Shri Krishna Puja

(Inghilterra)

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S H R I  M A T A J I  N I R M A L A  D E V I

Shri Krishna Puja

Hallowtree Ipswich (GB), 19 Agosto 1990


Abbiamo organizzato questo puja appositamente in Inghilterra per far sì che molte più persone possano venire a realizzare il risveglio di Shri Krishna.

La Gita fu scritta molto tempo fa, è stata tradotta in molte lingue ed ha ricevuto una quantità di commenti e critiche. Questa conoscenza libresca della Gita ha rovinato molta gente, ed anche oggi si scopre che sono molti quelli che vendono ovunque i libri della Gita riducendola ad una conoscenza libresca. A mio avviso Krishna non ha mai pensato che la Sua conoscenza sarebbe stata venduta così a chiunque. Adesso, come sapete, anche i Testimoni di Geova vendono la Bibbia; quindi la Gita di Shri Krishna è diventata un’impresa commerciale.

Ci sono state moltissime cose orribili contro la vera religione dell’ascesa, e Krishna ha detto: “Ogniqualvolta vi sia un declino della religione” – il che oggigiorno è molto vero – “e ogniqualvolta i santi siano tormentati, io vengo sulla terra per salvare i santi e per distruggere tutte le forze negative e i demoni”, i rakshasa, come voi li chiamate. Sono detti pushta, persone crudeli.

È dunque molto importante risvegliare Krishna, affinché sorga in noi, manifestando in noi le Sue qualità. Soltanto allora le forze (positive) agiranno.

Krishna, da bambino, uccise molti rakshasa. Inoltre giocava con le gopi proprio per risvegliare la loro Kundalini. Egli utilizzava il rasa[1] mediante il quale faceva circolare attraverso di loro l’energia di Shri Radha.

Dopo l’uccisione di Kamsa… Egli uccise il principale rakshasa che governava e che era in realtà Suo zio. Ciò significa che, se i vostri parenti sono demoni e rakshasa, devono essere uccisi. Solo perché qualcuno è vostro parente non dovreste cercare di salvarlo e cercare di imporre la sua malvagità ai sahaja yogi o a Sahaja Yoga.

Sahaja Yoga è la sola organizzazione al mondo – spirituale o comunque possiate chiamarla – è la sola organizzazione che è anche ansiosa di espellere molte persone da Sahaja Yoga. Non esiste nessuna organizzazione… insomma, noi non siamo neppure un’organizzazione. Però non esiste alcun movimento spirituale, non esiste alcun movimento in tutto il mondo che non solo permetta alla gente di andarsene, ma la espella anche; questo perché Sahaja Yoga è vincolato alle leggi divine e deve attenersi alle leggi divine.

Lo stile di Shri Krishna era: che necessità c’è di espellerli? Uccideteli e basta. Lui uccise Suo zio, rendendo vedova la Sua stessa zia. Eliminò il Suo stesso zio dal mondo, distruggendolo e spedendolo direttamente all’inferno. Ma in Sahaja Yoga diamo una possibilità anche a tipi molto diabolici, a persone che sono molto dannose per la nostra crescita, che sono contro la spiritualità, contro Dio; diamo loro una lunga corda… con cui impiccarsi.

È l’aspetto materno di questa incarnazione. Invece, l’aspetto di Krishna agisce con grande rapidità. Krishna non visse molto a lungo ma, in quel breve tempo, quanti rakshasa uccise! Combatté dalla parte dei Pandava e uccise tutti i Kaurava. Ha detto di non avere ucciso, ma lo ha fatto. Lo stile di Krishna da un lato è anche molto dolce, molto amabile. È come miele, per questo è chiamato Madhava, Madhu. Da un lato è come il miele, solo per le api, solo per chi vuole essere benedetto da Lui. Ma per i malvagi ritengo che Egli sia una delle personalità più pericolose.

S’intende, anche Shiva lo fa, anche Lui ha ucciso molti rakshasa. Ed anche la Dea ha ucciso molti rakshasa, ma Lei intraprese guerre, vere e proprie guerre e affrontò discussioni e dispute e via dicendo. Invece, Shri Krishna non discuteva mai: sapeva come liberarsi di loro, uno ad uno, e giocò loro alcuni trucchi. Ve ne racconterò uno.

C’era un rakshasa che, avendo compiaciuto Shiva, aveva ricevuto la grazia di incenerire chiunque lo avesse svegliato mentre dormiva, Bhasma-sat. Doveva essere un gran dormiglione, vi dico. Il nostro vicino, il campeggiatore[2], ha un sonno di questo tipo (risate, Madre ride). E disse: “Non dovrei essere disturbato quando dormo”.

Shiva pensò dunque: “È una cosa molto semplice, vedete. Perché qualcuno dovrebbe disturbare questo vecchio? E se ne starà a dormire da qualche parte in una caverna, quindi va bene”. Non pensò che sarebbe stato alquanto pericoloso. E costui aveva anche la benedizione di non poter essere vinto da nessuno e di non poter essere disturbato da nessuno che cercasse di insidiare la grazia accordatagli.

A dire il vero, in un certo senso era un santo, poiché meditava e via dicendo; ma alcuni santi diventano asceti e, come si direbbe, diventano davvero molto di lato destro. Quindi lo definirei soltanto un rakshasa, perché persone di questo tipo non sono di alcuna utilità. Si limitano a maledire la gente in continuazione ingiuriandola e distruggendola. Ovviamente nel linguaggio di Sahaja Yoga esistono solo due categorie: i sahaja yogi o i rakshasa, non c’è una via di mezzo. Potremmo quindi rilevare che questo individuo che aveva ottenuto questa grazia da Shiva era molto di lato destro, orribile, ascetico.

C’era poi un altro rakshasa, un vero rakshasa intendo, che non aveva in sé alcuna santità; mentre l’altro era un misto, una via di mezzo. Vedete, se osservate i quadri in stoffa del Mahabharata vi stupirete di come vi siano raffigurati tutti i tipi di persone. Il secondo, dunque, era un vero, autentico rakshasa, nato da rakshasa e con le caratteristiche di un rakshasa. Anche lui aveva ottenuto da Shiva una grazia: che nessuno potesse ucciderlo. Fatta eccezione per qualcuno che avesse ottenuto la grazia di poter uccidere chiunque, nessun altro lo avrebbe ucciso.

Immaginate il povero Shiva, pensò: “È una cosa molto sensata, dopo tutto, così non mi darà fastidio”. Disse: “D’accordo”. È molto facile compiacere Shiva, è questo il problema.

Dunque il secondo, il vero, l’autentico rakshasa, tormentava la gente e dette inizio a una grande guerra alla quale partecipò anche Shri Krishna. È l’unica guerra nella quale combatté Lui di persona, e nella quale si scontrarono tutti.

Shri Krishna sapeva che Shiva non avrebbe deluso quella persona per nessun motivo, poiché convinto di essere nel giusto; quindi non gli avrebbe permesso di essere sconfitto.

Che fare allora? Escogitò un trucco. Cominciò a fuggire dal campo di battaglia. Fuggire dal campo di battaglia è considerato da grandi codardi, sapete. Insomma, se uno così torna a casa, la moglie si rifiuterà di accoglierlo. È una cosa molto vile e disonorevole, ma che cos’è questo per Dio? Infatti ha… (le divinità) non hanno il senso di onore o disonore, sapete. Così fuggì dal campo di battaglia e per questo motivo è chiamato Ranchordas, ossia colui che fugge dal campo di battaglia. Ranchordas. È il Suo nome. Uno dei nomi di Shri Krishna è Ranchordas. Dunque scappò, fuggì e, quando questo rakshasa si accorse che Krishna era fuggito, si mise ad inseguirlo. Ma Krishna correva velocissimo, sapete. Il rakshasa, essendo molto corpulento, non poteva correre altrettanto veloce; comunque correva, sapete. E Krishna controllava che quello lo vedesse correre fin lì (alla caverna), lo controllava. Così arrivò alla caverna in cui dormiva quest’altro mezzo rakshasa e mezzo yogi ed entrò. Shri Krishna si tolse lo scialle, lo mise addosso a quello yogi e si nascose. Gli coprì la faccia; quello era profondamente addormentato così lo fece con molta delicatezza.

In quel momento arrivò il rakshasa numero uno ed entrò nella caverna: costui non riuscì a vedere Krishna da nessuna parte, ma vide quell’uomo addormentato. Pensò che fosse Shri Krishna: “Oh, così adesso sei stanco e dormi, ebbene vedrò io come farai a sopravvivere, ci penserò io”, e si avvicinò alla sua gola; così, quel tipo mezzo (yogi) e mezzo (rakshasa) al quale era stata concessa quella grazia, si svegliò e lo guardò con il suo terzo occhio incenerendolo. È questo il trucco.

È così che Egli uccise tanti rakshasa e giocò trucchi agli altri nelle discussioni, e inoltre uccise molta gente inutile.

Devo dire che era così potente che poteva giocare qualsiasi tiro alla gente stando seduto in un posto. Vi sono tante storie che non posso narrarvi in un solo discorso, su di Lui, sul Suo modo di uccidere talmente dolce che nessuno vi si opponeva.

Una donna, che era un demone, fu inviata da Kamsa ad ucciderlo. Lei aveva un veleno con cui si era cosparsa il seno, arrivò e si mise ad allattarlo. E quando Lui iniziò a succhiarle il seno – era un bambino di tre, quattro o forse due anni – lei cominciò a diventare grande, enorme, e morì. E a quel punto videro che era Putana, nota per essere il diavolo.

Un’altra volta seppe che c’erano due rakshasa camuffati da due grandi alberi. Sua madre lo aveva legato… era arrabbiata perché Lui le rubava il burro e non sapendo con che cosa legarlo, lo legò ad un mortaio, quello che si usa per frantumare il riso, una specie di utensile di legno, grosso e molto pesante. Ebbene, lo legò a quello. È molto pesante, insomma, servono almeno cinque, sei persone per sollevarlo; ma quando lei se ne andò, Shri Krishna si spostò con quello attaccato, camminando con i Suoi piedini, sapete. Si avvicinò a quegli alberi, li colpì ambedue su entrambi i lati, i due alberi si abbatterono al suolo e i rakshasa morirono.

Egli era così sapiente e così abile perché voi sapete che è il cervello. Egli è il Virata. Agiva senza alcuna compassione. Tutto il Suo amore, tutta la Sua compassione, tutto, ogni Suo dovere era destinato solo alle Sue gopi ed ai Suoi gopa.

Ed anche in seguito, quando divenne re, la Sua vita è molto misteriosa da capire, ma i sahaja yogi possono comprenderla. Quando divenne re dovette avere delle mogli, così sposò cinque mogli. Pensate, più di Maometto.

E perché cinque? Perché erano i cinque elementi. Erano il causale dei cinque elementi, così Lui sposò cinque mogli. Ora, Egli aveva sedicimila poteri.

Ora, vedete, se un uomo, anche vecchio, anche sui novant’anni, vuole tenere intorno a sé qualche donna, si dirà che è un uomo vizioso. Non è così per una madre, no: una madre può avere quanti figli vuole; nessuno dirà niente della sua reputazione, perché una madre è una madre. Ma un uomo, vedete, potrebbe avere assolutamente un piede nella fossa, qualunque cosa sia; ed anche in quel caso, specialmente in India, se una donna cerca di aiutarlo ad uscire dalla fossa, diranno che avevano una relazione illecita.

Era dunque una situazione molto difficile a quel tempo e Lui non voleva procurarsi una cattiva reputazione. Così disse: “Che cosa dovremmo fare di questi poteri, visto che saranno donne? Se devono venire sulla terra saranno donne, ed io non voglio avere una cattiva fama”. Egli infatti era venuto per il dharma. Quindi fece sì che queste donne diventassero principesse e che un re le facesse tutte prigioniere. Tutte queste sedicimila donne erano prigioniere di quell’uomo il quale stava per abusarne, quando Shri Krishna lo attaccò e se le riprese tutte.

[Per favore, portate il bambino (…), poverini, entrambi i bambini dormono da tutte e due le parti. Penso sia meglio mettere i bambini che dormono da una parte e lasciarli dormire tranquillamente. Potete farlo? Ah. Portateli ai lati. Va bene, va bene. Poverini, vedete, è veramente tardi per loro. Sono due, sono così dolci.]

Così queste sedicimila donne che erano state catturate da questo accampamento… pensate, perché dovevano essere sedicimila? Pensate, sedicimila donne, non è una cosa semplice da gestire. Quell’individuo aveva sedicimila donne che avevano subìto la sua aggressione e si trovavano lì. Egli (Shri Krishna) allora attaccò quell’uomo e catturò quelle sedicimila donne, le portò via e le sposò legalmente per dimostrare che erano sposati. Ma che senso ha parlare di matrimonio, dato che esse erano i Suoi poteri? E Lui usava i loro poteri, vedete. Per cosa? Per creare molte cose. Se, ad esempio, non fosse arrivato Shri Krishna, noi non avremmo conosciuto il vero significato della vita spirituale.

Fu Lui il primo a parlare di vita spirituale. Rama non ne parlò, sebbene in India esistesse un substrato (culturale). La gente conosceva l’esistenza di una vita spirituale poiché c’erano dei santi, c’erano moltissimi di quelli che chiamate veggenti, tutti ne parlavano. Ma nessuna incarnazione aveva parlato di una vita spirituale. Abbiamo avuto l’Avatara di Rama, poi abbiamo avuto Parashurama. Abbiamo avuto molte di queste persone, ma mai, mai parlarono di vita spirituale, mai. Fu solo Shri Krishna il primo che iniziò a parlare di una vita spirituale, e ne parlò soltanto ad Arjuna poiché capite quale fosse la situazione. La gente non era pronta.

Così, quei sahaja yogi che oggi si sentono frustrati perché non ci sono molti sahaja yogi o perché ci sono ostacoli, certi problemi, devono sapere che al tempo di Shri Krishna Egli poté osare di parlare di spiritualità solo ad una persona, e questa era Arjuna. Quindi, insomma, vedete che noi ci troviamo in una situazione molto migliore, no?

Poi, certo, naturalmente, dopo Shri Krishna ad assumere la guida fu Cristo, e Lui iniziò a parlare di spiritualità. Vi sorprenderà che neppure Abramo o Mosè abbiano parlato di spiritualità. Parlarono di Dio, ma non di spiritualità. Fino all’avvento di Cristo nessuno disse che occorre rinascere, anche all’altro capo del mondo; solo Shri Krishna lo disse.

A Shri Rama fu insegnato dal Suo guru che sarebbe rinato, nel senso che gli fu insegnato cos’è la Kundalini e tutto questo, ma non che Lui dovesse rinascere. Però Egli era diventato un essere umano, come vi ho detto. Così lo erudì sulla Kundalini, gli parlò della Kundalini, ma era una scienza segretissima seguita soltanto da pochissimi nath panthi, come li chiamiamo, come Adi Nath e tutti questi. La realizzazione fu data a pochissime persone.

All’epoca di Rama, sappiamo solo di uno, Nachiketa, e inoltre Suo suocero (Raja Janaka, padre di Sita, ndt) era un’anima realizzata; quindi in confronto a questo, pensate in quanti siamo noi, oggi, ad essere a conoscenza della spiritualità. E non solo percepiamo la nostra spiritualità, ma siamo spirituali. Se si applica la legge della probabilità, credo che dopo Cristo non ci sarebbero potute essere neppure trenta persone disponibili poiché, se ci pensate, Cristo morì solo duemila anni fa. Dall’epoca di Krishna all’epoca di Cristo trascorsero seimila anni e, in seimila anni, Krishna non ebbe nessun discepolo e Cristo ne ebbe dodici; quindi adesso fate il conto, solo duemila anni dopo, quanti potrebbero essercene?

Dobbiamo riconoscere che ora c’è una nuova esplosione, per questo lo chiamo il tempo della fioritura: poiché noi siamo sicuramente persone spirituali, abbiamo la spiritualità e il Divino agisce. Il Kali Yuga sta dunque volgendo alla fine, ormai siamo nel Krita Yuga e il Krita Yuga è in azione; ed è questa azione del Krita Yuga a fruttarci così tanti sahaja yogi. Krita Yuga indica il tempo in cui questa Energia onnipervadente ha iniziato ad agire. Nessuno prima sentiva le vibrazioni fresche, riuscite a crederci? Sentivano il fresco, ma non le vibrazioni. Non è mai stato collegato a nessuna scienza, in particolare non è mai stato collegato alla fisica.

Devo dunque dire che la conquista di Sahaja Yoga è straordinaria. Inoltre, grazie a questa evoluzione nell’azione delle Yuga, anche l’Energia onnipervadente ha iniziato ad agire mentre io sono su questa terra. Ma potreste dire: “Madre, perché non è venuta prima?”. Non era il momento. Anche oggi trovate gente stupida tutto intorno a noi. Intendo dire che la percentuale di persone di buon senso sembra essere alquanto bassa nei Paesi occidentali; in altri è elevata, ma nei Paesi occidentali è molto bassa per quanto riguarda la saggezza.

Abbiamo dunque questi ostacoli, persistono queste piccole cose; non importa. Sahaja Yoga ormai si svilupperà. Fiorirà e, qualsiasi cosa possa dire la gente, non dovreste preoccuparvi, poiché quando inizieranno a trovare gioia e felicità, quando inizieranno a trovare la verità, se sono oneste, non lasceranno Sahaja Yoga.

E molte persone si rendono conto che non vogliono proprio lasciare Sahaja Yoga. Voglio dire che se, in una coppia, la moglie o il marito è una persona orribile e impedisce all’altro coniuge di frequentare Sahaja Yoga, quest’ultimo dirà: “Bene, tu vai pure, io rimarrò con Sahaja Yoga perché ormai ho sperimentato l’ambrosia, ho sperimentato la bellezza, la gioia”.

Pensate: al tempo di Shri Krishna, Egli parlò della spiritualità solo ad una persona, solo ad una persona, ad Arjuna; e questa conversazione fu udita da Sanjaya e da lui riportata. Così è scritto da Vyasa. Ma Egli non ne parlò a tutti, non lo mostrò a tutti. Apparve nella Sua forma di Virata sul campo di battaglia ma non lo rivelò mai, mentre voi adesso avete le fotografie per vederlo, anche se non potete vedere con i vostri occhi. Alcuni possono vedere anche alcune cose, ho visto che alcuni le sentono. Dunque vi state sviluppando, state crescendo in questo; si tratta di un nuovo regno. Fu Shri Krishna che iniziò a parlarne. S’intende, questi nath panthi credevano in tutta questa spiritualità, ma non ne parlarono fino al tempo, credo, di Gyaneshwara, forse. Gyaneshwara fu il primo e l’unico che cominciò a parlarne. Prima era tenuto segreto.

Certo, dopo Gyaneshwara, abbiamo avuto altri che ne hanno parlato: ad esempio Maometto, Nanaka, abbiamo avuto molti altri come Shirdi Sai Nath ed alcuni sufi che iniziarono a parlare di spiritualità.

Dobbiamo quindi essere storicamente molto grati a Krishna per aver spezzato il primo nodo, che per questo è chiamato Vishnu Granthi[3]; e il Vishnu Granthi verso la conoscenza è stato sciolto per prima volta da Shri Krishna, il quale volle che funzionasse gradualmente, poco per volta. Per questo la Sua Gita non è molto chiara, ma è scritta in modo diplomatico. Quindi, ora possiamo renderci conto che la sola persona che per prima tentò di cimentarsi con la Gita fu Gyanadeva[4], e quando Gyanadeva nel sesto capitolo scrisse tutto sulla Kundalini, dissero che era vietato, che non dovevano leggerla, perché loro (i bramini) non erano in grado di assolvere il compito (di dare la spiritualità risvegliando la Kundalini, ndt).

La gente sapeva della Kundalini ma non voleva leggerlo (quel testo) perché le era stato detto di non leggerlo, che era molto sbagliato, e così via.

La spiritualità è un argomento del tutto sconosciuto agli occidentali, sebbene Cristo sia stato lì; ma loro Lo hanno solo crocifisso.

Se guardo Cristo… Se guardo il Cristianesimo, è tutto organizzato. Dal Cristianesimo nessuno può scappare. Qualsiasi peccato possiate commettere, rimanete cristiani. So di un individuo che uccise qualcuno e fu portato in tribunale. Gli chiesero: “Che cosa sei?

E lui rispose: “Sono cristiano”, sebbene avesse commesso un omicidio.

Allora gli diedero la Bibbia: “Bene, giura sulla Bibbia che sei cristiano”.

Lui disse: “Sono cristiano, credo nella Bibbia”. Ma perché non gli hanno chiesto: “Allora perché hai ucciso?”. (Il comandamento è:) Non uccidere.

Quindi, queste religioni che furono formate, non avevano neppure norme o regole del tipo: “Bene, se qualcuno fa così, lo espelleremo dalla nostra comunità, oppure non sarà più un cristiano”. Al contrario, sarete sorpresi che, quando mio padre aderì al Congresso dell’India per combattere contro gli inglesi, lo espulsero dalla comunità perché, a detta dei missionari di lì, Cristo era nato in Inghilterra. Deve essere inglese, quindi, vedete, come osava mio padre aderire al Congresso? Che idea assurda!

Tutte queste idee così assurde, contro Dio, contro la religione, contro la spiritualità, divennero molto prevalenti, utili e convenienti per queste religioni organizzate. Una cosa positiva della religione indù è che non esiste niente di simile ad una organizzazione. Per cui possono essere agnostici, atei, possono essere qualunque cosa. Potrebbero essere buddisti, giainisti, potrebbero essere qualunque cosa, potrebbero essere anche cristiani; ma nonostante ciò, possono essere anche indù in quanto non è organizzata. E dal momento che non sono organizzati, non sono sottoposti a restrizioni del tipo: “Non fare questo, non fare quello”. Malgrado ciò, ho visto con sorpresa che gli indù sono molto miti, in quanto la responsabilità è lasciata a loro stessi, non ad una organizzazione: se avete ucciso qualcuno non dovete confessarlo al prete, ma a voi stessi, e affrontare continuamente voi stessi. Ma tante cose distorte si sono insinuate anche in questa religione, come il sistema delle caste che è totalmente contrario a Shri Krishna.

Non hanno diritto di pronunciare il nome di Shri Krishna e fare tutte queste cose assurde, poiché Shri Krishna stesso ha detto che (lo Spirito, ndt) risiede in tutti. Ma loro lo hanno cambiato un po’ dicendo: “La vostra casta dipende dalla nascita”. Come è possibile? Ve l’ho spiegato l’altro giorno.

Ora – questa è un’altra storia – direi che hanno cercato di far apparire Cristo come qualcosa di molto ordinario, o anche Shri Krishna come qualcosa di ordinario. Questi sono gli intellettuali.

Da un lato abbiamo quindi  gli stupidi seguaci e dall’altro questi stupidi intellettuali.

Quindi, il messaggio di Krishna non è mai arrivato agli indù; infatti Egli disse: “In ciascuno risiede lo Spirito e voi siete parte integrante del tutto”. Ora, una cellula della mano è forse un paria[5] perché non è nel cervello? Quale torto hanno fatto a Shri Krishna! E per questo, quando soffrono a causa del razzismo, io dico: “Voi avete fatto lo stesso: con il vostro sistema delle caste avete tormentato gli harijan, avete tormentato la gente di casta inferiore. Quindi adesso vi sta bene”. Tutto si ritorce contro.

La bellezza della vita di Shri Krishna, se notate, è che Egli disse: “La vita è lila”; per Lui, non per tutti, perché Lui è molto potente.

E questo aspetto di lila, che tutto è lila, è stato adottato molto volentieri dagli americani poiché loro sono nati nella terra di Shri Krishna: “Che c’è di sbagliato? Fate quel che vi pare. Che c’è di male?”. Qualsiasi cosa facciate è solo lila, è solo un gioco. E allora? Sposate tutte le persone che volete, abbandonate i vostri figli, fate qualsiasi cosa con la vostra moralità, distruggete voi stessi da mattina a sera, comportatevi alla stregua degli animali. E allora? Studiate il comportamento degli animali perché è come se non avessimo alcun senso del comportamento; per questo studiamo quello degli animali e ci comportiamo come gli animali.

Adesso diventeremo quindi serpenti o qualche tipo di verme, o non so cosa stiano combinando. E tutto il sistema è proprio il contrario di Shri Krishna. Così è arrivato lì questo stupido movimento della “Consapevolezza di Shri Krishna[6]”. Io non so come abbiano capito che Shri Krishna è la deità dell’America, ma in qualche modo qualche bhut deve avere detto loro di andare là. E queste sono altre persone stupide che vendono la Gita, vendono questa conoscenza libresca, ma adesso ovviamente gli si è ritorta contro e adesso sono sistemati. Ora sono congelati.

Ma da come hanno parlato di Shri Krishna non si rendono conto di non aver colto il punto. Egli ha detto: “Tutto è lila”. Perché allora indossate questi abiti? Perché siete diventati sannyasi? Perché rinunciate a mangiare questo o quel cibo? E poi assumono e vendono droghe.

Tutto ciò che non si fonda sulla verità finirà per essere qualcosa di distruttivo. La verità è la sola cosa costruttiva. Tutte queste idee talvolta ci confondono: che cos’è? Nel nome di Dio, nel nome di Shri Krishna, nel nome di Cristo, nel nome di Maometto si fanno tutte queste cose. E c’è anche chi lo fa persino nel mio nome: “Madre ha detto; Madre ha detto così”. È proibito ai sahaja yogi dire così, perché ne ho avuto abbastanza nelle vite precedenti. Quindi in questa vita nessuno dirà: “Madre ha detto così”.

“Io dico”: abbiate abbastanza sicurezza e senso di responsabilità da affermare “io dico”; io sono un sahaja yogi, voi siete sahaja yogi, perché non potete dire voi qualcosa?

Così, adesso, a partire dal puja di oggi, abbiamo risvegliato Shri Krishna dentro di noi, così che i Suoi poteri di dolcezza ed anche di distruzione agiranno e voi non dovete preoccuparvi, siete tutti completamente protetti.

Egli ha già detto: “Yoga kshema vahamyam”, io vi darò lo yoga, e poi kshema: significa che Lui si occupa di ciò che è bene per voi. Quindi non dovete preoccuparvi, ma agirà e funzionerà e nessuno potrà danneggiarvi. Tutto si ritorcerà contro di loro. C’è come una punizione divina e voi non dovete preoccuparvi.

Certo, come Madre, io non voglio mai punire nessuno, ma vengono puniti ugualmente, che  posso farci? E adesso questo risveglio può essere molto pericoloso, così io penso che ora dobbiamo accettare interiormente che dobbiamo essere molto dolci, gentili, collettivi.

Se non siete collettivi, Krishna vi perseguiterà. Se cercate di distruggere la collettività Egli vi perseguiterà, insomma, è tremendo, vi dico. È così astuto, è così abile e ci sa veramente fare, vi assicuro.

Quindi state attenti. Se siete collettivi Egli vi rafforzerà, vi nutrirà, farà qualsiasi cosa, vi darà da mangiare il burro. Dovete quindi essere collettivi, questo è l’aspetto principale. E le persone che si limitano a venire ai programmi e poi scompaiono, dovrebbero sapere che non funzionerà. Occorre essere collettivi; ma se non vogliono essere collettivi non vogliamo forzarli. Però, se non sono collettivi, non sono sahaja yogi e nessuno dovrebbe raccomandarli a nessuno; e i sahaja yogi non dovrebbero avere niente a che fare con chi non è collettivo né con chi non è un sahaja yogi.

Qui abbiamo bambini bellissimi, abbiamo famiglie bellissime. Abbiamo tutto così bello, persone così belle che si amano e gioiscono le une delle altre. Quindi non dovremmo farci coinvolgere nel caos di altra gente che è cieca. Sarebbe come avere un posto ben organizzato dove tutti stanno seduti nella luce e, all’improvviso, volete andare nel posto pieno di molti serpenti che mordono tutti.

Fate pure, ma poi non dovreste dire: “Madre, mi hai punito”. Siete voluti entrare nell’inferno dei serpenti, allora andateci e restateci. Io non punisco mai. Ma forse Shri Krishna potrebbe attirarvi là  – questo è il Suo stile, sapete – giusto perché riceviate un piccolo morso di un serpente.

Secondo Shri Krishna, quindi, dobbiamo essere molto giocosi. Ormai siamo tutti persone realizzate e siete molto felici e tutti molto giocosi e gioiosi; e inoltre adesso siete così esperti, siete dotati di spiritualità, potete dare la realizzazione agli altri. Mi è stato detto che la gente chiede la realizzazione persino per le strade; alcune persone sono andate nei Paesi dell’Est e hanno avuto cinquemila persone. Qualcuno è andato in Argentina e ha avuto moltissime persone. Quindi va molto bene: tutte queste, le mie mani, si stanno estendendo e il lavoro viene svolto. Tutti dovrebbero impegnarsi, scegliere un posto: “Ci andrò e lo farò funzionare”. Scegliete un posto e fatelo funzionare. Potete farlo tutti perché adesso avete i poteri, meglio farli funzionare, usarli. Se non usate i poteri vi indebolirete; quindi usate i vostri poteri, credete nel fatto che avete poteri e che l’unica cosa è che dovete mantenervi entro i limiti, entro le maryada di Sahaja Yoga, nel senso che dovete condurre una vita molto morale, una vita retta e dovete sentire le vostre vibrazioni correttamente e mantenervi in buona salute, cosa che potete fare molto facilmente. Se, come dicono, io posso lavorare così, giorno e notte, potete farlo anche voi. Voi siete tutti molto giovani, tutti appaiono più giovani di me. Qui io sono la più anziana. Quindi, se io ho potuto fare così tanto, perché non potete farlo voi?

Dovete chiedervi una cosa nella vostra preghiera della sera, quando andate a dormire: “Che cosa ho fatto per Sahaja Yoga?”. Una sola frase, fatevi tutti questa domanda: “Che cosa ho fatto per Sahaja Yoga?”. Persone come me o come Shri Krishna o chiunque altro neppure si accorgono di fare qualcosa. Quindi che cosa possiamo chiedere? Se io voglio farmi domande, credo che cadrò in un oceano, non so, mi perderò. Se voglio analizzare me stessa mi perdo. Se voglio pensare a me stessa mi perdo. È oltre me, quindi ho detto: “Lasciamo stare, non importa. Io non voglio conoscere me stessa”. Ma voi è meglio che conosciate voi stessi. Voi potete farlo, potete conoscervi. Io no.

Dunque, per quanto mi riguarda, penso solo che finché vivrò – non so, posso vivere per sempre, magari vivrò per sempre, potreste dire così; ma comunque sia, finché rimarrò su questa terra, farò in modo che Sahaja Yoga sia pienamente stabilizzato.

Questa è la mia promessa a voi.

[Marathi]

Egli ritorna su questa terra per instaurare la religione, ma non una semplice religione, bensì Vishwa Nirmala Dharma, che è di gran lunga superiore alla comune religione degli esseri umani. Vishwa Nirmala Dharma è interiore, e sono sicura che la stabilizzeremo in brevissimo tempo su questa terra.

Che Dio vi  benedica.

Oggi i bambini ormai dormono – se riescono a star svegli per un po’ possono venire a lavare i miei piedi. Quanti sono svegli? Alcuni sono svegli. Potete cantare qualche canto di Ganesha invece dell’Atharva Shirsha. (Interruzione della registrazione)…

…nessuna disposizione per l’accettazione di questi ornamenti, ma, quando arrivò, provò a razziare tutto ciò che si trovava in quel tempio.

A quel tempo fu creata la storia – non so fino a che punto sia vera – ma una storia di indiani, vedete, di stile indiano. La storia era questa: quando Mahadeva (Shiva, ndt) fu attaccato da lui, si mise a fuggire dal tempio. Correva, correva, correva, correva veloce e trovò Bhairava che era seduto là. Bhairava e Hanumana erano seduti entrambi e dissero: “Tu sei il dio degli dei, sei il Mahadeva (grande dio) degli dei e perché scappi? Dopo tutto chi è questo Tamerlano? Perché scappi? Lui è zoppo da un piede e perché scappi da lui? Puoi ucciderlo. Che bisogno hai di fuggire?”.

No, era Mahmud di Ghazni, scusate, fu Mahmud di Ghazni a farlo; anche Tamerlano attaccò, ma questo era Mahmud di Ghazni. Ebbene, questo Mahmud di Ghazni stava inseguendo Mahadeva, anche Tamerlano lo saccheggiò ma non riuscì ad arrivare a tanto. Così, arrivò questo Mahmud di Ghazni e si mise a saccheggiare quel tempio (di Shiva). Ebbene, quando lui si mise ad inseguire Mahadeva, Mahadeva disse loro: “Voi non sapete, non sapete chi è questo Mahmud di Ghazni. Il suo nome è Mahmud di Ghazni ma in realtà è qualcun altro”.

Essi domandarono: “Chi è?”.

“Bene, venite, nascondetevi qui, vi farò vedere”.

Mahmud di Ghazni stava inseguendo  Mahadeva, così loro si nascosero da una parte e videro arrivare questo Mahmud di Ghazni, il quale era molto stanco: si sedette vicino ad un albero e cominciò a rilassarsi. E all’improvviso, scoprirono che era Shri Krishna. Egli (Shiva) disse: “Questo valundar – ossia questo tipo scaltro – mi rincorre, ora pensate che io possa sfuggirgli? Certo, avrei dovuto punire quei bramini che si comportavano male. Non l’ho fatto, quindi è arrivato lui, ma adesso non posso dare aiuto e per questo sto fuggendo, vedete, perché questo si è messo a perseguitarmi ed ora non c’è modo di salvarsi”.

Questa è la storia creata lì dalla gente, dalla gente comune. È accaduto numerose volte, poiché Egli (Vishnu, ossia Krishna, ndt) era il fratello della Shakti di Shiva, ed essendo (Krishna) così abile, così intelligente e iperattivo, Shiva ne aveva molta paura.

Così, vedete, gli americani sono persone estremamente attive e adesso naturalmente, l’Inghilterra – non occorre dirlo – è un po’ letargica, un po’, non molto (risate). Così adesso il risveglio di Shri Krishna agirà in ogni modo e diverrete molto attivi riguardo a Sahaja Yoga, la penso così. Quel che è accaduto è una cosa nuova e sono molto felice che sia accaduta e che anche gli americani siano stati d’accordo di venire qui.

Con questo portiamo un po’ delle qualità di Shiva in America, quelle della magnanimità e un po’ anche della pigrizia e trasmettiamo qualche qualità di Shri Krishna a questo Paese. C’è questo scambio. (Applauso)

[Shri Mataji parla della musica che deve essere suonata dai musicisti. Segue una trascrizione di dettagli rilevanti].

L’ultimo raga è Bhairavi, deve essere eseguito secondo tutti i modi tradizionali. È un raga in lode del potere dello Spirito, diciamo, infatti ha note davvero bellissime, e note che sono… è un sampurna perfetto, un raga completo, è un purnima. Sono presenti tutte le dodici note. Quindi vedete, è un raga davvero completo e deve essere suonato con tutto il dovuto rispetto. È considerato un ragini.

Ora, come sapete il chakra del Cuore ha dodici petali e Durga risiede nel Cuore. Le qualità di Durga consistono nel fatto che Lei è protettiva nei confronti dei Suoi figli, è molto gentile, molto tenera con i Suoi figli, mentre è estremamente terrificante con la gente satanica, con la gente negativa. Ritengo dunque che questo raga, essendo le sue note distanziate, essendo esse distanziate, potreste suonarlo o lento o veloce. Nessuna via di mezzo. Ecco perché è nello stile di Durga: vedete, Lei è o estremamente gentile o estremamente terrificante. Questo perché aveva una funzione doppia: una è prendersi cura dei propri figli, e l’altra è proteggerli dai demoni. Quindi deve essere molto rapida per combatterli, per spaventarli in ogni modo e stare all’erta.

Nella seconda parte, ho visto che siete diventati tutti molto vigili. Nella prima parte avete avuto una ninnananna perché quello che veniva suonato era l’amore della Madre. Nella seconda parte siete diventati vigili perché Lei deve lottare. Questo è un raga così bello perché vi dà interiormente un maggiore senso di sicurezza, instaura il senso di sicurezza e, come sapete, anche dal punto di vista medico è importante rinforzare questo chakra perché è quello che produce gli anticorpi per combattere tutte le malattie, combattere tutti gli elementi estranei che cercano di attaccarci.

Pertanto questo raga è adatto, assolutamente adatto per l’atmosfera odierna e per la necessità di oggi, nel senso che dobbiamo avere la sicurezza della Madre e la protezione della Madre e che tutte le forze del male devono essere eliminate da questo mondo. Ecco perché questo raga ha un significato molto importante e ringrazio moltissimo il musicista per averlo suonato (Applauso). Ora, quello che lui vorrebbe suonare negli ultimi cinque minuti è il Bhairavi che è un raga completo, come potete chiamarlo, è il purnima completo. Sono presenti tutte le note. Ed è suonato in vari modi e vari stili ed è usato per esprimere molti dei vostri sentimenti e altro. Ma in questo c’è anche una bellissima canzone, come sapete, Bhavani Dayani, la canzone sulla Dea Madre. E in questa Bhavani Dayani credo vi sia un piccolo misto di…. non so se è un Bhairavi completamente puro o no.

[Shri Mataji dice ai musicisti: deve essere eseguito assolutamente in Shuddha Bhairavi]

[Shri Mataji e i musicisti parlano un po’ poi Lei afferma:].

Dovrebbe essere suonato in puro stile Bhairavi – è il modo migliore. Perché Bhairavi è il nome della Dea.

Vedete, la sua purezza crea quel sentimento e, voglio dire, risveglia quella deità affinché, con il Bhairavi, otteniate quell’effetto.

[Shri Mataji e i musicisti parlano insieme poi Lei continua].

La musica indiana gode di molta libertà, molta libertà. Potete fare ciò che volete con essa. L’unica cosa è che dovete attenervi ai raga, agli swara (note) e a tutto il resto. Non potete passare follemente da uno all’altro così. È come un grande aeroplano che vola in aria con ogni cosa completamente fissata in modo corretto. In questo modo, vedete, può dirigersi ovunque. Se non è fissato, se non ha le sue maryada, non può funzionare. Altrettanto deve essere qui. Quindi per prima cosa i raga sono creati e strutturati in modo che siano assolutamente perfetti e poi si può andare ovunque si voglia. Non accadrà nulla.

[Altro dialogo con i musicisti]

[Il raga ha inizio. Shri Mataji continua:] Per prima cosa lui suonerà tutte le dodici note che costituiscono il Bhairavi e poi vedrete come si atterrà ad esse. Lui si attiene a quello stato d’animo (…).

Wah, wah! È il chakra del Cuore. È il Chakra del Cuore di Shiva.

[I musicisti continuano a suonare].

Shri Mataji: Wah.

È la resa, vedete. È Islam, ossia la resa. Islam, la resa.

[I musicisti continuano a suonare].

[Musicista: In India, circa trenta o quarant’anni fa era diverso, questo è il tipo di musica che eravamo soliti suonare quando la gente si sedeva insieme come voi qui, in modo così bello, armonioso, come una famiglia].

Shri Mataji: Assolutamente un rapporto familiare.

Musicista: Assolutamente.

Musicista: Sei Tu che lo fai scaturire da noi.

Shri Mataji: Vedete, quel che sta dicendo è questo: sapete che io sono un’anziana donna di sessantasette anni e penso alla mia infanzia ed anche alla mia famiglia. Mio padre era un grande, grande intenditore di musica e sosteneva la musica e i musicisti in ogni modo; e noi abbiamo ascoltato tutti i musicisti perché venivano a casa nostra, stavano da noi e lui si prodigava per spendere e pagare tutto per loro. Insomma, faceva di tutto. Così in famiglia entrò la musica, poi mia sorella si dedicò alla musica e tutti in famiglia si dedicarono intensamente alla musica grazie a mio padre che era molto appassionato di cricket e anche di musica. Ma la parte migliore, ciò che sento, è che tutta la famiglia si sedeva insieme e poi mia sorella o qualcun altro cantava, notate il rapporto. Poi lui dava quello che chiamate l’impulso, ci dava la percezione di: “Adesso, adesso arriva”.

C’è un tale rapporto in tutto tra i musicisti e il resto, e con questa distensione ognuno l’apprezza; è proprio come l’arrivo di onde su onde di un grande oceano, ed era quel tipo di cosa. E allora soltanto si può godere della musica. Ma se siete preoccupati del tempo, di questo e quello…  noi abbandoniamo tutto per ascoltare la musica. Ma se portate anche tutto quel peso con voi, a che serve ascoltare la musica? Dovete avvicinarvi alla musica dimenticando tutte queste cose, e allora ne gioite davvero interamente.

E ciò che sento oggi è che tutta la nostra famiglia di sahaja yogi gioisce di questo rapporto con lui e di tutta la bellezza di tutta la musica, è qualcosa di grandioso.

Ma notate che resa, sviluppate proprio il sentimento che ve ne deriva, sapete, come…

[La musica continua]


[1] Danza.  “….Ra vuol dire energia, come in Ra-dha: (Ra = Energia e Dha = Colei che sostiene). Sa vuol dire ‘con’.  Dunque quando eseguivano questo rasa non facevano altro che giocare con l’Energia, e così Lui puntava a dare un risveglio collettivo alla gente, a Gopa e Gopi…”  (Krishna puja 1992).

[2] La località dove si tiene questo puja, Hallowtree Ipswich, è sede di un grande campeggio scout in Inghilterra.

[3] Nodo di Vishnu.

[4] In questo libro, noto anche come il Bhavarthadpika, Jnaneshwara (o Dnyaneshwara, Jnanadev, 1275-1297), un santo marathi realizzato della stirpe dei Nath Panthi, tradusse la Bhagavad Gita in marathi con il suo commento. Nel VI capitolo, rivelò la natura della Kundalini.

[5] Nome dei membri della casta inferiore in India. Oltre che paria vengono chiamati anche intoccabili oppure dalit; Gandhi li definì ‘Harijan’, che significa ‘figli di Dio’.

[6] Nome originario: Krishna Consciousness, meglio conosciuto come movimento Hare Krishna.