Adi Shakti Puja

Nirmal Temple, Cabella Ligure (Italy)


Feedback
Share

S H R I  M A T A J I  N I R M A L A  D E V I

Adi Shakti Puja

Cabella Ligure, 26 Giugno 1994


Oggi avete tutti deciso di celebrare il puja all’Adi Shakti. C’è differenza tra effettuare il puja a Kundalini Shakti, o Adi Kundalini, e all’Adi Shakti. La differenza è che da un lato la Kundalini è riflessa in voi dall’Adi Kundalini; e l’altro aspetto è il potere dell’Adi Shakti, ossia il Paramchaitanya. Così in totale, se ci pensate, ci sono due aspetti: uno è il Suo potere come Paramchaitanya e l’altro è il Suo riflesso negli esseri umani come Kundalini.

La terza opera che l’Adi Shakti dovette compiere fu la creazione di questo intero universo.

Per cominciare, come avete visto anche ieri, fu creato tutto il cosmo, e poi questo pianeta speciale che è Madre Terra. Ciò che io vi ho detto a proposito di Adamo ed Eva, abbiamo scoperto essere stato detto anche da Giovanni nel suo testo gnostico. È davvero sorprendente, perché vi ho sempre detto che Cristo deve avervi detto molte cose che però non sono nella Bibbia.

Così, occorre capire che l’Adi Shakti venne sotto forma di serpente, nel Suo aspetto di Adi Kundalini, e disse ad Adamo ed Eva – in particolare ad Eva – che doveva chiedere di mangiare il frutto della conoscenza. E la ragione che io vi ho dato è lì descritta esattamente: il potere della Madre, il potere femminile, non voleva che i propri figli vivessero come animali, senza comprendere cosa fosse la conoscenza dei regni superiori, senza dare loro una possibilità di ascendere maggiormente, in piena libertà, verso una consapevolezza sempre più elevata. Era questa la preoccupazione della Madre.

Così furono creati due mondi: uno era quello divino e l’altro iniziò a svilupparsi. A pensarci, risulta un compito veramente incredibile: migliaia e migliaia, miliardi e miliardi di anni sono trascorsi perché questo lavoro fosse compiuto. Ma se guardate, nell’era moderna, andiamo sulla luna con un minimo sforzo e la si raggiunge anche in poco tempo. Nessuno avrebbe potuto immaginare che ci saremmo mai arrivati.

Tutto questo è accaduto grazie al cervello umano. Ora, cos’è il cervello umano, dopo tutto? Il cervello umano non è per niente simile al cervello del Virat, e neppure viene usato interamente. Non è usato interamente. Gli esseri umani ne usano una piccolissima parte, grazie alla quale hanno realizzato questa specie di volo sulla luna. Naturalmente questa impresa non aveva alcuno scopo, non so perché lo facciano, ma l’hanno fatto.

Dunque, tutta la natura è stata creata da Lei. Qualsiasi cosa oggi vediate attorno a voi, è stata creata interamente da Lei, è tutta opera Sua. Vi sorprenderà, ma proprio ora dicevo che avevo intenzione di indossare un sari molto pesante, ma poi ho detto: “Fa molto caldo, è meglio cambiarlo con un sari più leggero”; così mi sono cambiata. E, quando sono uscita, ho scoperto che si era fatto più fresco.

La natura dunque sa tutto, e chi informa la natura è il Paramchaitanya. Il Paramchaitanya non è mai stato così attivo, e questo è iniziato con la mia nascita, direi, quando ha avuto inizio il Krita Yuga. In questo periodo dovevate ricevere la realizzazione. Si può dire che fu deciso dalla collettività divina: tutti gli dei, le dee, tutti loro decisero di assegnare questo compito a qualcuno che ritenevano molto capace. Così dissero: “Noi saremo tutti con Te, interamente con Te, tutti i nostri poteri saranno con Te; ma ora, in questo Kali Yuga, assumiti Tu il compito di trasformare gli esseri umani.”

In un certo senso gli esseri umani sono più difficili degli animali poiché hanno la libertà, e questa libertà è stata data loro perché ottenessero la libertà ultima. Nella loro libertà, il loro comportamento è qualcosa di molto sorprendente, per come perdono completamente il controllo e cercano di fare cose tanto distruttive.

Naturalmente, il Kali Yuga era stato previsto in India, ma penso che non potessero prevedere cosa sarebbe accaduto in America, o cosa sarebbe accaduto nei Paesi occidentali, dove le persone hanno anche la libertà di distruggere se stesse e scoprono nuovi metodi per farlo. Questa tendenza non può essere controllata, non può essere fermata dall’Adi Shakti o da Dio Onnipotente, poiché vi è stata data la libertà di distruggere voi stessi, di danneggiare voi stessi e di andare all’inferno. Questo non può essere controllato da nessun potere divino. Anche il potere divino rispetta la vostra libertà.

Così, la collettività divina pensò: “Dovremmo demolire completamente la creazione dell’Adi Shakti? Dovremmo distruggere completamente tutto ciò che Lei ha creato, per poi ricreare qualcosa di meglio?”. Questa era la discussione in corso; e la maggior parte di essi era così stufa degli esseri umani, e in particolare della libertà occidentale, che dissero: “Questa gente vuole l’inferno, perché dovremmo concederle il paradiso? Non è giusto”.

Perciò, la prima cosa che Adi Shakti fece fu infondere in essi (esseri umani) un desiderio di ricerca. Creò questo desiderio di ricerca e così, queste persone appartenenti ad una cultura così distruttiva, iniziarono a ricercare. E quando la ricerca ebbe inizio, come al solito sul mercato ci furono anche molti altri che si fecero avanti per dare risposte alla loro ricerca.

Dovettero frequentare culti, cose varie, impostori e tutto questo, perché non avevano alcun mezzo per distinguere. Ma se avessero letto qualche libro di persone illuminate come Kabir, come Nanak, anche gli gnostici, le loro scritture, qualsiasi cosa del genere, avrebbero compreso che cos’è la verità, dove trovarla e come trovarla. È in corso una grande lotta, trovo, tra coloro che sono ricercatori e quelli che non lo sono per niente. Questi ultimi non vogliono conoscere e non potranno mai essere ricercatori. Posso assicurarvi che alcuni di loro non penseranno mai alla ricerca. Saranno posseduti, contrarranno malattie, subiranno terremoti, avranno di tutto, ma non ricercheranno mai. Anche se si ammalano diranno: “Oh, siamo dei martiri, stiamo facendo un grande lavoro”. Nelle loro teste è entrata una tale stupidità che pensano che, facendo queste cose sbagliate, si salveranno.

E questa stupidità nasce da cervelli corrotti; e il cervello distorto agisce quando la gente è libera di usarlo. Non so proprio perché non si guardino intorno per vedere da soli ciò che sta accadendo.

Pertanto, aspettarsi che il mondo intero vada in paradiso è assolutamente impossibile. Non è possibile. Non si può. Le hanno provate tutte. Ho visto persone… droga, alcool, questo, quello. C’è un tizio che ha ottenuto il Dottorato di Ricerca descrivendo come abbia raggiunto la spiritualità attraverso il bere; e ha preso il Dottorato di Ricerca per questo!

Anche al vertice degli affari, nelle università, non so come siano arrivate persone così stupide, da dove, da quale creazione. È impossibile comprendere come possano pensare che questa distruzione li condurrà alla salvezza. La vedono ogni giorno, la osservano ogni giorno, sanno cosa accade, ma ancora non sono in grado di ascoltare.

Ma coloro che sono ricercatori, ricercano con un tale ardore che a tutti loro dovrà essere concessa la realizzazione del Sé. Questo, ovviamente, è il mio compito, ne convengo. Sono venuta su questa terra per questo compito, ci si aspetta che lo porti a termine. Sto facendo del mio meglio e nessuna incarnazione ha vissuto come vivo io da così tanti anni, con questa mia compassione che mi anima veramente e a causa della quale sento che dobbiamo avere molti più sahaja yogi, dobbiamo salvarne molti. Con questa compassione e questo amore, si può prendere qualsiasi provvedimento, si può fare qualsiasi cosa. Ma non penso che quelli non sono ricercatori la otterranno.

Ora, perché alcuni sono ricercatori e altri no? Ci si potrebbe chiedere: “Se è l’Adi Shakti ad aver creato tutti gli esseri umani, tutti dovrebbero avere il desiderio di ricerca”. A causa della loro libertà, hanno perso la strada, stanno cercando qualcos’altro, e pensano di essere nel giusto. Hanno diritto di pensare di essere nel giusto. Anche una persona stupida, anche un matto pensa di essere nel giusto. Se gli dite: “Sei matto”, vi risponderà: “Sei matto tu”. E sebbene questa ricerca sia insita in loro, molti di essi non sono ancora capaci di conseguirla nel modo giusto.

Infatti, per questo si deve rinunciare, non alla propria libertà, non alla propria intelligenza, ma all’ego che si è sviluppato negli esseri umani. Con questo ego… ho visto anche persone possedute che vogliono conservare integro il proprio ego e, attraverso l’ego, vogliono servirsi delle loro possessioni: riuscite ad immaginarlo? Ci sono possessioni di forze negative e costoro vogliono mantenere integro il proprio ego per poterle usare per i propri scopi. Non lo odiano, non vogliono liberarsene; anzi, vogliono conservarlo (integro) solo perché così possono servirsi di queste possessioni a proprio vantaggio.

Così, lì la ricerca è molto scarsa. Ma vi sono molti individui che non ricercano per niente, che sono veramente quelli che definiamo malvagi e che non vogliono, mai, non vorrebbero mai che questo mondo cambiasse. I nostri mezzi di comunicazione sono dominati da queste persone malvagie che non vogliono che il mondo cambi, non vogliono mostrare nulla di buono, non vogliono vedere l’elemento che sarà di aiuto, ciò che è per il bene degli esseri umani.

Così, da un lato vediamo questa negatività collettiva, mentre dall’altro troviamo i ricercatori, i veri ricercatori. Ve ne sono alcuni che possiamo definire ancora immaturi, ed altri che possiamo definire pseudo ricercatori. Se in nome della ricerca hanno fatto qualche sacrificio, diciamo, si sentono molto grandi. Inoltre si lasciano coinvolgere da persone che avanzano grandi pretese. E, non avendo io mai rivendicato nulla, non sono colpiti da me. Io non ho mutato il mio modo di vestire, vivo come una donna di casa, così non restano colpiti da me. Non mi sono fatta crescere due corna per dimostrare qualcosa di grande che mi riguarda, così non resteranno colpiti.

D’altra parte, però, se ci pensate, questa è maya. Questa è Mahamaya, in cui l’Adi Shakti, vedete, si comporta in tutto e per tutto come gli esseri umani. Non riuscirete a scoprire che Lei è divina. I membri della mia famiglia non sono riusciti a scoprirlo finché non ho iniziato questo lavoro; nessuno di loro, a parte mio padre e mia madre. Nessuno era riuscito a scoprire che io avessi dei poteri.

Questa insensibilità al Divino può essere creata dal potere di Mahamaya dell’Adi Shakti, e questo è molto importante, altrimenti non si sarebbe in grado di giudicare, non si sarebbe in grado di capire.

Ciononostante più volte ho sbagliato a giudicare le persone poiché per un po’ sanno come camuffarsi; poi però le scopro.

Se la ricerca è appassionata, e se stanno veramente cercando la verità, la troveranno. La troveranno sicuramente, perché l’intera creazione è per loro, l’intero universo è per loro, tutte le deità sono per loro, tutti gli angeli sono per loro, vegliano su di loro. È importante avere così tanti sahaja yogi – nessuna (delle incarnazioni) ha mai avuto così tanti sahaja yogi nel corso della propria vita – perché dobbiamo avere dei canali. Io devo avere dei canali, e questi canali devono essere molto puri, devono essere bellissimi, innocenti e operare per il bene. Se solo si arrenderanno al fatto che: “Siamo qui come strumenti di Dio Onnipotente e dobbiamo fare il bene degli altri”, vi assicuro che almeno il settanta per cento del lavoro sarà stato fatto.

Ma anche se hanno avuto la realizzazione, così come un uovo esce dal guscio, alcuni uccelli portano ancora con sé parte dell’uovo ed altri non si sono nemmeno sviluppati al livello di uccelli. Ora dobbiamo giudicare noi stessi, dobbiamo comprendere noi stessi.

Un’altra cosa: sapete che io sono una persona molto mite, molto mite, la gente pensa che io sia molto indulgente. Io conosco tutti, non è che non li conosca, ma lascio fare: “Bene, continua così fintanto che puoi”. L’esperienza è il solo modo attraverso il quale un essere umano può comprendere, indubbiamente. Se gli dite qualcosa non vi capirà mai. L’esperienza della realizzazione del Sé vi ha fatto capire. Ma ancora una volta direi che non possiamo dare la realizzazione al mondo intero; non possiamo. Ci sono persone simili a pietre, assolutamente orribili. Ciò che sta accadendo è che gli impostori vengono scoperti, e tutti si accorgono che vengono smascherati. Questo smascheramento naturalmente salverà le persone da questi individui orribili, ma non so se verranno in Sahaja Yoga o se prenderanno la realizzazione.

Vi dico questo perché, ormai, anch’io ho esperienza di esseri umani e, in tutti questi anni in cui ho lavorato, ho visto che ci sono persone del tipo più disparato. Tra di esse i ricercatori sono estremamente orgogliosi della propria ricerca. Pertanto, alcuni di essi non vogliono abbandonare la ricerca, è una specie di lavoro, si potrebbe definire un hobby: “Siamo ricercatori”. Ormai hanno un certificato di ricercatori, indosseranno strani vestiti, avranno strane abitazioni, strane capigliature, di tutto. Potrebbero essere eremiti, aggressivi, qualsiasi cosa: “Siamo ricercatori”. Si attribuiscono il certificato di ricercatori. Anche questa è un’altra tipologia di ricercatori. Per loro è una specie di stile di vita, e ovunque debbano andare per ricercare ci andranno, andranno in dieci o venti posti. Ogni volta hanno discusso con me: “Madre, deve esserci qualche altra via”. “Sì, forse, io non ne conosco nessuna. Ma voi andate pure”.

Oggi il compito principale di Adi Shakti è dare la realizzazione. Questo è il mio compito principale. Tutto il resto viene accudito, è già governato, direi, è come un computer. Non devo preoccuparmi, è un’azione riflessa, qualsiasi cosa accada è un’azione riflessa. Non devo preoccuparmi di queste cose. Ad esempio qualcuno potrebbe dire: “Madre, io L’ho pregata, ma come ha fatto ad aiutarmi così tanto?”. È tutta un’azione riflessa: in quell’istante forse potrebbe sopraggiungermi quel pensiero, un pensiero. Ma è un’azione riflessa. Io non faccio proprio nulla, sono veramente Nishkriya, non faccio assolutamente nulla, sono la persona più pigra alla quale possiate pensare (risate). Davvero. Infatti, se c’è un’intera organizzazione che lavora per me, perché dovrei lavorare? Non è necessario. Ma c’è una cosa: io osservo da testimone. E quando osservo da testimone, il Paramchaitanya agisce di riflesso, risolve le cose. Infatti, se esso è il potere dell’Adi Shakti, allora tutto ciò di cui io sono testimone viene comunicato a quel potere.

Funziona al contrario. Ad esempio, vedete, quassù, da qualche parte, abbiamo l’energia elettrica, così, se qualcosa non funziona qui, non si ripercuote su quell’energia. Se qualcosa non va, si spegne semplicemente in qualche punto. Ma, invece, se io sono testimone di qualcosa di sbagliato, non devo fare nulla, mi limito a testimoniare, a guardare. Il tutto agisce attraverso questo straordinario potere del Paramchaitanya.

Ora, voi non conoscete questo potere. Conoscete la Kundalini, sapete tutto dei chakra, di ogni cosa. Ma il potere del Paramchaitanya è in ogni particella, in ogni atomo, e agisce in modo da dirigervi, da spingervi, da condurvi sul sentiero del bene. A volte la gente dice: “Madre, volevo comprare questo negozio, ma non ci sono riuscito”, e così via. È per il vostro bene che non lo avete preso. Grazie a Dio! Dopo dieci giorni torneranno a dirmi: “Grazie a Dio non l’ho preso“. Così, gradualmente, attraverso l’esperienza iniziate a capire che: “Non dobbiamo preoccuparci“.

Se si perde la strada, in genere la gente si inquieta molto, ma i sahaja yogi no: “Oh! Molto bene, deve esserci qualche motivo se Dio ci ha portati qui”. La reazione cambia. Direi che la persona iperattiva inizia a pensare alla resa. Islam: resa. Affidate il problema al Paramchaitanya, e funziona.

Cose straordinarie sono accadute in questo mondo, semplicemente dando dei bandhan, ed è incredibile come queste cose accadano. Persino se scoprite che ci sono molti omicidi, che è successo questo, che è successo quello, anche tutto questo serve ad esprimere la presenza del Paramchaitanya: è krita, funziona nel modo in cui agisce. Krita significa ciò che viene compiuto.

Allora iniziate a comprendere che potete ottenere questo potere attraverso la Kundalini. Quando la vostra Kundalini sale, è anch’essa un riflesso di Adi Shakti. Così come possiamo dire che vediamo solo una parte della luna e non l’altra, allo stesso modo, quando questa energia sale dentro di voi e tocca il Paramchaitanya, acquisite pieni poteri. È così che siete sahaja yogi. Ma non siete Dio. Le incarnazioni possono dire: “Sono Dio”, ma voi non siete incarnazioni. Nessuna delle incarnazioni, però, ha mai detto di essere l’Adi Shakti, non è possibile.

Questo potere di Adi Shakti che chiamiamo Paramchaitanya è il potere che vi ama, che ha un completo controllo sulla natura. Comprende, pensa, sa tutto. Sa tutto di voi. Agisce in ogni angolo, in ogni ambito della vostra vita. È con voi, completamente. È come se, cadendo in un fiume che scorre vorticoso e non riuscendo più a nuotare, non potendo più usare le mani, iniziaste a scorrere con esso e, a quel punto, vi rendeste conto che scorrere insieme a lui è meglio che cercare di uscirne. Vi limitate a scorrere insieme a lui, godendo di tutta la natura attorno a voi. Non annegate, anzi, sentite che venite elevati scorrendo con lui. A quel punto comprendete: “Cosa devo fare io, quando tutto viene fatto per me dal Paramchaitanya?”.

Ma il merito dovrebbe essere dato alla Kundalini che ha realizzato tutto questo, che vi ha portati su questa spiaggia, che vi ha condotti in questo magnifico e paradisiaco regno di Dio. Così capite che sono accadute due cose: prima di tutto, vostra Madre, la Kundalini che è dentro di voi, che è la vostra Madre individuale, che è sempre stata con voi, vi ha dato questa nascita e, poi, vi ha condotti a questo potere; potere che potete usare voi stessi. È grazie ad esso che ottenete i poteri.

Vi sorprenderà quanto aiuto dia questo potere. Vedete, non dovrei dire che potete avere tutti i poteri, non dovrei dirlo. Ma oggi, sapete, si stavano lamentando di qualcuno e immediatamente ho detto il nome di quella persona. Ora chiederete come lo sapessi. Lo so e basta. Questo è tutto ciò che posso dire: lo so.

Se per esempio vi occupate di tappeti, bene, sapete che tipo di disegno è questo, che disegno è quello, da dove proviene, sapete tutto; non è vero? Se siete lì sapete tutto. Se questo potere è ovunque, allora si deve sapere tutto. La connessione è tale che, se volete sapere, potete sapere qualsiasi cosa.

Per questo hanno definito Buddha Sarvalokiteshwara, in quanto vede tutti i loka (mondi). Come fa a vedere, Sarvalokiteshwara? Perché quello che chiamiamo il suo ego è Parama-Ego, potete chiamarlo Mahat Ahamkara, sa tutto; mentre il vostro ego non sa niente. E, poiché non sa niente, ne siete avvolti. Se l’ego avesse saputo cos’è la verità, sareste (stati) persone libere, assolutamente libere. Ma voi non volete arrendere il vostro ego, non volete permettere a voi stessi di scorrere nel fiume, come affermato dal Tao. No, non volete gioire, volete avere la vostra particolarità. L’individualità è molto diversa dall’avere un ego dentro di voi che (dice): “Io sono questo, io sono quello”. Quindi deve avere inizio questa differenziazione: dopo la realizzazione, alla luce della realizzazione, dovreste iniziare a vederla.

Ora la cosa principale è dire all’ego di starsene buono, di stare tranquillo: “Non sai niente”. Inoltre, al giorno d’oggi, c’è una moda diffusa: se fate una domanda a qualcuno, (vi risponderà): “Non lo so”. Chiedete a qualcuno: “Come ti chiami?”, “Non lo so”. Non sa nemmeno il suo nome.

E comportarsi da stupidi è una moda; si pensa che, mostrandosi molto stupidi, si dimostrerà di essere molto innocenti, ma non è così. È stupidità. Non so quale animale possegga questa stupidità, ancora non so quale ne sia l’origine, devo ancora scoprire qual è l’animale che ha generato questa stupidità negli… (esseri umani, ndt). Ma so una cosa: è l’ego. L’ego rende una persona assolutamente stupida. In marathi, vedete – grazie a Dio quella lingua è così ricca – di chiunque inizi a mostrare il proprio ego, si dice che sta scalando un cespuglio, c’è un piccolo cespuglio e lui lo sta scalando. Tutto questo ego viene dalle vostre cosiddette idee, conquiste. Ma che conquiste sono? Non sapete nulla. Ed è questo che oggi vi devo dire: se c’è qualcosa che oggi si sta attuando, è la resa del vostro ego. Se sapete come arrendere il vostro ego, ce la farete.

Un’altra cosa che a volte mi sorprende, specialmente in Occidente, è che io considero le donne come il potere, shakti, ma in Occidente trovo che le donne non usino Adi Shakti, no. Anzitutto sono ancora molto possedute dalle loro emozioni e dalle loro idee e cose del genere. Da una parte c’è l’uomo che ha l’ego, ma anche le donne sono molte egoiste, moltissimo. È una situazione molto difficile. Se, ad esempio, sposate una ragazza, una ragazza occidentale con qualcuno, lei sarà molto felice, esulterà, accetterà tutti i regali, le congratulazioni, indosserà tutti i vestiti, tutto. Dopo dieci giorni verrà a dire “Madre, sono confusa…”. “Confusa? Come?”, “Adesso sono confusa”, “Sei confusa adesso, o lo eri prima?”, “Sono confusa adesso”. “Va bene, restituisci tutti gli ornamenti, ogni cosa”, “No, no, allora mi lasci pensare”.

Non è questo il livello di una sahaja yogini. Una sahaja yogini è la shakti e deve raccogliere le sfide: “Vi farò vedere, lo farò meglio”. Al contrario le trovo estremamente dominanti. Sono stupefatta! Perché la shakti dovrebbe dominare? Se è una shakti non dominerà. Chi non lo è, dominerà.

In India, ad esempio, se andate a casa di un qualsiasi funzionario governativo, il funzionario sarà umile, mentre il poliziotto sarà dominante. Allo stesso modo trovo che questa tendenza a dominare sia molto comune, come anche un atteggiamento da suora: si vestiranno come suore, si comporteranno come suore, non sorrideranno. Che c’è? Siete sahaja yogini o cosa? Siete suore? Allora è meglio che andiate in convento.

Perché vi sto dicendo questo? Voi state parlando dell’Adi Shakti, così io parlo della shakti, di come la shakti deve emergere. Ero sorpresa che le donne non diffondessero Sahaja Yoga. Così qualcuno mi ha detto che i leader non vogliono che le donne diffondano Sahaja Yoga. Ho detto che è sbagliato. Se il leader dice così, non va bene. Ma, prima di tutto, le sahaja yogini devono essere vere sahaja yogini, perché finora ho visto che a chiunque, a qualunque donna tentiate di dare la posizione di leader, rovinerà le persone. Non tutte, ma alcune.

Ora il dovere di una sahaja yogini è svilupparsi attraverso la meditazione, la comprensione di se stessa e l’autostima, (che la induce a pensare): “Io sono una sahaja yogini, sono una shakti, sono il potenziale”.

Io stessa sono il potenziale. E cosa faccio? Niente. Non ho tirato su questo (tendone), non l’ho montato, niente di tutto ciò. Sto comodamente seduta qui a parlare. Ma io sono il potenziale.

“Sono il potenziale?”: è questo che le sahaja yogini devono decidere. Altrimenti sono possedute, sognano ad occhi aperti ed hanno un’alta opinione di sé. È molto difficile. Voglio che alcune brave sahaja yogini siano leader, lo voglio davvero. Ma non appena diventano leader, montano a cavallo e corrono veloci. Perciò diventate umili. Se non c’è molto spazio nella brocca, quanta acqua può entrarvi?

Abbiate un cuore molto grande. Se qualcuno viene a casa vostra, voi non gradite, non volete fare niente per gli altri sahaja yogi, prendervi cura di loro. Vi ripeto veramente che è proprio in Occidente che le donne devono assimilare la shakti dentro di sé; e shakti non significa dominare il marito e renderlo uno stupido. No, significa dargli poteri: voi siete coloro che danno potere a tutta la famiglia.

E questa è la nostra famiglia, tutta questa è la mia famiglia, ed io mi interesso moltissimo di tutti. Mi preoccupo anche del piccolo (un bambino sta piangendo fra il pubblico). Non mi sento mai soddisfatta (pensando): “Ora ho finito il mio lavoro e stasera posso andare a dormire senza pensare a nessuno”. Mai. Mi interesso di questo, mi interesso di quello. Questo potere scorre continuamente; ed il mio interessamento è potente, funziona, perché è autentico. Non mi preoccupo di me stessa, mai. Vi stupirà, ma quando vedo tutte queste donne che pensano a se stesse in ogni modo, sono sorpresa. Ciò che occorre è l’interessamento e sviluppare questa premura, una sincera, amorevole, compassionevole premura verso gli altri.

Anche riguardo ai bambini, ho visto che non si prendono mai cura dei figli degli altri, non aiutano mai gli altri. Una donna doveva andare a togliersi un dente e ha dovuto portare il figlio con sé. Insomma, è stupido. Se non vi preoccupate degli altri, non svilupperete una mentalità collettiva, non avrete il potere collettivo ed è importante che cerchiate di essere tutte molto collettive. Prendetevi cura le une delle altre.

Ora, non dovrei dirlo, avevo intenzione di dirlo alle donne di Cabella, che questa (casa) di Cabella è un ashram e coloro che vengono da altri ashram, anche dall’Australia, sono sorpresi: “Vivono qui proprio come in un albergo. Loro pagano per questo, tutti noi paghiamo, ma abbiamo giardini e ci prendiamo cura dei giardini, dell’esterno. Qui nessuno se ne preoccupa. Usano tutto, senza curarsene”. È sorprendente: dal momento che io vivo qui, perché si comportano così? Andate in qualsiasi posto, in Australia, in America, ovunque, ovunque ci sia un ashram, la domenica lavorano tutti. Qui non li vedo, spariscono tutti. Questo è il vostro ashram, voi vivete qui, ed oggi devo dirvi questo perché sento che Sahaja Yoga è carente nelle shakti. Alcune di loro non sanno neanche sorridere ed altre sono estremamente dominanti. Devo dirvi questo perché voi siete molto importanti.

Secondo me, nessun uomo avrebbe compiuto questo lavoro, nessuna incarnazione maschile avrebbe eseguito questo lavoro. Bellissimo, si lasciano crocifiggere in giovane età, davvero bellissimo, essere crocifissi tanto giovani. Poi un altro beve del veleno, un altro viene ucciso da qualcuno. È così, sono morti tutti molto giovani. Nessuno ha voluto fare questo lavoro, nessuno era… insomma, erano stufi, erano proprio stufi. Ci fu Gyaneshwara che entrò in samadhi all’età di ventitré anni, potete immaginarlo? Doveva essere proprio stanco della gente.

Ora sta a voi donne sviluppare quella pazienza di vostra Madre, quell’affetto, quell’amore, e allora vedrete come la vostra shakti funzionerà.

Ne ho già parlato più volte e, al livello dell’Adi Shakti, devo dirvi che nella vostra famiglia siete come una shakti e dovete essere sagge, dovete avere buon senso, dovete comprendere vostro marito, dovete comprendere i vostri figli, dovete avere pazienza. Invece, si viziano i figli. Questo deve essere compreso: per prima cosa dovete sapere cosa è bene per loro.

Oggi, per esempio, se dico che i bambini che frequentano una scuola non dovrebbero essere poi ritirati, è per il loro bene. Che vantaggio se ne otterrà? Qualcuno però risponde di no. Va bene, esci. Cosa ci si può fare? Un tale attaccamento ai vostri figli dimostra che non avete poteri.

Dovete amare tutti i bambini, dovete prendervi cura di tutti i bambini, dovete gioire di tutti i bambini. Interessatevi di loro. Invece ciò che vedo è che si interessano solo dei propri figli. Siamo una famiglia collettiva, diciamo, viviamo tutti insieme, dobbiamo condividere ogni cosa. È qualcosa che non riesco a comprendere. In India, ad esempio, se ci sono cinque o sei bambini, tutte le ragazze se ne occuperanno. Tutte le donne se ne prenderanno cura. Insomma, per loro è un tale piacere vedere e prendersi cura di ogni bambino.

Ma questa insensibilità al comportamento collettivo vizierà anche i vostri figli. Quindi, ciò che trasmetterete al mondo intero è questo modo di vivere Sahaj, e le donne costruiscono la società. Se la società indiana è buona, il merito va alle donne indiane e alla loro saggezza. In India i nostri uomini sono stupidi, hanno rovinato la politica, l’economia, tutto. Ma la società è ancora preservata e si mantengono ancora molto, diciamo, sulla strada giusta. Questo avviene solo grazie alla saggezza delle donne. Se le donne sono occupate per ore a vestirsi, a pensare ai vestiti, a ciò che indosseranno, è la fine.

Questo è il giorno in cui si venera la Kundalini, che è la Madre. Lei è la Madre e voi siete le madri. Dovete sapere tutto di vostro figlio. Qualcuno viene a dirmi: “Mio figlio ormai è un tossicodipendente”. Come può essere? In India i ragazzi non diventano tossicodipendenti, perché la loro madre incombe continuamente sulla loro testa come un falco. Sa dove va il figlio, cosa fa. Lo ama e sa dove va. Anche quando eravamo al college, anche dopo il matrimonio, se tornavo a casa mia madre mi chiedeva: “Dove sei stata?”; e noi non osiamo ribattere nulla. (Oppure:) “Rientra per le sei”. Anche dopo sposate. E siamo tenute a dirglielo.

È questo il compito della madre: (controllare) il figlio, dove va, cosa fa. E poi dicono: “I bambini non mi ascoltano”. Perché? I bambini non vi ascoltano perché non insegnate loro la disciplina. Qui l’atmosfera è pessima, sono d’accordo, e i bambini sono molto maleducati, sono d’accordo, c’è di tutto, d’accordo. Ma se siete madri forti nel vostro amore, i vostri figli non si smarriranno. Guardate, anche adesso, come sapete, tutti i leader mi ronzano sempre intorno. Che cosa c’è? Non ho con me del miele o altro, ma tutti i leader stanno seduti lì, vicino a me. Questo avviene dopo la realizzazione. Ma anche i miei nipoti, vedete, venivano tutti a sedersi vicino a me, tutte le mie nipoti si sedevano vicino a me. Non volevano lasciarmi, e la gente chiedeva: “Che c’è che non va? State sempre attaccate a vostra zia. Che cos’è?”.

È l’interessamento. E loro comprendono che ciò che dite è per il loro bene. Ma voi dovreste essere a posto.

Come madri si deve essere tolleranti, si deve comprendere, ma quando occorre parlare, dovete farlo. Se ci pensate, potete dire le cose in modo tagliente, o magari in modo gentile, ma il bambino dovrebbe rendersi conto che lo amate e che amate tutti i bambini.

È qualcosa di molto sottile. Ad esempio, una volta ho portato il figlio di un sahaja yogi con me al mercato. Pretendeva: “Voglio comprare questo, voglio comprare quello, voglio comprare quell’altro”, voleva comprare tutto. Mi sono chiesta: “Cosa c’è che non va in questo bambino?”. Ma se portassi i miei nipoti, non lo farebbero, niente. Anche se voleste comprare loro due paia di scarpe: “No, no, no, uno è sufficiente. Se poi si rovineranno…”. Non chiederanno mai nulla. È una specie di autostima. Non vogliono nulla.

Lo stesso con le mogli, le mogli non chiedono nulla ai mariti. No, nulla, non vogliono nulla. Il marito insisterà: “Per favore, chiedi qualcosa, chiedi qualcosa”. No, loro non vogliono niente. Quella sarà una sahaja yogini madre, moglie e shakti. Non ha pretese. Non chiede nulla per sé. Colei che dona, che cosa potrà chiedere? Chi dà, che cosa potrà chiedere?

A volte ho la sensazione che, in Sahaja Yoga, il lato sinistro, il lato femminile, stia un po’ andando giù, mentre esse devono ascendere. Per prima cosa la meditazione, il rispetto verso Madre, insegnare ai bambini come far funzionare Sahaja Yoga, parlare loro di Sahaja Yoga – e non solo di cibo – di pulizia, di come essere amabili con gli altri, di come dividere le cose con gli altri; ed anche raccontare ai bambini le belle storie che avete sentito, insegnare loro cos’è il Dharma, parlare con loro, instaurare un rapporto. Questo è ciò che dovete capire per rendere Sahaja Yoga molto forte. Voi siete le shakti di Sahaja Yoga, credetemi, e dovete agire in quel modo, invece di preoccuparvi di piccole cose insignificanti. A volte ricevo lettere dalle signore: è qualcosa che mi fa veramente soffrire. Non riesco a capire come facciano ad essere sahaja yogini. Tutto il nostro sistema Sahaj deve essere un sistema modello, attraverso il quale gli altri vedano e comprendano ciò che noi abbiamo acquisito nella nostra vita quotidiana.

L’Adi Shakti lavora nella vita quotidiana: dalle cose più piccole alle più elevate. E dovete sempre imparare, dovete imparare continuamente. Che siate un leader o meno, dovete sempre rendervi conto di che cosa dovete imparare: “Non ho saputo questo, non ho saputo quello”. Se non sviluppate l’attitudine a dover imparare, quell’atteggiamento umile, quell’umiltà (che vi fa dire): “Devo imparare, devo imparare, devo ancora imparare”, questo ego non diminuirà mai. A causa dell’ego siete soddisfatti di voi stessi: questo è segno di ego. Non vi rendete conto di quanto tormentate gli altri, di cosa state distruggendo, niente, bensì vi sentite molto felici di voi stessi. Una personalità così spensierata a volte vive sospesa in aria.

“Cosa ho fatto oggi per gli altri? Come ho parlato agli altri? Cosa ho dato agli altri?”

Io non avrei bisogno di farvi regali, non ce n’è motivo. Perché dovrei farvi dei regali?

Ma vi faccio dei regali per mia soddisfazione personale. E se accetto regali da voi è per la vostra soddisfazione. Pertanto, ciò che dobbiamo fare (è chiederci) in che cosa troviamo soddisfazione, in cosa trovate soddisfazione. Pensateci: ”Da che cosa traiamo soddisfazione?”. “La mia casa dovrebbe essere a posto, mio marito dovrebbe stare bene, i miei figli dovrebbero stare bene”. Mio, mio, mio. Finché questo mio non si sposta su qualcun altro, siete ancora nel regno di maya. Dovete imparare a pensarci ogni giorno o a scriverne. Dovreste tutti tenere un diario: “Cosa ho fatto per gli altri? Cosa ho detto agli altri? Cosa potrà rendere (felice) o far piacere a un’altra persona?”. Piccole, piccole cose possono rendere la vita così bella!

Inoltre, ci sono cose molto grandi per voi. Se non pensate di essere molto grandi, tutte queste grandi cose sono anche per voi. È così: l’intero cielo può essere coperto da una foglia, se guardate la foglia contro il cielo. La foglia mostra la propria esistenza. Allo stesso modo, l’intera visione di Sahaja Yoga può essere completamente colmata da una persona che si distingue per questa grande espansione. Una persona qua e là. È davvero notevole: in tutto questo Sahaja Yoga, ci sono persone così notevoli, qua e là, che, anche solo pronunciando il loro nome, mi sento davvero immersa nell’oceano di gioia. Una persona soltanto; ma, e voi? Perché noi non possiamo farlo? Dal momento che l’Adi Shakti è riflessa in voi, che tutti i Suoi poteri sono con voi, quanto possiamo fare per espandere questa mia visione? Voglio avere sempre più persone che abbiano anch’esse una certa visione.

Ma non persone meschine che pensano solo ai propri figli, che pensano al cibo… no, no. Non le vogliamo, sono inutili, se ne andranno tutte.

Spero che abbiate capito dove vi trovate, cosa possedete. Ciò che è stato creato dentro di voi è questa Kundalini che vi ha dato tutta la conoscenza, tutto. Ma so che ci sono moltissime persone che neanche sanno che chakra è questo (mostra il mignolo destro), non lo sanno. Insomma, arrivare fino a questo limite di ignoranza!

Dovete sapere tutte queste cose. Dovete comprendere di che si tratta, poiché tutta questa conoscenza è per voi, tutta per voi. E la cosa più grande di tutte è la fede – non una fede cieca ma la fede illuminata – che adesso siete una cosa sola con il potere Divino. Questo dovrebbe davvero stabilizzarvi completamente.

Ritengo questo uno dei puja più importanti. Infatti, finora sono celebrati dei Guru puja – molte persone hanno reso omaggio durante i Guru puja – o forse voi considerate (il puja più importante, ndt) quello del mio compleanno; va bene, ma io ritengo che comprendere i vostri poteri della Kundalini e i poteri che sono a vostra disposizione attraverso l’azione del Paramchaitanya, sia molto importante. Ciò vi infonderà fiducia, vi infonderà compassione, vi darà una visione e vi renderà grandissime personalità, personalità molto elevate. Chi era George Washington? Dicono sia stato grande. Oppure, chi era Abramo Lincoln? È stato grande.

Ma voi avete tutti la realizzazione del sé. Dovete pensare all’intero universo, alla totale espansione, e, finché questa mentalità non si svilupperà in voi, sono certa, davvero certa, che il progresso di Sahaja Yoga, all’interno e all’esterno, sarà inferiore. Quindi cercate di comprendere che questi poteri sono con voi e dovete usarli con umiltà.

Dio vi benedica tutti.

Ora, per prima cosa dovremo fare anche il Ganesha puja e poi il Devi puja.