Guru Puja

(Francia)

1990-07-08 Guru Puja Talk: Detachment, Silence, Faith, Avignon, France, DP, 64' Download subtitles: EN,PL,PT,ZH-HANS,ZH-HANTView subtitles: Add subtitles:
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Guru Puja. Avignone (Francia), 8 Luglio 1990.

In Sahaja Yoga un Guru Puja ha un significato molto diverso da qualunque altro Guru Puja.

Quando adorate il vostro Guru state anche adorando il Guru dentro di voi. Questo non accade in nessun’altra relazione Guru discepolo, perché in voi il Guru, il Maestro è stato risvegliato e quindi quando adorate il vostro Guru, anche il Maestro dentro di voi è adorato, esprimete il vostro rispetto verso di lui, lo glorificate, lo risvegliate e lo manifestate.

Questo dobbiamo ben comprenderlo, che in Sahaja Yoga, se siete un Sahaja Yogi, la qualità principale di un Guru è che fa incontrare Dio. Vuol dire: alza la Kundalini e stabilizza la relazione con il Potere Onnipervadente e, poiché il vostro Guru è l’Adi Shakti, fa anche incontrare l’Adi Shakti.

Portate un doppio vantaggio: quando date la realizzazione a qualcuno, non solo gli fate sentire l’Unione col Potere Divino, ma gli fate anche incontrare la Divinità stessa, la Fonte del Potere Divino.

Dunque la vostra responsabilità come Sahaja Yogis è molto grande, perché in voi c’è il Guru.

Ora, nei nostri mantras noi diciamo “Madre io sono il mio Guru” ma, dicendo questo, ci rendiamo veramente conto che se “io sono il mio Guru” tra questo “io” e il “mio guru” …. tra questi due a che punto sto, che cosa ho raggiunto?

Posso guidare me stesso, c’è la luce dello Spirito nella mia attenzione, ben stabilizzata e manifestata al punto che posso guidare me stesso e più tardi altri?

Innanzi tutto nel Principio del Guru, è importante che vediate dentro di voi, l’introspezione: posso essere il mio Guru, sono diventato il mio Guru?

Ora, nel vostro caso il vostro Guru è una Madre, una donna, deve essere allora compreso dalle donne che lo sviluppo delle loro qualità di guru deve essere molto ben manifestato. Ma, ora come ora, non ci siamo! Loro sono ancora delle madri, delle mogli o delle Sahaja yogini, ma non si rendono conto di essere anche i Guru perché vostra Madre è un Guru, è una donna e voi anche dovete avere quelle qualità per cui alla gente dovrebbe venire voglia di dire “Guarda quella donna: che grande Guru!” Ma ancora, come ho sentito dire dai vari leaders, le donne sono lontane molto lontane da questo e ce ne sono molto poche che possono veramente essere chiamate Sahaja yogini. E’ triste a sentirselo dire.

Perché se ancora state appresso agli aspetti mondani della femminilità e alla reattività femminile che è venuta fuori magari dall’oppressione o perché le donne erano additate come qualcosa di inferiore…. Specialmente nella religione cristiana, non sono mai state considerate come qualcosa di santo.

Le donne hanno una specie di sfiducia in se per cui non capiscono che il Dharma può essere stabilizzato più dalle donne che dagli uomini. E il lavoro del Guru è di stabilizzare il Dharma nella società, nella famiglia, in tutte le relazioni. Tutti i Guru che sono rappresentati in questi simboli, non hanno fatto altro che stabilizzare il Dharma. Ma prima di tutto, prima di stabilizzare il Dharma all’esterno dobbiamo guardare in noi stessi: “Ce l’abbiamo il Dharma dentro di noi o no?”.

La prima qualità di una persona che ha il Dharma in se stessa è che ascolta gli altri. Obbedisce. E questo è qualcosa che le donne occidentali hanno perduto, mi sembra, hanno dimenticato come si ascoltano gli altri, come si obbedisce. Ecco perché anche i loro figli non obbediscono. L’obbedienza… se non la si ha, nessuno vi obbedisce. Prima dovete imparare ad obbedire.

Una persona come Kabir, poiché era nato non si sa da quale casta e nemmeno da chi, non poteva presentarsi direttamente ad un guru. Sentì parlare di Ramana, grande guru di quei tempi che era solito andare ogni mattino nel Gange per fare il bagno. Una mattina Kabir si distese sui gradini che discendevano al fiume. Nell’oscurità il guru non poteva vedere e lo tocco con i piedi. Il guru gli disse: “Chi sei?” rispose: “Sono Kabir e sono tuo discepolo” e così dicendo si strinse ai suoi piedi. Allora il guru disse: “Va bene, vieni con me”. E cosi diventò un grande santo. In India la gente adesso conosce più lui che il suo guru, tanto è diventato grande.  Alla base di tutto c’è l’umiltà.

Ieri avete visto come era umile il musicista; è stato costantemente in uno stato di umiltà, non sapeva più come esprimere la sua umiltà. Per tutta la serata è stato umile. Perché solo essendo umili si possono ricevere le benedizioni, si può ricevere la “qualità” emanata dal guru.

Ora per diventare un guru, come avete già visto, dovete crescere seguendo il mio tracciato, la mia immagine. Prima di tutto la vostra vita deve essere assolutamente trasparente.

La trasparenza è l’essenza di Sahaja Yoga. Ognuno dovrebbe sapere cosa fate, dove andate, in che modo vivete, come vi comportate.

Ci sono persone che sono dei guru, noi li chiamiamo anche leaders, o li potremo chiamare “sotto-guru” o … non possiamo chiamarli preti, ma potrei chiamarli ‘Centri di comunicazione’ come di fatto sono. Tra loro c’è gente che fa un sacco di storie: stanno sempre a pensare al loro corpo, alle loro comodità, sempre invidiosi come se nessuno si occupasse di loro, come se soffrissero di mania di persecuzione, risentiti per via del cibo …”Oggi non mi avete dato niente da mangiare!” E che vuol dire? Per un guru è meglio se digiuna per tre o quattro giorni per benino, supererà l’idea della fame. Vi sorprenderà, ma da quando sono qua  non ho mangiato praticamente niente, ho solo bevuto qualcosa perché il guru non ha fame, perché nello stomaco le vibrazioni del guru sono cosi tante e forti che non viene voglia di mangiare alcunché.

E dunque tutti questi “Cosa mangiamo? Come mangiamo? “, tutte quelle cose che abbiamo abbandonato venendo in Sahaja Yoga, se persino i leaders hanno queste assurdità  nella testa, tipo: “Che si può mangiare?”… Insomma questa è la base ….

Quando sento gente che mi viene a raccontare cosa ha mangiato, come hanno mangiato… li sento come turisti in Sahaja Yoga. Se ne vengono in Sahaja Yoga come turisti per andarsene in giro a vedere dei posti,  per sapere in quale ristorante si mangia bene e a poco prezzo… Tutto questo non è assolutamente manifestazione del Principio del Guru. Voi avete visto il vostro Guru, come è. Io non so cosa mangio, cosa mi portano, cosa voglio, continuano a darmi quello che pensano che mi piaccia, che mi piaccia? … io non so se mi piace o no quella certa cosa, né che cosa sia. Se mi chiedono “Madre cosa Le piacerebbe avere?” io dirò: “Quello che avete, davvero, non so… quello che avete, qualunque cosa”. I1 fatto è che non ci dovrebbero essere scelte, e la cosa più importante dovrebbe essere non sprecare l’attenzione a causa di scelte da fare. Naturalmente l’attenzione dovrebbe essere solo sulle vibrazioni.

Certo se si sta in un ristorante e trovate che ci siano strane vibrazioni, che ci sia gente ubriaca…. Allora in quel caso dovete fare delle scelte, ma tutte le scelte dovrebbero essere fatte in base alle vibrazioni, non sulla base di ragioni materiali, come “Laggiù si mangia bene!” e fare un viaggio di cinquanta miglia per mangiare una stupidaggine. Queste dovrebbero essere considerate assurdità da tutti i Sahaja Yogis. E quando dico Sahaja Yogis intendo anche Sahaja Yogini.

Il cibo dovrebbe essere “aswada”. Non dovreste avere alcun gusto, per nessun tipo di cibo. Specialmente in Francia dire queste cose può non essere piacevole, i francesi sono molto … coscienziosi e attenti a proposito del cibo, non so fino a che punto cucinino davvero bene, ma pensano di mangiare molto bene.

I1 fatto di mangiare del cibo che sia “buono” e un in più artificioso; è come una droga l’idea che dobbiate avere cibo “buono”. Lo Zen ha inventato quella che si chiama” la cerimonia del the”. Nella cerimonia del the, quel che hanno fatto, e ci sono passata, ed è proprio un test per chi ci passa, per me non c’è  stato problema, ma altri ne sono rimasti terrificati, nella cerimonia del the, a prescindere dai cerimoniali, vi danno del the amaro come il chinotto alla centottesima potenza. E ve lo danno con maniere molto gentili, trattandovi con un così delicato cerimoniale che dovete accettarlo. Prima di tutto vi dicono di guardare la tazza senza pensare, cercando di mandarvi in consapevolezza senza pensieri servendosi della tazza – non so quanto possano riuscirci. . ma una volta che assaggiate quel the, la lingua non serve più a niente.

E per compensare questo vi danno poi un dolce, anche questo dolce alla centottesima potenza, così dolce che diventa amaro. Tutto questo al fine di conquistare il palato.

Lo Zen deve aver pensato: meglio dar loro questa cerimonia del the dove non c’è the, non c’è niente, c’è solo il fatto di dare un tale shock alla lingua dopo il quale siete in grado di mangiare qualunque cosa vi capiti.

Ecco perché, ora lo sapete, i giapponesi possono mangiare di tutto. Hanno risolto ogni problema relativo al cibo perché possono mangiare qualunque cosa. Possono pescare granchi, o gamberi se li sgusciano e se li mangiano come noccioline.

Penso che lo Zen abbia risolto il problema del cibo quando c’era un  problema di scarsezza alimentare. Ecco com’è che possono mangiare tutto, possono mangiare la corteccia degli alberi, serpenti, lucertole, rane, tutto, e qualunque problema alimentare è risolto dallo Zen in quel paese perché non hanno più il senso del gusto. In questo campo credo che i peggiori del mondo siano gli indiani. Sono proprio fissati con il cibo perché le donne li hanno viziati. Sanno cucinare molto bene e sanno come conquistarsi i mariti col cibo, cucinano in modo tale che gli uomini tornano sempre al cibo indiano.

Possono andare in giro per il mondo intero, ma hanno sempre bisogno di cibo indiano, non riescono ad avere ragione del loro palato. c t a un tale condizionamento in India per il cibo che proprio non so come possano uscirne e approdare alle cose veramente importanti.

Gandhiji ci ha provato nel suo Ashram. Dava del cibo orribile, solo bollito e con sopra olio di mostarda, nessuno riusciva a mangiarlo, cucinato in maniera proprio rozza. E lo faceva mangiare a tutti. Ma non solo; mandava la gente a pulire i bagni, i gabinetti e via dicendo, cosicché voi che sentite sempre bisogno di tutto, avreste rinunciato volentieri ad avere un naso. Tanta gente in India mentre mangia sembra mettersi le cose nel naso. Annusa tutto, sono cosi sensibili alla lingua e al naso. Non sono cosi sensibili per quanto riguarda gli occhi.

Per quanto riguarda gli occhi i più sensibili sono i giapponesi e i cinesi. E anche gli occidentali sono molto sensibili allo sguardo perché non vogliono vedere roba sporca, sudicia, brutta. Gli indiani non ci fanno proprio caso se una cosa e sporca o sudicia proprio come i cani, i cavalli, i bufali possono camminare in mezzo alla sporcizia. Se una cosa è brutta non gli fa nulla, un edificio orribile…. un brutto vestito niente, non fa niente per loro, va tutto bene, nulla provoca nulla ai loro occhi… finché la cucina è pulita, perché stanno sempre in cucina.

Non dobbiamo imparare queste cose negative dagli indiani. Hanno delle cose buone,  ma hanno anche delle cose che sono proprio condizionamenti negativi. Subito dopo ci sono, sembra, i francesi, ma se mangiate cibo inglese diventate molto liberi, perché non c’è proprio nessun sapore nei cibi inglesi…

Ad ogni modo, io non ho alcun problema nel mangiare dovunque, perché, credo, non ho senso del gusto e posso mangiare tutto; comunque sia cucinato va bene, non sto ad infastidire me stessa mettendo attenzione su quello che è stato o non è stato cucinato. Ma se andate a cena con dei francesi in un ristorante, passeranno quarantacinque minuti per decidere cosa mangiare. Quarantacinque minuti!! Che spreco di energie, solo per decidere cosa mangiare. Che c’ è di grande in quello che si mangia? E’ tutto lì …. Scegliete solo una cosa per tutti! I Sahaja Yogis dovrebbero abbandonare l’idea “Io prenderò questo…”Innanzitutto nessuno dovrebbe chiedere: “Cosa volete mangiare?” Neanche a me. Non mi piace che la gente mi domandi: “Cosa vuole mangiare?” perché dovrei pensarci su e io invece voglio rimanere in Nirvichara…

Insomma questa è una grossa prova che non comprendiamo: quanto siamo attaccati al cibo. E il cibo scende nello stomaco e non solo non comprendiamo come rovini la nostra capacità di essere Maestri, ma come rovina il nostro apparato fisico.

Dovremmo cercare di non dare attenzione al cibo; ecco perché veniva insegnata la pratica del digiuno a tutti quelli che volevano sviluppare il principio del Guru. Ma in realtà poi non si digiuna, perché si continua a pensare al cibo, e allora non c’è alcun digiuno! Voglio dire che digiunare significa andare nel Nirvichara e non pensare al cibo, ma c’è chi continua a pensare sempre al mangiare e allora è proprio lo stesso se si mangia o no, la mente sta mangiando. E poi vi mettete a pensare: “Quando finisce questo digiuno? Che mi troverò dopo da mangiare?”

Insomma questa è una cosa assolutamente basilare: dovremmo abbandonare abitudini e condizionamenti. Che cosa ci va, che cibo mangeremo.

Anche ai nostri bambini dovremmo dare una educazione appropriata su questo. E va bene: qualche volta non c’è sale, qualche volta non c’è zucchero… non fa niente, qualche volta non c’è niente da mangiare, non fa niente lo stesso; nulla a importante per un Sahaja Yogi.

Voi potete vivere senza mangiare, per diversi giorni, nessun problema.

Per un Sahaja Yogi non ci sono cose come il gusto del cibo e la fame. C’è solo una fame ed è quella di essere purificato, di essere pulito. Una delle cose che sporca la mente è che pensiamo continuamente al cibo. Persino in Russia ho trovato che avevano portato cibi indiani, cucinavano solo cose indiane e io non potevo dire nulla e il cuoco comprava tutto per me pensando che ero indiana, ma non sanno che io sono Zen. Non ho il senso del gusto. Insomma: dovete riuscire a superare il senso del gusto.

E’ un esperimento con noi stessi, dobbiamo farlo. Finché non vediamo in noi stessi e non facciamo esperimenti, non possiamo ascendere.

Poiché i vostri condizionamenti sono cosi grandi che, sebbene la Kundalini lavori al meglio, non può passare e non può portarvi al livello del Guru.

Se vedete la vita di tutti i guru di cui abbiamo qui i simboli, si sono sposati, hanno avuto dei bambini, hanno vissuto una vita normale; ma nella loro vita personale sono state persone assolutamente distaccate.

E il primo distacco, è il distacco dal cibo. Allora qualunque cosa vi piaccia, proprio quelle sono le cose da non mangiare. E’ il modo migliore, poiché proprio a causa del piacere… Supponiamo che ci sia qualcuno a cui piacciano moltissimo i gelati: deve proprio arrivare a rovinarsi il fegato per smettere. Se vi piace la pasta, lasciate perdere la pasta.

Qualunque altra cosa vi piaccia, smettete di mangiarla, non chiedetela e non mangiatela proprio. E allora la vostra mente sarà un pochettino più distaccata da quella cosa. E’ molto facile, penso, raggiungere il distacco se ci lavorate su e lo risolvete sul piano dei sensi. Provate addirittura a punire il vostro corpo. Se siete il Guru di voi stessi, meglio per cominciare che teniate in pugno il corpo e i condizionamenti.

Assumete questo atteggiamento verso il corpo!

Mi è stato detto che molte indiane, che si sono sposate e vivono all’estero, ancora si preparano e mangiano cibo indiano. E’ orribile, proprio. Dovrebbero digiunare per cinque o sei, o forse otto giorni e  mangerebbero, poi, qualunque cibo. Ecco perché si prescrive il digiuno. Bisognerebbe adattarsi a qualunque tipo di cibo, e, se si vuole, sopravvivere, si mangia di tutto.

Allora ponetevi come un punto da raggiungere l’abbandono di questo puro e semplice condizionamento del piacere del cibo, del fatto che volete mangiare una certa cosa e nient’altro…..

Come si può chiamare Sahaja yogini o Sahaja yogi chi non può superare queste piccole cose? E’ proprio un’attitudine non-sahaj.

L’altro giorno ho incontrato una signora e le ho chiesto: “Che c’è, dove sei stata?”e lei “Sono andata a cercare una spezia indiana” E Io: “Ma non puoi trovarla qui in Spagna, non c’è !” – “Ma mi hanno chiesto di cucinare all’indiana…”, – “Va bene, ma senza questa spezia non puoi preparare lo stesso cibo indiano? Che bisogno c’è  di correre tutto il giorno per una piccola cosa chiamata ‘hing’,un nome anche troppo importante per una cosa cosi piccola!” Ci voleva tanto a rendersi conto che non doveva correre di qua e di là chissà dove per trovarla?

Per delle persone che siano Sahaja Yogis, se sono dei Sahaja Yogis con qualunque cosa possono preparare qualcosa di buono. E questo mostra capacità, “trupti”, soddisfazione.

Una delle caratteristiche di un Guru è di essere soddisfatto, ha tutto in se stesso, e non sta lì a darsi pensiero per nulla.

Certi, specialmente in Occidente, grazie a Dio non sono stati tanto viziati dalle mogli, non hanno eccessivi condizionamenti, possono mangiare tutto.

E’ successo durante un Tour in India, che molti indiani abbiano detto: “Ah! che cibo cattivo è stato dato, poveretti…, veramente orribile ecc. ecc.. ” . Quando ho chiesto a degli occidentali ” Quale posto vi è piaciuto di più?” Mi hanno risposto Brahmapuri. Ho detto “Come? Si dice che a Brahmapuri ci sia stato il cibo peggiore e tutti si siano lamentati”,-“No,no, Brahmapuri ‘è stato il posto migliore perché abbiamo potuto fare il bagno nel fiume, abbiamo cantato, abbiamo gioito di tutto.”

Vedete, questo è il segno di qualcosa: la perdita delle attive abitudini per quanto riguarda il cibo.

Ora un secondo aspetto è che per il corpo avete bisogno di comodità. Devo congratularmi con i Sahaja Yogis occidentali e devo dire che gli indiani hanno di che imparare da loro.

Da qualunque sentiero della vita provengano, da qualunque posizione o stato sociale, tutti gioiscono del benessere dello Spirito quando viaggiano durante il tour. Non si mettono a dire: “Non ho una sedia…  non ho un letto, non ho quello che mi servirebbe  “. In questo modo vi rendete conto che i conforts fisici non hanno alcuna importanza. Abbiamo proprio viziato il nostro corpo, non ce ne è nessun bisogno. I1 corpo, ovunque lo mettiate, dormirà in ogni caso. Se non dormite per due notti bene, mettete un po’ di musica per una notte o due come abbiamo fatto qui, e dormirete dovunque. – (risate)

Allora questo è il secondo aspetto: dobbiamo abbandonare il confort fisico.

Ma il terzo aspetto dove credo gli occidentali vacillano è la loro attitudine materialistica.

L’attitudine materialistica è la sensualità degli occhi. La cosa peggiore di tutte, che non si dovrebbe mai avere, avere occhio che vaga di qua e di là e cose simili. E’ fuori di discussione, sia per gli uomini che per le donne. Quelli che fanno cosi, non possono assolutamente essere considerati Sahaja Yogis. Bisogna avere occhi assolutamente puliti. E su questo aspetto nient’altro da dire.

Altra cosa è poi l’avidità, la lussuria e l’avidità. Naturalmente può essere che con Sahaja Yoga la lussuria sia superata, ma l’avidità è ancora lì, tanti ci si perdona.

Insomma direi che gli indiani non hanno problemi di lussuria, ma ancora hanno problemi di avidità.

E cioè vogliono comprare qualcosa, per esempio una radio, o qualche oggetto elettrico, …. devono comprare, vengono all’estero e devono comprare qualcosa. E va bene, se si trova quello che si cerca, tutto bene, ma se non lo si trova, tutto dovrebbe andare bene lo stesso. Così dovrebbe essere.

Ma nel capo di un occidentale, questi non si libererebbe mai di un mobile che era di proprietà della bisnonna, anche se non ci si può sedere sopra per quanto è vecchio; se ci si siede sopra, va in pezzi. Ma deve tenerlo per far bella mostra di sè e dire:” la mia bisnonna mi ha dato questa sedia, che è un pezzo unico”.

Secondo uno standard indiano si tratta solo di roba vecchia, solo roba vecchia. E poiché non serve a niente, lo si mette nel soggiorno, nessuno ci si può sedere sopra e sembra proprio vecchiume. Ma secondo la mente occidentale, quanto più vecchia è tanto meglio è, anche se è vecchiume, ed è bello averne tante di cose così in casa e se ne vendono a getto continuo. Perché c’è una molto sottile attitudine materialistica verso la materia che mi fa essere sicuro di vendere come se niente fosse questi oggetti se li metto in vendita, perché c’è sicuramente un altro occidentale matto cui piacerebbe molto comprare roba vecchia.

Meglio liberarsi di questa roba vecchia, perché Dio solo sa quanta gente l’ha usata ed è come avere una tomba in casa, sono una tomba.

Lo stesso vale per la gioielleria d’antiquariato, che è un’altra pazzia.

Per gli occidentali l’antiquariato è una mania, una droga: le cose antiche! Per noi nulla è antico perché tuttora produciamo cose ‘antiche’, cose belle. Gli indiani non capiscono il valore delle cose antiche, non capiscono come certa gente diventi matta appresso a roba strappata, o rotta, sporca, sudicia. Ma la mente occidentale è stata educata cosi. La  roba antica ……

Una volta sono stata a casa di una persona che, come partecipandomi di un grande onore, mi invitò a sedere su una sedia. Appena mi sono seduta è stato come sentirmi mordere da serpenti e scorpioni. Mi sono rialzata spaventata dicendo:” Ma che è? E lui: “Questa sedia proviene dalla mia trisavola. E’ lei che ce l’ha tramandata” E Io: “Si potrebbe rompere, meglio che mi segga da un’altra parte”.

Insomma questa pazzia dell’antiquariato è cosi grande che è incredibile che la gente ci caschi.

C’è una storia divertente su questo. In India c’è uno scrittore, davvero grande, chiamato Premchan, che ha scritto di due inglesi che erano in viaggio sulla strada per Benares quando vennero colpiti da una bacinella di rame di quelle che si usano in bagno, rotolata ai loro piedi.

Lo scrittore veramente fa un gioco di parole, dice:” ai piedi dove tutti i burocrati cadono”, volendo dire che tutti i burocrati indiani a quel tempo cadevano ai piedi degli inglesi…. Comunque gli inglesi guardarono quello oggetto, si arrabbiarono moltissimo e volevano denunciarli :”Adesso andiamo al Commissariato, dovete venire dalla polizia dove racconteremo come questa bacinella è caduta e ci ha colpito.. ecc. ecc..

C’era lì un uomo molto furbo che conosceva gli inglesi e la mentalità occidentale. Disse: “Signori, sapete, questa bacinella è di grande valore” E quelli: “Perché?” “Perché è stata usata da Akbar il Grande ,è molto antica ..” E quelli : “Davvero?” “Si, si, anzi se volete un consiglio non arrabbiatevi con loro, ma chiedete la bacinella”. E poi disse agli indiani nella loro lingua: “Li ho presi in giro dicendo che la bacinella è appartenuta ad Akbar e che dovrebbero cercare di prendersela, usate la bacinella per menarli per il naso…” E gli inglesi allora chiesero: ” E va bene, vi perdoneremo, non vi trascineremo in tribunale né da nessun’altra parte, ma dovete darci questa bacinella”. E quelli: “No, non possiamo”; E gli inglesi: “Perché?” “Perché è un pezzo cosi antico…”.

Vedete, in India non troverete mai nessuno che abbia in considerazione pezzi antichi, specialmente a Benares, a nessuno importerebbe una cosa simile. E dunque quelli : “Si, davvero, dovete sapere che è appartenuta ad Akbar e mio bisnonno ha lavorato al suo servizio e ci è arrivata questa bacinella, non possiamo darla, ci dispiace”. E quelli: “No, no no, datecela e noi non vi porteremo dalla polizia. Ad ogni modo quanto volete? Ve la pagheremo”. A quei tempi pagarono mille rupie come a dire una grossa cifra di oggi. Gliela diedero, quelli inglesi li pagarono comprando quella bacinella che nulla aveva avuto a che fare con Akbar né altri.

Insomma questa pazzia delle cose antiche deve andare via dalla mente. Parliamo sempre di cose antiche, passate, come se fosse una tendenza incorporata. Forse a causa delle guerre delle tante distruzioni che ci sono state per cui qualunque cosa dei tempi andati sembra essere bella e buona, mentre ora non stiamo producendo nulla di buono, forse questa è la ragione. Ma anche adesso stiamo facendo cose belle, ne facciamo.

In Inghilterra, ne sono rimasta sorpresa, i vecchi mestieri stanno tornando, dovunque vada i vecchi artigianati stanno tornando in auge.

Rispettare le cose antiche significa proprio smettere di cercare il  ritorno degli oggetti antichi, perché si paga così tanto per le cose antiche. La stessa cosa fatta oggi costa molto di meno.

Questo ha rovinato la nostra creatività, ha rovinato il nostro artigianato, ha rovinato, credo la qualità della nostra vita, questo ammattirsi dietro le cose antiche.

Allora anche questo dovrebbe andarsene dalla nostra testa: che una cosa, siccome è d’antiquariato, è buona.

E’ una valutazione molto superficiale, a ben vedere, pensare che un oggetto di antiquariato valga molto. E’ solo un fatto di mercato che fa si che la gente senta che queste cose siccome sono costose allora sono grandi. Indossare qualcosa di stupido e dire: ….questo è un gioiello antico…” e sfoggiarlo in giro. Voglio dire Dio sa quanta gente deve averlo usato, deve averlo indossato e quali dovevano essere i sentimenti di quella persona…

Dobbiamo capire che questi condizionamenti che abbiamo in testa, che dobbiamo avere qualcosa di antico con noi, avere qualcosa di un certo  valore, voglio dire queste cose non sono mai accadute prima, e allora non c’è scritto in nessun libro, in nessun libro di nessun guru c’è scritto di tener dietro agli oggetti d’antiquariato; hanno scritto di non bere, di non fumare, tutte queste cose che rovinano il nabhi, queste le hanno scritte, ma non hanno mai scritto di correre dietro a oggetti antichi.

E’ una mania dei tempi moderni, quindi dobbiamo dire alla gente di stare attenta.

Inoltre penso che nel modo in cui molta gente è arrivata alla droga può aver avuto una influenza questa passione per le cose antiche, perché i boot di un oggetto antico possono averli colpiti.

Non riesco a capire come molta gente sia sempre melanconica, si lamenti e pianga cosi tanto. I condizionamenti di questa materia, per come pensiamo che sia, devono assolutamente essere eliminati.

Naturalmente possiamo dire che in certi paesi ci sono cose antiche belle e piacevoli. Ma non si deve aver considerazione per qualcosa solo perché è antica, bensì per il suo intrinseco valore estetico, allora va bene. Ma prima di tutto bisogna sentire le vibrazioni. Se le vibrazioni sono buone, allora si può accettarla, altrimenti no, poiché noi abbiamo il linguaggio delle vibrazioni e dobbiamo usarlo!

Se cominciate ad usarlo, sarete sorpresi di come otterrete il quadro completo di quel che dovete fare.

Quindi per tutti è importante liberarsi di questi tre condizionamenti.

La cosa peggiore per un Sahaja Yogi poi è ritenersi ammalato. E’ come macchiare il nome di Sahaja Yoga. Se ancora sentite di essere ammalati,  sarebbe meglio che usciste da Sahaja Yoga. Poiché o vi sentite bene, o non siete un Sahaja Yogis una delle due. Se siete un Sahaja Yoga dovete fare in modo di star bene.

Anche se ci sono dei problemi, non fa niente. Per esempio supponiamo che io abbia, e so di averli, dei problemi a causa di Sahaja Yoga, a causa della mia posizione di Madre, o può essere a causa della mia posizione di Adi Shakti. Io devo affrontare certe cose fisiche, devo aver a che fare col lavoro sul piano del sistema parasimpatico. Ma lo faccio e lo risolvo, è un fatto da me accettato.

Voi dovete accettare il corpo cosi come è. E non dovete mettervi a dire: “Non sto bene …. C’è qualcosa che non va in me..” e andare avanti a lamentarvi come una vecchia megera.

Non pensate mai di essere vecchi, di non valere più niente. Guardate vostra Madre, Io non penso mai così. Ieri metà di voi dormiva, Io ero ancora sveglia e ascoltavo la musica. E oggi sto ancora ben sveglia qui.

Se si ha un Guru, allora la sua immagine dovrebbe accompagnarvi:” Guarda Madre, lei è così anziana. Quanto viaggia! Quante cose fa!”. Certo, potreste dire: “Lei è l’Adi Shakti!”. Ma un pochettino di quella Shakti lo avete anche voi e dovrebbe manifestarsi nel vostro pieno dinamismo.

Se ancora vi sentite tanto deboli, vuol dire che non siete Sahaja Yogis.

Allora chiedete, chiedete qualunque quantità di energia: può arrivarvi.

Ci deve essere dinamicità.

E sappiate, e voglio dirvelo, che per quanto riguarda il vostro fisico, voi siete tutti più giovani, e state diventando sempre più giovani, ma senza la vacuità che c’è nella gioventù, bensì acquistando peso, la gravità che viene con l’età. Di fatto ho visto bambini nati realizzati…. sono davvero grandi personalità, non vogliono far nulla che non sia dignitoso, e mai…. non li mai sentiti chiacchierare.

Alcune Sahaja Yogini hanno la cattiva abitudine di chiacchierare bla bla bla bla … tra loro. E’ davvero vera cattiva abitudine, mostra che manca loro parecchio.. Non basta indossare un sari o avere un bindi per diventare Sahaja Jogini. Innanzitutto, che cos’è la gravità? Bisognerebbe parlare solo se è necessario!

Ho visto questi Sahaja Yogis nati realizzati, sono bambini, ma stanno perfettamente davanti a me, e dicono molte poche parole. Ma che belle parole! E dicono cose che val la pena ricordarsi. Non sprecano e non rovinano nulla, sono estremamente obbedienti. Bisogna imparare da loro e dirsi: “Questi bambini sono nati realizzati. Guardiamo come fanno agire il loro Principio del Guru stiamo noi facendo lo stesso? O stiamo facendo qualcosa che non è  buona per la nostra ascesa?”.

Anche dopo essere venuti in Sahaja Yoga se non cercate con tutte le vostre forze di guardare dentro voi stessi, mancate il punto, mancate di comparare continuamente voi stessi con il vostro Guru.

Tutto deve essere capito nella giusta prospettiva: noi siamo Sahaja Yogis. Ora per un Sahaja Yogi prima e più importante cosa è che deve avere  Amore innanzitutto non per sa stesso, ma per gli altri.

Se state continuamente a preoccuparvi per voi “il mio corpo è cosi… c’è questa cosa che… deve far questo e io …” allora non amate gli altri. Ma al confort degli altri ci pensate? Sentite profondo Amore e partecipazione per altri Sahaja Yogis? Sentite dentro di voi:” Cosa posso portargli? Cosa manca loro?” Vi riesce di dirvi cosi? Perdete occasione di aiutarli? Prima di tutto per Sahaja Yoga.

I Sahaja Yogis son qualcosa di diverso. Ho visto molti Sahaja Yogis prendere le parti di non-Sahaja Yogis e mortificare dei Sahaja Yogis. E’ una cosa molto sbagliata. Voi appartenete a questa nuova razza.

Se qualcuno che non appartiene a questa nuova razza attacca un Sahaja Yogi sta attaccando le vostre mani, i vostri piedi, la vostra testa, perciò se lo fa è vostro dovere aiutare il Sahaja Yogis e non l’altro. Può essere che ci sia qualcosa di sbagliato in chi difendete, non importa. Non c’è proprio bisogno di far mostra di alcun fair play, in quel caso dovreste solo e comunque essere di sostegno al Sahaja Yogi. Più tardi potrete correggerlo e dirgli: “Non dovevi comportarti così!”.

Comunque questa dignità, questa comprensione viene solo dal silenzio. Ma se state a chiacchierare continuamente, a parlare e parlare bla bla bla bla questo mai mai potrà farvi diventare persone più profonde, sfarfallerete solo nell’aria, così. Per una donna allora la miglior cosa da fare a dedicarsi al “mauna” cioè al restar quiete.

Restate quiete, e basta. Le donne vogliono sempre parlare, ho sentito da tutti i leaders che è un grosso problema per tutte.

Vanno avanti a fare pettegolezzi. Ma se chiedete loro di venire a parlare, si mettono tutte a tremare.

Quante possono tenere un discorso eh? Se vi rendete conto di non poter fare un discorso in pubblico, non parlate proprio.

Dovreste essere capaci di tenere discorsi in pubblico, perché vostra Madre è una donna, e lo fa. Perché voi no? Non siete capaci. Se vi chiedessi di alzarvi qui a parlare, vi mettereste a tremare, lo so.

Ma se si tratta di mettersi a fare le anime mormoranti allora siete tutte pronte. Questa è una cosa rispetto alla quale le donne devono stare molto attente.

E poiché oggi è il Guru Puia, vi devo parlare non come una madre, ma  come il vostro Guru. E devo dirvi che se volete ascendere, la migliore cosa per voi è smettere di chiacchierare.

” Maun nam Sarvatsa Sadanam”: “Maun” significa “essere quieti”: e questo che ci mette nelle condizioni migliori. State tranquille, e basta. Se qualcuno parla troppo, rimanete quiete, e basta. Se qualcuno cerca di avviare un discorso fatto di critiche, rimanete quiete. Questo è  il vostro silenzio: un vostro diritto, il vostro regno, la vostra capacità di rimanere calme e quiete.

Guardatela quella persona. Se è il caso di rispondere, rispondete; ma se qualcuno cerca di attaccarvi, rimanete in silenzio. Questo silenzio deve essere stabilizzato, e ci si può stabilizzare solo non parlando troppo.

Ho visto addirittura delle donne che parlano tra di loro quando Io sto seduta qui. E questo è molto sbagliato. Dovete imparare il silenzio. E poi ieri ho visto tantissime signore entrare e uscire continuamente. In una chiesa, fareste cosi? No, non lo fareste. In una chiesa non c’è nessun Cristo, c’è un orribile prete seduto lì, ma non vi comporteresti cosi.

Vi mettete tutte tranquille, e vi sedete compostamente. Non ho mai visto nessuno passeggiare dentro e fuori, fare cose di ogni genere, mettere i bambini davanti come avete fatto adesso, facendoli poi dormire. Mai!

Potete fare cosi in una Chiesa? Che disciplina osserva la gente in quelle chiese che sono luoghi artificiali! E dove siete ora? Quel tipo di silenzio deve esserci qui, quel tipo di disposizione mentale, di profondità, di timore reverenziale.

Tutto questo accade perché non abbiamo ancora sviluppato il Guru Tattwa. Se lo aveste sviluppato, funzionerebbe immediatamente. Vedreste la gravita mostrarsi nel vostro comportamento.

Vi dico queste cose perché la vostra attenzione non vada sprecata nel discutere di qualcuno, nel discutere del carattere di altri. Non ne abbiamo il diritto. Discutiamo il carattere di una mano nei confronti dell’altra? La vostra attenzione va sprecata nel discutere di quel che a successo con i matrimoni, in cose di questo genere. E il matrimonio a proprio… in Sahaja Yoga, non a una cosa cosi importante.

Certe persone danno troppa attenzione ai matrimoni. I matrimoni diventano dei chiodi fissi: “Che si sa del mio matrimonio?” Dopo dieci minuti quella stessa persona di nuovo chiede” Che si sa del mio matrimonio?” Passano altri dieci minuti: “Che si sa del mio matrimonio?”. Vorreste scappar via. Voglio dire che qualche volta diventa una mania: “Che dobbiamo fare?” E tutto, tutti i programmi che vi fate vanno a dipendere dal matrimonio che state o non state per fare.

Insomma: siete venuti in Sahaja Yoga siete dei Sanyasis (=coloro che hanno fatto la rinuncia), in un certo senso non siete gente che si sposa. Siete sposati solo a Sahaja Yoga, questo a il vostro marito, questo & vostra moglie; ci sono pure i cosiddetti mariti e mogli, ma se non sono Sahaja Yogi allora voi non siete sposati. Nel modo più assoluto.

Quindi in Sahaja Yoga si da troppa importanza ai matrimoni.

Tante volte ho visto che prima di Sahaja Yoga, i matrimoni erano considerati un gioco, uno scherzo: ogni tre giorni un divorzio, gente che si separava facendo un sacco di stranezze. – Ora, quando ci si sposa, dopo Sahaja Yoga, si vede la gente più romantica mai conosciuta al mondo, tutti Romei e Giuliette. Proprio non capisco.

Nei villaggi indiani si sono addirittura lamentati: “Che razza di gente b questa, non hanno per niente buon senso e in che modo se ne van no in giro … son questi i santi?”

Questa santita, questa “sanyasta” (capacita di rinuncia), questo ascetismo  deve essere espresso nella vita matrimoniale.

Non voglio dire che non dovete avere relazioni con vostro marito, ma in modo assolutamente privato. Deve essere qualcosa di estremamente privato e non deve essere una cosa cosi grande da diventare romanticismo.

Rovinerete tutto Sahaja Yoga in occidente se mettete in pratica questi non sensi. Perché c’è anche un’idea, l’idea che si cada innamorati. Ma allora cadrete. Questo è il primo punto. Cadrete. Ma voi volete salire. Allora questo attaccamento e queste preoccupazioni a proposito del marito…. Voglio dire che potete farcela con qualunque tipo di marito o di moglie se siete un Sahaja Yogi-. Dovreste essere in grado. So che a molto semplice. Vostro marito e qualcosa da scoprire, vostra moglie a qualcosa da scoprire. Voi cercate di scoprire una persona, che tipo sia.

Per questo dovete avere lo stato di testimonianza, dovete poter vedere, dovete essere distaccati. Nel matrimonio si deve essere distaccati. Ma, al contrario, vedo che proprio dopo il matrimonio, vi mettete ad organizzare chissà che, volete andare in luna di miele o cose simili. Non so da che parte vi vengano queste idee, forse da vecchi condizionamenti. E dopo la luna di miele, vengono a dirmi:” Madre, questo matrimonio non sta funzionando”. Meglio far le cose più lentamente e più solidamente, e poi decidere. Per chi voi saltate a piedi pari in una atmosfera da luna di miele e poi fate marcia indietro:” Madre ecco..io avevo inizialmente pensato, ma ora…”- So di una signora che sembrava finalmente innamorata di un signore indiano e stava tornandosene a casa in Australia. A Singapore mi telefona dicendo: “Madre non credo che questo matrimonio riuscira “. Eppure qui tutti si erano lamentati con me:” Madre, quei due si stanno comportando in un modo tale che gli indiani sono piuttosto imbarazzati”.

Dovreste imparare il senso del pudore dagli indiani. Marito e moglie non siedono mai vicini in India, è considerata cattiva educazione . E dovrebbe essere cosi anche per voi. E invece questo accade persino nei Puja, o dovunque in pubblico. Che motivo c’è di mostrare la vostra relazione in pubblico?

Solo in privato deve essere manifestata. Questa a una di quelle cose, quando comincerete a capire, su cui dovrete fare una messa a punto. Gli uomini dovrebbero stare con gli uomini in pubblico, le donne con le altre donne.

Ma che si tratti di uomini o di donne, qualunque siano i loro punti negativi, nessuno a autorizzato a sparlarne in giro.

Per esempio gli uomini hanno gelosie, sono orientati sul potere, discutono delle leadershtip, hanno uno shock quando gli si dice: “Tu non stai per diventare un leader”, come se pensassero che la leadership sia qual cosa di molto concreto.

E’ il più grande dei miti che ci sono in giro – questa leadership. Non ci sono leaders in Sahaja Yoga. E’ uno scherzo. E vostra madre a molto brava a fare degli scherzi seri. Quindi state attenti, non fate i bambini su questo.

Dovete capire che a in corso un grosso gioco e questo a solo un test. E se qualcuno reagisce male al test voi potete anche venirmelo a dire. Ma credo  che questo stia funzionando bene, perché so mettere molto bene la gente alla prova. E lo so subito quando una persona monta sul cavallo dell’ego.

Allora le nostre attitudini mentali devono essere diverse, le nostre priorità devono cambiare. Le nostre priorità devono cambiare. Quali sono le nostre priorità? La prima e più importante & la nostra ascesa.

Per la nostra ascesa qualunque cosa ci sia bisogno deve essere fatta. Se dovete punire il vostro corpo, fatelo. Se dovete punire voi stessi, fatelo. Se avete un condizionamento, liberatevene. Guardate dentro di voi Questo e la realizzazione del Se, a conoscere si stessi.

Quando conoscete il vostro sa, e sapete cosi a che gli si e avviticchiato addosso, rimovetelo completamente.

Fatelo come vi pare, come vi pare. Vedete, e molto importante che il corpo, la mente, tutto, siano i vostri schiavi.

Nulla dovrebbe dominarvi, dovreste essere voi ad avere la posizione di vertice.

Come osa il corpo chiedervi qualcosa? Come osa la mente dirvi alcunché? Come fanno i condizionamenti a lavorare tanto su di voi?

“Io sono un Sahaja Yogi e sono al di sopra di tutto”.

Come un loto deve venire fuori dallo stagno, cosi voi dovete emergere su tutto.

Abbiamo cosi tante prove che testimoniano che siamo anime realizzate. Vi mostrerò alcune fotografie per farvi credere che c’è della luce sulla sommità della vostra testa.

Posso mettere della Luce dentro di voi: ‘quelle foto mostrano gente illuminata. Ma se diventate in mia presenza la Luce, dovete portare la Luce fuori di qui. Non solo in mia presenza, ma quando andate fuori.

Ma quando dico qualcosa la gente si mette proprio a pensare: “Di chi sta parlando Madre?” Non pensano mai: “Sta parlando di me” che a il solo modo in cui potete penetrare dentro voi stessi, quando vi rendete conto che: “Madre sta parlando di me, sta correggendo me solo e sta parlando a me”. Solo allora quello che dico penetrerà in voi e sarà efficace.

Le priorità devono cambiare e la prima e più importante cosa a la vostra ascesa, e lo Spirito, e Sahaja Yoga. Il resto a trascurabile, non conta niente. E poi la fede nell’esistenza di questo potere Onnipervadente che si prende cura di noi a molto importante.

Questa volta i musicisti sono stati con noi per tutto il tour. Devo raccontarvi la storia del loro viaggio. Sono venuti a dire ai musicisti che cera un treno per Kiev, avevano anche già preso i biglietti cosicché sono saliti sul treno. Prima del confine con l’Ungheria c’era un controllo. Non sapevano che fare: non avevano i visti, niente di niente, neanche tanti soldi. Pensavano: “Ma tanto sul treno ci stiamo…” Gli dissero: “No, dovete scendere, passare di la e andare a Budapest” e loro non sapevano  proprio che fare. Stavano in mezzo alla strada. Ma ridevano e si divertivano: “Ci deve essere qualcosa in serbo per noi”. Nessuno si, sentirà preoccupato ne niente. Cosi arresi All’improvviso arriva il personale della dogana e li circonda “Che succede? Che fate qui con tutte queste borse e bagagli? Che ci fate qui;?” Gli risposero:” Siamo venuti per un concerto, siamo tutti musicisti” e via dicendo e in un modo o nell’altro quelli cominciavano a sciogliersi. E poi gli hanno dato la realizzazione. Sei di quelli l’hanno ottenuta, ci credereste? Potere dell’Amore! E gli impiegati della dogana si sono offerti di portarli dall’altra parte con le loro macchine.

Non a mai accaduto con degli addetti alla dogana. Immaginatevi! Proprio come se si fossero messi a stuzzicargli i denti, davvero! Ma a accaduto. E hanno fatto superare loro il confine.

Ora pero i musicisti non sapevano che fare. Dovevano andare a Budapest, avrebbero dovuto camminare per più o meno due miglia per arrivare alla stazione. E allora si sono messi ad aspettare li dicendo: “Bene, Madre, ci manderai qualcuno, può essere”.

Due iugoslavi con un grosso bus di 49 posti , tutto vuoto, arrivarono li. Fermarono il bus dicendo: “Che ct&, come mai siete qul?” Gli dissero:”Ecco questo il nostro problema… e dobbiamo andare”. Salirono sul bus e lungo la strada pensarono di parlare a quello che guidava e di chiedergli:”Perchi non ci porti fino a Milano?” E ci riuscirono! E a Milano c’erano.E’ una cosa veramente da sottolineare! Aver fede completamente in voi stessi e in quel potere che vi circonda!! i una volta che abbiate questa fede, vi accorgerete che sebbene, esso~sia di cosi grande aiuto, cosi gentile con voi, nello stesso modo, se vi mettete a pensare, pua essere molto pericoloso.

Non prestate ascolto al Guruninda e ciod se qualcuno dice qualunque cosa contro il vostro Guru. Assolutamente e immediatamente chiudetevi le orecchie con le mani.Mente. Ho saputo di una persona che si e lasciata andare ad ascoltare e si ammalata di cancro, un’altra ora e in prigione, un’altra a finita chissa dove. Quindi chiunque sia a parlare cosi, mettetevi le mani sulle orecchie. Percha ora lo sapete, lo sapete chi a il vostro Guru. Non dovreste mai sentire niente che venga detto contro il vostro Guru da nessuno. L’altro giorno un signore mi ha posto una domanda, era un giornalista. Mi ha chiesto:” Mi a stato detto che vi siete fatta un castello” Ho detto:” Ho pagato per questo, e l’ho anche fatto Io. Era un posto assolutamente orribile. Ma ci sono dentro solo Sahaja Yogis. Io non ci vivo, questo a il bello” Questo a tutto quanto ho risposto. Ma, non vanno mai a fare queste o simili domande a nessun altro Guru. Perchi i discepoli dicono:” Si,e^allora? Vogliamo dare al nostro Guru soldi e questo e questtaltro. Cosi nessuna domanda.

Ma attraverso Sahaja Yoga o personalmente ho cursta cosi tanta gente da mali incurabili, che potrei essere diventata la zecca, Per aver curato un paziente affetto da cancro, potrei essermi fatta un castello per me. E allora quando la gente si mette a dire cose del genere, dovreste dire:”Sapete quanta gente ha curato? Quanti soldi avrebbe potuto prendere da tutti loro? Se fosse stata un medico o se fosse un falso Guru? Quanti  soldi avrebbe dovuto fare con tutti questi?!”. Allora capiranno. Perchi, vedete, si tratta di gente materialistica, questo 6 il loro linguaggio. E le loro inclinazioni sono molto diverse. Quindi strillarli, metterli un pota posto 6 la cosa migliore. Perchi ho visto questa gente della stampa proprio assalita dai discepoli dei falsi guru. Proprio non possono criticarli, non possono dire una parola contro quei guru talmente falsi mentre trovo che i Sahaja Yogil ancora mancano di completa fiducia in se stessi e di capacita di affermazione.

Dove dovete affermare e controbattere, dovete affermare e controbattere. Per esempio, qualcuno dice qualcosa di sbagliato su di me. Dovete controbattere. Dovete dire:”No, non a possibile, non lo so”. Ma ho visto qualcuno farmi domande molto strane ed erano anche Sahaja Yogi.

Quindi la cosa principale b vedere quanto si sia sensibili alla spiritualita. Ho visto Sahaja Yogi dare appoggio a qualcuno cosi negativo da non potersi nemmeno sopportare, e trattare questa persona come qual cosa di grande. Mentre non possono far questo con chi b buono.

Cosè che non funziona? I1 vostro computer perde i colpi e voi… voglio dire i programmi del computer – che tutti i Sahaja Yogis hanno dentro di si – devono essere tuttdosotto sopra dato che vengono espressi giudizi al contrario.

Una persona che si comporti bene in Sahaja Yoga, che sia riuscito ad avere buone vibrazioni, magari una persona semplice che non pretende nulla, magari non cosi ricca, non cosi colta, che forse non a stata in nessuna grande universita…. ma voi dovete vedere le vibrazioni di quella persona, che tipo di vibrazioni quella persona emetta, e poi doB,~-este emettere un giudizio. Invece, se giudicate una persona solo percha & molto brava a parlare, e parla bene, e ha studiato molto o cose simili, tutto questo non b il punto, il punto b:come sono le vibrazioni? Una volta che prendiate in considerazione le sue vibrazioni, e giudicate le persone in base ad esse, allora siete Sahaja Yogi altrimenti non potrei affatto chiamarvi Sahaja Yogis.

Per un Guru sono assolutamente importanti. Ho visto talvolta anche i leaders dar credito a persone assolutamente orribili, persone che Io non potrei sopportare nemmeno per cinque minuti. Ora ecco che il Guru lo sostiene davanti ai miei occhi:” Oh Madre, e cosi buono, vedete, ha donato cosi tanto danaro”. Ma non fa niente! ha donato denaro, e allora? Chi gli ha chiesto di donare denaro? Ma non dovrebbe farci il regalo dei suoi boots. Noi non vogliamo i suoi boots. Cosi stanno le cose.

Insomma il giudizio su una persona dovrebbe essere ben formulato quando diciamo che questa persona, o una qualunque cosa, non va bene.

Ma per lo più i guru stessi sono in pessime condizioni, e poi sono ambiziosi e se qualcuno non li ascolta,o se vogliono fare una conferenza nel momento sbagliato, e qualcuno gli dice:”Non dovresti parlare cosi” o simili, si arrabbiano. Sono di temDerarwnto molto caldo e provocano la gente, dicono delle cosX e quando le persone reagiscono:”Tu sei un cattivo Sahaja Yogi”. Non e cosi che si fa. Prima di tutto un Guru, o un leader, deve lui stesso essere una persona dolce, gentile, buona. Deve essere cosi. Non dovrebbe esigere niente, non dovrebbe chiedere niente. Mai richiedere nulla. Chiunque chieda qualcosa non pub essere un Guru. Il rispetto deve essere dato, non pud essere richiesto.

E dunque tutto funziona bene se capite che una volta che ascendete, che crescete in saggezza, in consapevolezza e in spirito, automaticamente tutto accade.

Non dovete chiedere niente,non dovete difendere niente, non dovete lamentarvi di niente. tutto funziona, siete protetti da tutti i ganas, da tutti gli angeli. Son li. Voi siete sul palcoscenico. Ma se vi fer mate a mezza strada, allora vi fanno dei trucchi. Vi fanno vacillare, vi nascono i problemi, vi disperdete di qua e di la. E allora dite:” Madre come mai sta accadendo questo?”. Percha sono scherzosi, anche, e vi fanno degli scherzetti, vi creano dei problemi. Tanto per farvi capire che state sbagliando.

E dunque siamo sul palcoscenico, dove c’& una bella sicurezza, dove c’ a tutto e dobbiamo dare al mondo una cosa grande come Sahaja Yoga che a per l’emancipazione del mondo intero, come voi sapete. E cosiy anche spero che comprendiate le vostre responsabilita. Ci sono cosi tante cose da capire: come si deve essere come un guru, come si deve agire, come essere efficaci.

Ho parlato cosi tante volte sulle qualita del Guru, ma nel discorso di oggi vorrei solo dire che la prima cosa per avere la giusta relazione Guru-discepolo, la prima cosa & essere totalmente umili.

Ora per quanto riguarda Me  vorrei dire che sono troppo semplice e sono Mahamaja. Quindi state molto attenti. Non potete prendervi delle libertà con me, non potete. Se cercate di prendervi troppe libertà, vuol dire che non siete dei discepoli. Un discepolo deve mantenere una certa distanza dal guru. Non potete prendervi proprio libertà, venir sempre nella mia camera, seder lìi per ore a chiacchierare con me. Nient’affatto. Non ne avete nessun diritto. Dovreste venire solo quando Io vi chiamo, quando chiedo di voi. Poi non dovreste esercitare alcuna pressione sul Guru del tipo:”Vi prego ascoltate questa persona…” o “Fate questo…” cose simili non devono avvenire. Per esempio ieri nessuno mi ha detto che ci sarebbero stati dei programmi musicali e che erano state preparate anche altre cose.

Dovete raccontare tutto al vostro leader o a me, tutte le cose che volete fare. Tutto dovrebbe essere davvero trasparente, come una mano sa tutto quello che l’altra fa, e l’altra sa tutto quello che fa la prima. Nello stesso modo dovreste conoscervi l’un l’altro e i guru non dovrebbero avere gelosie reciproche. Ve lo sto dicendo perchi ho trovato che ci sono certe gelosie. E quando si parla c’ a un pochino quel:” …. ah, a buono, ma questo,… questo,… questo,…”.

Godere della compagnia l’uno dell’altro, percha si 6 raggiunto un certo statoe b si comprende:”Questo b lo stato in cui siamo!”. Quando si gode della compagnia l’uno dell’altro pienamenteJe ci si apprezza reciprocamente, più che ogni altro… la compagnia dei Guru, o dei leaders…se si gioisce uno dell’altro, e non ci sono gelosie, non ci si combatte a vicenda, non ci sono problemi, ma solo la gioia dello stare  insieme, allora si, sappiate di essere diventati dei Guru.

Mai nessun guru ha combattuto un altro guru, bensi si sono sostenuti a vicenda. Di fatto a un principio che b nato più e più volte. Ma solo la gente satanica combatte l’una contro l’altrcw non la gente di Dio. Inoltre parlano contro chi 6 realizzato o b un’incarnazione ma mai contro quelli come loro. E’ molto sorprendente che le persone sataniche, benchi combattano tra loro, e ci siano gelosie, non parlino mai l’una dell’altra.

Ma qui, in Sahaja Yoga abbiamo la liberta. Ma la liberta non a lasciarsi andare, la libertà a libertà con tutte le regole e regolamentazioni del Divino dentro di noi. E dobbiamo conoscerle queste regole divine.

E dunque siamo tutti seduti qui, come un grosso remana, come un aereoplano e tutti dobbiamo atterrare in una bellissima area, ma prima di tutto dobbiamo sviluppare l’umiltà nel cuore. Completa umiltà e arrendevolezza. Questo a molto importante.

Finché non avremo questa umiltà e arrendevolezza nel cuore, il principio del Guru non pub essere risvegliato. Prima dovete essere il discepolo e poi il Guru. Quindi dovete sviluppare questa umiltà. E questa umiltà viene molto facilmente se voi amate e rispettate Me. Non a solo Amo re ma rispetto.

Questo rispetto ci deve essere, e allora la gente rispetterà voi.

Che Dio vi benedica !