Guru Puja

Nirmal Temple, Cabella Ligure (Italy)


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Guru Puja. Cabella Ligure (Italia), 24 Luglio 1994.

Oggi vi siete tutti raccolti qui per adorare me come vostro Guru. Devo dire che mi mancano molte delle qualità che un guru dovrebbe avere. Nel senso che io non posso essere severa con voi, non posso essere rigida. E proprio non so come punirvi per gli errori che fate.

Questo forse perché normalmente, credo, i guru hanno problemi con dei discepoli che, in genere, non sono anime realizzate: non essendo anime realizzate, i guru trovano difficile comunicare o parlare loro dei problemi sottili che hanno.

So di molti guru, anche nei tempi moderni, che sono stati davvero molto,molto severi. E mi hanno loro stessi detto che hanno raggiunto la loro realizzazione lavorando molto duramente e soffrendo per la durezza dei loro guru. Certe volte mi sono sentita riempire di una grande compassione per discepoli che non avevano ancora ricevuto la realizzazione. Avevano guru che sicuramente erano anime realizzate, e non avevano ricevuto la realizzazione, e il loro guru era estremamente severo con loro.

C’era un signore, che ho incontrato a Kolapur, che prese la realizzazione in un minuto. Allora mi raccontò che il suo guru  “… mi ha detto di continuare a digiunare ogni mese almeno per otto giorni ” ‑ e va bene ‑ ” poi mi ha chiesto di costruire un tempio a Dattatreya”,  nel suo villaggio, e ogni giorno doveva andare ad adorare Dattatreya, sia la mattina che la sera.

Aveva speso moltissimi soldi, e ancora non aveva ricevuto la realizzazione. “E come mai tu non ci hai messo neanche due minuti a darmi la realizzazione, Madre, com’è possibile? Come mai sei stata così buona con me?”

Non sapevo cosa rispondergli, non volevo parlare contro il suo guru, perché so che è un’anima realizzata.

Di fatto la maggior parte di questi guru e Incarnazioni sono state impotenti nei confronti degli esseri umani.

Forse non hanno avuto questi bei discepoli che io ho, forse in quest’epoca tutte le persone di qualità che hanno cercato la Divinità son nate e sono qui come Sahaja Yogi. Non ho mai dovuto lavorare troppo su di loro.

Certo, ogni tanto si trova qualcuno che cerca di creare qualche complicazione, che cerca di creare problemi.

Ma i tempi moderni sono davvero speciali, credo, è così facile dare la realizzazione alla gente.

Al tempo di Mosè, lui ha dovuto far molte leggi, a causa della decadenza della sua società, degli ebrei del tempo, e questo è stato molto difficile, molto, molto difficile.

E quello che chiamiamo oggi ‘shariot'(?) fu la continuazione di questo fatta dai mussulmani. E anche ora le punizioni instituite seguendo il cosiddetto Corano sono dure da non credere. E la maggior parte della pressione delle loro leggi ‘dharmiche’, ricade sulle donne.

Comunque sia, anche nella Bibbia, se leggete Cristo, lui ha detto che tutti e dieci i comandamenti non valgono nulla, si deve andare al di là, e dice: “Se un occhio vi è di danno, commette peccato, cavatevelo! A che serve che l’intero corpo ne sia contaminato? O se un braccio fa qualcosa di sbagliato, meglio che ve lo togliate, perché a causa di un solo braccio l’intero corpo soffrirà”.  E disse: “Vi è stato detto: ‘Non commettere adulterio’, ma io vi dico: non abbiate occhi nei quali, per una qualsiasi donna, abbiate desiderio, abbiate commesso questo grave peccato. Andrete all’inferno tutti voi che  farete così. Non dovete avere occhi adulteri.”

E un’altra cosa disse: “Se qualcuno vi dà uno schiaffo su una guancia, porgetegli l’altra.” Quando ho saputo di queste leggi, mi dissi: “Come si può avere gente così in questo mondo?” E’ un insieme di cose così sottile!

Ma l’ultima cosa, di grande, grande qualità è: “Dovete essere giusti e retti, giusti e retti molto più di tutti gli scribi e tutti i farisei”, cioè di tutti i preti e simili, dovete essere molto più retti di loro.

Davvero, quando, in giovane età, lessi queste cose, ho pensato: “Ma dove si possono trovare persone così, che in un qualche modo si possano dire vicine alla descrizione che ne dà il Cristo?” Era inconcepibile in quegli anni.

L’India è un paese, come vi ho detto, dove la gente è dharmica grazie… grazie, si dovrebbe dire… ai loro stessi ‘geni’, chiamiamoli così, o diciamo che sono profondamente dharmici grazie alla loro tradizione. Crescono così.

Ai miei tempi nel sud dell’India e nel Maharastra credo che ci fossero famiglie molto dharmiche, e l’atmosfera era molto dharmica. Eppure queste cose che Cristo aveva descritto, non c’erano. Per esempio la rabbia era guardata come una grande risorsa, la gente era solita vantarsi:”Sono molto arrabbiato con quella persona” Era normale dirlo, molto comune. Certo, non credo che qualcuno in India possa dire:” Ti odio!”, perché questo è visto come qualcosa di peccaminoso e stupido, perché odiare qualcuno è visto come adharmico. Ma, certo, dicevano così tante cose assolutamente non consentite dalle leggi di Cristo.

E poi venne Mohammed  e vide che era tutto un disastro. E allora, credo, adottò lo ‘shariot'(?), o meglio non Mohammed, lo avevano già adottato, lui lo accettò, dicendo: “Va bene, può essere che lo shariot(?) funzioni”. Ma è così disumano, e privo di qualunque equilibrio, perché solo le donne devono soffrire, e gli uomini per niente. Se una donna commetteva adulterio, allora era punita, ma non l’uomo.

Addirittura, non so come sia la legge qui, ma in India se una donna sposata commette adulterio, l’uomo con cui l’ha commesso dev’essere punito, ma se un uomo sposato commette adulterio, non c’è alcuna punizione.

Tutte queste cose, io lo so, non possono essere imposte a nessuno.

Qualunque cosa Cristo deve aver detto, deve averlo detto dentro la sua dimensione meditativa. Era circondato da gente che voleva ucciderlo  e lo uccisero alla fine. E il tipo di gente che c’era, specialmente a quel tempo i romani… estremamente crudeli. Come ha potuto dire: “Se qualcuno ti colpisce una guancia porgigli l’altra” ?  C’era della gente così rabbiosa, temperamenti così irascibili…

Krishna, certo, lo ha detto molto chiaramente:

“Krodha….(in sanskrito)……”  Krodha, la rabbia, è la cosa peggiore, secondo lui. Tutto viene solo dalla rabbia.

Ma non ha mai detto come nasce la rabbia. Non ha detto che l’origine della rabbia era il fegato, e l’ambiente dove si cresce. Sono queste le due cose che vi danno una rabbia orribile.

Fino a che non sviluppate la capacità di essere testimoni di voi stessi, la vostra realizzazione non ha significato. Dovreste separarvi da voi stessi e vedere da soli cosa realmente non va in voi.

Supponiamo che uno abbia un temperamento molto collerico: invece di andarne orgoglioso o usare questo temperamento per sovrastare altri, dovrebbe cercare di controllare se stesso. Come?  La prima cosa è questa ‘krodha’. Chiunque voglia diventare  santo dovrebbe sapere che la collera ‑ questa ‘krodha’‑ non deve avere alcuno spazio. Come ci si riesce?

Innanzitutto guardate, come dei testimoni, al modo in cui vi comportate. Per esempio, diventate, diciamo così, artificialmente arrabbiati, facendolo apposta, e mettetevi davanti a uno specchio. Guardate la vostra faccia: a chi somigliate?  Vi sorprenderete di vedere quanto somigliate a una scimmia, o a una tigre o a non so quale animale siate stati nell’ultima vita. E sarete sorpresi nel constatare come stiate ancora portandovi addosso le tracce di questa vita precedente, qualunque sia stato l’animale.

La seconda cosa dovrebbe essere: scaricate la rabbia su di voi: come usiamo in Sahaja Yoga scriviamo il nostro nome e battiamoci sopra. Ma dovrebbe essere che se vi arrabbiate con voi stessi, allora vedrete che avrete vinto la vostra rabbia. Perché chi si arrabbia tortura solo gli altri, non se stesso. Certo, qualche volta son di malumore, dopo un po’ sentono: “Non avrei dovuto far questo!” Sviluppano il left vishuddi. Ma soprattutto se cominciate ad arrabbiarvi con voi stessi: “Perché ho dovuto far questo?  Perché l’ho fatto? Perché mi son dovuto sentir tentato da quello?” sarete sorpresi: la rabbia scemerà.

E, poi, dovreste guardare al fatto che, fisicamente, avete problemi di fegato.

Per quanto riguarda questo, guardate in faccia voi stessi e ditevi: “Io mi libererò dei problemi di questo fegato! Come osa diventare mio nemico, e bloccare la mia ascesa spirituale?

Quindi la prima cosa da sviluppare è lo stato di testimonianza. Per un Sahaja Yogi è molto importante sviluppare uno stato di testimone. Ma in genere quel che accade è che i Sahaja Yogi sviluppano lo stato di essere testimoni… degli altri.

Ora, voi sapete che in Sahaja Yoga la porta è aperta a tutti, e anche dei matti possono aggirarsi, o gente un po’ stramba, o persone con un carattere davvero pessimo, c’è di tutto. Ebbene, bisogna vedere di cosa andate a preoccuparvi. Siete infastiditi da persone che hanno problemi? Che non

sono buone? Di cui non si può dire che sono Sahaja Yogis?  O gioite delle persone che realmente sono in Sahaja Yoga? Questa rabbia ha davvero reso la gente matta certe volte, credetemi, può entrare nella testa e farvi diventare matti e abbiamo dei matti in Sahaja yoga, ce li abbiamo proprio.

Ma sono diventati così matti che non sono più arrabbiati, non danno più problemi, sono solo matti, e basta. Non dovreste preoccuparvi di loro. Non c’ è bisogno di essere testimoni degli altri, siate i testimoni di voi stessi.

E certe volte sento che la rabbia viene da troppa austerità, da una natura che in modo fortissimo tende agli estremi. Alcuni Sahaja Yogi sono estremamente austeri. Austeri su tutto.  E’ una mania. In Sahaja Yoga tutto è sahaj, è spontaneo, non si deve essere austeri. Non si deve essere meticolosi. Io ho detto: “E’ meglio ora non indossare un sari nero”, o qualcosa del genere. Ebbene, questa non deve mica diventare una ‘affermazione di Brahma’! Mettiamo che arrivi qualcuno che indossa un sari nero: vi mettereste tutti a scappare via lontano da questa persona. Anche se ha abiti neri. Non ha senso: voi siete dei guru, veri e propri, perché dovreste aver timore di una persona che indossi abiti neri, o bianchi o di qualunque colore? Perché dovreste mai provare un qualunque tipo di paura?

L’altra faccia della rabbia è la paura. Chi ha un temperamento surriscaldabile ha sempre paura. Perché si rispecchia negli altri, gli sembra che: “Anche quell’altra persona deve aver la stessa mia rabbia, e mi attaccherà!”  Cosicché è sempre sulla difensiva. Nel nostro modo di vivere sahaj, che facciamo? Viviamo senza paura. Si dice che il prezzo del peccato è la paura, ma vorrei dire che è anche il prezzo della rabbia.

Le persone che sono state molto aggressive, per esempio, sviluppano delle paure, paure di tutti i generi. Quei popoli che hanno invaso altri paesi, e si sono imposti come governatori, e hanno avuto l’esperienza del loro stesso ego, e della loro rabbia, diventano molto paurosi. Specialmente i soldati, che vanno in guerra, uccidono tante persone e poi tornano a casa  e hanno paura.

Ho chiesto ad uno di loro, quando sono stata in America: “Di che lei ha paura?”  Mi rispose: “Sento che ho ucciso così tanta gente, e adesso in così tanti vorranno uccidermi.”  Ed io: “Ma perché pensa così, perché mai qualcuno dovrebbe ucciderla?” Rispose: “E perché io ho ucciso?

Perché ho ucciso? Dato che io ho ucciso altri esseri umani, chiunque può uccidermi, no? Senza ragione alcuna…”.

Da un punto di vista logico, ero d’accordo, ma la sua paura era così grande che quando venne in mia presenza tremava tutto, tutto il corpo era un tremito di paura. Dunque, qualunque aggressione facciamo, ci torna indietro come un boomerang, e ci sentiamo molto impauriti, di tutto.

In sahaj, siete testimoni di voi stessi come se aveste una identità separata. Tutto il passato è finito, andato e voi non ne sentite assolutamente il peso, e restate in uno stato che è senza paura. Questo stato deve essere raggiunto attraverso Sahaja Yoga. E’ molto facile, quando sapete di essere protetti non avrete alcuna paura, e non avendo alcuna paura non avrete nemmeno rabbia.  Funziona in tutti e due i sensi.

E’ una cosa molto comune, ho visto, che una persona molto aggressiva verrà descritta da uno psicologo come caratterizzata da grande insicurezza. E’ facile dire così, ma non risponde a verità. E’ quella persona che mette insicurezza agli altri, come può dunque essere lei insicura? Se una persona si sente insicura di fronte a lei, questo significa che la prima non è insicura, ma ‘super‑sicura’. Se glielo si dice, solo allora migliorerà, ma se gli si dice: “C’è insicurezza in te”, allora penserà: “Sì, la mia condizione è proprio infelice! Anche se uccido qualcuno va tutto bene, perché son proprio uno da compatire!”

Queste spiegazioni funzionano, al punto che ci si crede. Ma se guardate, come un testimone, se vi chiedete: “Cosa ho fatto fino ad adesso? Sono stato in grado di conquistare me stesso?” Sahaja Yoga non è conquistare gli altri, o controllare gli altri, ma conquistare voi stessi. Se non avete fatto questo, potete pure autocertificarvi: “Oh! Sono stato finora un Sahaja Yogi, sono stato davvero grande, sono stato questo e…” non vuol dire nulla. Avete trasformato completamente voi stessi e ora, in presenza vostra, si sente la gente rassicurata?  Se qualcuno si sente insicuro di fronte a voi, c’è allora qualcosa in voi che non va. O se voi vi sentite insicuri, c’è, anche in questo caso, qualcosa che non va in voi. Questo dare come scusa: “Madre, non mi sento sicuro…” ‑ allora non siete un Sahaja Yogi nel vero senso della parola. Dando una spiegazione del genere, mostrate che non siete proprio un Sahaja Yogi. Allora per diventare un guru, per prima cosa dovreste avere un grande senso del perdono. Almeno tanto quanto Buddha.

Buddha stava facendo un discorso in un villaggio, quando d’improvviso un tale venne e cominciò ad offenderlo, con ogni genere di improperi.

Finalmente qualcuno disse a questo tale: “Che fai? Questo è Buddha, l’Illuminato, lui  sta cercando di aiutarci a sviluppare le nostre qualità, e tu sei arrivato e ti sei messo a urlare contro di lui?” E quello si sentì pentito, andò a trovare Buddha ma Buddha era andato in un altro villaggio.

Allora andò in quel villaggio, il giorno dopo, e andò a prostrarsi ai piedi di Buddha.

Il Signore Buddha disse: “Cosa c’è? Perché vieni a cadere ai miei piedi?” E quello:” Signore, devo dire che sono stato veramente… io non sapevo che tu fossi l’Illuminato, io mi sono addirittura messo ad urlare contro di te dicendo cose… non so cosa mi sia accaduto, ti prego, perdonami!”

E lui: “Quando  ti sei rivolto a me così?”  “Ieri”  “Dove?”  “In quel villaggio”  Buddha disse: “Ieri è finito, ora: cosa c’è da perdonare?”

Ora, quello era andato, chiedendo il perdono, pentendosi, e lui immediatamente ha detto: “Ieri è finito .” Questa è una delle più grandi qualità che i Sahaja Yogi dovrebbero avere.

Per potervi chiamare guru dovere anche avere maturità. E la maturità è certe volte molto … Come ieri, durante lo spettacolo  mi sono sorpresa quando,  al momento in cui c’è voluto un po’ di tempo, e qualcuno è entrato e … c’era chi sghignazzava come un bambino. Questo mostra che non c’è maturità, non c’è rispetto. Se c’è una qualche cosa fatta per far

ridere, certo, si può ridere, quando c’è motivo per un piacevole divertimento. Ma mostra un tale infantilismo divertirsi alle spalle di chi sta facendo uno spettacolo. E’ una cosa molto comune, ho visto, nei Sahaja Yogi, specialmente le donne: ridono di cose di cui non si dovrebbe mai ridere. Io son seduta lì, si sta per guardare qualcosa… che c’è da ridere? Questo mostra una completa immaturità. Un’altra cosa che ho visto… son piccole, piccole cose, specie a proposito di soldi, è proprio strano. Devo dirvelo. I turchi, i nostri Sahaja Yogi, non avevano soldi. Gli era stato tutto rubato.

Allora io ho detto loro: “Va bene, mandate delle camicie, le venderemo qui, e il ricavato sarà per voi”. Questo perché non volevano prendere denaro da qui. Poi quando hanno mandato le camicie qui, hanno detto ‑ io non so nulla di prezzi ‑  hanno detto: “Madre, dovrebbero costare ventuno o ventidue dollari l’una.”  Quanti hanno detto che erano care!!  “Va bene ‑ ho detto‑  allora raccogliamo da tutti ventidue dollari, da ciascuno, senza dare nessuna camicia. Basta! Saranno per i turchi.” Ma quando un falso guru prende il vostro denaro, non ve ne preoccupate. Sahaja Yoga è gratuito, certo, non c’è alcun dubbio, è gratuito. Ma dovete dare dei contributi! Come stiamo imparando Sahaja Yoga?

Non c’è alcun senso di cosa sia donare in voi, per niente. Per essere un guru, si deve saper donare.  Sono sorpresa certe volte.

Non c’è alcun senso di cosa sia donare. Abbiamo preso delle cose… per esempio della terracotta indiana per aiutare quelle persone. Sono rimasta sorpresa che le donne belghe siano così strane che sono andate a dire a tutti: “E’ roba cara…” Se uno non vuol comprare, ebbene non compra, ma altri volevano comprare e loro, queste donne, sono adatte a dire che era roba cara. Dove è il vostro contributo per Sahaja Yoga? Abbiamo dovuto prendere questo pendal. Abbiamo bisogno di cose di tutti i generi. Qual’è il vostro contributo?

Questo attaccamento al denaro non può mai essere una cosa positiva per un guru, io non ne sono assolutamente attaccata, chiedete a chiunque e ve lo dirà. Anche mio marito ve lo dirà. Dentro di me ne sono assolutamente distaccata.  Proprio non lo conosco e neanche conosco le banche, o come gestire un conto, come generalmente si fa. Ma questo attaccamento al denaro in Sahaja Yoga… non dirò come Cristo che andrete tutti all’inferno, ma non salirete molto più su. Voi siete venuti per la vostra crescita spirituale.  Non vi dico di andare sull’Himalaya, di stare al freddo, di stare sulla testa… nulla di tutto questo. Ma un altro difetto che vedono in me è che io non dico mai:  “Dovete contribuire”. Deve essere fatto con piacere, con la felicità di poter contribuire un po’ a Sahaja Yoga.

Comunque sia, che voi contribuiate o no, mi piace dare il mio contributo alla Turchia, non c’è alcun dubbio, io lo farò. Questo tipo di cose, come se ci fosse un mercato qui: “…questo è caro, questo ha un buon prezzo, questo…  è solo una scusa perché io lo so, perché voi non avete mai contribuito per venti dollari per una qualunque cosa. Allora ho preso i loro abiti. Hanno cucito le camicie, le hanno mandate qui, e ora resto molto sorpresa, ma se fossero stati offerti dei regali, sarebbero stati molto ben accetti, e nessuno si sarebbe chiesto quanto costavano. Insomma vorrei dire, per quanto riguarda il denaro, che un guru deve esserne assolutamente distaccato, pronto a dare e generoso. Gioirete della vostra generosità, ma il problema è che non siete affatto generosi. Pensate che Sahaja Yoga sia uno dei tanti mercati dove vi recate.

La generosità è qualcosa che manca così tanto ed è molto sorprendente. Mi chiedono: “Madre, vi preghiamo, abbiamo bisogno di gonne e camicette di chiffon per questa estate” Uno gli fa cucire e portare quello che chiedono e nessuno poi vuole comprarle: son tutte ammucchiate lì. Non è un mercato questo. Anzi, voglio dirvi: finché non saranno esaurite queste cose, non ho intenzione di chiedere ad alcuna nazione di mandare cose da vendere. Se credete di essere dei Sahaja Yogi siete tristemente in errore. La vostra attenzione va così tanto a parrucchieri, a cose di ogni genere, ma per Sahaja Yoga non avete soldi.  Oggi, dato che tutti hanno detto: “Madre, oggi lei deve essere un po’ severa, deve dire…” vi sto dicendo questo.

Il vostro progresso sarà molto scarso. E poi dovete fare un po’ di introspezione e scoprire cosa avete fatto voi per Sahaja Yoga, a quante persone avete dato la realizzazione. Avete dei poteri! Questi guru avevano dei poteri, erano delle anime realizzate, voi avete il potere di dare la realizzazione, a quanti la avete data?

E poi una volta che avete fatto questo, magari avete più o meno dieci o venti persone venute da qualche parte, ecco che diventate grandi maestri, e vi mettete a parlare della vostra maestria, e che sapete tutto, e che voi siete il Guru, voi siete l’Adi Shakti. Questo è Agnya. Non appena si raggiunge il livello dell’agnya, si ha questo nella testa. Così tanti, certo, hanno fatto così tanto per Sahaja Yoga, altrimenti non sarebbe stato possibile vedere questo (tendone così pieno) oggi. Per tutti quelli che non hanno fatto nulla, devo dirvi che siete restati sempre allo stesso livello, la vostra kundalini è salita ma voi non avete fatto nulla per offrire lo stesso processo ad altri. Se non lo farete non potrete… ci sono molti, lo so, che non vogliono dare perché temono di andare incontro a negatività, non vogliono prendersi cura di altri perché pensano di andare sull’ego. Non è questo il modo di stare in Sahaja Yoga. Dovete fare qualcosa di veramente importante, che è diffondere Sahaja Yoga. Si parla di pace globale, trasformazioni globali, ma che facciamo per questo? Per prima cosa migliorate la vostra qualità. E questo miglioramento può venire solo da una sincera e onesta

introspezione, e anche dall’essere in ogni momento testimoni di voi stessi, del vostro  comportamento.

Devo dirvi, per quanto mi riguarda, che sin dalla primissima infanzia ero come una nonna, non potevo tollerare alcuna sciocchezza, nessuno scherzo stupido, come una nonna. E ora sono una nonna, anche. E questa maturità deve venire anche in voi. Parlare senza dar valore alle parole… certo certa gente ha questa abitudine, ma loro non sono Sahaja Yogi, ma quelli che li seguono e parlano a quel modo… questo dimostra che non hanno maturità, se fossero maturi porterebbero tutta quella gente verso il cambiamento.

Laddove ci sono persone mature, sicuramente trasformano gli altri, e dal loro comportamento la gente è sorpresa, per come siano. Questo può essere fuori della norma, può essere che ce ne siano molto poche di persone così. Ma la sola cosa che voglio mettere in rilievo ai vostri occhi è che se incontrate qualcuno come quelli che dicevamo prima, allora, vi prego, cercatedi non ascoltare una persona così, di non seguirla. Una persona così cerca sempre di esibirsi, e tutti diventano come dei seguaci di questa  specie di inutile, sedicente sahaja yogi.

Dunque dobbiamo maturarci. Come maturarci? Molti mi fanno questa domanda. Maturiamo con la meditazione, nello stato di nirvichara. Dovete essere in consapevolezza senza pensieri per crescere, altrimenti non ci riuscirete. Ora, se avete pratica di questa Consapevolezza senza pensieri, altrimenti…

diciamo che state passeggiando per strada, e d’improvviso vedete un bell’albero. Dovreste diventare senza pensieri: “Una creazione del divino, come è bella!”  Dovreste diventare senza pensieri. Nello stato senza pensieri Sahaja funziona, altrimenti no. Pianificate pure tutto, fate pure qualunque cosa, non funzionerà. Se la lasciate alla dimensione Sahaj, riuscirà.

Ma questo non significa mai che dovete diventar pigri, e nemmeno privi di ‘sistema’. Dovete essere all’erta, estremamente all’erta, perché se non lo siete non vedrete come la dimensione Sahaj vi aiuta. Vi darò un esempio. Immaginate di voler incontrare qualcuno, e che questa persona abbia detto: “Vediamoci alle undici”, tanto per fare un esempio. Dovete essere all’erta, lui ha dato come appuntamento le undici. A causa di qualche problema, voi siete in ritardo, supponiamo. Dunque dovete essere ben consapevoli che siete in ritardo con quella persona. A quell’ora date un bhandan, o alzatevi la kundalini, o fate qualcosa in modo da incontrare quella persona in ogni caso, che siate in ritardo o no. Ma normalmente non dovreste essere in ritardo. Se solo date un bhandan e dite “Io devo essere lì alle undici”, ci sarete. Sahaj vi aiuterà. Ma voi vi scordate persino di dare bhandan, vi scordate persino di alzarvi la kundalini, vi scordate persino di dare vibrazioni. Quindi per maturare per prima cosa dovete sapere di essere ora dei Sahaja Yogis e che potete controllare l’intera situazione se siete uno con questo Potere Onnipervadente.

E’ molto semplice. Faceva molto caldo, tutti dicevano che faceva molto caldo, Bene, mi sono alzata, ho detto: “Ci penso io!”. In quindici minuti ho fatto venire il fresco. Ho detto: ci penso “io”  ‑ “io”, ma non sono stata io: la mia connessione con questo Potere Onnipervadente ha fatto il lavoro. Ma la connessione deve essere sincera, forte, onesta, e continuamente nella vostra mente dovreste sapere se siete connessi.

Questa situazione è molto semplice da raggiungere, questo stato, dove ad ogni momento sentite: “Sono uno con il Divino!” Perché non siete all’erta, non volete vedere i miracoli di questo Grande Potere con cui siete in connessione. Siete tutti presi da altre cose. La vostra attenzione è da qualche altra parte, guardate ad altre cose, e poi all’improvviso venite a dirmi: “Madre, come è possibile… un Sahaja Yogi come me… e non son riuscito a fare questo e quello…”

… Che succede lì? Anche mentre sto parlando, vedo, c’è chi è preso da qualcos’altro ….

Dunque questo è quello che si chiama maturare attraverso la  meditazione nello stato di nirvichara, in consapevolezza senza pensieri.

Fino a che non aumentate lo stato di consapevolezza senza pensieri, non potrete maturare. Perché solo nel presente si può maturare e il presente è la consapevolezza senza pensieri. E ho visto quel che accade: che la gente si aspetta solo miracoli di ogni genere da Sahaja Yoga, aiuti d’ogni tipo, ma non pensano mai: “Che aiuto stiamo dando noi? Che livello stiamo

raggiungendo? Dove siamo noi?”

Dunque, a livello dell’Agnya, ancora, dovete tutti stare estremamente, estremamente attenti. Questo, ora, è per gli uomini. Se non avete oltrepassato l’Agnya, e vi mettete a diffondere Sahaja Yoga, allora potreste diventare davvero strambi, non dei Sahaja Yogi.

Tutta questa storia della leadership è un mito, e questo mito va visto come un mito, siate o non siate dei leader: non fa differenza.

Ma la maturità deve venire. Vi sto dicendo tutto questo perché ho deciso di non punire nessuno durante il tempo di questa vita. Dunque che vediate da voi stessi, capiate da soli, arriviate da soli. Io vi conosco molto bene, tutti voi, in un modo che a voi sfugge, ma voglio che arriviate da soli a capire cosa state facendo di sbagliato, dove state correndo, e non giudicate Sahaja Yoga dai vantaggi che ne ricavate. Se non state ricavandone dei miglioramenti, c’è qualcosa di sbagliato in voi. Se riuscite veramente a capire questo, allora davvero diventerete sempre più sottili e tutti i vostri attaccamenti materiali diverranno assolutamente trascurabili. Avrete cose che vi interessano, ma non avrete attaccamenti.

Dall’interno deve venire questo completo distacco, e può venire, come vi ho detto, liberandovi della vostra rabbia, innanzitutto. Poi liberandovi dall’attaccamento alle cose materiali, attraverso la generosità. E’ bello dare qualcosa a qualcuno: gioite della vostra generosità, davvero provate gioia. La generosità è una gioia che deve essere provata. E una volta che cominciate a gioire della vostra generosità allora vi rendete conto che il vostro amore, la vostra compassione ha ora cominciato a fluire negli altri.

Ci sono piccole, piccole cose… So che tutti voi mi amate e volete sempre offrirmi regali e regali e regali e regali… e va bene. Ma questo amore deve essere dato a chiunque altro. Dovete vedere gli altri, pure. Di cosa hanno bisogno, e cosa potete fare voi. Se qualcuno ha bisogno di una cosa, potete cercare di averla per dargliela? Potete amare quella persona? Potete dare ai bambini di qualcun altro qualcosa che ……….

Se questa generosità potesse proprio essere… può essere… Io non lo so perché io non devo forzare me stessa per essere generosa.

Tutti dicono: “Madre, tu sei troppo generosa”. Nella mia famiglia tutti pensano che io sia molto generosa, un caso senza speranza. Ma io non devo generare. Ma forse voi attraverso l’introspezione diverrete senz’altro generosi.

……. ma non danno una sola lira per Sahaja Yoga, non una sola lira.

Questo senso della generosità viene quando capite qual’è il senso della vita, il perché voi siate qui. Sahaja Yoga esiste solo per soddisfarvi, o per farvi capaci di far qualcosa senza sentire di aver fatto chissà che.

Su questo il Cristo ha detto, molto appropriatamente… voglio dire, lui l’ha detto, ma dove mai lo trovate?  che la vostra mano sinistra non deve sapere cosa la mano destra ha dato. Non dovete andare a strombazzare in giro: “Io… io… io…”  Quello che Cristo ha detto, per ottenerlo, dovete avere la realizzazione, non c’è dubbio. Ma vorrei dirvi di leggere il quinto capitolo di Matteo: cose così sottili che resterete sorpresi di come questa religione nel nome di Cristo sia andata a finire tutta dall’altra parte di quel che è scritto.

Ora la gente vuole essere un guru, perché pensano che si abbiano dei poteri, che si possano dominare altri, si possa dire agli altri quel che si vuole, si possa torturare chiunque si voglia. E’ stato così, lo so. I guru sono anche stati molto, molto crudeli nei confronti dei discepoli, lo so.

Una volta sono andata ad Albarnath e un tale venne a trovarmi. Il suo nome era Swami Jagannath. E disse: “Il mio guru mi ha detto che l’ Adi Shakti stava per venire ad Albarnath e io volevo arrivarci nello stesso momento” Io gli ho chiesto: “Chi è il tuo guru?” Mi disse un nome, che era

di un’anima realizzata, non c’è dubbio. Dunque era venuto da me e disse: “Madre, deve lui venire da te o tu andrai da lui?” Io dissi: “Vedi, io sono una madre, non sono un guru”. I guru non lasciano il posto dove stanno, ci pensate?  Si chiama  ‘takia’: il guru non deve lasciare il posto dove sta, deve star seduto lì e tutti devono recarsi da lui. Io dissi: “Sono la Madre, andrò io da lui per incontrarlo” Così lo incontrai, e c’era lì quel tale di nome Jagannath. E chiesi al guru: “Ma che ti piglia, perché non apri il suo Agnya? Sta sentendo tanto dolore!!” Rispose: “Chi ha aperto il mio Agnya? Perché io dovrei aprire il suo?” Io dissi: “Tu sei il guru, sei il maestro”  “E allora? Il mio guru non mi ha mai aperto l’Agnya. Ho dovuto combattere continuamente contro il mio ego: ecco come ho ottenuto il mio progresso.” “Oh! ‑ io dissi ‑ è così facile aprire l’Agnya, perché non lo fai?” Così cambiai io lo stato dell’ Agnya  di quel tale, e glielo aprii. Fu molto felice.

Il guru disse: “Tu sei una madre, fai quello che vuoi. Noi non lo faremo. Se non li si fa lavorare duramente per la realizzazione, se non li si fa lavorare duramente per il loro sviluppo, non si metteranno mai a posto: questi esseri umani son fatti così.”  Risposi: “Non per me.”

E lui: “Ma certo, tu sei una madre, tu li perdoni, fai quello che ti senti, tu cerchi di trasformarli, di aiutarli. Ma io no!”  Dissi: “E va bene!” Ma, vedete, è venuto ai miei piedi, eccetera, e disse al suo discepolo: “Tu devi adorarla! Lei è l’ Adi Shakti, devi adorarla!” Stemmo lì per breve tempo. Stavamo tornando indietro, quando questo tale Jagannath mi dice: “Madre, grazie a Dio tu hai aperto il mio Agnya.”  E io chiesi: “Ma che era successo?”  “Il mio guru, quando arrivai da lui, mi dette due schiaffi sulla faccia. Io mi ero diretto al suo ashram ritenendo che fosse  un guru. Due schiaffi! E mi ha messo a testa in giù su un pozzo e stavo continuamente con i piedi legati a una corda che lui faceva scorrere giù, e poi mi ritirava su. Insomma mi ha immerso e rimmerso nell’acqua sette volte, poi mi ha tirato su”  Chiesi: “Ma perché mai ha fatto questo?”  Disse: “Devo dirle che qualche volta ho fumato. E’ per questo.”  Dissi: “Ma lui non ti ha mai dato la realizzazione.  Avresti continuato a fumare in ogni caso in quello stato.”  Disse: “Lui vuole che io smetta tutte le cattive abitudini, continuando ad avere il mio Agnya. Ora tu hai aperto il mio Agnya, ora sto bene!”  Insomma, ho sentito che il comportamento di quel guru era davvero sorprendente. Quello disse: “Lui ci picchia, ci picchia sempre, per qualunque cosa. E dobbiamo lavorare in un modo molto duro.”

So che anche alcuni guru maestri di musica fanno così. Ho incontrato tanta di questa gente che è stata da davvero grandi guru, e i racconti che ho avuto sono stati così scioccanti per me. Cioè, perché non glielo dicono direttamente: “Vedi, questo è sbagliato, ed ecco invece come dovresti essere.”  Ma quel guru disse. “Se gli dici così, non ascolteranno mai.

Conoscono solo le botte.”  “Cosa?  Ma che dici, conoscono solo le botte?”  “Sì!”.

Dunque l’intero atteggiamento nei confronti dei discepoli, non è fatto di compassione, lo so.  Ci sono certo altri guru che fanno dei terribili test ai loro discepoli, come, avete visto, shri Ramdas. Questo è niente di fronte a quel che fece Raja Janaka. Vogliono mettere alla prova le persone, e soltanto poi dare la realizzazione, ad uno solo su mille.

Ecco anche perché abbiamo così tanti falsi guru, perché sono tutti quelli scartati da queste anime realizzate. A questo punto, abbiamo gente che ha ottenuto la realizzazione, pur essendo i veri guru così.

Ne ho incontrato un altro, mi ha chiesto: “Perché dai la realizzazione a tutta questa gente inutile?”  Ho chiesto: “Perché?”

C’erano lì dei Sahaja Yogi. Lui disse: “Quanti son capaci di dare la vita per Shri Mataji?”  E io: “Io non voglio chiedere la loro vita, non voglio la loro vita”   “Questa è la prima cosa da chiedere. Io ho molti che darebbero la loro vita per me.” E lui non gli dà la realizzazione.

Insomma ora, in questo frangente in cui ci troviamo, in cui abbiamo gente che sta cercando e che va da questi guru ‑ certo, lasciamo perdere i falsi guru ‑ ma anche da veri guru che non danno loro la realizzazione, voi siete in grado di dargliela, pensate un po’. Hanno grossissimi ashram, e tante altre cose, ma non danno loro la realizzazione, quando invece voi, tutti voi, potete farlo.

Ora, la cosa è questa: se mettete un piccola luce in una lampada che solo serve a illuminare se stessa, niente altro, ipotizzatelo…  ora sta a voi dare luce agli altri, ne avete i poteri, potete farlo, voi potete veramente cambiare la gente, curarla… Ma non lo fate! Portate tutta la gente ammalata da me: “Madre curali tu!” Addirittura per dare la realizzazione, ho visto, c’è chi porta la gente da me. Che bisogno c’è? Tutti voi sapete come dare la realizzazione, come curare una persona. Tutti voi lo sapete. Allora perché succede che non sentite di poterlo fare?  Il primo motivo potrebbe essere che non siete abbastanza maturi per farlo. Ma anche se siete maturi, non vi assumete i vostri poteri, non ci credete.

L’umiltà va benissimo, ma dovete capire che tipo di potere sia. Supponiamo che qualcuno sia un re, per fare un esempio, e lo si ponga su un trono e la gente viene e invece di essere loro a toccare i suoi piedi, sia lui ad andare a toccare i piedi di tutti quanti. Questa non è umiltà, questo è un non senso. Qualunque sia la posizione che uno ha, si deve cercare di

esercitarla con  ‘umiltà’, cioè attraverso la compassione. La maturità è questa: che voi dovreste sapere di avere questi poteri, dovreste sapere come conservarli, dovreste sapere come crescere nella pace, e poi, quando incontrate delle persone, dovreste assumere tutto questo dentro di voi: io sono ‑ forse ‑  una casalinga, cucino per i miei nipoti, e faccio questo e faccio quello, ma una volta che mi siedo su questa sedia, io so Cosa Sono.

Potete essere qualunque cosa: un impiegato, un lavapiatti, qualunque casa, non fa alcuna differenza, ma una volta che siate un Sahaja Yogi, siete un Sahaja Yogi. E dunque dovete mostrare la vostra dignità, e non cibarvi delle vostre debolezze. Voi siete molto meglio di tutte le anime realizzate che hanno raggiunto la realizzazione da migliaia di anni a questa parte, poiché avete così tanti poteri. Ma la loro fiducia in se stessi, e la capacità di assumere i propri poteri che loro avevano, questo non l’avete. Alcuni dicono: “Temiamo il nostro ego”  Ma come potete avere ego? E’ finito, ora. E anche se fate qualche errore, non importa!   “Madre, ho toccato il mio piede sinistro, ho toccato il destro…”  Non fa alcuna differenza!

A causa della mancanza di fiducia in voi stessi, diventate austeri, pur essendo Sahaja Yogi. Se siete fiduciosi in voi stessi, perché mai dovreste essere austeri? Son cose che vanno tutte insieme: per prima cosa dovete diventar maturi, con questo dovete diventare fiduciosi in voi stessi, e senza paura dovete diffondere Sahaja Yoga. Alcuni hanno paura di se stessi, alcuni hanno paura degli altri. La paura viene anche dai condizionamenti che avete, dall’ambiente in cui siete cresciuti.

Il puja di oggi è, in un certo modo, molto importante, perché tutti mi stanno dicendo: “Madre, lei dovrebbe essere severa, deve dirglielo, deve…”  Ho pensato: va bene, glielo dirò. Ma assolutamente non per buttarvi giù, assolutamente. Ma per dirvi cosa potete raggiungere, per dirvi quanto lontano potete arrivare. In così tanti, siete sufficienti per trasformare almeno dieci globi come questo, dieci mondi. Più che sufficienti. Ma siete ancora rivolti solo verso voi stessi, preoccupati di voi stessi, solo dei vostri bambini, o di vostro marito, eccetera.

Non funziona. A secondo di quanto vorrete crescere, questo potere vi darà il potere di riuscirci, ma il problema che risiede in ognuno di noi è che non ci conosciamo e non vogliamo conoscerci.

Il Guru Puja di oggi dovrebbe darvi lo stato di guru. Se volete, può funzionare. Il Potere Divino Onnipervadente di Amore sta incessantemente lavorando perché tutto questo sia raggiunto: più di voi il Divino vuole cambiare questo mondo, vuole trasformare questo intero Universo. Voi ne siete lo strumento, e se cercate di ingannarvi da soli, chi potrà impedirvelo?

Mettersi solo lì a godersi della musica, o la compagnia di qualcuno, o l’ appartenenza a un club, o sentire di partecipare a una bella manifestazione, o, nemmeno, la sicurezza dei bambini e della famiglia, tutto questo non basta, non sarà mai soddisfacente. Vi darà soddisfazione reale solo il fatto di diventare la luce da dare agli altri, il lavorare per gli altri. E voi avete tutti i poteri per far questo. E’ quanto sto cercando di dirvi e di ridirvi: avete questi poteri. Avete questi poteri attraverso i quali potete veder dentro di voi ed essere i testimoni di voi stessi, e arrendervi. Poiché mentalmente ora siete convinti di Sahaja Yoga; emozionalmente siete convinti che Sahaja Yoga vi ha dato un grandissimo senso di amore e compassione; fisicamente siete convinti che Sahaja Yoga vi ha dato buona salute e avete fiducia nella vostra buona salute. Ora dovreste diventar sicuri del piano spirituale, del piano spirituale. Che siete veramente persone spirituali, scelte dal Divino, e che le vostre ultime vite sono state vite spese per una grande ricerca, ed è per questo che siete rinati ora e siete stati benedetti con tutte queste benedizioni.

Perciò non sfuggite a voi stessi: aderire alla vostra personalità profonda è importante.  Dovete meditare, andare in consapevolezza senza pensieri, e continuamente tenere all’erta l’attenzione. Questo è molto importante.

Quando ci sarà bisogno di una qualunque cosa, quando qualcosa succederà, come  si debba reagire: tutte queste cose divengono chiare quando siete all’erta e consapevoli di questo Potere Onnipervadente continuamente e in ogni momento.

Io non mi preoccupo mai di nulla: tutti si sorprendono di questo. Non mi preoccupo. Perché? le mie preoccupazioni sono finite. La gente dice: “Tu viaggi e viaggi…”  Io non viaggio mai: sto seduta qui o sto seduta lì, dov’é il mio viaggiare?

Dunque non seguite questo tipo di pensieri. La consapevolezza senza pensieri è lo stato più bello che dovete raggiungere. Vi darà pace, e lo stato di testimonianza per gioire della commedia della vita, per gioire della varietà della gente. Perché?  Perché crescerete dentro di voi. Per un Sahaja Yogi è importante vedere non gli errori degli altri, ma i propri e correggerli. Ricevo così tante lettere a proposito di questa o quella donna, questo o quel leader, o persone così, che dicono: “Madre, questo leader mi fa soffrire, quel leader mi fa soffrire…” e via dicendo. Sono sorpresa: io cambio un leader non appena vedo che c’è qualcosa di sbagliato, l’ho sempre fatto, se non adatto, se ha problemi, è sempre stato fatto. Ma il modo in cui voi mettete l’attenzione sul leader… forse c’è della gelosia. Se un leader dice che c’è qualcosa che non va in voi, dovreste ringraziarlo. Chi ve lo deve dire?

Sono molto orgogliosa di voi, molto felice: non sono mai esistiti discepoli così, per nessun guru. Se fossi un guru dovrei dire: è fatta, il lavoro è compiuto.

Esser proprio contenta. Ma quando vedo che voi non avete capito cosa avete ottenuto, e non volete portare il tutto al suo compimento, allora penso a quella parabola del Cristo, e cioè al fatto che alcuni semi cadono sui sassi. Tutto il vostro affetto, tutto il vostro amore… lo so è impossibile esprimere  quel che sento a questo proposito. Ma voi non vi rendete conto di aver ottenuto la realizzazione, del perché siete qui, quale sia la vostra particolarità, quel che dovete raggiungere: non vi rendete conto di questo! Ed è quello che dovete arrivare a sapere. Non dico come il Cristo di cavarvi un occhio, o tagliatevi una mano… nulla di questo. Resterete integri, il vostro corpo resterà integro, nulla dev’essere tagliato, ci serve questo corpo. Ma in un senso sottile quel che lui voleva dire è che qualunque parte del corpo faccia degli errori dovreste cercare di negarla, in un senso sottile.

Nello stesso modo, anche in Sahaja Yoga, se quella gelosia vien fuori cercate di capire perché siete gelosi, perché andate contro il leader. Il leader dice una parola a qualcuno e immediatamente me lo scrivono. Perché mai è il leader se non deve dir nulla?

Oggi, credo per la prima volta, sono in grado di dirvi qualcosa che fino ad ora ho sempre esitato a dire:  “…lascia perdere, sono ancora bambini piccoli…”  Ma ora dopo di questo dovete crescere, crescere in tutti i sensi. Proprio non capisco: quelli che hanno ottenuto la realizzazione senza il potere di alzare la Kundalini fanno un lavoro così grosso, mentre voi avete questo potere di alzare la kundalini, di curare la gente, e anche di parlare di Sahaja Yoga, e siete così capaci… eppure dov’è la  vostra attenzione? Non riesco a capirlo.

Il discorso di oggi davvero non dovrebbe ferirvi, perché non vorrei in alcun modo farlo. Qualunque sia la situazione, io l’accetto. Ma se non volete voi accettarla, quel che dovete fare ve l’ho detto. Questo alzerebbe certamente, rapidissimamente il vostro livello spirituale, è sicuro, senza alcun dubbio. E’ molto importante che vediate da soli cos’è che non va. Dopotutto siete stati tutti ricercatori della verità per anni ed anni, ora siete arrivati a trovarla la Verità. Dunque cercate di identificarvi con la Verità: è tutto. Io sono con la Realtà. Se vi identificate con la Verità e con la Realtà, il vostro Sahastrara sarà completamente aperto, senza difficoltà. La Verità risiede nel vostro Sahastrara, e quando la Verità arriva ‑ ne sarete sorpresi ‑ la Verità è Amore e l’Amore è Verità. Puro amore, che è proprio la gioia di dare e tutto il  ‘nirananda’ (stato in cui non  c’è  ‘null’altro che gioia’) che vorrete avere, potrete averlo se comprenderete questa semplice equivalenza, che la Verità Assoluta è Amore Assoluto.

Io non ho aspettative. Devo dirvi che sono più che soddisfatta. Per quanto mi riguarda ho fatto il mio lavoro.

Ma ora questo deve essere continuato, voi dovete diventarne responsabili, dovete portarlo a compimento. Sono stata così felice quest’anno: in tutti i posti dove sono stata tutti i leader hanno detto: “Madre, non hai più bisogno di viaggiare, ora ce l’assumiamo noi la responsabilità, andiamo avanti noi.” Ma tutti voi dovete sostenere i vostri leader  e darvi da fare. Qualche volta i leader son proprio… non riescono a capire perché ognuno si metta ad avere le sue proprie singole idee su tutto. Dovreste amalgamarvi.

Per esempio, nel nostro paese quando volemmo rimuovere la schiavitù, tutti si unirono insieme per raggiungere questo risultato. Mentre qui ci sono quelli che cercano di abbattere i leader, di diminuirne la credibilità, di prendersi gioco di loro, di formare piccoli gruppi. E’ questa la strada attraverso la quale riusciremo nella nostra impresa?

Tutti voi dovreste sostenere i leaders, dovreste tutti fare il massimo per fare quello che il leader sta dicendo. Se qualcosa non va nel leader gli parlerò e lo rimetterò a posto, ve lo prometto. Ma voi non cercate di porre resistenze. Di fatto tutti i leader chiedono a me prima di fare una cosa, perciò voi cercate di seguire il leader, qualunque cosa il leader stia dicendo, metteteci assolutamente tutto il vostro sforzo. Perché la lamentela è che voi non prestate loro ascolto. Son rimasta proprio sorpresa. Ieri, avete visto quello che ha suonato il sitar. Avreste dovuto chiedergli qualcosa sul suo maestro: suo padre è stato un suo maestro e spesso lo picchiava, e così il nonno, anche.

Ma lui aveva un così grande desiderio di imparare, di essere qualcosa che non gliene importava nulla: “Picchiatemi pure, fate quel che volete, mettetemi in prigione, ma fate di me un buon artista.”

Nello stesso modo è fatto Sahaja Yoga, perché c’è, se così vogliamo dire, una difetto: Sahaja Yoga non è una organizzazione militare, è solo totale, semplice amore materno. E, certo, ogni madre vuole che il figlio acquisisca grandi qualità, che abbia tutti i poteri, è questo che vuole.

Come riuscirci, come raggiungere questo obbiettivo, è il suo problema.

Ma in che modo voi lo accettate e come lo  usate, è il vostro problema. Io mi inchino sempre innanzi a voi che avete ottenuto la realizzazione, perché credo che così tanti Santi non ci siano mai stati su questa terra. Ma la santità deve essere portata al suo compimento. Altrimenti non potrete aiutare nemmeno la vostra famiglia, nemmeno il vostro paese, e, ovviamente, non potrete aiutare il mondo.

Dunque quello di cui ora c’è bisogno è di alzare il livello del vostro risveglio, della vostra spiritualità, andare nel reame del completo sostegno e arresa al movimento di questo spontaneo movimento che è Sahaja Yoga.

Che Dio vi benedica!

In poche parole: dovete adorare voi stessi….. detto in poche parole.