Mahashivaratri Puja

(Australia)


Send Feedback
Share

Shivaratri Puja, Castle Mountain, Sydney (Australia), 26 Febbraio 1995.

Oggi ci siamo riuniti qui per celebrare il Puja a Sadashiva. Colui che è riflesso dentro di noi è Shiva, cioè il puro Spirito. Questo puro Spirito dentro di noi è il riflesso di Dio Onnipotente, Sadashiva. È come il sole che può battere sull’acqua e, in tal caso, viene chiaramente riflesso, oppure può illuminare una pietra, nel qual caso non viene riflesso affatto. Se prendiamo, ad esempio, lo specchio, il sole non solo lo illumina, ma ne viene anche riflesso. Allo stesso modo, negli esseri umani, il riflesso di Dio Onnipotente è espresso a seconda della personalità: se questa è pura, chiara, innocente, il riflesso è come quello di uno specchio.

Le persone sante riflettono Dio Onnipotente nel modo appropriato, nel senso che non hanno più identificazioni con le cose sbagliate. Quando tali identificazioni non esistono e quando una persona è assolutamente il puro Spirito, il riflesso di Dio si riflette sugli altri.

Fortunatamente avete tutti la vostra Realizzazione del Sé; questo significa che il riflesso di Dio Onnipotente sta già lavorando nella vostra attenzione. L’attenzione è illuminata dal potere dello Spirito. Il potere dello Spirito è di essere un riflesso, e il riflesso non s’identifica mai con lo specchio o con l’acqua. È lì finché brilla il sole e, quando il sole non c’è, non vi è alcun riflesso. In Sahaja Yoga vi siete purificati, la vostra Kundalini vi ha purificati, ora siete personalità pure. È per questo che tale riflesso è sempre più chiaro e le altre persone lo vedono sul vostro viso, sul vostro corpo, nel vostro lavoro, nel vostro comportamento, in tutto.

Per le persone è difficile credere veramente in se stesse e di poter essere davvero il riflesso di Dio Onnipotente. Hanno dei complessi, credo, non riescono a capire come improvvisamente siano diventate tale riflesso. Ma ne hanno la capacità, possono diventarlo e, per questo, devono avere fede in sé stesse, nella loro ascesa, credere in ciò che siamo diventati. La fiducia è molto importante in Sahaja Yoga. Senza la piena fiducia non potete ottenere la vostra ascesa. Avete visto che anche nei miei discorsi devo esortarvi ad avere piena fiducia. Ma la fiducia non significa assolutamente ego, aggressività. Più siete sicuri, meno siete aggressivi.

C’è una storia cinese molto interessante. Un re voleva che i suoi galli vincessero una gara di combattimento. Qualcuno gli disse che se avesse portato i suoi galli da un certo santo, questi li avrebbe resi così forti da vincere sicuramente la gara. Portò, dunque, i suoi due galli dal santo dicendogli di infondere loro tutta la forza necessaria per vincere. Dopo un mese, il re tornò a riprenderseli, poi li mise nell’arena dove c’erano molti altri galli che iniziarono ad attaccarli, ma loro se ne stavano semplicemente lì, molto pazienti, in assoluta calma e tranquillità. Consideravano ogni tipo di attacco come un semplice gioco e gli altri galli, dopo un po’, si stancarono e corsero via dall’arena, così i due galli del re vinsero la gara.

Questo è ciò che dobbiamo capire: una persona distaccata non può mai essere aggredita. Noi siamo attaccati dalle tante identificazioni che abbiamo: in primo luogo la famiglia, poi il nostro Paese, la nostra religione, cose di ogni genere, tra cui il razzismo. Ho visto che tutte queste identificazioni ci rendono davvero deboli, perché ci attaccano continuamente e confondono le menti dei Sahaja Yogi. Voi dovete avere fiducia in Sahaja Yoga e fiducia in voi stessi, nel fatto che siete sulla giusta via, che adesso siete salvi e che nessuno vi può attaccare perché avete la completa protezione del Divino.        Le persone possono seguire qualsiasi religione, possono seguire qualsiasi guru, possono seguire qualsiasi cosa, ma hanno continuamente paura di essere attaccate e temono di dire le cose che dovrebbero dire. Non hanno discernimento nemmeno per capire cosa debba essere detto. Con la giusta comprensione che siete il puro Spirito, se ci credete, sarete sorpresi di quanta fiducia avrete in ciò che state facendo. Possiamo anche dire che abbiamo un altro grande vantaggio, quellocioè di essere nel collettivo. Possiamo scoprire nel collettivo in che modo ci stiamo comportando. Qual’ è la reazione all’interno del collettivo? In collettività una persona che è molto sottile non ha bisogno di parlare troppo né di dire troppe cose. Può starsene lì come i galli di cui vi ho parlato. Ma si può percepire la sua profondità. Potete sentire che una persona di quel calibro è così profonda che non vuole aggredire. Si sente protetta dentro di sé.

Dobbiamo percepire questa protezione, non a livello mentale ma dentro di noi e, una volta che abbiate questa gravità, questa percezione, nessuno potrà attaccarvi. È chi attacca ad essere insicuro, o forse maleducato, o forse non è ancora un Sahaja Yogi. Comunque, dovete avere un occhio indulgente nei confronti di questa persona.

Shiva, ad esempio. La caratteristica di Sadashiva è che perdonava tutti. Era così disgustato da chiunque facesse penitenze come stare dritti sulla testa o su un piede solo, oppure digiunare o cose di ogni genere, che diceva: “D’accordo, cosa vuoi? Prendilo!”. Dette anche molte benedizioni a numerosi rakshasa, come avete sentito, tantissimi rakshasa furono da lui benedetti perché si era stancato delle loro penitenze.

C’erano molte storie sulle benedizioni che Sadashiva accordava alle persone, persino a Ravana – c’è una storia interessante su di lui – che fece molte penitenze. Non so cosa abbia fatto, quanto abbia digiunato con le sue dieci teste. Già con una bocca si può avere molta fame, immaginiamo con dieci! Non so quale penitenza abbia fatto per far proprio stancare Shiva. La sua compassione è così grande che ha pensato: “Lasciamo che questo essere abbia quello che vuole.”

Ravana andò da Shiva e Shiva disse: “Cosa vuoi? Perché stai facendo tutto questo a te stesso?” Rispose: “Voglio avere una benedizione.” E lui chiese: “Quale?” “Prima promettimi che mi darai qualsiasi cosa io ti chieda.” – “Certo, se è in mio potere te la concederò.” È una storia molto interessante. Ravana disse: “Voglio tua moglie.” Sapeva, infatti, che la sposa di Shiva era l’Adi Shakti e che se avesse avuto l’Adi Shakti per compagna, avrebbe fatto meraviglie. Quindi chiese: “Vorrei avere tua moglie come compagna.” Per Shiva fu molto difficile prendere la decisione di cedere a questo demone ma, per compassione, lo fece. Tutti questi eventi che vedete mostrano realmente come la sua compassione faccia funzionare le cose.

Fu deciso che la sua sposa Parvati andasse a quest’orribile individuo. Ma il fratello di Parvati era Shri Vishnu, cioè Shri Krishna, che si disse: “Non posso permettere che mia sorella vada da quel demone. Devo fare qualcosa.” Shri Krishna è molto dispettoso e ciò che fece fu fargli sentire la necessità di andare in bagno. Ravana si sentì in imbarazzo, lasciò la signora in un angolo e andò in bagno. Shiva lo aveva però avvisato: “Farai meglio a stare attento,perché la Madre Terra è la madre di questa signora. Non posarla mai sulla Madre Terra, devi portarla sempre in spalla.” Quindi, giunti ad un certo punto, Shri Krishna mise in atto un trucco, facendogli sentire l’urgenza di andare in bagno. Così Ravana dovette posarla a terra e, subito, la Madre Terra la risucchiò dentro di sé senza che lui sapesse cosa fare.

Tentò una seconda volta. Di nuovo, andò da Shiva e disse: “Vedi, questo è quanto mi avevi promesso e guarda cosa accade.” Lui rispose: “Ti avevo avvertito che suo fratello è molto dispettoso e, in un modo o in un altro, riesce a spuntarla, quindi stai attento. Stavolta non dargli retta, non posarla in terra in nessun caso.”

Fece dunque un altro tentativo, per così dire, e la riprese in spalla. Improvvisamente, vide di fronte a sé un ragazzino, che era Shri Krishna, che stava ridendo di lui. Disse: “Perché stai ridendo di me?” – “Perché stai portando in spalla questa donna anziana? Non ha neanche un ornamento!”. Ravana rispose: “Questa è la Devi”. E il ragazzino: “No, non ha nemmeno un ornamento, non ha niente. Come può essere la Devi?”. Vedete, in India abbiamo un modo di dire: di una donna che non possiede ornamenti né niente, diciamo che è come la Parvati di Lanka. Lui infatti la stava portando a Lanka e, quando si voltò a guardarla, vide una donna molto anziana e sdentata che rideva di lui. Ebbe così paura che la gettò via. Questa è Mahamaya!

Per la terza volta andò da Shiva e disse: “Sarà meglio che tu dica a tua moglie che non deve ascoltare nessuno e sarà meglio cheti assicuri di donarla a me.” Lui rispose: “D’accordo, nascerà a Lanka e tu potrai sposarla.” Il nome di lei era Mandodari. La storia continua così: Mandodari era una grande devota di Shri Vishnu nel periodo in cui arrivò Rama per uccidere Ravana. Tutto questo fu organizzato da Mandodari stessa, perché lei sapeva che se Shri Rama avesse ucciso Ravana egli si sarebbe liberato da queste idee sulle donne, come correre dietro a Sita ecc. Lei, in realtà, voleva che accadesse qualcosa così che lui potesse rinascere, in modo da liberarsi dalla fissazione di guardare le belle donne e dall’idea di rapire Sitaji e portarla a Lanka: Shri Sita era assolutamente contraria, ma lui non volle sentire ragioni. Scoppiò quindi una guerra durante la quale Ravana venne ucciso da Shri Rama.

Tutto questo episodio avvenne in virtù dell’illimitata compassione di Shri Shiva. La sua compassione è da osservare con attenzione perché a volte sembra molto illogica, mentre in realtà dietro vi si nasconde una grande logica. La logica consiste nel fatto che qualsiasi cosa faccia, egli riesce a trovare la soluzione di un problema. Ad esempio, c’era una guerra in corso e il problema era che all’epoca esisteva un orribile demone a cui Shri Shiva aveva accordato la benedizione che nessuno potesse ucciderlo. Aveva dato anche una benedizione chiamata Varadhan  a un santo che aveva detto: “Ora voglio dormire e nessuno deve disturbarmi.” Allora Shiva lo benedì così: “Se qualcuno disturberà il tuo sonno, con un semplice sguardo lo ridurrai in cenere.” Quando iniziò la guerra, Shri Krishna pensò: “La cosa migliore da fare è uccidere questo demone con la stessa benedizione accordata al santo.” Quindi fece un gioco, correndo via dal campo di battaglia; per questo motivo è chiamato ‘il guerriero che fuggì dal campo’ (Ramchordas: colui che fugge dal campo di battaglia).

Shri Krishna, mentre fuggiva, aveva addosso uno scialle. Entrò di soppiatto nella grotta dove stava dormendo il santo e lo coprì con lo scialle. Il demone, che lo stava inseguendo, raggiunse quella grotta, vide lo stesso scialle e disse: “Oh, ora sei stanco e ti sei messo qui a dormire. Ora ti sistemo io!”Senza rendersi conto di chi in realtà stesse dormendo lì, strappò via lo scialle, il santo addormentato si svegliò e lo guardò e si dice che lo abbia incenerito con il suo terzo occhio. Quindi arrivò la soluzione. Tutto il gioco è così, tre forze in azione solo per mostrare che alla fine la verità prevale. Da una parte c’è la compassione di Shiva, la sua bontà; poi c’è il gioco di Shri Krishna o Shri Vishnu per neutralizzarla; la terza cosa è il gioco di Brahma che crea e produce le cose. Tutte queste tre forze giocano solo per creare il clima adatto per far capire a tutti noi che c’è qualcos’altro per cui utilizzare la nostra consapevolezza umana. Tutti loro hanno fatto evolvere dentro di noi questo desiderio di ricercare la verità.

Da un lato Shiva è estremamente compassionevole, molto gentile persino con gli asura, con i rakshasa. Ma dall’altro lato può essere anche molto crudele. Può distruggere l’intero universo. Se le persone sono molto decadenti, se non si danno alla spiritualità, se la loro innocenza è completamente perduta, se non si distaccano da tutte le false identificazioni che stanno causando problemi in questo mondo, egli distrugge l’intero universo. Lui è lo spettatore del lavoro dell’Adi Shakti, le permette di compiere tutta quest’opera, di creare gli esseri umani, di dar loro la realizzazione, tutto questo. Ma nel caso scopra che i suoi figli, le persone salvate da lei, si comportano male insultano o in qualche modo distruggono il suo lavoro, può adirarsi distruggendo l’universo intero.

Io non credo possibile che ci riesca, perché ora abbiamo Sahaja Yogi ovunque. Quello che, però, vedo tra i Sahaja Yogi è che alcuni crescono molto velocemente: con continuità e forza raggiungono il loro Shiva Tattwa. La prima conquista mostra che iniziano a distaccarsi interiormente. Il distacco non è assolutamente mentale, non dovete diventare dei sannyasi o andare sull’Himalaya, lasciare le famiglie eccetera. Il distacco è interiore e, quando inizia ad agire, il primo segnale è che diventiamo gioiosi e felici.   Se chiedete a qualcuno: “Perché sei infelice?”, vi parlerà di sua moglie, forse della casa, o dei bambini, forse del suo paese, forse della società, di qualsiasi cosa. Rimane turbato o molto infelice di vedere gli avvenimenti intorno a sé. Costui è un’anima realizzata e questa infelicità non lo aiuterà. Occorre sapere che voi potete correggere tutti questi mali della società, della famiglia, dell’intero paese, trasformando gli altri, non sentendovi male. Ma, mentre lo fate, dovreste avere, innanzi tutto, un completo distacco.

Sono rimasta stupita, quando ho iniziato Sahaja Yoga, di come le persone mi parlassero dei loro connazionali, delle loro religioni e delle cose sbagliate che facevano. Non so quante cose mi abbiano detto e ho pensato che ci fosse stato un distacco che permetteva loro di vedere chiaramente i difetti della loro società, delle persone, dei loro rapporti, della famiglia, del Paese, di tutto il mondo. Questo è possibile solo se non siete identificati con niente di tutto questo, altrimenti non vedrete mai i difetti. Non vedrete mai cosa c’è di sbagliato in un’altra persona e non potrete vedere neppure i chakra che si stanno bloccando.

Quindi, per prima cosa dovremmo avere il distacco. Come raggiungerlo è il punto. Molti mi chiedono: “Madre, come riesce a distaccarsi?”. Vedete, io non sono attaccata, sono già distaccata. Non so come fare ad essere attaccata. Ma voi, per capire voi stessi, dovreste fare introspezione. Cercate di scoprire a cosa siete attaccati. Perché sono infelice? Per chi mi preoccupo? Perché dovrei preoccuparmi?

Alcune cose che non erano mai state molto importanti, lo diventano per certi Sahaja Yogi. Ad esempio, mi hanno detto che in Occidente alle persone non importa molto dei loro figli, ma appena prendono la realizzazione si attaccano a loro come la colla. Non riescono a pensare cosa sia bene per i loro figli, pensano che tutto ciò che riguarda i loro bambini sia loro compito primario. L’altro giorno sono rimasta sorpresa di sentire che i genitori vogliono venire dopo il Birthday Puja. Sono rimasta scioccata. Voglio dire, il Birthday Puja si sta avvicinando, come mai i genitori vogliono venire dopo? Quando l’ho detto a Yogi lui ha risposto, “Madre, noi saremo molto felici se saranno qui e anche loro dovrebbero esserlo.” Ha detto: “Aiuterà i bambini e aiuterà i genitori.” Ma tutta l’attenzione ora è sui bambini: “Dobbiamo lasciarli lì e occuparci di loro”, questa è l’unica cosa che conta. L’attaccamento ai figli vi farà sicuramente fare delle cose che non sono buone per voi. Ho notato che questo nuovo attaccamento inizia dopo Sahaja Yoga, è molto comune.

L’altro attaccamento è alla vostra famiglia. Di solito queste cose non avvengono in Occidente, lì le persone non sono molto attaccate alla famigliabevono e fanno cose di ogni genere. Improvvisamente ottengono la realizzazione ed è come un boomerang, così che tornano alla famiglia. C’è un tale attaccamento alla famiglia, alla casa, a tutto! Non riesco proprio a capire. Se diventate il Puro Spirito siete distaccati, perché siete solo un riflesso, ma siete il riflesso di Dio Onnipotente. Tutte queste identificazioni scompaiono. Ci si può chiedere: “Come farle scomparire?” Io non ho mai dovuto farle scomparire, ma a voi posso consigliare alcuni metodi che potete provare.

La prima è la meditazione. Dovreste scoprire cosa c’è che non va in voi, quale canale è bloccato, se il destro o il sinistro. Potete scoprirlo con la meditazione. Siete attaccati al denaro, agli affari, alla famiglia, al vostro Paese, in un modo che non è Sahaj, o alla vostra cultura che non è Sahaj? Allora cercate di distaccarvi da queste cose attraverso la meditazione. Sapete come sbarazzarvi del lato destro o sinistro. Questo attaccamento si manifesterà sulla punta delle vostre dita e dovete vedere da soli quali chakra si stanno bloccando e perché avete dei problemi. Poi potete purificarli, molto facilmente, usando un semplice trattamento Sahaj.

Penso che qui falliamo, perché una volta che siamo attaccati a qualcosa non ci rendiamo neanche conto di esserlo. Pensiamo di fare cose grandissime perché amiamo quella o quell’altra persona, pensiamo che stiamo esprimendo le qualità di Shiva, la compassione. Così iniziate ad attaccarvi alle persone, ma questa non è compassione. Essere attaccati a queste cose non significa assolutamente esprimere compassione e non potete avere la compassione di Shiva, sebbene alcuni pensano che sia la compassione di Shiva ad agire tramite loro. Non è così, perché questa compassione è molto pura. È, come vi ho detto molte volte, come la linfa nell’albero che sale e raggiunge le varie parti dell’albero e poi,o evapora o scende fino nella Madre Terra. Non è attaccata, se si attacca a un fiore o ad una foglia o a un frutto, tutto l’albero ne soffrirà e anche il fiore appassirà. L’attaccamento ad una cosa o ad un’idea particolare non va bene.

In Sahaja Yoga ho visto che le persone sono molto adattabili e capiscono cosa devono fare, ma la cosa più importante è la meditazione. Meditando sul vostro cuore, sul vostro Shiva Tattwa, sul principio di Shiva, potete sicuramente distaccarvi e allora, la gioia raggiungerà il massimo livello. Ho visto che le persone possono avere interesse ad esempio nel cibo, nei vestiti, nella casa, in tutto. Voi potete avere degli interessi ma, in quell’interesse, dovrebbe esserci la comprensione illuminata che non potete attaccarvi. Ad esempio, ad alcuni indiani del sud non piace il cibo del nord. Agli indiani del nord non piace il cibo del sud. Questo è un grosso problema. Ho chiesto ad una persona dell’Indian Airlines: “Perché non avete del cibo standard?”. Mi ha risposto: “Qual è il cibo standard dell’India? Me lo dica.” Era una domanda vera. Gli indiani sono molto esigenti riguardo al cibo e al gusto; è vero che in India non abbiamo un cibo standard.

Allo stesso modo possiamo dire che anche in Occidente la gente corre dietro a cose inutili. Agiscono in un certo modo per seguire la moda, oppure non so, perché la loro personalità non è matura. Se è matura si vedono le cose da una prospettiva molto più elevata di quella degli altri e non ci si disperde con tutti gli altri. Ciò che voi sapete è molto più elevato, molto più grande e dona molta più gioia. Molti pensano che gli attaccamenti diano gioia. Se avete ad esempio un figlio, una moglie, pensate che diano gioia. È un’idea molto sbagliata. La gioia proviene dalla fonte del vostro Spirito. Che abbiate un buon marito, che abbiate figli buoni o cattivi, comunque sia, non possono darvi gioia. Solo voi potete dare gioia a voi stessi ed è per questo che si acquista la grande capacità di perdonare. Se nessuno vi può danneggiare, con chi vi adirerete? Questa è un’altra grande qualità di Sadashiva: egli ha una grande capacità di perdonare. Arriva fino a un certo punto, dopodiché distrugge l’intera creazione dell’Adi Shakti. Diversamente perdona moltissimo e, in questo, è anche molto equilibrato.

Una volta l’Adi Shakti si infuriò terribilmente con il mondo intero. Era così decadente che lei iniziò a distruggere tutto. Shiva, allora, le mise un bambino piccolo sotto il piede e a lei uscì dalla bocca una lingua così grande, per lo shock, che bloccò la sua distruzione. I sistemi di Shiva sono tali che una persona che debba svilupparne il principio dentro di sé, dovrebbe avere una grande capacità di perdonare. So che ci sono tante persone molto crudeli e tormentose. Se non potete sopportare, va bene, troncate pure, io sarò al vostro fianco in questo; ma se potete farlo è meglio affrontare l’esperienza della sopportazione, perché sopportare non è più difficile che fuggire.

Ad esempio, una signora venne a dirmi: “Ho intenzione di divorziare da mio marito.” E io: “Perché?” – “Perché torna a casa molto tardi e lo vedo pochissimo.” Io ho risposto: “Ma se divorzi da lui allora non lo vedrai affatto! Che logica è? Almeno ora lo vedi, quando c’è. Questa non è una soluzione, perché se divorzi non lo vedrai mai. Che senso ha questo divorzio?”. Molte cose come questa, cioè che non dovete attaccarvi a niente, possono essere comprese una volta che siete distaccati. Chi può aggredirvi se non siete attaccati a nessuno? Nessuno può farlo. L’unica cosa è che quando sentite di dover protestare fatelo, ma con distacco. Anche quando protestate è importante avere un assoluto distacco.

Il problema che abbiamo oggigiorno è un altro: dobbiamo ascendere tutti, con uguale forza. C’è una storia di alcuni uccelli che rimasero intrappolati in una rete, così decisero che dovevano provare ad uscirne. Ognuno cercò di uscire, ma nessuno poté riuscirci individualmente; decisero, allora, di volare tutti insieme: “Uno, due, tre, via!” e, tutti insieme, portarono via la rete. Poi chiesero ai topi: “Per favore, venite a tagliare questa rete!”. Così furono liberati. Se questo può succedere ai topi e agli uccelli, perché non può funzionare tra noi? In collettività, sarete stupiti di come possiamo aiutarci reciprocamente e gioire gli uni degli altri. Se, ad esempio, c’è qualcosa che non va con vostra madre, vostro padre, le sorelle o qualcun altro, non importa; dopo tutto avete l’Oceano di Gioia qui con la collettività e i vostri problemi possono essere risolti collettivamente, se volete risolverli. Dobbiamo dipendere dalla collettività, essere uno con il collettivo.

Io sento che una volta che vi tuffate nell’oceano Sahaj, è la gioia stessa che vi fa incontrare. Incontrarvi è una cosa talmente gioiosa!Abbiamo avuto tante esperienze di questo, di Sahaja Yogi che mi hanno raccontato di come abbiano improvvisamente incontrato da qualche parte altri Sahaja Yogi e di come ne siano stati felici. Questo legame tra i Sahaja Yogi è davvero il canale più gioioso ed è la fonte del nostro divenire insieme una cosa sola. Quando iniziate a gioire uno dell’altro…..

Una volta vi ho raccontato la storia di un grande poeta indiano, di nome Namadeva, che era un sarto. Ce n’era poi un altro che era un ….vasaio – a volte mi sfuggono i termini inglesi -Anche il vasaio era un poeta e si chiamava Gorakumbhar. Quando Namadeva andò a incontrarlo – i santi vogliono incontrare solo altri santi – lo guardò, si fermò e poi recitò due bellissimi versi. Disse: “Sono venuto per vedere il Chaitanya senza forma ma, qui, il Chaitanya è nella forma – Nirgunachah beti allo sagunashi – Sono venuto a vedere il senza forma, a vedere le vibrazioni, ma qui è nella forma, che lo vedo.”

Solo un santo può dire questo ad un altro santo. Questo tipo di apprezzamento, di apprezzamento sottile, è possibile soltanto tra due santi o tra molti santi. Lui non ha visto che l’altro stava impastando l’argilla, che indossava un dhoti sporco, mentre facevano quel lavoro. Namadeva non ha visto neanche una di queste cose, non ha visto il suo corpo, il suo viso o altro; ha solo visto che la divinità si era personificata in lui.

Questa sensibilità di sentimenti per gli altri Sahaja Yogi dovrebbe veramente svilupparsi dentro di voi. Allora non vi importerà più delle cose stupide e superficiali; questo è uno dei grandi principi di Shivaa lui queste cose non  interessano. Vedete, lui ha i capelli tutti arruffati, sta a cavalcioni di un toro veloce con le gambe messe così mentre si reca al suo matrimonio. Ve lo immaginate? Tutti i suoi amici, tutti i suoi seguaci sono persone che hanno una mano sola, alcuni hanno un occhio solo, qualcuno è piegato così, perché per lui non conta l’aspetto esteriore, ciò che conta è la spiritualità. Che abbiate un occhio solo o il corpo deforme non fa alcuna differenza. Per lui sono tutti la sua gente, perché niente che sia superficiale attrae la sua attenzione, ma solo la divinità in una persona.

Abbiamo tanti modi per comprendere il suo principio, perché questo è onnipervadente. Funziona se provate compassione per qualcuno. Funziona sicuramente. Recentemente c’è stato un caso di malattia incurabile in Messico. Una signora messicana che lavorava e ancora lavora all’ONU, mi scrisse due lettere, dicendomi: “Madre, perderò mio figlio a causa di questa orribile malattia”. Mi scrisse, semplicemente. Provai un’enorme compassione per lei, perché aveva scritto una lettera che mi aveva fatto venire le lacrime agli occhi e, immaginate, quelle lacrime hanno curato quel bambino! (termine in hindi) Hanno curato quel bambino completamente. In seguito, lei mi scrisse una lettera di ringraziamento. Sono stata sorpresa, perché la mia compassione non è mentale, esiste semplicemente, fluisce e fa funzionare le cose.

Anche voi potete diventare così. Desidero che abbiate tutti i miei poteri. Il primo è la compassione. Un Sahaja Yogi non può maltrattare un’altra persona, nessuno. Che si tratti di un altro Sahaja Yogi oppure no, non è importante. Nessuno può aggredire altri Sahaja Yogi, ma nemmeno coloro che non sono Sahaja Yogi devono essere aggrediti. Questo non è un segno di un Sahaja Yogi, il Sahaja Yogi è diverso.

L’altro giorno ho detto a qualcuno: “Sei molto irascibile.” E lui: “Sì, sì, lo sono quando qualcuno mi provoca.” Io gli ho detto: “Tutti vanno in collera quando sono provocati, solo i matti non si arrabbiano quando sono provocati. Quindi, se ti irriti quando qualcuno ti provoca non c’è niente di eccezionale. Se, invece, dici che quando ti provocano non ti arrabbi, sei in uno stato molto diverso.”

Quello che vedo è che, nell’atmosfera di questi tempi moderni, è in atto una grande lotta e questa non è la cultura di Shiva. La cultura di Shiva è la cultura Sahaj. Se siete Sahaja Yogi dovreste avere in voi la compassione, la comprensione dei sentimenti degli altri; inoltre dovreste essere pronti a prendervi cura non solo dei Sahaja Yogi ma anche dei non Sahaja Yogi e allora la vostra compassione diventerà efficace.

Oggi, come sapete, il problema maggiore della civiltà è che la cultura occidentale è andata in rovina. Quando si legge il giornale si resta sconvolti dalle cose che accadono. Non so quanti se ne renderanno conto prima della loro distruzione. È qualcosa di veramente autodistruttivo. Da una parte c’è la società indulgente e permissiva all’opera, dall’altra trovo che la cultura islamica sta cercando di opporvisi. Il fatto che stia cercando di contrastarla è giusto in sé, ma è il modo in cui lo fa che sta creando problemi. Se si reprime qualcuno dicendo: “Non fare questo, non fare quello”, lo farà ancora di più.

Vi farò un esempio. Se andate nel nord dell’India la cultura è molto più islamica, gli uomini sono molto licenziosi e guardano sempre le donne. Non sono tutti così ma molti lo sono, anche se sono indù o altro. Hanno ancora queste cattive abitudini che vengono dalla repressione islamica. Quando una donna è completamente coperta, e nessuno può vederla, diventano ancora più curiosi. Ho visto alcune persone che sono venute a Bombay. Qualcuno di loro viaggiava con me e guardava ogni donna che passava per la strada. Gli ho detto: “Ti si spezzerà il collo se continui a fare così.” Ma lì questa è una pratica comune. Non solo, ma questa curiosità va troppo oltre e le persone possono diventare estremamente immorali, proprio come in Occidente.

Quindi, anche reprimere i desideri è sbagliato. Lo è anche questa cultura che reprime esteriormente ma rende la gente interiormente molto immorale. Una volta stavo viaggiando da Rio a Londra e mi misi a dormire. Quando mi svegliai, vidi altre persone sedute, tutte agghindate con minigonne, cravatte a farfalla e altre cose, allora chiesi alla hostess: “Ci siamo fermati da qualche parte?”. E lei: “No, abbiamo fatto un volo diretto.” E io: “Allora chi sono queste persone? “Le stesse!” “Come sono cambiate!”. Ero sorpresa che prima indossassero quel lungo chador, mentre poi avevano addosso quegli strani abiti. Non riuscivo a capire. Ecco cos’è accaduto: nemmeno la curiosità suscitata dalla repressione è positiva.

In Sahaja Yoga non c’è affatto repressione. Diventate innocenti, semplicemente diventate innocenti. Questo è il principio di Shiva. Questa cultura Sahaj è al centro, non ha né troppa licenziosità né troppa repressione. L’innocenza è il principio di Shiva più importante. Questa innocenza risplende in voi, l’ho visto. Io vedo che voi, qualsiasi cosa possiate avere fatto prima, siete puri, non avete questi stupidi comportamenti così tipici dell’Occidente.

Ho anche visto molti musulmani venuti in Sahaja Yoga, diventare molto, molto Sahaj, e condurre una vita molto retta. Abbiamo degli iraniani che mi hanno scritto lettere con le loro confessioni. Ne sono stata scioccata, non le ho mai lette perché è troppo per me. Ora scopro che sono le persone più morali. Andare ad un estremo è sbagliato, così come lo è andare all’estremo opposto. Essere al centro, Sahaj, è il miglior modo per comprendere come sia importante la moralità e questo viene dalla vostra innocenza. Questa ovviamente è la qualità di Shri Ganesha che è il figlio di Shiva, ma viene espressa attraverso l’innocenza di Shri Shiva.

Penso che nel prossimo discorso su Shiva vi parlerò dell’innocenza ma, per questo, dovete comprendere il distacco, il distacco che dovrebbe evolvere dentro. Non può essere forzato ma, attraverso la meditazione, potete sviluppare dentro di voi quel distacco che vi darà molta gioia. Tante qualità di Shiva possono essere descritte e penso di avervi parlato di lui in tanti discorsi.

Devo solo dire che dovreste tenere delle meditazioni collettive nei vostri ashram, sarà una buona idea provarle. Ma non è necessario dare vibrazioni agli altri, non dovete occuparvi dei chakra degli altri; dovete solo preoccuparvi di ciò che non va in voi. E qualunque sia la soluzione per farvi ascendere dovreste attuarla, perché la responsabilità di tutto il mondo è sulle spalle dei Sahaja Yogi. Sapete che non c’è soluzione senza Sahaja Yoga. Sahaja Yoga è venuto sulla terra per salvare l’umanità da tutti i problemi,quindi è vostra responsabilità mantenervi in buono stato per quanto concerne Sahaja Yoga. Sbarazzatevi del vostro lato sinistro e del vostro lato destro e poi diffondete Sahaja Yoga, non con paroloni enfatici o con aggressività, ma con amore e compassione.

Sono sicura che abbiamo raggiunto tanto, abbiamo ottenuto tanto, ma ci sono ancora dei punti qua e là che per me sono molto sgradevoli da correggere. Qualsiasi cosa sia devo dire, però, che sta funzionando e tutti dovrebbero guardare se stessi e sentirsi felici di ciò che hanno raggiunto e dei traguardi ancora da raggiungere.

Che Dio vi benedica.