Shri Shakti Mahakali Puja

(India)

Feedback
Share
(01/2021 NUOVI SOTTOTITOLI, traduzione verificata)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Shri Shakti Mahakali Puja

 Bangalore (India), 9 Dicembre 1991


Ora siete venuti tutti a Bangalore e ieri siete andati a Mysore, che era governata da Mahishasura. È per questo motivo che non avete avuto cibo (risate): lo avete saltato. È meglio non mangiare cibo in posti simili, non è vero[1]? Bene.

Bangalore è un posto davvero bellissimo. Il clima è splendido e scoprirete che questi rakshasa vivevano sempre in posti così. Come Puna, dove sapete che risiedeva questo Rajneesh, e dove si trova tuttora questo Mahishasura. Loro cercano sempre di trovare posti freddi, perché hanno tantissimo calore nel corpo.

Ora, come sapete, qui c’è ancora un rakshasa che deve essere smascherato. Ed oggi, con il nostro puja, dovremmo riuscirci.

Nei tempi antichi, quando la Devi doveva combattere i rakshasa, i rakshasa non erano coinvolti con gli esseri umani. Non diventavano guru o altro.

E così, ora si scopre che nel Kali Yuga sono penetrati nei cervelli dei sadhaka, dei loro devoti ed è molto difficile rimuoverli. E una volta entrati nel cervello dei sadhaka, questi ultimi, ovviamente, diventano posseduti, soffrono, hanno problemi di ogni tipo. Nonostante ciò, stanno attaccati a quella persona perché sono ipnotizzati, realmente ipnotizzati. E questo stato ipnotico li rende proprio così testardi che, anche a costo di morire, non lasceranno i loro guru.

La cosa principale è che in questo Kali Yuga ci sono tanti sadhaka che vagano confusi. Vagano dappertutto cercando di scoprire un modo per trovare la verità. Ma quando esiste un mercato, c’è anche chi vende, sapete. Ecco perché ne sono spuntati così tanti e sperimentano queste cose, questi trucchi sulla gente, dappertutto.

La maggior parte di loro sono andati nei paesi occidentali, perché lì la gente ha denaro – grazie a Dio in India non siamo così ricchi, per cui non hanno potuto ingannarci – specialmente in America. E gli americani si sono precipitati su questa gente come un pesce si tuffa in acqua, in modo molto sorprendente.

Io sono andata là, ho parlato loro e li ho avvertiti, ma non hanno voluto ascoltarmi. Non riescono a capire che si possa ottenere qualcosa senza pagare. Ciò nonostante, così tanti di voi sono riusciti a venire in Sahaja Yoga e accedere alla realtà.

È il vostro destino. È grazie alle benedizioni delle vostre vite precedenti che siete riusciti a capirlo così chiaramente e a venire in Sahaja Yoga; ed ormai siete cresciuti molto, siete maturati molto e capite che ciò che fanno gli altri è del tutto sbagliato.

Qualcuno mi ha anche parlato di questo tizio, Boy George, che ha un comportamento deviato con gli omosessuali e quant’altro e li chiama “Hare Rama, Hare Krishna”: tutte assurdità. Allora ho scoperto che è molto diffusa nel Kerala questa storia in cui si narra che quando Krishna diventò… volevo dire quando Vishnu diventò Mohini, ebbe un figlio da Shiva. Assurdo. E adesso Murti mi stava dicendo che quando vi ho raccontato questa storia, voi avete detto: “È una bestemmia, è peccato”. Io provo la stessa cosa.

Inoltre, è molto pericoloso giocare con una personalità come Vishnu. È una deità molto pericolosa. Shiva diventa molto pericoloso alla fine ma con Lui ci vuole tempo. Per quanto riguarda Vishnu, invece, si deve stare molto attenti se si adottano questi comportamenti deviati. Non so cosa accadrà loro. Ma sono così stupidi, sono così stupidi. Una cosa che si dovrebbe valutare è che, se ciò che fate è giusto per voi, se è benedetto da Dio, perché allora dovreste ammalarvi?

Ci sono regolarmente dieci milioni di persone che vanno (in pellegrinaggio) in un posto assurdo dove hanno questa faccenda di Ayappa (presunto figlio di Mohini e Shiva), e indossano vestiti neri per un mese e portano la barba e così via.

Patiscono la fame, salgono, si arrampicano per miglia, affrontano sofferenze di ogni genere per un mese. E per gli altri undici mesi fanno di tutto. Assurdità di questo genere, sapete.

Adesso, in Kerala, tutto questo è diventato una mania come fare jogging o altro. E quest’anno c’erano dieci milioni di persone che facevano queste stupidaggini. Voglio dire che anche in India abbiamo persone così stupide, potete vederlo. Ma devo dire che, in percentuale, il numero non è così elevato come in America.

In India siamo molto condizionati dal ritualismo, specialmente nel Sud abbiamo molti rituali. E siamo molto impressionati da chi esibisce degli orologi, orologi svizzeri o cose simili. Per loro è qualcosa di davvero notevole che qui si possano avere orologi svizzeri.

Sono persone molto semplici. Non capiscono che nessuna delle incarnazioni è ricorsa a questi trucchi e che la verità dovrebbe essere fondata sulla tradizione, sugli shastra (le Scritture). Non può deviare, e qualsiasi deviazione in realtà è eretica ed anche blasfema.

Ma, come vi ho detto l’altro giorno, quelle persone che parlavano di conoscenza, come i Sufi che avevano avuto la realizzazione, i veri Sufi, furono chiamate eretiche e cacciate dalla religione. Anche i cristiani, i primi cristiani, che erano gnostici, furono chiamati pazzi, eretici.

Allo stesso modo, coloro che seguono cose stupide, che seguono qualcosa di molto sinistro ed oscuro, di negativo, si opporranno sicuramente a Sahaja Yoga dicendo che è qualcosa di eretico o blasfemo.

Ma, poiché adesso voi capite cos’è, dobbiamo introdurre nuove norme secondo le quali chi non è un sahaja yogi, se pratica qualche religione, in realtà non fa la cosa giusta.

Pian piano, così come il Vaticano viene smascherato e le chiese cristiane vengono smascherate, anche in India tante organizzazioni simili vengono smascherate, e la gente comincia a capire che sono molto sbagliate.

Queste idee in realtà sono venute soltanto dalle incarnazioni: Adi Shankaracharya stesso, ad esempio, disse: “Tatatkim, tatatkim, tatatkim”: se non avete seguito il vostro guru, allora “tatatkim[2].

Così, ora hanno detto che un guru può essere uscito di prigione, può essere un truffatore, può essere qualsiasi cosa, una persona priva di carattere, ma se lo chiamate guru, allora è un guru. In qualsiasi modo chiamiamo qualcuno… se chiamiamo qualcuno guru ci attacchiamo a lui: “Questo è il mio guru”. Ma cosa vi ha dato il guru, questo nessuno se lo chiede.

Ci sentiamo felici, “Oh, bellissimo”. È come per i vermi che si arrampicano sul loto e dicono: “Oh, abbiamo un loto”. Ma se si è ancora un verme, a cosa servono questi fiori di loto? Se sia un loto o un serpente, Dio solo lo sa.

Un guru che non parli di realizzazione, che non parli di Kundalini, che non parli di ascesa, che non parli di seconda nascita, come minimo non può essere un guru.

Noi, ad esempio, crediamo anche in Rama: “Io credo in Rama”. E allora? Siete voi che fate un favore a Rama o è Rama che sta facendo un favore a voi? “Io credo in Cristo”: e allora? Voi credete in questo, credete in quello – è un’idea così assurda che ancora non capisco mai quando la gente dice: “Io credo in questo”. Ma che cosa fa, cosa significa?

Credete in Cristo. Conducete una vita licenziosa, fate cose di ogni genere, ma: “Io credo in Cristo, credo in Dio”. Fanno di tutto contro la Divinità, ma: “Io credo”. Allora nasce la domanda: che cosa intendete per credere?

È come (dire): “Io credo nel fatto che questo è argento”: e allora? È argento. Cosa vi fa credere che, dicendo qualcosa del genere, abbiate fatto qualcosa di grande? Che c’è di grandioso in questo?

Ora, se dite: “Io credo in Shri Mataji”: e allora? Va bene, voi credete in me a causa di certe esperienze ma, ripeto, e allora? Mataji dovrebbe essere nella vostra vita, dovrebbe essere nella vostra espressione, nel vostro comportamento, nel vostro modo di trattare gli altri, nella comprensione reciproca e nell’amarvi l’un l’altro. È questo ciò che colpisce le persone.

La gente dice: “Bene, andremo da Mataji, pregheremo Lei e ce ne andremo, non parleremo con voi”. Perché? “Perché noi crediamo in Mataji, fine”.

Quindi, adesso dobbiamo capire che voi credete in Sahaja Yoga. Questa, naturalmente, è shraddha (fede), non è una fede cieca, ne convengo, tuttavia la fede deve ancora penetrare nel vostro essere. Questa fede deve agire, deve mostrare risultati, deve funzionare in ogni modo.

Qualcuno potrebbe dire che noi crediamo in Mataji e che Lei fa tutto, praticherà Lei la bhakti (atti devozionali) al posto nostro. (Secondo loro) dovrei essere io a mettermi a cantare le canzoni di Mataji ed altro.

Quel che dobbiamo capire è che cosa verrà da parte vostra; e appena questo inizierà a funzionare, questi demoni e questi rakshasa scompariranno tutti, senza problemi. Quindi: “Che cosa sto facendo per Sahaja Yoga?”. Dovremmo porci questa domanda: “Che cosa sto facendo io?”.

Ora, se costruite questo strumento (microfono) ma esso poi non fa nulla, a cosa serve costruirlo? Adesso voi siete la luce, avete l’illuminazione: ma a cosa serve una luce che sta sospesa da qualche parte senza dare luce a nessuno?

Quindi, quando date luce agli altri, in modo molto innocente, in modo molto reciproco – non nel senso che diamo la luce perché vogliamo trarne un vantaggio o vogliamo metterci in mostra o tutte le altre sciocchezze che ci sono: in quel caso ha inizio il deragliamento, la gente comincia a dire: “Oh, io sono questo, sono quello”; bensì con la piena comprensione che siamo strumenti nelle mani della Divinità e gioiamo proprio di quella Divinità che fluisce attraverso di noi e agisce – non vi sentirete stanchi, non vi sentirete turbati, non vi troverete in alcun modo nei guai.

È ciò che è accaduto a voi. Siete così maturati, tuttavia dobbiamo decidere tutti che ora andremo in India per trarre tutta la gioia da questo tour. Ma per cosa? Non per tenerla per voi, ma per condividerla con gli altri. Questa gioia vi è data per essere condivisa con gli altri.

Finché non imparerete questo, il vostro ego continuerà a ritornare. E avete visto come anche persone che hanno diffuso Sahaja Yoga siano cadute nella trappola dell’ego. Quindi occorre stare molto attenti. Quanto più crescete nella vostra Divinità, quanto più maturate, tanto più dovete stare attenti.

Se ci fate caso, se su un albero c’è una foglia, non entrerà nessun insetto. Se c’è un fiore, arriverà l’insetto e lo trasformerà in un frutto. Ma quando è un frutto, allora l’insetto entrerà nel frutto e lo mangerà.

Quindi, nel diventare frutti, dovete fare molta attenzione che nessun insetto penetri in voi. Anzi, adesso avete la capacità di distruggere tutti gli insetti. E questo, direi, è lo stato che tutti dovremmo raggiungere. Così, da un lato distruggete gli insetti e dall’altro date soddisfazione alla gente.

Certo, la collettività è, indubbiamente, l’unico modo in cui potete essere purificati; ma la cosa più grande è mettercela tutta per scoprire dove poter diffondere Sahaja Yoga, dove poter andare, qual è il villaggio più vicino in cui poter andare, dove farlo funzionare. Più pensate a tutte queste cose, meglio è, e iniziate a muovervi in quella direzione.

Non appena cominciate a muovervi in questa direzione, vi accorgerete con sorpresa che Sahaja Yoga vi precederà. Incontrerete le persone che desiderate, otterrete tutto l’aiuto necessario che volete, improvvisamente incontrerete qualcuno che verrà a dirvi: “Cosa possiamo fare per voi?”. Espandendovi in questa direzione, comincia ad arrivarvi ogni tipo di aiuto.

Equivale a dispiegare le ali come un uccello e poi spiccare il volo. Ma se non vi espandete, se tenete Sahaja Yoga soltanto per voi, non funziona. So che voi mi amate moltissimo e sapete che io vi amo moltissimo; ma non credete che anche gli altri dovrebbero condividere questo amore, che anche gli altri dovrebbero avere tutto questo?

Ora, quando cominciamo a lottare, lottiamo anche con persone che sono molto difficili, come “mio fratello, il figlio di mio fratello…”. Evitate la sfera privata, statene lontani. La sfera privata è la cosa più difficile. Guardate la mia famiglia, io non la coinvolgo, perché appena si entra nel privato vi dominano, o magari domineranno i sahaja yogi o altro; niente da fare.

Quindi non andate dalle persone – “è mia sorella, è mia cognata” – niente del genere. Ciò che dovete fare è guardare oltre e, più andrete oltre, meglio sarà. Potete vederlo chiaramente, abbiamo lavorato tanto nel Maharashtra e mi accorgo che è un posto inutile.

I sahaja yogi del Maharashtra sono pochi, pochissimi, e quelli che ci sono non sono neppure tanto validi. Invece, i sahaja yogi di Delhi, o qui a Madras, a Bangalore, guardate che bei sahaja yogi vi sono. Mentre laggiù (in Maharashtra, ndt) ho lavorato così tanto.

Insomma, chi vi è molto vicino, non riesce mai a vedere la vostra grandezza. Se, ad esempio, vi avvicinate ad una grande montagna, non riuscite a vederla in tutta la sua grandezza, dovete esserne lontani e allora la vedete.

Allo stesso modo, quando volete fare qualche lavoro con qualcuno, cercate di fare in modo che non sia un parente stretto, né di avere alcun legame, ma che siano persone sconosciute. È molto meglio che seguiate queste persone ed esse manterranno la vostra attenzione salda, assolutamente su di voi. Diversamente, le persone che conoscete vi creeranno problemi.

Ora, vi sono molte difficoltà nella diffusione di Sahaja Yoga; prima ve n’erano molte, molte di più ma lentamente stanno diminuendo. Naturalmente è molto meglio che all’epoca di Tommaso (l’Apostolo), infatti lui fu costretto a nascondere il suo trattato per salvarlo dagli altri. Pensò che sarebbe arrivato un giorno che sarebbe stato il tempo della resurrezione, nel quale il suo trattato sarebbe (stato rivelato).

Pensate, è stato scoperto solo quarantotto anni fa, anzi, ormai saranno circa cinquantatre o cinquanta. Non è stato scoperto prima. Egli dovette nasconderlo. Ma ormai noi non dobbiamo nasconderci. Dobbiamo mettercela tutta e dobbiamo capire che dobbiamo perdonare.

Nel senso che, vedete, il nostro è uno spazio aperto nel quale chiunque può entrare. Pertanto noi accogliamo persone di ogni genere – anche se andate ad incontrare persone si trovano opposizioni di ogni genere e quant’altro, non importa. Tutto può essere superato, ma la prima cosa da superare è la vostra (mancanza di) iniziativa e la vostra letargia. Allora comincerà a diffondersi.

Certamente, abbiamo già molti sahaja yogi: se guardate la Russia, lì ne abbiamo moltissimi, a migliaia. Ma ormai possiamo avere ovunque moltissime persone, e sono sicura che questo sia un buon anno: dicono, predicono che quest’anno Sahaja Yoga si espanderà molto.

Quindi questo è ciò che iniziamo oggi. Volevo solo dirvi che avete il potere, avete la shakti alla vostra portata.

Hanno detto che faceva molto freddo il giorno prima del mio arrivo qui, al che ho risposto: “Non vi preoccupate”. Non ho dato bandhan, niente. Sono semplicemente arrivata qui; e loro (Shri Mataji indica il cielo, alludendo alle deità), come lo sanno! Tutto è andato a posto e voi siete qui seduti con i vostri kurta. Altrimenti sareste stati qui a tremare nei vostri completi a tre pezzi.

È così che funziona. Ma dovete avere quel tipo di dedizione. Ora Surya (il sole) e Chandra (la luna), tutte queste stelle e l’intero cosmo hanno una sola cosa da fare: assicurarsi che Sahaja Yoga si diffonda bene, si stabilizzi bene e raggiunga il suo scopo. Tutti gli elementi lo stanno realizzando. Ogni cosa è in azione, il Paramchaitanya agisce in così tanti modi.

Voi non dovete essere convinti per quanto riguarda me, lo so. Ma adesso dovete essere convinti di voi stessi, del fatto che avete tutti i poteri in voi. In realtà io non faccio niente, in tutta franchezza. Se avessi potuto fare tutto io, non avrei avuto voi, lo avrei fatto da sola. Ma dovete farlo voi, voi siete i miei canali. Voi siete i canali della Shakti. Ma fatelo in modo che sia colmo di grazia, bello e che dia molta soddisfazione.

Ieri, ad esempio, quel musicista desiderava proprio intrattenervi. Voleva proprio suonare. Voglio dire che ne gioiva. Allo stesso modo anche noi dovremmo desiderare di farlo. Non devo dirvelo io. E sono sicura che, in qualunque campo operiate, qualunque persona incontriate, potete cominciare a parlare di Sahaja Yoga e a spiegarlo. Funziona. Agisce.

Inoltre, dietro di voi c’è tutto il potere di tutte le deità, e davanti c’è Sahaja Yoga che procede veloce, c’è il Paramchaitanya che organizza: “Ora i sahaja yogi stanno arrivando, bene, fate in modo che non mangino il loro cibo, basta”. E ogni cosa è organizzata perfettamente.

Ora guardate l’organizzazione e il resto – insomma, pensavo che qui ci sono pochissime persone, e circa venti sahaja yogi a Madras – riuscite a credere come siano riusciti ad organizzare tutto questo? Il modo in cui tutto funziona, in cui produce risultati, è veramente notevole.

Pertanto abbiate fede in voi stessi, abbiate fede nel fatto che tutti loro (deità, ndt) vi aiutano, non siate nervosi e andate avanti. Perché la shakti è in voi. Avete il potere. Avete ogni tipo di potere, ve lo assicuro, avete ogni potere.

Chiedetela e l’avrete, qualunque cosa chiediate, accadrà. Ma non esitate. Come ho detto l’altro giorno, io vi faccio sedere sul trono, poi vi metto anche la corona in testa e vi dico anche che ora siete i re; ma voi scappate e non mi credete, guardando di qua e di là con timore: “Davvero io sono un re? Come posso esserlo?”. Non è questo il modo. Abbiate fede in voi stessi.

Sono molto felice che siate venuti tutti qui. Stiamo cercando di fare tutto il possibile per farvi stare comodi e per fornirvi tutto ciò che è necessario. Naturalmente siete soltanto lo Spirito e cercate di trovare le comodità dello Spirito. So che vi state adattando molto. Sono tutti sorpresi di come voi occidentali – i quali credono soltanto nel materialismo – possiate dedicarvi a Sahaja Yoga: sono molto sorpresi.

Ma tutti voi che siete venuti in Sahaja Yoga siete persone molto dolci, ritengo, persone molto speciali. E, per grazia di Dio, sono sicura che sarete le fondamenta di Sahaja Yoga e costruirete il grande edificio di Sahaja Yoga con la vostra saggezza, la vostra fede, la vostra shakti e il vostro amore.

Oggi adoreremo la Shakti – ce n’è molto bisogno – la Shakti che ha distrutto tutti i demoni, tutti i rakshasa. Questo è ciò che adoreremo oggi: la Shakti dentro e fuori di voi. È il vostro desiderio che funzionerà.

Oggi adoreremo dunque la Shakti stessa, Mahakali.

Che Dio vi benedica.

Oggi per prima cosa procederemo al lavaggio dei piedi, contemporaneamente reciteremo (Hindi) una volta l’Atharva Shirsha e dopo possiamo dire i mille nomi che sono stati messi insieme in una versione molto semplice dalla gente di Noida, e che potete cantare. In questo modo possiamo venerare la Shakti.


[1] Stando ad alcune testimonianze, durante quel tour in India, il cibo – così come molto probabilmente acqua e bevande – ha costituito un aspetto alquanto delicato, in quanto diversi sahaja yogi si sono ammalati di epatite.

[2]A che serve? “Se la mente non è concentrata con devozione ai piedi di loto del guru, a che serve?”.