Guru Puja, Maturate e conseguite lo stato di Guru

Campus, Cabella Ligure (Italia)

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(07/2020 traduzione verificata)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Guru Puja

“Maturate e conseguite lo stato di Guru”

 Cabella Ligure, 24 Luglio 1994


[Sedetevi. Chiedete loro di sedersi per terra, per favore. Voi due signore sedetevi, perché dietro non riescono a vedere.]

Oggi vi siete riuniti tutti qui per venerarmi come vostro Guru.

Devo dire che a me mancano molte delle qualità che dovrebbe avere un guru, nel senso che non riesco ad essere severa con voi, non riesco ad essere rigida con voi, e davvero non so come punirvi quando fate cose sbagliate.

Penso che il motivo di questo (rigidità e severità dei guru, ndt) possa essere che, in genere, i guru hanno problemi con i discepoli, i quali per la maggior parte non sono anime realizzate.

E, dato che non sono anime realizzate, i guru trovano difficile comunicare o parlare loro dei problemi sottili che hanno.

So di molti guru, anche nei tempi moderni, che sono stati realmente molto, molto severi. E mi hanno anche detto di avere ottenuto la loro realizzazione lavorando molto duramente e soffrendo per l’inflessibilità dei propri guru.

A volte traboccavo proprio di compassione per quei discepoli che non avevano ancora ricevuto la realizzazione: avevano dei guru che erano vere anime realizzate, ma loro non avevano mai ricevuto la realizzazione. E i guru erano estremamente severi con loro.

Ci fu un signore che incontrai a Kolhapur, il quale ottenne la realizzazione in un minuto. Allora mi raccontò che il suo guru gli aveva ordinato di digiunare per almeno otto giorni ogni mese. Bene. Poi gli aveva chiesto di erigere un tempio a Dattatreya nel suo villaggio e doveva andare ogni giorno, mattina e sera, a venerare Dattatreya. Spese tanto denaro, eppure non ricevette la realizzazione. “Mentre Lei, Madre, non ha impiegato neppure due minuti per darmi la realizzazione. Che cosa significa? Come mai è stata così benevola con me?”. Io non sapevo cosa rispondergli. Non volevo parlare male del suo guru perché so che è un’anima realizzata.

In effetti la maggior parte di questi guru e incarnazioni è stata decisamente impotente con gli esseri umani. Forse loro non avevano discepoli meravigliosi come quelli che ho io.

Forse, in questo momento storico, sono nate tutte le brave persone che ricercavano la Divinità e sono qui come sahaja yogi.

Io non ho mai dovuto lavorare molto duramente su di loro. Certo, ogni tanto si trova una persona che cerca di crearci fastidi, di creare problemi. Ma i tempi moderni sono così speciali, penso, che è molto facile dare la realizzazione alla gente.

Mosè, ai Suoi tempi, aveva promulgato delle leggi a causa della società decadente degli ebrei di quel tempo. E quel codice era molto duro, davvero molto rigido: oggi lo conosciamo come shariat e fu adottato dai musulmani.

Anche adesso le punizioni, secondo il cosiddetto Corano, sono tanto severe da non credere. E la maggior pressione di tutte le loro leggi dharmiche è sulle donne.

Comunque sia, anche nella Bibbia, se leggete di Cristo, Egli ha affermato che tutti quei Dieci Comandamenti non sono nulla[1], occorre andare oltre.

E dice: “Se un vostro occhio è malizioso, se commette peccato, cavatevelo. A che serve che l’intero corpo ne sia contaminato? Oppure, se un vostro braccio fa qualcosa di sbagliato, è meglio tagliarlo. Questo perché, a causa di un braccio, l’intero corpo soffrirà”.

Egli disse: “È scritto che non dovreste commettere adulterio. Ma io direi che non dovreste avere occhi pieni di desiderio per una donna, poiché avrete commesso un grande peccato e quanti lo faranno andranno tutti all’inferno. Quindi non dovreste avere occhi adulteri”.

Un’altra cosa che ha affermato è che se qualcuno vi schiaffeggia sul viso, dovreste porgergli l’altra guancia.

Quando venni a conoscenza di queste leggi, mi chiesi come si potessero avere persone simili in questo mondo. È una cosa molto sottile.

E l’ultima, bellissima, era che dovreste essere retti. Più retti di tutti gli scribi e tutti i farisei – cioè dei preti e di tutti questi con… – voi dovete essere molto più virtuosi di loro.

Insomma, da giovanissima, quando lo lessi, mi chiesi dove si potessero trovare persone che corrispondessero minimamente alla descrizione di Cristo. Era inconcepibile a quei tempi.

Come vi ho spiegato, l’India è un paese dove la gente è dharmica grazie ai suoi geni o, diciamo, è estremamente dharmica grazie alle tradizioni. Sono educati così.

Ai miei tempi, nel sud dell’India e nel Maharashtra, penso che fossimo una famiglia molto dharmica, ed esisteva un’atmosfera molto dharmica. Tuttavia queste cose di cui ha parlato Cristo non c’erano.

La collera, ad esempio, era considerata una grande risorsa. La gente se ne vantava, dicendo: “Sono molto adirato con quella persona”. Era molto comune. Certo, non penso che in India qualcuno possa dire: “Ti odio”, perché è considerato peccaminoso e stupido, in quanto odiare qualcuno è adharmico. Ma di sicuro dicevano tantissime cose che non erano assolutamente tollerabili secondo le leggi di Cristo.

Poi venne Maometto, il quale scoprì che nulla funzionava. Penso sia per questo che hanno adottato la shariat; non fu Maometto, ma loro (i musulmani) avevano già adottato la shariat. Ed Egli (Maometto) la accettò. Disse: “Va bene, si può applicare questa shariat”.

Ma essa è davvero disumana e priva di equilibrio, in quanto solo le donne devono soffrire, non gli uomini. Una donna che avesse commesso adulterio era punita, ma non l’uomo.

Inoltre, non so come sia la legge qui, ma in India, se una donna sposata commette adulterio, l’uomo (con cui l’ha commesso) deve essere punito; se però è un uomo sposato a commettere adulterio, non vi è alcuna punizione.

Io so che tutte queste norme non possono essere imposte a nessuno. Qualunque cosa Cristo debba aver detto, deve averla detta nel Suo stato meditativo.

Egli era circondato da persone che cercavano di ucciderlo e, alla fine, lo uccisero.

E la gente di quel tempo era estremamente crudele, specialmente i romani.

Pertanto come può Egli aver detto che, se qualcuno vi schiaffeggia su una guancia, dovete porgergli l’altra? Erano persone molto colleriche ed irose.

Certo, Krishna disse in modo molto chiaro: krodhat bhijayate sammoha. Krodh è il peggior difetto. Secondo Lui la collera è il peggior peccato e tutto ha origine esclusivamente dalla rabbia. Ma non spiegò come nasce la collera. Non spiegò che la collera ha origine dal vostro fegato ed anche dal vostro tipo di educazione.

Queste due cose vi procurano una collera orribile. Finché non siete testimoni di voi stessi, la vostra realizzazione non ha significato.

Dovreste separarvi da voi stessi e capire da soli cosa davvero non vada in voi.

Prendiamo il caso di qualcuno che sia molto collerico: invece di andarne fiero o di usare questa collera per controllare gli altri, dovrebbe cercare di controllare se stesso. Come?

Il primo (problema) è krodha. Chiunque desideri essere un santo, dovrebbe rendersi conto che la collera, krodha, non dovrebbe esistere. E come si fa? Prima di tutto siate testimoni di voi stessi, del vostro comportamento.

Per esempio fate finta di arrabbiarvi, direi, fingete di adirarvi e guardatevi allo specchio. Guardate la vostra faccia, a cosa assomiglia.

Sarete sorpresi che assomiglierà al muso di una scimmia o di una tigre, o non so quale animale siate stati nell’ultima vita (risate). E allora vi sorprenderà di portarvi ancora dietro le tracce di quella vita precedente, qualunque animale sia stato.

Poi, la seconda cosa sarà rivolgere la collera contro voi stessi. Come si fa in Sahaja Yoga, scriviamo i nostri nomi e li battiamo (con la scarpa).

Ciò di cui dovreste rendervi conto è che, adirandovi con voi stessi, avrete vinto la vostra collera.

Questo perché gli individui collerici tormentano solo gli altri, non se stessi.

Certo, a volte ci stanno male, dopo capiscono che non avrebbero dovuto farlo e sviluppano un (blocco al) Vishuddhi sinistro.

Ma, soprattutto, se iniziate ad irritarvi con voi stessi: “Perché mai ho fatto così? Perché ho fatto così? Perché dovrei essere tentato da questo?”, vi stupirete che la vostra collera diminuirà.

Inoltre dovreste rendervi conto che, a livello fisico, avete un problema di fegato. Pertanto affrontate voi stessi e dite: “Io mi libererò di questo problema di fegato. Come osa diventare mio nemico ed arrestare la mia ascesa spirituale?”.

Quindi, per prima cosa, occorre sviluppare lo stato di testimonianza. Per un sahaja yogi è molto importante sviluppare uno stato di testimonianza. Ma di solito accade che i sahaja yogi sviluppino uno stato di testimonianza nei confronti degli altri.

Sapete che in Sahaja Yoga la porta è aperta a tutti ed entrano anche dei matti, entrano anche persone strampalate, arrivano anche alcuni individui dal pessimo carattere, accade di tutto. Così ora dovreste capire quali sono le cose che vi preoccupano.

Vi preoccupate di individui che hanno problemi, che non sono a posto, che non si possono definire sahaja yogi, oppure gioite delle persone che hanno compreso Sahaja Yoga?

Questa collera a volte ha reso la gente proprio matta, vi dico, può penetrarvi nella testa e rendervi pazzi; e abbiamo alcune persone matte in Sahaja Yoga, ne abbiamo ancora.

Però sono diventate così matte che non sono più arrabbiate, non sono più fastidiose, sono matte e basta. Non dovreste preoccuparvi di questa gente. Non occorre guardare gli altri. Osservate voi stessi.

A volte sento che questa collera proviene da troppa austerità ed anche da una natura troppo estrema. Alcuni sahaja yogi sono estremamente austeri, austeri in tutto. È esasperante.

In Sahaja Yoga tutto è sahaj, è spontaneo. Non dovete essere austeri. Non dovreste essere puntigliosi.

Ora ho detto che è meglio non indossare un sari nero, o qualcosa del genere. Se anche l’ho detto, non per questo diventa una sentenza di Brahma. Se arriva una donna che indossa un sari nero, o abiti neri, la scanserete tutti. Non è così.

Voi siete dei guru. Perché dovreste temere qualcuno che vi si avvicini, che sia bianco, nero o di qualsiasi tipo? Perché dovreste avere paura?

L’altro aspetto dell’irascibilità è la paura. Un uomo collerico ha sempre paura perché vede se stesso negli altri, così pensa che anche un’altra persona debba avere lo stesso carattere irascibile per cui lo attaccherà; quindi è sempre sulla difensiva.

Con il metodo sahaja, quel che facciamo è vivere senza paura. Si dice che la paura sia il prezzo del peccato, ma io direi che è il prezzo della collera. Chi è stato molto aggressivo, ad esempio, sviluppa paure, paure di ogni genere.

I popoli di quei paesi che hanno invaso e dominato altre nazioni, e che hanno sperimentato il proprio ego, la propria collera, diventano estremamente paurosi.

Specialmente i soldati che vanno in guerra e uccidono tante persone, quando tornano a casa sono terrorizzati. Chiesi ad uno di loro in America: “Di cosa hai paura?”. Egli rispose: “Sento che, avendo io ucciso molte persone, adesso in molti vorranno uccidere me”.

Gli chiesi: “Perché pensi questo? Perché qualcuno dovrebbe ucciderti?”. E lui: “Ed io, perché ho ucciso altri? Perché ho ucciso altri? Dato che io ho ucciso altri, chiunque può uccidere me senza un motivo, non è così?”.

Logicamente fui d’accordo. Ma la sua paura era tale che, quando venne alla mia presenza, tremava, tutto il suo corpo tremava di paura.

Quindi, qualsiasi aggressione si attui, torna indietro come un boomerang e ci spaventiamo molto per ogni cosa.

In Sahaj voi osservate voi stessi come una entità separata. Tutto il vostro passato è finito, andato, non ve ne preoccupate, e vi mantenete in uno stato privo di paura. Questo stato deve essere raggiunto con Sahaja Yoga.

È molto facile: quando vi renderete conto di essere protetti non avrete paure, e quando non avrete paure non avrete neanche collera.

A volte funziona al contrario. Una cosa molto comune che ho notato è che un individuo molto aggressivo sarà diagnosticato da uno psicologo come insicuro. È bello a dirsi, ma non è vero.

Costui rende tutti insicuri: come può dunque essere insicuro?

Se un’altra persona si sente insicura con lui, significa che quest’uomo non è insicuro, bensì è fin troppo sicuro. E soltanto se glielo fate notare migliorerà.

Se invece gli dite che è un insicuro, penserà: “Sì, la mia condizione è da compatire. Se anche uccido qualcuno, va bene, perché la mia condizione è da compatire”.

Questi argomenti agiscono in modo tale che vi convincete di essere così. Ma se vi osservate da testimoni, vi chiederete: “Cosa ho fatto finora? Sono riuscito a vincere me stesso?”.

Sahaja Yoga non è per vincere o controllare gli altri, ma per vincere se stessi. Se non avete realizzato questo, potete anche autocertificarvi: “Oh, sono stato un sahaja yogi, sono stato così grande, sono stato questo, sono stato quest’altro”, ma non fa nessuna differenza.

Vi siete trasformati completamente? Siete cambiati, così che adesso in vostra presenza la gente si senta sicura? Se si sente insicura, allora qualcosa non va in voi.

Anche nel caso in cui siate voi a sentirvi insicuri c’è qualcosa che non va. Se adesso accampate questa scusa: “Madre, sono insicuro”, non siete sahaja yogi; molto semplice. Dare spiegazioni di questo tipo dimostra che non siete nemmeno sahaja yogi.

Ora, per diventare un guru, prima di tutto dovreste avere un forte senso del perdono. Tanto quanto quello di Buddha.

Una volta Buddha stava tenendo un discorso in un villaggio quando improvvisamente arrivò un tale che cominciò ad ingiuriarlo, dicendo cose di ogni genere.

Poi qualcuno gli disse: “Cosa stai facendo? Lui è Buddha, l’Illuminato, sta cercando di aiutarci a diventare retti, e tu sei arrivato ad inveire contro di Lui?”. Così quello si pentì. Andò a cercare Buddha, ma Buddha era partito per un altro villaggio. Allora il giorno dopo si recò nell’altro villaggio e, arrivato, si gettò ai piedi del signore Buddha.

Il signore Buddha disse: “Che succede? Perché ti getti ai miei piedi?”. E lui rispose: “Signore, devo dire che sono stato… davvero non sapevo che tu fossi l’Illuminato, ho inveito contro di te, ho urlato insulti, non so cosa mi sia successo. Ti prego, perdonami”. (Buddha) rispose: “Quando mi hai detto queste cose?”. “Ieri”. “Dove?”. “In quel certo posto”. Allora disse: “Ieri ormai è passato. Che c’è da perdonare?”.

L’uomo era andato, pentito, a chiedergli perdono ma subito (Buddha) rispose: “Ieri è passato”. Questa è una delle più grandi qualità che i sahaja yogi dovrebbero avere.

Per definirvi guru dovete anche avere maturità. E l’aspetto della maturità è a volte molto (sorprendente). Come nello spettacolo di ieri. Sono stata sorpresa quando c’è voluto un po’ di tempo e alcuni si sono messi ad andare e venire, ridacchiando proprio come bambini. Questo denota mancanza di maturità, mancanza di rispetto. Se c’è qualcosa che fa ridere, o di divertente, naturalmente si può ridere, ma (in questo caso) è segno di grande puerilità. Si stava rappresentando uno spettacolo e loro ne ridevano.

Ho visto che è molto frequente fra i sahaja yogi, specialmente tra le signore. Ridono per cose per le quali non dovrebbero mai ridere. Io sono seduta qui e voi assistete ad uno spettacolo: cosa c’è da ridere? Dimostra una totale immaturità.

Un altro aspetto che ho notato riguarda cose piccole, meschine, soprattutto relative a questioni di denaro, e ciò è molto strano.

Devo dirvi questo: i nostri sahaja yogi turchi non hanno denaro, gli è stato rubato tutto. Così ho detto loro: “Va bene, mandate qui delle camicie e le venderemo, e voi potrete tenere il ricavo”; questo perché non volevano accettare denaro da me.

Così, quando mandarono qui le camicie, dissero: “Madre” – io non mi intendo di marketing – dissero: “Madre, dovrebbero costare ventuno o ventidue dollari”. Ma in molti hanno detto che costavano troppo! Allora ho detto: “Bene, raccogliete soldi da tutti per la Turchia, ventidue dollari ciascuno, senza dare nessuna camicia, basta”.

Se però un falso guru vi chiede del denaro, non obiettate.

Sahaja Yoga è gratuito, certo, senza dubbio. Sahaja Yoga è gratuito. Però voi dovete contribuire. Come facciamo a portare avanti Sahaja Yoga? In voi non c’è proprio nessuna propensione a donare. Un guru deve saper donare. A volte sono sorpresa. Non c’è alcuna propensione a donare.

Ad esempio, abbiamo preso degli oggetti, delle terracotte indiane, per aiutare quelle persone. E sono rimasta stupefatta che queste donne belghe siano tanto strane da aver detto a tutti che sono care.

Se loro non vogliono comprarle, non sono obbligate a farlo. Altri volevano comprarle, ma queste donne sono andate a dire che sono care. Dove contribuite per Sahaja Yoga?

Ora abbiamo dovuto prendere questo tendone. Abbiamo dovuto procurarci cose di ogni genere. Qual è il vostro contributo? Questo attaccamento al denaro non può mai essere una buona cosa per un guru.

Io non ho assolutamente nessun attaccamento. Se domandate a chiunque ve lo confermerà, anche mio marito vi confermerà che sono del tutto distaccata interiormente. Non mi intendo neppure di operazioni bancarie, non so come tenere i conti. Qualcun altro tiene i conti, qualcuno fa qualcos’altro.

Ma questo attaccamento al denaro in Sahaja Yoga… Non dirò come Cristo che andrete tutti all’inferno, ma non salirete molto più in alto. Voi siete venuti per la vostra crescita spirituale. Non vi dico di andare sull’Himalaya, di stare al freddo, di stare a testa in giù, nulla del genere.

Ma l’altro difetto che trovano in me è che non dico mai che si deve contribuire. È qualcosa che deve essere fatto con piacere, con gioia, poter dare qualche contributo a Sahaja Yoga.

In ogni caso, che voi doniate o no, dovrò contribuire io per la Turchia, senza dubbio. E lo farò.

Cose di questo genere, come se qui ci fosse un mercato – “Questo è molto caro, questo è conveniente, questo è così, quello è cosà” – sono tutte scuse, perché so che voi non darete mai neppure venti dollari di contributo per qualcosa. Così ho fatto arrivare i loro abiti. Bene. Loro (i turchi) hanno cucito le camicie, le hanno inviate qui, ed ora… sono sorpresa.

Se però vengono distribuiti regali gratuiti, questo è molto gradito. Nessuno però si domanda quanto costino.

Quindi, adesso, direi che nelle questioni di denaro un guru deve essere assolutamente distaccato, munifico e generoso. Trarrete gioia dalla vostra generosità, ma il problema è che voi non siete affatto generosi.

Pensate che Sahaja Yoga sia un altro mercato in cui siete entrati. L’aspetto della generosità è molto scarso e questo è davvero sorprendente.

Mi hanno chiesto: “Madre, per favore, abbiamo bisogno di alcune gonne e camicette di chiffon per l’estate”. Le confezionate per loro, portate tutto fin qui e nessuno vuole acquistarle; rimangono tutte lì.

Questo non è un mercato. Quindi vi dirò che, finché questi oggetti non saranno esauriti, non chiederò a nessun paese di inviare qui qualcosa da vendere.

Se credete di essere sahaja yogi, siete tristemente in errore. La vostra attenzione è molto… andrete dai parrucchieri, farete ogni genere di cose, ma per Sahaja Yoga non avete denaro.

Oggi, dato che tutti hanno insistito: “Madre, dovrebbe essere un po’ severa, deve dire le cose”, vi sto dicendo questo. Il vostro progresso sarà molto lento.

In secondo luogo, dovete fare introspezione per capire cosa avete fatto per Sahaja Yoga, a quante persone avete dato la realizzazione.

Voi avete i poteri. Questi guru non hanno mai avuto i poteri, sebbene fossero anime realizzate. Voi avete i poteri di dare la realizzazione: a quanti l’avete data?

E quando poi iniziate a farlo, radunate dieci o venti persone da qualche parte, vi considerate grandi maestri e vi mettete a parlare della vostra grande sapienza, a dire che sapete tutto, che siete il guru, che siete l’Adi Shakti. Questo avviene a livello dell’Agnya.

Non appena arrivate a livello dell’Agnya, vi viene in testa questo (fa un gesto in orizzontale a livello della fronte, ndt).

Molti, certo, hanno fatto molto per Sahaja Yoga, altrimenti oggi non sarebbe stato possibile vedere tutto questo.

Per quanto riguarda tutti coloro che non hanno fatto nulla, devo dirvi che siete sempre fermi allo stesso scalino. La vostra Kundalini è risvegliata ma voi non avete fatto nulla, nulla per dare (la realizzazione) ad altri.

Se non lo fate, non potete crescere. So che molti non vogliono darla perché pensano di prendere dei blocchi, non vogliono prendersi cura degli altri in quanto temono di sviluppare l’ego. Non è questo il modo di essere in Sahaja Yoga.

Voi dovete fare qualcosa che è molto importante: diffondere Sahaja Yoga. Qui si parla di pace globale, di trasformazione globale, ma noi cosa stiamo facendo per questo?

Per prima cosa migliorate la vostra qualità. E questo miglioramento può avvenire soltanto attraverso una sincera e onesta introspezione ed anche osservando in ogni momento voi stessi, il vostro comportamento.

Devo dirvi, per quanto mi riguarda, che fin dalla prima infanzia sono stata come una nonna. Non tolleravo alcuna sciocchezza, nessuna battuta stupida, nulla, proprio come una nonna. Ed ora sono anche una nonna.

E questa maturità deve subentrare in voi. Pazienza parlare in modo mediocre, alcuni hanno questa abitudine, costoro non sono sahaja yogi. Ma chi li segue e parla così, mostra di non avere maturità. Se fossero persone mature, trasformerebbero tutta questa gente.

Ovunque vi siano persone mature, trasformano sicuramente gli altri. E la gente si sorprende del loro comportamento, di come sono.

Questa magari è un’eccezione, forse sono in pochissimi ad essere così.

Ma il solo motivo per cui ve lo faccio notare è questo: quando incontrate un individuo di questo genere (immaturo), per favore, cercate di non dargli retta, di non seguirlo. Però uno così è sempre in prima fila e tutti diventano una sorta di seguaci di questo pseudo sahaja yogi inutile.

Dobbiamo dunque maturare. E come acquistare maturità? Molti mi rivolgono questa domanda. Si matura con la meditazione, con nirvicharita. Dovete essere in consapevolezza senza pensieri per crescere, altrimenti non potete.

E dovreste far pratica di questa consapevolezza senza pensieri anche in altre circostanze. Se, ad esempio, camminando per strada, d’improvviso scorgete un magnifico albero, dovreste diventare senza pensieri. Come è bella questa creazione del Divino! Dovreste diventare senza pensieri.

Sahaj funziona in assenza di pensieri, altrimenti non funziona. Voi pianificate ogni cosa, fate ogni cosa, ma non funzionerà. Se invece lasciate tutto a Sahaj, funzionerà.

Questo però non significa affatto che dovreste essere pigri, e neppure disorganizzati. No. Dovete essere vigili, molto vigili, perché se non siete vigili non vi accorgerete di come Sahaj vi stia aiutando.

Vi farò un esempio. Immaginate di voler incontrare qualcuno e che questi vi abbia proposto di vedervi alle undici.

Dovete essere pronti. Lui vi ha detto che vi incontrerà alle undici. Supponiamo che per qualche motivo siate in ritardo: dovreste allertarvi per il vostro ritardo con quel signore.

In quel momento dovreste dare un bandhan o alzarvi la Kundalini, fare qualcosa per incontrare comunque quella persona, che siate in ritardo o no. Normalmente però non dovreste essere in ritardo.

Se date un bandhan e dite che dovete essere lì alle undici, ci sarete. Sahaj vi aiuterà.

Ma voi vi scordate persino di dare i bandhan, vi dimenticate persino di alzarvi la Kundalini, vi scordate persino di dare vibrazioni.

Quindi, per maturare, prima di tutto dovreste rendervi conto che ormai siete dei sahaja yogi e che potete controllare l’intera situazione, se siete un tutt’uno con il Potere onnipervadente.

È molto semplice. Faceva molto caldo, tutti si lamentavano del caldo eccessivo. Bene, mi sono alzata e ho detto: “Ci penso io”. In quindici minuti ho provveduto a far rinfrescare.

Dico: “Ho fatto” – “Io”. Ma non sono stata io. Il lavoro lo ha fatto la mia connessione con il Potere onnipervadente. Però la connessione deve essere sincera, forte, onesta; e in ogni momento nella vostra mente dovreste sapere che siete connessi. Questa condizione, questo stato in cui sentite sempre di essere tutt’uno con il Divino, è molto semplice da ottenere.

Ma poiché non siete vigili, non volete vedere i miracoli di questo grande Potere con cui siete connessi. Siete impegnati in altre cose, la vostra attenzione è altrove, guardate ad altre cose.

E poi all’improvviso mi dite: “Madre, come mai sono un sahaja yogi e non sono riuscito a fare questo o quest’altro?”.

[Che succede laggiù? Anche mentre sto parlando vedo gente impegnata in qualcos’altro.]

Quindi, diciamo, occorre maturare grazie alla meditazione in nirvicharita, in consapevolezza senza pensieri.

Fino a quando non espandete lo stato di consapevolezza senza pensieri non potete maturare, perché si può maturare solo nel presente ed il presente è la consapevolezza senza pensieri.

Ho visto ciò che avviene: le persone si aspettano soltanto miracoli di ogni genere da Sahaja Yoga, aiuti di ogni genere da Sahaja Yoga, ma non si chiedono mai: “Quale aiuto stiamo dando noi? Cosa stiamo raggiungendo? Dove siamo?”.

Dunque, a livello dell’Agnya, di nuovo, dovete stare molto, molto attenti.

Ora questo è per gli uomini. Se non avete oltrepassato l’Agnya e vi mettete a diffondere Sahaja Yoga, potete diventare persone davvero strane, non sahaja yogi.

La questione del ruolo di leader è un mito, e questo mito va visto come un mito. Che voi siate coordinatori o no, non fa differenza. Ma deve subentrare la maturità.

Sto dicendo tutto questo adesso perché ho deciso di non punire nessuno in questa vita, in modo che possiate osservare da soli, comprendere da soli, rendervi conto da soli.

Io vi conosco tutti molto bene, in qualche modo. Ma voglio che comprendiate da soli cosa e dove sbagliate.

E non giudicate Sahaja Yoga dai vantaggi che ne ricavate.

Se non ne ricavate dei vantaggi, c’è qualcosa che non va in voi. Se riuscirete davvero a capire questo, diverrete sempre più sottili e tutti i vostri attaccamenti grossolani diverranno assolutamente trascurabili. Avrete magari delle attenzioni, ma non attaccamenti. Interiormente deve nascere questo completo distacco.

E questo può avvenire, come vi ho detto, liberandovi per prima cosa della vostra collera. In secondo luogo, liberandovi dell’attaccamento alle cose materiali mediante la generosità.

È bello donare qualcosa a qualcuno, si gioisce della propria generosità, si gioisce realmente.

Si deve gioire della generosità. E quando cominciate a gioire della vostra generosità, vi rendete conto che il vostro amore, la vostra compassione, hanno ormai iniziato a fluire verso gli altri. Vi sono piccole, piccole cose.

Ho visto che tutti voi mi amate e volete sempre offrirmi regali, regali, regali, regali; va bene. Ma questo amore deve estendersi a chiunque altro.

Voi dovete anche capire di cosa hanno bisogno gli altri e che cosa dovete fare.

Se qualcuno ha bisogno di qualcosa, riuscite a procurargliela? Riuscite ad amare quella persona? Riuscite a regalare ai bambini di altri qualcosa che avete? Se potesse esserci questa generosità, forse… non so, perché io non devo sforzarmi di essere generosa.

Tutti dicono: “Madre, Lei è troppo generosa”. Nella mia famiglia tutti pensano che io sia molto generosa e un caso senza speranza. Io però non devo svilupparla (la generosità). Ma forse voi, con l’introspezione, diverrete sicuramente generosi e questa generosità inizierà a fluire. Ho conosciuto persone che possiedono tantissimo denaro, una quantità di cose, ma non daranno un centesimo per Sahaja Yoga, nemmeno un centesimo.

Questo senso di generosità nasce quando capite qual è il vostro scopo nella vita, il motivo per cui siete qui: è solo per procurare soddisfazioni a voi stessi con Sahaja Yoga? Oppure è per riuscire a fare qualcosa per Sahaja Yoga, senza pensare di essere stati voi a farlo?

Su questo, Cristo ha detto con grande grazia – insomma, lo ha detto, ma dove lo trovate? – che la mano sinistra non dovrebbe sapere ciò che ha donato la mano destra. Non si dovrebbe mai strombazzare “io, io, io, io, io”. Per ottenere quel che Cristo ha detto, dovevate indubbiamente ricevere la realizzazione.

Ma suggerirei di leggere il quinto capitolo (del Vangelo) di Matteo. Egli (Cristo) fece cose così sottili che vi sorprenderà come questa religione, (nata) nel nome di Cristo, sia andata nella direzione opposta.

Ora le persone vogliono essere guru perché ritengono di avere dei poteri e di poter soggiogare gli altri, di poter dire agli altri quel che vogliono, di poter tormentare chi vogliono. È stato così prima, lo so. I guru sono anche stati davvero molto, molto, molto crudeli con i propri discepoli, lo so.

Una volta mi recai ad Ambarnath, e venne a trovarmi un signore – si chiamava Swami Jagannath – che disse: “Il mio guru mi ha detto che l’Adi Shakti sarebbe venuta ad Ambarnath e che lui avrebbe cercato di venire in quell’occasione”. Io chiesi: “Chi è il tuo guru?”.

Lui mi disse un nome. Si trattava indubbiamente di un’anima realizzata.

Dunque (il discepolo) arrivò e disse: “Madre, è lui che dovrebbe venire da Lei, o andrà Lei da lui?”. Io risposi: “Vedi, io sono una Madre, non sono un guru”. I guru non lasciano i loro posti, ci pensate? Si chiamano takiya. I guru non dovrebbero allontanarsi dal proprio posto, dovrebbero rimanere lì seduti e tutti devono recarsi da loro. Dissi: “Io sono la Madre, andrò io ad incontrarlo”.

Così incontrai lui e quel tipo che era venuto, questo Jagannath. Io chiesi (al guru): “Che problema hai? Perché non apri il suo Agnya? Lui soffre molto”. Lui (il guru) rispose: “Chi ha aperto il mio Agnya? Perché dovrei aprire io il suo Agnya?”. Risposi: “Tu sei il guru, sei il maestro”. “E allora? Il mio guru non mi ha mai aperto l’Agnya! Ho dovuto lottare continuamente con il mio ego, ed è così che ho risolto tutto”. Allora dissi: “È così facile aprire l’Agnya. Perché non puoi aprirglielo?”. Così ruotai il suo Agnya e lo aprii, e lui (il discepolo) fu molto contento.

(Il guru) disse: “Tu sei una Madre, fai quello che preferisci. Noi non abbiamo intenzione di farlo. Se non li si fa lavorare sodo per la loro realizzazione, se non li si fa lavorare sodo per la loro crescita, non saranno mai a posto. Questi esseri umani sono fatti così”.

Io ribattei: “Non per me”. E lui: “Va bene, tu sei una Madre, quindi li perdoni, fai come preferisci, tu provi a trasformarli, ad aiutarli. Ma io no”.

Io replicai: “Va bene”. Ma sapete, si inchinò ai miei piedi e tutto il resto, e disse (al discepolo, ndt): “Devi glorificarla. Lei è l’Adi Shakti, adesso devi glorificarla”.

Rimanemmo lì per un po’ di tempo. Poi, mentre tornavamo a casa, questo Baba Jagannath mi disse: “Madre, grazie a Dio Lei ha aperto il mio Agnya”. Allora chiesi: “Cos’è successo?”.

“Il mio guru, quando andai da lui, mi diede due schiaffi. Io amministravo il suo ashram” – di quello che si supponeva essere il guru – “due schiaffi, e mi appese a testa in giù sul pozzo. E i miei piedi erano sempre legati alla fune che usava per immergermi e poi tirarmi su. Mi immerse ripetutamente nell’acqua, per sette volte, poi mi tirò fuori”.

Io chiesi: “Ma perché ha fatto questo?”. E lui: “Devo confessarle che qualche volta ho fumato”. Per questo!

Allora ribattei: “Dato che non ti ha dato mai la realizzazione, avresti continuato a fumare in ogni caso, è così!”.

“Lui pretende che io abbandoni tutte queste cattive abitudini con l’Agnya chiuso. Ora Lei me lo ha aperto, così sono a posto”.

Insomma, consideravo molto sorprendente il comportamento di quel guru. Lui aggiunse: “Ci picchia. Ci picchia sempre per qualsiasi cosa e dobbiamo lavorare molto duramente”.

So che anche alcuni guru della musica fanno lo stesso. Inoltre ho incontrato molte persone che erano state presso grandissimi guru, e il racconto che mi è stato fatto è stato davvero sconvolgente per me. Per quale motivo i guru non dicono direttamente: “Vedi, questo non va in te, mentre è così che dovresti essere”? Invece sostengono: “Se si parla loro in quel modo, neppure ascolteranno. Questi capiscono solo le botte”. Io replicai: “Ma cosa dici? Capiscono solo le botte?”. “Sì”.

Insomma, l’attitudine complessiva verso il discepolo non è di compassione, tutto il contrario. Vi sono naturalmente anche altri guru che sottopongono i discepoli a prove terribili, come ad esempio Shri Ramdasa. E questo era nulla in confronto a quanto fece Raja Janaka.

Metteranno alla prova l’aspirante e poi daranno la realizzazione ad uno solo fra migliaia.

È per questo che abbiamo anche tanti falsi guru, perché sono stati tutti scartati da queste anime realizzate.

A questo punto noi abbiamo persone che hanno ottenuto la realizzazione, mentre i veri guru sono come questo. Ne ho incontrato un altro che mi ha chiesto: “Perché dà la realizzazione a tutta questa gente inutile?”. Domandai: “Perché?”. Erano presenti alcuni sahaja yogi. Lui disse: “Quanti sono in grado di dare la vita per Shri Mataji?”. Ed io: “Perché vuoi chiedere la loro vita? Io non voglio la loro vita”. E lui rispose: “Questa è la prima domanda. Io ho molti (discepoli) che darebbero la vita per me”. E non aveva dato loro la realizzazione.

Insomma, in questa situazione in cui abbiamo persone che stanno ricercando, che vanno da questi guru – dimenticate, ovviamente, i falsi guru, ma anche dai veri guru – esse non ricevono la realizzazione.

Ora, voi siete in grado di dare loro la realizzazione, pensate. Costoro hanno grandi, immensi ashram e cose simili, (ma) non sono in grado di dare la realizzazione. Mentre voi potete, tutti voi siete in grado di darla.

È così: è come mettere una piccola luce in una lampada ed essa illumini solo se stessa, nient’altro.

Adesso voi dovete dare luce agli altri. Avete i poteri, potete farlo. Potete davvero trasformare le persone, potete curarle; ma non volete farlo.

Porterete da me tutte queste persone malate: “Madre, le curi Lei”. Ho visto che persino per la realizzazione portano la gente da me. Che bisogno c’è? Sapete tutti come dare la realizzazione alle persone, come curarle. Lo sapete tutti. Allora perché non potete farlo?

Per prima cosa, forse non siete abbastanza maturi. Ma, anche se lo siete, non assumete i vostri poteri, non ci credete.

L’umiltà va bene, ma dovete rendervi conto di quale potere sia questo.

Supponiamo, ad esempio, che qualcuno sia un re e lo mettiate sul trono. Se arrivano delle persone e, invece di essere loro a toccare i suoi piedi, è il re ad andare a toccare i piedi di tutti, questa non è umiltà, è un nonsenso.

Qualunque posizione abbiate, dovreste cercare di agire con umiltà, ossia con compassione.

È questa la maturità: dovreste essere consapevoli dei poteri che avete, dovreste sapere come custodirli, dovreste sapere come accrescere la (vostra) pace. E quando poi incontrate la gente, dovreste assumere interiormente (i vostri poteri, la vostra posizione).

Io posso essere una casalinga che cucina per i propri nipoti, che fa questo e quello. Ma quando siedo sul trono, so cosa sono.

Voi potreste essere qualsiasi cosa: potreste essere impiegati, lavapiatti, qualsiasi cosa, non fa differenza. Ma una volta diventati sahaja yogi, siete sahaja yogi. Allora dovete mostrare la vostra dignità e non crogiolarvi nelle vostre debolezze. Voi siete di gran lunga migliori di tutte le anime realizzate che hanno ottenuto la loro realizzazione in migliaia di anni, perché avete tantissimi poteri. Ma non possedete la loro sicurezza e la loro capacità di assumere (la posizione, i poteri, ndt).

Alcuni dicono: “Temiamo l’ego”. Come potete avere ego? Ormai non esiste più. Anche se commettete qualche errore, non importa. “Madre, ho toccato il mio piede sinistro, ho toccato il destro”: non fa nessuna differenza.

A causa della vostra insicurezza, diventate austeri in Sahaja Yoga. Se avete fiducia in voi stessi, perché dovreste essere austeri? Va tutto di pari passo.

Per prima cosa dovete maturare, con questo dovete avere sicurezza e dovreste diffondere Sahaja Yoga senza paura.

Alcuni temono se stessi, alcuni temono gli altri. Ciò deriva anche dai vostri condizionamenti, dalla vostra educazione.

Il Guru puja di oggi è, in un certo modo, molto importante poiché tutti hanno insistito: “Madre, dovrebbe essere severa, deve dirglielo, deve…”. Ho risposto: “Va bene, lo dirò”. Ma non per mortificarvi in alcun modo – niente affatto – bensì per dirvi cosa potete ottenere, fin dove potete arrivare. Voi siete così tanti, siete più che sufficienti per trasformare almeno dieci globi, dieci mondi. Più che sufficienti.

Invece siete ancora ripiegati su voi stessi, preoccupati di voi stessi, soltanto dei vostri figli, di vostro marito e quant’altro. Così non funziona. A seconda di quanto desiderate crescere, questa energia può darvi quel potere.

Ma il problema insito in noi è che non conosciamo e non vogliamo conoscere noi stessi.

Il Guru puja di oggi dovrebbe conferirvi lo stato di guru. Se volete, può funzionare.

Il Potere onnipervadente dell’amore divino lo sta facendo sicuramente funzionare. Il Divino desidera più di voi che questo mondo cambi, vuole trasformare l’intero universo.

Ora voi siete gli strumenti e, se cercate di ingannare voi stessi, chi potrà fermarvi? Godersi semplicemente la musica, o la compagnia, o l’appartenenza ad un club, o apprezzare un bel festival, o al massimo cercare la sicurezza nei propri figli e nella famiglia e via dicendo, non è appagante. Non vi darà mai soddisfazione. Voi sarete soddisfatti soltanto quando diverrete le luci per donare questo agli altri, per lavorare per gli altri.

E voi avete questi poteri: ciò che sto cercando di dirvi, ripetutamente, è che avete questi poteri con i quali potete fare introspezione, potete osservare voi stessi e arrendervi.

Infatti voi, a livello mentale, ormai siete persuasi di Sahaja Yoga. A livello emozionale siete persuasi che Sahaja Yoga vi ha dato un tale sentimento di amore e compassione. A livello fisico siete persuasi che Sahaja Yoga vi ha dato buona salute e fiducia riguardo alla vostra salute.

Ora dovreste convincervi a livello spirituale, a livello spirituale, che siete davvero persone spirituali, scelte dal Divino; che le vostre ultime vite sono state all’insegna di una grande ricerca, ed è per questo che siete nati in questo periodo e state ricevendo tutte queste benedizioni.

Quindi assumete, assumete la vostra personalità, questo è importante. Dovete meditare, dovreste entrare in consapevolezza senza pensieri e mantenere l’attenzione sempre vigile.

Questo è fondamentale. Quando si è sempre vigili e consapevoli, in ogni istante, di questo Potere onnipervadente, nel momento in cui accadrà qualcosa vi verrà (spontaneo sapere) di cosa c’è bisogno, come dover reagire, tutto questo.

Io non mi preoccupo mai di nulla. Tutti si stupiscono di me. Io non mi preoccupo. Perché? Le mie preoccupazioni sono prese in carico. La gente dice: “Lei viaggia e viaggia”: io non viaggio mai. Sono seduta qui o là. Che significa? Dov’è che sto viaggiando? Non pensate in questi termini.

La consapevolezza senza pensieri è dunque il primo meraviglioso stato che dovete acquisire.

Questo vi procurerà pace ed uno stato di testimonianza per gioire della commedia della vita, per gioire delle diverse varietà di persone, mentre crescerete interiormente. Per un sahaja yogi non è importante vedere gli errori altrui ma i propri, ed (è importante) correggerli.

Ricevo moltissime lettere su qualche signora o qualche leader o qualcun altro del genere: “Madre, questo leader mi fa soffrire, quel leader mi tormenta; e questo, e quello”. Ne sono rimasta stupita!

Io sostituirò il leader appena troverò qualcosa di sbagliato, l’ho sempre fatto. Chi non è idoneo, chi ha un problema, è sempre stato allontanato.

Ma il modo in cui rivolgete l’attenzione al leader è, forse, una questione di gelosia.

Se il leader dice che qualcosa in voi non va, dovreste ringraziarlo. Chi deve dirvelo?

Io sono molto fiera di voi, sono molto felice in quanto mai sono esistiti discepoli simili per nessun guru. Se sono un guru direi che ormai è fatta, (il lavoro è) concluso, sono felicissima.

Ma quando vedo che non vi rendete conto di quel che avete ottenuto e non volete farlo funzionare, penso alla parabola di Cristo su alcuni semi caduti sulla roccia.

Tutto il vostro affetto, tutto il vostro amore … so che è impossibile esprimere quel che sento in proposito. Ma voi non vi rendete conto del perché avete preso la realizzazione, del perché siete qui, di quale sia la vostra particolarità, di cosa dovete ottenere. Non ve ne rendete conto. Ed è questo che dovete comprendere.

Io non dico, come Cristo, di cavarvi un occhio, o di togliervi… (Shri Mataji ride) di tagliarvi una mano, nulla del genere. Restate illesi: il vostro corpo dovrebbe essere illeso. Nulla deve essere asportato.

Abbiamo bisogno di questo corpo. Quel che Egli diceva in senso sottile è che, qualunque parte del corpo commetta un errore, dovreste cercare di annullarla; (ma) in senso sottile.

Allo stesso modo, anche in Sahaja Yoga, se c’è della gelosia, cercate di scoprire perché siete gelosi, perché siete contro il coordinatore. Se il coordinatore dice una parola a qualcuno, mi scrivono subito. Perché è leader, se non deve dire nulla?

Oggi, credo per la prima volta, sono riuscita a dirvi qualcosa su cui sono sempre stata esitante. (Mi dicevo:) “Lasciamo perdere, sono ancora dei bambini piccoli, va bene”. Ma ora, dopo questo, dovete crescere. Crescere in ogni senso.

Non riesco proprio a capire. Coloro che hanno ottenuto la realizzazione senza il potere di risvegliare la Kundalini, stanno facendo un lavoro enorme. Mentre voi tutti avete il potere di risvegliare la Kundalini, di curare le persone ed anche di parlare di Sahaja Yoga, siete così assennati; non capisco tuttavia dove sia la vostra attenzione.

In realtà il discorso di oggi non dovrebbe ferirvi in alcun modo perché io non voglio ferirvi affatto. Qualunque sia la situazione, io l’accetto. Ma se voi non volete accettarla, vi ho spiegato cosa dovreste fare.

Tutto ciò innalzerà, senza dubbio e subito, il vostro livello spirituale. Sicuramente.

Non v’è dubbio. È molto importante che vediate da soli quel che non va. In fin dei conti siete tutti, da secoli, ricercatori della verità; ma adesso siete arrivati, avete trovato la verità. Pertanto cercate di identificarvi con la verità e la realtà, tutto qui.

Se vi identificate con la verità e la realtà, allora il vostro Sahasrara è completamente aperto. Non ci sono problemi.

La verità risiede nel vostro Sahasrara. E quando subentra la verità, vi sorprendete che la verità sia amore, e l’amore sia verità. Puro amore. Dà molta, molta gioia, e tutte le forme di Nirananda (gioia assoluta) che volete avere, potete averle se capite questa semplice equazione: che la verità assoluta è amore assoluto.

Io non ho aspettative. Devo dirvi che sono più che soddisfatta. Per quel che mi riguarda, penso di aver portato a termine il mio compito.

Ma ora dovete incaricarvene voi, dovete esserne responsabili voi, dovete farlo funzionare voi. Sono stata molto felice che questa volta, ovunque sia stata, tutti i coordinatori abbiano detto: “Madre, non deve più viaggiare, ormai ce ne assumeremo noi la responsabilità. Ci penseremo noi”.

Ma tutti voi dovete supportare i vostri leader e fare qualcosa per questo. A volte i leader sono davvero… Non riescono a capire perché mai la gente abbia idee personali su ogni cosa.

Dovete impegnarvi al massimo. Per esempio, nel nostro paese, quando abbiamo voluto abbattere la schiavitù, tutti si sono coalizzati per ottenerlo.

Mentre qui vi sono persone che cercano di demolire i coordinatori, di denigrarli, di prenderli in giro, di formare gruppi. È forse così che ce la faremo?

Dovreste tutti dare supporto al leader. Dovreste tutti impegnarvi al massimo per portare a termine quel che il coordinatore vi dice.

Se il leader ha qualcosa che non va, gli parlerò io e lo rimetterò a posto, ve lo prometto. Ma voi non cercate di trovare difetti. Sta di fatto che tutti i leader mi interpellano prima di fare qualcosa.

Quindi cercate di seguire i leader, qualunque cosa i leader dicano, metteteci proprio ogni vostro sforzo. Infatti loro si lamentano che non li ascoltate. Sono davvero sorpresa.

Ieri avete visto che lui stava suonando il sitar. Avreste dovuto domandargli del suo guru. Suo padre è stato il suo guru e lo picchiava. E altrettanto faceva suo nonno (con il proprio figlio). Loro però avevano un tale desiderio di imparare, di diventare qualcuno, che andava bene tutto: “Picchiami, fai quel che vuoi, mettimi in prigione, ma fammi diventare un bravo artista”.

Lo stesso vale per Sahaja Yoga. Perché un difetto – se si può definire tale – è che Sahaja Yoga non è una struttura militare. È solo puro e semplice amore di Madre. E, ovviamente, ogni madre desidera che il proprio figlio sia straordinario, abbia tutti i poteri che ha lei. Lei vuole questo, senza dubbio.

Come farlo, come raggiungere questo obiettivo, è un suo problema. Ma come accettarlo e come usarlo, è un problema vostro.

Io mi inchino sempre a voi che avete ottenuto la realizzazione, poiché credo che non siano mai esistiti qui sulla terra così tanti santi. Ma la santità deve essere completa. Senza di essa non potrete aiutare neppure la vostra famiglia, per non parlare del vostro paese; il mondo intero poi è fuori discussione.

Dunque, ciò che adesso è necessario è accrescere il vostro risveglio, accrescere la vostra spiritualità, entrare in un regno di supporto e resa assoluti all’avanzamento di questo movimento spontaneo che è Sahaja Yoga.

 

Che Dio vi benedica tutti.

 

In breve, in poche parole, dovete venerare voi stessi.

Bene.

 

Guido: Il mantra di Shri Ganesha.

[Inizia il Ganesha puja con i bambini]

 

[Coordinatori sul palco per l’offerta di Panchamruta, i cinque elementi]

 

Guido: Tutti i coordinatori. I leader nazionali.

I coordinatori nazionali. Tutti i leader nazionali, prego. [Viene intonato un bhajan dedicato al Guru che però viene presto interrotto. Shri Mataji chiama Guido che subito dopo annuncia che si canterà il Guru Ashtakam:]

Canteremo l’inno (stotram) di Adi Shankaracharya “Tatah kim Tatah kim[i]. Lo troverete in sanscrito. Dovrebbero cantarlo tutti.

[Viene cantato Guru Ashtakam, poi Shri Mataji sembra citare ad un sahaja yogi sul palco il bhajan “Binati Suniye” che viene infatti cantato subito dopo]

 

Babamama: Quattordici donne italiane sposate che non abbiano mai fatto il puja. Quattordici donne sposate solo italiane che non abbiano mai fatto il puja.

[Dopo il puja alla Devi, seguono Aarti e  Mahamantra. Poi Shri Mataji è adornata con i colori del Guru, il secchiello dell’acqua (Kamandalu) e il bastone]

 

Gregoire: Inni a Shri Guru Dakshinamurti[2].

Inni a Shri Guru Dakshinamurti, di Shri Adi Shankaracharya.

Per favore, adesso non scattate fotografie e meditate.

1. Omaggio a Sakshat Shri Guru Dakshinamurti, Sakshat Shri Mataji Nirmala Devi, Colei che concede la Realizzazione del Sé e l’illuminazione, che è lo Spirito onnipresente e l’universo interiore, percepito però esteriore, come una città riflessa in uno specchio, come un sogno durante il sonno.

2. Omaggio a Sakshat Shri Guru Dakshinamurti, Sakshat Shri Mataji Nirmala Devi la quale, come un potente o un grande (Maha) Yogi, in virtù della Sua maya, manifesta di Sua volontà questo universo latente in Lei come un albero nel seme.

3. Omaggio a Sakshat Shri Guru Dakshinamurti, Sakshat Shri Mataji Nirmala Devi, la cui presenza si sente pulsare in ogni porzione di questo universo illusorio; a Colei che concede l’illuminazione di “Tu Sei Quello” a quanti Le si arrendono, evitando loro, con la realizzazione, reiterate nascite nell’oceano di illusione.

4. Omaggio a Sakshat Shri Guru Dakshinamurti, Sakshat Shri Mataji Nirmala Devi, la cui conoscenza pulsa dai nostri esseri come la luce di una lampada posta in un vaso con numerosi fori, rivelando così la vera natura di ogni cosa esistente nell’universo.

5. Omaggio a Sakshat Shri Guru Dakshinamurti, Sakshat Shri Mataji Nirmala Devi che, per Sua grazia, dissipa l’oceano di illusione creato dall’immaginazione e dal gioco dell’illusione (Maya), a causa dei quali si cade nello stato di bhranti (illusione, confusione), dimenticando il proprio Spirito.

6. Omaggio a Sakshat Shri Guru Dakshinamurti, Sakshat Shri Mataji Nirmala Devi, per grazia della quale si riceve la realizzazione del proprio Spirito fino ad allora eclissato dall’illusione (Maya), così come la luna è eclissata dal pianeta Rahu.

7. Omaggio a Sakshat Shri Guru Dakshinamurti, Sakshat Shri Mataji Nirmala Devi le cui manifestazioni sono i cinque elementi, il sole, la luna e lo Spirito, e la cui presenza è percepita ovunque nell’universo dalle anime illuminate.

8. Omaggio a Sakshat Shri Guru Dakshinamurti, Sakshat Shri Mataji Nirmala Devi, Guru e Signore dei tre loka (mondi), che è vigile nel rimuovere le sofferenze della nascita e della morte, che siede sulla terra ai piedi del banyan, l’albero della vita, ed illumina tutti i santi e i saggi. Il guru è silente, è silente, ma i suoi discepoli diventano senza dubbi. Giovane appare il guru e vecchi i suoi discepoli.

9. Omaggio ancora e ancora a Sakshat Shri Guru Dakshinamurti, Sakshat Shri Mataji Nirmala Devi, che si presenta ai Suoi devoti con bhandra mudra[3] – la posizione (delle mani) che accorda benevolenza – e li illumina con la realizzazione del loro Spirito, che pulsa nel loro essere in tutte le tre fasi dell’infanzia, della giovinezza e della vecchiaia; nella veglia, nei sogni e nel sonno profondo.

Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devi Namoh Namaha.

 

Gregoire: Per favore, scattate una sola fotografia e poi date la possibilità agli altri.

Puoi portare avanti la videocamera. Puoi avvicinare manualmente la videocamera? E riprendere da vicino.

 

[Durante l’offerta del prasad, viene cantato il bhajan “Chalat Musafir”. Segue la cerimonia dell’offerta di doni]

Gregoire: … il dono internazionale per questo puja.

Steven Taylor dall’Australia sta chiedendo a Shri Mataji di benedire i manifesti che lui distribuirà ad ogni Paese qui presente.

Questa fotografia è stata scattata al puja di Pasqua in Australia.

Inoltre, questo è anche il week-end in cui il più grande frammento della cometa ha colpito Giove[4] e Giove ha assorbito questa aggressione, simboleggiando l’integrità del dharma.

Così, per conto dell’Africa, vorrei chiedere alla nostra sorella Alga di presentare a Shri Mataji un regalo che simboleggia l’integrità di Giove e del dharma.

Questa è una collezione di foto miracolose ed è un regalo dei sahaja yogi italiani a tutti i partecipanti a questo puja. Sarà distribuita dopo.

 

Yogi: Riccardo di Milano sul palco.

Gregoire: E adesso questo è un regalo che i sahaja yogi italiani offrono a Sir C.P. Shrivastava per celebrare questo giorno straordinariamente propizio.

E tutti i paesi che hanno un sari per Shri Mataji dovrebbero radunarli da questa estremità del palco per offrirli a Shri Mataji.

Tutti i piccoli paesi che non hanno ancora avuto l’opportunità di offrire un sari a Shri Mataji.

Così anche Taiwan, prego, riprenda il suo sari e lo ripresenti adesso. Taiwan.

Ci sono altri Paesi per offrire i sari?

E questo è da Vigevano, una città italiana.

Il prossimo regalo è del Camerun.

Yogi: Che cos’è?

Gregoire: Russia ed Ucraina. Russia. Russia.

Offrite adesso il sari?

Il prossimo è da Russia e Ucraina insieme.

Oh, capisco. Il Dr. Voronov sta offrendo il dono della Russia. Il professor Voronov è il direttore dell’Accademia delle scienze e delle arti di San Pietroburgo.

Un uomo (presumibilmente Voronov): Silenzio! Shri Mataji Nirmala Devi, Lei, La più grande Donna del nostro pianeta, ha un valido sputnik, satellite, in Sir Shrivastava, preminente figura governativa, uno dei migliori figli dell’India.

Da parte della mia famiglia e dei miei amici, con cuore aperto e auguri, offro a lui una onorificenza russa: “L’ordine della Grande Guerra patriottica”[5]. È una onorificenza della seconda guerra mondiale.

Con puri e profondi ringraziamenti e gratitudine, le offro da parte della Russia, signor Shrivastava, questa onorificenza della seconda guerra mondiale che fu conferita a mio zio durante la guerra.

E spero che questo ordine non sia mai più conferito per meriti di guerra.

Gregoire: Potete accompagnarlo? Potete accompagnarlo? Il professor Voronov ha presentato a Sir C.P. Shrivastava una decorazione appartenente alla sua famiglia, un’onorificenza conferita per meriti di guerra, con l’auspicio che non vi siano mai più guerre.

Per favore, sedetevi.

Questo regalo è da Roma e rappresenta un castello di cristallo.

Riceverete una copia di questa fotografia dove potete vedere Shri Mataji al centro delle vibrazioni durante un puja.

 

[Fine della registrazione video]


[1] Nel senso che vengono trascesi alla luce dello Spirito e della futura realizzazione e avvento di Sahaja Yoga.

“Gesù afferma: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto» (Matteo 5, 17-20).

[2] Attributo di Shri Shiva: letteralmente, “Colui che guarda a sud”.

“Egli è riflesso su questa Terra come Shiva sul Kailasha. La sua dimora è il Kailash, ecco perché Egli è Dakshinamurti. Egli guarda verso dakshin (sud), ossia il Suo sguardo è rivolto a sud. Egli guarda verso sud poiché è lo spettatore di tutto ciò che accade. L’India fu la più antica terra a formarsi ed ha la Kundalini nella zona triangolare situata fra i Ghat orientali ed occidentali e i Vindhya; in quella area risiede la Kundalini dell’intero universo. Egli è dunque rivolto verso sud per osservare il lavoro della Kundalini.” (“Il Signore Shiva”, 22/02/1982)

Shri Dakshinamurti è l’aspetto del Signore Shiva di Guru (maestro), la personificazione della suprema o assoluta consapevolezza, comprensione e conoscenza.

[3] Altro modo per indicare abhaya mudra, la mano destra alzata in segno di benedizione e di benevolenza.

[4] Dal 16 al 22 Luglio 1994 grandi frammenti della cometa Shoemaker-Levy 9 ricaddero su Giove nel corso di un vero e proprio bombardamento. L’evento provocò enormi cicatrici scure sull’atmosfera del gigante gassoso. La lunga coda della cometa, spezzata in 21 frammenti, si estendeva per oltre 1 milione di chilometri nello spazio, 3 volte la distanza tra Terra e Luna. L’evento mise particolarmente in evidenza il ruolo di “guardiano” svolto da Giove nel ridurre le rocce spaziali in arrivo nel Sistema solare interno.

[5] Creato il 20 maggio 1942, l’ordine della Guerra patriottica fu un’onorificenza dell’Unione Sovietica, creata per ricompensare gli atti eroici dei combattenti durante la grande guerra patriottica, nome sovietico dato al conflitto combattuto contro la Germania nazista durante la seconda guerra mondiale.

[i] Guru Ashtakam:

Seppure il tuo corpo sia avvenente e sempre in perfetta salute / Seppure il tuo nome sia immacolato e tu abbia accumulato montagne d’oro / Se la mente non è assorbita ai Piedi di Loto del Guru, a cosa ti servirà tutto ciò? A cosa ti servirà? / Jai Mataji, Shri Mataji, Jai Mataji

Seppure la fortuna ti benedica con ricchezze ed una moglie virtuosa, con figli e figli dei figli, amicizie e gioie domestiche / Seppure la scienza dei Veda prenda dimora sulla tua lingua / Se la mente non è assorbita ai Piedi di Loto del Guru, a cosa ti servirà tutto ciò? A cosa ti servirà? / Jai Mataji, Shri Mataji, Jai Mataji

Seppure tu sia erudito nella scrittura, versato nei componimenti in prosa e poesia / Se la mente non è assorbita ai Piedi di Loto del Guru, a cosa ti gioverà tutto ciò? A cosa ti gioverà? / Jai Mataji, Shri Mataji, Jai Mataji

Seppure onorato in patria e famoso all’estero / Dedito ad azioni religiose e sempre avverso alla malvagità / Se la mente non è assorbita ai Piedi di Loto del Guru, a cosa ti gioverà tutto ciò? A cosa ti gioverà? / Jai Mataji, Shri Mataji, Jai Mataji

Seppure tu divenissi infine l’imperatore dell’universo / E avessi come servitori i re più potenti della terra / Se la mente non è assorbita ai Piedi di Loto del Guru, a cosa ti gioverà tutto ciò? A cosa ti gioverà? / Jai Mataji, Shri Mataji, Jai Mataji

Seppure ogni nazione risuonasse della tua beneficenza / Se la mente non è assorbita ai Suoi Piedi di Loto, per la Cui grazia viene ottenuta ogni cosa in questo mondo, a cosa ti gioverà tutto ciò? A cosa ti gioverà? / Jai Mataji, Shri Mataji, Jai Mataji

Seppure tu non insegua piaceri, non tragga felicità da ricchezze o consorte / Rifiuti i poteri dello Yoga e disdegni i frutti del sacrificio / Se la mente non è assorbita ai Piedi di Loto del Guru, a cosa ti gioverà tutto ciò? A cosa ti gioverà?

Jai Mataji, Shri Mataji, Jai Mataji

Seppure sia pronto a dimorare nella foresta come nella tua casa / non più attaccato al lavoro, non costretto dal corpo / Se la mente non è assorbita ai Piedi di Loto del Guru, a cosa ti gioverà tutto ciò? A cosa ti gioverà? / Jai Mataji, Shri Mataji, Jai Mataji

La nobile anima che medita su questi versi in lode del Guru / Fra tutti gli asceti e studiosi, fra tutti i governanti e uomini di questo mondo / conseguirà il Brahman, il tesoro da tutti anelato / applicando la mente con costante zelo agli insegnamenti del Guru / Se la mente non è assorbita ai Piedi di Loto del Guru, a cosa ti gioverà tutto ciò? A cosa ti gioverà? / Jai Mataji, Shri Mataji, Jai Mataji