà scialle e metà poncho.

Shri Mataji: Sì, è bellissimo.

Yogi: Lo si indossa così e quindi un po’ come un sari…

Shri Mataji: Bellissimo, lo indosserò.

Yogi: Lei sembrerà proprio una boliviana, Shri Mataji (risate, Shri Mataji ride).

Shri Mataji: Sì, posso, perché no? Assomiglio a loro, no? (Ride). Sì, il mio viso è proprio di tipo spagnolo-boliviano. Non è così?

Vi ringrazio molto. Adesso che altro c’è?

Grazie infinite.

Duilio: Mi scusi, Madre, questo è per il centro della Colombia.

Yogi: Questo è da parte del Brasile per la Colombia.

Shri Mataji: Capisco. Ah-ha, buona idea (applauso). Questo verde… questo blu rappresenta il collo di Shiva che è chiamato Nilakantha, ossia blu, sapete.

E inoltre, sorprendentemente, io indosso un anello di smeraldo. (Il traduttore traduce in spagnolo che uno dei nomi di Shiva è “Dal collo blu”)

È chiamato Nilakantha[4], ossia blu, blu (Nila, ndt). Vedete, è la sua (?) Kanta (gola, ndt). Bene.

(Il traduttore traduce in spagnolo che il significato di Nilakanta è “Collo blu”, e sorprendentemente quella pietra è uno smeraldo)

Davvero sorprendente. Deve essere antico, infatti ho smesso di indossare quei miei anelli tanto tempo fa. Sì.

Yogi: È stato a Bombay, Shri Mataji.

Shri Mataji: Sì. Dev’essere. Sì. È a Bombay, sì.

Proprio adesso è apparso qualcosa, guardate un po’.

Yogi: Sembra un OM, Shri Mataji.

Shri Mataji: Sì, sembra. L’altro giorno hanno visto molto chiaramente una croce nel mio kumkum.

Yogi: L’ho portata (la fotografia) per loro, Shri Mataji.

Shri Mataji: L’hai portata. Bene, allora guardiamo. Pensate un po’.

Yogi: È simile ad un OM.

Shri Mataji: Sì, è così.

Yogi: Qui è apparso proprio un OM.

Shri Mataji: Sì, sì. Guardate, è sorprendente, vero?

Yogi: Sì, non ho mai visto… abbiamo la fotografia, (ma) non ho mai visto l’OM.

Shri Mataji: Se l’ingrandisci lo vedi. È bellissimo. Prego.

Yogi: Shri Mataji, un piccolissimo regalo per Lei ed un piccolo regalo per i sahaja yogi colombiani. Non ho avuto tempo di incorniciarlo, così sentiremo magari con Antonio o qualcuno che possa…

Shri Mataji: Oh! Chi l’ha fatto?

Yogi: Io.

Shri Mataji: Tu?!

Yogi: Sì, Shri Mataji.

Shri Mataji: Sei straordinario, devo dire! Oh, è straordinario! Qui Vishnu sembra me.

Yogi: Sì, qualcuno mi ha detto che il viso sembra il Suo.

[Shri Mataji ride e gli yogi applaudono]

Yogi: Possa il Signore Vishnu sul Suo condor, benedire tutto il Sud America. Bogotà, 20 luglio 1988 (applauso).

Ho fatto Vishnu spontaneamente, Shri Mataji, non sapevo perché, poi Lei ha detto al ristorante che Vishnu era arrivato sul condor.

Shri Mataji: Non lo sapevi?

Yogi: No, non lo sapevo, Shri Mataji.

Shri Mataji: Pensate!

Yogi: Avevo solo detto che volevo fare Vishnu per Shri Mataji.

Shri Mataji: Ci pensate? Non lo sapevi.

Yogi: No, Shri Mataji.

E ne ho fatto un altro per Claude e Brigitte (?), Shri Mataji. Questo è…

Shri Mataji: Ah-ah, questa è Brahmapuri! (Applauso) Brahmapuri. (…) dov’è Brahmapuri.

Sì. Dio ti benedica.

Duilio: Shri Mataji, questo è per i boliviani.

Shri Mataji: Per?

Duilio: I boliviani… Uno per i colombiani ed uno per i boliviani.

Shri Mataji: Oh, capisco. Questo per la Bolivia. Quanto dista il Brasile da qui?

Duilio: Sei ore e mezzo di aereo.

Shri Mataji: Sei ore e mezzo? Tutto qui? Io pensavo… è oltre New York, vero? Arrivi diretto?

Duilio: Sì, direttamente, Madre.

Shri Mataji: Ah.

Yogi: Oh, bellissimo.

Shri Mataji: Che colori!

Yogi: Il colore è rosso come Lei, Shri Mataji.

Shri Mataji: Bellissimo, le rose e tutto il resto. Dove avete preso questo?

Duilio: Questo è mio.

Shri Mataji: Eh?

Duilio: Questo è mio.

Yogi: Chi lo ha fatto?

Duilio: È stato fatto da un sahaja yogi di Milano.

Shri Mataji: Deve essere piuttosto antico. Posso vederlo dai decori, sono molto antichi. Bellissimo. Dio vi benedica. Dio vi benedica.

Yogi: Questo è da parte di Milano per la Bolivia, Shri Mataji.

(Applauso)

Yogi: Diwali, Diwali puja a Milano.

Shri Mataji: Milano, Diwali puja. Milano, Diwali puja. Tu c’eri (nome non chiaro)? Sì, sì.

Yogi: E c’erano queste luci che uscivano dai Suoi piedi, Shri Mataji.

Shri Mataji: Ah-ha. Questa è…

Yogi: Questa è dalla Svizzera per la Colombia, Shri Mataji. È quella con la croce.

Shri Mataji: Sì, c’è una croce sul mio Agnya.

Yogi: È il puja in Spagna.

Yogi: E questo è lo stesso puja, Shri Mataji.

Shri Mataji: In Spagna, sì.

Yogi: Il puja in Spagna anche per la Colombia. E ce n’è una da parte della Svizzera per la Bolivia.

Shri Mataji: …qualcosa anche per il Brasile?

Yogi: Brasile, ne ho una anche per il Brasile, Shri Mataji. Questa è per il Brasile, Shri Mataji. E questa per tutti. Credo di averne abbastanza, Shri Mataji.

Shri Mataji: È per tutti, una per ciascuno.

Yogi: Credo di averne abbastanza.

Shri Mataji: Sì.

Yogi: (Ridendo) Occorre cambiarla tutti i giorni, Shri Mataji (probabilmente si riferisce alle fotografie che vengono regalate, ndt).

Shri Mataji: Splendido. Vedete, qui assomiglio proprio ad una boliviana, vero? A quella che definite una indiana pellerossa, ho proprio quel viso, guardate il mio viso. Esso è anche apparso nel cielo.

Yogini: Shri Mataji, nel primo programma che fatto a Bogotà avevamo questa fotografia sull’altare.

Shri Mataji: Capisco. Sì. E vedete, questa – (anzi) l’altra – è anche apparsa nel cielo: è apparsa anche lì, è spuntata dalle nuvole.

Duilio: Shri Mataji, ritiene che per fare il programma in Brasile questa fotografia sia adatta per noi?

Shri Mataji: Sì, molto adatta. Perché no? La sola cosa che dovete cambiare è la parte sotto, tutto qui.

Duilio: Sì, sicuramente, ma la fotografia Le piace…

Shri Mataji: Sì, sì, è ottima. Questa va molto bene. Questo è lo Shri chakra.

Yogi: Forse potremmo mettere, se ce n’è una senza… Shri Mataji, una senza scritte potremmo metterla al programma di stasera così, di fronte alla gente…

Shri Mataji: Si potrebbe usare, sì.

Questo dovreste metterlo in un pacchetto o qualcosa del genere, scriverci sopra e chiuderlo, infatti ho annotato quanto è, quanto denaro.

Yogi: Penso di avere qualcos’altro. Queste sono le registrazioni fatte per la Colombia e faremo tutto ciò che va fatto anche per gli altri paesi, Shri Mataji. Questi erano i nastri per la Colombia (applauso).

Shri Mataji: Dio vi benedica. Anche per loro potete fare delle copie e dargliele, sì.

Duilio: È semplicissimo, è proprio per fare imparare l’inglese ai boliviani.

Shri Mataji: Per chi?

Duilio: Per i boliviani. Così possono imparare l’inglese.

Shri Mataji: (ride) I boliviani. Sì.

Yogi: È qualcosa affinché imparino l’inglese, Shri Mataji.

Shri Mataji: Ah, Nirmala Yoga (una pubblicazione di Sahaja Yoga, ndt). Ecco.

Yogi: Grazie. Grazie infinite.

Shri Mataji: E quello?

Yogi: (Ridendo) Solo un’ultima cosa, Shri Mataji.

Shri Mataji: Cos’è questo?

Yogi: È una lettera, una lettera dai sahaja yogi svizzeri, Shri Mataji.

Shri Mataji: Che dolci! Vaikuntha, Machindranath, Hanumana, Siddharta, Shridhara, Niranjana, Vashant, Sneha, Anuraag, Nirananda, Sukanya, Nandini, Radha (tutti nomi di bambini Sahaja dalla Svizzera, ndt). Grazie infinite. Potete tradurre per loro.

Così ora mi accomiaterò da voi. Sono un po’ stressata dopo questo…

Yogi: Sì, Madre, dovrebbe riposare.

Shri Mataji: … prenderò qualcosa e poi riposerò.

Che Dio vi benedica tutti. Dio vi benedica.

Yogi: Grazie Shri Mataji. Grazie infinite.

Shri Mataji: Oh, grazie.

Yogini: Molte grazie, Shri Mataji.

Shri Mataji: Grazie.

Yogini: Grazie di essere venuta (qui)

Shri Mataji: Grazie (ride).

Altra yogini: … da tanto lontano.

Shri Mataji: È stato meraviglioso.

[Fine della registrazione audio]


[1] La guaiava, o guava (spesso chiamata con il nome spagnolo Guayaba), è un piccolo albero appartenente alla famiglia delle mirtacee. L’albero è diffusamente coltivato per il valore commerciale dei suoi frutti.

[2] Contadino, usato soprattutto in riferimento a popolazioni del Centro e del Sud America

[3] Ornamento per il naso a forma di ventaglio.

[4] Nila: blu. Kanta: gola.