Sahastrara Puja

Nirmal Temple, Cabella Ligure (Italia)


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Sahastrara Puja. Cabella Ligure (Italia), 9 Maggio 1993.

Oggi   siamo   qui   per celebrare  il Sahastrara Day.
Non è stato molto difficile  per me  aprire   il Sahastrara   perché   c’erano    tanti    ricercatori  in  questo  mondo, e   perché,    certo, avevo studiato anche le   permutazioni   e   combinazioni delle cose per   cui   tutti state, in un modo o nell’altro,  soffrendo.
E poi  il tempo  era  venuto: sentivo che  orribili  guru,  che  sono realmente  dei  demoni, stavano cercando di catturare  tutti  i  ricercatori. Ho pensato:  “È arrivato il momento  di aprire  il Sahastrara”.
Non è stato  come  con   la crocefissione di Cristo,  assolutamente.
A quei  tempi  uno   doveva  fare   tante tapasia,  e  questo è  quello  attraverso cui  Lui è passato.  Ma in questi tempi moderni, quello che   sai     è   molto   più  importante  di  quello fai.   C’è  una tale consapevolezza universale  ora,   grazie,    forse, ai media,  grazie alle comunicazioni,   grazie  al  viaggiare,    che  una mente umana conosce  un sacco di cose.  Conosce  così tanto  certe  volte che   il suo  cervello  non può  nemmeno  sopportarlo. È così sovraccarico di   idee!
E poi  la mente  umana   è  continuamente    ansiosa  di afferrare, di assorbire e trattenere  qualunque cosa  pensi   sia conoscenza. Ma   manca   il discernimento. E allora  cose di tutti i generi  si sono accumulate   nel suo  cervello  in questo tempi moderni.
Specialmente  con  l’avvento di tutti questi media  come  televisione, computer –  che non è un media  ma  è  un cervello piuttosto complicato, a sua volta –  l’uomo  ha dovuto conoscere la tecnica    di tutte queste  cose   a fondo.  Con la comprensione di questa tecnica    ha  potuto fare molte cose,  molte più cose   dei suoi antenati.

E così il materialismo ha cominciato a svilupparsi  nella  mente della gente.   Dunque  la  piaga  dell’umanità       a quel punto era il materialismo, quando  ho sentito  che il  Sahastrara  doveva  essere aperto.  Prima di questo  la gente  era semplice, innocente,  tutti credevano  in Dio, non ne avrebbero mai dubitato, e nemmeno la cercavano la verità.

Il materialismo  ha creato una tale competizione  tra gli esseri umani, una così grande ipocrisia che la gente ha cominciato a rendersi conto che  le cose non stanno così, che il materialismo  non dà gioia,   che non si acquista pace col materialismo.
Ha cominciato a svilupparsi nella  consapevolezza  l’idea che  non è questa la meta dei nostri   ideali,  non è questo l’orizzonte della nostra conoscenza, non è questo  che ci darà gioia e pace.   Specialmente  dopo la guerra  questa consapevolezza è cresciuta  moltissimo tra i giovani. Questo anche perché ora la consapevolezza umana ha raggiunto  il livello del cervello.
Ecco perché  si è cominciato a conoscere meglio,  assorbire meglio,  e  ricordare  meglio:  se prendete un bambino piccolo di oggi   ne sa molto di più   di quanto   ne sapevate voi  quando magari avevate venticinque anni. Questo perché ci si aspetta da lui che sappia  tutto.
E  così  non c’era      tendenza  a    cercare la verità.
Ma  via via che questa consapevolezza  è cresciuta tanti e tanti ricercatori  sono stati creati  su questa terra. Così tante persone che  non sapevano   di essere ricercatori  d’improvviso lo son diventati. È qualcosa che è nell’aria, si dovrebbe dire. E così   una nuova categoria  di persone  prese vita,  persone  consapevoli di     dover trovare  la verità.

Tutto accadde simultaneamente, in conformità con quel momento, il momento dell’apertura del Sahastrara.   E accadde.
Per noi Sahaja Yogi, ovviamente, il Sahastrara è l’avvenimento più grande.
Dobbiamo dirlo,  qualunque lavoro possano aver fatto tutte  la Incarnazioni, tutti i veggenti, i santi, i profeti: questo è il punto più alto.
Loro hanno fatto un lavoro che riguardava singoli individui, ma   farlo   a livello di massa, cosicchè possa raggiungere ogni angolo di questo mondo, è  la  meta ultima   di tutto lo sviluppo spirituale dappertutto, in ogni  religione,  da qualunque  grande incarnazione o profeta sia nata. Quel che hanno predetto sul  futuro, quello di cui ci hanno parlato, quello che voi dovete  ben sapere è che  dovete trovare il vostro Sé, che    dovete diventare   anime realizzate,  che dovreste avere l’atma sakshat kar (sentirsi alla presenza di Dio),  che dovreste essere un vali, tutte queste indicazioni…  addirittura i Buddisti  sanno che Matreya deve venire.  Ma-treya: Ma vuol dire  ‘Madre’,  tre   volte, trigunatmika (dalle tre ‘gunas’, qualità).
E i Greci avevano Atena che aveva tre poteri.

Dunque tutti questi nel corso della storia hanno predetto  questo momento, e  quel   momento  è venuto,  ed ecco   perché l’ho chiamato il tempo della fioritura; e i frutti, quelli   siete voi.  Insomma, è tutto così grande!
Potremmo dire che nel ciclo cosmico  dopo tante stagioni   questa epoca così bella è venuta  e, poiché  la ruota del tempo  deve girare  e andare avanti,  Sahaja Yoga è cominciato.  Certo, piano piano,  ma   è ora cresciuto così tanto in tutto il mondo.
E  ora   c’è un’altra cosa che  è  successa, che   è  davvero  da sottolineare, che è questa: finora le persone meditavano da sole,  e forse qualcuno riusciva ad ottenere la realizzazione, ma   non c’era alcun  fenomeno di  realizzazione di massa, né  di meditazione di massa   a quei tempi. In genere si  nascondevano  in qualche sperduto angolo   tranquillo   dove  potevano sedersi    e  meditare.

Ma questa meditazione  di massa,  realizzazione di massa, l’imparare a livello di massa a comprendere il proprio essere,  non era stato nemmeno immaginato da me che avrebbe avuto una tale estensione, una tale dimensione, che avrebbe addirittura fatto passi da gigante. Quest’anno specialmente, tutto  ha  preso  una dimensione assolutamente nuova  ritengo, ovunque tutto quel che è  negativo  è  stato esposto nella maggior parte dei paesi.
Così, aperto il Sahastrara, la Kundalini  ha cominciato ha muoversi  verso questo  Potere Divino connettendosi   ad esso, e  scorre continuamente dentro di voi da quando lo stato di Nirvikalpa è arrivato.  Ma quando esce         dal       Sahastrara, bisogna sapere che  il  Sahastrara deve essere pulito, cosicché il flusso del  Potere Divino scorra,   penetri     senza alcun ostacolo,  senza diventare impuro, senza  cadere     in alcun problema.
E per arrivare a questo livello, a questo stato, tutti i Sahaja Yogi,  sono felice di saperlo, stanno cercando di migliorare  la loro meditazione individuale, anche, in modo che questa crescita possa avvenire.   Così, raggiungerete l’illuminazione pienamente.

Ma poi bisogna chiedersi il perché, per che cosa, qual’è   il fine,   qual’è  lo scopo.  Lo scopo è che non c’è più alcuno scopo,  non ricercate più alcuno scopo.
Questo pendal è stato tirato su con così grande abilità e non abbiamo pagato nulla. Ognuno ha  lavorato qui giorno e notte, nonostante le piogge, ed io ero piuttosto preoccupata per loro. Ho chiesto:”Come va?”           Mi hanno risposto: “Siamo felicissimi, Madre, stiamo gioiendo!” “Ma di cosa gioite?” “Ci godiamo la pioggia…”
“Bene!”   “Ci stiamo godendo il freddo…”   “…bene!”    “Siamo in gioia per tutto, tiriamo su questo tendone, siamo in gioia per tutto!” Ero proprio sorpresa, nessuno   si lamentava,    ma    tutti   erano proprio  sul sentiero di guerra, e tiravano su questo tendone per tutti voi.
Quindi che succede?   Una volta che il Sahastrara sia pulito,   questo flusso  di gioia  non vi permette nemmeno di pensare che    state  affaticandovi,  o che state facendo un lavoro.
Di norma  se  dite    a qualcuno  che  un tendone così dev’essere montato:  “Oohh!!” Qualcuno sverrà,  qualcuno dirà:  “Ci vorrà      per lo meno un anno!”  Poi si metteranno a dire un sacco di scuse: questo palo non è buono, quest’altra cosa non va bene,  non starà in piedi, manca completamente questo, manca completamente quest’altro… E alla fine,  vedrete,    non sarà stato fatto nulla, e il tendone resterà steso per terra per anni e anni.   “Meglio che lo chiediate a qualcun altro!” “Meglio andare a comprarne un altro…”   Tutto viene continuamente rimandato e nulla viene fatto.
Ma  qui voi non avete la sensazione di ‘fare’. Quando non sentite di star agendo,       come potreste dire: “Ma perché…?” Infatti se non sto facendo niente, non sto proprio facendo niente, dunque non pongo nessuna domanda, no?   In ogni caso  non sto  facendo niente.
Questo è lo stato in cui    lavorate     in un progetto divino:    fate  moltissimo lavoro, ma nessuno  ha la sensazione    di fare     alcunché. Loro pensano: “Stiamo assolutamente proprio gioendo di noi stessi senza far niente.” Questo tipo di sensazione è la benedizione del Sahastrara. Perché  è solo nel vostro cervello  che pensate   tutte quelle cose, tutti gli espedienti per non fare.
Voglio dire, chiedete a chiunque: “Va’ a telefonare  a questa persona…”  Immediatamente  se è … ,   dirà:  “Mi sa che non c’è…Dio solo lo sa… a che serve…  mi sa che il telefono non funziona…”
Ma perché  non controlli   se il telefono   funziona   o no!?   Prima ancora di provarci  è pronto a dare    cento        e una  spiegazioni:  che magari il telefono non funziona,  che  forse c’è qualcosa di sbagliato e… Proprio scansafatiche!
Questo è uno  dei    trucchi   del    cervello, ma poi questa intelligenza vi inganna, continuamente;  vi fornisce una ragione per qualunque cosa. Per esempio uno   uccide il padre.  Gli chiedete: “Perché l’hai ucciso?” “Perché no? Era così vecchio, soffriva,    e   io volevo avere le sue proprietà,   così ho pensato che era meglio ucciderlo.”  Anche la regina Vittoria  andò molto avanti negli anni  e suo figlio   pensava:      “Non diventerò mai   re  se questa signora va avanti   così!”    (risate)

Insomma il cervello si mette a  dare  un sacco di spiegazioni e  vi imbroglia.
A causa della razionalità. Produce razionalità, e la razionalità non è null’altro che ego,  o condizionamenti.  L’ego vi dice:   “No, questo non va”,    e  voi restate attaccati a quel punto: “Questo non va!”    Se poi qualcun altro ve ne chiede il perché: “…Io penso…” È qualcosa che non va, allora ‘io penso’… Oppure qualcuno dice: “Io credo”,  ma perché?
Ma in Sahaja Yoga la risposta è semplice: “Perché   hai agito così?”  “Ho sentito la gioia di farlo! Che altro vuoi sapere, perché ti preoccupi? Sento gioia nel farlo!”
Ora la  gente   che usa queste stesse parole  a causa di condizionamenti: “Oh, che gioia!”…
Qualcuno dirà:     “Che gioia  bere!”, qualcuno può dire: “Che gioia andare in chiesa!”     o  qualcos’  altro, frasi di questo tipo, per dire che gioiscono   di qualcosa che   secondo Sahaja Yoga  non dovrebbe darci gioia.  Ma quella gioia   non è collettiva e infatti  non trova un avvallo  da parte di  nessuno.
Per esempio qualcuno dice: “Provo gioia nel bere!”  Nessuno ha eretto  templi  o    statue  a un bevitore,    ne avete  mai visti   da qualche parte   nel mondo intero?
Anche se lui dice: “È questo che mi dà gioia!”, non trova nessuna  ratifica dalla società.
Si   può dire:  “Che gioia a rubare!”,  si    può dire: “Che gioia uccidere!”  ma   è  proprio arbitrario,  è  davvero  singolare  ed è una cosa che non riceve alcun avvallo sociale,  nemmeno nella società moderna, e suscita sempre reazioni.

Ma  Sahaja Yoga  non è così. Quando dite: “Questo mi dà gioia!”,  lo dite perché  non avete alcun ego e non avete condizionamenti.   È  una situazione diversa, perché  ora il Sahastrara  è aperto, e dunque da una parte il vostro ego  si è sgonfiato,  dall’altra il vostro subire condizionamenti è finito.
Non siete  più  condizionati. Per esempio, parlate  a un cattolico…  Mi ero messa a parlare del Cristo, immediatamente ha detto: “Madre, no per favore…”   E io: “Sto parlando  del   Cristo, non del cattolicesimo. Se parliamo di Cristo, che paura c’è?”   “Madre, non vogliamo   ridiventare cattolici, vede…  ecco perché ci preoccupiamo”     “Ma perché? Cristo non ha mai iniziato  il cattolicesimo!”
In modo tanto forte hanno sviluppato  una specie di decondizionamento della loro mente    che gli viene da pensare:    “Qualunque cosa quelli hanno fatto finora  è sbagliato,  e qualunque cosa io abbia fatto fin qui  è stata assolutamente sbagliata, l’ho fatta  e non ho intenzione di farla più.”
È una cosa molto comune. Ho visto che le persone che hanno adorato il Cristo preferiscono adorare Ganesha,  e  quelle che hanno adorato  Ganesha preferiscono adorare Cristo. Sono la stessa cosa! Il nome  è  diverso,   ma sono la stessa cosa! Ma a loro piace fare così, perché  Cristo vuol dire  i  preti, la confessione, il rosario  e anche i cimiteri.   Allora non lo vogliono.

Questi condizionamenti da soli  cominciano a mostrare  la loro propria forma, come dei demoni, e i Sahaja Yogi   li rifuggono,  non vogliono aver nulla  a che fare  con loro.
Mi ricordo che    all’inizio    c’erano sei o sette hippy    inglesi e questi erano venuti a Rahuri.  Era in corso un programma, e  lì  c’erano cinque o sei autentici hippy,  – quelli di prima erano diventati Sahaja Yogi e questi, che ancora lo erano – arrivarono lì al programma.
Io stavo semplicemente seduta, così, e all’improvviso: “Oh noooo!” Ho chiesto: “Che è successo? Avete forse visto un serpente, o che è successo?”   Loro erano stati hippy, ma  con  questo cambiamento della loro condizione non potevano sopportare che quelli, che erano hippy come erano stati loro,  fossero entrati. Perché  si comincia a vedere chiaramente, molto chiaramente   che tutti questi condizionamenti ci hanno completamente accecato  e  sviato portandoci in un deserto.

Certo, rispetto all’ego gli occidentali sono estremamente consapevoli.
C’era la moglie di un leader a cui ho detto: “Perché  non aiuti tuo marito? ” Mi ha detto: “Madre son preoccupata del mio ego.” Ho chiesto: “Perché?” “Se mi metto a fare un qualsiasi lavoro  quest’ego si può gonfiare ancora, dunque sono piuttosto preoccupata.”
Stanno  così attenti   che l’ego non torni com’era!
Un tipo   che mi si era avvicinato e a cui stavo parlando all’improvviso è corso via. Ho detto: “Che succede?”   E lui:  “Ecco,  le persone  che stanno vicino a Madre sviluppano sempre  un forte ego, non voglio starle così vicino per questo” (risate)
Che testa…   che vede la follia, che vede il malessere,  che vede l’immaturità, vede la volgarità,  vede gli inganni, l’ipocrisia, tutto così chiaramente!  E  in quello stato uno si confonde e tutto turbato vuol correre via…

Poi abbiamo  dei  Sahaja Yogi che hanno certi problemi, che vengono in Sahaja Yoga con dei problemi. Poi si accorgono     che se    questi problemi  continuassero,   ora il Sahastrara non li accetterebbe: “È terribile, io ero come quello!! No, no, no, non più,  io non voglio   essere come quello!”
Dunque aborrono le persone che son proprio come loro, non possono proprio sopportarle,  non possono proprio tollerarle. Allora mi viene da dire: dovete ancora crescere. Dovete crescere, il vostro Sahastrara deve essere pulito   ad una tale velocità, ad un tale livello e ad un tale piano  che, come il sapone depura tutto,   deve depurare  qualunque altra cosa, non deve aver paura  di  nulla, non deve aver alcuna preoccupazione  per i condizionamenti degli altri, per l’ego degli altri. Questo è lo stato che ora dobbiamo acquisire.

Oggi è   il Sahastrara Day, è   il  ventitreesimo Sahastrara Day, e non vorrei aspettarmi troppo, non vorrei dire nulla di troppo su questo, ma mi auguro e spero  che  tutti i   mille  petali dei vostri Sahastrara saranno così ripuliti che non assorbirete mai problemi da nessuno,     non sarete mai impauriti  da nessuno, e  sarete padroni di tutti i sistemi di cura,  e inoltre sarete voi  quelli capaci di dare conforto, pace agli altri,   sarete voi quelli che organizzeranno programmi  all’estero, voi sarete   quelli  che  saranno  responsabili  di Sahaja Yoga.
E quando questo accadrà, allora potremo vedere che questi mille   petali del Sahastrara   sono stati aperti completamente. Questi mille petali non sono stati ancora risvegliati. Essi rappresentano i diversi mille  poteri  di Dio Madre,   come minimo.     Questi mille  petali potete  aprirli    da soli  con l’introspezione, guardando a voi stessi,  prendendo a cuore voi stessi.
Conosci te stesso vuol dire conosci il tuo Sé, con tutti i difetti che avete e,  anche, le potenzialità che avete, e tutte le    qualità che avete.  Ma     per quanto vi riguarda,    nel prendervi cura di voi stessi,    dovreste  solo guardare ai vostri difetti: “Perché mi comporto così?   Perché mi voglio tanto imporre? Qual’è il problema? Perché non vedo quello che faccio con chiarezza?”
Grazie alla trasparenza del Sahastrara potete vedere il vostro cuore, potete vedere la mente, potete vedere il vostro Sé pienamente, con chiarezza. Che c’è che non va in voi? Questa trasparenza può venire solo se  avete   davvero il Puro Desiderio, Shudda Iccha, di essere a quel livello.
Ora non c’è competitizione   tra    A e  B, noi non diciamo: “Tu hai ottenuto il primo premio per l’apertura  del   Sahastrara!” (ride)    nè diciamo:    “Tu hai vinto il secondo premio!”  Non ci sono cose   come   ‘primo’ o   ‘secondo’ in Sahaja Yoga, perché non stiamo facendo una gara.   Non c’è    competizione  tra  noi. Qualunque cosa facciamo è per la nostra personale soddisfazione.
Ora pensate  una cosa:  ci  sono cinque persone che corrono,   e  bisogna vedere tra queste cinque persone chi arriva prima.  Qui è l’opposto: le cinque persone stanno meditando. Ora  ognuno, individualmente, deve vedere da solo se può essere soddisfatto di sé   o no.  Nessun altro vi darà un certificato, siete voi che     dovete darvelo         da soli,  onestamente. Una posizione molto diversa. Ci siete voi, il vostro Sahastrara, e la vostra attenzione: “Fino a che punto  ho  realizzato i miei poteri, la mia compassione, la mia personalità?” Dovete    stabilirlo voi stessi.
Siete voi  a deciderlo, quando siete voi quello che corre.   Siete voi a deciderlo, anche senza correre.   Dov’è allora  il problema della competizione?  L’intera faccenda scompare nel nulla.

Come vi ho detto l’altro giorno, facendovi un’analogia,  che se      guardate   in uno specchio, allora voi siete quello che sta osservando,   siete il riflesso,  cioè quello che è osservato,   e c’è l’azione del vedere.  Dunque siete in tre dimensioni. Ma immaginate  di diventare voi stessi lo specchio: l’intero processo è rovesciato. Vedete voi stessi né dovete mettervi a guardare perché      vi guardate continuamente, è del tutto spontaneo.  Nello stesso modo, quando si arriva al Sahastrara  è il vostro Sahastrara stesso a darvi un’idea completa di come siete. La diagnosi viene direttamente dal vostro Sahastrara. È il vostro Sahastrara a dirvi  quali centri hanno problemi perché tutti i  pithas di questi sette centri sono nel Sahastrara.
Come se il Sahastrara stesse ora guardandovi    e   vi raccontasse: “Vedi,   questo non va, questo non va questo non va.”
Quindi il Sahastrara essendo il miglior amico e sostenitore che avete,   vi dà le informazioni giuste su di voi,       dunque la cosa migliore è correggervi.

E dunque raggiungere lo stato di perfezione, questo è quello che dovete fare.
Ma una volta   raggiunto lo stato di perfezione  avete raggiunto  il vostro scopo, non ce ne sono altri.  Come  le luci, per esempio: finché si deve preparare l’illuminazione si deve  lavorare molto: fare le  luci,   metterle a
posto, fare tutto quello che è necessario. Ma una volta fatto questo e portata dentro la luce,    poi il lavoro di una lampada è  di dare  luce. Dunque il primo compito è fatto,  ora il     secondo       è di diffondere la luce.

Raggiungete il vostro scopo, la vostra destinazione.
Per esempio io dovevo venire qui, vero?    Quindi ho fatto il percorso dalla mia abitazione, venendo in macchina, camminando e mi son seduta qui. Ora   è finita questa parte, conclusa. Ora   non devo   camminare, altrimenti  starei sempre   in movimento. Tutta questa matta corsa, tutto questo cervello si ferma. Per cosa dovrebbe essere usato, ora? Per godersi   la pace,  per godersi la gioia, per godersi   la collettività. Dunque la fatica, o il lavoro duro,  o, si può anche dire, i piani per il futuro son proprio finiti.  L’unica cosa ora è che ce l’avete fatta, dunque meglio aprire il campo alla gioia.

Venite, supponiamo,  da   fuori, correte, siete  molto affamati, volete andare a casa.    Una volta a casa   allora il cibo vi viene servito.
Ora, qual’è il vostro scopo? Nessuno, se non  godervi   il cibo  per il quale stavate correndo. Ma dopo di questo se ancora vi rimettete a correre allora si deve parlare di assoluta stupidità.  Ma   la capacità di gioire    viene solo quando il Sahastrara è completamente aperto, altrimenti la capacità di gioire è molto minore, e  si diventa come quelle persone che  corrono  continuamente dietro qualcosa che   non si raggiunge mai.
Ce ne sono molte di persone così; tutta la  vita, sono come matti, sapete:    camminano    dalla mattina alla sera,  ogni giorno, senza concludere nulla; il giorno dopo di nuovo si alzano, di nuovo si mettono a correre… tutta la vita  a correre  così; finché non hanno un piede nella fossa,  stanno sempre a correre.

Ma  dopo essere entrati in Sahaja Yoga  smettete tutta questa agitazione,   e lasciate che il vostro Sahastrara  risolva lui.    E   lo fa.
Non  dovete correre e affannarvi, non  dovete   essere tutti computerizzati, non   dovete    appuntarvi     tutto,      non dovete   pensare e pianificare tutto:      semplicemente   tutto    funziona.  E     funziona   molto bene.
L’unica  cosa  che c’è da fare  è accettare qualunque cosa   accada      per il nostro bene. Anche nelle piccole, piccole cose.

Il ritardo del Puja di oggi è dovuto al desiderio di   alcuni    che volevano  offrirvi  una specie di…  Non dovrei   dirlo    ma uno spettacolo a sorpresa doveva essere tenuto qui, e   non volevano  alcuna luce.   E pensavano: “Come facciamo…    il Puja    finirà    può essere verso le cinque, poi a partire dalle sei    si mangerà ma  il sole ci sarà fino alle nove, e  come possiamo fare lo spettacolo?” Bene, allora abbiatelo   di    notte!   Nelle più piccole cose,  vedrete!

Delle persone stavano venendo dall’India  e  dovevano portare due mie scatole da  lì.   E non volevano fargliele passare,   dicevano:  “Sovrappeso, sovrappeso!”    Così, non sapevano  che  fare.  Pensavano che  dovessero essere rimandate indietro e in seguito  rispedite,  fino al Guru Puja, o qualcosa del genere. Ma pensarono    che doveva esserci un qualche gioco sotto, doveva esserci una qualche commedia. L’aereo aveva un ritardo di diciannove ore, dunque pensarono: “Ci   deve essere qualche gioco sotto…” Furono messi  in una specie di Tourist Hotel per  la  notte. Il mattino dopo incontrarono altri due Sahaja Yogi     di Pune, due ragazzi. Questo sistemò tutto. Il mio bagaglio poterono metterlo a loro nome, e così  è arrivato qui.
Ma non si sono mai sentiti infastiditi… diciannove ore!  “Siamo stati benissimo insieme, Madre, siamo stati in gioia, abbiamo parlato, tutto qui.”   Nessuno si accorge del tempo che passa.  Non fosse così,  chiunque altro  si sarebbe mangiato  tutto il personale dell’aereoporto   e avrebbe rotto tutti i telefoni:  “Aspettare  per diciannove ore… Dio mio, ma che roba!”,  avrebbe protestato  su tutti i giornali, come se fosse il più grande dei delitti, mentre invece questi stavano godendosi bellamente la vita.

Dunque noi abbiamo perso il senso del fine, non abbiamo  nessuno scopo: vogliamo solo   gioire.   È una cosa molto, molto grande  che  è accaduta perché,  come sapete, la gioia del   Sahastrara  è Niraananda. Niraananda, certo, Nira è anche il mio nome, ma vuol dire pura, assoluta gioia. Niraananda. E questa Niraananda, questa gioia  non ha nessun altro uso, è solo pura, pura gioia. Senza  pensare, si riversa  nel Sahastrara.
In fondo qualunque attività, a che serve? Ad avere un qualche tipo di piacere, di sensazione. E anche,   qualcuno crede,      per sentire gioia.  Non è così.
Solo dopo  l’ apertura del Sahastrara  e  la sua pulizia allora si sa  cosa è la gioia. Non si può spiegarla. Come si possono passare  ore  insieme    così,    la gente non lo capisce.
Per esempio anche il nostro sindaco mi diceva: “Noi non riusciamo a restare seduti in chiesa per più   di  quindici minuti, come fa la gente qui a star seduta per tante ore? Quindici minuti  noi non riusciamo a starci seduti, come fa questa gente a star seduta    tanto a lungo? Che fanno? Con che si divertono?     Come possono star seduti per ore?”
Senza dire nulla, solo essendo là. Allora, cosa avete dato loro, cosa succede là? Questo è molto sorprendente e notevole, che queste pesone (che non sono nemmemo sahaja yogi) possono vedere che voi siete in assoluta gioia. Qualsiasi cosa state facendo non è importante, la cosa importante è che sia che lavoriate in ufficio o fuori siete pieni di gioia e gioite di ogni cosa. Questa è la cosa più importante in vita, che potete avere solo grazie a Sahaja Yoga… perché il vostro Sahastrara è aperto, perché i Sahastrara sono aperti.

C’è ora  un’altra cosa che   vi devo dire   e  che  è molto importante per tutti voi   ricordare.
Che  mentre viviamo  in questo oceano di gioia, dobbiamo  ricordarci  che   ci sono molti  che non ci si sono ancora tuffati. Dunque dobbiamo   portarli dentro.  Ed   è    un tale piacere, una tale gioia   dare   la realizzazione a qualcuno, estremamente gioioso.
Dunque abbiamo bisogno di persone che vengano a dire: ” Vogliamo assolutamente venire per questa…” Voglio dire dovrebbero  proprio  farsi avanti,  e  quando  questo accadrà,    sarete meravigliati  di come tutto   funzionerà.
Ci sono molti, lo so, che vanno   dappertutto, in ogni dove   e  diffondono Sahaja Yoga. Dunque è molto importante per tutti voi sapere che avete ricevuto  la luce   per darla agli altri: fatevi avanti.   Non  abbiate paura del vostro ego, dei vostri condizionamenti, di nulla. Fatevi avanti.  Ne avete tutta la forza,  avete   ogni cosa    dentro di voi,      e     farete       tutto    con   una tale contentezza e gioia.
Ovunque   in ogni paese    si sta facendo  questo, ma alcuni lo fanno,  altri     no.
Tutti voi  siete assolutamente in grado di  farlo,   dunque, vi prego, fatevi avanti  e guardate  da soli cosa   siete in grado di fare.
Prima di tutto  dovreste avere fede  in  voi stessi. Se non avete   fede in voi stessi  non potete far nulla. Abbiate fede!

Non dovreste avere  paure  di nessun genere. E poi c’è  da fare introspezione. Guardate dentro di voi    che   succede.
Se devo essere sincera  mi sento la testa completamente vuota,  che parole escano da questa vuotezza, non lo so.  Vi sentirete anche voi il cervello completamente vuoto   e  rimanendo col cervello  vuoto   concluderete un sacco di cose.

È straordinario,   come avete visto, che da una candela si senta venire il fresco. Come si può sentir fresco da una candela?    Ma veramente si sente.  È  importante che riconosciate voi stessi come Sahaja Yogi e riconoscere  quello che avete fatto per Sahaja Yoga.
Senza lavorare per Sahaja Yoga non si può gioire della vita. Questo era il vostro scopo, e questo è la  meta che avete raggiunto. Ora se voi non… supponiamo che io debba venire   a sedermi su questa poltrona e non lo faccia, a che serve essere venuta? Sono venuta    a parlarvi  del  Sahastrara,  e  se non lo faccio   allora   a che serve   che io sia venuta qui   a   celebrare il Sahastrara Day?
Nello stesso modo ora che avete raggiunto questo stato quel che dovete fare    non è di usarlo  solo per i vostri scopi.  L’avete già fatto parecchio,   per la vostra salute, per il vostro benessere, per tutto.

Ora, che stiamo facendo per Sahaja Yoga? Che abbiamo fatto per Sahaja Yoga?
Dopo un po’ farete molto e non vi accorgerete di aver fatto niente    per Sahaja Yoga. Molto sorprendentemente succede   a così tanti di voi, e dovrebbe accadere a tutti.
Spero che  tutti voi  vi accorgerete  che i vostri Sahastrara sono puliti, completamente, che voi state perfettamente, che non dovete preoccuparvene,   e potete davvero far grandi progressi  nella diffusione    di Sahaja Yoga.

Che Dio vi benedica tutti!