Shri Bhavasagara Puja

(Australia)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Shri Bhavasagara Puja

Brisbane (Australia), 6 Aprile 1991


Questa è la prima volta che celebriamo un puja a Brisbane e sono felice che in così tanti siano venuti qui da diversi luoghi.

Sapete che con il puja voi stimolate i chakra che sono in me, ricevete moltissime vibrazioni e acquisite subito un più alto grado di consapevolezza. Ottenete tutto questo, ma dopo un po’ di tempo mi dicono: “Madre, cadiamo nuovamente”. Dicevano anche: “Quando andiamo in India siamo a posto, ma al ritorno andiamo di nuovo giù”. Fortunatamente ora abbiamo un ashram, e questa è un’ottima cosa. Avere un ashram è di per sé una cosa molto positiva poiché è così che Ganesha si stabilizza qui. L’ashram è per una vita collettiva, ma una vita collettiva di spiritualità. Non si tratta semplicemente di vivere qui, ma è per la spiritualità. E dobbiamo comprendere alcune cose circa la disciplina che dobbiamo osservare, è importantissimo. Non è semplicemente una casa dove alcune persone si sono riunite per vivere insieme, ma deve esserci una disciplina. Soltanto allora sarete aiutati; perché se non venite all’ashram con questa intenzione di ascendere, non farà differenza che restiate a casa o andiate nell’ashram.

Ci sono due tipi di meditazione, due tipi: uno è quello che possiamo chiamare Antarmana, in cui meditiamo dentro di noi, per capire da soli ciò che è sbagliato in noi e come dobbiamo correggerlo, che cosa dobbiamo fare.

L’altro è Bahirmana, che rappresenta l’esterno, il modo in cui dobbiamo vivere all’esterno. Dovete avere una disciplina che non vi sia imposta, ma che avete accettato con gioia, e di cui siete permeati. Non so qui, ma in India per qualsiasi arte dovete sottostare ad un rigoroso tirocinio per acquisire un certo livello. Non potete muovervi a casaccio. Non potete prendere tutto alla leggera. In Sahaja Yoga non c’è tapascharya, non dovete fare penitenze, ci sono soltanto benedizioni; ma non ci si dovrebbe perdere in queste benedizioni, se dovete davvero addentrarvi profondamente in voi stessi.

Per Antarmana è importante che meditiate tutti, mattina e sera, ogni giorno. Va bene anche se non vi lavate i denti, ma dovete meditare. È importante. È questo il motivo per il quale noto che in Occidente la gente continua a prendere blocchi, si pulisce, e riprende i blocchi. Ogni volta che arrivo, trovo che qualcuno soffre di qualche condizionamento o qualche baddha, o altre volte è l’ego o altro. È qualcosa che va e viene. Non è qualcosa che è scomparso per sempre. Così come dobbiamo fare il bagno ogni giorno, così come dobbiamo lavarci ogni giorno, allo stesso modo dobbiamo purificarci interiormente. Potete chiamare la meditazione Antarmana tapa. Ma non è neppure una tapa. Voi non dovete recarvi sull’Himalaya e starvene seduti lì. Dovete semplicemente fare la meditazione la mattina presto.

Direi che il metodo Sahaja Yoga funziona meglio in Germania e in Austria, in queste due nazioni; ed anche in Inghilterra, ma non fino a questo livello. Direi che quelle che funzionano meglio sono queste due, e la terza è Roma. Anche loro hanno ashram dello stesso tipo, ma per loro è molto importante ascendere ai più alti livelli di Sahaja Yoga. Nel modo più assoluto. Niente è più importante.

Invariabilmente, in tutti questi ashram ho visto che si alzano alle quattro – anch’io mi alzo ogni giorno alle quattro; poi posso dormire più tardi, ma alle quattro sono in piedi – fanno il bagno, si preparano per il puja, dopo si siedono e fanno cinque, dieci minuti di puja alla fotografia e poi meditano. Poi vanno a fare colazione. E quando tornano a casa dal lavoro, anche allora si siedono insieme a meditare – questa è la parte collettiva – o discutono di ciò che occorre fare, di come si deve diffondere Sahaja Yoga. Parlano solo di Sahaja Yoga, oppure decidono che cosa occorre fare, qual è il modo migliore per risolvere i problemi di Sahaja Yoga. E poi, la sera, prima di andare a dormire, invariabilmente tutti, tutti, dal primo all’ultimo, anche i bambini, prima di dormire fanno il pediluvio, siedono in meditazione e poi vanno a dormire. Ecco perché trovo che l’Austria è cresciuta così bene. Ed anche i tedeschi. Sapete, i tedeschi sono così: se qualcosa entra nelle loro teste, quella per loro è la cosa principale. Non sono incostanti. Non scendono a compromessi su questi punti. E fanno lavorare sodo il proprio corpo.

Ora, qual è la tapa, la penitenza, in questo? Che il nostro corpo è abituato ad un certo tipo di vita. Anche in India siamo tutti così. Si alzano tutti al mattino e fanno il puja o la meditazione. Insomma, non c’è bisogno di dirlo, non occorre dirlo. Perché in India si fa così per tradizione: quando si alzano fanno sempre il bagno, fanno sempre il puja, tutti. Anche se sono cristiani si siederanno a pregare. I musulmani faranno namaz. È una consuetudine e il modo di educare la famiglia.

Qui noto che i genitori non si assumono la responsabilità di insegnare ai figli a disciplinare se stessi, poiché i bambini sono anche molto aggressivi. Non vogliono saperne. Così i genitori non osano dire: “È per il tuo bene, fai così per favore, è meglio che mediti”.

Temono di poter perdere i propri figli dicendo loro: “Prega” o “Alzati a quest’ora”. Voi non osate dire loro di alzarsi ad una certa ora. Il più grave crimine dell’Occidente è dire: “Dovete alzarvi alle quattro”. È la punizione peggiore.

Ma quando comincerete ad alzarvi presto al mattino vi abituerete, e poi andrete a dormire prima, potete andare a dormire prima. Alzarvi presto al mattino, vi aiuterà veramente per tutto il giorno. Quindi iniziate questa pratica. Dovete meditare ogni giorno. Questo è il motivo per cui, ogni volta che arrivo, trovo che le persone hanno ancora dei blocchi, che qualcosa è andato storto; che questo non va, quello non va. Sono bloccati qua è là. Perché? Voi dovete crescere giorno dopo giorno. Di giorno in giorno dovreste arrivare ad un livello molto più elevato. E questa nuova cultura deve entrare in noi, perché siamo sahaja yogi e non siamo qui solo per mangiar bene, divertirci o fare piacevoli riunioni; ma siamo qui per diventare quelle uniche personalità necessarie per elevare l’umanità ad un livello superiore. Ora dovete, quindi, essere responsabili di voi stessi, dovete prendervi cura di voi stessi e dire a voi stessi: “Signor Tal dei Tali, signora Tal dei Tali, ora per favore comportati bene”. Diversamente Sahaja Yoga è sprecato per voi. Non vi sarà di molto aiuto. Magari aumenteremo di numero, ma ci mancherà la qualità. E un solo attacco di negatività può distruggere questa quantità numerica che riteniamo elevatissima. È già accaduto una volta.

Perciò ora dovete sviluppare tutti la dedizione verso voi stessi per scoprire qual è il vostro problema e come dovete correggerlo. Se lo farete ogni giorno, posso assicurarvi che non avrete nessun problema. I vostri pensieri si fermeranno, i vostri problemi si risolveranno e non avrete blocchi poiché li avrete eliminati. Se invece ve li lasciate  dentro, essi cresceranno e aumenteranno. Quindi non dovrebbe esserci alcuna letargia riguardo alla meditazione; anzi, dopo un po’ di tempo inizierete a farla con gioia. Non vi sentirete felici se non l’avrete fatta. Ma all’inizio dovrete spronarvi e dire a voi stessi che il corpo deve essere purificato.

Ma più del corpo devono essere corretti la mente e l’intelletto, entrambi. Per essere uno strumento di Dio dovete essere perfetti, personalità perfette; diversamente potremmo non essere in grado di comunicare il messaggio di Sahaja Yoga nel modo corretto. Molti dicono: “Noi siamo arresi a Madre, ci rimettiamo a lei e la nostra resa farà tutto”. Ma che cosa state rimettendo? Un cuore puro, oppure un cuore pieno di cose sbagliate di ogni genere? È un’intelligenza pura di livello sublime? Oppure state manifestando tutta la vostra arroganza? Sebbene il Gange di Sahaja Yoga stia scorrendo, voi dovete ancora acquistare la profondità di un’anfora. Una pietra non può attingere acqua. È lo stesso con i bambini. Ovviamente, visto che andranno in India, sono sicura che svilupperanno abitudini corrette e corretti metodi di meditazione.

È ovvio che in Occidente non abbiamo mai avuto il senso della Divinità. Qualsiasi cosa abbiamo avuto, qualsiasi cosa abbiamo ricevuto dalla chiesa o da qualche sinagoga o altro, si limitava alla domenica; per un musulmano si limitava al venerdì; e finiva lì. Ma questo non li ha portati da nessuna parte. Perciò noi dobbiamo fare qualcosa. I problemi si risolveranno all’istante. Non dovete sedervi in contemplazione e preoccuparvi di come risolverete i vostri problemi. Essi si risolveranno. Ma quelle che non riescono a risolversi sono le abitudini che avete sviluppato, le abitudini letargiche.

Posso capire se a Londra la gente è letargica, ma loro non lo sono. Sono diventati grandissimi lavoratori, attivi ed anche dedicati. Come ci sono riusciti? Semplicemente rendendosi conto che la dedizione determina tutta la purificazione e tutti i poteri. Ora, se questo strumento (il microfono, ndt) non fosse pulito, non potreste neppure sentirmi. Sarebbe inutile. Quindi il nostro strumento deve essere perfetto per manifestare Sahaja Yoga. Se non lo è, tutti i difetti possono avere effetti doppi: il primo danneggia voi, che non potrete mai provare il pieno vantaggio di Sahaja Yoga; e il secondo effetto colpisce le persone che vi incontreranno, e che a poco a poco scopriranno che c’è qualcosa di sbagliato in voi. Diranno: “Questo Sahaja Yoga è una specie di follia repressa, perché io non trovo niente di grandioso in questa persona. È a metà strada fra qui e là”.

Quando inizierete ad addentrarvi più profondamente nel vostro essere, sarete sorpresi di riuscire a sviluppare capacità tali da stupirvi di voi stessi. Certo, ci sono le benedizioni, ci sono miracoli, ma pensate alle vostre capacità. Quali sono? Fino a che punto siete in grado di fare qualcosa per curare la gente? A Bombay abbiamo poche persone e a Puna pochissime, ma sono disponibili a curare. Alcune vanno nei villaggi. Ora mi hanno chiesto di dar loro una jeep per poter organizzare una festa musicale nei villaggi, dove cantare e creare un numero maggiore di sahaja yogi. Ma al ritorno, di giorno o di notte, immergono subito i piedi nell’acqua davanti alla fotografia.

Inoltre, per proteggervi, dovete darvi sempre un bandhan. Non dovreste dire: “Ora sono a posto”. Non dovreste dire: “Sono perfetto”. Non dovreste dire: “Ora sono un sahaja yogi”. Mai, non pensate mai così. Nel momento in cui cominciate a pensare di essere perfetti, siete finiti. Quindi, prima di uscire, dovete darvi un bel bandhan. Anche prima di dormire dovete darvi un bel bandhan. Portate l’attenzione al vostro Sahasrara e poi dormite.

È davvero sbalorditivo il modo in cui le cose funzionano. Vi renderete conto subito se una persona medita o no, immediatamente. È come chi abbia fatto il bagno ad un bambino: ha fatto il bagno al bambino ma lui non lo ha fatto. Potete scoprire la differenza tra i due.

Allo stesso modo, a chi medita ogni giorno, mattina e sera, non è necessario molto tempo. Vedete, noi sciupiamo tutto il nostro tempo in qualcosa di assurdo. Quando vi è una completa comprensione di voi stessi e una completa comprensione delle vibrazioni, soltanto allora potete usarle nel modo giusto. Tutta questa conoscenza è per voi. Come sapete è assolutamente gratuita, e tutta questa maestria può essere vostra. Quindi non accontentatevi: “Bene, oggi è domenica, andiamo in chiesa, prendiamo il libro degli inni, cantiamo questo inno numero tot, poi ci sediamo, ci alziamo e ci sediamo”. E tornate a casa proprio come prima.

Oggi dunque ho pensato proprio di dire a tutti voi che dovete sviluppare la profondità interiore. E se non riuscirete a sviluppare questa profondità, rimarrete mediocri. In effetti tutti i grandi segreti sulla Dea o i suoi poteri non erano mai stati rivelati a nessuno in questo modo. Mai. Soltanto quando avessero reso completa la loro unione –  direi l’idea completa, la piena comprensione dell’unicità di Dio e della vostra relazione con Lui, nel modo più assoluto;  ma nessuno avrebbe fatto nulla prima di questo.

Ora i tempi di Sahaja Yoga sono così semplici che appena ottenete la realizzazione, potete subito iniziare a dare la realizzazione agli altri. Subito. Proprio sotto le vostre mani vedete la Kundalini che si muove. Mettete la mano sulla testa di qualcuno e vi accorgete che quella persona ha ottenuto la realizzazione. È un dato di fatto. Funziona proprio così. Ma per molti questo significa: “Oh, non occorre fare nulla. Dopo tutto ogni cosa è fatta da Madre. Noi abbiamo semplicemente acquisito qualcosa”. Voi potete sempre capire che Madre può far funzionare soltanto un ottimo strumento, e non uno strumento fragile. Adesso abbiamo alcuni grandissimi sahaja yogi che sono entrati molto in profondità. Invariabilmente, ogni volta io li interroghi, mi rispondono: “Madre, noi la veneriamo ogni giorno. La veneriamo mattina e sera. Ogni giorno. Immergiamo i piedi in acqua e ci sediamo davanti alla Sua fotografia e veneriamo la Sua fotografia, oppure anche al mattino facciamo qualcosa del genere”. E, sorprendentemente, potete riconoscerli subito. All’aeroporto possono esserci seicento persone, ma io so subito chi ha meditato ogni giorno.

Ora sta a noi. Pratichiamo Sahaja Yoga da più di vent’anni ed ora stiamo entrando nel ventunesimo anno. Ma io sono pronta; sapete, è così, perché allora era il 1970 (inizio di Sahaja Yoga, ndt) ed ora siamo arrivati al 1990, quindi sono passati tutti questi anni (venti); più uno, 1991. Abbiamo avuto tanto tempo. Certo, voi non avete avuto la realizzazione a quel tempo. Ma in qualsiasi momento l’abbiate avuta, io non ho giudicato a che livello foste. Ho detto: “Prima facciamo in modo che abbiano la realizzazione”. L’hanno ottenuta. Così, una volta ricevuta la realizzazione, la gente che ha sentito veramente la responsabilità ci si è dedicata dal primo giorno, dal primissimo giorno. Io non ho dovuto dirglielo. Non sto parlando degli indiani, sto parlando degli altri. Ed hanno fatto, hanno mostrato uno straordinario miglioramento, straordinario.

Dall’India vi abbiamo mandato ragazzi e ragazze, proprio perché sappiate che anche loro possono aiutarvi in Sahaja Yoga. Questo può esservi indubbiamente di aiuto. Dovete avere le persone giuste; e vi stupirete di come sono, che possono insegnarvi tutto e non si preoccupano minimamente del proprio ego. Non c’è ego, per niente. Così, voi non ottenete tutto questo per il vostro ego. Lo acquisite perché siete ricercatori ed ora siete diventati sahaja yogi.

Occorre comprendere che non è qualcosa di paragonabile ad un vantaggio in termini di denaro o di potere, o altro. Perché se non meditate, la vostra attenzione andrà su queste cose. Immediatamente vi metterete a pensare: “Riuscirò a diventare leader?”. Altrimenti: “Dovrei screditare il leader? Come posso insultarlo? Come posso lottare per questo? Come posso farlo? Come posso riuscirci?”. Cercate anche di insultarlo. Se non è possibile, talvolta potreste ricorrere alla violenza, alla collera, perché non siete ancora, direi, molto evoluti, molto maturi, molto più saggi.

Così ora ciò che dovete fare è… nel primissimo istante quando vi alzate al mattino, per prima cosa, dite: “Vediamo un po’, qual è la mia responsabilità come sahaja yogi?”. Dopo qualche tempo comincerete a gioirne, poiché vi procurerà poteri ed esperienze davvero straordinari. Adesso, quindi, sedetevi (a meditare, ndt) con mente veramente umile e per prima cosa dite: “Madre, se ho ego, per favore allontanalo; Madre, se ho qualche condizionamento, per favore allontanalo; perché io sono un vero ricercatore e non voglio tutto questo”.

Ma se non meditate, questo signor Ego si insinuerà segretamente in voi; allora potreste cercare di diventare leader, o tenterete di dominare in qualche modo, farete qualche stupida azione dell’ego, come ne abbiamo tante in Sahaja Yoga.

Se le scrivete, non riuscirete a smettere di ridere. Così per stare in guardia, per proteggervi, direi che l’unico modo è meditare mattina e sera ed anche mantenervi in un bandhan completo. Il vostro è un ruolo molto rilevante ed un tempo molto importante, importantissimo. Voi non ne avete idea, ma nella storia della spiritualità nessuno poteva fare tutto quello che potete fare voi.

Perciò, se praticate davvero Antarmana; se veramente guardate dentro voi stessi; se mentre meditate osservate voi stessi, i vostri chakra e tutto il resto, allora scoprirete l’introspezione: “Perché sono così?”. Separatevi da voi stessi, cercate di capire da soli: “Perché sono così? Perché ho fatto così? Perché penso così? Chi sono io?”. Nel rispondere a queste domande capirete tutta la vostra qualità, il vostro valore.

Io non so quanto dovrei sottolineare, quanto ancora sia necessario sottolineare l’importanza della meditazione quotidiana. Vedete, ogni giorno la pubblicità bombarda continuamente la vostra testa: “Compra questo, compra quello, compra, compra, compra, compra, compra”. E funziona. Allo stesso modo, ogni giorno dovete bombardare voi stessi: “Ora, la meditazione. Medita. Fai la meditazione”.

Allora vi sorprenderà che, quando uscirete fuori e vedrete qualcosa di molto bello, entrerete subito in consapevolezza senza pensieri. Non dovete fare niente. Appena incontrerete un sahaja yogi, entrerete immediatamente in consapevolezza senza pensieri, voi e l’altro, tutti e due. Di ogni cosa iniziate a gioire in modo molto diverso. E nascono sentimenti così meravigliosi, si crea una sicurezza così meravigliosa che siete sorpresi: “Come ho fatto ad essere così? Come ho potuto sentire questa sicurezza esprimersi in modo così splendido?”. È semplice, perché se ogni giorno siete puliti e lavati, allora prima di toccare ogni cosa state attenti a non sporcarvi di nuovo. Se c’è un sari sporco, tutto sporco, che ci siano due macchie o cento macchie non fa differenza. Ma quando è tutto pulito, allora potete preoccuparvi anche della più piccola macchia, perché la vedranno tutti. Allo stesso modo, se non vi purificate ogni giorno, non capirete cosa c’è di sbagliato in voi.

Mi auguro che presterete la massima attenzione a ciò che ho detto qui oggi, con la massima attenzione al vostro essere interiore che si proietta all’esterno, come testimoni di voi stessi. Osservate il vostro modo di parlare con gli altri: “Perché dovrei parlare in questo modo? Che bisogno c’è di farlo?”. E allora comincerete a capire che, dietro tutto questo, c’è ancora qualcosa di strano nel vostro cervello, e questo cervello deve essere corretto. È importantissimo.

Ora, in ultima analisi dovremmo cercare di capire: “Che cosa ho fatto di buono per Sahaja Yoga?”. Possiamo anche scoprire perché non siamo stati all’altezza di Sahaja Yoga. Se riuscirete a farlo, scoprirete: “Fin dove sono arrivato con questi poteri di diffondere Sahaja Yoga? Fin dove posso arrivare?”.

È davvero straordinario perché, come vi ho già detto, in Austria abbiamo dei ragazzi che stanno facendo continue ricerche su Sahaja Yoga. Hanno letto il libro di Adi Shankaracharya che io non ho ancora letto. Hanno letto di tutto per capire a che punto sono, e di conseguenza hanno continuato ad andare molto, molto in profondità nel proprio essere. Ma, continuando a sviluppare sempre maggiore profondità, vi stupirete che più diverrete profondi, meno lo esibirete, non ne farete sfoggio. È qualcosa che emanerà semplicemente.

Come una volta che un signore venne a casa mia e mi dissero: “Madre, è entrato qualcosa di rinfrescante. È come se fosse entrato qualcosa di rinfrescante. Sì, sì. Sta arrivando del fresco”. Lui non aveva detto nulla, non aveva fatto nulla: stava semplicemente entrando in casa. “E’ entrato qualcosa di fresco”. Lo avete proprio sentito.

È come andare nella foresta e trovare un silenzio assoluto. Neppure gli uccelli cinguettano. Sanno che c’è una tigre appostata lì. La tigre non fa nulla, magari sta dormendo, poveretta. Ma tutto il luogo è intimorito dalla sua presenza. Allo stesso modo un sahaja yogi: si distinguerà ovunque. Guardate questi santi: non sapevano neppure alzare la Kundalini, ma erano persone purissime. Non hanno mai alzato la Kundalini di nessuno, non hanno mai dato la realizzazione a nessuno, ma erano persone purissime. Non era rimasta in loro alcuna impurità. E così, quante cose sono riusciti a produrre: che poesie, che opere, che pensieri spirituali, che massime! Che straordinaria profondità in tutto ciò che hanno fatto, quale straordinaria efficacia!

Bene, noi siamo qui per conseguire la nostra spiritualità, non per guadagnare denaro, non per guadagnare posizioni, poteri; niente di tutto questo. Noi siamo qui per acquisire la nostra spiritualità e in questa spiritualità c’è tutto.

C’è ogni soddisfazione, ogni cosa. Avrà un effetto sui bambini. Avrà effetto sull’ambiente circostante, in ogni modo, e sulla personalità. Non è qualcosa che si fa individualmente ma in modo collettivo. La collettività dovrebbe apparire bellissima. Quindi nell’ashram dovreste fare una meditazione collettiva.

In Austria la fanno la mattina presto, alle quattro, collettivamente. Sanno quanti sono presenti e quanti mancano, e quant’altro. Ma io ho detto: “Non puntualizzatelo. Vediamo”. Quando quelli che hanno meditato in questo modo raggiungono un livello molto elevato, gli altri iniziano a seguirli.

Quindi non pensate agli altri, a che ora si sono alzati. (Dite a voi stessi, ndt:) “Si tratta di me; devo badare a me stesso”. È molto egoistico, swa. Dovete conoscere il significato di swa – ossia egoismo –  e quando ne conoscete il (vero, ndt) significato, non vi preoccupate di qualunque cosa chiunque possa dire, di qualsiasi cosa possa cercare di fare. Supponiamo che vostro marito sia strano: “Non importa, cambierà”. Se vostra moglie è strana: “Non importa, cambierà”. Non è niente di importante. Per voi la cosa più importante da fare è questa; e tutti coloro che hanno pensato e agito così, sono stati superiori a tutto. Niente può abbatterli.

Oggi pertanto è il primo giorno a Brisbane. Vi benedico tutti affinché abbiate questa idea completa di voi stessi, del perché siete su questa terra e di quale grande lavoro dovete compiere. Ciascuno di voi ne è capace. Ciascuno di voi può riuscirci, ma vi esorterei ad assorbire dentro di voi queste qualità che già ci sono. Anzi, non direi assorbirle, ma manifestarle. E quando inizierete a manifestarle, osservate il vostro temperamento.

Penseremo noi ai vostri bambini. Non preoccupatevi.

Che Dio vi benedica.