Puja di Natale (Inglese/Hindi)

(India)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Puja di Natale

Ganapatipule (India), 25 Dicembre 1990


Oggi abbiamo la grandissima opportunità di celebrare la nascita di Cristo.

Egli nacque in una mangiatoia. Tutte queste cose, ossia il fatto che sia dovuto nascere in una mangiatoia, in una situazione difficile, erano già prestabilite per mostrare che se interiormente si ha la divinità, essa risplende di per sé, a prescindere dal fatto che si nasca poveri o ricchi o in situazioni difficili o problematiche.

Dato che il Cristianesimo ha preso una piega decisamente sbagliata e deviata, le persone non sono mai state in grado di comprendere il significato di Cristo. Per loro, l’immacolata concezione non è assolutamente possibile. La maggior parte della gente pensa che sia una specie di vicenda mitica.

In India, invece, crediamo nel fatto che Gauri abbia creato, con le Sue vibrazioni, Shri Ganesha il quale divenne la deità del Muladhara. Noi lo accettiamo, ma non è così in Occidente.

Loro non accetteranno mai una cosa simile perché la loro componente mentale è troppo sviluppata e li domina. Forse non sono antichi come gli indiani per comprendere che Dio è al di sopra di tutto. Persino il concetto di Dio è alquanto mentale.

Per giunta, il Cristianesimo, per come è stato, non ha fornito una guida corretta. Anzi, ogni volta che hanno fallito hanno detto: “È un mistero”. Ma per gli indiani è semplicissimo capire che per Dio tutto è possibile. Dopo tutto è Dio, è Dio onnipotente.

A causa di questa attitudine mentale, di gran lunga inferiore alla conoscenza del vostro Spirito, questa conoscenza superficiale di tipo comune, terreno, non potrà mai permettere ad una persona di accettare la grandezza di Dio.

Io avevo una “nonna”, era la zia di mio padre ed era solita raccontarci una bella storia riguardo a qualcuno che stava andando ad incontrare Dio. In India naturalmente tutti capiscono tutto questo, non diranno: “Come faceva ad andare ad incontrare Dio?”, ma lo accettano: “Bene, andrà ad incontrare Dio”.

Ebbene, lungo il percorso, lungo la strada trovò un tale che se ne stava seduto a cantare piacevolmente canzoni, bhajan a Dio, senza fare nulla, sul bordo della strada, e che gli chiese: “Oh, così stai andando ad incontrare Dio?”. “Sì, sto andando ad incontrarlo, hai qualche messaggio per Lui?”. “Sì, per favore, riferiscigli che io sto bene, ma dovrebbe procurarmi il cibo perché mi pare che ormai stia per finire”. Lui chiese: “Davvero vuoi che gli dica questo?”. “Sì, sì, per favore diglielo. Oh, lo farà di sicuro, tu però, per favore, diglielo”.

Poi proseguì ed incontrò un altro che stava a testa in giù [diciamo che, secondo lo stile cristiano, andava in chiesa ogni giorno ben vestito e ogni giorno cantava inni, ascoltava i sermoni del pastore o tutto ciò che dir si voglia; mentre nello stile indiano possiamo dire che si recava al tempio ogni giorno, stava a testa in giù][1], eseguiva ogni tipo di posizione yoga e altro, e che gli chiese: “Per favore vai a dire a Dio che io ho provato di tutto. Quando verrà ad incontrarmi? Vorrei vederlo. Vorrei avere il suo darshan[2]”. L’uomo rispose: “Va bene”.

Così arrivò da Dio e, dopo che ebbe finito di fare tutto ciò che doveva, Dio gli chiese: “Hai qualcosa da dirmi?”. Lui rispose: “Non molto, ma lungo il tragitto ho incontrato un tale che mi ha detto: “Faccio di tutto, ho provato di tutto: quando verrà ad incontrarmi Dio? Sto a testa in giù, eseguo anche ogni genere di posizione yoga e così via, vado anche in chiesa e alla moschea, prego, recito tutte le preghiere, ma quando verrà ad incontrarmi Dio?”.

Dio allora rispose: “Riferiscigli che deve fare qualcosa di più. Vedi, non è facile. Quando arriverà Sahaja Yoga vedremo”. (Risate e applausi)

L’uomo aggiunse: “Poi ce n’è un altro che stava lungo la strada, sai, e gioiva cantando canzoni. Quando, all’improvviso, mi ha visto mi ha detto: “Sai, il mio cibo ormai sta per finire, chiedi a Dio di procurarmelo”.

Dio disse: “Davvero il cibo è quasi finito?”. Immediatamente diede istruzioni: “Che cosa aspettate, perché non andate ad occuparvene? Il suo cibo sta per finire”. “No, no, Signore, è che abbiamo provveduto a tutto soltanto ieri”.

Egli disse: “Bene, bene, non importa”.

Costui non riusciva a capire, sapete, perché a quel tale che faceva tutti quei tentativi Dio dicesse di aspettare ancora, e fosse invece tanto colpito da quell’altro che si limitava a cantare canzoni a Dio e non faceva niente per cercare Dio.

Dio allora si rese conto che costui era in preda ad una specie di illusione, così gli disse: “Va bene, vai a riferire loro una cosa, la stessa cosa ad entrambi, e cioè: “Quando sono stato da Dio ho visto che ha fatto passare un cammello attraverso la cruna di un ago”. Lui chiese: “Davvero, devo dirglielo?”. “Sì, sì, diglielo e osserva la reazione”.

Quello partì. Incontrò il primo che gli chiese: “Che cosa ha detto Dio?”. Lui riferì che Dio gli aveva detto: “Aspetta finché arriverà Sahaja Yoga, allora ti incontrerò. Prima di allora continua a girare in tondo così”.

(L’altro rispose:) “Oh Dio, quando arriverà questo Sahaja Yoga? Ma prima o poi Egli verrà ad incontrarmi? Spero che prima o poi arrivi anche Sahaja Yoga”. Ed era piuttosto deluso. Poi chiese all’uomo: “Che cosa hai visto quando sei andato a vedere Dio?”. Lui rispose: “Sai, ho visto che ha fatto passare un cammello attraverso la cruna di un ago”.

E l’altro: “Che cosa? Ma come è possibile? È impossibile!” – allora era subentrato il mentale – “Com’è possibile che un cammello passi attraverso la cruna? Non è possibile, guarda la mole del cammello e la piccola cruna dell’ago. Come può passarci? No, no, no, no, tu mi stai solo raccontando una storia perché sei stato da Dio e così cerchi di metterti in mostra, tutto qui. Io non credo a tutta questa assurdità, tu mi stai solo raccontando delle bugie e non cercare di prendermi in giro”.

Lui allora andò dall’altro che stava mangiando beatamente lungo la strada. Gli chiese: “Come stai?”. “Oh, so che aveva provveduto prima che tu arrivassi là, so che, in ogni caso, era tutto a posto. Sai, Lui si prende sempre cura di me. E che cosa hai visto quando sei arrivato là?”. Lui rispose: “Ho visto che Dio Onnipotente faceva passare un cammello attraverso la cruna di un ago. È una cosa davvero straordinaria”.

E l’altro: “Che c’è di straordinario? Lui è Dio; lo sai che è Dio? Ti rendi conto che è Dio?! Dio può fare qualsiasi cosa. Può fare tutto!”.

Questo gli fece comprendere che, se si capisce che Dio è onnipotente… Onnipotente non significa che può spostare l’Himalaya in Maharashtra, non significa questo. (Risate)

Ma significa che Egli è onnipotente, nel senso che può fare le cose più sottili in assoluto e cose che il nostro cervello, questa componente mentale non può comprendere. Va oltre la comprensione di una mente umana.

Dio è questo. Egli è il Creatore degli esseri umani. Deve essere oltre noi, se è il Creatore. Se un vasaio modella un vaso, ciò significa che è oltre il vaso. Il vaso non può creare Dio… (si corregge) (anzi) il vasaio. E se il vasaio è l’artefice del vaso, significa che questo vaso è fatto da lui, deve essere qualcosa che è creato da lui, quindi lui deve essere molto più potente del vaso.

Ma è incredibile o, diciamo, oltre la comprensione degli esseri umani (i quali pensano): “Che Dio deve essere Colui che ha creato questo grandioso computer?”.

Diamo tutto per scontato. Noi non possiamo creare neppure una particella di argilla. Non possiamo creare nulla, gli esseri umani non sono in grado di farlo.

Certo, se c’è qualche pietra potete usarla per questa costruzione (indica davanti a sé), se c’è dell’argilla potete costruirci una casa. Ma sono tutte cose inanimate derivanti da materiale inanimato.

Ma sapete creare una candela che bruci i badha? Lo avete visto con i vostri occhi che davanti alla mia fotografia i badha bruciano. Siete in grado di farlo voi?

Ora, non si ha la minima idea di tutto il funzionamento complesso, del meccanismo delicato ed anche molto dinamico ed esplosivo; di come agisca per creare gli esseri umani, per creare tutto questo universo, per creare tutte questi meravigliosi fiori ed alberi e tutto il resto.

Guardate gli astri! Guardate quanti sono.

Fra tutti, Egli ha scelto questa Madre Terra per creare gli esseri umani. Come lo ha fatto? Quando desidera inviare Suo figlio può farlo come vuole.

Contestare persino questo è indice di una mente razionale decisamente immersa nel fango.

Accettarlo è dunque possibile soltanto quando ci sono dei santi, veri santi che vi dicono che questo è il modo (Immacolata Concezione, ndt) in cui Shri Ganesha nacque da Gauri.

Ma, per tuffarsi nella fede, quando venite in Sahaja Yoga iniziate a vedere avvenire dei miracoli; allora potete rendervi conto che avvengono questi miracoli e, se deve avvenire un altro miracolo, avverrà comunque. Noi non facciamo nulla, viene tutto fatto. E non ne dubitiamo.

Quando dubitate ritornate ad essere gli stessi esseri umani immersi nel fango.

Dico sempre che siete come fiori di loto ormai sbocciati. Non volate per aria, le vostre radici sono radicate qui (nella terra, ndt). Ma adesso siete fiori di loto ed è all’apice del loto che nasce il principio di Mahalakshmi.

Il principio di Mahalakshmi venne su questa terra come Sitaji, come Radha ed anche come Maria, la Madre Maria.

Si dice che Mahalakshmi sia nata dal mare. Qual è il significato di Maria? Maria significa… sapete, Marina significa mare. Lei nacque dal mare.

E poiché era Mahalakshmi in persona, poté creare un bambino (da sola): che c’è che non va? Lei poteva fare qualsiasi cosa, ed è questo il punto che dovete superare.

I cristiani devono superare questo Cristianesimo e comprendere che è un evento davvero straordinario che sia venuto su questa terra Cristo, che era l’incarnazione del principio di Ganesha.

Ganesha che diventa Mahavishnu è un evento davvero eccezionale che si dovrebbe cercare di comprendere.

Ganesha è il figlio di Shiva. Shri Ganesha fu creato per primo, prima della creazione di ogni altra cosa, di qualsiasi atmosfera, tutto, poiché Egli è l’Omkara, e l’Omkara rappresenta la prima separazione dell’Adi Shakti da Shiva.

Da quel suono, Tankar, come lo chiamano, ebbe origine Omkara ed Egli è l’incarnazione di questo Omkara. Questo suono è dunque Shri Ganesha, è il Suo potere, e fu creato prima e principalmente per creare santità, pavitrata.

In seguito alla creazione di questa santità, di questa pavitrata, fu creata ogni cosa nel mare di quella santità.

E poi Egli si incarnò come Cristo, ma come Mahavishnu; non come figlio di Shiva, ma come Mahavishnu. E chi è Vishnu? È uno zio di Shri Ganesha. Shri Vishnu è il fratello di Sua Madre. Quindi si può dire che Egli sia stato allevato da Maha-Vishnu[3] (grande Vishnu, ndt), ma che Mahalakshmi abbia adottato il principio di Shri Ganesha.

Sul grafico della Kundalini potete vedere che Shri Ganesha è connesso, sul lato sinistro, a Ida Nadi, e la Kundalini si trova al di sopra.

Ebbene, ciò che è accaduto è che Egli ha trasceso quell’aspetto e, se doveva venire per la redenzione, doveva venire come figlio di Mahalakshmi. Così fu Mahalakshmi che lo adottò o, in verità, dovremmo dire che lo concepì dentro di sé come Cristo, il quale divenne Mahavishnu.

Tutto è possibile nella famiglia di dei e dee, in quanto sono dei.

È oltre la mente umana comprendere come queste cose funzionino in quel regno. È molto difficile. Ma adesso avete avuto la realizzazione, potete sentirla nella brezza fresca, vi stanno accadendo tantissime cose nuove.

Quindi adesso credetemi, non esiste nessuna unione che non sia santa, tra dei e dee, nessuna unione profana. Non c’è nessun elemento umano in loro. Sono tutte entità divine, pure.

Una volta compreso questo punto capirete perché Shri Ganesha abbia dovuto accettare di essere un figlio di Mahalakshmi, di nascere da Lei come Cristo.

Egli infatti doveva venire a livello dell’Agnya e per la redenzione, in quanto Ganesha non svolge il ruolo della redenzione; infatti a quello stadio Egli esiste per (instaurare) l’innocenza, la santità, la saggezza o anche per distruggere la negatività. Ma Lui doveva salire (dal Muladhara all’Agnya, ndt): soltanto Lui, soltanto Ganesha poteva essere portato in questo chakra molto contratto che è l’Agnya chakra.

Ebbene, perché è contratto? È un concetto piuttosto scientifico di cui non vorrei parlare oggi. Ma doveva essere contratto, e continua a contrarsi sempre più, questo Agnya chakra: più pensiamo, più ci spostiamo sul lato sinistro o sul destro, (più) continua realmente a diventare così, proprio così (Shri Mataji mima con gli indici e i medi delle due mani un incrocio molto stretto, ndt).

Quindi, in quest’area sottilissima soltanto Cristo poteva essere stabilito, perché Egli è il più sottile in assoluto. È addirittura più sottile di un atomo, in quanto queste vibrazioni che si muovono con movimenti asimmetrici e simmetrici sono più sottili dell’atomo. E questo è persino più sottile. Dunque, in quella piccola area molto ristretta (indica l’Agnya, ndt) poteva (insediarsi) soltanto una personalità come Cristo che altro non è che purezza. In Lui non esiste altro elemento se non la purezza.

In tutte le altre incarnazioni sono presenti tutti i cinque elementi. Egli non ne ha nessuno. Egli è costituito unicamente di pure vibrazioni.

Per questo poté camminare sull’acqua, perché non esisteva nessuna massa nel Suo corpo, nessuna materia nel Suo corpo. Nessuna materia. Nessun elemento, ad eccezione del Chaitanya stesso.

Omkara diventa Ganesha nel fango o, si può dire, dalle scorie del corpo di Lei (Gauri, ndt). Soltanto Chaitanya: possiamo dire che, a livello di Ganesha, Chaitanya sia stato tenuto in quella forma, mentre non era più presente allo stadio di Cristo.

Però, l’intera rappresentazione della Sua morte e resurrezione fu inscenata in seguito, poiché Egli è l’unico responsabile della nostra resurrezione in quanto è la porta.

Egli è la via in quanto è Shri Ganesha.

Omkara è la via, ed Egli (Gesù, ndt) è la porta, ma non è la destinazione. La destinazione è Sua Madre. Neppure Mahalakshmi è la destinazione. Neppure Mahakali o Mahasaraswati. La destinazione dove dovete pervenire è l’Adi Shakti.

Tutte queste cose non sono mai state dette nella Bibbia poiché Egli poté vivere a malapena quattro anni di vita pubblica. Non hanno voluto neppure parlarne perché non lo sapevano, inoltre ci fu una evidente rimozione delle cose divine (in quanto) per quella gente sono tutte istituzioni commerciali, così come in India abbiamo istituzioni commerciali di ogni genere.

L’unico vantaggio è che in India la religione non è organizzata. Ringraziate Dio di questo. Loro invece hanno organizzato Cristo, hanno organizzato tutti i Suoi princìpi, qualsiasi cosa, e adesso Lo considerano un bravo essere umano. Che attestato da attribuirgli! (Risate).

Ebbene, oggi siamo qui per celebrare la nascita di Omkara. È qualcosa di davvero grandioso. Non so se riusciate a rendervi conto di questo, di cosa sia. Esso si muove in ogni cosa come anu[4], paramanu[5], ossia l’atomo, le molecole, in tutte le strutture chimiche, nelle leggi periodiche ed anche nella gravità; in ogni cosa che si muove c’è questo Omkara e le vostre vibrazioni non sono altro che Omkara.

In effetti nelle mie fotografie le vibrazioni sono apparse come Omkara. Sopra la testa della gente c’è scritto l’Omkara. Come accade che queste luci appaiano come Omkara? Com’è possibile che sulla testa dei sahaja yogi, sulla testa di tutti i sahaja yogi ci sia l’Omkara? O Allah in arabo, ed anche il mio nome, in arabo?

Chi lo fa? È Lui che fa tutto questo.

Quindi lo stesso Omkara assume una forma per fare delle cose per convincervi dell’Adi Shakti. È Lui che manovra tutti questi poteri.

Egli non entra nella fotografia, no, non lo fa, ma gioca un trucco. Dopo tutto vedete, se si entra nei dettagli, come si ottiene una fotografia? Attraverso la luce. La luce passa direttamente, in linea retta.

Ma se Egli vuole, può far passare la luce in un altro modo. Può trasformare la luce in qualcos’altro. Può fare tutto ciò che vuole. E lo fa per convincervi.

E ha detto: “Tollererò qualsiasi cosa contro di me, ma niente contro lo Spirito Santo”.

E questo Spirito Santo è l’Adi Shakti.

Senza di Lui non potete arrivare al Sahastrara.

Quindi, in tutto il gioco Egli è come il Sutradhara (Colui che tira i fili), il conduttore, colui che muove i fili in uno spettacolo di marionette.

È dunque molto importante pregare Shri Ganesha, ogni volta che celebriamo un puja, dobbiamo pregarlo; e così preghiamo il Signore Gesù Cristo. Ogni volta.

Senza il Suo buon auspicio, senza il Suo aiuto non possiamo praticare Sahaja Yoga. Egli è l’amministratore. Vedete, io sono seduta qui e Lui è il direttore. Se non ci fosse una amministrazione come potrei parlare qui (indica il microfono)?

Non potrebbe accadere niente. Ma Lui è così efficiente e non vedete mai che è Lui a far funzionare ogni cosa, a fare tutto.

[Fine della registrazione video]


[1] Questo brano fra parentesi è presente nella trascrizione originale ma non nel video, dove in corrispondenza di questo punto si nota una sorta di stacco/interruzione nella registrazione. Pertanto non se ne è potuta riscontrare l’esistenza/esattezza.

[2] Visione del Divino.

[3] “Nel Devi Mahatmya (Bhagavatam, ndt), se lo leggete, fu creato come Mahavishnu ed è anche detto molto chiaramente come all’inizio sia stato creato sotto forma di un uovo (…) Dunque, l’esistenza in principio si manifestò su questa Terra sotto forma di un uovo, che era Cristo: una parte fu mantenuta in quello stato e il resto fu usato dallo Spirito Santo, da Mahalakshmi, per creare con esso Cristo. In quell’antico testo Egli era chiamato Mahavishnu, ossia la forma più grandiosa di Vishnu. Di fatto, però, Vishnu è il Padre e Lui è il Figlio creato dallo Spirito Santo”. (Puja di Pasqua, Londra, 11/4/1982). “Quando gli fu data esistenza, questo uovo venne diviso in due, metà divenne MahaVishnu – cioè il Cristo – e l’altra metà rimase come Ganesha. E si racconta che quando MahaVishnu si manifestò, cominciò a piangere che voleva suo padre. Pensateci! Chiedeva di suo padre! Avrete visto che in tante raffigurazioni il Cristo ha sempre alzate queste due dita, l’indice e il medio. Nessun’altra incarnazione è ritratta in questa posizione, che mette in evidenza il vishuddhi e il nabhi. Attraverso questo gesto lui parla di suo padre, il re del nabhi, Vishnu, e di quell’altra incarnazione”. (Puja di Pasqua, Istanbul, 23/4/2000).

[4] Molecola.

[5] Atomo.