Discorso precedente il Puja di Pasqua, Denaro in Sahaja Yoga

Sydney (Australia)

1994-04-02 Eve Of Easter Puja, Bundilla Scout Camp, Sydney, Australia, 34' Download subtitles: EN,ITView subtitles: Add subtitles:
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(03/2018 SOTTOTITOLI)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Denaro in Sahaja Yoga”

Discorso precedente il Puja di Pasqua

Bundilla Scout Camp, Sydney (Australia), 2 Aprile 1994


Sono molto felice di vedervi tutti qui e che ci siano ormai così tanti sahaja yogi in Australia.

Penso che l’Australia detenga la seconda posizione in Sahaja Yoga. Ovviamente, la prima posizione, se si esclude…. se si esclude la Russia e il Blocco Orientale, direi che adesso il numero più consistente di sahaja yogi lo abbiamo in Austria e l’Australia è al secondo posto.

Oggi ho tardato in quanto ho ricevuto una telefonata dall’Austria, cercavano di parlare con me e mi sono domandata il perché di questa coincidenza.

Direi che abbiamo iniziato Sahaja Yoga in Australia in una maniera molto accidentata.

Abbiamo avuto leader strani e una quantità di problemi, ma in qualche modo adesso ci stiamo assestando e abbiamo qui un bellissimo gruppo di persone che comprendono il valore di Sahaja Yoga.

Un aspetto dell’Australia è che è un luogo molto remoto, molto isolato, per cui mi ha sorpreso la rapidità e la facilità con cui Sahaja Yoga si è diffuso qui.

Il fatto che siete un po’ lontani può essere forse una delle ragioni per cui a volte non so cose che dovrei sapere e so qualcosa che non mi occorre sapere.

Gli australiani scrivono sempre lettere lunghissime (Shri Mataji ride); così lunghe che in verità non riesco a leggerle interamente. Come sapete, vostra Madre è molto, molto impegnata, diciamo, e se mi metto a leggerle dalla mattina non finisco fino all’ora di pranzo.

Quindi una cosa che devo dirvi è che qualsiasi cosa dobbiate comunicarmi, dovreste farlo in modo conciso. (Risate, Shri Mataji ride)

Che lo facciate in modo particolareggiato o conciso, io riesco a capire qual è il problema, ci riesco anche con le vibrazioni.

Inoltre, la maggior parte delle lettere concerne motivi personali, è incentrata sempre su problematiche personali: “Sono malato, mia figlia è così, mio padre è colà, il fratello così”, (Shri Mataji ride). Tutto incentrato su se stessi, (un atteggiamento) di nuovo molto ristretto.

Io vorrei sapere soprattutto ciò che pensate riguardo a come fare Sahaja Yoga, dove vorreste andare, come vorreste procedere, qual è il modo migliore per farlo.

Anche in quel caso a volte trovo che c’è gente che scrive soprattutto dei progetti che ha per guadagnare denaro, di come vuole coinvolgere i sahaja yogi in queste iniziative per guadagnare denaro, eccetera.

Sono sorpresa, in quanto Sahaja Yoga è una cosa molto diversa e si deve capire che non dobbiamo ricavare denaro dai sahaja yogi, dalla collettività o altro. Ovviamente occorre denaro, bene, ma dovrebbe essere fatto su basi collettive e non individuali.

Stiamo cercando di progettare qualcosa per voi. Forse potrebbe funzionare più avanti, nel senso che potreste riuscire a vendere qualcosa qui e ricavarne del denaro se vi serve.

Ma ho capito che in realtà in Sahaja Yoga non ci occorre molto denaro. Se tutti voi che siete così numerosi… hanno detto che ci sono mille sahaja yogi in Australia. Mille è un numero molto alto.

Ho chiesto perché, con mille sahaja yogi, avete problemi di denaro. Non dovreste avere problemi di denaro.

Dunque quanto spendete al massimo?

Mi hanno risposto: “Al massimo spendiamo venticinquemila (dollari) per il tour e tutta l’organizzazione; e tutto insieme spendiamo circa sessantamila (dollari)”. È molto semplice. Ho detto: “Se ciascuno paga sei dollari all’anno, ci si può riuscire”. Sessanta dollari all’anno, scusate. Non è molto, sono circa cinque dollari al mese. Ho chiesto: “Sono troppi cinque dollari?”.

Insomma, ho visto che qui i fiori costano molto. Quindi, su questo punto hanno detto che alcuni sono molto generosi, mentre altri non pagano neppure un centesimo. Così è troppo.

Dovete capire che esiste anche un principio di Lakshmi. Se cercate di risparmiare una cifra così esigua, come potete pretendere che il principio di Shri Lakshmi agisca in voi? Vedete, dovete rendervi conto dell’unicità di Sahaja Yoga, di come vi abbia redenti, di come vi siate trasformati e siate approdati in questa bellissima area del regno di Dio.

Questo denaro non lo usiamo per cose assurde, diciamo, ma per la diffusione.

Oggi io vengo qui, ho deciso di venire ogni due anni, ma se anche questo è troppo, se pensate che sia troppo organizzare il mio tour, allora ci rinuncerò.

Alcuni sono così, molto avari; e gli australiani, non so perché, hanno la reputazione di essere persone molto avare.

Non è vero. Nel complesso non sono così.

Nel complesso alcuni sono estremamente generosi ed alcuni molto avari; e questi ultimi, in qualche modo, contrastano gli altri e si crea una pessima reputazione.

Per cui dovete essere tutti un po’ generosi, altrimenti coloro che sono già generosi ne subiranno le conseguenze. Come Madre devo dirvi che dovete essere generosi.

Sapete, all’inizio pagavo tutto io per ogni cosa, poiché anche mio marito si è reso conto di dover davvero contribuire a questa nobile causa in modo da essere benedetto. E penso sia su questo che gli australiani manchino, rispetto a tutti gli altri, sebbene siano molto numerosi.

Contate le vostre benedizioni.

Per prima cosa contate le vostre benedizioni e cercate di comprendere che ciò che state facendo non va bene per Sahaja Yoga in Australia. Chi non dà assolutamente denaro in realtà non ha compreso Sahaja Yoga.

In Sahaja Yoga naturalmente a me non occorre denaro, io non voglio denaro. Inoltre, qualcuno mi ha detto che in passato il denaro è stato male utilizzato in Australia, per questo la gente ha paura. Quella non è una motivazione. Sapete che adesso gestiamo noi stessi il denaro.

Non esiste niente del genere e abbiamo svolto molto lavoro da quando me ne occupo io. Quindi si deve comprendere che questo è un comportamento di bassissimo livello verso Sahaja Yoga, in quanto Sahaja Yoga vi ha dato tanto, tantissimo; e se contate tutto ciò che Sahaja Yoga vi ha dato, è evidente che è un comportamento di livello molto basso non poter contribuire neppure con sei sterline o cinque sterline, anzi, cinque dollari, scusate, cinque dollari, e per di più in Australia.

Della vostra recessione chi è responsabile? Come progredirete?

Questo è un argomento molto delicato. Non volevo parlarne, ma se gli australiani sono noti per essere così, pernso sia meglio dare un’immagine corretta. In effetti le cose grosse, principali che si pagano, come costruire ashram, scuole e via dicendo, non provengono dal vostro denaro, neanche un centesimo, non proviene niente dal vostro denaro.

Proviene da fondi internazionali, da gente estremamente generosa, ed in parte anche da me e se rimane del denaro dal tour.

Dunque oggi dovevo parlarvene. Sabato va bene; non il giorno di Pasqua, non parlerei di queste cose, ma oggi è il giorno in cui dovreste rendervi conto che Cristo ha sofferto e questo è il tempo in cui dobbiamo comprendere che non dovete più soffrire, ne siete usciti. Ma voi trattate Sahaja Yoga proprio come una questione marginale, come comprare una rivista.

Non va bene. Voi non tributate il dovuto rispetto a Sahaja Yoga. Certo, la vostra dedizione è importante, la meditazione è molto più importante, ma un po’ di denaro dovreste tenerlo da parte per Sahaja Yoga. Non occorre pagare come si pagano certi guru, niente del genere. Ma un po’ di denaro dovreste imparare a donarlo con rispetto, con dedizione perché, dopotutto, in alcuni posti si deve pagare.

Io non dovrei parlare di queste cose e ho detto a Steven di diffondere una lettera di richiesta spiegando qual è il problema. Insomma, in India sono ansiosi di pagare per Sahaja Yoga, ed in ogni paese ho visto che sono ansiosi di pagare. Quindi, in questa atmosfera e in questo bellissimo raduno che abbiamo, dovremmo anche pensare a ciò che possiamo fare per Sahaja Yoga.

La seconda cosa che dovete fare è che, come voi avete ricevuto la realizzazione, anche gli altri dovrebbero riceverla. Dovete quindi formare dei gruppi, girare per le città, nei posti più piccoli e cercare di diffonderlo. Alcuni lo fanno. Sicuramente alcuni lo fanno, ma ci sono mille sahaja yogi che, se vi si dedicheranno ogni anno, potranno aumentare e moltiplicarsi moltissimo.

Se riuscirete davvero a pensare sempre che occorre fare qualcosa per Sahaja Yoga, potrete uscire il sabato, la domenica, creare vostri gruppi musicali o qualsiasi cosa e cercare di far conoscere Sahaja Yoga fuori.

È vostro dovere farlo. Come quando questa luce era spenta, andava bene (non dare luce, ndt), ma ora che è accesa deve dare luce; è quello il dovere della luce, la natura della luce.

E questo è ciò che dovete fare voi, diffondere Sahaja Yoga il più possibile.

La terza cosa che sento di dover far rilevare è che quando siete andati in America nessuno mi ha scritto. Nessuno mi ha detto che qualcuno stava andando in America. Ciò è molto sbagliato, perché in America Sahaja Yoga non è per niente stabilizzato. Ci sono pochissimi sahaja yogi. Inoltre, siete andati là soltanto per una vacanza o qualcosa, non so cosa. Vi ho già detto che l’America è l’inferno. Perché volete andare in America?

Ci sono altri luoghi in cui sareste potuti andare. Avreste potuto lavorare lì, ma avete fatto pressioni su quelli che erano lì. Non solo, ma avete assorbito ogni genere di cose strane da quell’orribile posto che è l’America.

Gli americani, come sapete, sono molto, molto immaturi. Non capiscono Sahaja Yoga.

Laggiù ci sono guru di ogni genere. C’è la stregoneria, cose del genere legalmente accettate. Di tutti i posti, perché dovevate andare in America, non riesco a capire. È stato molto sbagliato che siano andati in America; ci sono andati senza neppure dirmelo, senza neppure informarmi, altrimenti lo avrei impedito.

Un’altra grossa difficoltà che mi si è presentata è che non avevate deciso di venire al tour in India, pertanto questa è l’ultima volta che faremo un tour così costoso.

Ma avevamo pensato che, anche se il prezzo da pagare per i sahaja yogi era elevato, essi avrebbero gioito del tour in modo altrettanto elevato.

(Quindi) abbiamo lanciato questa idea, tutti lo sapevano; ma all’ultimo momento, quando sono andata in Inghilterra, ho scoperto che non c’era assolutamente denaro.

Così ho dovuto prendere in prestito denaro e concludere l’affare. Questo è molto, molto seccante e voi non volete che vostra Madre abbia problemi per delle sciocchezze. E poi all’improvviso sono venuti così in tanti.

Voi capite che se, ad esempio, dovete prendere questo posto, non potete arrivare all’ultimo momento e dire: “Noi vogliamo prendere questo posto”.

(Per il tour in India) occorre organizzare tutto il vostro viaggio in treno, in bus, eccetera. Quanto lavorano gli indiani! Organizzano tutto da cima a fondo. Questa volta si sono davvero molto seccati perché alcuni sono arrivati solo a Delhi, altri per il tour dell’Haryana, altri hanno partecipato ad un’altra parte (del tour). Ma la cosa peggiore è che alcuni sono arrivati solo dopo Puna. Hanno detto: “Faremo metà tour”.

È meglio che non veniate. Se non avete denaro non dovete venire. “Madre, ci faccia metà prezzo”, poi un quarto, un quinto. Insomma, non si può contrattare. Il denaro che date è per il tour completo in quanto dobbiamo organizzarlo su quelle premesse. Per esempio, ovunque andiate, diranno che c’è un treno disponibile se ci sono cinquecento passeggeri. Così prendiamo tutto il treno. Bene, se adesso ci sono solo trecento persone paganti, diciamo, chi pagherà per le altre duecento?

Voi siete lontani dal resto del mondo, ve ne state seduti qui a gioire di Sahaja Yoga, e non capite che tutte queste cose hanno causato una quantità di problemi e un disavanzo, una grossa perdita.

Non so cosa sia accaduto. Ora sto tornando a Cabella per mettermi ad esaminare i conti, in cui non sono affatto brava.

E più vi preoccupate soltanto di queste cose, peggio sarà.

Devo dirvelo, non è necessaria una pianificazione in quanto tale, ma al giorno d’oggi ovunque si debba andare occorre organizzare in anticipo. Non si può semplicemente arrivare e dire: “Bene, Madre, ora eccoci qua” e fare come vi pare.

Tutte queste cose hanno veramente disturbato i sahaja yogi di Nuova Delhi e di Bombay che mi hanno inviato un messaggio: “Madre, per favore dica a tutti i sahaja yogi di tutto il mondo, e specialmente, soprattutto agli australiani che dovrebbero decidersi almeno un mese prima”.

Quindi, sarebbe meglio se poteste decidere e inviare il denaro in ottobre, perché, se si prende in prestito il denaro dalla banca, sapete che si devono pagare anche gli interessi.

Così, so che a volte i figli non si comportano bene, ma voi non volete che io abbia problemi di questo genere e una Madre deve parlare ai figli dei propri problemi.

Nel complesso in Australia ci sono alcuni sahaja yogi straordinari. Stanno facendo benissimo. Mi mandano delle cartoline bellissime. Scrivono poesie così meravigliose che davvero non so come ringraziarli. Ma prima di tutto avete il dovere di diffondere Sahaja Yoga.

In secondo luogo, voi dovete gioire di Sahaja Yoga, ma anche fare in modo di non creare problemi agli altri sahaja yogi di tutto il mondo con il vostro comportamento.

Qui Sahaja Yoga è progredito molto. È una cosa davvero molto sorprendente. Abbiamo avuto un inizio molto difficile, ve l’ho detto. Pensavo che Sahaja Yoga in Australia sarebbe scomparso nell’Oceano Indiano o qualcosa del genere, ma ora abbiamo gente che comprende che cosa è Sahaja Yoga ed avete anche leader davvero ottimi praticamente ovunque.

Inoltre capiscono perfettamente Sahaja Yoga e lo considerano molto importante e cercano di pensare alla sua importanza.

Con tutti questi fattori, vedete, dovrebbe esserci una consapevolezza molto, molto semplice di appartenere ad una sola famiglia.

Quando arrivo qui, sento la gioia di una Madre che viene ad incontrare tutti i propri figli, la sua famiglia; e, se siamo in una famiglia, abbiamo una responsabilità. Non voglio farvi nessuna pressione che non sia ragionevole riguardo al denaro. Ma anche voi dovreste essere ragionevoli in questo e cercare di pensare seriamente che qualsiasi cosa Madre faccia, qualsiasi cosa tenti di fare, non dovremmo esserle di peso.

Per una cosa devo congratularmi con voi, che tutta la collettività sia tornata alla normalità. Persino a Melbourne, mi ha sorpreso come la collettività sia tornata (alla normalità) e stia aiutando tutti.

Ho parlato con tutti i leader dell’Australia, uno per uno, e dicono soltanto: “Sono a posto, per i puja sono bravissimi, sono bravi per altre cose collettive che facciamo. Ma per il lavoro di Sahaja Yoga ci saranno pochissime (persone)”.

Quando si tratta di lavorare per Sahaja Yoga, pochissimi sono disponibili. La maggior parte pensa che sia una sorta di lavoro marginale: “Sono impegnato in questo. Sono impegnato in quello”. Ma non è questo il modo.

È così che voi dimostrate veramente il senso della vostra gratitudine; se volete mostrare il vostro senso di gratitudine dovete precipitarvi a chiedere: “Che cosa volete che faccia? Che cosa dovrei fare?”.

Ora, quando sono andata a Puna, mi ha sorpreso molto che la Yuva Shakti, i giovani sahaja yogi, siano venuti a ricevermi in sei, tutti con un turbante e abiti molto classici e con una grande tromba, e ogni genere di cose per darmi il benvenuto.

Su tutto il percorso avevano costruito venticinque, trenta grandi cancelli per me sulla strada ed avevano anche fatto pubblicità dappertutto, in tutta Puna. E sono rimasta stupita che ci siano state centomila persone per il programma. Riuscite a crederci?

E poi, la seconda volta, quando andai a Bombay ero davvero sorpresa. Abbiamo un parco detto Shivaji Park, dove ci sono sempre stati grandi riunioni del Mahatma Gandhi, di Jawaharlal Nehru ed altri. E fui stupita che tutti dicessero: “Non c’è mai stato un numero così elevato, almeno centoventicinquemila persone”.

Tutto fatto dalla gente, ciascuno si è dato da fare; chiunque lo sapesse ha portato chi una cosa chi un’altra e, così facendo, le spese sono state molto inferiori e non mi hanno mai fatto pressioni per il denaro. Mai. Non ho mai visto queste persone. Non sono ricchi come voi. Voi siete molto ricchi. Ma loro non mi hanno mai fatto pressioni. Per loro Sahaja Yoga è la loro vita, Sahaja Yoga è il loro obiettivo e Sahaja Yoga è la totalità.

Con tutto questo, devo informarvi che ho detto ai leader di fare una lista delle persone che non pagano, ed anche di fare una lista di chi non dà aiuto nel lavoro; non quelli che aiutano ma quelli che non danno aiuto, così io darò loro un bandhan e farò loro sentire che è importante quel che dobbiamo fare.

Non ultimo il problema di certi matrimoni che si presenta molto qui, sono sorpresa.

Uomini, voi dovete sposarvi, vi è data completa possibilità di decidere chi volete sposare; dopo però il matrimonio va male.

Qui lo sbaglio è soprattutto delle donne, ne sono molto sorpresa, perché è sempre la donna a dominare. Vuole questo, vuole quello, così.

Voi dovete capire che le donne sono molto importanti per la società. Il vostro non è tanto un problema politico o economico in quanto tale, sempre comune in ogni Paese occidentale; il problema principale che affrontate è invece la vostra società.

Sapete ciò che accade nella vostra società, quanto sia terribile, come i bambini siano attaccati, le donne tormentate, come nella nostra società accadano tante cose e porcherie di ogni genere che non possono assolutamente essere considerate un progresso.

Intorno a noi vediamo tutte queste cose e vediamo i nostri figli soffrirne.

E chi è responsabile della società?

Le donne. Le donne sono responsabili della società. Devono farlo loro. Anche io sono una donna e capisco che per me la società è importantissima. Non dovrei io stessa fare qualcosa di sbagliato e non dovrei permetterlo ai miei figli.

Ora, se i figli non meditano, se non fanno il pediluvio… mi è stato riferito che nessuno può correggere i figli di qualcun altro. Se si dice qualcosa al figlio di qualcuno, costui si arrabbierà. Anche le donne indiane, mi ha sorpreso, non amano che qualcun altro corregga i loro figli. In India non è così. Mai. Se una donna fa così, sarà esclusa dalla società.

Chiunque può correggere e i genitori lo ringraziano. Quando eravamo giovani, se ad esempio camminando per strada ridevamo, magari per uno scherzo, qualcuno informava mi madre che ci sgridava: “Come vi siete permessi di fare scherzi per strada e ridere in quel modo? È molto sconveniente”.

Ma non se la prendeva mai con chi glielo aveva riferito. Non si faceva.

Questa è un’altra cosa che voglio dirvi molto francamente: nessun genitore dovrebbe offendersi se qualcuno rimprovera il figlio. (Anzi) dovrebbe ringraziare quella persona, perché i vostri figli hanno un grandissimo bisogno di correzione, non ne avete idea. Quando abbiamo aperto la scuola (a Dharamshala, ndt), dopo solo due mesi hanno rinunciato dicendo: “Questi non sono bambini. Arrivano dalla giungla, ci mordono, ci picchiano e tirano fuori tutte le nostre cose e le gettano via”. Erano orribili teppisti. Provarono per due mesi e poi rinunciarono. Dissero: “Chiudete questa scuola. Non possiamo tenerli. Ammetteremo soltanto bambini indiani”.

Io consegnai (agli insegnanti) una bacchetta nera di ebano, grande così, e dissi di mostrargliela dicendo: “Questa ce l’ha data Madre, e chiunque provi a comportarsi male lo colpiremo con questa”. Allora andarono a posto (risate, Shri Mataji ride).

Iniziarono a comportarsi bene. Diversamente questa scuola non sarebbe esistita. Non sapete quanto fossero terribili. Minacciavano di lanciarsi da un dirupo, oppure si arrampicavano sugli alberi o anche sul tetto, come scimmie, proprio come scimmie, senza alcuna disciplina, niente.

Quindi i vostri figli hanno bisogno di molta più correzione di chiunque altro. Intendo non solo gli australiani, ma tutti gli stranieri.

Pertanto è meglio che permettiate alle altre persone di riprendere i vostri figli, e mi sorprendo che le donne indiane vi si oppongano. Penso che anche loro imparino da qui cose sbagliate. Non è mai così in India. Nessuno lo fa e per questo i bambini indiani sono molto migliori.

Avrete visto come si comportano lì in gruppo i bambini indiani, come sono tranquilli, con quanta dolcezza ascoltano tutto. Bellissimi.

Il motivo è che non sono disciplinati soltanto dai genitori, ma dall’intera società. E l’idea è che tutti amano i vostri figli. Essi sono i figli dell’intera società. Noi viviamo in modo collettivo, non siamo individualisti. E se gli altri scoprono qualcosa che non va nel bambino, dovrebbero correggerlo.

Naturalmente, se notate che qualcuno lo fa soltanto per manifestare la propria collera o irascibilità, potete riferirlo al leader; ma di solito si dovrebbe trattare…

Dopotutto siete tutti genitori e sapete ciò che è bene per i bambini. Sono rimasta stupefatta che non si permetta assolutamente agli altri di correggere i bambini, infatti dovete rendervi conto che un figlio è una grande responsabilità e non può essere controllato soltanto dalla madre e dal padre. L’intera società deve controllare e disciplinare il bambino.

Quindi queste affettazioni non sono in realtà buone maniere. Non lo sono.

Dovremmo renderci conto che non sono buone maniere. Si dovrebbe avere un atteggiamento di grande timidezza. Ricordo che una volta avevamo portato mia nipote a Brighton e lei volle fare un giro su dei trenini che c’erano.

Lo fece e tornò, però poi voleva rifarlo e io le dissi: “No, no, non puoi, adesso dobbiamo andare”. Allora lei guardò sua madre e si mise a piangere.

La mamma disse: “Anche se piangi non ci andrai di nuovo. È così”. Avrà pianto per circa cinque minuti, poi si vergognò talmente che si coprì il viso con le mani.

Era molto piccola, avrà avuto circa quattro anni. Le chiesi: “Perché ti nascondi il viso?”. (Lei rispose:) “Perché mi sono comportata male”.

Queste non sono buone maniere. Fino dalla prima infanzia dovete insegnare ai vostri figli quali sono le cattive maniere e qual è la loro posizione. Sono sahaja yogi, elevateli. Parlate loro della dignità che hanno, di cosa sono, di quanto sono speciali, di quanto lavoro di Dio faranno, dite che sono nel regno di Dio e non possono comportarsi così. Se qualcuno dice qualcosa, non dovreste dispiacervi perché è tutto per il loro bene.

Non danneggia in alcun modo vostro figlio. Però (se ve la prendete) ciò dimostra il vostro mamata, il vostro attaccamento: “Questo è mio figlio, quello è suo figlio, quell’altro è suo figlio”. Niente del genere. In Sahaja Yoga ogni bambino appartiene a tutti ed è questo che dobbiamo mostrare nella nostra vita.

In Occidente ho anche notato che se qualcosa appartiene a qualcun altro lo rovineranno, ma se appartiene a loro lo custodiranno con grande attenzione, nessuno deve toccarlo.

Questa non è cultura Sahaj. Vi dirò che, nella cultura Sahaj, ad esempio, se a casa c’è un cucchiaio che appartiene a qualche altra famiglia, tutti chiederanno: “È ancora qui? L’hai restituito o no?”. Ci assilleranno anche solo per un cucchiaio. Vi assicuro che non vale soltanto per me, ma per qualsiasi famiglia indiana. Non che tutta la cultura indiana vada bene, ma gran parte di essa è necessaria per compensare questa specie di cultura in cui chiunque è libero di fare quel che gli pare, di vivere come gli pare.

Dovete anche insegnare loro come dovrebbero vivere, come dovrebbero tenere le loro cose.

Ad esempio, a Cabella avevamo dei genitori che tenevano i bambini nelle proprie stanze.

Io ho detto: “No, non è necessario, ci sono tante stanze. Prepareremo una camera per i bambini e fate in modo che la considerino la loro stanza e devono prendersene cura”. Fui molto sorpresa: gli stessi bambini che demolivano sempre la camera dei genitori, iniziarono, con le loro manine, a portare i loro lenzuolini e tutto il resto e a sistemare tutto con cura, a tenerlo pulito e (a dire): “Madre sta per arrivare”, così misero anche dei fiori.

Io dissi: “Che dolci! E sono gli stessi bambini dei quali i genitori dicevano, ‘Madre, sono irrecuperabili. Ogni giorno dobbiamo passare così tanto tempo a mettere a posto le loro cose, lasciano tutto di qua e di là’.”

(Si fece così) per renderli responsabili e fecero tutto in modo molto dolce. Hanno tutti meno di cinque anni, hanno da due a cinque anni, pensate. Ed hanno fatto tutto con grande dolcezza, inoltre hanno preparato una sedia per me senza permettere agli adulti di fare niente.

Fui sorpresa di come gli stessi bambini fossero cambiati, soltanto avendo un luogo dignitoso per sé e la comprensione di dover fare qualcosa.

Un atteggiamento troppo protettivo non è necessario, e nemmeno un eccessivo lassismo. Dovete stare al centro, insegnate ai vostri figli come comportarsi e quali sono le buone maniere. Dovrebbero rendersi conto che: “Queste sono cattive maniere, non possiamo farlo, è maleducato”. Se dite così capiranno, perché dobbiamo affrontare i nostri figli, dobbiamo insegnarglielo. Dobbiamo dire tutto ciò che è sbagliato.

Oggi mi spiace aver preso troppo tempo e spero che il vostro leader mi perdonerà per questo (Shri Mataji ride, risate)… perché… (Shri Mataji ride, risate) sto solo cercando di utilizzare questo tempo per qualcosa di davvero molto necessario.

Non ho mai occasione di parlare ai sahaja yogi in questo modo. Quando c’è un Puja, è (un momento) di così buon auspicio che non si vuole dire niente che renderà la gente un po’ infelice. Provo il sentimento di una Madre che ama moltissimo i Suoi figli e che vuole che i propri figli gioiscano pienamente della vita nel Regno di Dio.

Spero dunque che non rimarrete male per ciò che ho detto e ciò che ho fatto, è tutto per il nostro bene.

Dio vi benedica.

Voi leader potete concedermi ancora un po’ di tempo? (Risate).

Questa è la prima volta che vedo tutto così organizzato in base al tempo, ed è la prima volta che vi deludo (risate).

A causa della vostra dogana voi sapete qual è la situazione, non si possono portare troppe cose. Ma tutto ciò che ho potuto l’ho preso per i leader, così adesso leggerò i nomi e potete venire a prenderlo da Vinay.

Questo è per i leader di qui (Shri Mataji legge i nomi: “Il sig. Steven, John, Michael, Ben, Hugh – com’è il nome? Albert. – Albert, John Henshaw, e chi? Robin, Robin Reed”).

Poi anche per le signore, per le mogli dei leader (Shri Mataji legge i nomi: “Marylin? Marylin, poi c’è Sue, Jo, Savita – Brisbane, chi è di Brisbane? La moglie di Albert – poi Jennie e Gulsha (?) – che nome è?”).

Questi sono i nomi dei leader; Savita, poi, perché lei ha davvero lavorato moltissimo per me.

Per questo abbiamo regali per loro, piccolissimi regali, e spero riusciate tutti a prenderli da Vinay. Io li ho già toccati e benedetti, quindi va bene (risate), possiamo risparmiare un po’ di tempo (applausi).

Inoltre hanno voluto che portassi dei sari… (uno yogi dice in hindi: “Venduti”).

Venduti! (Yogi: Sì) Spero vi siano piaciuti. (Risate e applausi)