Discorso agli yogi, L’attenzione dovrebbe essere sulle cose collettive

The Peninsula Hong Kong, Hong Kong (China)

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(08/2020 SOTTOTITOLI, traduzione inedita)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Discorso agli yogi

 “L’attenzione dovrebbe essere sulle cose collettive”

 The Peninsula Hong Kong Hotel, Hong Kong (Cina[a]), 24 Aprile 1994


Bene. Rivolgete le mani verso di me.

Prima di tutto devo dirvi che sono molto felice di vedere così tanti sahaja yogi a Hong Kong.

Come sapete, Hong Kong è un luogo molto materialista e la gente è troppo indaffarata, ma da questa iperattività nascono i problemi. Questa vita indaffarata crea molti problemi.

Sono certa che dall’ultimo programma verranno sicuramente numerosi altri (ricercatori) e avrete molto da fare. Quindi volevo dirvi che cosa dovremmo davvero fare per ottenere i massimi risultati.

Prima di tutto dobbiamo comprendere che siamo sahaja yogi, siamo persone molto sobrie e abbiamo tra noi rispetto e amore straordinari.

Quindi non si dovrebbe mai dare appoggio ad un estraneo che non sia ancora un sahaja yogi o che (magari) lo diventerà, bensì ci si dovrebbe sostenere a vicenda, in ogni momento.

Non discutete tra voi. Può essere che qualcuno abbia torto, non dico di no. Ma è importante sostenerci a vicenda e, soprattutto, dobbiamo sostenere il coordinatore.

Qualunque cosa dica il coordinatore, dobbiamo ascoltarlo. È molto importante. In Sahaja Yoga noi siamo un’organizzazione collettiva e, per di più, un’organizzazione vivente.

Se qualcuno non è collettivo, viene espulso da Sahaja Yoga. Non siamo molto contenti di persone simili. Quindi dovete cercare di sforzarvi in ogni modo per essere tutti una collettività coesa e parlare in modo uniforme.

È molto importante capire questo.

Inoltre è possibile che tra voi ci siano persone non molto capaci di giudicare (in base al) le vibrazioni. In tal caso, dovreste chiedere al vostro coordinatore.

Ma non dovreste mai discutere tra voi, perché sappiamo che Sahaja Yoga vi dà la verità assoluta. Pertanto gli altri non dovrebbero pensare, a causa del vostro comportamento: “Questa gente non sa nulla”. D’accordo?

Poi, la seconda cosa è che Sahaja Yoga è il potere dell’amore, della compassione, dell’amore divino. Occorre capire cos’è l’amore divino. Questo amore è, come dico sempre, simile alla linfa che scorre nell’albero. Essa dà nutrimento alle radici, poi a tutte le parti dell’albero, dopodiché evapora o discende.

Se rimanesse attaccata ad un fiore, l’albero morirebbe e, alla fine, morirebbe anche il fiore.

Quindi, il nostro amore non è un amore limitato. Nel senso che amiamo i nostri figli, certo, (ma) amiamo anche i figli degli altri. Tutti si amano di amore purissimo.

Ora, occorre capire che l’amore puro non si attacca a nessuno ma, al tempo stesso, è puro amore. Se non si ha amore puro nel proprio cuore, a causa di una cultura diversa, si inizia a disperdere la propria attenzione rovinandola.

In tanti mi hanno chiesto: “Madre, cosa possiamo fare?”. Ho risposto: “Tenete gli occhi a non più di un metro da terra, così vedrete cose belle come i fiori, i bambini e niente di orribile”.

Cercate, quindi, di evitare qualunque cosa possa disturbare la vostra attenzione. La cosa migliore è concentrarsi sulla meditazione.

Per la meditazione del mattino potete rivolgere semplicemente la mano destra verso la fotografia e la mano sinistra verso l’alto (rivolta verso la spalla, ndt).

Poi rivolgete la mano sinistra verso la fotografia… – … In questo modo (Shri Mataji rivolge ancora la mano sinistra verso la spalla, probabilmente per spiegare di nuovo la posizione di prima, ndt) – Poi (rivolgete) la mano sinistra verso la fotografia e la mano destra sulla Madre Terra. È meglio sedersi a terra, al mattino.

Dopodiché, se si è instaurata la consapevolezza senza pensieri guardando la fotografia, chiudete gli occhi.

Alcuni dicono: “Madre, il mio cuore non è aperto”. Va bene. Allora, guardando Madre, potete dire: “Madre, per favore, vieni nel mio cuore”. (Se) il Sahasrara di qualcuno non è aperto, dovete dire: “Madre, per favore, vieni nella mia testa”. Con entrambe le mani (verso la fotografia).

Qualunque parte del corpo pensiate non sia a posto, io sono sempre accessibile, quindi potete chiedere.

Innanzitutto la vostra meditazione dovrebbe essere di buon livello. Gli altri vi crederanno soltanto se sarete bravi sahaja yogi. Se non sarete bravi sahaja yogi, nessuno vi crederà.

Ho visto che molti mi considerano qualcosa oltre la loro portata. Sono in realtà i sahaja yogi quelli che (con il loro comportamento) danno agli altri l’impressione di essere persone straordinarie.

Dopodiché, come ho detto, dovete trattare con loro con un’attenzione assolutamente pura. Intanto, gli uomini dovrebbero trattare soltanto con gli uomini e le donne dovrebbero trattare soltanto con le donne, e non dovrebbero nascere complicazioni.

Infatti, la più grave macchia che può avere Sahaja Yoga è che (i sahaja yogi) siano come la gente comune. Quindi dovete prestare attenzione a voi stessi.

Prima di dormire, se avete tempo, dovete fare il pediluvio. Se per un giorno non lo fate non tormentatevi per questo, ma è meglio farlo.

E per il pediluvio dovete comprendere, prima di tutto, che tipo di personalità avete. Per lo più siete di lato destro, per la maggior parte.

Pertanto rivolgete la mano destra verso la fotografia, mettete i piedi nell’acqua con un po’ di sale e la mano sinistra così (rivolta verso la spalla).

Alcuni invece sono di lato sinistro, lo sono decisamente: questi non dovrebbero toccare l’acqua. Ci sono due tipi di trattamenti.

In particolare le persone di lato sinistro non dovrebbero fare il pediluvio, non dovrebbero usare il ghiaccio. Questi sono tutti trattamenti per il lato destro.

E dopo aver effettuato il vostro trattamento per il lato destro o per il lato sinistro, direi di rivolgere entrambe le mani verso la fotografia e controllare come va; senza acqua, senza candela.

Ma vorrei ripetere che le persone di lato destro non dovrebbero utilizzare la candela per quanto possibile – la luce elettrica va bene, quella si può usare – e non dovrebbero sedersi al sole; dovrebbero mettere del ghiaccio sul fegato e possono anche mettere il ghiaccio qui (tempia sinistra). Quando fa molto caldo, fa molto bene mettere il ghiaccio in questo punto. Anche per il diabete potete mettere il ghiaccio qui (Shri Mataji mette la mano sul Nabhi[1]).

In Sahaja Yoga il trattamento è molto semplice, molto semplice, sia per le persone di lato destro sia per quelle di lato sinistro.

Chi è di lato destro ha problemi al fegato, diabete, tumori del sangue, problemi di coagulazione renale – ossia impossibilità ad eliminare l’urina – costipazione, asma, infarto miocardico massivo ed anche paralisi del lato destro; veramente tanti.

Chi è di lato sinistro, invece, ha dolori su tutto il lato sinistro; inoltre può contrarre qualsiasi malattia psicosomatica incurabile come il cancro, la mielite, il Parkinson, qualsiasi.

Ma se meditate ogni giorno – una volta ogni tanto potete non farlo, non importa – vi accorgerete subito di venire curati completamente e vi manterrete in buona salute. Questo è l’unico modo in cui potete crescere. E cercate di raggiungere il punto in cui sarete consapevoli senza pensieri.

Il modo migliore per essere senza pensieri è dire il mantra di Nirvichara. È molto importante.

E, in secondo luogo, perdonare in continuazione: “Io perdono tutti, io perdono tutti”, così i pensieri si fermeranno. In quel momento siete nel presente. Quello è il momento in cui crescerete davvero in spiritualità.

Ci sono persone, in India e all’estero, che sono diventate sahaja yogi così potenti da poter ottenere grandi risultati semplicemente con la preghiera.

Noi non siamo qui per distruggere o tormentare nessuno: siamo qui per aiutare tutti, per renderli gioiosi.

Quindi non si dovrebbe parlare ad alta voce, in modo tagliente, mai. E mostrate compassione. Se qualcuno ha un problema, non si dovrebbe dire bruscamente: “Sei un bhut”, no.

(Dite invece:) “Qual è il tuo problema? Oh, sei di lato sinistro. Qual è il tuo problema? Sei di lato destro. Bene, si può curare. Anch’io ero così” – se parlerete così, non si sentiranno feriti – “Io ero come te. Guarirai. Non preoccuparti”.

Dobbiamo dunque capire che occorre stare molto attenti alle parole che usiamo e a ciò che facciamo davanti a loro.

Alcune persone sono estremamente veloci, camminano veloci e fanno le cose con gesti così strani che la gente ne è spaventata.

Non dovreste essere così. Dovete invece stare attenti che qualunque azione eseguiate, qualsiasi cosa diciate o facciate, sia fatta con gentilezza; è molto importante essere garbati e gentili nei loro confronti.

Incontrerete anche persone con dei bhut, che sono dominate da (falsi) guru, come la signora che l’altro giorno stava discutendo con me. Cercate di dirglielo e di convincerle, ora sapete chi è autentico e chi non lo è. Se non lo sapete, chiedete al vostro coordinatore. E fareste meglio a dire loro: “Questo non vi aiuterà, non vi ha aiutato, quindi dovete lasciar perdere”. E sono sicura che saranno d’accordo.

Sono sicurissima che saranno d’accordo. L’altro giorno, quella signora Sindhi[2] che stava discutendo con me ha detto: “Noi riceviamo della vibhuti (cenere) in tutti i centri”. Ho risposto: “Tutto questo è bhuta vidya, preta vidya e smashana vidya[3] (conoscenza dei morti). Che cosa ricavate dalla vibhuti? Cosa c’è di tanto straordinario?”. Tutte queste cose servono soltanto a fuorviarvi.

Quindi dite loro con fermezza, ma con piena attenzione, che state cercando di aiutarli. Se volete aiutarli, non potete permettervi di essere scortesi con loro, in alcun modo.

A volte è difficile trattare con alcune persone che si mettono a discutere, quindi è meglio non dibattere.

Dite loro: “Non possiamo convincervi con le discussioni. Tutto questo non è nella mente, è oltre la mente”.

Fino ad un certo punto va bene, ma poi dovreste lasciar perdere: “Va bene, mi dispiace”.

Inoltre le vostre relazioni familiari dovrebbero essere buone. Non potete praticare Sahaja Yoga se non c’è comprensione tra voi, vostra moglie, i vostri figli.

Noi dobbiamo mostrare che la famiglia è molto importante in Sahaja Yoga, è estremamente importante, e i bambini sono ancora più importanti. Guardate quante cose abbiamo fatto adesso per i bambini, abbiamo scuole e altro, è una grandissima responsabilità.

Dobbiamo dunque capire qual è la responsabilità. Non dovremmo viziare i bambini. Dovremmo apprezzare qualunque cosa buona facciano, qualsiasi cosa bella facciano.

Se però fanno qualcosa di sbagliato dovete dire: “Siete sahaja yogi e non potete fare così”. Questo dovete dirlo, di qualsiasi cosa si tratti, dovete dirglielo.

Se i bambini sono molto magri sappiate che hanno (problemi di) fegato. Pertanto si dovrebbero fare i trattamenti per il fegato. La prossima volta che verrete in India vi daremo tutte le medicine per il fegato.

Se sono molto grassi, sono di lato sinistro. Cercate di portarli al centro con il trattamento delle tre candele.

Prima di tutto, però, valutate la situazione.

A volte sviluppano della paffutezza, questo va bene, andranno a posto. È così che dovreste prendervi cura della loro salute.

Poi vigilate anche sul loro comportamento. Insegnate loro come comportarsi. Ho visto che in Occidente i bambini non sono ben educati perché i genitori li trascurano. Non darò la colpa ai bambini.

I genitori li trascurano. Voi dovreste (invece) essere amorevoli, gentili e, al tempo stesso, insegnare loro la disciplina. È molto importante.

Poi sorvegliateli: come sono, ciò che fanno.

Noi abbiamo una scuola, certo, ma ha un numero limitato di posti. Comunque sia, accoglieranno più bambini possibile.

Anche allora, se avete un problema, non affrontatelo arbitrariamente. Potete chiedere al vostro coordinatore oppure potete scrivermi e informarmi.

Qualcuno tra voi potrebbe diventare molto orientato all’ego, potrebbe creare una propria organizzazione: “Farò così”.

Lasciate che sia lui (probabilmente il coordinatore, ndt) a dirgli di andarsene. E questa persona soffrirà (come conseguenza delle sue azioni).

Voi non dovete preoccuparvi. “D’accordo, vattene”. Chiunque agisca in modo arbitrario non ce la farà. Supponiamo che un dito inizi a muoversi più degli altri: significa che c’è un cancro, una situazione maligna. Noi non possiamo avere situazioni maligne. Dovreste lavorare tutti insieme, con comprensione nei confronti degli altri e tra voi. È molto importante capirlo.

Ora, Sahaja Yoga ha funzionato in tante nazioni. In alcune in modo molto esteso, in altre meno.

Ma, in ogni luogo, i sahaja yogi devono essere qualcosa di speciale. Anche i bambini devono essere speciali. (Se) avete qualche altro problema di cui non volete discutere, ad esempio, con il vostro coordinatore, potete scrivermi direttamente, non c’è niente di male.

Se risponderò va bene, se non risponderò va bene lo stesso, funzionerà in ogni caso. Ma l’attenzione non dovrebbe essere sempre su voi stessi: io, la mia famiglia, i miei figli, la mia casa, il mio lavoro. No.

Non appena l’attenzione si sposta sugli altri funziona più rapidamente, vi aiuta moltissimo. Se invece è su voi stessi – “Sono malato, ho questo problema, quest’altro problema” – niente (funzionerà).

Voi ora siete ad un livello in cui potete proprio risolvere ogni problema, ma la cosa fondamentale è che se la vostra attenzione è su voi stessi non funzionerà.

L’attenzione dovrebbe essere sugli altri. E se l’attenzione deve essere su voi stessi, esaminatevi: “Cosa c’è che non va in me?”.

Alcuni però esagerano anche in questo: “Madre, il mio Agnya è bloccato. Madre, ho un blocco qui…”. Tutto ciò non è niente, non ha senso; magari state prendendo un blocco da altre persone, è possibile.

Ci sono alcuni bei libri in Sahaja Yoga, fortunatamente già tradotti in cinese, ed anche le mie registrazioni potrebbero essere tradotte.

Ma in esse dovete lasciare la mia voce, come vi ho detto, perché è un mantra. Non è così?

Potete aggiungere i sottotitoli, sarebbe meglio se poteste farlo. È un’ottima idea poter avere i sottotitoli, davvero. Specialmente per i russi, se potessero farlo in Russia.

Adesso, se avete domande, potete rivolgermele.

Dovrebbe essere sempre così: se siete cinesi, non dovreste frequentare soltanto i cinesi.

Tutti dovrebbero venire in collettività.

Se siete indiani non dovreste stare soltanto con gli indiani, ma si dovrebbe venire in collettività.

Infatti, se non si verrà in collettività non si capirà qual è il problema.

Non potete organizzare gruppi separati, deve esserci un unico gruppo.

Naturalmente potreste avere due o tre ashram, non fa differenza.

Altre domande?

Yogi: Il trattamento con la canfora va bene per il lato sinistro?

Shri Mataji: Come?

Yogi: La canfora …

Yogi 2: Il trattamento con la canfora.

Shri Mataji: Come?

Yogi 2: Il trattamento con la canfora. Chiede se il trattamento con la canfora va bene per il lato sinistro.

Shri Mataji: Cosa?

Yogi 2: La canfora.

Shri Mataji: No, no, no, no. Non occorre. La canfora soltanto una volta ogni tanto. Non usare la canfora. Tu però hai mischiato tutto. Fai semplicemente il trattamento per il lato sinistro e starai bene, hai fatto confusione.

Inoltre non puoi guadagnare denaro in nome di Dio o del lavoro divino, questa è una cosa. Non puoi organizzare cose simili – no, mai – perché, una volta che comincerai ad accettarlo, si faranno strada in te i bhut del lato sinistro.

Yogi: Non l’ho mai fatto.

Shri Mataji: Questo è l’aspetto di Sahaja Yoga. Non possiamo.

Inoltre, se avete fotografie di qualche guru e cose del genere, è meglio gettarle nel mare. Questo perché tenere qualsiasi fotografia, qualsiasi libro su di loro crea problemi. Quindi cercateli scrupolosamente e gettateli in mare.

[Il video si interrompe brevemente]

No no no no no no. No no no no. Non fatelo. (Le persone nuove) lavoreranno con la fotografia. Se volete aiutare qualcuno, qualche nuovo arrivato a cui volete alzare (la Kundalini), non toccatelo. Datevi un bandhan e datelo a loro.

Metteteli davanti alla fotografia e limitatevi ad alzare loro la Kundalini. Ma fate attenzione: non essendo ancora ad un livello in cui non potete assorbire negatività, potreste prendervi dei blocchi.

Non dovreste farlo neppure tra voi. Non toccate (nessuno). Se qualcuno vi dice di avere un certo problema, bene, mettetelo davanti alla fotografia, datevi un bandhan e chiedetegli di darsi un bandhan. Dategli un bandhan anche voi e poi alzategli la Kundalini. Fate attenzione.

Anche se c’è qualche nuovo arrivato che è malato, se desidera lavorarsi potete dargli una fotografia, va bene.

Ma questa persona dovrebbe portare qualcuno della sua famiglia che sia sano e desideri seguire Sahaja Yoga. Diversamente, non perdetevi dietro a persone malate. Avrete molti malati, a migliaia, tanto per cominciare. Non preoccupatevi dei malati.

Oppure, se sono malati, dite loro di prendere la fotografia e di lavorarsi, a seconda che siano di lato sinistro o di lato destro. Allora la fede cresce e loro migliorano. Ma non toccate i malati. No, no, nel modo più assoluto. Noi non siamo qui per curare i malati, ma per dare la realizzazione.

Che Dio vi benedica.

 

Yogi: Shri Mataji, riguardo alle tecniche, se si ha un problema ad un canale, se c’è uno squilibrio e il lato sinistro è debole o bloccato, si alza la Kundalini da questo lato e si dà un bandhan all’altro lato? È giusto?

Shri Mataji: Sì. Se siete di lato destro, dovete abbassare il lato destro, ricordate questo metodo: è molto meglio. Quindi alzate il lato sinistro e abbassate il lato destro, se avete un problema di lato destro.

Se avete un problema di lato sinistro, dovete portare (il destro) sul sinistro. È più facile da ricordare, in questo modo. Così non c’è confusione.

Ma si dovrebbe legare la Kundalini dopo aver portato il sinistro sul destro o il destro sul sinistro, a seconda dei casi. Poi alzatevi la Kundalini, annodatela e datevi un bandhan: è il modo migliore.

Chiederei a tutti voi di scattarvi una fotografia e comporre un album: sotto la foto scrivete il vostro nome, la data di nascita e quella della vostra realizzazione del Sé. Poi inviatemelo, perché io a volte le guardo.

In questo modo vi conoscerò meglio e inoltre avrò la mia attenzione su di voi. (Fotografie) dei bambini e anche dei più grandi.

Ho intenzione di parlare con te e con lui, perché avete entrambi qualche problema individuale.

E voi? Vi siete riconciliati? Farò i conti con questo Werner. È venuto qui per fare Sahaja Yoga e non per disturbare una famiglia.

È stato molto scorretto. Mi adirerò molto con lui. È un vecchio sahaja yogi, avrebbe dovuto comportarsi bene.

Mai disturbare una famiglia. Hai dei bambini così belli e dolci. Non ti sosterrò mai in qualcosa di assurdo, devo dirtelo. Inoltre tuo marito è un uomo bravissimo e, se ti comporti bene, sono sicura che verrà in Sahaja Yoga.

Non si può essere sahaja yogi se non si ha dharma, lo “scudo”, come lo ha chiamato Buddha. È quello che chiamiamo carattere.

La vostra moralità è fondamentale in Sahaja Yoga. Se non siete morali, non ha nessun significato. Ciò di cui abbiamo bisogno oggi è la moralità.

Queste assurdità (contrarie alla moralità) si stanno verificando ovunque. Dobbiamo assorbirla in noi (la moralità) e crearla anche per gli altri.

Tutto il mondo è pieno di gente immorale. Sono pochissimi quelli che sostengono la moralità. Essa è il più grande ornamento che abbiamo. Intesi? Non andate fuori strada. Ciò non vi sarà mai di aiuto.

È stato molto sbagliato da parte tua, anche per i tuoi figli. Ora torna indietro e comportati bene, altrimenti non puoi rimanere in Sahaja Yoga.

Se qualcosa non va, allora va bene, abbiamo il divorzio in Sahaja Yoga. Permettiamo il divorzio. Ma dovrebbe esserci una ragione valida.

Or to sub thik hai [Va tutto bene?]

Che cosa dobbiamo fare? Basta così? Bene.

Yogi: Grazie, Madre.

Shri Mataji: Che Dio vi benedica tutti.

Mi dispiace che siate dovuti venire di sera così tardi (Shri Mataji ride).

Yogi: Madre, abbiamo un regalino per Lei.

Shri Mataji: Perché? Avete fatto già così tanto! Dove sono i regali dei bambini?

Mio Dio, sarebbe un regalino questo?

Yogi: È molto piccolo.

(Shri Mataji e gli yogi ridono)

Shri Mataji: Bene, questo cos’è? Questo sarebbe piccolo, vero? Da quale punto di vista?

Yogi: È solo uno scatolone!

Shri Mataji: Oh, capisco (Shri Mataji ride). Ah, e adesso questo cos’è? Vediamo. Santo Cielo! (Una statuetta rossa). Che cosa rappresenta?

Gli yogi: Confucio.

Shri Mataji: Come?

Gli yogi: Confucio, il Guru.

Shri Mataji: Confucio! Ha anche… (mima il gesto di colpire con un bastone, ndt). Vedete?

(Gli yogi ridono)

Yogi: Un bastone.

Shri Mataji: Bella, molto costosa. Straordinaria. Molto ben eseguita. Qui c’è scritto ‘Confucio’?

Yogi: Sì.

Shri Mataji: Bene. Grazie infinite.

Però dovrete portarla voi in India quando verrete. [Yogi: “Sì, Shri Mataji”.]

Ma non avreste dovuto comprare un oggetto così costoso.

Yogi: (Aveva) un ottimo prezzo, Madre.

Shri Mataji: Davvero? (Risate). E questo cos’è?

Yogi (porge una statua): Questo è Lao-Zi.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Lao-Zi.

Yogini: Lao-Tse.

Yogi: Lao-Tse.

Shri Mataji: Questo è Lao-Tse? Bello! (Shri Mataji osserva attentamente la statua). Bene. È grande, devo dire, Lao-Tse. Bellissimo. È seduto sulle nuvole. Bellissimo. [Yogini: “Wow”.] Bello.

Questo è il suo vahana. È…

Yogi: Veicolo.

Shri Mataji: Vahana, sapete, il vahana è…

Yogi: Il veicolo, non è così? Il veicolo?

Shri Mataji: Il mezzo di trasporto.

Yogi: Mezzo di trasporto, sì.

Yogini: Mezzo di trasporto, sì.

Shri Mataji: Splendida fattura. Grazie infinite, grazie. (Cosa) c’è scritto qui?

Yogi: Questo è Lao-Tse.

Shri Mataji: Grazie infinite.

Questo dimostra che il bambino ha il controllo. (Non chiaro)

Questo cos’è?

[Parole indistinte. Yogi e yogini mostrano una stoffa ricamata. Yogini: “Questo è un tessuto e, sì, una…”. Yogi: “Una Dea (raffigurata sopra)”. Yogini: “Una Dea…”.]

Shri Mataji: Chi è?

Yogi: È una Dea.

Shri Mataji: Come?

Yogi: Una Dea. Una Dea. È dalla Cina.

Shri Mataji: Una Dea.

Yogi e yogini: È cinese. Sì. Una Dea.

Shri Mataji: Saraswati.

(Parole indistinte)

Shri Mataji: Ah, assomiglia a Saraswati. Seta decisamente indiana (risate).

Yogi: Sì, avevamo questa immagine agli albori del Buddismo…

Shri Mataji: Come?

Yogi: Avevamo questa immagine quando il Buddismo arrivò per la prima volta in Cina.

Shri Mataji: Oh, capisco. Il Buddismo non ha parlato delle donne. Bellissima. Davvero splendida. Grazie molte, grazie. Bellissima. Di squisita fattura.

Dove sono i due libri che mi ha dato lui?

Bene. Potete tenerli… per favore, tienili da qualche parte.

E adesso questo cos’è?

Yogini: Dal Vietnam.

Shri Mataji: Come?

Yogini: Sì, viene dal Vietnam.

Yogi: Dal Vietnam.

Shri Mataji: Dal Vietnam?

Sahaja Yogi: Vietnam.

Yogini: Sì. Dalla collettività della Malesia.

Shri Mataji: Tu vieni dal Vietnam?

Yogini: Sì.

Shri Mataji: Davvero?

Yogini: Sì.

Shri Mataji: Il Vietnam è un Paese in cui non sono stata. Però sono stata in Corea, sono stata in Corea del Sud. [Yogini: “Lacca e lavoro di cucito”] Oh, in Vietnam fanno questi oggetti?

Yogini: Sì.

Yogi: È un bellissimo lavoro di cucito (Non completamente chiaro dalle immagini).

Shri Mataji: È bellissimo. È un dipinto?

Gli yogi: È una lacca. Un lavoro di laccatura.

Shri Mataji: Un lavoro di laccatura. Molte grazie. Che bello! Non ho mai visto un lavoro di laccatura di queste dimensioni. Deve essere costato molto.

Yogini: L’abbiamo preso ad un ottimo prezzo.

Shri Mataji: Davvero splendido. Molte grazie. Vuoi fotografarlo? È troppo vicino. (Una yogini vuole fotografare l’oggetto. Yogi: “Possiamo scattarla dopo”.) La tengo io.

[Shri Mataji prende la cornice e la tiene per permettere agli yogi di fotografarla]. Bellissima.

Oh, grazie. Tutti questi oggetti devono arrivare quando verrete a Ganapatipule.

Yogi: Per la verità, questa volta mi sarebbe piaciuto che venisse un cinese. Dovrò trovare molte più (persone) per portare tutte queste cose (lo yogi ride).

Shri Mataji: Sapete, ciò che stavo dicendo è che offrono un’agevolazione a tutte le persone che arrivano dall’Oriente, per cui è molto più economico. Penso che possiate portare parecchio ma non so, mi hanno detto… non so quanto, un bel po’ (non completamente udibile).

Quindi penso che i cinesi possano venire. Almeno a Ganapatipule.

Non ne ho idea. Lo chiederò. La volta scorsa chi è partito da qui per il tour? Era un tour completo.

Yogi: Io c’ero l’undici dicembre.

[Segue conversazione indistinta]

Shri Mataji: Questo è per i bambini. [Shri Mataji prende una borsa da cui estrae dei libretti, o quaderni, che distribuisce ai bambini]. Ora. Per primi vengano i maschietti, venite.

Dio ti benedica.

Adesso dovete scriverci delle poesie, d’accordo? Vieni avanti. C’è qualche altro maschietto? Forza. Dovete scrivere delle poesie. Grazie. Venite. Anche tu sei un maschietto! (Risate) Kuber, vieni (Shri Mataji indica un bambino piccolo che va da Lei, prende il regalo e Le porge una busta. Risate). Mi ha dato la paga settimanale (risate).

Adesso le bambine.

[Shri Mataji apre la busta offertale dal bambino] Lui oggi ha fatto un bellissimo disegno, vedete. Questo lo hai fatto tu?

Bambino: Sì.

Shri Mataji: Molte grazie. Bello. Grazie.

[Parla a lato con uno yogi] Dov’è quel set da tè che avevamo comprato? L’hai preso? [Yogi: “Sì. I set da tè erano dietro, sì, due. C’erano due set da tè, Madre. Io ho preso quello piccolo. Quello piccolo”.] Lascia stare ora, ne hai preso uno solo quindi sarebbe un problema. Va bene.

Chi lo avrà? Avevo pensato a delle bambole.

Bene, per le bambine. [Shri Mataji regala un quaderno o libretto ad una bambina] Ora. Scrivi poesie (risate). Bene, vieni.

Quale vuoi? Va bene? Chi altro?

Tutte le bambine.

[Una bambina porge una busta a Shri Mataji]

Ah, sì, bene. Molto saggia. Grazie.

(Ad un’altra bambina) Quale? Bene.

(A lato ad una ragazzina) E tu ne hai avuto uno?

Ragazzina: No, ma va bene.

Shri Mataji: Va bene?

Ragazzina: Va bene.

Shri Mataji: Molto dolce.

Ragazzina: Loro ne hanno bisogno…

Bambino: Loro ne hanno più bisogno di te.

Shri Mataji: Come? (A lato allo yogi) Potremmo regalarle quel servizio da tè che abbiamo. Riuscite a trovarlo?

Ragazzina: Grazie, Mataji.

Shri Mataji: Dio ti benedica.

(Qualcuno porta una scatola a Shri Mataji che la dà alla ragazzina)

Bene, vieni, sei fortunata. È piuttosto pesante. Dio ti benedica.

Ragazzina: Grazie infinite.

Shri Mataji: Grazie a te, grazie.

Ragazzina: Grazie.

Shri Mataji: Tu l’hai avuto, Rishi?

Yogi: Vibrazioni freschissime. [Non chiaro] [Conversazione indistinta]

Shri Mataji: Bene, Soma sta meglio adesso?

Yogi: Sì, è migliorata…

Shri Mataji: Meglio, sì.

Yogi: … da quando è venuta in Sahaja Yoga.

Ragazzina: Molte grazie, Shri Mataji.

Shri Mataji: La prossima volta mi piacerebbe vedere le vostre poesie, d’accordo? Kuber, anche tu. (Risate)

Ed anche dei bei disegni. Dov’è finito il disegno di Kuber? Questo voglio portarlo con me. È rinfrescante.

Bene. Dio vi benedica. Dio vi benedica.

Abbiate cura di voi stessi. E sappiate che siete sahaja yogi: è una posizione molto importante, siete santi, persone speciali. Siete le fondamenta.

In ogni caso io potrei andare in Cina a parlare con il… Vediamo se il Primo Ministro mi ascolterà. Può essere.

Dio vi benedica.

Gli yogi: Grazie, Madre.

Shri Mataji: Va bene.

Yogi: Grazie, Madre, per essere venuta ad Hong Kong…

Shri Mataji: Wah-wah.

Yogi: … e per averci benedetti tutti.

Shri Mataji: Aspettate, aspettate.

[Yogi: “OK”]. Poi andrò a parlare con lui.

Dio vi benedica.

Penso che la gente sia molto semplice, molto semplice in Corea del Nord. Tu sei sudcoreana?

Yogini: Sì.

Shri Mataji: Ah, sono stata in Sud Corea, scusate, non in (Corea del) Nord, in Corea del Sud. Ma, sapete, non hanno ancora nessuna idea di una vita spirituale. Nessuna idea. Tu ci vai abbastanza spesso?

Yogini: Sì, ci andrò domani.

Shri Mataji: Lei va a… va…

Yogini 2: Lei è mia sorella ed è arrivata oggi.

Shri Mataji: Allora comincia a parlare di Sahaja Yoga. Va bene?

Yogini: Sì. È la prima volta…

Shri Mataji: No, no, puoi farlo. Organizza programmi o qualcosa. Porta qui altre persone dalla Corea del Sud e manda lì (alcuni yogi da qui per aiutare). Puoi farcela benissimo. Troppa influenza americana.

[Yogini: “Esatto”] È quello il problema.

Ho anche assistito ad un programma, considerato molto speciale, al quale ci avevano invitato.

E noi eravamo seduti in alto, nel palco riservato alle autorità, ed (altri erano anche) in platea, ma non ho mai visto uno spettacolo del genere. Hanno rappresentato uno spettacolo veramente sconcio. Molto sconcio.

Non avevo mai visto niente del genere. C.P. indossava gli occhiali e chiuse gli occhi. Io gli dissi: “Chiudi gli occhi, non riuscirai a sopportarlo”. E abbiamo vomitato entrambi.

(E abbiamo dovuto) lasciare lo spettacolo. Non ho mai visto una tale oscenità da nessuna parte. Insomma, sapete, non riesco ad immaginare come abbiano potuto mutuare queste cose da questi stupidi americani.

Puoi farcela. D’accordo?

Dio ti benedica.

Le yogini: Grazie, Madre.

Shri Mataji: Dobbiamo pensare ai nostri Paesi, dobbiamo salvarli. Non credete? È importantissimo salvare i vostri Paesi. Io vi accordo tutti i poteri.

Dio vi benedica.

Per prima cosa cresci in Sahaja Yoga, per prima cosa cresci in Sahaja Yoga. Anche queste persone (gli yogi presenti) possono venire qualche volta. Possiamo mandare qualcun altro. Potremmo organizzare dei programmi. Va bene?

Dio ti benedica.

Yogini: Lei tornerà in Corea?

Shri Mataji: Come?

Yogini: Lei tornerà in Corea in un’altra occasione?

Yogi: Chiede se Lei potrebbe andare in Corea.

Shri Mataji: (ridendo) Tutti in questo momento… Adesso sono molto impegnata, non lo so. Mi tengono troppo impegnata. Va bene, penso che funzionerà (in Corea del Sud). Queste persone possono andare a diffonderlo. Va bene?

Yogini: Grazie.

Shri Mataji: Dio ti benedica.

Yogini: Grazie.

Shri Mataji: (Ad un’altra signora) Adesso stai meglio con lui? Hai Ekadasha, lo sai?

Yogini: Sì, lo so.

Shri Mataji: Ekadasha indica un principio di cancro, lo sai? Non combattere più.

Sai, nessuna madre può vivere senza i propri figli.

Vedi, è soltanto una specie di infatuazione temporanea, tutto qui. Una madre è una madre. Prendersi cura dei propri figli è più importante. Va bene?

 

[Fine della registrazione]


[a] La Colonia di Hong Kong, dal 1981 Territorio d’oltremare di Hong Kong, fu una colonia britannica, comprendente l’isola di Hong Kong, dal 1841 al 1997. Divenuta una colonia britannica dopo la Prima Guerra dell’Oppio (1839-1842), fu occupata dai giapponesi dal 1941 al 1945. Il 1º luglio 1997 ritornò sotto la sovranità cinese.

[1] “Per il diabete mettete semplicemente il ghiaccio sul fegato e il ghiaccio qui (sull’Agnya posteriore). Ma in disturbi come questi c’è anche un tocco di (lato) sinistro, perché dopotutto il diabete è causato dagli organi del lato sinistro. Pertanto dovete usare anche i limoni. Dopo l’uso gettateli, sapete. Per malattie come queste”. (Puja a Cairns, Australia, 05/04/1991)

[2] I Sindhi sono un gruppo socio-etnico, di lingua Sindhi, originario del Sindh, una provincia del Pakistan.

[3] “Nel nostro Paese la definiamo “conoscenza dei morti”, diciamo, “scienza dei morti”, la scienza dei morti; la chiamiamo “Preta Vidya”, “Smashana Vidya”, “Bhuta Vidya” – mediante la quale mettono qualcosa in voi o in un discepolo o in qualcuno – loro sanno come fare – e si impossessano di voi”. Giornalista: “E voi chiamate questa ‘scienza dei morti’, falsi guru…”. Shri Mataji: “La ‘scienza dei morti’, intendo che questa è la traduzione, ma è chiamata Preta Vidya, Smashana Vidya. Smashana significa… come si traduce in inglese ‘Smashana’? È quando si bruciano i corpi dei defunti, Smashana”. Giornalista: “Cremazione”. Shri Mataji: “Cremazione, cremazione, ecco”. (Intervista per il giornale “Het Binnenhof”, Olanda, 04/04/1985).