Discorso precedente il Puja di Pasqua

(Italia)



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(04/2019 SOTTOTITOLI)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Discorso precedente il Puja di Pasqua

Magliano Sabina, 18 Aprile[1] 1992


Oggi è stato davvero molto gioioso vedervi tutti in uno stato d’animo così felice. Che felicità, che gioia ha procurato Sahaja Yoga a tutti voi.

È davvero… non avrei mai potuto immaginare che le persone potessero essere così gioiose e rilassate come eravate voi stasera.

Dimostra anche quanto abbiate compreso la stupidità di questa ipocrisia che va avanti nel nome di Dio. E non solo l’avete compresa, ma il modo in cui l’avete rappresentata ha dimostrato anche la vostra grande capacità di interpretazione, l’arte di portare allo scoperto i punti salienti di tutta questa ipocrisia.

Vi sono molte persone in grado di notare questo aspetto, non lo vediamo soltanto noi, anche molti (altri) sicuramente ne sono a conoscenza; però voi, adesso, avete il potere di riconoscerlo, capirlo e rendervi conto che la verità è che sono davvero degli ipocriti.

Abbiamo esseri umani che ovviamente non vogliono accettarlo, non vogliono vedere. Hanno chiuso gli occhi, (ripongono) una fede cieca in tutti questi individui ipocriti, per qualche motivo mancano di capacità di ragionare, di comprendere, di logica.

Però ci sono alcuni che comprendono, che hanno una immagine completa di questi individui presenti in diversi Paesi, in diverse religioni, e di tutti questi “guru”. Se ne rendono conto, però non riescono ad opporsi, non osano dire niente contro di essi, e se anche lo fanno sarà in modo molto nascosto, non così apertamente come abbiamo fatto noi oggi.

Nonostante sia stata molto allegra e divertente, dietro tutta questa commedia ho percepito la tragedia, poiché tanti stanno soffrendo, vengono derubati, ingannati, sfruttati, sono stati moralmente schiacciati.

E non so quante crudeltà si consumino dietro le quinte nel nome di Dio.

È una grande tragedia che ancora continua in questi tempi moderni. Ma tutti voi siete molto fortunati e privilegiati per esservi liberati di tutte queste assurdità, di tutte le catene della fede cieca, e adesso gioite tutti della libertà del vostro Spirito.

È la cosa che mi ha dato maggiore gioia. Dobbiamo comprendere che siamo ormai nel regno di Dio, pertanto possiamo vedere la realtà con grande chiarezza; e nel regno di Dio siamo sempre accuditi dal Potere Divino.

Il modo in cui agisce, il modo in cui si prende cura di noi, è veramente notevole.

Così come voi avete assistito ad una rappresentazione, con tutti questi attori saliti sul palco uno dopo l’altro, in realtà noi ne abbiamo vista un’altra in India, ma senza averla organizzata, molto spontanea; proprio come quella di oggi, ma senza nessuna organizzazione; abbiamo assistito ad una splendida rappresentazione che devo raccontarvi, affinché comprendiate quanto questo Potere Divino stia agendo.

Vi ricordate che abbiamo avuto una bruttissima esperienza ad Angapur[1], quando quegli individui avevano scagliato delle pietre ferendo molte persone (sahaja yogi); se vi ricordate quella notte, ci siamo trovati in difficoltà.

E avevamo sporto denuncia, ma per qualche motivo la causa non veniva avviata. E quando giunse la data stabilita io per qualche motivo non potei essere presente, tuttavia ci fu il processo ma noi non sapevamo cosa stesse accadendo.

Ci fu un uomo che era venuto quando stavamo facendo quel programma (all’epoca dell’aggressione con le pietre, ndt). Si chiamava Anant Baransbe e mi disse che era della televisione e voleva la realizzazione.

Io gli dissi: “Ora non posso, devo tenere una conferenza, può andare a sedersi dietro e vedremo se si riuscirà a darle la realizzazione”.

E, avete sentito la storia, quelli che ci avevano lanciato le pietre, questi affiliati di Andhashraddha Nirmulan[2], avevano organizzato l’arrivo di questo uomo della televisione.

E noi non sapevamo cosa fare.

Ebbene, un genero del nostro Ministro degli Interni venne a casa mia a Pratisthan e chiese la realizzazione. Io ero piuttosto sorpresa che quest’uomo venisse per la realizzazione; e allora gli raccontai quello che ci stava accadendo. Lui rispose: “No, no, può andare a parlare con questo Ministro degli Interni”.

Ora, questo Ministro degli Interni è un grande discepolo di asatya (falso, ndt) Baba, pensate. Io dissi: “Davvero, non so come potrà funzionare con questo stupido, questo discepolo di satya Sai Baba… [Shri Mataji si corregge:] asatya Sai Baba”.

Osservate dunque la commedia. Eravamo alquanto esitanti. Con me c’erano Rajesh Shah, Yogi Mahajan e un certo Nalgirkar, che è della stessa zona di questo ministro, ed aveva organizzato questo incontro.

Arrivammo dunque lì. Il segretario privato mostrò grande rispetto nei miei confronti, così fece entrare la macchina – noi non riuscivamo a capire – poi venne a toccarmi i piedi. Ero molto sorpresa. Poi andai a sedermi con questo Ministro degli Interni, e sua moglie entrò e toccò i miei piedi. Ero molto stupita, e lei disse: “Non si ricorda di me?”. Ed io: “Mi pare di averla già vista da qualche parte”. Lei continuò: “Si è dimenticata che eravamo andate insieme a Londra?”.

C’era stata una promozione dell’Air India per personalità che avevano svolto opere sociali, come una sorta di ricompensa, per cui potemmo andare in Inghilterra e tornare. C’erano andate parecchie signore, fra cui la moglie del Primo Ministro; in realtà lui all’epoca era Primo Ministro e lei è sua moglie. Erano ben noti alla mia famiglia e in effetti anche il loro matrimonio era stato organizzato da mio padre.

Quindi erano tutte, per così dire, nuove a questa cultura occidentale, signore molto all’antica, tutte signore anziane, sapete, in questo viaggio con me a Londra.

Lì, sapete, furono talmente sconcertate dalle danze che videro e tutto il resto che dissero: “Che cosa fanno qui questi scostumati? Perché ci mostrano queste sconcezze, noi non siamo donne volgari”.

Ed erano così, sapete. Dovetti dire loro: “Bene, loro hanno soltanto questo genere di danze, se non volete vedere possiamo uscire”.

Uscimmo e si misero tutte a vomitare lì.

La situazione con loro fu davvero terribile. Ebbene, a Londra mi si attaccarono tutte, e una di loro era la moglie di questo signore e mi disse: “Se si ricorda, stavamo tutte appiccicate a Lei”.

Erano tutte più anziane di me, (ma Le si attaccarono) perché non riuscivano a capire cosa accadesse in questi Paesi, infatti non avevano mai visto quelle danze, donne e uomini di quel genere.

La signora disse: “Ma perché questi dell’Air India ci creano tutti questi problemi? Perché vogliono sconvolgerci?”. Io risposi: “Va bene, questo è il loro modo di divertirsi, non ha importanza”. Ma dentro di me ridevo, dicendo: “Da dove sono piovute qui queste signore all’antica, che non riescono a sopportare tutte queste assurdità”. Ma questa signora disse: “Quanto ci ha sostenute, sa, quanto ci ha aiutate, altrimenti saremmo crollate tutte lì”.

Questa signora fu dunque molto dolce e si mise a raccontarlo al marito: “Sai, Lei era piuttosto giovane ma era molto saggia e si prese cura di noi, fece questo, pur essendo la più giovane e tutto il resto”.

Poi, d’improvviso, (arrivò) una ragazza – adesso entrano in scena uno dopo l’altro (proprio come i personaggi di una commedia, come detto prima da Shri Mataji, ndt); la prima fu la moglie (del ministro) – e la ragazza fu annunciata così: “C’è una signora di nome Nirmala Deshbande che vuole incontrarla”. La signora rispose: “No, no, ora sto parlando con Shri Mataji, la incontrerò più tardi”. Io risposi: “No, la faccia chiamare, mi conosce molto bene”. Ebbene, questa Nirmala Nishbande era con me nel Movimento (di Indipendenza dell’India, ndt) nel 1942.

Pensate che intreccio. Lei doveva venire lì proprio quel giorno, quella mattina.

Insomma, in realtà la nostra intervista era fissata per la sera precedente, ma era stata spostata al mattino dopo e, il mattino dopo, come entrano in scena uno dopo l’altro!

Prima la moglie (del Ministro degli Interni, ndt), e avevamo già dato un bel ulta (opposto, ndt) bandhan, al contrario, a queste due fotografie del signor Narakasura, affinché non inizi a riversare della vibhuti[3] dalle sue fotografie (Shri Mataji prima aveva accennato al fatto che il Ministro degli Interni era seguace di un falso guru, ndt).

Poi arrivò questa signora, Nirmala Deshbande. Appena mi vide cadde ai miei piedi ed iniziò ad abbracciarmi. Disse: “Da quanto tempo… e adesso ci incontriamo”. Si dimenticò persino che il Ministro degli Interni era lì seduto, niente da fare (risate, Shri Mataji ride), e si misero tutti a guardarla.

(E lei, Nirmala Deshbande, disse:) “Oh, voi non la conoscete?! È stata la nostra Leader, sapete, era come una vera Shakti, per come ha affrontato i britannici: non ne avete idea. Voi siete diventati ministri, ma questa è la Signora che ha combattuto per la libertà”. E fece tutto un grande discorso al Ministro degli Interni; e il Ministro degli Interni se ne stava così (Shri Mataji mima l’espressione attonita del Ministro con la bocca spalancata; Shri Mataji ride, risate generali e applausi, ndt).

Ma non è finita (Shri Mataji ride, risate). Dopo (Nirmala Deshbande) non parlò con lui, parlava solo con me e disse: “Oh, Lei ha fatto un grandissimo lavoro. Ho sentito parlare di Lei. Desideravo ardentemente incontrarla, ma pensi, oggi sono arrivata e Lei è qui dopo tutto questo tempo! Oh, voi non sapete che Signora amorevole Lei sia. È stata così dolce con noi. Era molto più giovane di me e, sapete, noi eravamo tante ragazze e ragazzi, e Lei organizzava tutti ed era tanto giovane ma tanto coraggiosa!”. E ha raccontato tutto. Io ero alquanto imbarazzata. Ed il ministro non sapeva perché lei fosse venuta lì.

Allora io dissi: “Bene, adesso me ne vado”. Gli raccontai tutta la storia (attacco con le pietre ai danni dei sahaja yogi, ndt), gli consegnai tutti gli incartamenti e lui non poté esimersi, dovette proprio firmarli e scrisse all’autorità principale del Maharashtra: “Per favore, fate qualcosa per questa faccenda”, o qualcosa del genere.

Io gli raccontai tutto, di come Rajneesh avesse pianificato tutto quanto e come fosse stato tutto fatto dai seguaci di Rajneesh, infatti ne abbiamo le prove. Poi ce ne andammo.

Uscimmo, e c’era una signora che mi toccò di nuovo i piedi sulla veranda. Non riuscii a riconoscerla con precisione (Shri Mataji ride).

Lei disse: “Si è dimenticata? Sono la Maharani[4] di Satara” – dove era avvenuto l’episodio (dell’attacco con le pietre, ndt), sapete, Angapur è vicino a Satara – “Ah, mi ricordo”.

“Lei venne nel 1972. Abbiamo avuto un bell’incontro nel nostro palazzo e mia suocera, la Rajmata (regina madre, ndt) La invitò e lavò i Suoi piedi”. Io risposi: “Sì, sì, mi ricordo”.

“Ma Lei ci ha dimenticati, non è più venuta ad incontrarci, dopo. Adesso Lei deve venire al matrimonio di mio figlio. Sono venuta per invitare il Ministro degli Interni. Deve venire al matrimonio di mio figlio”.

Io dissi: “Domani parto per Roma”. E lei: “No, no, no, la porterò io. Lo farò io. Bene, almeno deve chiedere a questo Ministro degli Interni di venire. Lui la ascolterà, sono sicura che la ascolterà”. Io rimasi in silenzio.

Vedete, c’era un signore con lei. Lei entrò e lui disse: “Shri Mataji…” – e toccò i miei piedi – “Io l’ho già incontrata e Lei mi ha dato la realizzazione”. Io risposi: “Come si chiama?”. E lui: “Il mio nome è Anant Baransbe”.

Ed io: “Come?”. “Io l’ho incontrata ad Angapur. Sono Anant Baransbe, io ero lì. Si ricorda?”.

Io risposi: “Sì, certamente. Ma perché era venuto ad Angapur?”. E lui: “Semplicemente perché un sahaja yogi mi aveva portato lì”. “Ma non era stato portato dagli andhashraddha?”.

E lui: “No, mai, come sarei potuto venire con questa gente orribile?”.

“Allora che cosa è accaduto?”. Lui rispose: “Solo quattro giorni fa ero a Satara ed era iniziato il processo e mi hanno portato lì. Allora ho testimoniato: ‘Ho visto sette persone (sahaja yogi) colpite da questi andhashraddha. Ed erano tutte insanguinate. Ne fui talmente sconvolto che non riuscii a sopportarlo. Scappai. Ma devo dire una cosa, e cioè che Mataji ripeteva a tutti, ‘State tranquilli, non importa, non ha importanza: stanno arrivando delle pietre, voi state calmi, non lanciatele, non fate niente’.”

E lui, quest’uomo, disse queste cose in tribunale, in nostra assenza, ci pensate?

E dopo un anno lo incontrai e allora cominciarono ad insinuare: “Oh, Mataji deve avergli pagato centinaia di migliaia di rupie, per questo parla così”.

E si credeva che lui fosse il loro testimone (degli andhashraddha), pensate un po’. Io dissi: “Davvero?!”. Allora dissi subito al segretario privato di portare il nostro esposto, e stralciammo tutto quello che era scritto contro questo Anant Baransbe, diversamente sarebbe finito nei guai. Pensate! (Shri Mataji ride, risate) E allora dissero: “Davvero?”.

Poi uscì questa signora (la Maharani di Satara, ndt) e disse: “Perché non entra ad invitare il Ministro degli Interni a venire al matrimonio di mio figlio? Almeno lui dovrebbe partecipare, Madre”. Allora entrai con lei e venne anche questo Anant Baransbe. Io dissi: “Questo è lo stesso signor Anant Baransbe, ma sta dicendo qualcos’altro”. E lui iniziò a raccontare (al Ministro degli Interni, ndt) come avessero picchiato (i sahaja yogi) e tutto il resto. Disse che questo Dr. Dabholkar[5] era un demonio. E così via; mentre noi avevamo scritto cose contro di lui in quel documento, pensate.

Riuscite ad immaginare una storia del genere, cioè che questo tizio, Anant Baransbe, che era citato nella nostra istanza, fosse lì proprio quella mattina, ad aspettarmi!

Allora il Ministro degli Interni gli fece due o tre domande: “Che cosa facevano loro?”.

“Niente. Li vidi picchiare sette persone (sahaja yogi), una dopo l’altra, al che mi spaventai e scappai con la mia macchina fotografica, non riuscii a sopportarlo; ma Mataji diceva loro di non colpire, di non colpirli di rimando, era molto tranquilla”. E il Ministro degli Interni ne fu molto sorpreso.

E così quando uscimmo, nonostante (il Ministro) fosse un discepolo di asatya (falso) Sai Baba e tutto il resto, le cose andarono in un modo che prima sua moglie mi riconobbe, poi arrivò Nirmala Deshbande, poi questa Maharani (di Satara, città dell’attacco ai sahaja yogi, ndt) la quale mi elogiò moltissimo dicendo che avevo curato sua suocera e tutto il resto; e poi ecco arrivare questo signor Anant Baransbe che raccontò tutta la storia. E questo Ministro degli Interni non sapeva dove guardare; “satya” Sai Baba e tutto il resto non contava più nulla.

Osservate quindi come si è svolta questa commedia, e noi eravamo tutti davvero stupiti dell’intera situazione. Quando siamo usciti Rajesh ha detto: “Madre, questo è stato Maha-Sahaja Yoga”. (Risate e applausi)

Quindi, in Sahaja Yoga tutto funziona, dovete sapere che tutto funziona. Ma dovete anche sapere che dovete avere fede nel Paramchaitanya; ed anche fede in voi stessi, nel fatto di essere nel Regno di Dio.

Oggi sono stata molto felice per come avete apprezzato e compreso tutto questo, ma c’è una cosa: tutti voi dovreste non soltanto gioirne, ma sentirne la responsabilità. Dobbiamo far rilevare al mondo intero quanto siano ipocriti, come strumentalizzino il nome di Dio e come rovinino la gente con i loro espedienti.

Oggi non voglio parlarvi di molte cose.

Oggi è un giorno in cui Cristo non è ancora risorto, come si dice, ma non so, a quest’ora deve essere già uscito dal Suo sepolcro, in realtà, perché uscì e si trovava all’esterno quando arrivò Sua Madre e gli chiese: “Chi sei tu?”. Lei non riuscì nemmeno a riconoscerlo, non riusciva nemmeno a credere che Cristo fosse risorto.

Allo stesso modo anche noi ci dimentichiamo di essere risorti e di essere completamente trasformati e di essere liberi, assolutamente liberi. Niente può dominarci, nessuno dei nostri condizionamenti, non il nostro ego, nulla può dominarci, nessuna delle nostre abitudini. Tutto è scomparso e siamo uccelli liberi di volare e di gioire dei nostri voli. Questo è ciò di cui dobbiamo renderci conto.

 

Dio vi benedica tutti.

 

Vi ho detto che non dovreste darmi premi, niente. È troppo. Sono troppi regali.

Insomma, non so perché mi offriate sempre tutte queste cose, ma voi pensate di doverlo fare perché è soltanto un vostro privilegio.

 

Ebbene, anch’io ho certi privilegi, anch’io posso farvi dei doni. Pertanto ho acquistato dei piccoli regalini per tutti voi che siete qui a Roma.

Per quelli di Cabella li ho comprati la volta scorsa, ma lo rifarò quando verranno lì. E inoltre, per gli altri Paesi li distribuirò quando ci andrò, ma ora è per le persone di Roma e i leader.

I leader io li temo anche, perché, vedete, a volte se si arrabbiano possono formare una associazione contro di me, sapete. Quindi è necessario stare attenti con loro. (Risate, Shri Mataji ride). Ci sono dunque dei regalini per tutti loro, spero li accetteranno, e così…

 

[Fine della registrazione video]


[1] Vicino a Satara, in Maharashtra. Il riferimento è ad un episodio accaduto il 29/12/1989, durante l’India Tour. In quella occasione, i sahaja yogi furono attaccati da un gruppo di seguaci del falso guru Rajneesh i quali scagliarono loro delle pietre (v. Puja a Brahmapuri, 30/12/1989 e Puja di Capodanno, 01/01/1990).

[2] Andhashraddha significa lett. Fede cieca. Maharashtra Andhashraddha Nirmoolan Samiti (MANS; o Committee for Eradication of Blind Faith, CEBF: lett. Comitato per l’eliminazione della fede cieca) è una organizzazione, fondata nel 1989, che si prefigge di combattere la superstizione in India, particolarmente in Maharashtra.

[3] Cenere dei campi della cremazione.

[4] Moglie o equivalente femminile di un Maharaja.

[5] Fondatore del movimento Andhashraddha Nirmulan (v. nota 3). Il Dr. Narendra Dabholkar, nato il 1° novembre 1945, è poi morto assassinato a colpi di arma da fuoco a Puna, il 20 agosto 2013.