Conversazione con i sahaja yogi su attualità e politica internazionale

(Australia)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Conversazione con i sahaja yogi su attualità e politica internazionale

Ashram di Canberra (Australia), 12 Febbraio 1992


Quanti sono venuti all’incontro successivo al mio ultimo programma? Cinquanta persone. E dopo, quante ne sono rimaste?

Yogi: Soltanto tre o quattro.

È proprio tipico. Non so, manca qualcosa. Non so cosa manchi. Ad esempio, in Russia non so perché la gente si stabilizzi tanto rapidamente. Loro non hanno mai sentito parlare di Dio.

Penso che noi abbiamo troppi condizionamenti in merito a tutte queste cose, Dio, la religione e via dicendo, che ci hanno sviato. Così ci troviamo in mezzo, tra alcuni che credono ciecamente in Dio e seguono qualcosa di sbagliato, religioni deviate, ed altri che sono completamente contrari, sono atei, intellettuali.

Così, noi siamo smarriti in mezzo a questi, vedete. Ed è per questo che qui ci vuole tempo. E inoltre non c’è molta introspezione.

Mentre devo dire che i russi sono molto introspettivi e molto umili, molto umili. Anche i media sono molto umili. I giornalisti venuti ad incontrarmi, persino della Pravda, che è un giornale integralista, direi, sono stati bravissimi.

Solo che hanno detto una cosa maliziosa: “Sarà meglio che Gorbaciov[1] venga ad incontrarla, Madre, perché penso che abbia bisogno del Suo aiuto”, o qualcosa del genere. Questo lo dissuase dal venire ad incontrarmi, sapete. Quando però furono dinanzi a me dissero di essere, di sentirsi molto poveri spiritualmente: “Non sapevamo cosa fosse la vita spirituale. Come possiamo stabilizzarci davvero in Sahaja Yoga? Per favore, ci dica come fare”. È molto sorprendente, vero? Ma nelle nazioni democratiche si pensa di sapere tutto della religione, di Dio. Ed è o qualcosa di falso oppure la verità assoluta: non esiste una via di mezzo.

Stavo leggendo, a proposito dell’Islam, “Aspetti dell’Islam”, ero proprio sorpresa. Ciò che Maometto ha predicato è completamente Sahaja Yoga, interamente Sahaja Yoga. Solo che Lui non… intendo dire che Egli nacque a livello del Void per cui, naturalmente, cercò di stabilire la religione e la struttura di una religione, il modo in cui la gente avrebbe dovuto essere e tutto questo. Ed è la stessa cosa che abbiamo anche in Sahaja Yoga, però non ci viene imposta. Non è forzata, è qualcosa di assolutamente innato. Ci comportiamo così perché ci piace farlo. Ci piace e ne gioiamo; per questo lo facciamo, è questa la differenza.

Ma gli intellettuali dell’Islam sono molto saggi, devo dire, molto migliori dei cristiani. Infatti ammettono l’esistenza di numerose deviazioni. Mai confondere i musulmani con l’Islam.

E qualsiasi contributo Maometto abbia dato è realmente molto prezioso, poiché Egli ha detto che, prima di tutto, deve creare una struttura. Ha ammesso di dover creare una struttura. Vale a dire una struttura di pensieri e comportamenti. Ma se si crea una struttura senza dare la realizzazione non funziona. Non funziona. Decade.

Hanno creato tutti lo stesso tipo di struttura. Si può dire che i cristiani hanno la stessa struttura riguardo alla stessa cosa. Egli ha parlato anche della ricerca della verità e della conoscenza. Ha parlato di questo. Lo stesso ha fatto Cristo, ne hanno parlato tutti.

Anche il buddismo, il giainismo, qualsiasi cosa, tendono proprio al tipo di società cui apparteniamo noi (Sahaja Yoga, ndt) . Descrivono la società cui apparteniamo noi. Nell’Islam, Maometto descrive quella società. Non credereste che sia così tanto Sahaj.

Che gli si dia il nome di Islam, o di Cristianesimo, o di una qualsiasi altra religione, noi ci siamo, e siamo gli unici che seguono realmente queste religioni, mentre quelli che affermano di appartenere ad esse non c’entrano niente. Non solo, ma hanno detto che i musulmani sono diventati molto rigidi, per un motivo o per un altro. Qualunque possa essere il motivo io dico che il motivo fondamentale è che non sono anime realizzate. È questa la ragione di base.

Quindi, poiché adesso i sahaja yogi sono innatamente illuminati, definiamo questo (stato) religione, dato che le nostre valenze sono illuminate. A quel punto dovremmo diventarne consapevoli e cercare di seguire questa nostra  innata qualità interiore.

Infatti, se agite diversamente, vedete, vi sentirete frustrati. Perderete le vostre vibrazioni, questa è la prima prova. E non vi piacerà. Questa qualità innata di cui hanno parlato non esiste in nessuna religione. È proprio tutta un’imposizione. Quindi questa struttura artificiale non funziona.

Questa struttura artificiale non funziona, ed è questo che andrebbe completamente evitato in Sahaja Yoga: avere una struttura artificiale. Molte persone dicono: “Madre ha detto così. Madre ha detto cosà”. Io posso dire qualsiasi cosa, non ha importanza. Il punto è fin dove voi vi siete addentrati in esso. Maometto, ad esempio, ha detto: (…) bene, lo hanno detto, e allora?

Dover seguire non significa limitarsi a dire: “Io sono un sahaja yogi”, ma dovete fare qualcosa in proposito. Dovete entrarvi in profondità. E non dovete trarre vantaggio da Sahaja Yoga solo in senso materiale, ma in senso spirituale. Soltanto allora la gente sarà sorpresa nel vedere che siete persone spiritualmente molto diverse. Non c’è alcuna imposizione su di voi. Non esiste alcuna artificiosità su questo. È la completa realtà ciò che percepite, e siete nella realtà. Questo colpirà le persone. E, a mio avviso, ormai l’orientamento della mente sta andando fortemente in quella direzione, e la gente si rende conto che deve essere qualcosa di reale, che tutte queste cose artificiali non funzioneranno. Stanno scomparendo tutte, una ad una.

Ho letto i vostri giornali. Mi ha sorpreso che adesso abbiano detto che gli omosessuali non possono… devono essere scomunicati. In Inghilterra ai preti è permesso essere omosessuali.

Insomma, pensate, come possono esserci due diverse regole nella stessa religione? In Sahaja Yoga tutte queste cose sbagliate vengono meno. Le vostre droghe scompaiono. La letargia scompare. Tutte queste vostre idee perverse sul sesso scompaiono. È un potere innato di purificazione che vi purifica completamente. Voi però dovete aprirvi ad esso, dovete desiderarlo. È così che funzionerà.

Questo è molto importante per voi che siete i primi, siete come le fondamenta. Dovete formare una personalità di Sahaja Yoga molto profonda. Se indulgete in qualcosa di meschino, stupido o molto insignificante, la gente non vi seguirà.

Sahaja Yoga non è dunque ciò che dico io: non è questo, Sahaja Yoga. Dovete attenervi a ciò che voi dite, a ciò di cui parlate. Infatti, se io dico qualcosa non significa che ascoltandomi voi diventiate sahaja yogi. No. Dovete praticarlo. E praticarlo è molto facile. È molto facile praticare Sahaja Yoga. Perché è innato in voi. Dà gioia. Gioite delle vostre virtù e siete molto sicuri, molto fiduciosi. Per giunta, che amicizie, che fraternità, che relazioni! E questa cosiddetta tendenza individualistica non è molto utile poiché è contraria allo spirito della totalità, del tutto.

L’individualità va bene se è come nel caso di un albero sul quale ogni foglia è diversa, ogni fiore è diverso. In natura tutto è diverso, per quella che chiamate varietà. Dovrebbe esserci varietà. Non dovreste essere vestiti tutti come militari, tutti uguali. Dovrebbe esserci varietà. È così che c’è bellezza. Questo però non significa avere le vostre idee personali sulla religione.

Non si può. Tutte queste idee devono giungere dall’interno. Quali che siano le vostre reazioni a ciò che è esterno non dovrebbero essere idee vostre. Dovrebbe esserci una rivelazione ispirata da dentro. E se si tratta di una rivelazione, scoprirete che (le idee individuali) sono tutte proprio la stessa cosa. Non c’è niente di contraddittorio, niente di incoerente. Tutto confluisce armoniosamente in un solo oceano.

Perciò, quando le idee iniziano ad insinuarsi… un altro problema dell’Occidente, a mio avviso, è che pensate troppo. Pensate questo, pensate  quello. Insomma, ci entra in testa di tutto, nel senso che chiunque altro si trova nella nostra testa. Innanzitutto abbiamo letto molto. Anche leggere molto è pericoloso perché nella nostra testa si trovano le idee di tutti.

Però, poi, al livello della religione, ciò che accade è che un aspetto è swaha, e un altro swadha. Swaha significa che consumate e bruciate qualsiasi cosa sbagliata leggiate o vediate. Mentre swadha significa che assorbite tutto ciò che è buono.

Prima di tutto, insomma, si può leggere qualsiasi cosa, io ho letto i giornali, di tutto. E di tutto ho afferrato l’essenza, il problema. Tuttavia si comincerà a scegliere ciò che va bene per noi. Intendo dire che non si ingerisce il veleno se si sa che è veleno. Ugualmente si sviluppa il discernimento e si inizia a rivolgersi a ciò che è assimilabile e di nutrimento per la nostra crescita in Sahaja Yoga. Questo è un punto molto importante: dovremmo sapere ciò che facciamo, che leggiamo, che pensiamo, di cui gioiamo, che consumiamo.

Voi siete, infatti, persone dotate innatamente di un’intelligenza superiore. La vostra intelligenza è stata illuminata. Quindi dovreste saper capire quali cose vanno bene per voi, per il vostro nutrimento come sahaja yogi.

Essere sahaja yogi è qualcosa di davvero unico. Pensate a quante persone non hanno mai neppure sentito le vibrazioni, non hanno mai percepito questa energia onnipervadente; consideratelo in quest’ottica. Questo però non dovrebbe assolutamente procurarvi ego, bensì una maggiore compassione e una maggiore comprensione di quanto occorra alla gente.

Il nostro stile complessivo talora ci porta più all’esterno che all’interno. Cerchiamo dunque di capire come fare a rivolgerci all’interno. Io ritengo che l’unico modo sia quello di giungere allo stato di consapevolezza senza pensieri, attraverso la vita collettiva ed anche con la meditazione individuale. Meditazione collettiva e individuale. Cercate di giungere ad uno stato in cui siete senza pensieri. Cercate di portare la vostra attenzione ad un livello di consapevolezza senza pensieri. A quel punto ha inizio la crescita. Infatti quello è il presente, non è il passato né il futuro. Per cui, se vi stabilizzate in consapevolezza senza pensieri, iniziate a vedere qualcosa che esiste molto al di là, sapete.

Ora, per esempio, io vedo questi fiori. Guardateli. Ora dovrei capire che attinenza hanno con me. Ovviamente il colore bellissimo, il profumo; il pensiero va subito all’amore con cui sono stati offerti. Si salta immediatamente all’essenza di questo. Non sono offerti per esprimere una aspettativa, ma solo per esprimere amore. Ed io percepisco subito quell’amore. E ne gioisco. Questo è un punto molto importante: in consapevolezza senza pensieri entrate subito in un rapporto di amore.

Diciamo che guardate la natura circostante e, immediatamente, sentite, osservate l’amore di Dio, il modo in cui ha creato per noi questo mondo meraviglioso, in cui ci ha concesso tante cose. E allora questa orribile competitività scompare. Perché soltanto nel presente potete gioire di ciò che avete conquistato. Non nel passato o nel futuro.

Diciamo che acquistiate un piccolo tappeto come questo. Volevate comprarlo, probabilmente vi siete preoccupati per questo, avrete pensato a risparmiare del denaro, qualsiasi cosa sia. Quando però lo acquistate non c’è gioia. A quel punto volete comprare qualcos’altro. Va avanti così. Ma se siete nel presente… adesso io sono seduta qui con voi, nel presente. Conosco tutti voi molto bene, come in un quadro, persino le pieghe dei vostri abiti e ogni dettaglio. La vostra posizione da seduti, ogni dettaglio, è come un quadro.

E ciò vi arriva, e cosa si prova? – voi assomigliate proprio a questi fiori – un sentimento di gioia molto astratto. Dovremmo quindi cercare di vivere nel presente. Non nel futuro né nel passato.

Ho ricevuto molte lettere di confessioni: “Ho fatto questo, ho fatto quello…”. Insomma, io non le leggo mai. Mai. Non dovreste sprecare la vostra energia in confessioni. È sbagliato farlo. Io non voglio saperlo. Ma, sapete, le inviano, forse, per soddisfazione personale, o di qualunque cosa si tratti. Quindi non ha importanza. Perciò io le brucio oppure le strappo. Dimenticate il passato. Questo non significa che dovreste dimenticare tutto ciò che vi ha fatti arrivare a questo livello. Dovete rendervi conto di tutto ciò che vi ha nutriti: i vostri genitori, le vostre altre relazioni, la vostra nazione, le vostre letture, qualsiasi cosa vi abbia nutriti. Ma non pensate che la vostra infanzia sia stata molto meglio o molto peggio, che vostra madre sia stata cattiva. Questa è psicologia. Vi insegna che vostra madre è stata cattiva ed è per questo che siete in un certo modo.

Tutta la colpa va alla madre, poveretta. Lei vi ha fatto nascere, si è presa cura di voi. Ma loro daranno la colpa a vostra madre. Incolpate gli psicologi, piuttosto della madre, perché vi mettono in testa idee strane.

Quando pensate al passato, dovete affrontarlo nella sua globalità più come se cercaste una specie di tesoro, per il vostro nutrimento, non per rimproverarvi: “Ho fatto questo, ho assunto droghe”. Non importa cosa sia. Adesso risolvete i vostri problemi. “Ho fatto di tutto”. Dimenticatelo. Quando eravate nell’acqua, nel mare, certo, eravate sommersi, ma adesso siete salvi, siete a riva. A che serve pensare a ciò che è accaduto allora? È inutile.

Ma chi vi ha salvato da lì, o chi, il pesce che vi ha tratti in salvo o qualsiasi cosa sia, quelle esperienze nutrono, e si dovrebbe pensare a questo. Allora non avrete questa diffidenza, non avrete questa mente confusa. Pensate con grande chiarezza: “Adesso sono diverso”.

Vedete, quando un frutto nasce da un fiore, non pensa al fiore. Allo stesso modo, noi non dovremmo preoccuparci di ciò che ci è andato storto nel passato, ma di ciò che ci è andato bene; possiamo pensare a questo perché ci nutre.

Anche per quanto riguarda il futuro, dobbiamo pensare al futuro, ma non per estendere le vostre proiezioni mentali. Ma, in meditazione, dovete capire da soli qual è il futuro per Sahaja Yoga: “Cosa posso fare? Come posso purificarmi completamente? Che cosa devo fare a questo scopo?”. All’inizio, anche alzarsi al mattino è stato un compito molto gravoso per gli occidentali. Alzarsi al mattino, fare il bagno, fare la meditazione è troppo. È una specie di punizione. Ma non siete obbligati, insomma se non riuscite ad alzarvi, pazienza. Alcuni però hanno cominciato ad alzarsi, a fare uno sforzo. La sera prima decidevano di alzarsi (presto) la mattina seguente, qualsiasi cosa potesse accadere. Provate. Che male c’è? Vediamo se aiuta. Inoltre gli altri, vedendo che chi si alza la mattino per meditare è molto diverso, cominciano a farlo anche loro.

L’altro giorno mi trovavo a Calcutta e c’era un signore, un avvocato e dottore commercialista molto colto. Aveva aperto un’azienda che però fu confiscata dal governo e lui vinse la causa, spendendo molto denaro. Vinse la causa ma il risarcimento non è ancora arrivato. Ormai sono passati molti anni, circa dieci. Così gli dissi di distogliere l’attenzione da quello: “Dedicati alla tua professione”. Ora è multimilionario. Non si preoccupa del piccolo risarcimento; ha detto: “Ormai dovrei ricompensare io il governo”. È soddisfatto così.

Gli ho chiesto come ci sia arrivato e lui mi ha raccontato di aver visto un altro, molto più giovane di lui, che non aveva niente, era una persona ordinaria e molto collerica, maltrattava la moglie, faceva cose di ogni genere, e non era mai reperibile a casa in caso di difficoltà.

Inoltre andava fuori e aggrediva e creava problemi agli altri. Dopo Sahaja Yoga è cambiato completamente.

Non riusciva bene nel lavoro e allora, deluso, lo lasciò, e non riusciva bene in nessun campo; aprì un’attività, subì una perdita e tutto questo ed un’altra frustrazione. Poi è venuto in Sahaja Yoga e ha sviluppato una personalità, una sicurezza. D’improvviso è diventato molto ricco. È rimasto sorpreso di se stesso e non è attaccato. Ha detto: “Madre, tutte queste ricchezze che ho ottenuto, voglio usarle per Sahaja Yoga”. Ha preso un appezzamento di terreno, un grande appezzamento di terreno, e vuole costruirci una scuola Sahaj.

Io ero stupita di lui. Ha detto: “Ma no, che cos’è? Ho più denaro di quanto mi occorre”. Cominciò a comportarsi in quel modo.

Allora, nel vederlo, l’altro signore, il dottore commercialista, si è trasformato.

Quando ho visto la sua faccia sono rimasta strabiliata. Non era più la stessa persona. Assolutamente proprio come una fioritura. Ho chiesto: “Che cosa è successo?”. “Niente, mi alzo al mattino, faccio la mia meditazione. La sera faccio la meditazione. È cambiato questo”. Una cosa così piccola e la vita è cambiata.

Ma se deve andare a fare un’intervista la gente si alzerà alle quattro del mattino. E come se si alzano! Ma se devono meditare non lo fanno. È una punizione per loro. Specialmente in Inghilterra è molto, molto peggio. Ma adesso, gradualmente, ne hanno compreso il valore, quanto vi aiuta meditare mattina e sera.

Solo cinque minuti la mattina e dieci minuti alla sera, non molto. Non esiste una disciplina al riguardo, non vogliamo imporvi niente.

Non adotteremo nessun tipo di imposizione. Infatti non è mai accaduto. Anche per disciplinare i bambini e quant’altro ho scoperto un nuovo metodo con il quale possiamo disciplinarli meglio e che ho intenzione di adottare ora con loro. Vediamo come funziona.

Dovremmo conoscere i principi di Sahaja Yoga. Ed uno dei principi di Sahaja Yoga è che se si deve crescere occorre meditare.

Meditazione significa che in quel momento si è in consapevolezza senza pensieri. In quel momento non esiste futuro né passato. Così ci apriamo alla forza primordiale, a questa energia onnipervadente affinché ci colmi di ispirazione, di idee bellissime – proprio come il nutrimento dell’albero che avviene attraverso la linfa – e per sentire l’amore di Dio, per sentire che siamo gli strumenti di questo amore e che l’amore può fluire attraverso di noi.

Ho detto di meditare cinque minuti la mattina o, diciamo, dieci minuti. Ma non dovremmo mettere la sveglia: cinque minuti e suona un campanello. “Oh, finito”. Non così; dovreste gioire. Ad alcuni ho detto cinque minuti e continuano a stare seduti per un’ora. Gioiscono. È una gioia. È la gioia interiore dell’intima bellezza del vostro Sé, la gloria interiore del vostro Sé. Guardare voi stessi interiormente è bellissimo.

Alcuni hanno iniziato in modo ipocrita, non importa. Lo ottengono ugualmente. E alcuni sono molto furbi, sapete. Pensano di poter ingannare se stessi molto bene con la loro intelligenza. Non serve, a che serve ingannare voi stessi con la vostra intelligenza? Non è di alcun vantaggio. Dobbiamo pensare che questa intelligenza che non ci dà la forza di elevarci, di ascendere alle nostre altezze, non è la vera intelligenza.

L’intelligenza superiore ci mostrerà proprio la conquista da portare a termine. Ci mostrerà tutta quella meravigliosa vita pura che dobbiamo realizzare. È questo il lavoro di una intelligenza superiore. Ma per le persone ottuse, Sahaja Yoga è molto difficile. Esse sono impegnate con qualcosa qui e qualcosa là. Non potranno mai elevarsi. Non afferrano mai il punto. E non potranno mai capire ciò che è importante nella vita, per un sahaja yogi.

Pertanto, quando vi dico di meditare, non lo intendo come una disciplina per voi, no, assolutamente. Ma è un percorso, un modo per farvi raggiungere la consapevolezza senza pensieri, nella quale conoscete voi stessi. Non nel senso che conoscete i vostri chakra o i chakra degli altri, ma che vi rendete conto di essere lo Spirito, di essere il puro Spirito e di essere stati glorificati. Come se ci fosse un patto con Dio: prima siete nati come esseri umani, e adesso lo stiamo portando a compimento e tornando a ciò che era stato deposto in noi. Stiamo realizzando questo. E questa è la più importante conoscenza di se stessi.

Madre ha detto che siete meravigliosi, che siete compassionevoli, che siete virtuosi e che siete la Verità, siete lo Spirito. Perché dunque non diventarlo? Perché no? Quindi, ogni volta che la vostra presunta intelligenza inizia a suggerirvi: “Oh, va bene (lo stesso)…”, sfuggire a questo non vi aiuterà. Insomma, se volete fuggire siete liberi di farlo, certo. Ma perché sfuggire a questo che è così importante, così vantaggioso per voi?

Sahaja Yoga è un metodo molto facile, è il più facile. Quando vedo ciò che la gente ha fatto per ottenere l’ascesa mi spavento davvero. Si deve andare sull’Himalaya, restare lì, senza abiti e sottoporsi a sforzi.

Ho un film su Adi Shankaracharya. Poveretto, dovette rinunciare al mondo per andare a diffondere questi satya veda. Il che è la stessa cosa. Voglio dire che il senso reale del messaggio del Cristianesimo o del Buddismo, di ogni messaggio come questo, è lo stesso. Quanto dovette soffrire lui! Questo non è il vostro caso, voi non dovete soffrire. Per ogni passo fatto ricevete dieci volte le benedizioni, in ogni senso, materiale, fisico, emozionale. Ma il più grande è quello spirituale. E con questo diventate personalità tali che, qualsiasi cosa possa accadere intorno, gioite di voi stessi.

Non è più una vita relativa. Gioite di voi stessi ed anche gli altri che vi vedono gioiscono di voi. Voglio che tutti voi otteniate tutti i cosiddetti poteri che ho io. E dovrebbero essere anche di più. Questo è ciò che voglio che abbiate. Questo è sempre il desiderio di una Madre.

Dio vi benedica.

Ora, se anche c’è qualche domanda, mi farebbe piacere rispondere. In Sahaja Yoga non è che per paura non possiate farmi domande. Dovreste.

Funziona? Non ho mai indossato occhiali ma quattro o cinque anni fa i miei occhi hanno iniziato…. Così è molto meglio. Gloria riflessa. Dovete essere spiritosi, dovete avere senso dell’umorismo. Bene.

Yogi: Shri Mataji, pensa sia possibile che il signor Gorbaciov ritorni al potere in Russia?

Shri Mataji: Che cosa? Sapete le buone notizie o no? Sì, vuole incontrarmi. Vediamo. Spero di metterlo a posto. Pover’uomo. Avrebbe dovuto incontrarmi prima, sapete, ha incontrato ogni tipo di gente orribile. Ha incontrato falsi guru di ogni genere e quant’altro. È stato questo il suo errore. Se mi avesse incontrata lo avrei messo veramente in guardia da loro. Ma costoro gli hanno fatto qualcosa. Nonostante io ci abbia lavorato; sapete quanto ci abbia lavorato io stessa. Ma ora è giunto per lui il momento di raggiungere il suo Sé.

Eltsin[2] è un individuo orribile. Assomiglia più ad un americano che vuole divertirsi con le feste, le donne e via dicendo. Gli americani ne sono molto colpiti, moltissimo. Laggiù, più si è stupidi meglio è. Come questa luna di miele di Elizabeth[3]. Insomma, gli australiani non lo faranno mai. Voi in confronto siete molto, molto maturi. (È) gente davvero stupida, vi assicuro. E l’America ne è piena. Non so come infondere buon senso nelle loro teste. Innanzitutto è una nazione nata recentemente. E c’è molta testardaggine. Sono molto presuntuosi. Sono validi nella tecnologia e hanno fatto bene tutto questo con le loro mani. Però manca la maturità. E, a mio avviso, anche la compassione.

Anche se aiutano la gente, non lo fanno per compassione ma per mettersi in mostra. Quando danno aiuto, in realtà lo fanno apparire così orribile che la gente non lo vuole.

Ma adesso abbiamo alcuni americani molto bravi che sono sahaja yogi, devo dire. Gregoire a volte è esausto ma pensa che stiano emergendo alcune cose positive. Le persone di colore là sono brave, ma i migliori sono i cinesi. Per ora abbiamo più cinesi che americani in Sahaja Yoga. Gli indiani all’estero sono inutili. Sono come un albero di mango trapiantato in Inghilterra, che non dà manghi e nemmeno mele: inutile. Penso possa essere usato soltanto come legna da ardere. Gente del tutto inutile.

Lo stesso in America – per loro il dollaro è il loro padre, il loro dio, tutto – dove in maggioranza si sono recati esponenti di società molto oppresse dell’India. Perciò va bene. Abbiamo un’altra popolazione che è valida in India, moltissimo. Sta funzionando. (Sahaja Yoga, ndt) si sta diffondendo come un fuoco nel nord dell’India.

Ed il mio tour, questa volta, non so, in venticinque giorni penso che mi recherò in circa dieci posti. Quindi sarà proprio un’impresa per me. Ma ha funzionato. Sono sorpresa di Delhi. In confronto a Delhi, vedete, Canberra è un’altra capitale. Delhi ha operato meraviglie devo dire. Davvero. Certo, a Delhi vengono circa dalle dieci alle dodicimila persone, ma a Noida dodicimila. Sono andata a Ghaziabad e ci sono state circa quindicimila persone. Pensate. E quella è una città capoluogo[4].

Ma a Delhi non abbiamo solo burocrati. Forse qui. Solo lì abbiamo burocrati, abbiamo moltissimi uomini d’affari e anche altri. Burocrati e politici, teneteli fuori. Non vogliono entrare nel regno di Dio. Hanno il loro regno di normative ed è così che vivranno. Quindi non dovremmo preoccuparci troppo dei burocrati. Ma adesso ne sta arrivando qualcuno perché M.T. (Meditazione Trascendentale) li ha danneggiati. I burocrati in India sono molto danneggiati da M.T. Così adesso stanno venendo in Sahaja Yoga, proprio per uscirne.

Hanno raccontato quanto hanno sofferto e ciò che hanno dovuto sopportare. Dovreste farvi dare tutte le informazioni su M.T. da David Spiro, e pubblicarle qui in un libro o qualcos’altro.

È molto importante, perché non corrisponde a ciò che si scrive, a ciò che hanno scritto i giornali. Si può fare un opuscolo, scriverci tutte queste cose e farlo avere alla gente. Si potrebbe fare.

Pensavo di farlo io stessa ma sapete come io sia sempre di corsa. Non ho tempo di mettermi a sedere con calma per fare qualcosa di impegnativo.

Yogi: Ho ricevuto una lettera di mio figlio dalla scuola di Washi.

Shri Mataji: Bene. Magnifico. Devo dire che i bambini australiani hanno dimostrato di essere molto bravi rispetto ad altri. Ottima idea. In questa scuola di Washi abbiamo qualche problema con i bambini perché non so, sono molto ribelli. Estremamente ribelli. Non so come gestirli, scappano continuamente dalla scuola, girano per le strade ed entrano nei negozi, è molto difficile. Inoltre, poiché il piano superiore è ancora in costruzione, la scuola inizierà più tardi. Ed è difficile, sapete, quando si costruisce qualcosa e i bambini sono così, si arrampicano. Quindi stiamo pensando che, finché la scuola non sarà completata, li terremo soltanto a Dharamshala. E dopo li porteremo là.

C’è anche una grossa difficoltà perché è un luogo pieno di precipizi e valli. È proprio… ci sono troppe attività e troppe fughe e non so. Si picchiano a vicenda e succede di tutto.

L’aspetto peggiore è che se un bambino lo fa gli altri lo imitano. Nessuno li fermerà. E questo è molto sbagliato. Ad un mese dall’inizio gli insegnanti volevano rinunciare completamente. Hanno detto che non riuscivano a dirigere la scuola, i bambini sono proprio ribelli. Proprio dei selvaggi. Non possono essere domati. Schiaffeggiarli o picchiarli. Ma io ho detto: ”Va bene, usate un righello di plastica, solo per farglielo vedere. Niente. Solo plastica”. Sono arrivati e lo hanno rotto.

Rispetto ai bambini indiani devo dire che è un compito gravoso. È possibile che si debbano assumere insegnanti da fuori, se non cambiano. Ma non so se nemmeno qui rispettino davvero gli insegnanti. Questa è la conseguenza di questa specie di filosofia di lasciare i bambini liberi di esprimersi e di lasciarli liberi, sapete. Questo è sbagliato. Perché allora ci sono i genitori? Io ho sempre detto che si dovrebbe dipendere dall’albero. A che servono i genitori se non sono in grado di intervenire, se non sanno dire loro nulla?

Alcuni dicevano: “Madre, eravamo anche noi così”. Ho risposto: “No, no, penso che questa generazione sia peggiore”. Ma anche se eravate così, allora? Hanno detto: “Poi con Sahaja Yoga siamo cambiati”. Ma io ho detto: “Come si fa a dirigere la scuola? Ora, (con bambini di) questa età, si deve essere in grado di dirigere la scuola. Proprio nessun rispetto per se stessi, nessun rispetto per niente. Almeno il settanta per cento dei bambini è così. Anche le bambine sono terribili. Non si lavano i denti e non vogliono fare il bagno, piangono per niente, fanno un sacco di storie. È difficile.

Questa volta ho avuto una conversazione con loro. Ho comprato loro molti regali. Sono stati carini con me e mi ascoltavano. Ma Gregoire ha detto: “Sono degli ipocriti, Madre”. Lui è molto contrariato. È arrivato e li ha avvertiti: “Se vi comportate in questo modo non vi riammetteremo in questa casa”. E loro hanno detto: “Dove ci manderete?” Allora lui ha risposto: “Vi manderemo in un manicomio”.

Insomma, la nuova generazione in arrivo sarà molto peggio di voi. Vi dico di stare attenti in Occidente. Ho questa sensazione. Spuntano fuori tutte queste teorie ma le adottano senza sperimentarle. È molto pericoloso fare tutto questo: adottare una teoria soltanto perché è nuova. Ma prima sperimentatela! Osservate voi stessi come funziona.

E, dall’altra parte, vogliono criticare la nostra scuola confrontandola con le orribili scuole francesi. Questo bambino, Johannes, è stato mandato ad una scuola francese e mi ha scritto che non può andare in quella scuola. Infatti tutti i bambini fanno sempre cose sporche e lui non può sopportarlo. E in tenerissima età, bambini sotto i dodici anni prendono droghe, fumano. È un’atmosfera così deteriorata.

Yogi: Lo vediamo, in un altro modo stranissimo, nella società dove si preoccupano più del benessere dei detenuti che di quello delle persone da loro danneggiate.

Shri Mataji: Dove?

Yogi: Quando sono in prigione ci sono molte persone, nella società, che dicono che dobbiamo occuparci di loro, dobbiamo fare questo e quello. Ma per la gente che hanno derubato, ucciso o menomato, niente.

Shri Mataji: È un’idea del Vaticano sostenere tutti i criminali di guerra. La compassione. La peggiore è la Francia, sapete. Una volta ci è capitato di dovere prendere l’autobus dalla stazione – non eravamo riuscite a trovare nessun taxi o altro – siamo salite nell’autobus, io e Marie. Per primo salì un signore, era completamente matto, si sedette al suo posto e cominciò a dire qualcosa, sapete. Io dissi: “Ma di che sta parlando?”. Allora lei mi rispose: “Sta denunciando la guerra, ciò che è andato storto nella guerra”, ma a voce molto alta. Io dissi: “Ma è un bhut. Tutti prenderanno i suoi bhut”. Lei disse: “Madre, è vero”. Poi salì un’altra signora, dello stesso genere. Poi un altro signore; nel tempo che impiegammo per raggiungere la nostra destinazione ne entrarono quattro o cinque. E per il resto erano normali. Prendevano il biglietto, pagavano. Per il resto erano a posto. Ma tutto il tempo parlavano così. Io dissi: “Dovrebbero essere tutti presi e messi in qualche manicomio”.

Allora Marie disse: “Ma, vede, i francesi sono molto compassionevoli”. Io replicai: “Compassionevoli con chi?”. Proprio matti. Assolutamente. Dissi: “Possono picchiare chiunque”. Lei rispose: “È vero, dopo tutto sono matti”.

Perché volete mescolarli con gli altri? Risposero: “Ormai ce ne sono talmente tanti, che fare? Vivendo nella società miglioreranno”. Nessuno, non accade mai. In India, invece, non abbiamo tanti matti così. Intendo dire che non abbiamo affatto la schizofrenia. Non ho visto nessuno affetto da schizofrenia in India. O sono matti o sono sani (di  mente). Non c’è una via di mezzo.

Ma con questa schizofrenia lavorano, guadagnano, vivono da gente normale e all’improvviso diventano pazzi; non si sa quando impazziranno. Possono aggredire, a loro viene (questo impulso, ndt). Questo noi non lo abbiamo. Abbiamo pochissimi matti in India, pochissimi. Mi riferisco alla pazzia vera. Di questa schizofrenia non ho sentito parlare. Non so da dove provenga, deve essere il consumo di alcolici, deve essere la perversione, può essere. Oppure la repressione. È pronosticato che il sessantacinque per cento degli americani diventerà schizofrenico, pensate. Non azzardatevi ad andare là. Questa schizofrenia non so da dove arrivi.

Yogi: Shri Mataji, il fanatismo religioso è analogo alla pazzia?

Shri Mataji: Penso debba essere così. Deve essere così. La confessione e questo fondamentalismo religioso. Io penso che i cristiani siano i peggiori perché almeno i musulmani, sapete che sono fondamentalisti, intendo dire che si sa che lo sono, ed anche gli ebrei. Ma questi cristiani sono dei fondamentalisti molto sofisticati, sapete. Ed è così che accade. Questo Vaticano è già al tramonto. La penso così. Assolutamente. Infatti è stato scritto un libro: “Nel nome di Dio”. Orribile. Avete letto questo libro? È vietato in India. Non so se è vietato “Nel nome di Dio”.

Yogi: Qui c’è, è reperibile.

Shri Mataji: Qui lo è. L’autore[5], dopo aver scritto quel libro, ora è entrato in Sahaja Yoga. È un inglese molto simpatico. Si dice (nel libro) che quel primo papa[6] sia stato assassinato dal papa attuale[7]. E nove milioni di dollari sono stati contraffatti e messi in circolazione attraverso il Vaticano. Insomma, che razza di roba, di organizzazione è, non riesco a capire. E dopo questo, tredici persone sono state assassinate soltanto per nascondere il segreto. E adesso che io sono in Italia, ogni giorno, ogni settimana, c’è qualche rivelazione sul Vaticano. Sono orribili.

Questo Calvi, ad esempio, è stato assassinato. Hanno detto che si è impiccato ad un ponte[8]. No, (l’autore) afferma che Calvi è stato ucciso in quanto conosceva il segreto della morte del papa. Ma l’uomo che lo ha assassinato è un membro della mafia ed ha confessato: “Sebbene io appartenga alla mafia, fu il Vaticano a richiedere i miei servigi. Ed hanno pagato per questo assassinio”. Allora hanno chiesto al Sig. Hurd[9] in proposito: “Perché non avete fatto qualcosa quando quest’uomo fu impiccato lì?”. Lui rispose: “Perché non vogliamo che i nostri giudici, i nostri avvocati siano assassinati”. In Italia sono stati assassinati dei giudici[10]. Che posto pericoloso è! Per questo adesso io vivo lì.

Anche questa chiesa anglicana e tutte le sue assurdità! Proprio un’assurdità. E sanno di non essere veritieri, per questo ci perseguitano. Lo sanno, ne sono sicuri. Ne sono consapevoli. Che falsità. In tutte le religioni è accaduto così, senza dubbio, ma il massimo è la religione cristiana perché all’apparenza è così sofisticata, vedete, mentre non si sa ciò che accade al suo interno. Insomma, è come un grosso bubbone che cresce internamente e dal quale ne scaturiscono a migliaia, è così. Che ipocrisia! E la gente che crede in loro è molto per bene e innocente. Gente bravissima. E viene ingannata.

Può essere questo il motivo per cui io sono nata in una famiglia cristiana: per scoprire tutta questa assurdità. In queste cose i cristiani sono persone davvero elette, belle, molto compassionevoli. Non hanno idea di ciò che combinano questi preti.

Anche questa signora, quella che ha ricevuto il premio per la pace, Madre Teresa. Una donna molto collerica, vi assicuro. Io non so come si possa attribuirle un premio per la pace.

Ha raccolto tutte le offerte dei bengalesi e ha preso una specie di baraccopoli. Ci porta tutta questa gente moribonda, la mette lì e la converte. È questo il suo lavoro. Non è in grado di curare nessuno. Non è in grado di dare sollievo a nessuno, niente medicine, niente. Solo convertire. E ottiene un premio per la pace.

L’ho incontrata una volta che stava andando a Calcutta con me. Portava con sé qualcosa dall’aspetto bizzarro. Salì su quell’aereo – a quel tempo non era un personaggio così noto, mi pare – e disse: “Voglio sedermi davanti”.

Le dissero: “No, questo è riservato a queste persone, sono malate e devono sedersi qui, lo hanno riservato, non può sedersi qui”.

“Ma io voglio sedermi soltanto qui perché ho questa cosa eccezionale”. Dissero: “Ce la dia e la custodiremo noi”. “No”. C’è un piccolissimo spazio così per entrare nell’aereo, e lei saltava di qua e di là. Lei è magrissima, sapete. Saltava di qua e di là. Da qui a lì, da lì a qui. Saltò per mezz’ora piena di collera. “Mamma mia, che succede?”. “No. Io sono Madre Teresa ecc. ecc.”.

Quando poi l’aereo partì, la fecero letteralmente scendere. E questa signora dovrebbe ricevere il premio per la pace! In Etiopia sta convertendo la popolazione. In Etiopia, dove stanno morendo. Perché una volta convertiti andrete da Dio. All’istante. Dovete soltanto avere l’etichetta. Questa ordinazione, ordinazione, come la chiamate? Ordazione oppure ordinazione?

Yogi: Ordinazione, Madre.

 Shri Mataji: Ordinazione. Le donne sono stupide a lottare per questo. Sono sicura che le donne pensino di dover essere anch’esse degli oratori, sapete. Le donne sentono di dover avere anch’esse una tribuna da cui parlare, devono pensarla così: “Perché solo gli uomini?”. Anche gli indù sono ugualmente molto fuorviati dalle loro assurdità, ma l’unico vantaggio nella religione indù è che è una Scrittura. E non è organizzata. Non esiste un papa o qualcuno del genere, e nemmeno un arcivescovo di Canterbury. Loro non hanno questo modo di mischiare la politica con la religione.

E qui non sappiamo che questo Partito Democratico Cristiano (Democrazia Cristiana) ha governato l’Italia per gli ultimi quarant’anni. Ci sono altri sette partiti di maggioranza ma litigano tra loro. E costoro sanno come farli litigare. Quindi (i sette partiti che litigano)  hanno la maggioranza, gli altri (democristiani) la minoranza. È proprio, come dite voi, un tipo di governo davvero strano che è sempre in crisi perché non hanno la maggioranza. Hanno soltanto il trentadue per cento dei voti. Ed anche in Francia sono molto presenti questi partiti. In realtà i francesi sono i cattolici del peggior tipo. Infatti nel cattolicesimo c’è il vantaggio di poter bere quanto vi pare. E per i francesi la loro bibbia, il cibo spirituale è proprio il bere.

Antonio è andato ad incontrare il giudice quando stavano facendo qualcosa riguardo a questo caso. Un bravo giudice, infatti per quel ragazzino ha emesso un verdetto di nove pagine in cui ha parlato di me come persona rispettabile e dei sahaja yogi come ottime persone e via dicendo. E quando lui andò a trovarlo, costui gli offrì qualcosa, credo debba essere stato del vino o quel che sia. Lui (il sahaja yogi) disse: “Noi non beviamo”. Lui (il giudice) si stupì che un francese non bevesse. Ma in Australia lo accettano, insomma, pensano che bere sia sbagliato. Vero? Si sta affermando una nuova tendenza per cui rispettano chi non beve. È una buona idea.

Yogi: Deve essere così, Madre, infatti adesso le birrerie stanno spendendo molto più denaro per fare pubblicità, questo significa che la gente non beve poi molto.

Yogi: Shri Mataji, l’altro giorno il dottore mi diceva di aver visto sempre più gente che non beve.

 Shri Mataji: Davvero? Inoltre è costoso, con la recessione, sapete. La recessione è una benedizione, in un certo senso.

Yogi: Credo che agli australiani stia accadendo la stessa cosa con il fumo.

Shri Mataji: Che cosa è successo?

Yogi: Mi pare che il fumo sia in diminuzione.

Shri Mataji: Anche il fumo?

Yogi: Mi pare di sì.

Shri Mataji: Questa è una vera benedizione, vi assicuro, sareste a posto se il fumo scomparisse. Ma troppo denaro li ha rovinati, così è meglio avere una recessione.

Tra l’altro, io pensavo alla casa per voi. Leggevo i giornali e ho trovato che le case fuori, in campagna, sono molto più convenienti. Dovreste prendere qualche grande casa in rovina invece di comprare questa, perché è sulla strada, sapete. Se vi mettete a cantare, domani avrete la polizia. La cosa migliore è trovare un posto un po’ lontano ed anche un terreno agricolo. Potremmo piantarci qualche tenda e non vi disturberanno. Dovrebbe esserci un recinto intorno. Mi è stato detto che qualcuno ha suggerito che dovrebbero comprare questa casa.

Yogi: Questo era a Brisbane, Shri Mataji.

Shri Mataji: A Brisbane, non qui. Questa è a posto, ma non farà funzionare Sahaja Yoga. Per Sahaja Yoga dovete andare un po’ fuori. Cercate, potreste trovarla. Hanno una casa molto piccola, a Brisbane. Potrebbe essere un po’ più conveniente per chi lavora o altro; ma per la meditazione ritengo che dobbiate essere un po’ distanti dalla città. È molto importante. In Sahaja Yoga consideriamo ogni agevolazione, sapete, come il puja, che dovrebbe essere di domenica. Ci sono molte cose, molte comodità. Mentre nel passato dovevate andare come minimo sull’Himalaya, per la vostra ascesa. Quindi è molto conveniente, è molto comodo. Tuttavia suggerirei che la casa sia un po’ lontana dalla pazza folla, è molto importante. Dopo tutto avete tutti l’automobile; quindi che importanza hanno cinque miglia qui o cinque miglia là. La cosa migliore sarebbe cercare una casa così. E se è in rovina meglio, perché potete ristrutturarla voi stessi. E potete divertirvi con la ristrutturazione.

Riguardo a Sarah volevo dirvi qualcosa. Non sapevo che fosse una simile artista e che suonasse il violoncello. Non lo sapevo. Ma, vedete, suo marito proviene da una famiglia aristocratica e ha molti terreni e altro, e sta facendo alcuni affari nei trasporti con grande successo. Ora per lui venire qui, stare qui, sarebbe come essere un mendicante. Lui può venire a farvi visita. Ma lei può imparare là la musica indiana. Se ha studiato il violoncello può riuscire molto bene. Infatti è lo stesso stile del sitar o qualcosa del genere. Potrebbe riuscirci molto facilmente. Avrebbero dovuto scrivere che è una violoncellista e tutto questo, quindi l’Austria è il posto migliore.

Diversi yogi: Era nel modulo del matrimonio, ma abbreviato.

Shri Mataji: Ah, sapete, questa volta ci sono stati cinquecento moduli di matrimonio e c’è un errore. Ma non importa. È un vantaggio. Infatti il violoncello adesso è superato. Se diventa una buona suonatrice di sitar sarà conosciuta in tutto il mondo. Vedete, la musica occidentale dovete suonarla in gruppo. E in essa non avete molto spazio creativo. Non si può creare. È tutta scritta, dovete seguirla. Invece la musica indiana non è così. E dovete far parte del gruppo. Insomma, non conseguite grandi successi individuali. Mentre nella musica indiana potete ottenere una grande celebrità.

Lei ha dunque una grossa opportunità, può imparare qualsiasi cosa. Penso che possa imparare il violino. Il violino indiano è bellissimo. Oppure potrebbe imparare il sitar, il sarod, qualsiasi cosa. Quando si conosce uno strumento a corde si riesce a farlo meglio. E al giorno d’oggi è apprezzato moltissimo, è apprezzato moltissimo a livello internazionale. E non si deve suonare in un gruppo. Dovete suonare da soli. Da soli. Questo è qualcosa di grandioso. Apprezzeranno che arrivi da una ragazza occidentale, in India è considerato moltissimo. Il nostro governo assegna anche borse di studio per questo.

Beeth è uno che l’ha avuta. No, Simone. Simone è italiano. Lui viveva, si è sposato in Inghilterra. Anche lui ha ottenuto una borsa di studio. Ma si deve essere bravi sahaja yogi; altrimenti chi vi assegna tutte queste cose è Debu Chaudhuri. E lui non le assegnerebbe a chi non è un bravo sahaja yogi e suona semplicemente qualcosa, non le darebbe.

E così mi disse, mi chiese: “Madre, che cosa ne pensa dal punto di vista di Sahaja Yoga?”. E voi sapete che Debu Chaudhuri aveva questo problema del pollice dell’artista, come lo chiamano. Non ha potuto suonare per tanti giorni, per molti anni, mi pare, perché aveva dei crampi ai pollici. Così io l’ho curato, è guarito perfettamente ed ha ripreso a suonare. E in seguito è divenuto preside della Facoltà di (Musica e Belle) Arti di Delhi.

Poi ha iniziato le sue esibizioni dappertutto. Ha suonato alla mia presenza e ha composto alcuni raga per me e di tutto.

Ora ha ottenuto un titolo molto prestigioso, “Brughu Visharad”, a Delhi. Ma è molto in obbligo con Sahaja Yoga. Molto debitore. Ritiene che solo Sahaja Yoga gli ha dato questa stabilità, e che solo Sahaja Yoga gli ha dato queste benedizioni che gli hanno procurato tutto questo.

In Sahaja Yoga non ci si dovrebbe preoccupare, tutto si risolve. Qualunque sia l’ostacolo in realtà è per il vostro progresso. Questo caso in Francia ci ha aiutato moltissimo, adesso. Ogni cosa è per il nostro progresso. Se c’è qualche ostacolo, è perché sta a noi superarlo. Sempre. Quindi non ci si dovrebbe mai preoccupare di niente. Mai preoccuparsi. Si risolve tutto.

Questa volta c’è stato un miracolo, quando siete arrivati in India. Avevamo caricato tutti gli oggetti d’argento, tutti i regali e il resto su un camion. E mi dissero che avevano riempito il camion e stavano per partire. Dissi: “No, stasera non dovete partire. In qualche modo restate qui. Domattina”. Loro non riuscivano a capire. Dissi: “No, niente da fare”. E quella notte tutti i camion in viaggio furono assaliti dai briganti. Così partirono la mattina seguente. E arrivarono in un posto molto vicino a Ganapatipule, chiamato Japadevi dove si verificano quasi sempre incidenti. Deve esserci qualche bhut, non so cosa. Ebbene, questo camion perse il controllo e cominciò a staccarsi la ruota, un grosso problema, e si trovava su un pendio per cui iniziò a indietreggiare. Allora quei ragazzi saltarono giù. Ed anche l’autista saltò giù pensando: “Che succederà adesso con tutte quelle cose lì dentro?”. Il camion aveva iniziato a muoversi e, all’improvviso, voltò ad angolo retto. E poi ancora ad angolo retto. E si fermò vicino ad una piattaforma proprio come questa, una grande piattaforma di pietre creata dalla natura. Si fermò proprio lì. Loro pensarono: “Ormai è finita. Dove sta andando così, muovendosi da solo?”. Poi, da quella parte, arrivò un bus. Se non fosse accaduto tutto questo il bus si sarebbe scontrato. L’ho visto io stessa fermarsi, e nessuno riusciva a capacitarsi di come fosse accaduto. Poi usarono la piattaforma per scaricare le cose,  le persone salirono su un bus e fu preso un altro camion. E niente andò distrutto, niente, non un solo pezzo. È così, Sahaja Yoga è qualcosa che si deve sperimentare e poi crederci. Tutto si risolve.

Adesso mi congedo da voi.

Dio vi benedica.


[1] È stato l’ultimo segretario generale del Partito Comunista Sovietico dal 1985 al 1991, propugnatore dei processi di riforma legati alla Perestrojka e alla Glasnost, e protagonista della catena di eventi che hanno portato alla dissoluzione dell’URSS. La sua politica ha portato alla fine della guerra fredda. È stato insignito nel 1990 del premio Nobel per la pace.

[2] Primo Presidente della Russia post-sovietica dal 1991 al 1999, morto per infarto nel 2007.

[3] Elizabeth Taylor, che nei mesi precedenti aveva contratto all’età di quasi sessant’anni l’ottavo matrimonio.

[4] Città dell’India, capoluogo del distretto di Ghaziabad, nello stato dell’Uttar Pradesh.

[5] David Yallop: “In nome di Dio”, ed. Pironti.

[6] Giovanni Paolo I.

[7] Wojtyla, Giovanni Paolo II.

[8] Roberto Calvi: finanziere italiano, presidente del Banco Ambrosiano dal 1975, fu ritrovato impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri sul Tamigi, a Londra,  nel 1982. Inizialmente la magistratura inglese liquidò la sua morte come suicidio; sei mesi dopo, la sentenza fu annullata e in Gran Bretagna iniziò un secondo processo che lasciava aperta sia la possibilità del suicidio che dell’omicidio. Nel 1988 iniziò in Italia una causa civile che stabilì che Roberto Calvi era stato ucciso.

[9] Douglas Hurd, Ministro degli interni del Governo Thatcher dall’85 all’89.

[10] Il quotidiano La Repubblica ha proprio di recente pubblicato un articolo dal titolo: “1992, l’anno che cambiò l’Italia” che elenca i maggiori eventi politici italiani di quell’anno. Da esso si evincono rilevanti connessioni con questo discorso di Shri Mataji (datato 12/2/1992): dopo soli 5 giorni, il 17/2/1992, ha ufficialmente inizio l’inchiesta “Mani Pulite-Tangentopoli” con l’arresto del faccendiere Mario Chiesa. Un mese esatto dopo questo discorso, il 12/03/1992, la mafia uccide Salvo Lima, europarlamentare della Democrazia Cristiana, evento che preclude per sempre ad Andreotti la Presidenza della Repubblica a cui aspirava. E soprattutto, visto che proprio in questo punto Shri Mataji parla dell’uccisione di giudici in Italia, vale la pena ricordare che l’estate del 1992 è quella delle stragi mafiose ai danni dei due giudici simbolo dell’Antimafia, Giovanni Falcone e successivamente Paolo Borsellino. Quest’ultimo, stando alle testimonianze di alcuni pentiti di mafia, sarebbe stato ucciso per essersi opposto ad una trattativa intavolata segretamente fra istituzioni dello stato e la mafia stessa per far cessare le stragi.