Secondo Programma Pubblico

(India)


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(SOTTOTITOLI DA REVISIONARE)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Secondo Programma Pubblico

Madras (India), 7 Dicembre 1991


Mi inchino a tutti i ricercatori della verità.

Ieri, proprio all’inizio, vi ho detto che la verità è quello che è. Se non abbiamo trovato la verità, dovremmo essere umili e onesti al riguardo, perché la verità è per il nostro bene, per il bene della nostra città, della nostra società, del nostro Paese e dell’intero universo.

È un tempo veramente speciale questo in cui tutti voi siete nati, nel quale le persone devono ottenere la realizzazione del sé. Questo è il Tempo della Resurrezione descritto nella Bibbia, è il tempo di Qiyama descritto da Maometto. È un tempo veramente speciale, nel quale Nala, come sapete, Nala damayanthi akhyan: Nala dovette affrontare Kali. Egli era molto arrabbiato con Kali e gli disse: “Tu hai distrutto la mia famiglia, hai distrutto la mia pace e getti le persone nel bhram, nelle illusioni, per cui è meglio che ti uccida”. Sfidò Kali dicendo: “Dovresti essere distrutto per sempre”.

Allora Kali disse: “Va bene, lascia che ti spieghi il mio mahatmyam[i]. Lascia che ti dica perché è importante che io esista. Se ti convincerò, smetterai di cercare di uccidermi, altrimenti potrai farlo”. Così disse: “Tutti quelli che oggi ricercano la verità, che cercano la loro realizzazione del Sé, Atma sakshatkara, che vanno per giri e kandara, ossia per monti e valli, cercando Dio in tutto il mondo, queste stesse persone nasceranno come gente comune durante il Kali Yuga. Ci sarà bhram, senza dubbio, la gente sarà immersa in sabhram. Ci sarà l’illusione, e ci sarà confusione, e sarò sicuramente io a crearle; ma sarà soltanto grazie a questa confusione che queste persone comuni cercheranno la verità. Ecco perché sarà quello il tempo in cui otterranno Atma sakshatkara (realizzazione del Sé).

Vi sono state molte profezie nei nostri shastra riguardanti questo periodo, ma in particolare fu Bhrigu Muni nel Nadi Granth a descrivere questi tempi. Se confrontate i suoi scritti con il tempo attuale, corrispondono esattamente. Tutto ciò sarebbe accaduto dopo la morte di Raghwindra Swami, e sta accadendo adesso. È molto importante che voi comprendiate che Raghwindra Swami è stato in questa zona e lavorò molto, ed ora è arrivato il momento di completare la sua opera; ed anche di Ramana Maharshi. Loro non sapevano come spiegarlo alla gente, allora si rifugiarono nel maunavart[ii]. Gente come Gyaneshwara, all’età di ventitré anni, scriveva cose meravigliose come l’“Amrutanubhav” un libro che ritengo sia il massimo in tema di spiritualità. Loro dovettero entrare nello stato di samadhi alla giovanissima età di ventitrè anni, perché nessuno cercò di capirli. A causa di tanto ritualismo, di tanti condizionamenti, di tante letture, nessuno aveva interesse a sapere di cosa stessero parlando. Tutti pensavano di sapere tutto ed avevano questa sorta di soddisfazione. Kabira ha detto: Kaise samjhaun, sab jag andhaa – “Come potrò spiegare? Tutto il mondo è cieco”.

Ma questo è ciò che dobbiamo ottenere nella nostra evoluzione, ciò in cui dobbiamo tuffarci. In tutte le scritture si dice di diventare lo Spirito; non solo in India, dappertutto. Se prendete il Tao o lo Zen, se leggete la filosofia ebraica o cristiana, o quella islamica, dappertutto è detto che dovete diventare il vostro Sé, che dovete avere la conoscenza del sé.

Naturalmente lo hanno detto tutti. Ma a coloro che sono a capo della religione o degli affari, facendo denaro o garantendosi potere grazie ad essa, alla gente che usa la religione per il denaro o per il potere, questo non è piaciuto, per cui hanno detto: “Sono eretici. Questa è una bestemmia. Costoro non hanno alcuna conoscenza particolare”. E così hanno punito queste persone, le hanno fatte soffrire, le hanno torturate. Ma ora è arrivato il momento per tutti i ricercatori di ottenere la realizzazione del Sé, Atma sakshatkara.

Ieri vi ho spiegato come ciò funzioni mediante il risveglio della Kundalini. Sulla Kundalini sono state scritte assurdità di ogni genere che non sono vere. Io sono vostra Madre, vi dirò la verità, non vi dirò menzogne. Anche se non vi piace, lasciate che ve lo dica, perché è a vostro vantaggio, per il vostro bene, per il vostro hita.

Quando la Kundalini sale, attraversa i vostri differenti centri – che sono centri sottili – e li nutre; infine attraversa l’area dell’osso della fontanella e vi connette con il potere onnipervadente, che noi non conosciamo. A quel punto, dalle vostre mani percepite le vibrazioni, che sono chiamate Chaitanya lahari. Adi Shankaracharya le ha chiamate Saundarya lahari, perché grazie ad esse potete giudicare saundarya[iii]. Le ha descritte in modo ammirevole. Ma quanto lo hanno tormentato – pensate, una persona come Adi Shankaracharya; insomma, non so cosa dire: colui che ha svelato tali segreti riguardanti la Madre, che ne ha fatto queste descrizioni grandiose fu torturato, per che cosa? Che cosa aveva fatto di male per essere torturato? Ora noi dobbiamo sostenere la verità e dobbiamo dire: “Madre, dobbiamo avere la verità, la verità e nient’altro”.

Vi ho detto ieri che l’Atma è il riflesso di Dio Onnipotente nel nostro cuore. In questi giorni di condizionamento scientifico, si tratta di qualcosa di nuovo, al di fuori del “dharmico” condizionamento scientifico secondo il quale ogni scienziato pensa di sapere tutto. Non sanno niente, credetemi. È assurdo. Ora avete visto tanti scienziati presentarsi a parlarvi di Sahaja Yoga. L’hanno accettato perché lo hanno sperimentato. Ho detto loro che il Muladhara chakra, il primo chakra, è composto di atomi di carbonio, perché è costituito di Prithvi (terra) tattwa. E se fotografate l’atomo di carbonio e ne ricavate un modello e poi lo fotografate da sinistra, diciamo, ne vedrete la parte destra, e vedrete proprio raffigurato l’Om. Se poi lo osservate da destra, sulla sinistra vedrete una svastica. Ma se lo guardate dal basso verso l’alto, vedrete una croce.

Devo proprio dirvi che un certo dottor Worlikar, un medico molto famoso, il quale non si è visto assegnare il premio Nobel, forse perché era indiano, ha effettuato degli esperimenti con altri tre o quattro scienziati sahaja yogi, giungendo a questa conclusione. È così. Gli scienziati hanno una conoscenza molto limitata, perché vedono le cose dall’esterno. Con Sahaja Yoga si parte dall’interno. E tutti dicono la stessa cosa perché… ora mi vedete qui in piedi con indosso un sari bianco con un bordo rosso: lo sanno tutti, tutti lo percepiscono, non occorre che ve lo dica, lo sapete, lo vedete, vedete che è così; ma una volta ottenuta la realizzazione, qualsiasi cosa percepiate sulle vostre mani è sentita dagli altri nello stesso modo. Anche se prendete dieci bambini, li bendate e chiedete loro: “Di cosa soffre questo signore?” – loro non sanno se si tratti di un uomo o di una donna, hanno gli occhi bendati – mostreranno un dito, supponiamo sia questo. Ciò significa che il suo Vishuddhi è in cattive condizioni. Chiedete alla persona: “Soffre di problemi di gola?” – “Come fate a saperlo?”. Lo sappiamo perché questo è il dito di Shri Krishna, che corrisponde alla sede di Shri Krishna, ossia la gola. Tutto si collega. La mitologia non è tutta assurda. Il novanta per cento corrisponde esattamente alla realtà. Naturalmente vi sono penetrate alcune assurdità, ma il novanta per cento della mitologia, della cosiddetta mitologia, è assolutamente reale.

Noi andiamo nei templi pensando: “Questo è un tempio, è un’ottima cosa andarci”, e così via. Ma non sappiamo ciò che stiamo facendo, come stiamo pregando, chi stiamo pregando, cosa sono queste deità, come lavorano dentro di noi, dove risiedono dentro di noi, qual è il loro compito, come compiacerle. Non sappiamo niente; ma se chiedete a questi stranieri (sahaja yogi occidentali, ndt), loro sanno tutto. Innanzitutto, non ne possono più del Cristianesimo, e questa è una cosa. Si sono proprio stancati di tutte le assurdità che hanno scoperto perché sono molto intelligenti, potete vederlo, ed il loro condizionamento era molto inferiore. Quindi hanno cominciato a pensare: “Dopo tutto, non sappiamo perché facciano così”. A quel punto erano proprio pronti.

In quel periodo abbiamo esportato molti falsi guru; le esportazioni verso l’Occidente erano di falsi guru. Grazie a Dio noi siamo salvi, siamo poveri – questa è una benedizione. Così, molti falsi guru sono andati laggiù e hanno fatto molti soldi, ed anche qui ne abbiamo avuti parecchi.. Insomma, noi siamo proprio bravi in questo, nel creare molti falsi guru. Ed essi hanno ingannato le persone, una dopo l’altra, e hanno fatto un sacco di soldi. È tutto finalizzato al denaro.

All’inizio è stato molto difficile per me, in quanto tutti loro si scagliavano con grande foga a combattermi, perché avevo detto che non si può prendere denaro in nome di Dio – era troppo. “Come può lei dire che non si può prendere denaro?”. Ma ora va meglio. Uno dopo l’altro, sono stati tutti smascherati ben bene, e altri lo saranno. Non è necessario che vi parli di loro, saranno smascherati, uno ad uno. Se c’è luce, tutte le tenebre debbono dissolversi, e tutto quello che c’è deve essere svelato.

Così tutti hanno le stesse percezioni, non c’è alcuna discussione al riguardo, perché lo Spirito è il riflesso di Dio Onnipotente, di un unico Dio, il riflesso di Sadashiva. Sadashiva, che è il testimone del lavoro della Madre Primordiale, l’Adi Shakti, osserva il gioco, osserva semplicemente. Dentro di voi, Egli osserva tutto in quanto Atma, ma non entra nella vostra attenzione, è lì. E la Sua attenzione è limitata soltanto perché Egli non deve in nessun modo interferire con la vostra libertà. Così se ne sta in disparte, osservando semplicemente. Questo è ciò che si intende per “auto”. Quando diciamo “sistema nervoso autonomo”, questo auto è lo Spirito.

Esso è il riflesso di un unico Sadashiva. Naturalmente tutti i riflessi debbono essere uguali, i loro effetti debbono essere uguali. Certamente, prima della realizzazione è un riflesso su una pietra, possiamo definirlo così, o su un muro, o su qualcosa di opaco. Ma dopo la realizzazione, diventate riflettori, bellissimi riflettori, ed esso vi riflette. E ognuno riflette la stessa cosa. Così l’ effetto di Atma sakshatkara è lo stesso su ogni persona: all’inizio si comincia a sentire questa brezza fresca sulle mani, poi uscire dall’osso della fontanella Tutti sentono la stessa cosa. Poi cominciano a percepire questi centri e a scoprire ciò che non va. Inoltre, ognuno diventa consapevole senza pensieri, è il primo stadio che chiamiamo nirvichara samadhi. Funziona istantaneamente.

Potreste dire: “Madre, è molto difficile. Come può accadere? Le persone dovevano andare sull’Himalaya”. Va bene, non importa, voi non dovete andarci. Quei giorni sono finiti. Dopo tutto, la civiltà, questo albero della civiltà è cresciuto così tanto che le sue radici devono essere sviluppate, altrimenti tutta la civiltà sarà finita. Questa è la conoscenza delle radici, e questo è il motivo per cui, per ottenere questa conoscenza, dovete diventare più sottili, sukshma. Ciò è possibile soltanto quando la Kundalini sale e attraversa l’osso della fontanella connettendovi all’Energia onnipervadente dell’amore di Dio.

La prima cosa che sentite è la consapevolezza collettiva, poiché tutti sono lo Spirito. Così potete percepire un altro Atma, potete percepire un altro Atma, potete percepirne un altro. Potete sentirne il corpo, potete sentirne la mente, potete sentire ogni cosa.

Questa è la prima qualità che ottenete, samuhik chetana, sul vostro sistema nervoso, sul vostro sistema nervoso centrale. Qualsiasi cosa abbiate conseguito durante la vostra evoluzione, si esprime sul vostro sistema nervoso centrale. Pensate: se ad esempio avete un cane o un cavallo e volete fargli attraversare un vicolo molto sporco, lui ci passerà, senza curarsene. Ma per un essere umano è molto difficile, poiché nella nostra evoluzione il nostro sistema nervoso centrale ha sviluppato il senso dell’olfatto, un senso della bellezza. Bene, si è dunque sviluppato tutto questo e, una volta sviluppato, succede che adesso noi esseri umani siamo sicuramente ad un livello più elevato degli animali, nella nostra evoluzione e nella nostra sensibilità più sottile. Per un cane non ha importanza cosa mettete qui, quali decorazioni fate, quale colore indossate, niente; ma per noi è molto importante, perché la nostra sensibilità è migliorata. È migliorata perché, grazie al nostro processo evolutivo, siamo diventati esseri umani.

Allo stadio umano, però, abbiamo un problema, e il problema è che abbiamo sviluppato due strutture nella nostra testa, chiamate ego e superego; voi le chiamate ego e condizionamenti. Queste due strutture nella nostra testa si incrociano e si calcificano e noi diventiamo una personalità chiusa. Quando la Kundalini sale, attraversa l’Agnya Chakra che è al livello del chiasma ottico e le risucchia entrambe, poi apre il Sahastrara e la Kundalini fuoriesce. Questo è un processo vivente, non qualcosa che possiate fare voi. Supponiamo che vogliate piantare un seme: non potete estrarne il germoglio, l’Ankura, per costringerlo a germogliare. Voi non potete far germogliare il seme. È un processo vivente di un Dio vivente, e di una energia vivente. Per favore, capite che c’è una grande differenza.

Perciò, l’ascesa della Kundalini funziona in modo spontaneo. Lei è vostra Madre, si muove in modo mirabile, senza procurarvi fastidi. Conosce benissimo il proprio figlio. Questa è l’opportunità che ha di darvi la realizzazione. Vi ha amato per tutta la vita, per tutte le vostre vite, e conosce tutto di voi, tutti i vostri problemi. Se, ad esempio, siete stati disubbidienti, dice: “Non importa, questa è l’opportunità di dar loro la realizzazione”. È lei che sale in modo così bello, che fa funzionare tutto, che fuoriesce. Tutto questo accade.

Ma quando lei tocca il Brahmarandra, o quando attraversa il Brahmarandra, allora qui si trova il seggio di Sadashiva. Egli ha un riflesso qui (cuore, ndt), ma il Suo seggio è qui. Questi sono i pitha (seggi delle Deità, ndt) nella nostra testa, sette pitha, e i chakra sono al di sotto. Così, quando lei l’attraversa, ciò che in realtà facciamo è toccare i piedi di Sadashiva. È questo è il modo in cui nel nostro cuore lo Spirito entra nella nostra attenzione. Quando lo Spirito entra nella nostra attenzione, diventiamo illuminati, la nostra attenzione è illuminata, e questa attenzione è molto vigile e sa ogni cosa. Stando qui seduti potete avere informazioni su altre persone, su cosa stanno facendo, sui loro chakra. Non discuterete di ciò che indossano, o di quanto denaro hanno in banca, ma si vedrà come sono messi i loro chakra, qual è il problema. Stando qui seduti potete curarli; stando qui seduti potete aiutarli. Ma essi debbono essere un tutt’uno con questo Potere onnipervadente, è importante. Se non lo sono, allora ci vuole del tempo.

Quindi, prima di tutto voi diventate nirvichar, nirvichar samadhi, e iniziate a mettere in pratica la vostra consapevolezza collettiva dando la realizzazione agli altri. Acquisite il diritto di alzare la Kundalini; con le vostre mani potete alzare la Kundalini. Sapete, di queste persone che stanno cantando qui, alcune hanno dato la realizzazione a mille persone, ed anche voi potete farlo, perché ora ne avete il potere. Ma il problema è che vi è stato dato il trono sul quale siete stati fatti sedere, ora siete anche stati adornati con una splendida mukuta (corona), ma ancora non volete credere di essere diventati re: come fare a farvelo credere?

Il secondo punto è la fiducia in se stessi; è molto difficile. Non riescono a credere di aver ricevuto la realizzazione. Si dice loro: “Avanti, fatela funzionare. Siete diventati guru di voi stessi, incominciate!”. Ma non ci riescono, hanno paura. Invece, tutti questi orribili imbroglioni che non hanno la realizzazione, non hanno nessuna conoscenza, niente, diventano dei guru assoluti, hanno migliaia di seguaci, li prendono in giro, fanno soldi e rovinano le loro vite. Mentre quelli che sono sahaja yogi, che hanno tutta la conoscenza, tutto, sono invece così umili, così semplici. Ma sanno tutto di tutti. Chiunque venga, lo conoscono: “Ah, questo lo conosciamo”. Non lo diranno, ma conoscono tutti. Nella loro scienza vi diranno: “Questo è così”. Lo sanno. E lavoreranno collettivamente per quella persona. Voi non vi renderete conto di cosa stanno facendo, ma funzionerà.

La seconda natura dello Spirito, oltre a quella di essere collettivo, è quella di essere assoluto. Viviamo in un mondo relativo: questo è buono, questo è cattivo, questo è così, quello è così. Invece esso è un essere assoluto, nel senso che, se mettete le mani verso una foto, se è fatta da un’anima realizzata, inizierete subito a ricevere le vibrazioni. Pensate a chiunque, chiedendo se sia stato un’anima realizzata, e tendete semplicemente le mani.

Ci sono molti che non credono in Dio, che Lui sia Dio, per così dire, non credono in Dio. Voglio dire che è antiscientifico al massimo; ma, nel caso in cui non credano in Dio, allora debbono semplicemente chiedere: “Madre, esiste Dio?”, tutto qui; e cominciano a sentire le vibrazioni. Tutto può essere provato. C’è pramaan (prova) per ogni cosa, pramaan per tutto ciò che è stato detto fino ad ora. È una cosa davvero grandiosa quella che vi succede, per cui potete ottenere pramaan dal vostro chaitanya. Inoltre, questa chitta (attenzione), che è così attenta, così dinamica, così efficace, vi purifica anche. Sa dov’è il vostro problema, quale chakra è bloccato, ve lo segnala.

Come quando ero a Delhi e mi hanno portato tre ragazzi, dicendomi: “Madre, il loro Agnya ha un blocco. Per una ragione o un’altra, non riusciamo a pulirlo”. Questo significa che sono egoisti. Loro stessi hanno detto: “Sì, Madre, abbiamo dei blocchi all’Agnya, soffriamo di mal di testa”. Sono egoisti, ma non hanno detto di esserlo. Hanno detto: “Sì, Madre, il nostro Agnya ha un blocco. Per favore lo pulisca”. Quindi siete voi stessi a dirlo: “Io sono egoista”. Infatti, esso ora vi procura dolore, è l’ego che vi fa soffrire; quindi: “Madre, per favore, ci pulisca, noi non riusciamo a pulire il nostro Agnya”. “Va bene, venite, lo pulirò io”.

Quindi cominciate a giudicare voi stessi. Conoscete voi stessi e sapete cosa non va in voi. “Il mio Nabhi ha un blocco; questo mio chakra ha un blocco; quest’altro mio chakra ha un blocco”. Tutti sanno tutto di se stessi e sanno come purificarsi, come pulirsi e come lavorare. Così vi purificate. Ma la maggiore pulizia avviene quando siete collettivi.

Molti prendono la mia fotografia: “Madre, facciamo il puja, ci sediamo a meditare; ma ancora ho questo problema”. Dovete stare nel collettivo, questa è una parte molto importante di Sahaja Yoga; perché ora, vedete, non c’è bisogno che andiate sull’Himalaya, non dovete andare a tuffarvi nel Gange, non dovete fare nessun digiuno, non dovete recitare nessuna Japaas (cantilena), niente. Solo una cosa: siate collettivi. La collettività è l’oceano dell’attenzione dell’Onnipotente. Quando siete in collettività venite puliti. Come ad esempio il mio dito: esso è a posto, mentre un’unghia tagliata e gettata via non crescerà. Nessuno le presterà attenzione. Quindi, dovete venire nella collettività.

Qui entra in gioco l’ego. Ci sono persone molto importanti, ricche, ben istruite, o dei politici – sapete, gente molto, molto, molto importante – che trovano difficoltà a venire in un posto umile, in un centro. Vogliono che per loro venga creato un nuovo palazzo, “altrimenti come possiamo andarci?”. È la casa di Madre. Anche se vostra madre è umile, se non ha molto denaro, “Va bene, non importa, è la casa di mia madre”. Ma loro non vengono, e così perdono le vibrazioni. Questa è una debolezza molto comune, specialmente in India; non in Occidente, perché lì sanno che cosa preziosa hanno ottenuto. Noi non abbiamo idea di cosa sia ciò che abbiamo raggiunto, e che è il nostro Atma sakshatkara.

Così tornerò di nuovo l’anno prossimo e: “Madre, ho questo problema, quel problema. Ho meditato a casa”. Se non venite in collettività non potete pulirvi. È l’unico modo in cui, in Sahaja Yoga, potete purificarvi e superare qualsiasi altra cosa.

Quando la Kundalini attraversa l’Agnya Chakra, diventate consapevoli senza pensieri. Un pensiero nasce e svanisce, un altro pensiero nasce e svanisce. Alcuni vengono dal passato, altri dal futuro, ma noi non siamo nel presente. Se vi dico: “State nel presente”, non ci riuscite. Per questo motivo il risveglio della Kundalini è un evento che attrae la vostra attenzione all’interno. L’ascesa della Kundalini è proprio come questo mio sari: vedete, ora è steso in questo modo, ma quando la Kundalini sale, attrae tutta l’attenzione all’interno. Ed è così che la vostra attenzione va all’interno. E quando essa lo attraversa (l’Agnya, ndt), si crea uno spazio tra i pensieri chiamato “vilamba”. Questo naturalmente – forse lo sanno tutti – questo spazio, che aumenta, è il presente. Così dobbiamo essere in vartamaan (presente), dobbiamo essere nel presente: allora siamo senza pensieri.

Diciamo che, se osservate l’oceano da fuori, vedete le onde alzarsi e abbassarsi, mentre quando siete immersi nell’acqua avete paura, siete spaventati; quando avete problemi siete spaventati. Ma supponiamo che qualcuno ve ne tiri fuori facendovi salire su una barca: allora osservate tutto, potete risolvere i vostri problemi. Se poi sapete nuotare, potete saltare giù e salvarne molti altri.

Quindi, vi muovete in tre stadi. La crescita avviene solo quando siete in consapevolezza senza pensieri; questo stato può essere raggiunto in collettività come anche nella vostra meditazione, e per questo non dovete pagare. Alcune persone fanno una conferenza introduttiva gratuita e poi, per la seconda, bisogna passare alla cassa. Sahaja Yoga non è così. Tutte queste assurdità non si verificano in Sahaja Yoga.

È la realtà, e la realtà non può essere acquistata. In effetti, Dio non conosce le banche, non conosce il denaro. Non capisce niente di denaro. Non ha creato Lui il denaro: questo è un vostro grattacapo, non il Suo. Naturalmente, se devo viaggiare in aereo debbo pagare, è giusto. Se debbo affittare una sala debbo pagare, ma questo è per la sala, non per Dio! Per il risveglio, per l’illuminazione non potete far pagare nessuna quota. Mi è stato detto che certa gente fa pagare perfino per il darshan (presenza fisica): immaginate. Per loro qualsiasi cosa è denaro, denaro, denaro, denaro. Come possono innalzarsi al livello dello Spirito?

E noi siamo così semplici, sapete, i bhakta (devoti) sono così semplici: “Va bene, vuoi cinque rupie, venderò questo anello e te le darò. Vuoi questo, te lo darò”.

C’era un guru in America che mi pare avesse quarantotto Rolls Royce, o qualcosa del genere – ho dimenticato il numero esatto – e lui ne voleva un’altra. Così disse ai suoi discepoli: “In qualche modo procuratemi un’altra Rolls Royce, allora verrò in Inghilterra”. Così i poverini vivevano di patate, facevano la fame. Allora un sahaja yogi chiese loro: “Cosa state facendo? Perché vuole una Rolls Royce? Cos’è questo suo interesse per le Rolls Royce?”

L’altro rispose: “Vedi, noi gli diamo solo il metallo, ma lui ci dà lo Spirito”. Riuscite ad immaginarlo? Il metallo può essere scambiato con lo Spirito! Probabilmente sta introducendo in loro qualche sorta di bhut o baddha, che in inglese significa “spirito”. L’inglese è una lingua veramente pericolosa, perché “spirito” indica il vino, “Spirito” indica l’Atma e “spirito” significa bhut. Non so quale spirito intendano!

Quindi, se deve stabilirsi la connessione con Dio, dobbiamo innanzitutto diventare lo Spirito; soltanto allora può instaurarsi questa relazione. Qualcuno potrà certificarsi da solo: “Io sono questo, io sono quello”, ma non serve a niente, non ha nessuna utilità, perché questo corpo umano vi è stato donato. Immaginate che cosa deve aver fatto il Potere divino per farvi diventare un essere umano; con quanta gentilezza, attenzione, bellezza siete stati creati esseri umani. E dunque, perché avete questo corpo umano? Per che cosa lo stiamo usando? Dobbiamo attribuire il giusto valore alla nostra vita umana. Qual è il suo scopo? È soltanto per stipulare assicurazioni, o non so che altro facciano? No, è per qualcosa che ci faccia diventare la luce del mondo.

Così, la luce dello Spirito permea l’attenzione, e l’attenzione diventa dinamica, attiva, efficace, molto vigile ed estremamente precisa. Allora questo tipo di attenzione non si annoia assolutamente. Non si sa cosa sia la noia, perché quest’ultima arriva quando l’attenzione è affaticata. In questo caso, invece, l’attenzione è piena di luce, pertanto non si sa cosa sia la noia.

Il secondo aspetto della natura dello Spirito è che esso vi dice la verità, la verità assoluta, nient’altro che la verità. Tutto ciò che queste chaitanya lahari (vibrazioni) vi dicono (è la verità); ma quando siete maturati abbastanza, non prima, quando la vostra connessione è completa – altrimenti per metà siete connessi e per metà non lo siete, allora no – quando siete maturi: questo è lo stato di nirvikalpa. Quando diventate così, la vostra attenzione è assolutamente corretta, le vostre vibrazioni sono corrette, il resoconto che ricevete è assolutamente giusto, e le informazioni che ottenete sono la verità al cento per cento. La verità su chiunque.

Ora, diciamo che vogliamo conoscere qualcosa su Shri Ganesha. Noi veneriamo Shri Ganesha. Molte persone lo deridono; perfino i cosiddetti intellettuali. Non sanno cosa dire, così si mettono a dire cose senza senso su Shri Ganesha, vedete. Questo è peccato. Ma voi potete chiedere: “Madre, ci è concesso di avere Gauri Putra (il figlio di Gauri, ossia Shri Ganesha, ndt) nel nostro Muladhara?”. Naturalmente, tutti coloro che sono realizzati sentiranno fortissime vibrazioni, e anche voi. Se avete dei dubbi, se venerate Shri Ganesha, fate questa domanda; se adorate Shri Vishnu, fate questa domanda; se venerate Cristo, fate questa domanda; se onorate Shiva, fate questa domanda.

Cosa c’è di sbagliato in noi, per cui, senza avere la connessione, chiamiamo “Shiva, Shiva, Shiva, Shiva”? Possiamo forse disporne liberamente? Come potete farlo? È forse il nostro servitore, o cosa?

Ma se siete realizzati, è sufficiente pronunciare il Suo nome una sola volta ed Egli agisce, perché noi siamo nel Suo regno. In questo vostro regno, nel regno indiano che esiste qui, voi potete chiamare chiunque, ma in ogni caso non verrà nessuno: il problema non si pone. Ed anche quando vi mettete a chiamare Dio senza connessione, non funzionerà. Se però siete connessi, quella deità non solo vi aiuterà, ma chi vi infastidisce verrà sistemato. Non solo, ma qualsiasi cosa vogliate viene fatta e accade. Tutti i tipi di manoratha (desideri) vengono esauditi. Quindi, che lo chiamiamo illuminazione o adempimento, è una vostra scelta; è il completo adempimento del vostro essere.

La terza natura dello Spirito è che esso è amore. Essendo amore, vi dà gioia. Ma è nirvaj: questo amore non vuole nulla, dà soltanto; ed è una sensazione bellissima, rasserenante. La gente è stressata. Dopo aver fatto una miriade di cose senza senso sarete stressati, senza dubbio, ma quando qui (tocca il Sahastrara, ndt) si crea l’apertura, tutto lo stress fuoriesce. Non esiste più stress. Noi non sappiamo cosa sia lo stress. Le persone (sahaja yogi) non vanno dal medico, neanche i medici vanno dal medico, vengono da me. Io non sono un medico, ma vengono da me, è sorprendente.

Questa è la scienza meta-moderna; meta-moderna, cioè oltre la scienza moderna. Però, sapete, noi siamo indiani e abbiamo questa nostra eredità: crediamo di più nella lingua inglese, nel modo di vestire inglese, nella conoscenza inglese, perché conosciamo solo gli inglesi. Mentre coloro che conoscono i francesi crederanno nei francesi. Ora è arrivato il momento che siano loro a credere in noi; infatti noi non crediamo nel nostro stesso Paese, non crediamo nella nostra stessa cultura, non crediamo nella nostra stessa conoscenza. Io non vi dico niente di nuovo, Sahaja Yoga è molto antico. Nanaka disse: “Sahaja samadhi lago”. Ogni santo l’ha descritto. Ma noi facciamo questo, quello, tutti ritualismi, karma kandi[iv], questo, quello. Ciò non può darvi l’assoluto, non può. Io vi sto dicendo che questa è la verità. Lo Spirito è ciò che dobbiamo diventare. Questo è lo scopo ultimo della nostra vita; allora tutti gli altri passeranno in secondo piano. Questo è ciò che abbiamo appreso da ogni scrittura, da ogni incarnazione, da ogni parte. Ora pensiamo soltanto a diventare lo Spirito, a diventare un’anima realizzata, un maestro.

Che Dio vi benedica tutti.

Non hanno portato nessuna domanda?

(Un sahaja yogi porta i fogli con le domande scritte dai ricercatori, Shri Mataji le legge).

Ci sono alcune belle domande alle quali risponderò prima di darvi la realizzazione. Se volete uscire per cinque minuti potete andare, e poi tornate. Nel frattempo ci sono le domande.

D: Mentre meditiamo, dovremmo concentrare la nostra attenzione sulla sommità della testa?

Shri Mataji: Non dovete concentrarvi su niente e su nessun punto. Voi non state facendo niente, è la Kundalini a salire. Quindi non dovete farlo. Non lottate con la vostra attenzione. Semplicemente se ne occuperà lei. Lei conosce il suo lavoro. Questo è un punto.

D: Le deità come Shri Ganesha, Mahavishnu, ecc., hanno la stessa forma con cui sono raffigurate nelle nostre scritture?

Shri Mataji: Certamente! Quelle sono le deità.

D: Oppure rappresentano qualche stato di mistica consapevolezza riguardante i centri dello yoga?

Shri Mataji: Certamente! Queste deità sono lì. Ganesha è proprio come Ganesha. Naturalmente, riguardo al colore differisce da un (individuo, ndt) all’altro[v]; dipende. Ma il Suo stato di consapevolezza mistica è diverso da quello di Vishnu e da quello di Shiva. Lui fa il Suo lavoro. Ognuno è il perfetto maestro del proprio lavoro, ma essi sono nella forma, assolutamente nella forma in cui li conoscete, senza dubbio. Che benedizione abbiamo! Voglio dire, immaginate, io ho dovuto parlare di Ganesha a queste persone (sahaja yogi occidentali, ndt), che non l’avevano neanche mai sentito nominare! Non è proprio…? Non ne sapevano niente. Ed ora conoscono a fondo Ganesha. Chiedete a loro, vi spiegheranno tutto dei chakra, di ogni cosa. Tutta questa conoscenza è qui, in questo nostro Paese, tutti questi splendidi gioielli sono qui.

D: Quando siamo tra persone che non hanno familiarità con Sahaja Yoga, possiamo immaginare nella nostra mente la forma della Reverenda Mataji, invece di tenere davanti la Sua foto?

Shri Mataji: Certo che potete. Sì, la mia fotografia a volte è usata in posti molto strani, dove non si dovrebbe, non è da protocollo. Dovrebbe essere usata in luoghi dove siete con persone che sono sahaja yogi o nelle vostre case; non dovreste usarla dappertutto.

Ora, questa è una domanda pericolosa!

D: Il cibo non vegetariano influisce sul sadhana (pratica spirituale)? È preferibile il cibo vegetariano?

Shri Mataji: Ora, qualsiasi cosa dirò vi arrabbierete! Ma ve lo dirò. In Sahaja Yoga non dovreste mangiare la carne di nessun animale che sia più grande di voi. Se siete vegetariani, potete essere vegetariani; se siete non-vegetariani potete essere non-vegetariani. Dipende però dal tipo di personalità che avete. Se siete persone di lato destro è meglio che siate vegetariani. Ma se siete di lato sinistro è meglio che assumiate proteine. Quindi stiamo parlando di proteine e carboidrati. Prendete qualsiasi tipo di proteine. Noi indiani non mangiamo proteine. Fatta eccezione per l’idli[vi], non credo che noi mangiamo proteine, ma anche in quel piatto c’è del riso. Gli indiani devono assumere proteine, sono di questo avviso, perché siamo diventati molto deboli. Di fatto, siamo molto spaventati dalla tassa sul reddito, da questa tassa, da quella tassa; in più siamo così deboli perché mangiamo cibo assolutamente insipido. Quindi dovremmo mangiare cibo nutriente, specialmente proteine, in qualsiasi forma. Ma non di animali più grandi di voi, come chi mangia carne di cavallo. Non so cos’altro faranno, di tutto, mangeranno gli elefanti, penso!

Non esiste una ricetta uguale per tutti. Dovreste mangiare a seconda della vostra natura. Voglio dire che molte persone, quando affermo queste cose, non praticano Sahaja Yoga. Pensate, si perdono il loro Atma sakshatkara per questo motivo. Voglio dire, come siete diventati vegetariani? Perché vostra madre era vegetariana; per quale altro motivo? Dove avete imparato il vegetarianismo? Se foste stati musulmani, avreste mangiato anche la testa di qualcuno! Fortunatamente siete nati in una comunità indù, ma stiamo esagerando con queste cose. Da mattina a sera – voglio dire, questo ritualismo è così esagerato anche a Madras che mi avevano detto: “Madre, Sahaja Yoga non potrà mai funzionare a Madras”. Io ho chiesto: “Perché?” – “Perché le persone non sono per niente sahaj. Al mattino debbono alzarsi alle quattro, fare il bagno, andare al tempio, tornare a casa. Se un giorno non lo fanno, per tutta la giornata si comportano come pazzi, pensando di aver commesso il più grande dei peccati; si deve rispettare questa routine”.

Non esiste una routine in Sahaja Yoga. È un processo vivente. Non esiste routine in un processo vivente. Quando il fiore vuole, fiorisce. Allora perché uccidervi con questi rituali? Questo è il nostro problema, nella religione indù, e lo stesso vale per i cristiani; insomma, sono tutti in competizione. Dio ha creato il mondo perché noi ne gioissimo. Vi assicuro che, se abbandonerete tutto questo, sarete assolutamente molto rilassati. Dimenticatelo! Al massimo, cinque minuti al mattino di meditazione Sahaja Yoga e dieci minuti alla sera prima di andare a dormire, tutto qui. Per questo abbiamo un centro, andate a visitarlo; è tutto. Il resto lo farà Dio per voi.

Ora, anche questa è una bella domanda.

D: Qual è la realizzazione finale in sadhana? Come si dovrebbe procedere in quella direzione, dopo aver sentito all’inizio le vibrazioni sulla testa e sui palmi?

Shri Mataji: Bene, questo significa che le ha sentite, signor Subramaniam, sono felice di saperlo. Ma direi che lei deve venire al nostro centro e proseguire. Noi però non parliamo del futuro, parliamo del presente. Pian piano si accorgerà con sorpresa di come stia crescendo, di come effettivamente stia ottenendo in sé tutti i poteri. Se ne renderà conto da solo e ne rimarrà stupito. Insomma, la sorprenderà, ma dopo un anno ho incontrato alcune persone che, malgrado io abbia ottima memoria, non riuscivo a riconoscere.

Ora, c’è questo signore che ha qualche problema personale, poveretto. Era andato da questo Navoli di Hatha Yoga, e sta soffrendo. Questo Hatha Yoga è un’altra cosa strana. Se leggete Patanjali, saprete che si tratta di Ashtanga Yoga. Di questi esercizi, davvero pochissimi sono importanti. Chiunque può venire a insegnarvi Hatha Yoga; ma, a meno che non sia un’anima realizzata, non ha alcun diritto di insegnarvi niente. Ciò di cui vi ho parlato oggi è nirvichar samadhi, nirvikalpa, ed è tutto scritto lì; ed egli (Patanjali) definisce tutto questo Potere onnipervadente ritambara pragnya. (Invece, nel caso di Hatha Yoga,) qualcuno vi insegna qualcosa – “Ha, tha” – e finisce lì. Sono persone che corrono come matte, che saltano come matte. Si diventa di lato destro, vengono attacchi di cuore. Ora questo signore ha un problema. Ma le assicuro che starà bene. Si dedichi a Sahaja Yoga, è molto semplice, le darà equilibrio e lei starà bene.

Hatha Yoga e poi il Gayatri Mantra: così diventate ancora più di lato destro. Imparate ciò che è necessario per voi. Per una persona di lato destro, occorre praticare la bhakti. Chi è di lato sinistro deve fare qualcos’altro. Dovete darvi equilibrio. E questo vi procurerà davvero una grande gioia. Altrimenti, se incontrate qualche Hatha yogi, meglio che vi avviciniate a lui con una pertica; Dio solo sa quando vi schiaffeggerà, come Duruwasha (guru molto noto per la sua irascibilità, ndt). È gente molto pericolosa. Non sanno cosa sia l’amore, non sanno cosa sia Madre. Non si parla d’amore.

D: La consapevolezza di sé è un prerequisito da praticare per poter realizzare la kundalini shakti?

Shri Mataji: No. Dopo la realizzazione diventate consapevoli di voi stessi. Non è necessario niente. Ora, per esempio, alcuni continuano a dire: “Hai commesso questo peccato, bene, pagami questa cifra e tutti i tuoi peccati saranno finiti”. Vi dico, denunciatelo alla polizia. Per me nessuno è un peccatore, no. Voi siete i miei figli. Nessuno è un peccatore. Non avete commesso peccati, torti, niente. Avete commesso sbagli, vi siete cacciati nelle tenebre; o al massimo posso dire che eravate ignoranti. Ma non mi piace chiamare peccatore nessun essere umano, a parte i rakshasa. Naturalmente ci sono i rakshasa, ma loro sono già bollati, non serve dirlo, già ci sono.

Quindi questa consapevolezza di sé è ciò che dovete ottenere. Noi non siamo consapevoli di noi stessi. E non possiamo diventarlo facendo uno sforzo. Quando diciamo: “Debbo essere consapevole di me stesso; debbo essere consapevole di me stesso, debbo rivolgermi all’interno”, che cosa stiamo usando? Il nostro ego. (Invece) è qualcosa che succede; quando raggiungete quello stato – non lo stato umano, ma quello di yogi – in quello stato avete la consapevolezza di voi stessi, e rispettate voi stessi. Avete stima di voi stessi. Ma non vi mettete in mostra, non diventate una persona di poco valore.

D: Madre, di recente ho iniziato a meditare secondo il metodo Sahaja, e mi sento assolutamente fresco e meraviglioso tutto il tempo. Però – lo dico con estrema umiltà – nonostante Madre dica che questa energia ci appartiene, io non ho mai sentito questa energia prima. Madre, gentilmente, ci dica se siamo stati ricollegati con Dio o con la fonte principale, ed è questo il motivo per cui ci sentiamo così completamente pieni di energia.

Shri Mataji: Naturalmente, ti senti così perché sei ricollegato, non c’è dubbio al riguardo. Ma non senti nessuna energia perché devi essere una bravissima persona. Quando c’è un’ostruzione, allora percepisci un piccolo problema. Quando non percepisci problemi, è come un atterraggio senza intoppi: e se hai avuto un atterraggio liscio in Sahaja Yoga, significa che sei un’ottima persona, un uomo molto buono, un uomo giusto. Semplicemente, allora atterri senza intoppi, non ci sono ostruzioni, niente. Non hai squilibri, sei al centro, nessun problema. Ma se si hanno problemi, allora la Kundalini un po’ sale e riscende. È per questo che tu non senti difficoltà. Quelli che hanno problemi a volte sentono piccoli dolori qui e lì. Ma se la Kundalini sale (senza riscendere), sappi che sei giusto, che sei buono.

D: Il termine “Dio” viene attribuito per spiegare tutte le questioni inspiegabili?

Shri Mataji: No, no, no. In Sahaja Yoga tutto è spiegato e può essere provato, pramana.

D: Qualcuno ha visto, sentito, percepito o realizzato il definitivo controllo su se stesso? È diventato maestro, padrone di sé, autore delle proprie decisioni?

Shri Mataji: Naturalmente! Tanti di loro, non lo sa? Ce ne sono tantissimi.

D: L’autorità ultima risiede all’interno o all’esterno di ognuno?

Shri Mataji: È riflessa in ognuno, ma il riflesso non può essere l’oggetto. Però il riflesso può essere pari all’oggetto, a seconda delle condizioni del riflettore.

D: Se qualcuno ha realizzato la verità ultima, perché è morto?

Shri Mataji: Queste cose che lui ha chiesto sono rilevanti, complesse. Vedete, credo che chiederei al signore che mi ha fatto questa domanda di prendere innanzitutto la realizzazione. È un signore alquanto confuso. Vedete, chiedere subito: “Cos’è Dio? Cos’è la morte?”… Ma che cosa siete voi? Per prima cosa scopra questo. Chi sta facendo questa domanda? Qualcuno da un centro? Oh mio Dio! È interessante, eh, che provenga da un centro e faccia tutte queste domande. Questo significa che pensa, pensa, pensa troppo.

D: È sbagliato dire che Dio è nel bene?

Shri Mataji: Penso che lui abbia fatto troppe letture, questo è il problema. Prima conosci la realtà, figlio mio, allora tutte queste domande scompariranno – nirvikalpa. ….

Ora sta parlando del bene ideale e cose simili.

D: È sicuramente vero che l’uomo vive una volta sola…

Shri Mataji: È sbagliato. Chi te lo ha detto? Non è vero. Se lo credete, non posso farci niente, ma non è così. Ed essere buoni e retti non è lo scopo ultimo della vostra ricerca. Il dharma è l’equilibrio, è ciò che vi dà l’equilibrio. Ma l’equilibrio per cosa, il dharma per cosa? Dovremmo chiederci questo: perché dobbiamo essere dharmici? Perché non essere a-dharmici? Perché non farci una simile domanda? È logica. Perché rispettare tutto questo dharma, dharma, dharma?

È perché dovete elevarvi. Se, ad esempio, un aeroplano non è in equilibrio, come farà a decollare? Oppure, supponiamo che sia in equilibrio e non decolli mai: a che cosa serve costruire un aeroplano?

Quindi dovete essere dharmatit. Dovete andare oltre il dharma, dovete andare oltre i guna – gunatit – andare oltre, e allora il dharma diventa parte integrante di voi. Non dovete imporvi di non fare una cosa o un’altra. No, proprio non la fate, in qualsiasi modo proviate.

Vi farò il mio esempio. Voi sapete che ho una doppia vita. Mio marito è – avrete sentito dire che cosa è – è un grosso, grosso, importante dirigente di qualcosa, ed io ho convissuto con tutta questa assurdità per tutta la vita. Quando andò in Inghilterra, gli chiesero: “Perché non balla con noi?”. E lui rispose: “Perché mia moglie non balla, io non voglio ballare”. Imputa tutto a me, è un’ottima scappatoia!

Così loro dissero: “No, no, la porti a Londra. Starà bene. Se la porta a Londra comincerà a ballare”. Lui rispose: “Portatela pure sulla luna, ma non lo farà!”

Così stanno le cose. Il dharma è innato, non fate proprio certe cose. Non per i condizionamenti, o (perché) è meglio, (ma perché) è Sahaj. È Sahaja, semplicemente non lo fate. “No, io non farò questo”. Non farete mai cose sbagliate, semplicemente perché non le farete. Si deve dunque andare oltre il dharma; significa che il dharma è parte integrante di voi. Gunatit significa che siete oltre i guna. Non siete a destra, a sinistra o al centro, siete oltre. Cosa è destra, sinistra, centro, che significa? Perché rimanere sospesi a quel modo? Meglio essere al di sopra. Questo è ciò che vi accade.

Invece, vi sono persone che si limitano ad essere virtuose: ma molte persone virtuose sono venute e se ne sono andate, senza avere alcun effetto sul pubblico. Ciò che è necessario è la vostra emancipazione, la vostra ascesa; questo è ciò che dobbiamo raggiungere. “Solo il bene”, il cosiddetto bene… voi non potete stabilire cosa è bene, ve lo assicuro. A nessuno va di seguire una persona buona.

Come a Puna, dove dicevano: “Tutti prendono, mangiano denaro, non mangiano mai cibo”. Io dissi: “Veramente?” Così lo riferii a mio marito, che si trovava a Londra: “Tutti mangiano denaro”. Mi rispose: “Tu dì loro: mio marito non ha mai preso nessuna tangente”. Così dissi loro: “Mio marito non ha mai preso nessuna tangente”. Mi risposero: “Perché non l’ha mai presa? Chi gli ha detto di non prenderla?”

Quindi, quel che succede è che, di solito, la gente non segue mai una persona buona e virtuosa, mai. Ma seguirà sempre qualcuno un po’ così. La ragione è che proveniamo dallo stadio animale ed è facile tornare indietro. Ma una volta che siate realizzati è difficile; significa che il fiore, una volta diventato frutto, non può ritornare fiore, è altrettanto semplice.

Così dico molto dolcemente: siete venuti qui, bene, allora prendete la vostra realizzazione; poi vi spiegherò. Poi sarete voi stessi a dirlo. Ed ora, guardate queste persone che erano qui a cantare: alcune di loro erano terribili tossicodipendenti, terribili! Non riuscivano neppure a vedermi. Dicevano: “Vedevamo soltanto delle luci emanare da Lei, non abbiamo mai visto Lei”. Quando sono venuti erano in coma. Nel giro di una notte, tutto finito; anche gli alcolizzati, (hanno smesso di bere) in una notte. Io non ho detto loro niente. Non dico mai: “Non bevete, non….”. Non uso mai queste parole. Lasciate entrare la luce del vostro Spirito e ci siete. Io non debbo dirvi nulla, tutte le abitudini le abbandonerete da soli. Capite il punto? Perché, quando arriva la luce, le tenebre debbono dileguarsi.

Pertanto, l’aderenza ai principi morali non è sufficiente. Dovete andare oltre.

Qualcuno ha scritto di un suo amico che ha un problema, che è caduto, ha avuto un incidente. Dovrebbe andare a chiedere ai sahaja yogi di aiutarlo. Attualmente non curo io le persone, perché non è necessario. Io mi occupo di tutte le altre cose insensate. Oggi le guarigioni sono effettuate dai sahaja yogi. Ci sono tante altre cose alle quali devo provvedere. Quindi chiama chiunque, saranno molto disponibili e lo faranno.

Ah, una buona domanda.

D: È possibile curare i poveri ed i sofferenti con questo Sahaja Yoga? Possiamo liberarci della povertà?

Shri Mataji: Possiamo, certamente – se innanzitutto smettete di digiunare. Volete digiunare? “Va bene”, dice Dio, “va bene, fate pure. Non avrete cibo”. Finito! Il vostro desiderio sarà esaudito. Volete diventare come sannyasi[vii]? Volete indossare vestiti stracciati? Va bene, tenetevi la povertà. Volete la povertà, dopotutto l’avete chiesta. Volete la sofferenza? “Dobbiamo soffrire”. Ci sono tantissime assurdità che persistono, come questo “si deve soffrire”. Allora come fare? “Devo soffrire”. Bene, se lo volete, divertitevi.

Chiedete la prosperità e la otterrete, dopo il risveglio della Kundalini. Vedete, il centro che si trova lì è chiamato Nabhi Chakra, su di esso sono seduti Lakshmi e Narayana. Una volta che Lakshmi e Narayana sono risvegliati in voi, come potete essere poveri?

Ma anche il denaro ha i suoi problemi. Ottenete la ricchezza, che dà soddisfazione. Ma non chiedete la povertà! A parte voi, adesso gli occidentali hanno un grande desiderio di povertà. Indossano pantaloni… loro dicono che sono strappati, significa che sono pieni di buchi. Indossano pantaloni strappati; in Inghilterra, pensate, in un Paese così freddo, indossano pantaloni bucati facendosi venire le vene varicose. E lì ci sono moltissime sofferenze assurde, moltissime. [Che lettera lunga… dovreste scriverle più brevi]. Si verifica questo, ed è così che la gente la chiede (povertà e sofferenza, ndt). Pertanto c’è la recessione in America, la recessione in Inghilterra, la recessione in Spagna, e si sta insinuando in Francia; tenetevela. Se volete la povertà, tenetevela.

Pertanto Lakshmi chit (attenzione di Lakshmi) si dirigerà da questa parte, credo. Un certo buon senso sta entrando nel nostro governo, e sono sicura che funzionerà; lo spero. Ma voi dedicatevi a Sahaja Yoga e sarete sorpresi. Per esempio, in Inghilterra, c’è moltissima disoccupazione, ma nessun sahaja yogi è disoccupato, nemmeno uno. Almeno, con questo problema, per prima cosa dovrete dedicarvi a Sahaja Yoga.

D.: Madre, Sahaja Yoga è solo per la salute e la gioia o è qualcosa di più?

Shri Mataji: È per tutto, per la totalità. Cosa volete? Chiedetelo, desideratelo, ogni cosa.

Dice che non gli è stato spiegato. Vedete, adesso vi darò la realizzazione, e vedrete come i chakra si aprono e tutto il resto. Ma poi, se vi recherete in un centro, potrete sapere tutto, e nel giro di un anno sarete tutti maestri. Ma dedicatevi un po’ di tempo, questo è il punto. Oggigiorno le persone sono molto impegnate. Che cosa state facendo? Alcune signore mi hanno detto di essere molto occupate ad organizzare feste dove spettegolare! Ci sono pochissime donne qui a Madras; tutte le donne debbono essere sedute nel tempio a rasarsi la testa. Ed anche donne molto istruite lo fanno. Voglio dire, perché, perché dovremmo rasarci la testa? Dio ha moltissimi capelli, voi non dovete tagliarli. Tutte queste sciocchezze! Le donne possono essere molto più shakti shali degli uomini, ma questo condizionamento delle donne indiane… Dio solo lo sa.

Bene. Eccoci qui… Lui dice:

D: “Pratico il pranayama da quattro anni. Non ho un maestro…è pericoloso…”.

Shri Mataji: Molto pericoloso. Se non avete un maestro, o che abbiate un maestro o no, il pranayama è molto pericoloso. Se avete problemi con i polmoni, o qualche ragione particolare… Vedete, tutti questi vyayama (esercizi), venivano assegnati per ragioni particolari, per chakra specifici. Ora, se la Kundalini si alza e, supponiamo, si ferma allo stomaco, al Nabhi, e voi state facendo pranayama (Shri Mataji tocca il Vishuddhi alla base della gola, ndt): a che serve? Dovreste sapere dov’è la Kundalini. Per esempio, oggi stavo arrivando in macchina; mi hanno fermato in un certo punto, poi in un altro. Quando la macchina si è messa in moto, solo allora ho saputo dove si sarebbe fermata. Come posso saperlo in anticipo? Nello stesso modo, quando la Kundalini sale – usate il cervello! – si ferma ad un certo punto, allora voi dovreste sapere con quale vyayama potete risolvere la cosa. È molto scientifico. Anche noi lo usiamo (pranayama, ndt), ma non come assumere dalla mattina alla sera tutte le medicine della cassetta dei medicinali. Ed è questo il motivo per cui dicono di sviluppare problemi; li sviluppano. (Shri Mataji parla con il ricercatore. Poi aggiunge:) Li avrete, molto presto.

È una cosa molto pericolosa. Vedete, in realtà noi non siamo soltanto esseri fisici. Non viviamo solo di prana, giusto? Ho visto persone che praticano il pranayama e che, se sono sposate – grazie a Dio lei non è sposato – divorziano dalle loro mogli, perché mancano di amore. Sono persone molto aride, estremamente inaridite; non c’è poesia nella loro vita. Bene, cominci a leggere qualche bella poesia!

Ora, qui dice:

D: Potrebbe per favore spiegarmi cosa vuol dire essere di lato sinistro e di lato destro?

Shri Mataji: È un argomento molto vasto, ma se frequenterà Sahaja Yoga glielo spiegheranno. Il lato destro riguarda l’energia fisica ed emozionale, usata per il fisico… – anzi, scusi, per il lavoro fisico e mentale. Il lato sinistro è l’energia per le emozioni. Per esempio, lui pratica pranayama. Lo pratica e, semplicemente praticandolo, diventerà di lato destro.

D: Quando la Kundalini è nel processo di risveglio, si ha paura?

Shri Mataji: No. Lei è vostra madre. Si accollerà tutti i problemi. Quando siete nati, vostra madre ha sopportato tutti i problemi, tutti i dolori del parto. Lei non vi ha creato problemi, non è vero? Lei, poverina, ha sofferto per voi. E una volta che siete nati, si dimentica tutto: “Mio figlio ora è nato, è tutto finito. Tutto ciò che è stato è stato”. Questa è la Kundalini. Perché dovreste avere paura? Le persone che vi dicono che il risveglio della Kundalini è molto pericoloso e via dicendo, è perché non ne sanno nulla. Non vogliono che otteniate la realizzazione.

Quello che lui dice è vero: [Domanda: “Il male esiste da tempo immemorabile, nonostante numerosi santi e incarnazioni”.]

Shri Mataji: È giusto; ma c’è una soluzione. Allora perché non cercare la soluzione per uscire dal male? Una volta che siate anime realizzate, sarà il male a fuggire, non voi. È arrivato il tempo che il male fugga, sia distrutto, sia smascherato, sia finito. Siete voi che potete farlo.

Ogni cosa richiede il suo tempo, come la crescita di un albero. Pian piano, lentamente, tutti questi sei chakra sono stati fatti funzionare. Ora, la questione del settimo chakra, ossia il Sahastrara, viene risolta in Sahaja Yoga. Così il quadro è completo. Il male non può distruggere un  sahaja yogi; lo si sa molto bene. Anche il male lo sa. Se vede un sahaja yogi, scappa. Quindi non vi preoccupate.

Penso di aver risposto a tutte le vostre domande, alla maggior parte; ma c’è una cosa: io lo faccio – rispondere alle domande – da almeno… da quanti anni? Dal 1970…Da ventitrè, ventun anni. Adesso sono proprio brava, posso rispondere a qualsiasi domanda, questo è vero. Ma questo non garantisce il vostro risveglio, devo dirvelo. Sono acrobazie mentali. Quindi, anche se ho risposto alle vostre domande, non significa che io alzerò la vostra Kundalini, o che la Kundalini si alzerà. Questa è completamente un’altra questione.

Ma non voglio che abbiate questa mente che all’improvviso salta su a dire che non avete fatto una domanda, per stressarvi. Per questo rispondo. Diversamente, non fa nessuna differenza se rispondo o non rispondo. È qualcosa di molto differente, un’area molto differente.

Bene adesso, siamo tutti preparati per la nostra realizzazione. Coloro che l’hanno avuta ieri la riceveranno maggiormente. Come vi ho detto, io non posso imporla a chi non vuole riceverla; non posso forzarvi.

Penso che tutti i sahaja yogi occidentali debbano uscire; è giunto il momento, mi dispiace. So che vorreste rimanere seduti qui in meditazione, ma voi avrete molte più possibilità degli altri. Il fatto è che non c’è più tempo, dovete preparare i vostri bagagli. Bene. Guardateli, cantano in sanscrito, cantano per intero “Ai Giri Nandini” davvero molto bene. Pensateci, potete immaginare come hanno fatto queste persone ad imparare? Sono tedeschi, ci pensate? Loro non si definiscono tedeschi, no. Come ci sono riusciti? E questi inglesi non sapevano una parola di hindi; hanno vissuto qui per trecento anni ma non so cosa hanno fatto. Anche per dire loro: “Darwaza Band Kar” (frase hindi che significa: “Chiudete la porta”), si doveva dire: “There was a banker.” (Frase inglese la cui pronuncia ha assonanza con la frase hindi sopraccitata, ma che ha un significato del tutto diverso, ossia: “C’era un banchiere”).

Erano messi davvero male!

Guardateli (i sahaja yogi occidentali, ndt)! Tutto questo è l’Atma! Il modo in cui apprezzano la vostra musica, il modo in cui apprezzano la vostra danza Kuchipudi, è sorprendente; è molto di più di quanto possiate fare voi. Perché la nostra musica viene dall’Omkara. Sarà provato, pramaan. Dovremmo essere orgogliosi di essere indiani. La nostra è la cultura più elevata di tutto il mondo. Dobbiamo rispettare la nostra cultura e preservarla. Chiedete loro, ve lo mostreranno, vi spiegheranno che cosa hanno trovato in Sahaja Yoga.

[Domanda su moksha.]

Shri Mataji: Questo è solo moksha? Naturalmente! Questo è moksha. Moksha significa elevarsi al di sopra del vostro essere fisico, mentale, emozionale; non vi siete più coinvolti. Questo è moksha. E mediante questa assenza di coinvolgimento, tutti i vostri esseri, fisico, mentale ed emozionale, vengono messi a posto. Voi diventate quello, diventate il tattwa, Tattwam asi, diventate il tattwa. “Aham Brahmasmi”– voi diventate il Brahma. È tutto intorno: questo è Brahma. Ma anche quando lo diventate, non ci credete, ve lo ripeto. Insomma, non so cosa succede, non credono di esserlo.

Bene; una semplice cosa da capire adesso è che si tratta di un processo vivente. Non può essere forzato, funziona da solo. Ma tutti voi avete il diritto fondamentale di ottenere la vostra realizzazione del Sé, tutti voi; a qualsiasi razza, religione, nazione apparteniate, siete esseri umani, e avete tutti questo diritto.

Vi chiederei di togliervi le scarpe e di appoggiare i piedi su Madre Terra, perché lei assorbe i nostri problemi. Entrambe le… per favore toglietevi le scarpe, le ciabatte, toglietevele, per favore. [È la lingua… lui non capisce la mia lingua, è così?]… Entrambi i piedi sulla Madre Terra, distanti l’uno dall’altro. Ora, durante la meditazione per favore non muovetevi, è tutto…

Voi dovete andare, penso. Per favore, credo sia meglio che andiate. Andate in aereo?… Bene. Siete sahaja yogi, potete fare qualsiasi cosa. Il treno vi aspetterà.

Bene… Non vogliono perdersi neanche un momento. Comprendono l’importanza di ogni momento, pensate.

Ciò di cui avete bisogno è la sincerità con voi stessi. Ora dovete tenere i piedi separati l’uno dall’altro, ed avere una sensazione molto piacevole di voi stessi – prasanna bhave, prasanna chitt. Non siate arrabbiati con voi stessi, con nessuno, siate semplicemente prasanna (felici, soddisfatti, ndt). Che bella parola abbiamo in sanscrito, prasanna. Mettete i piedi distanti l’uno dall’altro, così, e provate questa bella sensazione riguardo a voi stessi, questa sensazione molto piacevole.

Per prima cosa vi diremo quali chakra devono essere toccati, e come alzare la vostra Kundalini da soli. Ma dopo non dovete preoccuparvi, dopo, è molto semplice. Lui vi mostrerà come alzarvi la Kundalini.

Avete qualcosa (di stretto, ndt)… per favore, cercate di allentarlo. Per favore rivolgete la mano sinistra verso di me, in questo modo. Bene. La mano sinistra verso di me, in questo modo. Questo è per assorbire l’energia, o per esprimere il vostro desiderio, perché il lato sinistro è il potere del desiderio e il lato destro è il potere dell’azione. Quindi mettete la mano sinistra verso di me, in questo modo, l’espressione del vostro desiderio di ricevere la realizzazione del Sé. Portate la mano destra sul cuore. Come vi ho detto, nel cuore è riflesso Dio Onnipotente, come Spirito. Se diventate lo Spirito, diventate maestri di voi stessi. Ora appoggiate la vostra mano destra – lavoriamo solo sul lato sinistro – sulla parte superiore del vostro addome dalla parte sinistra. Premete forte. Questo è il centro della vostra maestria.

[Va bene? Riuscite a sentirmi ora?]

Adesso, se siete lo Spirito diventate maestri di voi stessi. Quindi, appoggiate la mano destra sulla parte superiore del vostro addome sul lato sinistro: questo è il centro della vostra maestria. [Chi sta facendo rumore? Riescono a sentirmi? No? No, il volume è molto forte. Non mi sentite? Bene, grazie].

Ora spostate la mano sulla parte inferiore dell’addome, a sinistra. Questo è il centro della pura conoscenza. Ciò che agisce sui vostri nervi, sul vostro sistema nervoso centrale, è manifestato da questo centro dello Swadisthana. Poi riportate la mano destra sulla parte superiore dell’addome, sul lato sinistro, dopo dovrete ancora portare la mano sul cuore. Poi portate la mano nell’angolo fra il collo e la spalla, e ruotate la testa verso destra. Questo è il centro che si blocca quando vi sentite in colpa, sviluppando orribili malattie come la spondilite o magari l’angina.

Ora per favore portate la mano destra sulla fronte e chinate la testa. Qui dovete perdonare tutti, senza pensare a qualcuno in particolare. Portate poi la mano destra sulla nuca; questo è l’Agnya, Agnya anteriore e Agnya posteriore; se lo sapete, corrisponde al lobo ottico. Premete su entrambi i lati. Questo è un centro (da lavorare) perché vi sentite in colpa; chiedete perdono al potere divino, questo è tutto. Inclinate la testa all’indietro. Ora distendete completamente la vostra mano e appoggiate il centro del palmo sopra la zona dell’osso della fontanella, il talu, che era un osso morbido durante l’infanzia. Abbassate la testa più che potete. Ora premete con forza e tendete indietro le dita; premete forte e muovete il cuoio capelluto lentamente, per sette volte in senso orario.

Bene, questo è ciò che dobbiamo fare. Come primissima cosa ci sono tre condizioni. La prima è che dovreste tutti sentirvi assolutamente fiduciosi di ottenere la vostra realizzazione del Sé, che otterrete la vostra realizzazione del Sé – [riuscite a sentirmi, ora?] – pienamente fiduciosi.

Seconda cosa – [potete sistemare il microfono?] – la seconda condizione è che non dovreste assolutamente sentirvi colpevoli di nulla. Noi indiani non ci sentiamo tanto in  colpa quanto gli occidentali. È una buona idea non sentirsi in colpa. Non ascoltate nessuno che vi dica che avete un certo difetto, che siete così o così – niente del genere. Nessuno ha il diritto di giudicarvi. Quindi per favore non sentitevi in colpa, è molto importante.

E la terza condizione è che dovete perdonare tutti. Molti di voi diranno che è difficile, il che è sbagliato. Come vi ho detto ieri, sia che perdoniate o non perdoniate, voi non fate niente. Quindi, se non perdoniamo, cadiamo in mani sbagliate. Allora, senza pensare a chi dovete perdonare, o a chi dovete ricordare, cercate solo di dire in generale: “Io perdono tutti”. Vi sentirete molto più leggeri. Dite solo questo. Quello è un mito, state vivendo in un mito. [Riuscite a sentirmi, adesso? Sì. Riuscite a sentirmi, da quella parte? Dietro, mi sentite?]

Ora dovete chiudere gli occhi. Potete togliervi gli occhiali, perché non dovreste aprire gli occhi fino a quando non ve lo dirò. Per favore toglietevi gli occhiali. Se c’è qualcosa che vi stringe, al collo o alla vita, per favore… Se avete qualcosa [Che c’è?] Se avete qualcosa [Io devo avvicinarmi molto (al microfono), questo si sposta] – qualsiasi cosa intorno al collo o alla vita, qualcosa di molto stretto, potete allentarlo. Se avete dei tawi o altro, per favore toglieteli, non va molto bene. O dei mala[viii] dati da qualche guru o qualcun altro, per favore, toglieteveli; perché non siete venuti qui per essere schiavi di qualcuno, ma per diventare assolutamente liberi.

Bene, ora chiudiamo gli occhi, tutti. Per favore, chiudete gli occhi. Appoggiate ancora entrambi i piedi sulla Madre Terra, non dimenticatelo, tutti e due i piedi, sì. Ora chiudete gli occhi, completamente, non apriteli. Adesso mettete la mano sinistra sul ginocchio rivolta verso di me, e la mano destra sul cuore, la mano destra sul cuore. Ora la mano sinistra aperta verso di me, aperta, tenetela aperta verso di me. Potete tenerla sul vostro…Sì.

Ora, nel cuore risiede lo Spirito. Domandatemi per tre volte: “Madre, sono io lo Spirito?”. È una domanda fondamentale. Senza alcuna diffidenza, per favore, fate questa domanda nel vostro cuore per tre volte: “Madre, sono io lo Spirito?”. Questo è un fatto: voi siete lo Spirito. Questa è la verità che vi riguarda. Ora portate la mano destra sulla parte superiore dell’addome. Siate prasanna chitta….Non dovreste essere eccessivamente seri. Non c’è niente di serio, vedete. Dovete capire che dovreste essere prasanna chitta (felicità dell’attenzione, ndt). Dimenticate il vostro passato. Ora, qui dovete rivolgermi un’altra domanda tre volte: “Madre, sono io il maestro di me stesso?”. Ripetete questa domanda tre volte: “Sono io il maestro di me stesso?”. Questo centro è creato dai Satguru (veri Guru) perché vi stabilizziate.

Ora, appoggiate la mano destra sulla parte inferiore dell’addome, a sinistra. Io non posso imporvi la pura conoscenza. Il resto è tutta avidya; questa è vidya. Vidya, da vida, conoscenza. Quindi dovete chiedere per sei volte: “Madre, per favore, posso avere la pura conoscenza?”. Quando chiedete la pura conoscenza, la vostra Kundalini comincia a salire. Ed ora dobbiamo nutrire i nostri centri superiori con la nostra fiducia in noi stessi. Ora spostate la mano destra sulla parte superiore dell’addome, a sinistra. E qui, con piena fiducia, dovete ripetere per dieci volte: “Madre, io sono il maestro di me stesso”. Per favore, ditelo con piena sicurezza. Non dubitate di voi stessi; voi siete il vostro maestro. Per favore, rivolgete la mano sinistra verso di me, verso di me. Molte persone non hanno la mano sinistra rivolta verso di me.

Vi ho già detto che la verità, per quanto vi riguarda, è che non siete questo corpo, questa mente, queste emozioni, questi condizionamenti, questo ego; ma siete il puro Spirito. Quindi, per favore, portate la mano destra sul cuore e qui, con piena sicurezza, dovete dire: “Madre, io sono il puro Spirito. Madre, io sono shuddha Atma”. Ditelo con piena sicurezza. Ora sollevate (la mano) un pochino, per bene, vedete, non dovrebbe essere troppo in basso, alzatela bene, come se sollevaste il vostro cuore. Alzatela.

Questa Energia onnipervadente è l’energia di amore, l’oceano di conoscenza, l’oceano di beatitudine e di compassione. Ma, soprattutto, è l’oceano di perdono, e qualsiasi errore pensiate di aver commesso, si può facilmente dissolvere in questo grande oceano. Quindi, per favore, portate la mano destra nell’angolo fra il collo e la spalla, e spingetela più indietro. Qui dovete dire sedici volte: “Madre, io non sono colpevole”. Ditelo sedici volte, per favore. “Madre, io sono nirdosh. Io sono assolutamente nirdosh”.

Vi ho già detto che sia che perdoniate, sia che non perdoniate, voi non fate niente; è un mito. Ma quando non perdonate, allora cadete in mani sbagliate e vi tormentate, mentre chi vi ha tormentato è assolutamente contento. Quindi, adesso appoggiate la mano destra sulla fronte, e abbassate la testa. Abbassate completamente la testa, e qui dovete dire, dal cuore, per quante volte volete…- se non lo dite, io non posso far sì che la vostra Kundalini attraversi questo stretto Agnya chakra – quindi per favore, ognuno di voi dovrebbe dire: “Madre, io perdono tutti incondizionatamente”, senza pensare a nessuno in particolare, per favore.

Ora portate la mano dietro la nuca. Spingete la testa all’indietro, il più possibile. Senza sentirvi colpevoli, senza contare i vostri errori, solo per vostra soddisfazione, dovete dire: “Oh Potere divino, se ho fatto qualcosa di sbagliato, per favore perdonami. Oh, Brahmachaitanya, se ho fatto qualcosa di sbagliato, consapevolmente o inconsapevolmente, per favore perdonami”. Questo dovete dirlo dal vostro cuore, non ha importanza per quante volte.

Ora, aprite bene la mano destra. Poggiate il centro del palmo sulla zona dell’osso della fontanella, che era un osso morbido nella vostra infanzia. Spingete indietro le dita il più possibile. Abbassate la testa il più possibile. Qui, di nuovo, io non posso imporvi la realizzazione del Sé, quindi dovete chiederla. Muovete il cuoio capelluto sette volte in senso orario e dite: “Madre, per favore, mi dia la realizzazione del Sé”. Sette volte, per favore. Non muovete troppo la mano sulla testa. Per favore premete forte. Tendete indietro le vostre dita. Se non tendete all’indietro le dita, non ci sarà alcuna pressione.

(Shri Mataji soffia nel microfono).

Ora abbassate le mani, per favore. Rivolgete entrambe le mani verso di me. Guardatemi senza pensare. Ora rivolgete la mano destra verso di me, piegate la testa e verificate da soli. Non guardate gli altri, guardate voi stessi. Controllate se esce una brezza fresca dall’osso della fontanella, verificate se esce una brezza fresca dall’osso della fontanella. Potrebbe esserci anche una brezza calda; soprattutto se non avete perdonato, potrebbe esserci una brezza calda. Quindi adesso perdonate.

Adesso mettete la vostra mano sinistra verso di me, in questo modo. Abbassate di nuovo la testa: Non (appoggiate la mano) sulla testa ma (tenetela) lontano da essa, alcuni la sentono anche molto lontano. Cercate di controllare se c’è una brezza fresca o calda che fuoriesce dalla vostra testa. Sull’osso della fontanella, non molto indietro o avanti, ma sull’osso della fontanella, sul talu. Capito? Di nuovo, rivolgete la mano destra verso di me. Ah! Piegate la testa, piegate la testa. Ecco!

Ora, debbo dirvi come darvi il Kavach (protezione, bandhan, ndt) per proteggervi, è molto importante; e come alzarvi la Kundalini, è molto importante, molto semplice – ve lo mostrerà anche lui. Rivolgete la mano sinistra in questo modo davanti a voi, dovete muovere la mano destra mentre la mano sinistra va dritta. Quindi dovete… ve lo mostrerò io, prima di tutto… in questo modo. Sale fin sopra la testa e qui fate un nodo. Ora di nuovo inizieremo dal principio, nel modo giusto. Cominciamo da qui. Adesso cominciate a muovere la vostra mano sinistra verso l’alto. Per fissare in alto la vostra Kundalini, alzate le mani e fate un nodo e poi ancora un secondo. Fate il secondo nodo. La terza volta dovete fare tre nodi. Ora fatelo di nuovo, per favore: uno, due e tre. Fatto.

Ora il Kavach. Dovete farlo per proteggervi ogni mattina quando uscite, e prima di dormire dovreste mettere l’attenzione qui (tocca il Sahastrara, ndt) e addormentarvi. Mettete la mano sinistra verso di me, in questo modo. È Saadhe teen…le tre spire e mezzo. Quindi, come date il Kavach? Mettete la mano sinistra verso di me, verso la fotografia, mettete la mano destra così – ve lo mostrerò io prima di tutto. Poi alzatela in questo modo, portatela giù – questo è metà. Poi di nuovo tornate indietro – questo è uno. Di nuovo la portate su fino di qua e poi la riportate indietro – due. Di nuovo fate così e poi di nuovo indietro – tre. Ed ora riportatela indietro solo a metà, così sono tre volte e mezza. Questo è il bandhan, è il Kavach, il Kavach di protezione. Imparerete anche molte cose su come usare questo potere che emana dalle vostre mani.

Ora, tutti quelli che hanno sentito una brezza fresca o calda sulle mani o sopra l’osso della fontanella, per favore alzino tutte e due le mani. Tutti quelli che hanno sentito, per favore alzino entrambe le mani. Loro hanno un piccolo problema di fegato, ma si risolverà, non importa.

Che Dio vi benedica tutti, che Dio vi benedica.

Così Madras adesso dovrebbe diventare Madre Raas, che significa che la Madre ha portato a termine tutto, e voi ottenete questo stato.

Che Dio vi benedica tutti.

Vi esorto ripetutamente ad essere umili e a venire al centro (di Sahaja Yoga). Lì ci sono alcuni ottimi sahaja yogi. Tutti loro vi spiegheranno ogni cosa con grande amorevolezza. Ma per favore venite, e prestate attenzione a voi stessi, e conoscete tutto. L’anno prossimo tornerò a Madras.

Che Dio vi benedica.


[i] Virtù, gloria.

[ii] Mauna: silenzio.

[iii] Bellezza.

[iv] Karma kandi: persona che osserva strettamente gli obblighi stabiliti dalle scritture.

[v] Potrebbe trattarsi di un riferimento già ritrovato nel libro sul Muladhara “Il supporto della radice”, in cui Shri Mataji aveva spiegato in dettaglio in che modo il colore di Ganesha differisca a seconda del tipo di ricercatore.

[vi] Idli: piatto dell’India meridionale.

[vii] Sannyasi: Persona dedita alla rinuncia e all’ascetismo.

[viii] Specie di rosario usato in India.