Discorso di commiato, In occasione dell’anniversario di matrimonio

Sydney (Australia)

1994-04-07 Farewell Talk, Burwood Ashram, Sydney, Australia, 23'
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S H R I M A T A J I N I R M A L A D E V I

Discorso di commiato
In occasione dell’anniversario di matrimonio

Ashram di Burwood, Sydney (Australia), 7 Aprile 1994


Grazie infinite per gli auguri in questo giorno[1].

Era un lunedì di Pasquetta quando mi sono sposata ed anche il mio battesimo ebbe luogo il lunedì di Pasquetta. Ma sapete, il nostro lunedì di Pasquetta cambia sempre a seconda del calendario.

Per me è stata proprio una grande impresa sposarmi (risate). In realtà non ne avevo proprio la necessità, ma, come sapete, in India non si risparmierà a nessuna ragazza il matrimonio e (i familiari, ndt) mi hanno assillato da quando avevo diciotto anni; comunque in qualche modo me l’ero cavata.

Ma mi trovavo alla facoltà di medicina di Lahore quando, all’improvviso, scoppiarono disordini di natura gravissima ed io tornai a casa e non ebbi la possibilità di tornarci.

Poi tutta la situazione… penso che sia stato il Divino a pianificare il mio matrimonio (ride) perché ho dovuto accettare.

Oltre a mio marito, c’erano molti altri pretendenti ma loro (i familiari) scelsero lui e fui data in matrimonio; combinato, in un certo senso, perché non ne avevo mai parlato con lui, lui non aveva parlato con me, ma mi aveva già visto una volta.

Per me andava bene perché tutti, nella mia famiglia, erano sempre molto preoccupati per il mio matrimonio. Comunque per tutto il tempo penso di essermi presa cura di tutti i parenti di mio marito, della famiglia. Nonostante in realtà lui non avesse nessuno… aveva solo una sorella, il cui nipote è Vinay. Ma mi sono veramente presa cura di tutto il resto della famiglia, di tutti i suoi parenti.

Lui li ha contati e ha detto: “Hai accudito trentacinque nipoti maschi, per non parlare di quante nipoti femmine e di quanti…”.

Infatti è a causa della (Mia) natura compassionevole che per tutto quel tempo mi sono preoccupata di quelle persone.

La famiglia di mia madre è sempre stata benestante. Non avevano bisogno di alcun aiuto. Tutti i parenti di mio marito una volta erano grandi proprietari terrieri, e all’improvviso venne espropriata, tutta la proprietà terriera fu loro sottratta, all’improvviso.

E loro si sentirono completamente smarriti, i loro figli erano smarriti, sapete, perché erano abituati al lusso e via dicendo e possedevano argento, oro, di tutto. E appena persero le loro terre – furono permessi solo cinquanta acri per ogni famiglia – dovettero vendere tutta la loro argenteria ed ogni cosa e dovettero proprio adattarsi ad un ceto sociale molto più povero.

L’intera situazione fu un grandissimo shock per tutti noi e soltanto mio marito era ben messo nella vita, perché non gli era mai importato delle sue terre e del resto; aveva dunque una buona posizione, era nel governo. Così io mi assunsi la responsabilità di tutte queste persone e cercai di aiutarle nella loro istruzione, a trovare un lavoro e cose così.

Tutto ha funzionato e adesso sono molto benestanti. Sono molto felice di vederli. Sono venuti tutti per il matrimonio di mia nipote ed anche delle mie figlie e hanno mostrato la loro gratitudine.

Di loro, pochissimi sono venuti in Sahaja Yoga. In realtà i familiari sono sempre così. Sono così vicini che io dico loro che c’è un punto nero, sapete, dove tutto si dissolve in uno zero.

Loro sono così vicini che non riescono a capire cosa è Sahaja Yoga. Hanno una grandissima considerazione per me, un grandissimo rispetto per me, farebbero qualsiasi cosa; specialmente mio marito che ha speso molto denaro all’inizio di Sahaja Yoga, proprio tanto.

E non lo richiede; non ne ha neppure mai parlato. E abbiamo speso moltissimo denaro perché avevamo un conto in comune, lui non mi ha mai fatto domande, niente del genere. Molto dolce da parte sua. (Risate, Shri Mataji ride)

[Shri Mataji inizia a tossire forte e chiede una pastiglia, ndt] Viene fuori all’improvviso, non so perché. Ho parlato troppo.

Ebbene, la situazione adesso è migliorata. Loro hanno fede in Sahaja Yoga. Cercano anche di meditare. Ma non sono ricercatori, diciamo, poiché sono così vicini a me.

Voi avete un vantaggio, un grande vantaggio: prima di tutto siete ricercatori da secoli e capite quanto sia importante ottenere la realizzazione del Sé, infatti vi sentite persi senza di essa. Pensate che se non ottenete la realizzazione del Sé vi togliereste la vita e ci sono molte lettere che ho ricevuto che dicono: “Siamo stati dei pazzi. Abbiamo ricercato andando da questa e da quell’altra persona”.

Ho ricevuto lunghe, lunghissime lettere su come fossero stati ingannati, tormentati, e come avessero speso denaro e come fossero stati completamente massacrati da questi guru. Alcuni di loro avevano dovuto vendere la casa, i loro figli erano stati tolti da scuola ed erano diventati tutti estremamente poveri.

A Londra era molto peggio. In seguito ho scoperto che ogni Paese ha questo problema, che sono diventati tossicodipendenti e via dicendo.

Nonostante tutto ciò abbiamo ora molte persone che sono sahaja yogi in tutto il mondo, non solo in Australia. Ma in Australia ci sono tantissimi sahaja yogi, devo dire. E la quantità è molto considerevole e buona e la gente è bella; ma abbiamo avuto, come vi ho detto, un inizio molto accidentato. A causa di ciò, certi condizionamenti si sono instaurati nelle persone.

Adesso però dobbiamo far sì che la nostra qualità migliori. La qualità deve migliorare e penso che il test di qualità sia che sono molto ansiosi di fare tutto il possibile per Sahaja Yoga. Ogni volta sia possibile, qualsiasi cosa sia possibile, sono ansiosi di farlo. Ed hanno anche bellissime famiglie, figli, ambienti familiari. Questo è il segno che vi siete realmente sviluppati in Sahaja Yoga. Ma se così non è, non gioirete mai dei progressi che Sahaja Yoga sta compiendo.

Ho visto che una persona può dare la realizzazione a mille persone; ma c’è chi è in Sahaja Yoga da vent’anni, diciamo, e non ha dato la realizzazione neppure ad una persona. Abbiamo dunque due tipi, due estremi, direi. Da un estremo all’altro.

Ora, alcune persone si considerano sahaja yogi di vecchissima data. Questo è un altro errore che commettiamo. Pensano di essere gli “anziani”. Non esiste il concetto di anzianità o giovinezza in Sahaja Yoga. A volte trovo persone molto nuove che sono sahaja yogi straordinari, molto profondi. Vanno proprio in profondità, all’essenza di se stessi e di Sahaja Yoga.

Probabilmente le loro vite precedenti saranno state straordinarie, è possibile, o magari in questa vita hanno conseguito qualcosa di grande, forse dai genitori o da qualcun altro. Ma alcuni sono veramente molto, molto profondi.

Una delle cose che generalmente ho notato, in Sahaja Yoga, è che sono maggiormente preoccupati di se stessi, delle proprie famiglie, dei propri figli, al massimo.

Ma guardate me: io non mi preoccupo mai della mia salute. Se qualcuno mi chiede come sto, rispondo che sto benissimo.

Io non mi preoccupo mai di niente che mi riguardi, della mia comodità o del cibo, niente, non ho alcuna tendenza a rivolgere la mia attenzione all’interno (di Me stessa, ndt). Se invece è qualcun altro ad essere nei guai, diciamo, o ha qualcosa, sento proprio che devo aiutarlo, che devo fare qualcosa per lui, mi preoccupo molto. A volte anche i miei familiari hanno detto: “Se anche hai mille preoccupazioni per gli altri, stai (addirittura) meglio”.

Ma è per questo che niente, niente può nuocermi: perché mi preoccupo sempre del vostro progresso, dei vostri problemi, delle vostre discussioni e lotte, e così via.

È, si può dire, una preoccupazione così enorme, appassionata. Tutta la mia attenzione si focalizza completamente su quei problemi. Appena vedo una persona so qual è il suo problema, il motivo per cui non progredisce, qual è il problema che ha con gli altri. So tutto all’istante.

Ma, anche se so tutto, non dovrei preoccuparmi; invece mi preoccupo davvero moltissimo per loro come se… di fatto, come sapete, sono parte integrante del mio corpo; ma a volte, vedete, mi preoccupo così tanto per loro.

La gente ha sempre commentato: “Madre, non deve preoccuparsi così tanto per loro. Perché si preoccupa? Lasci che vadano all’inferno, che ci vadano”.

Se mi avete chiamato Madre una volta, io vi perdono realmente. Ho perdonato tutti quelli che mi hanno creato problemi e mi hanno insultato ed hanno procurato problemi in Sahaja Yoga. Li ho perdonati tutti. Non ho tempo per preoccuparmi di non perdonare.

Io dovrei essere un esempio per voi, affinché comprendiate che, più attenzione dedichiamo agli altri, senza cercare i loro errori o criticarli, ma facendo qualcosa per loro; se iniziate a fare per gli altri piccole, piccole cose carine, immediatamente sarete sorpresi che la vostra attenzione si acuirà. Avrà un grandissimo effetto.

Sahaja Yoga si diffonderà grazie a voi e voi stessi sarete molto diversi. Non criticherete gli altri sahaja yogi, non criticherete questo e quello. Voglio dire, se in cose fondamentali c’è qualcosa che non va dovete dirmelo, questo è diverso. Ma questo me lo dicono di rado.

Quindi, per prima cosa dobbiamo estendere la nostra attenzione all’esterno, verso gli altri, non verso noi stessi. Lo stesso vale per i nostri figli, per la nostra casa, per ogni nostra cosa. Espandete l’attenzione all’esterno.

Ora, vedete, io sono una donna di casa. Gli ultimi ventiquattro anni li ho passati a viaggiare e, in qualche modo, diciamo, sto trascurando la mia famiglia.

Ma se chiedete ai miei familiari diranno… Oggi mi hanno telefonato per ringraziarmi per aver costruito completamente questa famiglia. Non so quando ho dedicato loro del tempo ma loro provano questo sentimento molto intenso. E tutti mi hanno ringraziato, tutti hanno detto: “Questa famiglia è stata creata soltanto grazie a te, senza di te niente sarebbe stato possibile”.

Grazie alla mia attenzione rivolta all’esterno è molto facile risolvere qualsiasi cosa occorra fare. Tutto ciò che è necessario fare viene fatto.

Vi farò un esempio. Potete chiamarlo miracolo. Mio nipote voleva andare in una università, una buona università americana. Ma gli avevano detto: “Devi presentarti per il SAT[2] e solo dopo ti ammetteremo”. E per questo avrebbe perso un anno. Io non volevo che andasse in America prima di sostenere il SAT perché pensavo che se fosse andato lì per sei, sette giorni non avrebbe potuto combinare molto. E lasciammo le cose così. Bene, lui si stava preparando per il SAT. Io avevo chiesto ad un sahaja yogi di lì, Paul: “Vedi se puoi aiutarci”. Ma all’Università nessuno volle parlare con lui, quando ci andò, non gli vollero neppure dire se avessero ricevuto il modulo di mio nipote.

E l’altro giorno hanno telefonato per dire che aveva già ottenuto l’ammissione. Come? Dio solo lo sa (risate). È arrivata la notizia che ha ottenuto l’ammissione. Nessuno in America può essere ammesso senza gli esami SAT. Ottenne l’ammissione incondizionatamente e me lo comunicarono.

Io dissi: “Forse Paul deve aver fatto qualcosa”. Così telefonai a Paul e lui disse: “Madre, non sono andato in quella università. Non ho chiesto a nessuno, loro non hanno voluto parlare con me. Hanno detto che era meglio non telefonare lì e lasciar perdere”. E in qualche modo, non si sa come, lo hanno ammesso. E lui aveva inviato la domanda all’ultimo minuto.

Solo che era accaduta una cosa, lui mi aveva detto: “Se non ottengo l’ammissione in una buona università non andrò in America. È un dispendio eccessivo di denaro”. Un ragazzo molto saggio.

Dissi: “Va bene”. È l’unica volta che ho dato un bandhan. Ed ora guardate, ha ottenuto l’ammissione. Anche la sua sorella maggiore ebbe l’ammissione al “John Hopkins Institute[3]”, senza condizioni. Sebbene, quando andò lì, abbia trovato l’atmosfera non adatta a lei e sia scappata. Ma, nel complesso, quella ammissione incondizionata, dicono… Gregoire mi ha detto: “Madre, non è possibile, come ha potuto ottenerla?”. Ho risposto: “C’è la lettera”.

Accade senza fare alcuna pressione, senza fare nulla. È un miracolo. Devo dire che è un miracolo. Ma c’è qualcosa che agisce, e questo qualcosa è il Potere onnipervadente.

Intestardirvi su un’idea non vi aiuterà.

Se volete… qualcuno ha detto: “Madre, volevamo avere questa casa ma non ci siamo riusciti”. È perché avevate una sola idea: ottenere la casa. Se invece aveste avuto l’idea globale che, ottenendo la casa, avremmo fatto certe cose, avremmo potuto far funzionare meglio (Sahaja Yoga) e così via, allora la avreste ottenuta.

Dovreste proiettarvi verso altre cose più importanti di voi stessi. Allora improvvisamente inizierete a crescere. Come alcuni alberi che crescono più alti a differenza di altri. Perché? Perché aspirano alla luce del sole e vogliono essere più vicini al sole.

Ma questo non è possibile, non ci si può avvicinare al sole crescendo soltanto di qualche centimetro. Ma essi vi aspirano, e quindi sono più alti degli altri. Nello stesso gruppo troverete alcuni alberi che crescono di più ed altri no.

Ebbene, un aspetto è che dovete meditare, non c’è dubbio. [Dice a lato (riferendosi forse ad un bambino): “Mettilo in terra, tienilo in terra, poverino, sta tenendo…”]

Una cosa dunque è che, per sviluppare la qualità, dovete meditare. Questo l’ho detto.

Ma dovete conoscere il vostro problema, se siete di lato destro o di lato sinistro. È molto importante capire se siete di lato destro o di lato sinistro.

Alcune persone hanno problemi di lato sinistro e iniziano a fare il trattamento con l’acqua. C’era un medico a Delhi, il dr. Nigam – forse lo conoscete – che aveva… che avevo curato dalla paralisi. Ero sorpresa che la sua mano sinistra ancora non funzionasse correttamente.

Così gli chiesi: “Che tipo di meditazione fai?”.

Rispose: “Con la candela e con l’acqua”.

Io dissi: “Cosa? Le fai entrambe?”. “Sì”.

Dissi: “Quel che non va in te è il lato destro…[Shri Mataji si corregge]… il sinistro. Quindi dovresti fare solo il trattamento con la candela. Lascia stare (l’acqua)”. Gliel’ho detto.

Appena gliel’ho detto, la sua mano (sinistra) ha iniziato ad aprirsi. L’ho soltanto detto; diventa come un mantra, penso. Ha iniziato ad aprirsi, lui ha aperto la mano.

Perciò, anche riguardo ai trattamenti, dovreste capire quale dovete adottare.

Alcuni sono di lato sinistro, quindi dovrebbero adottare soltanto il trattamento di lato sinistro. Non dovrebbe esserci confusione.

Così gli ho chiesto: “Chi ti ha detto questo?”.

Lui rispose: “Mi hanno detto tutti la stessa cosa”.

Che cosa hanno detto?”.

“Puoi fare questo”.

In Sahaja Yoga ci sono certe norme e regole del Divino. Ora, se soffrite di lato sinistro, fate soltanto il trattamento per il sinistro. Assolutamente nessun trattamento con l’acqua.

E se soffrite di lato destro non fate assolutamente, nel modo più assoluto, il trattamento con la candela.

Questi sono i due lati che devono essere corretti; dopo siete nel centro.

Quando sentite di essere al centro potete usare entrambe le cose. Ma ho visto che di solito sono pochissimi. Normalmente si trovano pochissime persone che siano al centro. Se lo sono, dovrebbero fare questo trattamento.

Tuttavia non occorre fare un trattamento quando si è al centro, ma dovete meditare. Quindi potete sedervi davanti alla fotografia. Ma per eliminare tutti i vostri condizionamenti e il resto, o magari i problemi della giornata, potete sedervi davanti alla fotografia con una candela ed anche l’acqua. Ma chi non è così (al centro), non dovrebbe farlo.

E non ci si dovrebbe neppure offendere se il leader dice a qualcuno che è di lato sinistro o di lato destro.

Il problema è che in Sahaja Yoga ci sono i leader. È un mito. È un mito. Non è qualcosa da prendere tanto sul serio. Questi leader ci sono perché io non posso comunicare con tutti voi. È per questo che ci sono.

Quando si trattava di parlare dei leader, nessuno (qui) mi diceva niente. Molto sorprendente. Non mi hanno mai detto che (qui) i leader facessero certe cose. Ho dovuto scoprirlo ogni volta che sono venuta qui. Avreste dovuto scrivermi prima: “Il nostro leader è così” oppure “Qui sta accadendo questo”. Non c’è niente di male nello scriverlo. Ma non lo ha fatto nessuno. Finché non sono arrivata ed ho scoperto che razza di persone erano.

In realtà li ho scoperti solo in Europa. Non sapevo che facessero tutte queste cose.

Stavano creando, inoltre, qualche fondo e raccogliendo del denaro senza che nessuno me ne avesse parlato. Anche quando sono venuti in India hanno raccolto denaro, ma nessuno mi ha detto che stessero raccogliendo denaro per questo o quello. Insomma, avreste dovuto quantomeno parlarmene. Qualcuno avrebbe dovuto dirmelo.

È così che sono diventati proprio delle specie di fascisti. Pensavano: “Siamo i capi, possiamo fare ciò che ci pare”.

Per altre cose insulse la gente mi scriverà lettere lunghissime, ma mai per qualcosa di veramente valido, essenziale e necessario.

A chiunque mi scriva questo io sono molto riconoscente.

Non per criticare, ma per riferire esattamente il problema o la difficoltà che vi trovate ad affrontare. Io sarò molto felice se mi scriverete, con sincerità, non ciò che disturba voi, ma che disturba tutti. In questo modo posso risolvere il problema molto meglio, non è forse così?

Ora, l’altra cosa di cui dovevamo parlare riguarda come dovrebbero essere le relazioni tra marito e moglie. Ho già avuto svariate occasioni per parlarne loro. Ora voi siete uniti in matrimonio da me.

Non è stato un matrimonio combinato vero e proprio, vi è stato dato tempo fino alla fine per capire. E persino se la persona non vi piaceva, avreste potuto dirmelo e avremmo cancellato il matrimonio.

Ma anche quando è registrato, dopo aver vissuto con una donna o con un uomo per tantissimi anni, dopo avere avuto figli, all’improvviso saltate fuori con: “Madre, non possiamo andare avanti”.

Ma si sta esagerando, per quanto riguarda voi e tutta la società di Sahaja Yoga. Se non vi piace qualcuno, se c’è qualche problema, dovreste scoprirlo all’inizio. Io sarò l’ultima persona ad imporvi di sposare qualcuno. Persino se vi sposate e me lo fate sapere dopo tre, quattro mesi, diciamo, il matrimonio può essere annullato. E adesso ho detto a Yogi di non registrarli per circa tre mesi, così da valutare per conto vostro.

Ora, voi dovete capire che il matrimonio non è un’istituzione ben praticata in Occidente.

Fintantoché non sono sposati, sono felici.

Appena si sposano, qualcosa va storto nelle loro teste. Forse il motivo è che nel matrimonio esiste un vincolo legale. Se siete sposati con qualcuno, sapete, il vostro denaro sarà condiviso o qualcosa del genere, c’è un timore di questo tipo.

Per la stessa ragione ho chiesto svariate volte di non sposarvi, finché non siete normali.

Invece molte persone ammalate, con malattie, problemi, idee strane, si sposano tanto per fare, come dicono gli americani (l’espressione usata da Shri Mataji nel testo originale, “for the heck of it”, ossia “tanto per fare”, è tipicamente americana, ndt).

E dopo, per me è un grosso grattacapo. Per prima cosa io mi preoccupo, in secondo luogo è di pessimo esempio per gli altri sahaja yogi e procura una cattiva fama a tutti noi.

Non è difficile gioire del vostro matrimonio, perché generalmente noi valutiamo davvero ed esaminiamo accuratamente qual è il problema e con che cosa, e chi può andare d’accordo con chi.

Noi facciamo del nostro meglio, ma a volte ci sono quattrocento, cinquecento domande (di matrimonio) di vari tipi. A volte non capite, non cogliete alcuni punti. Ma voi, qualche volta, potete capire e dovreste cercare di aiutarmi, comprendendo che, dopotutto, che cosa sarà mai? Che c’è di così importante?

C’è stato un sahaja yogi, un ottimo sahaja yogi inglese che aveva una moglie davvero bellissima, molto istruita e via dicendo, molto brillante. Venne da me a dirmi: “Madre, voglio divorziare assolutamente da questa donna”.

Chiesi: “Perché? È così bella!”.

E lui: “No, non la voglio. Voglio divorziare”.

Mi assillava. Allora parlai con lei. E lei disse: “Anch’io voglio divorziare”.

“Va bene, divorziate. Il divorzio è ammesso in Sahaja Yoga”. Così hanno divorziato.

Poi gli mostrammo varie fotografie dicendo: “Adesso dimmi quale vorresti sposare”. Lui scelse una ragazza che non è istruita, che non è bella in alcun modo.

Ha la pelle molto scura con labbra molto grosse. Però mi piace molto, mi piace molto, è una persona molto amabile, estremamente dolce.

E così scelse lei. Io ero sorpresa.

Dissi: “Come?”.

“Sì, Madre, senta le sue vibrazioni”.

Tuttavia io dissi: “Prima incontrala”.

Ebbene, quando andammo a Ganapatipule: “Sì – disse – è lei che voglio sposare”. Io ero sorpresa, sapete: con tutto questo, come poteva dire di voler sposare quella ragazza?

Dissi: “Devi esserne sicuro”.

“Sì – rispose – sono sicurissimo, voglio sposarla”.

Ciò che mi disse fu: “Lei è la tranquillità in persona. Mi sento così tranquillo (con lei). È piena di vibrazioni, come un sacco di vibrazioni”. (Risate) Io questo lo so, ma non sapevo come questo ragazzo lo avesse sentito. Si è proprio innamorato di lei, vi assicuro. E dice: “È la più bella persona che abbia mai incontrato”.

Non vede niente altro che sia esteriore. In seguito mia sorella ha detto: “Che cosa hai fatto?! Che coppia!”. (Risate).

Così guardai la ragazza e iniziai a vedere quegli aspetti: che non è bella, non è questo, ma, come aveva detto lui, è tranquillità. Lei è proprio tranquillità. Lui andò fino al suo villaggio per incontrare tutta la sua famiglia e tutti erano sorpresi di questo uomo di bell’aspetto, per di più inglese (risate).

E lei… lui disse: “Madre, lei ha neutralizzato tutte le mie opinioni assurde. Lei è così bella”. Ed è veramente innamorato di lei. Ebbene, è questo il segno di un sahaja yogi molto profondo: che non insegue cose superficiali.

Lei cucina cibo del sud dell’India e a lui piace. Gli piace tutto ciò che lei fa. Si prende molta cura di lei. E lei non è né di lato sinistro né di lato destro, è nel centro.

Così entrambi sono adatti l’uno all’altra perché a livello spirituale sono sullo stesso piano, molto profondi, e questo è ciò che dobbiamo essere.

Se non siamo compatibili a livello spirituale nasce il problema. Dobbiamo avere una corretta compatibilità vibratoria.

Ovviamente, noi stiamo attenti a questo quando vi sposiamo; insomma, pensate, il novantanove per cento dei matrimoni hanno avuto successo.

Ed alcuni matrimoni sono stati combinati in modo un po’ birichino, lo so, ci sono state alcune birichinate.

Eppure hanno funzionato (risate), sono felici. Alcune persone però sono determinate a rendere i propri matrimoni un problema. Alcuni sono molto egoisti, hanno una grande opinione di se stessi e iniziano a rendere tutti infelici. Che cosa li renda così pieni di ego, non lo so.

E rovinano proprio i loro matrimoni. Diventano infelici loro e rendono infelici anche gli altri.

Mio marito non è mai stato un sahaja yogi, mai. Anche adesso non direi che sia un sahaja yogi. Neppure adesso. Non so. Ma sapevo come trattarlo e come farlo. (Risate, Shri Mataji ride) E ci sono riuscita molto bene ed anche lui lo sa.

Lui dice sempre: “Tu sei una persona molto morale; sei una persona molto nobile”. Mi dice tutte queste cose. E, sapete, tutto ciò che dice è: “Tu sei così, ma non puoi rendere così gli altri”.

Io rispondevo: “Io posso, perché no?”.

All’inizio non riusciva a credere che io potessi trasformare le persone. E adesso sa che le ho trasformate. Ha detto: “Sono diventati angeli”. E ha visto che adesso siete angeli.

Non sono molto contenta dell’asilo (Sahaja, ndt) che avete qui, per niente. È un caos. E non so, ma è… i bambini che escono da questa scuola sono razzisti. Hanno idee molto razziste, secondo il rapporto che mi ha fatto Yogi (Mahajan, ndt).

A Roma (ashram, dove c’era l’altro asilo Sahaja, ndt) non è così. Direi quindi che dovremmo insegnare… la cosa migliore è sostituire gli insegnanti. E i bambini, quando arrivano, sono molto aggressivi, molto duri.

Direi di sostituire alcuni insegnanti occidentali con insegnanti indiani. Può essere che siano razzisti o ci sia qualcosa che non va lì.

Il rapporto che ho ricevuto sui vostri figli è che i bambini australiani creano maggiori problemi, ed è molto difficile; inoltre sono razzisti. Lì ci sono pochi bambini indiani, sapete, ma se ce n’è uno lo aggrediranno.

Mi pare ci siano soltanto tre bambini indiani o uno forse è un nero, non so, ma tutti questi altri bambini li aggrediscono quando arrivano lì (alla scuola in India, ndt) da qui (dall’asilo australiano). Ci vuole tempo per cambiare le loro idee.

Se siete razzisti non potete restare in Sahaja Yoga, questo lo capite. Noi non crediamo in razza e religione e in tutte queste cose che separano gli esseri umani gli uni dagli altri.

Il nostro ideale è questo, non possiamo accettare queste assurdità nella nostra società. E fate attenzione, osservate il modo in cui i vostri figli reagiscono alle persone di colore. E questo viene rilevato specialmente nei bambini australiani.

Quindi ritengo che qualcosa non vada in alcune persone di qui. Si dovrebbe cercare di scoprire se, in qualche modo, stiamo cercando di insegnare ai bambini che la pelle bianca è migliore di quella nera.

Come vi ho detto nel discorso, spero che abbiate ascoltato ciò che ho detto a proposito dei geni, ossia che adesso si è scoperto che gli asiatici possiedono due geni protettivi che le persone di pelle bianca non hanno affatto.

Uno di essi è il lato destro, l’altro è il lato sinistro. Pertanto, una persona di pelle bianca adotterà comportamenti violenti con molta maggiore facilità di un asiatico. In realtà, per asiatici si intende ora indiani e cinesi, dal punto di vista culturale sono uguali. Questo significa che, dopo essere venuti in Sahaja Yoga, i vostri geni sono stati trasformati e avete i geni protettivi in voi.

E uno di essi, come vi ho detto, riguarda il lato destro: odiare e uccidere la gente, usare la violenza, questo razzismo, che adesso sta ritornando perché sarà accettato molto facilmente in quanto non esiste alcuna protezione contro di esso.

Potete vedere che nella mia famiglia eravamo undici bambini. Alcuni erano chiari, molto chiari, ed altri scuri. Non abbiamo mai saputo cosa fosse il razzismo perché la pelle è così, insomma, così superficiale, come si dice.

Quindi, vedete, dovete capire che adesso vi trovate ad affrontare questi due orribili geni dei quali uno vi indurrà alla violenza, alla collera, a questo tipo di razzismo, odio e fondamentalismo; mentre l’altro vi infonderà lassismo, pigrizia o cose gravi come il sesso e quant’altro e tutte queste dipendenze dalle droghe che sviluppate.

Quindi adesso dovete stare molto attenti.

Semplicemente proclamando… i tedeschi proclamarono: “Noi siamo di razza bianca”, sapete, “Siamo superiori a tutti”. In che modo sono superiori? Pensate. Hanno ucciso bambini piccolissimi, bambini piccolissimi nelle camere a gas e li hanno guardati bruciare.

Riuscite ad immaginare qualcuno che sia un’anima evoluta o che appartenga ad una razza superiore fare cose così efferate? Ma questo è… hanno delle specie di valori e virtù che si sono inventati loro, mentre in effetti non ne hanno.

Furono così orribili da prendere il grasso dai cadaveri in Polonia, a Varsavia, e farci il bagno. Lo usavano come sapone. Grottesco. È tutto così agghiacciante. E pensano di essere razze straordinarie.

Anche Max Muller[4] scrisse così, sapete. Affermò che furono i tedeschi giunti in India a scrivere i Veda. Ma i loro antenati non possono aver scritto i Veda.

Ebbene, adesso cercate di capire l’essenza di ciò che stiamo affrontando.

Ciò che sento, nell’arroganza di questa pelle bianca, è che queste persone, gli antenati, hanno superato i loro limiti, le loro maryada. Come gli spagnoli che sbarcarono in America: laggiù non si può trovare un solo nativo, neppure uno.

Ho voluto vedere in Cile, in Argentina, in Brasile: neppure uno. Dove si sono persi? Si rifugiarono tutti sulle colline ed alcuni sono protetti in Bolivia e via dicendo. E la vendetta è iniziata. Dalla Bolivia stanno arrivando tutte queste droghe orribili. E tutta l’America ne è proprio schiacciata.

Non c’è saggezza nel pensare di avere la pelle chiara. Bene, continuate pure. Dove finirete? Pensate a queste cose. Che ne è degli americani? Dove stanno andando? Ora sono un po’ preoccupati.

Ma il sessanta per cento delle persone potrebbe essere colpito dalla schizofrenia in quel Paese. Ora, quando vedete accadere tutte queste cose, come potete essere soddisfatti di voi stessi solo perché avete la pelle bianca?

La prima cosa che dovete cercare di comprendere è che se in voi c’è anche una traccia di razzismo, meglio eliminarla.

In questo Paese, invece, penso ci sia realmente una vera giustizia per i razzisti. In merito alla giustizia si deve dire che l’Australia è nota per essere veramente una società multiculturale, e le persone comprendono il valore di ciò che si è acquisito attraverso le società multiculturali.

Ci sono molte cose da imparare, nel senso che loro sono molto puliti esteriormente, ma non nella vita personale. Terranno la casa molto pulita, i tappeti pulitissimi, tutto pulitissimo; ma per quanto riguarda loro stessi non sono così puliti.

Adesso, ovviamente, con Sahaja Yoga siete cambiati, non dico questo. Ma so di inglesi che non facevano il bagno per mesi, per mesi, puzzavano come l’inferno. E quando mio marito era lì, c’era l’abitudine di stringere le mani, e le mani puzzavano per giorni.

Ci mettevamo profumo, essenze, di tutto, ma niente da fare. Usare carta su carta… va bene, perché fa molto freddo, ma non fa poi così freddo! (Risate) Noi abbiamo vissuto in Inghilterra per molti anni, ma abbiamo sempre usato acqua, acqua corrente. (In Inghilterra) tre, quattro persone fanno il bagno nella stessa vasca per risparmiare sterline. Il solo mantra che conoscono è “risparmiare sterline”. (Risate).

Lo stesso qui, la gente è molto orientata al denaro, nonostante abbiano molto denaro in confronto ad altri. Per i sahaja yogi è dunque importante essere moderati, ma non dovreste essere avari. Non è necessario. Però dovreste essere puri interiormente: è questo ad essere molto importante, non tanto l’esteriorità; perché, vedete, insorgono tutte queste malattie, arrivano queste cose, si deve stare molto attenti.

In secondo luogo siete così protettivi con voi stessi, voglio dire che pensate sempre a voi stessi. Estremamente protettivi, così non sviluppate alcuna immunità a niente. Se doveste viaggiare come me, vi ammalereste entro un mese. Per prima cosa non potete mangiare niente, vi viene l’epatite. Se annusate qualcosa vi viene la febbre da fieno. Se fate qualcos’altro… voglio dire che tutte queste cose derivano da una protezione esagerata.

Dovete lasciar giocare i vostri bambini nella sabbia; dovete farli andare in giro. Siete così protettivi con i vostri bambini! Così, quando crescono non possono sopportare niente che non sia assolutamente, completamente protetto, diciamo.

Gli indiani invece non le prendono (le malattie). Da noi è pieno di parassiti, zanzare, tutto questo. I bambini australiani, quando sono stati morsi dalle zanzare, hanno preso la malaria. Mentre là, in tutta la città (in India), nessuno ha preso la malaria, neppure una persona. Ed erano sorpresi che questi ragazzi e ragazze avessero contratto la malaria.

Dunque, durante l’infanzia non dovremmo rendere sempre i nostri figli molto delicati.

Voi avete un bell’aspetto, voglio dire che potreste avere buoni muscoli, a prima vista; ma siete davvero molto vulnerabili a qualsiasi malattia.

Si può vedere dai vostri bambini. Non parlo (solo) degli australiani, ma di tutti gli occidentali, che siano americani o europei o altro.

Ho visto che in Russia invece la gente è molto, molto forte. Loro non prendono molte malattie. Non soffrono di tutto questo.

Quindi, questo atteggiamento protettivo esagerato; ed inoltre ci sono libri su libri.

Oggi scriveranno un libro sui bambini: “Dovete nutrirli all’ora giusta”. Poi, la volta dopo: “No, no, non dovreste fare così, dovreste permettere loro di mangiare tutto quello che vogliono”.

Poi la terza volta diranno: “Non dovreste dare questo ai vostri bambini, non dovreste dare quell’altro, quello non dovrebbe accadere!”.

Con tutta questa conoscenza, la gente non si rende conto di rendere i figli simili a pupazzi nelle mani di questi scrittori.

Qualsiasi cosa dicano, qualsiasi cosa facciano, non esiste buon senso in questo.

In Sahaja Yoga sappiamo ciò che è necessario per i bambini. In realtà quella è gente che vende semplicemente i propri libri, sapete, ha il dono di saper scrivere e qualsiasi conoscenza abbia la scrive; e voi l’accettate e finite nei guai.

E questo è molto, molto comune. Si proteggono esageratamente i bambini senza che ne abbiano bisogno. Mentre si dovrebbe fare quando è necessario.

La mia preoccupazione principale è il comportamento davanti ai bambini.

Ci sono divergenze tra marito e moglie, non è che non ce ne siano, ma loro non dovrebbero essere esposti ad esse. I bambini non dovrebbero essere esposti alle vostre divergenze, ai vostri litigi, ai vostri accessi d’ira. Loro ne risentono; sono, ripeto, molto protetti. Viene data loro tantissima protezione. Questi bambini protetti assorbono molto rapidamente queste cose. Se la madre dice al padre qualcosa, o il padre dice qualcosa alla madre, loro in seguito la ripeteranno. Sarete sorpresi, diranno la stessa cosa. Quando il padre fa qualcosa la ripeteranno.

In questo modo danneggiate tutto il loro atteggiamento nei confronti della vita. Dovete capire che i bambini sono molto più rapidi di voi nell’afferrare le cose perché devono apprendere, stanno crescendo.

Quindi il vostro rapporto tra voi e vostra moglie dovrebbe essere improntato al rispetto, all’amore, alla comprensione ed alla premura. Ma non dovrebbe esserci qualcosa di… qualche scena non adatta a loro.

Insomma, non significa comportarsi in modo strano davanti ai bambini. Certe cose sono per la camera da letto, capito?

Grazie a Dio, voi avete camere separate. Noi non abbiamo neppure quello. In India pochissime persone hanno stanze chiuse. Se durante il giorno chiudono la camera da letto, la gente pensa che siano malati o pazzi. Questo è dunque l’atteggiamento da tenere: davanti agli altri, davanti alle altre persone, davanti ai figli e ad ogni cosa, dobbiamo comportarci bene.

Ora, se volete rinfacciarvi i difetti reciproci potete farlo in camera da letto. Credo che non sia un gran bel gioco, perché dovreste cercarli? È sempre meglio chiudere il capitolo alla fine del giorno e dormire bene.

Tutto ciò che vi sto dicendo è che non dovreste perdere di vista la gioia e la felicità. È così che realmente gioirete dei vostri bambini, di vostro marito, di vostra moglie, di ogni cosa. In questo, come ho sempre detto, la moglie deve essere molto saggia. Lei deve essere molto saggia.

Ma non al punto di permettere al marito di fare ciò che vuole. Lei deve tenere il controllo, in un certo modo, affinché lui non disturbi la società di Sahaja Yoga.

In merito alle altre cose, come hanno detto, non sapevo che pagaste del denaro per la scuola e che tutte queste persone che non hanno neppure figli a scuola stiano pagando.

Non sapevo questo. La scuola ha denaro, indubbiamente. Non ci sono problemi in questo perché non spendono molto. Ma adesso cambiate il modello. Parlerò al vostro leader e vedrò.

E inoltre potete prendere una bella casa in affitto, separata, e radunare tutti i bambini lì a studiare e nessuno dovrebbe agire arbitrariamente.

E dovrebbe essere fatto correttamente. Ne parlerò al vostro leader e glielo dirò. E i bambini dovrebbero essere visti, anche dai leader, affinché non diventino razzisti o violenti.

E penso che gli insegnanti indiani sarebbero più adatti perché, vedete, loro sono persone miti e sarebbe meglio. Ho anche scoperto che avete due ragazze che possono lavorare, delle ragazze indiane. È meglio che si occupino loro dei bambini.

E per finire devo dire che ho apprezzato molto il mio soggiorno a Sydney. Davvero. Non so perché sia stata chiamata Sydney, per quale motivo – in Occidente non hanno un significato per ogni nome. Ma è un luogo bellissimo dove ci sono così tanti sahaja yogi. E mi sento proprio molto felice in vostra compagnia. Io vi amo e voi mi amate tutti. Tutto ciò che io voglio è la vostra felicità e gioia. E vi prego di ricordare che noi, tutti noi, siamo qui per gioire.

Quindi non fate nulla che vi renda infelici, come avere grandi, grandiosi progetti e via dicendo. Non è necessario. Non occorre, ma se volete averli per favore informatemi. Vi dirò esattamente se dovreste farlo oppure no.

Infatti non voglio che finiate in bancarotta o altro, come scervellati.

Quindi è questo, dovete essere cauti, informatemi. Fatemi sapere. Potete scrivermi che avete determinati progetti e tutto il resto, e io vi consiglierò.

Ora, questa idea di questa faccenda di artisti, devo dire che non mi convince granché.

Mi hanno detto che vogliono radunare tutti gli artisti del mondo e via dicendo. È un atteggiamento di concezione molto unilaterale, sapete.

Qui ci sono solo pochi artisti, allora loro li invitano, li invitano qui e ha inizio una conferenza. Queste cose non dovrebbero esistere. Se ci sono degli artisti, bene, ci sono artisti all’estero, ci sono ovunque. E ogni volta che potete incontrarli, potete farlo. Ma non potete separare un gruppo così: artisti da una parte, musicisti da un’altra; poi avrete i politici (risate), poi gli economisti, sapete.

Questo non è uno standard Sahaj. Non è Sahaja Yoga. Quello è il modo in cui vive la gente (comune), sapete, hanno cose separate; oppure possono avere un’organizzazione di donne simili a manici di scopa, diciamo, qualcosa del genere. (Risate)

Noi siamo sahaja yogi; e siamo sahaja yogi e sahaja yogi. Se siete artisti è qualcosa di secondario. Se siete musicisti è qualcosa di secondario. Noi siamo sahaja yogi e sahaja yogi. Si deve ricordare questo.

Così si formeranno i gruppi. E questo sistema di formare gruppi è esistito nella natura umana, è esistito sempre. Abbiamo formato associazioni di qualsiasi cosa. Sapete, se c’è qualcuno come i francesi, loro mettono il cucchiaio al contrario, sapete, cucchiaio e forchetta in questo modo.

Ho chiesto: “Perché?”.

“Perché siamo francesi”. (Risate)

Non riuscivo a capire questa spiegazione, che sono francesi. E gli inglesi li mettono così (cucchiaio e forchetta). Ora, se li mettete nell’altro modo siete un caso perso, insomma, non valete niente.

Ebbene, dobbiamo sapere che questo modo di riunirsi era nella natura umana poiché proviene dall’istinto animale. Vedete, anche gli animali si riuniscono insieme.

Voi siete di Brisbane? Bene, ci sediamo insieme. Voi siete di qui, allora ci sediamo insieme. È un istinto animale. Si riuniscono a causa di qualche paura, forse.

Questo fatto di riunirsi, di associarsi, è subentrato anche nella razza umana. Avete un club per ogni cosa, lo sapete.

Per voi non è necessario poiché siete emersi dallo stadio di istinto animale (passando) a istinti più elevati.

Se siete degli artisti, bene, siete degli artisti. Un altro è un artista, bene. Ma non formate gruppi costituiti solo da artisti, musicisti, questo e quello. Se dovete cantare insieme, diciamo, potete esercitarvi insieme, poi basta. È un punto molto importante. Cercate di capire. Il fatto di formare gruppi non è affatto una qualità umana. Formare gruppi è una caratteristica degli animali.

Quindi, dato che siamo tutti sahaja yogi, perché dovremmo formare gruppi? Che bisogno c’è di creare un club? E questo fatto di creare gruppi ci ha causato moltissimi problemi.

Questi politici, poi queste religioni e tutto questo non sono altro che un creare gruppi, e questo separa. Ogni volta che trovate che c’è un sistema di aggregazione in atto da qualche parte, scappate proprio da lì. Voi appartenete ad una comunità molto vasta.

Ora, se, ad esempio, le dita della mia mano iniziano a riunirsi, che cosa farò con esse? Dovrò farci un club (Shri Mataji ride, risate). Tuttavia questa cosa persiste. Voglio dire che anche quando vengono a Ganapatipule formano dei circoli. Ne sono stata informata. Il circolo australiano, poi quello del nord Australia, poi degli australiani del sud, poi dell’est, ovest, del sud-est e del sud-ovest (risate); ebbene, tutto questo deve finire.

Si deve comprendere che noi siamo tutti sahaja yogi, in tutto il mondo, ovunque possiamo vivere, qualsiasi cosa possiamo mangiare, qualsiasi abito possiamo indossare. Interiormente siamo tutti sahaja yogi e tutti connessi al potere onnipervadente.

Se diventate grandi artisti perché avete Sahaja Yoga, bene, rallegratevene. Se siete diventati grandi musicisti, bene, gioite di questo. Se diventate degli oratori, rallegratevene. Ma non formate un gruppo con qualcun altro per questi motivi. Questo non è affatto Sahaj.

In Sahaj siete una cosa sola con ciascuno e con tutti (i sahaja yogi, ndt).

Vedete, se la mia vita ha una caratteristica, dovreste capire che è proprio quella che io sono una persona molto Sahaj, estremamente Sahaj. Ovunque vada, non riesco a capire: vado in Russia e tutti questi russi, che non avevano mai saputo niente di me, non avevano mai sentito parlare di me, sono venuti ad ascoltarmi. Ovunque io vada. Insomma, successivamente, l’incontro successivo può non andare così bene, ma ovunque io vada ci sono migliaia di persone.

Dopo tutto che cosa c’è di così grande in me? (Risate e applausi).

Vedete, è questo ciò che dovete imparare: io sono così Sahaj. E inoltre, quando ve ne parlo voi non ci rimanete male. Perché sapete, vi rendete conto che vi dico queste cose per compassione e amore, e questo è importante.

Voi questo lo capite perché compassione e amore sono la prima cosa. E quando ci sono compassione e amore, non si può proprio pensare di formare gruppi, mai. Non potete mai formare gruppi con nessuno. Amerete ogni singola persona e sarete gentili e gioirete della vostra compassione, della virtù della vostra compassione, della virtù del vostro amore.

E questo traspare sui vostri volti. Voi risplendete rispetto a questi “nati due volte” che non sono mai nati due volte (risate). Loro avevano un aspetto pericoloso e orribile, volti molto duri. C’era una ragazza molto giovane con il viso solcato da così tante rughe che era possibile contarle, tutte intorno al viso, tutto intorno.

Io le dissi: “Tu non sei nata due volte, mi dispiace”.

Lei domandò: “Lei lo è?”.

Risposi: “Io sì. Guardati il viso allo specchio: ti renderai conto che non sei nata due volte”.

Il più grande vantaggio di Sahaja Yoga è quindi che riuscite a gioire di qualsiasi cosa. Quello è il più grande vantaggio; che si tratti di arte, architettura, musica, oppure di una conferenza, di studi, istruzione, vita familiare, qualsiasi cosa, dovreste essere in grado di gioire pienamente.

In quel caso siete veri sahaja yogi e avete conseguito quello stato. A volte ci sono problemi, qua e là, accade qualcosa, non importa. Abbiate fede, e sarete sorpresi dei miracoli che vi capiteranno. Tanti miracoli, uno dopo l’altro, ma ascoltatemi e cercate anche di seguire ciò che dico.

Prima di tutto niente collera. Se siete collerici… dovete sapere che è una cosa seria in Occidente, poiché non esiste alcun potere di controllo sulla collera, e la schizofrenia è solo il risultato estremo della collera. La schizofrenia.

La collera non dovrebbe quindi essere giustificata. Tutto l’ego, la collera, dovrebbero essere eliminati.

Non si dovrebbe provare in alcun modo ad essere in collera con gli altri a causa di gelosia, complessi, di qualsiasi cosa. Se è così, per favore fate introspezione: “Perché vado in collera?”. Shri Krishna ha classificato la collera come la peggiore di tutte le malattie. Egli ha detto che da essa ha origine qualsiasi cosa.

Io però non sono d’accordo con Lui perché, vedete, deve essere… per Lui era un lila, tutto il mondo è lila; ma non per tutti.

La collera può venire dal Muladhara, può venire dallo Swadishthana, può venire da qualsiasi parte. Quindi non si può dire che l’origine della collera sarà l’origine di tutti i problemi, può derivare da qualsiasi cosa. Si può essere veramente distrutti da qualsiasi cosa, ma la collera è la peggiore di tutte.

Quindi, se trovate qualcuno che è collerico, se vi accorgete che voi stessi siete collerici, per favore, fate in modo di superare ciò.

In passato solevo dire – adesso non so, devono esserci le mie registrazioni – se siete molto arrabbiati, di mettervi davanti allo specchio e dire di tutto. Oppure prendete un cuscino e colpitelo con violenza, quando siete in collera. Chiudete la porta, colpite il cuscino e poi uscite. Magari dovrete comprare un altro cuscino, pazienza (Risate).

Così sviluppate una personalità molto piacevole, direi. Questo è importantissimo. Dovete avere una personalità molto piacevole.

Questo però non è accettabile in certi Paesi, infatti si dice che non dovreste mostrare una personalità piacevole perché gli altri vi considereranno deboli.

Ma la forza è la vostra gioia. La forza è la vostra virtù, la forza è la vostra personalità piacevole. È quella la vostra forza. E questa artificiosità… alcuni dicono che se diventate molto amabili e via dicendo, gli altri penseranno che siate deboli. Se lo pensano lasciate che lo pensino. È (solo) la loro stupidità. Voi dovreste essere felici, gioiosi, piacevoli.

Devo dire che in Sahaja Yoga alcune persone sono cresciute così bene che mi sento davvero molto fiera di loro, molto fiera. E non mi sarei neanche mai aspettata che questo funzionasse così bene nel corso della mia vita; non me lo sarei mai aspettato poiché ho iniziato molto tardi, di proposito.

È quindi molto rincuorante vedere tanti sahaja yogi crescere ed ascoltarmi con tanta amabilità, senza fare obiezioni a ciò che dico, per poi assimilarlo nella propria vita così da poter gioire moltissimo di se stessi.

Questa volta ho dovuto incontrare le persone separatamente in una stanza, ma la prossima volta penso che discuterò di certi problemi pubblicamente.

Se state facendo qualcosa di stupido, che lo sappiano tutti. Così ci sarà un po’ di paura di chi commette cose sbagliate.

Per esempio, non so se Peter Patten è qui, c’è? Non c’è? Peter Patten di Adelaide.

Lui si è comportato in modo molto strano e penso debba uscire da Sahaja Yoga per qualche tempo.

Poi c’è un certo Mark; è qui? Dov’è? Chiamatelo. Vedete, lui non si rende conto di ciò che non va in lui. E cerca di imporsi agli altri. Non è una gran bella idea.

Datevi tutti un bandhan, penso. È opportuno, sapete. Dov’è?

Parleremo di questo pubblicamente, così vi renderete conto di ciò che non va in quella persona. È esageratamente di lato destro, è tutto bollente. Dov’è? Che cos’hai? Perché vuoi incontrarmi?

Mark: Volevo chiederle alcune istruzioni, Shri Mataji.

Shri Mataji: Quali istruzioni?

Mark: Proprio in merito a ciò che io dovrei fare, riguardo ad un maggiore coinvolgimento…

Shri Mataji: Insomma, rifletti, se dovessi parlare così con ciascuno, quale sarebbe la mia situazione?

Mark: Sì, Shri Mataji.

Shri Mataji: Perché allora dovresti imporre di incontrarmi in questo modo? Avresti potuto scrivermi una lettera ed io avrei saputo ciò che volevi.

Mark: Sì, Shri Mataji.

Shri Mataji: Vedi, adesso cerca di capire qual è il tuo problema. Il tuo problema è il lato destro. Chiaro? Siediti ed eliminalo. È quello il tuo problema. Puoi scoprire molto facilmente qual è il tuo problema e puoi risolverlo.

Puoi anche parlare con i leader ma devi essere umile in questo. Non dovresti essere aggressivo: “Devo incontrare Mataji, devo vedere Mataji”. Vedete, se tutti volessero incontrarmi individualmente, che cosa accadrebbe? E vi stupirà, ma solo a Sydney incontro le persone in questo modo. Ho solo avuto un incontro dopo l’altro.

Per questo adesso direi che dovreste parlare prima con i vostri leader. Lasciate che vi esaminino e scrivano quali sono i problemi.

Poi, se vorrò incontrare quella persona, la incontrerò. Dovrei avere almeno questa libertà. Non potete impormi le cose, potete forse? Io non ho stipulato un contratto o altro con voi.

Tutti quelli che vogliono vedermi non dovrebbero dirlo a Vinay, perché adesso lui non ne può più. È molto stanco, non sa… Lo assillano tutti.

Quindi adesso, per favore, parlate con il vostro leader. Il leader deve trasmettermi i vostri problemi.

Dopo, deciderò se voglio o non voglio incontrarvi. Dobbiamo mettere un freno a questo. Non c’è niente di speciale, niente di straordinario che non possiate dire al leader.

Il leader può risolvere il vostro problema.

Perché io devo viaggiare da un Paese all’altro, lo sapete. In Australia viaggio addirittura da una città all’altra, cosa che non faccio da nessun’altra parte.

Anche in India vado soltanto in due posti, o soltanto nella capitale. Ma sono preoccupata per voi. Avete attraversato situazioni difficili.

Cercate di capire, però, che non esiste alcun contratto con me. Se siete venuti in Sahaja Yoga non significa che abbiate il diritto di fare ciò che vi pare. No. (Invece, secondo voi, ndt) Io devo curare, devo toccare una certa persona, vederla. Questo è troppo. Che cosa avete fatto, voi, per Sahaja Yoga?

Fatevi questa domanda: “Che cosa ho fatto io per Sahaja Yoga? A quante persone ho dato la realizzazione? Ho solo litigato con gli altri, ho avuto problemi familiari ed altro, oppure ho fatto qualcosa di costruttivo per aiutare Madre?”.

Come sapete, io ormai ho settantun anni, non so fino a quando mio marito mi permetterà ancora di viaggiare.

Comunque sia, dovete farvene carico voi, dovete assumervi la responsabilità (di Sahaja Yoga). Avete tutti i poteri, avete tutta la conoscenza. Ormai siete del tutto preparati per diffondere Sahaja Yoga. Quindi andate avanti. Siete abbastanza saggi da capire che “adesso dovremmo evitare le fatiche a nostra Madre”.

Quindi nessuno dovrebbe essere così aggressivo. D’accordo? Se devo vedere qualcuno lo vedrò. Ma prima di tutto dovete parlarne ai vostri leader e fornire loro la piena spiegazione del perché volete vedermi e, se lo riterrò opportuno, vi riceverò.

Dovreste darmi almeno questa libertà per cui se mi va vi vedrò.

C’è un certo protocollo che andrebbe capito, e cioè che non potete chiedere di vedermi in questo modo.

Dato che mi amate, potete anche avere comprensione per me, e capire che l’importante è che entriate profondamente in voi stessi e io sono lì. Io sono presente, assolutamente, io sono ovunque. Non è necessario che vediate il mio viso o vediate me. Io sono lì. Sappiate questo, che io sono sempre lì con voi, che mi scriviate, che mi informiate oppure no.

Ci sono persone che hanno sviluppato una fede così straordinaria nel fatto che Madre è ovunque, che solo pregando hanno salvato la vita alle persone. Semplicemente pregando.

Ce ne sono molti così. E vale davvero la pena di vedere queste persone, quanto siano semplici.

Di solito non li vedo nemmeno da nessuna parte. Ma ci sono. E mi hanno raccontato quante cose hanno ottenuto con tanta facilità. È molto significativo.

C’è stato un signore la cui madre era malata a Rohtak. Lui mi pare fosse a Bombay quando ricevette un messaggio che lei era malata e sarebbe morta molto presto. Così si precipitò là e gli dissero che entro tre giorni sarebbe morta.

Sua madre non è né un’anima realizzata né una sahaja yogini, non mi ha mai neppure visto.

Lui mi ha raccontato: “Madre, non ho potuto farne a meno. Sono caduto in ginocchio e ho pregato: “Oh, Madre, ti prego, puoi salvare mia madre?”. Nel giro di tre giorni la signora guarì. E avevano detto che era un cancro galoppante. Volò con lei a Bombay e la portò all’ospedale Tata per scoprire se ci fosse un cancro. Gli dissero che non c’era traccia di cancro. E lui ha detto: “Questa è stata l’ultima volta che Le ho chiesto qualcosa”. E io… È accaduto a molti.

Quindi è la vostra fede. La fede non è cieca in Sahaja Yoga, sapete per certo che cosa è Sahaja Yoga. Avete visto fotografie miracolose. Avete visto accadere ogni miracolo.

Così adesso la vostra fede in esso dovrebbe essere completa, totale. E tutto funzionerà.

Vi prometto che se la vostra fede è abbastanza profonda da raggiungermi, non vi occorre vedere il mio viso e neppure avere la mia fotografia, niente di tutto ciò.

Ovunque siate, mi troverete. Ecco perché dico sempre: “Sviluppate la vostra fede, sviluppate la vostra fede!”.

Che Dio vi benedica. Che Dio vi benedica.

Ancora grazie per tutti questi fiori e per tutti i bei momenti che ho trascorso qui.

Specialmente il cibo è stato meraviglioso (risate). Devo dire che io mangio poco, non ho potuto fare onore a tutto ma mi è piaciuto molto.

[Segue una conversazione con gli yogi. Un sahaja yogi annuncia la nascita di un bambino. Shri Mataji poi riceve i fiori e probabilmente anche dei doni dagli yogi e li ringrazia e li benedice personalmente].

Yogi: Stavo dicendo a Shri Mataji che, in riconoscimento di tutto il lavoro svolto qui per far diventare questo luogo ciò che è, un luogo adeguato dove la nostra Madre Divina potesse venire a stare con noi, vorremmo offrire un ringraziamento per il lavoro svolto e donare, ad un rappresentante di ciascuno dei tre gruppi, un piccolo dipinto, ciascuno dei quali è stato eseguito da uno dei nostri artisti Sahaj (nome incomprensibile)… Shri Mataji, se potessi chiamare una persona come rappresentante. Abbiamo avuto… solo per dire che è stato realizzato in dodici giorni. Quattordici giorni, forse (risate).

Shri Mataji: Straordinario.

Yogi: Abbiamo cominciato, Shri Mataji, pensando di essere molto bene organizzati e abbiamo dipinto questo; ed eravamo così ben organizzati che lo abbiamo distrutto, abbiamo dovuto rifarlo (risate).

Il primo gruppo di persone che vorremmo ringraziare sono i muratori, i “Golden Builders” (lett. “muratori d’oro”, così sono definiti i sahaja yogi che lavorano alle costruzioni sahaja, ndt): Paul Hayneward, Peter Schwartz, Robert Webber e con loro David Withers; e ho chiesto a David di presentarsi a nome loro – David è il pittore – e vorremmo anche esprimere il nostro apprezzamento per il ruolo di David nell’aver organizzato il concerto di musica, Shri Mataji.

Shri Mataji: Oh, davvero? (Ride). Sono molto lieta di vederlo, sono davvero molto contenta di vederlo…

Yogi: E poi probabilmente ci sono i volontari, ci sono stati molti volontari. È stata una cosa molto collettiva che abbiamo fatto ed è stato molto divertente. Ci sono stati dei momenti di ansietà ma è stato un gran divertimento, sono venute moltissime persone e, a nome di tutti coloro che hanno contribuito, chiederei a Guy Jeffrey di venire avanti a nome loro per ricevere un piccolo regalo.

Shri Mataji: Lui è un (pittore) impressionista. È più impressionista che altro, non è così? Grazie. È molto bello, molto ben eseguito.

Yogi: Ed infine, a nome di tutte le signore che hanno svolto un lavoro così bello nel preparare tutte le cose di Shri Mataji, le Sue stanze, la cucina e tutto il resto, così che potessimo essere sicuri che Lei fosse accudita in modo appropriato e benaugurale…

Shri Mataji: Grazie infinite.

Yogi: Invito Geri James a venire.

Shri Mataji: Che Dio vi benedica. Dio vi benedica. La vostra dogana è così orribile che non abbiamo potuto portare molti regali per tutti voi, ma penso che quando verrete a Ganapatipule, faremo lì qualcosa che è possibile. Infatti, per come ci hanno trattato alla dogana di Perth, ci siamo ripromessi di non portare niente qui che dia loro la possibilità di crearci difficoltà. Ma hanno aperto tutte le mie scatole, tutto… sono dei tali razzisti, sapete.

Tutti gli indiani, cinesi e malesi sono stati invitati a passare al controllo per aprirli. Tutti. Io avevo un passaporto diplomatico e non lo hanno mai fatto da nessuna parte, da nessuna parte, perché dappertutto hanno un controllo separato per i passaporti diplomatici. Mi hanno fatto aprire tutto, mostrare loro tutto. È davvero sorprendente come sono. Questo deve finire. Questo tipo di trattamento, per un governo… io non so quanto guadagnino con questo, ma di sicuro ci guadagnano una pessima fama; su questo non c’è dubbio.

Yogi: Shri Mataji, dovremmo scrivere una protesta? Dovremmo scrivere tutti alla dogana e protestare?

Shri Mataji: Risponderanno che quella è la loro procedura. Appena mi ha visto, mi ha visto con il passaporto diplomatico, l’incaricata mi ha subito detto di entrare.

E tutti gli australiani sono passati e, sapete, portavano cibo, di tutto, a loro nessuno ha detto niente (ride). Mi hanno portato dolci e quant’altro, mentre ero lì.

Le ho detto: “Io non ho intenzione di portare niente del genere. Infatti avevamo portato quattro scatole di manghi senza sapere che non è permesso e voi avete detto che ce li avreste resi l’indomani e invece ve li siete mangiati”. Non siamo riusciti ad ottenere niente.

Lei ha aperto tutto, ha tirato fuori tutti i miei abiti, ogni cosa, niente da fare. Invece, in India, alla dogana sono molto servizievoli. Potete scrivere come ci trattano quando andiamo in India. E soltanto grazie a me.

Quindi c’è ancora un po’ questa cosa; ma dicono che se si arriva direttamente a Sydney non è tanto male, forse, può darsi. Ma ritengo che prima occorra fare qualcosa con il governo, dire che non si può fare così. Questo razzismo è una maledizione, vi assicuro, è una maledizione e può essere questa la ragione per cui mancano questi geni protettivi. Non so perché.

Yogi: Abbiamo un rappresentante alla dogana di Sydney, Shri Mataji. Quindi lì potrebbe andar meglio.

Shri Mataji: È meglio (ride, risate). I turisti arrivano qui con rispetto, no? Non si fa da nessuna parte, perché io ho un passaporto diplomatico. Quindi non lo fanno.

Yogi: Shri Mataji, oggi abbiamo un’altra buona notizia.

Shri Mataji: Ah.

Yogi: Nick Buff, il sassofonista, ha ottenuto un’altra borsa di studio per un anno in India.

Shri Mataji: Chi?

Yogi: Nick Buff, il sassofonista…

Shri Mataji: Capisco! Bene. Il sassofonista, che Dio ti benedica. Lui studia con Debu? [Yogi: “Guruji”.] Nagpur? Sono molto contenta. Sì, ne sono molto felice.

Ma, sapete, abbiamo avuto una ragazza, si chiamava Michelle? Michelle. E le abbiamo procurato un’ottima borsa di studio di tremila rupie al mese – lei ne spendeva solo circa cinquecento.

E il signor Murthy la invitava sempre il sabato e la domenica, le offriva anche del buon cibo ed altro, si è occupato di lei con molta sollecitudine, lei andava in giro con la sua auto. E Debu Choudhuri, che aveva organizzato tutto, mi ha detto che lei non ha scritto neppure una lettera di ringraziamento. Allora ne ho informato Babamama che si era prodigato correndo dappertutto (probabilmente per organizzare la borsa di studio della ragazza, ndt), e lui mi ha detto: “Non ha scritto neppure a me”.

Poi i Murthy mi hanno riferito che quando il signor Murthy morì, lei neppure telefonò, non ha mai neppure scritto una lettera di condoglianze, dopo aver fruito di lui per due anni di seguito.

Insomma, è qualcosa che non si riesce a credere! Io ero a Madras e l’ho chiamata ma lei non è venuta ad incontrarmi.

E credo che poi Steven sia andato a parlare a suo padre del suo comportamento e a dire che l’avevano cancellata… hanno cancellato completamente la sua borsa di studio.

Infatti era stato il signor Murthy a raccomandarla e Debu Choudhuri aveva portato il denaro e tutto il resto, e questo è stato il suo comportamento. Insomma, non riesco a credere che esista certa gente, non riesco a crederci. È un comportamento del tutto subumano: persino i cani sono migliori in questo senso.

Ebbene, suo padre si adirò moltissimo e disse: “Diffamerò Sahaja Yoga, lo farò, lo pubblicherò sui giornali”… proprio senza pudore, come sua figlia. E voleva mandare anche la seconda figlia gratis. Ci pensate?

Quale Paese si prodiga per un altro Paese? Nessuno. Non è forse così? È forse possibile ottenere una borsa di studio dall’India per fare qualcosa qui? Niente. Esiste dunque questo comportamento ignobile e tutta la famiglia sembra essere così. E lui adesso sta anche provando a minacciarci. Potete dunque immaginare le pretese che hanno.

È stata concessa una borsa di studio, sono state pagate le spese di viaggio, le è stato fornito tutto il necessario addestramento e, per giunta, questi Murthy la portavano a casa loro ogni fine settimana, l’hanno ospitata, nutrita, hanno fatto di tutto. E poi si ottiene questo tipo di reazione. È qualcosa… non so. Quindi le cose stanno così; sono molto contenta che tu abbia ottenuto di nuovo la borsa di studio, ne sono molto felice. E stai imparando la musica indiana?

Yogi: Sì, sul sassofono.

Shri Mataji: Su quello? Capisco, bene (ride, risate).

Yogi: Shri Mataji, alla luce di ciò che ha appena detto, se permette leggo questo: “La politica del Consiglio per le borse di studio consiste principalmente nel favorire i cittadini dei Paesi in via di sviluppo; tuttavia, come caso molto speciale, in considerazione del suo interesse (del giovane sahaja yogi, ndt) e impegno nella musica indiana, il Consigliere ha acconsentito ad assegnarle una borsa di studio per l’anno accademico 1994-95, con inizio nel luglio 1994”. Madre ha realizzato un “caso speciale”! (Applausi).

Shri Mataji: Sapete perché? Perché in India i sahaja yogi sono rispettati moltissimo, lo sapete, moltissimo, alla dogana e ovunque andiate. A Puna quando indossano la mia spilla ottengono addirittura il dieci per cento… (forse di sconto, ndt) (risate, Shri Mataji ride). E, vedete, anche il governo ha un enorme rispetto per me e tutto funziona ottimamente in India. Loro riconoscono. Sono molto contenta.

Che Dio ti benedica.


[1] La data del matrimonio di Shri Mataji è il 7 aprile 1947.

[2] SAT (Scholastic Aptitude Test e Scholastic Assessment Test) è un test attitudinale molto diffuso, generalmente richiesto e quasi universalmente riconosciuto per l’ammissione ai college degli Stati Uniti.

[3] La Johns Hopkins University è una delle università più prestigiose degli Stati Uniti. Si tratta di un Istituto Universitario privato di Baltimora nel Maryland, fondato nel 1876.

[4] Müller, Max (Dessau, 1823 – Oxford, 1900). Indologo e studioso del fenomeno religioso. Fondò la cosiddetta scuola di mitologia comparata, sulle basi della comparazione linguistica.