Shri Shakti Mahakali Puja

(India)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Shri Shakti Mahakali Puja

Bangalore (India), 9 Dicembre 1991


Ora siete venuti tutti a Bangalore e ieri siete andati a Mysore, che era governata da Mahishasura. È per questo motivo che non avete avuto cibo: lo avete saltato. É meglio non mangiare cibo in posti simili, non è vero[1]? Bene. Bangalore è un posto davvero bellissimo. Il clima è magnifico e scoprirete che questi rakshasa vivevano sempre in posti così. Come Puna, dove sapete che risiedeva questo Rajneesh, e qui si trova ancora questo Mahishasura. Cercano sempre di trovare posti freddi, perché hanno tanto calore nel corpo. Ora, come sapete, qui c’è ancora un rakshasa che deve essere smascherato. Ed oggi, con il nostro puja, dovremmo riuscirci.

Nei tempi antichi, quando la Devi doveva combattere i rakshasa, i rakshasa non erano coinvolti con gli esseri umani. Non diventavano guru o cose del genere. E così, ora troviamo che nel Kali Yuga sono entrati nel cervello dei sadhaka, dei loro devoti. È molto difficile rimuoverli. E una volta che sono entrati nel cervello dei sadhaka, ovviamente questi ultimi diventano posseduti, soffrono, hanno problemi di ogni tipo. Nonostante ciò, sno attaccati a quella persona perché sono ipnotizzati, molto ipnotizzati. E questo stato ipnotico li rende assolutamente così testardi che, anche a costo di morire, non lascerebbero i loro guru. La cosa principale è che in questo Kali Yuga ci sono tanti sadhaka, i quali vagano confusi di qua e di là. Vagano dappertutto cercando di scoprire un modo per trovare la verità. Perché? Quando esiste un mercato, sapete che c’è anche chi vende. Ecco perché ne sono spuntati così tanti e sperimentano queste cose, questi trucchi sulla gente, dappertutto.

La maggior parte di loro sono andati nei Paesi occidentali, perché lì la gente ha denaro – grazie a Dio in India non siamo così ricchi, per cui non hanno potuto ingannarci – specialmente in America. E gli americani si sono precipitati su questa gente come un pesce si tuffa in acqua, in modo molto sorprendente. Io sono andata là, ho parlato loro e li ho avvertiti, ma non hanno voluto ascoltarmi. Non riescono a capire che si possa ottenere qualcosa senza il denaro. Ma nonostante tutto ciò, così tanti di voi sono riusciti a venire in Sahaja Yoga e accedere alla realtà.

È il vostro destino. È grazie alle benedizioni delle vostre vite precedenti che siete riusciti a vederlo così chiaramente e a venire in Sahaja Yoga; ed ormai siete così cresciuti, siete diventati così maturi, e capite che ciò che fanno gli altri è assolutamente sbagliato.

Qualcuno mi ha anche parlato di questo tizio, Boy George, che ha un comportamento immorale con questi omosessuali e quant’altro e li chiama “Hare Rama, Hare Krishna”: tutte assurdità. Allora ho scoperto che è molto diffusa nel Kerala questa storia in cui si dice che quando Krishna diventò – anzi, volevo dire, quando Vishnu diventò Mohini, ebbe un figlio da Shiva. Assurdo. E ora Murti mi stava dicendo che quando vi ho raccontato questa storia, voi avete detto: “È una bestemmia, è peccato”. Io provo la stessa cosa. Inoltre, è molto pericoloso giocare con una personalità come Vishnu. È una deità molto pericolosa. Shiva diventa molto pericoloso alla fine, ma con lui ci vuole tempo. Per quanto riguarda Vishnu, invece, si deve stare molto attenti se si adottano questi comportamenti deviati. Non so cosa succederà loro. Ma sono così stupidi, sono così stupidi. Una cosa che si dovrebbe valutare è che, se ciò che fate è giusto per voi, se è benedetto da Dio, perché allora dovreste ammalarvi?

Ci sono regolarmente dieci milioni di persone che vanno (in pellegrinaggio) in un posto assurdo dove hanno questo Ayappa (figlio di Mohini e Shiva), e indossano vestiti neri per un mese e portano la barba e così via. Digiunano, si inerpicano e si arrampicano per miglia di seguito, affrontano ogni sorta di sofferenza per un mese. E per gli altri undici mesi fanno di tutto. È così insensato!

Adesso, in Kerala, tutto questo è diventato una mania come fare jogging o altro. E quest’anno c’erano dieci milioni di persone che facevano queste assurdità. Voglio dire che anche in India abbiamo persone così stupide, potete vederlo. Ma devo dire che il numero non è così elevato come in America, in percentuale.

In India siamo molto condizionati dai ritualismi, specialmente nel Sud abbiamo molti rituali. E siamo molto impressionati da chi esibisce degli orologi, orologi svizzeri o cose simili. Per loro è qualcosa di davvero notevole che si possano avere qui orologi svizzeri.

Sono persone molto semplici. Non capiscono che nessuna delle incarnazioni è ricorsa a questi trucchi e che la verità dovrebbe essere basata sulla tradizione, sugli shastra (le Scritture). Non può deviare, e qualsiasi deviazione in realtà è eretica ed anche blasfema.

Ma, come vi ho detto l’altro giorno, quelle persone che parlavano di conoscenza, come i Sufi che avevano avuto la realizzazione, i veri Sufi, furono chiamati eretici e cacciati dalla religione. Anche i cristiani, i primi cristiani, che erano gnostici, furono chiamati pazzi, eretici.

Allo stesso modo, coloro che seguono cose stupide, che seguono qualcosa di molto tenebroso ed oscuro, di negativo, si opporranno sicuramente a Sahaja Yoga dicendo che è qualcosa di eretico o blasfemo.

Ma, poiché adesso voi capite cos’è, dobbiamo introdurre nuove norme secondo le quali chi non è un sahaja yogi, se pratica qualche religione, in realtà non fa la cosa giusta.

Pian piano, così come il Vaticano viene smascherato e le chiese cristiane vengono smascherate, anche in India tante organizzazioni simili vengono smascherate, e la gente comincia a capire che sono molto sbagliate.

Queste idee in realtà sono venute da incarnazioni: Adi Shankaracharya stesso, ad esempio, disse: “Tatatkim, tatatkim, tatatkim”: se non avete seguito il vostro guru, allora “tatatkim”[2].

Così, ora hanno detto che un guru può provenire dalla prigione, può essere un truffatore, può essere qualsiasi cosa, una persona priva di carattere; ma se lo chiamate guru, allora è un guru. In qualsiasi modo chiamiamo una persona… ad esempio chiamiamo qualcuno guru e ci attacchiamo a lui: “Questo è il mio guru”. Ma cosa vi ha dato il guru, questo nessuno se lo chiede. Ci sentiamo felici, oh, tutto bellissimo. È come per i vermi che si arrampicano sul loto e dicono: “Oh, abbiamo un loto”. Ma se voi siete ancora un verme, a cosa servono questi fiori di loto? Se è un loto o un serpente, Dio solo lo sa.

Un guru che non parli di realizzazione, che non parli di Kundalini, che non parli di ascesa, che non parli di seconda nascita, come minimo non può essere un Guru.

Noi, ad esempio, crediamo anche in Rama: “Io credo in Rama!”. E allora? State facendo un favore a Rama o è Rama che sta facendo un favore a voi? “Io credo in Cristo”: e allora? Credete in questo, credete in quello – è un’idea così assurda che ancora non capisco mai quando la gente dice: “Io credo in questo”: che cosa fa, cosa significa?

Credete in Cristo. Conducete una vita licenziosa, fate cose di ogni genere, ma: “Io credo in Cristo, credo in Dio”. Fanno di tutto contro la Divinità, ma: “Io credo”. Allora nasce la domanda: che cosa intendete per credere? È come (dire): “Io credo che sia argento”: e allora? È argento. Cosa vi fa credere che, dicendo qualcosa del genere, abbiate fatto qualcosa di grande? Che c’è di grandioso in questo?

Ora se voi dite: “Io credo in Shri Mataji”: e allora? Va bene, voi credete in me a causa di certe esperienze; ripeto: e allora? Mataji dovrebbe essere nella vostra vita, dovrebbe essere nella vostra espressione, nel vostro comportamento, nel vostro modo di trattare gli altri, nella comprensione reciproca e nell’amarvi l’un l’altro. È questo che colpisce le persone. La gente dice: “Bene, andremo da Mataji, Le rivolgeremo una preghiera e ce ne andremo, non parleremo con Lei”. Perché? “Perché noi crediamo in Mataji, fine”.

Quindi, adesso dobbiamo capire che voi credete in Sahaja Yoga; questa, naturalmente, è shraddha (fede), non è una fede cieca, ne convengo; tuttavia la fede deve ancora penetrare nel vostro essere. Questa fede deve agire, deve mostrare risultati, deve funzionare in ogni modo. Qualcuno potrebbe dire che noi crediamo in Mataji e che Lei fa tutto: praticherà Lei la bhakti (atti devozionali) al posto nostro. Dovrei essere io a mettermi a cantare le canzoni di Mataji ed altro.

Quel che dobbiamo capire è che cosa proverrà da parte vostra; e appena questo inizierà ad agire, questi demoni e questi rakshasa scompariranno tutti, senza alcun problema. Quindi: “Che cosa sto facendo per Sahaja Yoga?”. Dovremmo farci questa domanda: “Che cosa sto facendo?”.

Ora, se costruite questo strumento (microfono) ma esso poi non fa nulla, a cosa serve farlo? Ora voi siete la luce, avete l’illuminazione: ma a cosa serve la luce se sta appesa da qualche parte senza dare luce a nessuno?

Quindi, quando date luce agli altri, in modo molto innocente, in modo molto reciproco – non nel senso che diamo la luce perché vogliamo trarne un vantaggio o vogliamo metterci in mostra o tutte le altre sciocchezze che ci sono, a quel punto ha inizio il deragliamento, la gente comincia a dire: “Oh, io sono questo, sono quello”; bensì con la piena comprensione che siamo strumenti nelle mani della Divinità e gioiamo proprio di quella Divinità che fluisce attraverso di noi e agisce – allora non vi sentirete stanchi, non vi sentirete turbati, non vi troverete in alcun modo nei guai.

È ciò che è accaduto a voi. Siete così maturati, tuttavia dobbiamo decidere tutti che ora andiamo in India per trarre tutta la gioia da questo tour. Ma per cosa? Non per tenerla per voi, ma per condividerla con gli altri. Questa gioia deve essere da voi condivisa con gli altri. Finché non imparerete questo, il vostro ego continuerà a ritornare. E avete anche visto come perfino persone che hanno diffuso Sahaja Yoga siano cadute nella trappola dell’ego. Quindi si deve stare molto attenti. Quanto più crescete nella vostra Divinità, quanto più maturate, tanto più dovete stare davvero attenti.

Per esempio, se osservate, se su un albero c’è una foglia, non entrerà nessun insetto. Se c’è un fiore, arriverà l’insetto e lo trasformerà in un frutto. Ma quando è un frutto, allora l’insetto entrerà nel frutto e lo mangerà.

Quindi, mentre diventate frutti, dovete stare molto attenti che nessun insetto penetri in voi. Al contrario, adesso avete la capacità di distruggere tutti gli insetti. E questo, direi, è lo stato che tutti dovremmo raggiungere: distruggete gli insetti da una parte e date soddisfazione alla gente dall’altra.

S’intende, la collettività è, indubbiamente, l’unico modo in cui potete essere purificati; ma la cosa più grande è uscire e mettercela tutta per scoprire dove poter diffondere Sahaja Yoga, dove poter andare, qual è il villaggio più vicino in cui poter andare, dove farlo funzionare. Più pensate a tutte queste cose, meglio è, e iniziate a muovervi in questa direzione.

Non appena cominciate a muovervi in questa direzione, vi accorgerete con sorpresa che Sahaja Yoga vi precederà. Incontrerete le persone che desiderate, otterrete tutto l’aiuto necessario che volete, improvvisamente incontrerete qualcuno che verrà a dirvi: “Cosa possiamo fare per voi?”. Espandendovi in questa direzione, comincia ad arrivarvi ogni tipo di aiuto. È come dispiegare le ali come fa un uccello e poi spiccare il volo. Ma se non vi allargate, se tenete Sahaja Yoga solamente per voi, non funziona. Io lo so che voi mi amate moltissimo e sapete che anch’io vi amo moltissimo; ma non credete che anche gli altri dovrebbero condividere questo amore? Anche gli altri dovrebbero averlo.

Ora, quando cominciamo a lottare, lottiamo anche con persone che sono molto difficili, come “mio fratello, il figlio di mio fratello…”.

Evitate la sfera privata, statene lontani. La sfera privata è la cosa più difficile. Guardate la mia famiglia: io non li coinvolgo, perché appena si entra nel privato vi dominano, o magari domineranno i sahaja yogi o altro; niente da fare.

Quindi non andate dalle persone – “è mia sorella, è mia cognata” – niente del genere. Ciò che dovete fare è guardare oltre e, più andrete oltre, meglio sarà.

Potete vederlo chiaramente, abbiamo lavorato così duramente nel Maharashtra e mi accorgo che è un posto veramente inutile. I sahaja yogi del Maharashtra sono pochi, pochissimi, e quelli che ci sono non sono neanche tanto validi. Invece, i sahaja yogi di Delhi o qui a Madras, a Bangalore, guardate che bei sahaja yogi vi sono. Ed ho lavorato così tanto lì (In Maharashtra, ndt).

Quindi, chi vi è molto vicino, non riesce mai a vedere la vostra grandezza. Se, ad esempio, vi avvicinate ad una grande montagna, non riuscite a vederla in tutta la sua grandezza, dovete esserne lontani e allora la vedete.

Allo stesso modo, quando volete fare qualche lavoro con qualcuno, cercate di fare in modo di non essere imparentati strettamente, di non avere alcun legame. Fate che sia una persona sconosciuta. È molto meglio che seguiate queste persone ed esse manterranno la vostra attenzione stabile, assolutamente… Diversamente, le persone che conoscete vi creeranno problemi.

Ora, vi sono molte difficoltà nella diffusione di Sahaja Yoga; prima ve n’erano molte, molte di più, lentamente stanno diminuendo. Naturalmente è molto meglio che all’epoca di Tommaso, infatti egli dovette nascondere il suo trattato per salvarlo dagli altri. Pensava che sarebbe arrivato un giorno in cui vi sarebbe stato il tempo della resurrezione, nel quale il suo trattato sarebbe stato rivelato. Immaginate, è stato scoperto solo quarantotto anni fa, anzi, ormai saranno circa cinquantatre o cinquanta. Non è stato scoperto prima. Egli dovette nasconderlo. Ma ormai noi non dobbiamo nasconderci. Dobbiamo mettercela tutta e dobbiamo capire che dobbiamo perdonare.

Vedete, il nostro è uno spazio aperto nel quale chiunque può entrare. Pertanto noi accogliamo persone di ogni genere – anche se andate ad incontrare persone ci sono opposizioni di ogni genere e quant’altro, non importa. Tutto può essere superato, ma la prima cosa da superare è la vostra (mancanza di) iniziativa e la vostra letargia. Allora comincerà a diffondersi. Naturalmente abbiamo già molti sahaja yogi: se guardate la Russia, lì ne abbiamo moltissimi, a migliaia. Ma ormai possiamo avere ovunque moltissime persone, e sono sicura che questo sia un buon anno: dicono, predicono che quest’anno Sahaja Yoga avrà una grossa crescita.

Quindi questo è ciò che iniziamo oggi. Volevo solo dirvi che avete il potere, avete la Shakti a portata di mano. Hanno detto che faceva molto freddo il giorno prima del mio arrivo qui, al che ho risposto: “Non vi preoccupate”. Non ho dato bandhan, niente. Sono semplicemente arrivata qui; e loro, come se ne rendono conto! (Indica verso il cielo, riferendosi agli elementi atmosferici, ndt). Tutto è diventato perfetto, e voi siete qui seduti con i vostri kurta.

Altrimenti sareste stati qui a tremare nei vostri completi a tre pezzi. È così che funziona. Ma dovete avere quel tipo di dedizione. Ora Surya (il sole) e Chandra (la luna), tutte queste stelle e l’intero cosmo hanno una sola cosa da fare: fare in modo che Sahaja Yoga si diffonda bene, si stabilizzi bene e raggiunga il suo scopo. Tutti gli elementi lo stanno realizzando. Ogni cosa è in azione, il Paramchaitanya agisce in così tanti modi.

Voi non dovete essere convinti per quanto riguarda me, lo so. Ma adesso dovete essere convinti di voi stessi, del fatto che avete tutti i poteri. In realtà io non faccio niente, in tutta franchezza. Se avessi potuto fare tutto io, non avrei avuto questo, lo avrei fatto da sola. Ma dovete farlo voi, voi siete i miei canali. Voi siete i canali della Shakti. Ma fatelo in modo che sia colmo di grazia, bello e molto soddisfacente.

Ieri, ad esempio, quel musicista desiderava proprio intrattenervi. Voleva proprio suonare. Anche lui ne gioiva. Allo stesso modo anche noi dovremmo desiderare di farlo. Non devo dirvelo io. E sono sicura che, in qualunque campo operiate, qualunque persona incontriate, potete cominciare a parlare di Sahaja Yoga e a spiegarlo. Funziona. Agisce. Inoltre, dietro di voi c’è tutto il potere di tutte le deità, e davanti c’é Sahaja Yoga che corre avanti veloce, c’è il Paramchaitanya che organizza: “Ora i sahaja yogi stanno arrivando, bene, fate in modo che non mangino il loro cibo, basta”. E ogni cosa viene svolta in modo meraviglioso.

Ora guardate che organizzazione: insomma, pensavo che qui ci sono così poche persone, e circa venti sahaja yogi a Madras: riuscite a credere che siano riusciti ad organizzare tutto così? Il modo in cui tutto funziona, in cui produce risultati, è veramente notevole.

Pertanto abbiate fede in voi stessi, abbiate fede nel fatto che tutti loro (deità, ndt) vi aiutano, non siate nervosi e andate avanti. Perché la shakti è in voi. Avete il potere. Avete ogni tipo di potere, ve lo garantisco, avete ogni potere.

Chiedetelo e lo avrete. Qualunque cosa chiediate, l’avrete. Ma non esitate. Come ho detto l’altro giorno, io vi chiedo di sedervi sul trono, poi vi metto anche la corona in testa e vi dico anche che ora siete dei re; ma voi scappate e non mi credete, guardando di qua e di là con timore: “Davvero io sono un re? Come posso esserlo?”. Non è questo il modo. Abbiate fede in voi stessi.

Sono molto contenta che siate venuti tutti qui. Stiamo cercando di fare il possibile per mettervi a vostro agio e per fornirvi tutto ciò che è necessario. Naturalmente siete soltanto lo Spirito e cercate di trovare il confort dello Spirito. Io so che vi state adattando molto. Tutti sono sorpresi di come voi occidentali – i quali credono soltanto nel materialismo – possiate dedicarvi a Sahaja Yoga: sono molto sorpresi. Ma voi siete tutti delle persone molto dolci, ritengo, persone molto speciali che sono venute in Sahaja Yoga. E, per grazia di Dio, sono sicura che sarete le persone che costituiranno le fondamenta di Sahaja Yoga e costruirete il grande palazzo di Sahaja Yoga con la vostra saggezza, la vostra fede, la vostra shakti e il vostro amore.

Oggi adoreremo la Shakti – ce n’è molto bisogno – la Shakti che ha distrutto tutti i demoni, tutti i rakshasa. Questo è ciò che adorerete oggi: la shakti dentro e fuori di voi. È il vostro desiderio che funzionerà.

Oggi adoreremo dunque la Shakti stessa, Mahakali.

Che Dio vi benedica.

Oggi per prima cosa procederemo al lavaggio dei piedi e insieme reciteremo una volta l’Atharva Shirsha e dopo possiamo dire i mille nomi, che sono stati messi insieme in una versione molto semplice dalla gente di Noida, e che voi potete cantare. In questo modo possiamo venerare la Shakti.


[1] Stando ad alcune testimonianze, durante quel tour in India, il cibo – così come molto probabilmente acqua e bevande – ha costituito un aspetto alquanto delicato, in quanto diversi sahaja yogi si sono ammalati di epatite.

[2]A che serve? A che serve?Se la mente non è concentrata con devozione ai piedi di loto del guru, a che serve?