Discorso agli yogi, Picnic a Richmond Park

Richmond Park, London (England)


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Discorso agli yogi. Richmond Park, Londra (Inghilterra), 25 Giugno 1995.

A contatto con la natura si diventa assolutamente senza pensieri. Per me è un enorme piacere incontrarvi tutti qui, sotto gli alberi. Questi alberi creano un’atmosfera meravigliosa. Pensate a quanto duramente lavorano per noi; in loro è già tutto predisposto per produrre la clorofilla, questo verde. Tutto questo è già innato in loro, ma osservate quanto sono collettivi. Avete molto da imparare da loro. Ad ogni foglia è concesso di ricevere la luce del sole, ad ogni foglia. In che modo crescono, come sono organizzati, come riescono a comportarsi così? Nessuno ci pensa. Ma cos’è in loro che agisce? Non hanno ricevuto la realizzazione, ma come riescono a funzionare in questo modo meraviglioso? Il motivo è che sono sotto il completo controllo del Divino, assolutamente, non devono preoccuparsi (di niente). È così anche per gli animali, ecco perché sono chiamati Pashu, vale a dire sono sotto il completo Pash – Pash è il controllo assoluto del Divino – e Shiva è chiamato Pashupati, Colui che si occupa di tutto questo, in maniera molto affettuosa e delicata. Tutto questo è creato per gli esseri umani; gli esseri umani non capiscono che tutto il creato è per il loro uso: non abuso, ma uso.

Ed è questo che occorre davvero percepire nell’atmosfera: quanto (gli alberi) siano collettivi. Non hanno problemi, vivono insieme creando per noi una buona atmosfera. E in che modo si attengono al loro ciclo, che è un ciclo globale! All’inizio, ad esempio, possiamo notare che la linfa sale, dispensando poi tutto ciò che è necessario ad ogni parte dell’albero. Dopo, ogni residuo può finire nell’atmosfera o ridiscendere: essa quindi non rimane attaccata ad un unico punto. Vi ho detto molto tempo fa che non dovreste attaccarvi a niente. Se siete distaccati, tutto funziona benissimo. Se invece vi attaccate, ne ricavate soltanto preoccupazioni e, pensando troppo ai problemi, la vostra vita diventa tristissima. Se al contrario siete distaccati, la natura prende il sopravvento, come ha preso il sopravvento su di essi (gli alberi), e allora vi sentite rilassati, assolutamente rilassati. Quando invece pensate: “Dobbiamo fare questo, dobbiamo fare quest’altro, dobbiamo ottenere quello”, iniziate a preoccuparvi. Allora possono accadere due cose: la prima è che entrerete in confusione, non riuscirete ad ottenere nessun risultato e penserete, penserete, penserete senza sosta. La seconda cosa che accadrà è che vi esaurirete completamente. Ma se siete distaccati, in quanto Sahaja yogi, vi stupirete di come le cose funzioneranno. Dopo aver ottenuto la realizzazione, dovreste cercare di distaccarvi, entrando in consapevolezza senza pensieri. Distaccatevi e basta.

Adesso osservate i nostri attaccamenti a molte cose. Il distacco potete proprio esercitarlo, potete osservarvi allo specchio e rendervi conto che non siete il riflesso che vedete, bensì molto di più di questo riflesso. E cos’è che dentro di noi si prende cura di tutto, anche prima della realizzazione, che si occupa del sistema nervoso parasimpatico, che gestisce le minime cose, che cerca di mantenerci sulla retta via e ci dà una coscienza? Che cos’è? Cos’è dentro di noi che fa questo? Lo Spirito non è ancora entrato nella nostra attenzione (prima della realizzazione, ndt); tuttavia in noi esiste qualcosa che vi fa pensare alla verità, ricercare la verità, rendervi conto che c’è qualcosa di sbagliato nella società. Che cos’è questo qualcosa dentro di noi? Sapete dirmelo? Dio non vi ha lasciati senza la Sua guida. C’è qualcosa che si prende cura di noi: la Kundalini è ancora dormiente, quindi questa cosa è nel nostro cuore. Che cosa deve percepire il cuore al proprio interno? È l’Anima, l’Anima che percorre la nostra colonna vertebrale.

Talvolta, quando la gente muore, anzi è in punto di morte e poi si risveglia, racconta sempre di aver attraversato una specie di tunnel, a tratti oscuro, a tratti luminoso, a tratti chiaro ecc. Si tratta dell’anima che si trova dentro di noi, che inizia a salire accompagnata dalla nostra attenzione e a noi sembra di attraversare un tunnel. Chiaro? Queste anime adesso potete vederle, tutte sospese in cielo – potete vederle con sette occhielli – ma solo dopo la realizzazione, non prima. L’anima vi guida; l’anima vi ha portati in Sahaja Yoga; l’anima vi ha suggerito che dovevate ricercare la verità, che dovevate raggiungere la verità. Direi anche che la dedizione nella ricerca, la perseveranza, sono i mezzi attraverso i quali l’anima si manifesta a voi: dovete ricercare. Alcune persone diventano davvero impazienti al riguardo. Tutto questo, prima della realizzazione, è dovuto all’anima e l’anima inizia ad agire. Questo è il genere di ricerca che voi avete compiuto.

Quando una persona muore, la sua anima si stacca dal corpo ed il suo Spirito la guida. La definiamo un’anima morta. Talvolta rimangono sospese in aria; a volte, quando si tratta di anime realizzate, non ne hanno bisogno. Diventano una cosa sola con il Divino e possono sempre rinascere ogni volta che lo desiderano. Ma le anime che sono ancora attaccate a qualcosa – magari ai figli, o alla casa, o al vizio del bere, o a qualche assurdità – rimangono in circolazione e sono loro a crearci problemi, ad infastidirci molto. Possono aggregarsi in gruppi, possono essere di molti tipi diversi, potrebbero avere una pessima attività del subconscio o del sopraconscio. Ma di questo non possiamo parlare a nessun altro, perché non sanno, non vogliono credere che esista qualcosa del genere. La gente crede in una religione che parla dell’esistenza di anime morte e spiriti malvagi, ma soltanto (quando è) in chiesa o nella moschea o nel tempio, mentre nella vita privata non crede che abbiamo intorno tutte queste entità incombenti.

Alcune difficoltà che vi trovate ad affrontare e che non riuscite a superare, potrebbero essere dovute a queste anime morte. Il miglior modo di liberarsene è sviluppare un atteggiamento distaccato verso la vita. Supponiamo ad esempio che qualcuno sia molto attaccato ad una casa, ad un palazzo o qualcosa del genere. A quel punto avviene che queste anime, che sono alla ricerca di qualcuno mediante il quale poter soddisfare i propri desideri, penetrino in voi; esse penetrano nella vostra mente e, a quel punto, tutto precipita. Non potete riuscire in niente, non potete conseguire niente, vi sentite malissimo. Specialmente con i falsi guru, si viene colpiti da questa maledizione. Tutte queste cose devono essere corrette mediante il distacco dalla materia. A che cosa siete attaccati? Molte persone sono molto attaccate, ad esempio, ai propri figli; allora i figli saranno colpiti da queste anime. Se per esempio siete troppo attaccati al denaro, accadrà qualcosa e lo perderete. Abbiamo conosciuto tanti multimilionari che avevano ancora molta avidità. Allora uno spirito (anima morta, ndt) o qualsiasi cosa sia, è penetrato in loro mettendosi a suggerire: “Investi qui, investi lì, investi là” e non è rimasto loro alcun denaro. Specialmente l’economia occidentale è così: continua a suggerirvi di investire subito in una certa cosa, voi investite e poi non vi restano altro che prestiti e debiti e così per voi iniziano i problemi. Occorre dunque essere molto distaccati da tutto.

Conoscete la storia di quando entrai nel commercio della terracotta. Era accaduto che alcuni uomini di Delhi, già in pensione, pensavano di dover ancora servire il loro Paese con le esportazioni, ma non riuscivano a mettersi d’accordo con tutte le loro assurdità burocratiche. Ognuno si considerava il migliore, così litigarono e l’intera ditta si smembrò completamente. Eppure mio marito continuava a sostenere la necessità di averne una nostra, e molti di loro ne fondarono una propria – non so che cosa vendano – allora gli chiesi (a Sir C.P.): “Che cosa esporterete?” E lui: “Ventagli”. Ed io ribattei: “Ventagli dove, in Svizzera? Esporterete ventagli?” Allo stesso modo mi elencò vari oggetti, tutti più da importare che da esportare. Poi mi chiese: “E tu che cosa esporterai?” Ed io: “Io esporterò terracotta.” Lui esclamò: “Che cosa? Ma è argilla!”. Ed io: “È quello che ho intenzione di fare”. Ma io non conosco le banche, non so niente di affari, niente, sono del tutto distaccata. Non so cosa significhi trattare affari, quindi non ho questo grattacapo, ma la terracotta si vende molto bene ovunque perché so che adesso la gente desidera cose fatte a mano, le apprezza e (quindi) si vendono bene. Inoltre aiuto gli abitanti di un villaggio sperduto che hanno solo un pezzo di stoffa per coprirsi, un pezzo di stoffa, quindi è anche un aiuto filantropico. Oggi vi è un’esigenza globale di adoperare oggetti fatti a mano; sta funzionando molto bene, vi stupirete, sta funzionando benissimo. Non capisco niente di affari, ma va bene. Non è necessario che ne capisca qualcosa, funziona e basta.

Io sono distaccata al riguardo. Una volta qualcuno ha detto: “Ho dato molto denaro a Shri Mataji”, allora Mr. (C.P., ndt) Srivastava ha chiesto: “Chi lo ha contato? Lei non sa fare i conti!”  In effetti non ne sono capace. Se devo contare mille, conterò duemila, non so cosa mi accada. Diversamente sono brava in matematica, ma quando si tratta di fare i conti, le mie dita scivolano di continuo, non lo so, non so quanto denaro ho in banca, mai. È  terribile con me. Non so contare il denaro, non capisco i sistemi bancari, non so quanto denaro ho, quale sia il rendimento, quanto ho depositato, niente. Compro qualsiasi cosa ritenga buona, begli oggetti fatti a mano e si vendono; non so se si vendano allo stesso prezzo o a prezzo inferiore, non mi interessa. Non mi sono gravata di alcun grattacapo, nessuna seccatura di alcun genere.

È un tale piacere vedere queste persone povere creare ovunque cose così belle. È un vero piacere. In Russia realizzano cose bellissime; in Bulgaria, in Turchia. Devo dire che la Turchia è un altro grande Paese. Sono così abili, producono la terracotta migliore, in un certo senso persino migliore di quella indiana. Potete cucinarci il cibo, potete lavarla, farci quello che volete. Esistono persone molto abili ma, vedete, in questi tempi moderni non hanno successo: occorre avere il computer, occorre la concorrenza, occorre fare queste cose.

Se sviluppate il distacco, mediante la consapevolezza senza pensieri, Dio assumerà il controllo, eseguirà il vostro lavoro, si prenderà cura di voi. Dovreste avere fede in Dio. La cosa principale è che la gente non comprende cosa significhi avere fede in Dio, nella Sua onnipotenza. Egli fa tutto, si occupa di tutto: perché noi dovremmo preoccuparci? È un ottimo stile di vita non preoccuparsi. Adesso siete andati oltre, avete trasceso il tempo, avete trasceso tutte le tre Guna, avete trasceso anche il pensiero. Avendo superato la mente, potete arrestare le ondate dei vostri pensieri. In America ho dato la realizzazione ad una ragazza che aveva un negozio. Mi ha detto: “Madre, sapevo tutto di ogni oggetto che possedevo; tenevo con me la lista completa, sapevo questo, quest’altro, molto chiaramente, tutto ciò che possedevo; ma adesso non mi importa, non so che cosa ho in negozio. E qual è il risultato? Sto ricavando grossi profitti!” Ed io: “La cosa importante è che tu stia realizzando grossi introiti. Dopo tutto a cosa serve gravarsi la testa di tutto questo fardello se non si ricavano profitti?”

Si dovrebbe essere pronti ad arrendersi completamente, in modo assoluto, al volere di Dio. Qualsiasi cosa Egli faccia è per il nostro bene. Ad esempio ieri, per il programma, semplicemente non volevo che la gente avesse la pioggia; non ho detto niente a nessuno, ma tutto ha funzionato in modo che fosse nuvoloso, così nessuno è venuto in questo parco, nessuno è venuto a trascorrere qui il giorno di festa, niente, erano lì tutti contenti (al programma, ndt). Diversamente, pensate a come avrei potuto diffondere Sahaja Yoga, soprattutto in Occidente. È una situazione impossibile eppure ha funzionato, sta crescendo e la gente ne gioisce. Ma non è stata una sorta di decisione volontaria, una preoccupazione, niente del genere. Tutto ha funzionato ed è reale, potete rendervene conto molto bene.

Allo stesso modo, non dovreste preoccuparvi assolutamente di niente. A qualsiasi preoccupazione vi si presenti dovete intimare semplicemente: “Zitta!”., Ad ogni assillo vi tormenti dite semplicemente: “No!”. Non preoccupatevi. Vi sono madri che si preoccupano dei figli; ricevo tantissime lettere, così tante che non ho il tempo di leggerle, non so. In definitiva, tutto ciò che si legge riguarda i figli. Magari prima di Sahaja Yoga non erano molto attaccate ai figli, ma adesso, dopo (l’entrata in Sahaja Yoga),  stanno loro incollate.

Poi sorgono preoccupazioni relative al marito e alla moglie, una cosa molto comune oggi. Un uomo e una donna dicono di voler andare a Ganapatipule e laggiù nasce in loro il desiderio di sposarsi. Appena tornati da Ganapatipule non vogliono più sposarsi! Ma cos’è questo? Ho conosciuto tanti tipi di matti, ma questa specie non l’avevo mai conosciuta. È molto difficile. Sono molto entusiasti di ciò, fanno la domanda, vi danno una lunga lista di persone, quattrocento domande, e poi improvvisamente dichiarano: “Adesso non vogliamo più sposarci”. Se è reciproco è meglio, ma sarà uno solo della coppia a dire di non volersi più sposare. Alcune ragazze inglesi si sono comportate molto male, al punto che ora i nomi delle ragazze inglesi sono cancellati, sono sulla lista nera. Non vogliamo più ragazze inglesi.

È sorprendente, come possono essere così? Avete avuto grandi scrittrici, le ho lette. Avete avuto tante personalità – fra cui anche Shakespeare – che hanno sempre lodato le donne. Non riesco a capire perché dobbiate commettere questo errore. Se non volete sposarvi, bene, non sposatevi! Se invece volete sposarvi, almeno sappiate qual è la vostra responsabilità in quanto Sahaja yogi. Complicazioni su complicazioni. Non dico che provengano soltanto dall’Inghilterra, ma soprattutto dall’Inghilterra.

Vi ho detto anche in passato che non ci si dovrebbe comportare così. Vi sono donne non sposate di trentaquattro, cinquant’anni; nonostante ciò troviamo degli uomini anche per loro, intendo dire persone di età superiore alla loro. E poi improvvisamente venite a sapere che rifiutano: “Non vogliamo quest’uomo, ne vogliamo un altro”.

Gli uomini inglesi sono ottimi mariti, non vi è dubbio, ma talvolta sono simili ai cavoli. Questo aspetto non mi piace: talvolta sono davvero dei cavoli.

Si dovrebbe comprendere che come mariti dovete correggere le cose, e come mogli siete gli elementi della società responsabili non solo di crearla, ma anche di preservarla e farla progredire; è il dovere delle donne. Esse non si rendono conto di quali siano i loro doveri. Il loro dovere non è lavorare come segretarie o come politici. Il loro compito principale è diventare membri molto attivi della propria società. Ovviamente abbiamo alcune grandi donne, non dico di no, che non ve ne siano; ma alcune di loro sono incredibilmente strane, non si rendono conto che il matrimonio non è da intendere soltanto come una specie di centro commerciale; è una missione, sapete. È molto dolce essere una moglie e una madre. Invece esse mancano di dolcezza, e se vi mettete a litigare per cose insignificanti, ebbene, è meglio che non vi sposiate in Sahaja Yoga perché screditate il nome di Sahaja Yoga che vi ha dato la realizzazione. Quindi dovete essere in grado di gestire i vostri matrimoni e rendere giustizia.

Ovviamente in Sahaja Yoga abbiamo il divorzio, consentiamo il divorzio se si vuole, perché è una questione di libertà. Se volete potete divorziare da chiunque, ma è meglio far funzionare il vostro matrimonio se volete aiutare Sahaja Yoga.

Esiste un altro problema, molto pericoloso, che talvolta emerge. Qualcuno ha l’abitudine di formare dei gruppi contro i leader. Di recente abbiamo avuto un pessimo caso in America. Ovunque una certa donna andasse, formava un gruppo opposto al leader e creava così tanti problemi che le ho detto: “Adesso torna in India, ne abbiamo avuto abbastanza di te”. Ma lei non voleva tornarci; ha tentato il suicidio. Ha percorso due miglia fino al fiume Hudson ma non si è gettata, ovviamente non si è lanciata né nessuno l’ha spinta. Tuttavia ha minacciato il suicidio ed ha inghiottito del Panadol[1] o qualcosa del genere, di cui però non si muore – o forse era dell’aspirina, qualcosa del genere – comunque non è morta. Non so nemmeno se l’abbia inghiottita. Con tutta questa isteria danneggiate voi stesse, che senso ha? Quando le ho detto di tornarsene in India perché non la volevamo più, lei ha fatto tutto questo dicendo: “Io non me ne andrò, farò questo e quest’altro…”. Il giorno successivo suo padre ha avuto un gravissimo infarto, quindi è dovuta andare. Non sono stata io a farlo, detesterei fare una cosa del genere. Così ha dovuto andarsene. Ho detto: “Lasciatela saltare nel fiume Hudson e finiamola”.

Questa natura isterica delle donne è pessima. Ingannate voi stesse; voi siete Sahaja yogini, dovreste saper assorbire i problemi, potete farlo. Potete portare la pace, potete calmare, potete fare qualsiasi cosa, avete il potere. Le donne dovrebbero comprendere i propri poteri, è molto importante, perché non si rendono conto dei poteri che hanno. Anch’io sono una donna, e se le donne iniziano a comportarsi così è molto difficile. Anche certi uomini hanno l’abitudine di formare gruppi.

Vi è un terzo tipo: alcune di loro che magari sono leader, o mogli di leader, o qualcosa del genere, diventano estremamente dominanti. In qualche modo è come se si trovassero vicino ad una stazione di pompaggio o qualcosa del genere. Tutta l’aria entra nel loro ego e loro iniziano come a fluttuare nell’aria trattando bruscamente chiunque. Anche questo è un atto peccaminoso. Poiché siete mogli di leader, dovete comportarvi bene; non potete cercare di ferire e infastidire la gente perché siete mogli di leader. In realtà, secondo gli Shastra[2], noi nasciamo da cinque madri. Una di queste è la moglie del leader, la moglie del Guru, lei è vostra madre e deve comportarsi come una madre. Deve trattare tutti i discepoli come una madre e se il leader si adira o si indigna con qualcuno lei dovrebbe cercare di calmarlo, dovrebbe cercare di parlare all’altra persona dicendole che non deve comportarsi in quel modo. È questo il suo lavoro; non quello di dominare gli altri. (Invece) fanno proprio ciò che non dovrebbero. Così, se qualcuno ha dei problemi e non può parlarne al leader, andrà da sua moglie a parlarle della sua situazione, e allora lei può davvero portarvi giù.

Mi ricordo un episodio della nostra vita, davvero significativo: mio marito aveva in ufficio qualcuno che andò a lavorare per un’altra società, perché quello di mio marito era un ente governativo e naturalmente non lo pagava molto bene. Lui trovò un buon lavoro e si recò presso un’altra società. Tuttavia non gli piaceva molto il modo in cui conducevano alcune cose, quindi tornò e chiese a mio marito di riavere il suo lavoro. E lui: “Vattene, non voglio avere niente a che fare con te. Perché hai lasciato il tuo posto di lavoro?” L’altro non sapeva cosa fare, provò ma non funzionò; allora venne da me. Mi disse: “Vede, io desidero tornare, sono un ottimo funzionario, ho svolto un ottimo lavoro ma è stato stupido da parte mia aver accettato un nuovo lavoro che detesto; voglio tornare indietro e servire il mio Paese”. Quando C.P. tornò a casa, gli dissi che questo signore era venuto a trovarmi. Era venuto dalla persona giusta! Lui disse: “Adesso mi stordirai di chiacchiere”, Io risposi: “No, ti sto raccontando che lui è venuto da me semplicemente perché pensava che Io fossi più generosa di te”. E lui: “Cosa?” Io ribattei di sì, e lui: “Non sono affatto meno generoso di te”; allora gli dissi: “D’accordo, fai come ti pare”. Ed il giorno dopo gli restituì il lavoro. Quindi, l’opera di una donna è molto più ampia, molto più profonda e molto più elevata.

Mio marito aveva almeno un centinaio di parenti  strettissimi. Mi disse che mi sarei dovuta occupare dei suoi familiari; poi se la prese con me dicendomi: “Ti avevo soltanto detto di avere cura di loro, adesso lasci che mi mettano i piedi in testa.” Io non ho questa sensazione; ho tentato di aiutare non soltanto quei cento, ma anche centinaia dei loro parenti, per quanto possibile. Vedete, è qualcosa che dà tanta soddisfazione, che quando mi reco a Lucknow[3] vengano tutti a trovare me; nessuno viene mai a trovare mio marito. In questo modo create un vostro gruppo, una vostra comunità; vi appartengono; qualsiasi cosa vi occorra saranno lì per aiutarvi, saranno lì per prendersi cura di voi.

La cosa più importante, dunque, è semplicemente amare e cercare di rendere felici gli altri. Se le donne ci riescono, a quel punto hanno realizzato la propria femminilità. Sparlare sempre degli altri con i vostri mariti, criticare qualcuno con me in continuazione, non è il modo di comportarsi. Anzi, non parlate né lamentatevi mai di nessuno – a meno che questa persona non vi danneggi – e dite sempre qualcosa di carino: è la cosa migliore. Se, ad esempio, qualcuno viene a dirmi di qualcun altro: “Madre, lui mi ha fatto questo, mi ha fatto quest’altro”, io gli racconto una bugia dicendogli che queste cose sono permesse e gli rispondo: “Non capisco come tu possa parlare contro di lui. Lui ti ha sempre lodato, ti ha elogiato per un’ora”. E tutto svanisce. Davvero, hanno fiducia in me, credono che io dica la verità. È così che potete gestire la famiglia, potete gestire chiunque vi circondi e i Sahaja yogi.

La prima cosa di cui le donne devono rendersi conto, è che devono diventare compassionevoli e amorevoli. Il loro maggior potere è la compassione; credo che sia anche il mio potere. Perché siete qui? Alcuni di voi non riescono nemmeno a sentirmi, eppure non vi disturba starvene qui seduti. È proprio amore, soltanto amore: è meraviglioso percepire questa splendida atmosfera di amore, questo scambio. Cos’altro possiamo scambiarci? Ciò che sto cercando di dirvi è che questo è il cuore dell’universo. Che cosa ha il cuore? Compassione, amore e illuminazione; quindi occorre comprendere che soltanto attraverso la compassione troverete la soddisfazione.

In questo mondo ho conosciuto tantissime persone molto importanti che hanno un’altissima opinione di se stesse, molto celebri, grandi scrittori e non so che altro ancora. Persone di ogni genere, ma si lamentano sempre che nessuno vada a trovarle quando sono anziane. Io ho detto che qui è l’opposto: più anziana divento, più visitatori ricevo! Nessuno sembra rendersi conto della mia età. Mi chiedono: “Come ci riesce?”, ed io rispondo: “Soltanto amore, soltanto compassione, soltanto amore puro e niente altro”. Invece essi (queste celebrità) in vita loro non hanno mai amato nessuno, hanno vissuto così e adesso si sentono soli, sono soli, parlano con il frigorifero: immaginate, adesso parlano con il frigorifero. Non si può comprare un amico in questo modo. Questa è una situazione in cui nessun Sahaja yogi dovrebbe finire. Adesso dovreste quindi osservare quanto siete collettivi, quanto vi aiutate reciprocamente, quanto siete gentili gli uni con gli altri. È questa, in assoluto, la cosa più importante su cui fare introspezione e da scoprire. Non ha importanza se avete cattive vibrazioni, non conta, miglioreranno, ma innanzitutto il vostro atteggiamento deve essere quello giusto. In Sahaja Yoga noto che le persone che non hanno l’atteggiamento giusto non riescono mai a progredire.

L’amore dovrebbe essere puro. Se provate amore per qualcuno, non ne noterete mai i difetti, mai. Vedrete sempre le qualità dell’altra persona, la sosterrete sempre. Talvolta devo affrontare problemi tali per cui devo parlare alle persone; allora innanzitutto mi preparo. Mi metterò in piedi di fronte allo specchio e dirò: “Adesso dirò questa cosa, quest’altra, quest’altra ancora”. E quando quella persona entra, per metà è già tutto svanito; mentre parlo ne svanisce circa un altro 25%; così provo con il rimanente 25%. È molto più facile lasciar perdere piuttosto che impuntarsi. Sono certa che la cosa migliore sia esercitarvi in questo. Si possono dare piccoli suggerimenti.

Come ieri: sapete che bel regalo mi hanno fatto i Sahaja yogi inglesi; una bellissima miniatura della Royal Albert Hall, vi immaginate? È meravigliosa, di splendida fattura, davvero di splendida fattura, lavorata a mano. È stata donata davvero dal cuore, perché per qualche motivo da molto tempo tengo a questo luogo; è un’espressione della Regina Vittoria[4] per la quale provo enorme rispetto. Lei la fece costruire in onore di suo marito, e ciò denota un rispetto così profondo nei confronti del marito, un tale amore per il marito, che quando egli morì lei rimase vedova fino alla fine. Non si recò a nessuna funzione, niente del genere, proprio come una donna indiana: noi donne (indiane) non lo facciamo. Lei visse semplicemente con serenità la sua vedovanza. Convisse con essa e, in seguito, realizzò molte belle opere; è stata lei a creare tutte queste decorazioni di terracotta che vedete tutto intorno. Quando rimase sola, divenne estremamente creativa. Era una persona molto profonda, e credo che dovrebbe rappresentare un buon esempio da seguire soprattutto per le donne di questo Paese. È una personalità molto rispettata, soprattutto in India. Durante un tumulto, qualcuno tagliò il naso ad una sua statua; tutti i giornali e tutto il resto, uscirono con titoli che dicevano: “Chi ha tagliato il naso? Come avete osato, come avete avuto questa audacia?” e si prodigarono perché fosse riparato. Lei è una donna adorata da una nazione che in un certo senso era sotto il suo dominio. Ma è questa la personalità di una donna.

Dobbiamo comprendere ciò che possiamo fare. Quando scoppia una guerra, una donna può diventare come Giovanna d’Arco. Se non c’è la guerra, se si è in tempo di pace, lei si prepara a neutralizzare le guerre, a portare la pace. È colei che crea la pace. Lei è molto potente perché è questo il vero potere; non è svolgere qualche lavoro come gli uomini e competere con loro. Al contrario, voi avete un potenziale più profondo. Usatelo per creare un luogo bellissimo e pieno di compassione, nell’ambito della pace, della pace globale, mettendo in azione la compassione. Ciò è possibile, perché siete tutti Sahaja yogi. Inoltre, i mariti devono rispettare le proprie mogli, è molto importante. Laddove le donne non sono rispettate, avvengono le calamità, come in Bangladesh. Il Bangladesh è afflitto dalle calamità perché non rispettano le loro donne. Il Pakistan è tormentato dalle calamità – ora ci sono le guerre e altro – perché non rispettano le loro donne. Che dire poi dell’Arabia Saudita, sempre a rischio di guerre? Che dire dell’Iran? Tutti questi Paesi dove le donne non sono rispettate, hanno problemi. Ma anche le donne devono rispettare se stesse, non come le donne occidentali con il loro modo di avventarsi sugli uomini. Perché dovreste cercare sempre di attrarre gli uomini? Perché dovreste cercare di essere sempre agghindate per farvi rincorrere da loro? Perché dovreste correre dietro agli uomini? Sono loro che dovrebbero correre dietro a voi. Questa è una cultura che davvero svilisce le donne fino a non so quale livello. Non sono prostitute! Insomma, dovremmo avere rispetto di noi stesse.

Vi ho raccontato delle tremila donne che si suicidarono in India perché i musulmani stavano per invaderla: improvvisamente si immolarono nel fuoco, unicamente per proteggere la propria castità. Il potere della donna è la compassione, ma il suo veicolo – oppure possiamo dire ciò che agisce – è la sua castità. Dovremmo rispettare il nostro corpo, rispettare i nostri mariti, rispettare i nostri figli, rispettare tutti. È importante. È molto importante, è del tutto complementare, uomini e donne sono complementari. Dico sempre, ad esempio, che malgrado in Occidente abbiano avuto grande successo in campo scientifico, i neri sono loro complementari, perché come potrebbero vincere i loro incontri di rugby se non avessero i neri? Perderebbero! Sono tutti elementi complementari.

Noi siamo in totale una sola cosa. Qui dobbiamo avere anche gli indiani, dobbiamo avere anche gli inglesi perché siamo tutti complementari, come la mano sinistra deve avere anche la destra. È così,insieme formiamo un risultato totale. Se notate, sono poteri complementari, come il lato sinistro è complementare del lato destro, ma non possono essere la stessa cosa, devono essere opposti, diversamente come possono essere complementari? Gli uomini dunque dovrebbero rispettare le mogli e le mogli dovrebbero rispettare i mariti poiché sono complementari; e dobbiamo comprendere nel modo giusto l’importanza della vita matrimoniale in Sahaja Yoga. Passo così tanto tempo a combinare questi matrimoni, non ne avete idea. Se potessi risparmiarmelo, potrei scrivere un altro libro! Perché voi per prima cosa scegliete, poi vi sposate, poi volete tutti i cambiamenti, una cosa, un’altra, lettere su lettere. Tutti i leader si preoccupano sempre dei casi individuali, e mi scriveranno: “Madre, c’è un problema, questa donna non vuole vivere con lui; quest’uomo non vuole vivere con lei”. Fate qualcosa e poi all’improvviso scoprite che ciò provoca problemi! C’è anche di peggio: resisteranno per un anno e poi faranno un altro matrimonio. Questa gente….dedico così tanto tempo a queste cose. Questa volta, coloro che non desiderano sposarsi, non dovrebbero farlo; se si sposano e poi si comportano così, non saranno mai più autorizzati a tornare in Sahaja Yoga, basta. (….) Pensano di poter fare ciò che vogliono; dovrebbero lasciare entrambi Sahaja Yoga e divorziare, ma poi ne addosseranno la colpa a Sahaja Yoga. Dico questo perché ho avuto molti problemi da tutti i centri, in tutto il mondo.

Quindi adesso, sotto questi alberi – poiché si tratta di creature viventi – dobbiamo promettere che non commetteremo tutte queste assurdità, che non ci creeremo problemi a vicenda, che vivremo molto felici come marito e moglie e che gioiremo della vita. Ovviamente vi sono casi molto difficili, ma va bene, possiamo risolverli. Potrebbero esserci delle eccezioni, ma se sessanta matrimoni su cento falliscono, meglio che non li facciate. Poi, dopo tre o quattro anni, si scopre che… Dio solo sa cosa verrà fuori, è molto difficile. Non si tratta di un matrimonio nel senso dell’istituzione; è per dare alla luce queste grandi anime che vogliono nascere da voi. Per questo motivo celebriamo i matrimoni, ma se vi comportate così, non funzionerà mai. Oppure, se volete il divorzio, almeno dopo non celebrate più matrimoni, sarà una buona idea.

Sono davvero felice di vedere qui così tanti bambini. Sono tutti bellissimi, nati realizzati, dolci, danno molta gioia e dovremmo davvero renderci conto che fra dieci, quindici anni vedrete esprimersi la loro forza e saranno loro a correggervi. Rimuoveranno tutte le vostre complicazioni, quindi permettete loro di crescere, date loro la possibilità di diventare Sahaja yogi maturi e vedrete la differenza: quanto sono assennati, quanto sono belli. Sosteneteli, aiutateli, comprendeteli. So che alcuni Sahaja yogi che sono persi per Sahaja Yoga, hanno figli che sono come dinamite: lasciate che crescano e li rimetteranno a posto, ne sono certa. Quindi ora giungiamo al punto in cui comprendere che adesso dobbiamo compiere un passo avanti. Dimenticate tutte le cose assurde, insignificanti e inutili, e i vostri problemi. Che cosa abbiamo intenzione di fare a proposito di Sahaja Yoga? Abbiamo i poteri di spiccare un ulteriore salto e funzionerà. Tutti devono pensare in questi termini e sono certa che funzionerà, sono sicurissima che funzionerà.

Che Dio vi benedica tutti.


[1] Medicinale analgesico, antidolorifico.

[2] Scritture sacre.

[3] Città nel nord dell’India, capitale dello stato dell’Uttar Pradesh.

[4] Vittoria (1819-1901), incoronata regina nel 1838, varò numerose importanti riforme a favore del suo popolo in ambiti quali la scuola, oltre a nuove leggi per ridurre l’orario di lavoro di donne e bambini, acquisendo così in poco tempo vasta popolarità. Sposò il cugino Alberto ed il loro fu un vero matrimonio d’amore. Anche dopo la morte del marito, Vittoria si prodigò per fare dell’Inghilterra una potenza internazionale diventando – grazie alla sua lungimiranza e straordinarie capacità di statista – l’imperatrice più potente della Terra con possedimenti in India, Oceania, Africa.