Puja di Natale

(India)


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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

 Puja di Natale

Ganapatipule (India), 25 Dicembre 1995


Buon Natale a tutti voi.

È un giorno grandioso quello in cui Cristo venne al mondo, e voi sapete come sia stato creato appositamente per venire da essere umano al fine di realizzare la salvezza della gente.

Si dice che sia stato in India, in Kashmir, dove incontrò il re Shalivahana. È tutto in sanscrito. Ho letto la conversazione avvenuta tra Cristo e il re Shalivahana che era un grande devoto della Madre.

Shalivahana gli chiese: “Come ti chiami?” – è tutto scritto in sanscrito – ed Egli rispose: “Io vengo da un paese in cui la gente crede nell’immoralità e considero questo (India) il mio paese”.

Allora Shalivahana gli disse: “Tu sei un essere straordinario venuto su questa terra, dovresti quindi tornare in quei paesi per salvarli e parlare del principio puro dell’esistenza”.

In sanscrito è scritto Nirmala Tattwam (principio puro). Allora Cristo tornò indietro e, dopo soltanto tre anni e mezzo, fu crocifisso.

Erano tempi speciali. Io li chiamo i tempi di tapasya. Nello stesso periodo nacquero Buddha e Mahavira, allo stesso livello della fronte del Virata.

Come sapete, secondo i Veda, esistono sette stadi di consapevolezza, o qualità sottili che abbiamo in noi, attraverso cui possiamo passare.

Il primo stadio è stato Bhuh. Bhuh è quello in cui fu creato Ganesha.

Il secondo è bhurvah, che significa antariksha, ossia tutto ciò che è stato creato intorno a noi.

Il terzo è swaha al livello del Nabhi chakra. Swaha è quello in cui si consuma qualsiasi cosa. Al giorno d’oggi, sapete, si continua a consumare qualsiasi cosa. Si leggono libri di ogni genere, ci si dedica a cose di ogni genere e, se si chiede alla gente perché lo fa, vi risponderà: “Che c’è di male?”. “Perché vi vestite in questo modo?”. “Che c’è di male?”. È un incessante consumo di qualsiasi cosa.

Ma poi, a quel punto, esiste anche un altro grande aspetto dentro di noi chiamato swadha, quello in cui sosteniamo il dharma in noi – swadha – il dharma di ogni cosa.

Vedete, qualcuno dice che non si dovrebbe avere una fede cieca e via dicendo. Non è qualcosa di cieco, ma è piuttosto un impulso interiore.

Perché amiamo i nostri genitori? Perché esiste un dharma in noi. Perché crediamo nei nostri paesi? Perché in noi vi è un dharma. Esistono tutti questi dharma. Perché una moglie ama il marito? Perché esiste un dharma.

Perché il marito ama la moglie? Perché vi è un dharma. Quando vi è in voi questo dharma, noi non lo definiamo religione, in quanto essa può significare qualcos’altro.

Questo (dharma) è ciò che sostiene: dharayati. Quando viene sostenuto in noi diviene swadha.

È la nostra capacità, la nostra qualità, possiamo definirla una innata capacità di comprensione.

Alcuni (di questi dharma) si trovano anche negli animali, per esempio l’attaccamento ai genitori, ai padroni.

Si passa poi ad una consapevolezza più elevata dove c’è il vostro mana, che non è la mente; infatti c’è grande confusione, si fa una grande confusione con il termine mente, sapete. La lingua inglese è davvero piuttosto fuorviante. Mana significa “attraverso il quale proviamo emozioni”.

Di recente ho letto che adesso si parla non solo di QI, ma di QE, ossia di quoziente emotivo. Ciò significa che non basta avere soltanto intelligenza, ma occorre avere l’equilibrio delle emozioni. Adesso ci si sta arrivando, ma prima si lodavano le persone soltanto in base al QI. Non è questa la situazione.

Adesso è diverso, forse ci si sta rendendo conto che con l’intelligenza si è creato caos, violenza, distruzione di ogni genere su questa terra.

Pertanto adesso si parla di una facoltà più elevata dentro di noi denominata QE, ossia una capacità emotiva.

Questa facoltà emotiva nasce in noi come una necessità interiore, una capacità interiore, che non si può evitare.

Una persona può essere qualsiasi cosa nella vita, ma se manca di amore, se non ha sentimenti emotivi, non è completa.

Certo, anche questi sentimenti emotivi potrebbero essere molto limitati da attaccamenti a qualcuno o da qualche avvenimento, come anche nel caso del QI, per cui ci si attacca a qualche idea.

Hitler ad esempio aveva delle idee che considerava verità e credette di doverle attuare. Quando ci si attacca a idee del genere si possono fare cose che non sono affatto utili, né di supporto o di nutrimento per la Realtà.

Si sono verificati tutti questi eventi, guerre, distruzioni; inoltre, come si vede al giorno d’oggi, si cerca di distruggere celatamente gli altri. Tutto questo si sta trasformando in anti-sentimenti dove mana ha sviluppato un dominio dell’intelligenza, dove le emozioni sono dominate da intelligenza e razionalità.

Esiste dunque un’altra consapevolezza dentro di noi, un’altra facoltà in noi, un’altra esigenza interiore innata, ossia jana. Jana significa la gente, la comunicazione.

Non si può vivere da soli. Vedete, un uomo che va in prigione tutto sommato è abbastanza contento, sta abbastanza comodo, non deve lavorare, gli altri fanno tutto per lui. Se è in un buon reparto vive molto bene, molto meglio di come vivrebbe fuori. L’unica cosa però è che non può incontrare altra gente, non può comunicare.

E quando questa possibilità di comunicare – che, insomma, è dentro di noi, è parte integrante dell’esistenza umana – viene tolta, chi è in prigione si sente completamente frustrato e infelice. Non gli importa di faticare, di svolgere lavori umili di ogni tipo, pur di non stare in prigione, tagliato fuori da ogni comunicazione con gli altri.

Anche la comunicazione, dunque, è una esigenza interiore in noi. Ma anche qui a volte si esagera tralasciando gli altri dharma. Ci si preoccupa maggiormente della comunicazione che degli altri dharma che sono importantissimi. Quindi manca l’equilibrio in una persona.

Si arriva poi al sesto livello di consapevolezza in noi, che è molto interessante. Uno è quello in cui assorbiamo i condizionamenti. Per esempio, se io sono indiana allora sono molto fiera degli indiani, non riesco mai a vedere niente di sbagliato in loro; oppure posso vedere tutto sbagliato. Può essere in entrambi i modi.

Il punto è come si è stati condizionati, e questi condizionamenti ci arrivano dal nostro sesto centro, l’Agnya.

L’altra reazione che sviluppiamo, quando qualcuno prova a condizionarci o a controllarci, è il tentativo di liberarcene o, talora, di dominare. Anche questa capacità di dominare è dentro di noi, innata.

Entrambe le cose sono innate in noi e così continuiamo a venire condizionati.

Per esempio, direi che è molto stupido, sciocco (Shri Mataji ride), il modo in cui la gente viene condizionata. È impossibile staccarla da lì.

Nasce sempre dall’egocentrismo il fatto di non attribuire alcun valore alla comprensione. Per esempio qualcuno arriva a casa vostra ed è vegetariano. Bene, adesso sarà vostro ospite. Allora (esordirà:) “Sono vegetariano, devi comprare utensili nuovi per cucinare il cibo in quanto non posso mangiare cibo cucinato in pentole dove è stata cucinata la carne”. Va bene.

Poi: “Devi avere un domestico adeguato, quindi mandalo in qualche posto dove si possa prendere l’acqua del pozzo”. Il servitore deve inzupparsi completamente – questo è un vecchio stile tipicamente indiano – dovrebbe attingere l’acqua dal pozzo e portarla per bere e cucinare. Se poi il domestico muore di polmonite, non importa. Si hanno tutti questi condizionamenti stupidi.

Tutti questi condizionamenti però non si trovano soltanto in Oriente. In Occidente è anche peggio. Ad esempio loro hanno l’usanza di riunirsi in club. Ci sono club dove i soci indossano abiti particolari. È un club. Se indossano qualcosa di diverso tutti rideranno di loro.

Oppure il modo in cui usare cucchiaio e forchetta è molto importante in Occidente. Come usare cucchiaio e forchetta. Specialmente gli inglesi hanno questo condizionamento assurdo. Se qualcuno usa la forchetta e il cucchiaio nel modo sbagliato, è finita. Non è nessuno, non è sofisticato.

Le idee sofisticate e via dicendo derivano da condizionamenti di secoli, forse perché inizialmente erano primitivi, non avevano abiti, abiti veri e propri da indossare. Magari si coprivano con qualche foglia o qualcosa di simile, insomma, solo qualche centinaio di anni fa.

Così adesso sono passati all’altro stile: sono molto esigenti riguardo agli abiti, molto attenti a forchetta e cucchiaio e non possono proprio sopportare qualcosa di diverso. “Quello non mi piace”, lì è molto comune. “Non mi piace; non mi piace”. Sono venuti in India: “Non ci piace!”. “Cos’è che non vi piace?”. “Non ci piace il modo di vestire degli indiani”. Va bene, voi vestitevi come vi pare ma lasciate che gli indiani si vestano come preferiscono.

Ora, come fate a pensare che i vostri abiti inglesi siano adatti qui in India che è un paese così caldo, torrido? Invece: “No, noi siamo così”. È piuttosto bizzarro il modo in cui sono condizionati. E questi condizionamenti sono così profondamente radicati che nessuno vede la stupidità che c’è dietro.

Per esempio, se la regina vi invita dovete indossare il frac. Acquistare un frac costa molto, così si deve andare in un negozio specializzato per affittarlo.

A volte sono larghi e altre volte sono stretti. Ho visto arrivare a questi ricevimenti, ai ricevimenti della regina, persone che non riuscivo mai a riconoscere perché qualcuno sembrava Charlie Chaplin, altri assomigliavano a Laurel e qualcuno ad Hardy (risate). Non riuscivo a riconoscerli.

Poi mi fu detto di qualcuno che era l’ambasciatore tal dei tali. “Oh mio Dio, lo conosco benissimo. Che cosa gli è accaduto?”.

Non riescono a camminare dritti. La loro andatura cambia a causa degli abiti che sono a volte stretti ed altre larghissimi. Però è obbligatorio indossarli. Tutte queste idee formali diventano come parte integrante di voi poiché si accettano tutti questi condizionamenti.

L’altro aspetto è: “Noi rifiutiamo tutte queste cose. Non le vogliamo”. È l’anticultura.

Ho incontrato un signore che indossava dei pantaloni pieni di buchi. Pensate, col freddo di Londra indossare pantaloni simili!

Così gli chiesi: “Perché vuole indossare dei pantaloni coi buchi? “Mi ha risposto: “Sono pantaloni bucati”. “Bucati?!” (Qui si crea un gioco di parole intraducibile: “holey”, bucati, ha la stessa pronuncia di “holy”, ossia santi: risate).

“Oh mio Dio. Le faranno venire le vene varicose. Sono orribili!”. “Che c’è di male? Noi siamo per l’anticultura, quindi adesso adottiamo i pantaloni con i buchi”.

Insomma, queste persone così stupide – fra cui non ci sono soltanto ignoranti, ma anche gente molto istruita, in posizioni elevate – sono molto condizionate, e questi condizionamenti hanno arrecato un gran danno agli esseri umani.

Ad esempio, accettare Freud è diventato una vera religione in Occidente. Freud, sebbene fosse ebreo, è assurto al livello di Cristo e ha dominato talmente la cultura occidentale che non riuscivo proprio a comprendere la forte influenza di questo stupido che, se fosse venuto in India, sarebbe stato buttato in mare.

Ma, l’aspetto dei condizionamenti è che tutto ciò che è scritto (nero su bianco) è legge. E (gli occidentali) hanno accettato quest’uomo al punto che la cultura occidentale è diventata completamente autodistruttiva.

Nessun rispetto, nessuna moralità, niente di nobile, tutto il sistema di valori è andato in frantumi in quanto hanno accettato queste cose senza senso solo perché erano scritte (nero su bianco).

Anche oggi sento dire: “In un certo libro c’è scritto questo; nel tal libro c’è scritto quello”. È un terribile condizionamento.

Per esempio, nella Bibbia c’è scritto che gli ebrei crocifissero Cristo. Assurdo! Usate il cervello!

Come avrebbero potuto gli ebrei crocifiggere Cristo? Erano una moltitudine. Avete mai sentito di qualche paese in cui una persona possa essere crocifissa in base all’opinione generale del popolo? Fu il governo, il governo di Roma a farlo. Ma addossarne la responsabilità agli ebrei fu la “fantastica” idea di un uomo molto astuto chiamato Paolo, e la gente lo accettò perché le si addiceva il fatto di odiare gli ebrei.

Allora gli ebrei si misero a far nascere individui come Freud.

Tutti questi condizionamenti hanno anche delle reazioni e allora questi condizionamenti si accumulano e, una volta accumulati, anche le reazioni si accumulano; allora si ha un paese pieno di caos, di paura, di violenza e distruzione di ogni genere.

I condizionamenti riguardano soprattutto l’idea di possesso. “Questo è il mio terreno. Questo appartiene a me”, e via dicendo. Si arriva così ad un punto in cui anche chi credeva nel Dio senza forma combatte per la terra. Perché dovrebbero farlo? Credono nel Dio senza forma, quindi perché dovrebbe lottare per il territorio? Invece continuano a combattere per il territorio e questo genere di lotta può arrivare a qualsiasi livello di crudeltà che l’intero paese può perpetrare.

I condizionamenti sono di ogni genere e, se notate, vi rendono ciechi.

Per esempio quelli che credono nel Corano: una cosa semplice è che il Corano non fu mai scritto da Maometto. Lui non sapeva leggere né scrivere. È un dato di fatto. Non fu scritto per quarant’anni. Ci fu un tizio chiamato Mu’awiya o qualcosa del genere, che uccise Hazrat Alì e i suoi figli. Egli era il secondo califfo. Il primo morì prematuramente.

Poi (Mu’awiya) uccise anche il terzo. Infine uccise il quarto per diventare lui stesso califfo. E il fegato del quarto califfo fu mangiato dalla madre di questo orribile individuo che odiava le donne. Pertanto inserì nel Corano tutte le cose contro le donne; e la gente lo accetta perché è nel Corano.

Qualcuno ha ridicolizzato il Corano scrivendo ciò che è sbagliato in esso e che sono tutte sciocchezze e tutto questo. Gli ho chiesto quale fosse l’utilità di scrivere questo libro, a che cosa servisse. Mi rispose di non aver mai pensato all’utilità.

Io dissi: “Allora perché lo ha scritto? Deve avere una qualche utilità. È un libro inutile. Servirà soltanto a far ridere dell’Islam tutti coloro che lo leggeranno e che non sono musulmani, mentre i musulmani diranno: ‘Beh, questo è il nostro libro. Qualsiasi cosa dica, noi ci crediamo. Siamo condizionati così’. Così lei non risolve il problema”.

Allora lui mi ha chiesto: “Cosa dovrei fare?”.

Gli ho risposto: “Scriva un altro libro e spieghi di aver scritto del Corano che sono tutte stupidaggini perché sa che non è stato Maometto a scriverlo. Non scriva niente contro Maometto. Egli è una incarnazione di Dattatreya. È un dato di fatto. Quindi scriva che Egli non ha mai scritto il Corano ma che tutta quella gente ha fatto queste cose”.

Questi condizionamenti posso essere rimossi se conoscete il tipo di vita che ha condotto Cristo; è molto importante.

Prima di tutto nacque in una mangiatoia. Nascere in una mangiatoia significa nascere in povere condizioni.

Significa che Egli dimostrò che non occorrono denaro o grandi, immense proprietà per avere influenza sulle persone.

Quelli erano giorni in cui la gente rispettava i tapasvi (asceti), coloro che facevano tapasya (penitenza). Quello era il tempo di fare tapasya.

Egli venne dunque sulla terra e visse da asceta (tapasvi). Al contrario, i cristiani sono le persone più autoindulgenti che si possano immaginare. Se vi recate in qualsiasi nazione cristiana sarete sbalorditi di come siano schiavi del denaro e dell’orologio.

Per il loro modo di vivere è scioccante vedere come “seguono” Cristo: “Sì, noi seguiamo Cristo”. Allora cosa significa seguire? Egli è lì e voi vi muovete in senso inverso. È questo il significato di seguire?

Se osservate la Chiesa Cattolica o anche i protestanti sarete scioccati. Non riesco a capire in che modo seguano Cristo.

Finora non l’ho mai capito. Infatti i cattolici pensano solo al denaro. La sola cosa che hanno appreso da Cristo è che Egli partecipò ad un matrimonio dove tramutò l’acqua in vino e lo distribuì.

Ora, questo vino è semplicemente succo d’uva. In ebraico è chiamato anche vino.

Grazie a Dio ho letto la Bibbia in ebraico, tradotta direttamente. Ebbene, è chiamato draksharas (succo d’uva, in sanscrito); infatti non si può creare l’alcool istantaneamente. Deve fermentare e fermentare, e più fermenta più è buono, dicono. Ci scrivono: questo vino ha venticinque anni, così il prezzo è alto. Se poi è vecchio di trecento anni, il prezzo è esorbitante. Deve dunque fermentare e puzzare moltissimo, soltanto allora è un buon vino; è così. Come poteva Cristo creare alcool all’istante, al momento?

Ma adesso ciò che trovo è che se qualcuno muore berranno champagne: per festeggiare cosa? Che ve ne siete liberati? (Risate)

Oppure, lo faranno quando nasce qualcuno. Ma specialmente il giorno di Natale, al ritorno dalla chiesa, non andate in una casa cristiana! Anche i cristiani indiani si sono messi a seguire gli occidentali, poiché i cristiani indiani credono che Cristo sia nato in Inghilterra (risate).

Tutte queste idee da dove sono arrivate? Il fatto è che sono stati gli inglesi, i portoghesi e i francesi a portare il cristianesimo da noi. Ora, forse loro sono in qualche modo cristiani? Che diritto avevano di portare il cristianesimo in questo luogo? Hanno portato il cristianesimo dappertutto, specialmente gli spagnoli.

Spagnoli e portoghesi andarono in giro in tutto il mondo a diffondere il cristianesimo ed oggi guardate che confusione tra quella gente. Sono solo degli ubriaconi.

Ieri stavo tornando (dal mare, ndt) e il mare era ricolmo di felicità e gioia, l’acqua aveva raggiunto un livello molto alto. Accade, con me. Però ho trovato quattro, cinque cristiani completamente ubriachi che stavano arrivando cantando canti di Natale ed ho pensato che molto presto sarebbero stati sommersi da quell’acqua. Questa è stata la grande “grazia” del Cristianesimo agli esseri umani: che si può bere quanto si vuole.

Da dove sia arrivato questo fatto del bere Dio solo lo sa, ma è arrivato anche dai cristiani.

Anche i musulmani bevono, di sicuro, ma lo fanno di nascosto, non bevono apertamente e non sostengono che bere sia un dovere religioso. Pensate, in chiesa quando somministrano la comunione vi danno qualche vino maleodorante.

Come si fa, dopo, ad avere una comunione? Quando si è ubriachi si è finiti (risate). Ma tutte queste cose accadono.

Ebbene, oggi parliamo di Cristo. Egli è collocato a livello dell’Agnya chakra e controlla la ghiandola pineale e la ghiandola pituitaria[1]. In questo modo (attraverso la ghiandola pineale, che controlla il superego, ndt) controlla i nostri condizionamenti.

Se seguiamo (Cristo) non possiamo essere condizionati da nulla, in quanto Egli ha parlato soltanto dello Spirito. Lo Spirito non può essere condizionato, influenzato da nulla. Sarà invece accettato tutto ciò che è buono, adatto, congeniale allo Spirito. L’attitudine di una persona spirituale è diversa.

So, ad esempio, che qui abbiamo persone che non stanno molto comode. Alcune sono sistemate in tende sparpagliate qua e là, ma sono in gioia poiché gioiscono dell’atmosfera spirituale. Per loro non ha importanza dove dormono, dove vivono, che cos’hanno. Tutto questo accade perché siete entrati nel regno di Dio.

Ma quelli che non vi sono entrati, si lamentano moltissimo: “Questo non va bene. Lo voglio così, cosà”. Cercano tutta la soddisfazione materiale, disturbano tutti, criticano tutti, si stizziscono con tutti. Ma in realtà non hanno la gioia spirituale. E non potranno mai essere veramente in gioia finché non diverranno pienamente spirituali.

Cristo ha detto esplicitamente che occorre conoscere se stessi. Lo stesso nel Corano. Maometto ha detto: “Se non conoscerete voi stessi non conoscerete Dio”.

Trovo che nel Corano vi siano molte verità lasciate da questo Mu’awiya, ed anche nella Bibbia.

Anche tra gli ebrei, trovo che la loro Torah e tutto il resto contengano molte verità che però sono offuscate da vari tipi di elucubrazioni, razionalità e adattamenti che hanno fatto a proprio uso e consumo.

In realtà dobbiamo comprendere che Cristo non ha mai creato una religione esclusiva. Mai! Nessuno di loro lo ha fatto. Maometto in particolare ha parlato di Abramo, di Mosè, di Cristo e di Sua Madre molto più che nella Bibbia. L’ha rispettata! E ha detto che c’erano già stati più di centomila wali, ossia anime realizzate.

Nonostante ciò i musulmani si considerano una specie di popolo unico perché si chiamano musulmani. Non ha importanza se bevono, se sono dei donnaioli, se uccidono la gente.

Rincorrono alcune cose per loro proibite, ma sono sempre musulmani.

Lo stesso vale per i cristiani. È difficile trovare qualcuno che sia un vero cristiano, che segua Cristo, prima della realizzazione. Dopo la realizzazione, ovviamente, si è diversi ma per questo occorre superare l’Agnya.

Esiste anche (l’aspetto dell’) Agnya che deve controllare il vostro ego. Cristo nella Sua vita mostrò il modo in cui agisce l’ego. La Sua stessa crocifissione, il modo in cui Cristo, una così grande incarnazione della purezza, fu crocifisso, mostra com’è fatta la gente, ciò che Gli ha fatto, come fu angariato e torturato da quegli stupidi e, infine, come fu crocifisso dal governo allora vigente.

In origine c’erano molti sahaja yogi, erano chiamati gnostici, direi – “gn” in sanscrito significa conoscenza – coloro che avevano la conoscenza del Sé. Cristo ha detto: “Conosci il tuo Sé”. “Dovete bussare alla porta”, dovete cioè avere shuddha iccha[2], diversamente non funzionerà.

Nessuno puo costringervi.

Egli controlla l’ego. È Lui che vi dà l’equilibrio. Ma se andate in Occidente vi accorgerete che non sono altro che stupidi ego da somari. Il modo in cui parlano, il modo in cui si comportano tra loro è molto rivelatore.

Sono sviluppati. In che modo sono sviluppati, solo Dio lo sa. “Oh, noi siamo molto avanzati, sofisticati, e via dicendo”.

A causa di questo Agnya bloccato, Cristo ha detto nel Suo “Padre Nostro”: “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Che cosa grandiosa da dire! Ma una cosa che ho visto in Occidente è che non sanno perdonare. Sono pieni di odio. E non sanno chiedere perdono perché sono pieni di un ego tremendo. Anche se si sentono in colpa non chiederanno mai perdono. Non diranno mai: “Oh Dio, perdonami per ciò che ho fatto”. Ormai è molto comune.

Per esempio, i nazisti uccisero innumerevoli persone, eppure si vedono riemergere questi neonazisti, persino in Italia. Non si vergognano di ciò che hanno fatto.

Questo accade perché non vi è alcuna vera connessione con Cristo. Per prima cosa, se siete connessi con Cristo, il vostro ego deve scomparire. Nel modo più assoluto.

E questo ego che vi nasce da varie cause è un mito. È un mito. Con questo ego la gente cerca di ingannare gli altri ed esibirsi.

C’è una storia di Shahpesh[3]. Non so se lo abbiate letto.

Costui (Khilpil) andò a dire ad un re (Shahpesh): “Io sono un grande architetto e costruirò per te un palazzo grandioso”.

Per come si atteggiava il re gli credette e disse: “Va bene. Procedi, ti invierò questa somma di denaro”.

Ora, con tutto questo atteggiamento (di Khilpil) e il modo in cui parlava di se stesso, con tutti i suoi gesti così pieni di ego, anche questo re ci si perse completamente e gli diede una grossa somma di denaro. Dopo sei mesi quello tornò e gli disse: “Ho costruito il tuo palazzo. Vieni a vedere”.

Il re (Shahpesh) andò lì e vide che era tutto come prima. Non c’era nessun palazzo, niente. Allora pensò che ci fosse qualcosa che non andava in quel tipo. Guarda e riguarda e cosa scopre? Scopre che non c’era nessun palazzo, niente.

Si rese subito conto che quel (tipo pieno di) ego lo aveva ingannato.

Il re a quel punto fu molto intelligente, se ne rese conto. L’altro iniziò a dire: “Vedi, questa è la strada principale che percorreremo e là c’è il palazzo. Adesso si apre la porta…” – non c’era niente, era tutta un’invenzione – “… ed ecco il tuo trono, prego, accomodati”. Il re disse: “Siediti tu per primo”. E fece sedere questo Khilpil su un trono inesistente.

Ora immaginate, era molto faticoso. Disse: “Stai seduto, voglio vederti seduto lì, mi fa piacere”. Lo lasciò in posizione da seduto per un’ora, per due ore.

Alla fine Khilpil cadde ai suoi piedi e ammise: “Sire, mi rincresce. Non c’è alcun palazzo, non c’è alcun trono. Niente di tutto questo”.

Ma il re aveva perso tutto il suo denaro e così lo mise in prigione dove fu picchiato e gli fu fatto di tutto.

Questa è dunque la fine delle false idee su se stessi. Questo ego può portarvi a tali livelli di stupidità, e la cultura in cui viene lusingato è la cultura peggiore.

Ho visto pubblicità in cui dicono che si deve fumare un certo tipo di sigaretta per esprimere il proprio ego.

Invece, secondo la cultura indiana, esprimere il proprio ego è qualcosa di molto stupido, la gente ride di una persona del genere, che cerca di esibire il proprio ego. In marathi, se qualcuno cerca di esibirsi, dicono che si arrampica su un minuscolo ramoscello di ceci.

L’intero sistema è così, pertanto nessuno può sviluppare l’ego. Se qualcuno lo sviluppa viene corretto. In Maharashtra specialmente è molto difficile sviluppare l’ego. Appena cominciate a vantarvi siete subito “punzecchiati” (per far scoppiare l’ego).

Ma nel nord, ovviamente, ritengo sia un po’ permesso e la gente si vanta: “Siamo grandi politici e facciamo grandi discorsi. Io farò questo, io farò quello. Noi realizzeremo questo progetto, quel progetto, eccetera”.

Una cosa certa è che Cristo non disse mai cose simili. Non parlò mai così.

Ma se riflettete, i Suoi sermoni sono così profondi e illuminanti. Nonostante lo sforzo di questo signore, Paolo, si vede come Cristo parlava alla gente, spiegando in diversi modi ciò che accade dopo la realizzazione, il modo in cui un seme germoglia e come può essere danneggiato, e lo spiegava alle persone con grande bellezza. Ma penso che non abbia avuto molto effetto a quel tempo.

La Sua vita è stata così incantevole e bella. Egli arrivò su questa terra come una meteora ma lasciò una impressione eccezionale sulla gente. La Sua crocifissione fu parte del gioco in quanto Egli doveva preparare il passaggio nell’Agnya chakra. Fu crocifisso per attraversare l’Agnya chakra. Ma il Suo messaggio non è stato la crocifissione. La gente indossa la croce e io me ne sento molto ferita.

Egli crocifisse se stesso, ma non è quello il messaggio, non è la Sua crocifissione che dovreste celebrare. Eppure c’è chi la celebra.

Voi dovete celebrare la Sua resurrezione, la resurrezione, perché gli esseri umani devono essere fatti risorgere.

In Sahaja Yoga nessuno è crocifisso, ma viene fatto risorgere grazie alla crocifissione di Cristo. È bastato quello, è stato sufficiente.

Voi non potete portare la croce sulle spalle, non dovete farlo. L’ha portata Lui per voi. Ha fatto ogni cosa per voi. Si dice anche che Egli morì per tutti i peccatori. È la verità.

Se Lui non avesse fatto questo, sarebbe stato difficile aprire i vostri Agnya a causa di due problemi, come vi ho detto: i condizionamenti e l’ego. La Sua crocifissione ha contribuito ad allentare queste due orribili facoltà degli esseri umani. La Sua vita va compresa in un senso molto, molto profondo.

Ma se siete come dei giornalisti potete dire: “Perché si crocifisse? Se era Dio perché fu crocifisso?”. Per quanto riguarda la domanda sul perché fu crocifisso, come si fa a dire a questi giornalisti che non sanno niente dei chakra che quella era l’età o l’epoca di tapasya, del sacrificio, e che pertanto tutte queste tre personalità, Buddha, Mahavira e Cristo, adottarono una completa rinuncia?

Essi condussero una vita da grandi asceti (tapasvi). Lo fecero per noi, non per se stessi. Loro non ne avevano bisogno. Non volevano, ma dovettero farlo per purificare noi, per procurarci un medha (indica la fascia orizzontale della fronte, in corrispondenza del bindi, ndt) corretto, come lo chiamano, per purificare questi Ekadasha Rudra, sapete.

Ed essi hanno sacrificato la loro vita. Hanno sacrificato ogni piacere dell’esistenza. Per loro, però, non fu un sacrificio, ma solo un tipo di vita che vollero condurre.

Per persone così non si è trattato di sacrificio ma di fare qualcosa che in futuro avrebbe aiutato ad aprire i chakra della gente.

Senza di loro non avremmo potuto realizzare Sahaja Yoga. Era essenziale che essi purificassero per noi questi tre chakra o, meglio, aspetti di un solo chakra, quello di Cristo.

Essi hanno realizzato tutto ciò ed è per questo motivo che oggi Sahaja Yoga è stato creato in modo tanto meraviglioso, si diffonde in modo così splendido e funziona. Dobbiamo ringraziarli moltissimo.

Certo, anche tutte le altre incarnazioni vi hanno aiutato, potete vederlo – a livello del Vishuddhi, poi anche del cuore con tutti i suoi aspetti, cuore destro, cuore sinistro.

Tutti questi angeli (Shri Mataji ride), come sono chiamati nella Bibbia, ci hanno aiutato a compiere l’attraversamento.

Nel nostro processo evolutivo, tutte queste incarnazioni hanno contribuito a creare queste scale su cui salire.

Alla fine, si perviene allo stato di tapa, al livello del sesto centro, e poi allo stato della Verità, satya.

A quel punto, grazie a Sahaja Yoga, la verità vi arriva nel cervello e la Kundalini, quando penetra nell’area limbica, vi porta la luce.

Crea personalità illuminate e poi si connette a questo Potere onnipervadente dell’Amore divino. E con questo Amore divino vi modificate e vi trasformate completamente.

Il loro contributo all’ascesa degli esseri umani è stato dunque straordinario, e quello di Cristo è stato il più grandioso.

E quando si dice che si deve seguire Cristo, dovremmo provare a capire di quanto distacco siamo dotati.

Dicono che i Suoi fratelli e sorelle o altri siano andati a vederlo. Dicono che avesse dei fratelli. Ebbene, Egli disse: “Chi sono i miei fratelli? Sono questi i miei fratelli, questi sono i miei parenti”.

Gnyaneshwara disse la stessa cosa: “Loro diverranno i vostri parenti”. “Soyadikar, te chi soyadikar te”: “Saranno loro i vostri parenti. Saranno loro i vostri fratelli e sorelle”, non quelli che non sono illuminati. Loro non sono vostri parenti perche non vi comprendono, non hanno accesso al Regno di Dio, quindi non sono vostri parenti.

Durante la Sua esistenza, Egli condusse una vita da persona molto semplice; non si preoccupava degli abiti o di altro. Tutti i condizionamenti delle cose terrene non gli appartenevano. Ma non era un tipo spudorato che accettasse qualsiasi tipo di nudità e simili.

Anche su Mahavira c’è un grosso equivoco. Una volta che stava pregando in un giardino pieno di cespugli, chiamati kunja, il suo abito si impigliò in un cespuglio. E così (per liberarsi) tagliò a metà l’unico abito che indossava e si coprì con quello.

Shri Krishna arrivò per metterlo alla prova e gli disse: “Io non ho nulla, sono nudo, perché non mi dai il tuo abito? Dopo tutto tu sei un re (e ne hai altri)”. Così lui si tolse il vestito e lo diede a Shri Krishna, poi prese delle foglie con cui si coprì e, dato che era nel suo giardino, rientrò nel suo palazzo.

Ora, se guardate i giainisti, rendono tutto orribile e insultano Mahavira in continuazione.

La maggior parte della gente che segue tutte queste grandi incarnazioni in realtà le insulta di continuo. Non le seguono, le oltraggiano! E dal loro comportamento si trae un’opinione sbagliata di tutte queste personalità.

Ho incontrato un signore a Chicago in un grande freddo, faceva molto freddo. Era il capo degli Hare Rama Hare Krishna. Indossava un dhoti leggerissimo e tremava davanti a me.

Gli chiesi: “Che succede?”, e lui: “Ho molto freddo”. Dissi: “Perché indossi questo dhoti?”. E lui: “Il mio guru mi ha detto che se indosso il dhoti andrò in paradiso”. Io dissi: “Davvero? (Risate) In India l’80% delle persone indossa soltanto il dhoti: andranno tutte in paradiso? E molti devono esserci già andati (risate). Dove entrerai tu?”.

Non gradì. Poi aggiunsi: “Perché ti sei rasato i capelli e ti sei messo questo…?” Noi lo chiamiamo shendi, o in hindi coti; non so come lo chiamiate voi, codino? Codino.

Allora risponde: “Perché il mio guru mi ha detto di radermi la testa e che devo portare questa cosa”. Penso che magari (con quel codino) sarà attaccato ad una fune e issato in cielo o qualcosa di simile (risate, Shri Mataji ride). Dissi: “Kabir[4] ha detto” – Kabir fu uno di coloro i quali hanno cercato di distruggere tutti i vostri condizionamenti – “ha detto che se rasandovi la testa andrete in paradiso, allora che ne dite dell’agnello che viene rasato due volte l’anno? Ci arriverà prima di voi”. (Risate) È così, sono cose molto stupide.

Ci sono poi i sadhu (asceti) giainisti che rimangono completamente nudi e si tirano i capelli. Per legge sono autorizzati ad andare in giro nudi per strada, sapete, offendendo tutti.

Tutte queste stupidaggini accadono nel nome della religione, anche quella di Buddha, di Mahavira e Cristo i quali cercano di allontanarci dalla razionalità in quanto dovete attraversare questo (Agnya).

Tutti i vostri limiti derivano dai pensieri, dai condizionamenti. Dobbiamo andare oltre! Infatti cosa facciamo pensando? Ci muoviamo in modo lineare e, dato che in questo non c’è nessuna verità, tutto torna indietro come boomerang e siete finiti.

Dobbiamo trascendere la mente, dobbiamo capire questo punto. Cristo ha fatto questo affinché si possa andare oltre la nostra mente.

Se non si riesce a trascendere la mente è meglio sedersi in meditazione e lavorarci.

Con questa mente arriverà di tutto.

Arriverà la collera, arriveranno gli intrighi, le gelosie. Tutti i sei nemici che abbiamo ci arriveranno attraverso la mente, ossia i pensieri, la razionalità. Si può razionalizzare qualsiasi cosa: “Perché hai ucciso tua moglie?”. “Perché la odiavo. Era così, era cosà”. Ma non puoi ucciderla! “Perché hai ucciso tuo marito?” “Per questo e quest’altro”.

A causa di questa mente ci mettiamo a fare cose che sono assolutamente sbagliate, peccaminose, e poi cerchiamo di spiegarle. Andate contro l’Agnya, andate contro la realtà e poi usate i vostri condizionamenti, usate il vostro ego, diciamo, per spiegare perché lo avete fatto.

Ogni volta che facciamo così non riusciamo mai ad andare oltre la mente. Siamo molto compiaciuti di noi stessi. Pensiamo di essere chissà chi. Come facciamo ad uscirne?

Con l’introspezione.

Ma è molto difficile perché la gente ha paura di se stessa, non vuole fare introspezione.

Infatti, se inizia a fare introspezione si renderà conto di quanto ha peccato, di quali cose errate ha commesso e allora si odierà.

Per questo non si vuole fare introspezione. Ma è molto importante fare introspezione. L’introspezione è molto utile per farvi superare questi due ostacoli del vostro Agnya chakra.

Vi ho detto molte volte di non discutere con nessuno perché l’altro che cerca la discussione ha molto ego, e quell’ego agisce su di voi.

Così ha inizio una azione-reazione e sviluppiamo l’abitudine di reagire a qualsiasi cosa. Specialmente in Occidente ho visto che reagiscono a qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa. Ora per esempio questa cosa è stesa qui davanti (indica qualcosa davanti, ndt). Loro non c’entrano niente ma: “Avrebbero potuto farlo meglio. Perché è così sottile?”. Oh, allora pagatelo voi, fatelo voi!

Andranno in giro e diranno: “Guarda, guarda quest’uomo, che razza di persona è”. Se è un mendicante si metteranno a criticare.

Criticheranno il governo, criticheranno chiunque. Ma, e voi?

Perché invece non cominciate voi a fare qualcosa in merito? Se non potete farci nulla, se non avete intenzione di fare nulla, perché reagire?

E questa è l’abitudine peggiore che si è sviluppata, ossia reagire, e si è convinti di avere ogni diritto di reagire. Lo avete, ma questo diritto è auto-distruttivo (lo pronuncia in modo molto scandito, ndt). Reagire a qualsiasi cosa non va bene. Non avete nessuna autorità per reagire. È così, fino a questo punto. Dovete solo essere testimoni, testimoni di tutto.

Quando inizierete ad essere testimoni, sarete stupiti di come inizierete a vedere il gioco, il gioco della maya, come la chiamano, e vedrete a che punto siete rispetto ad esso. Lo stato di testimonianza dovrebbe essere sviluppato. Siate sempre testimoni. “Sto osservando da testimone?”.

Molti dicono che io ho un’ottima memoria; è perché sono sempre nello stato di testimonianza. Tutto è registrato dentro di me come un quadro e poi, quando devo dire qualcosa, quando devo correggere qualcosa, tutto ciò che ho osservato mi viene in aiuto.

Per prima cosa non dovremmo reagire, non dovremmo reagire a nulla. Alcuni sono attaccati al denaro, diciamo. Reagiranno e non daranno denaro. Si terranno tutto il denaro per sé. Accade anche in Sahaja Yoga.

Ho visto gente molto, molto avara per quanto riguarda il denaro. Altri sono quelli che cercano di compiacere gli altri, così sprecheranno il proprio denaro in cose sontuose, senza alcun motivo. Non è necessario sprecare.

La reazione può venire da qualsiasi cosa. Nel vedere qualcosa potete reagire e diventate così coinvolti da non rendervi conto che state sprecando tutta l’energia del vostro cervello in cose assurde.

Questa reazione nasce quando avete perso completamente il senso del giudizio. Non sapete che cosa perdete, che cosa guadagnate con questo genere di reazione.

E questa reazione distruggerà completamente il vostro essere interiore. Infatti siete sempre da una parte, da un’altra parte o da un’altra ancora: non siete mai qui.

Se siete tipi che tendono a criticare molto, cercate di smettere completamente. Criticate voi stessi. Dirigete quella energia verso voi stessi: “Chi sono io per criticare gli altri? Chi sono per reagire a qualsiasi cosa?”. Lanciate una sfida a voi stessi e vedrete che il vostro ego si abbasserà.

Un giorno qualcuno venne a dirmi: “Madre, mi sento così arrabbiato. Ho voglia di picchiare tutti”. Gli dissi: “Bene, fai una cosa, prendi un sandalo (chappal) e dattelo in testa. Fine (risate). Solo così puoi (Shri Mataji ride) liberarti di questa abitudine di voler picchiare gli altri”. Non gli piacque molto, ma penso che con questo sia migliorato.

Ora, dovrebbero essere osservati anche i condizionamenti: “Sono condizionato? Se ho dei condizionamenti, sono condizionamenti buoni o sbagliati?”.

Quanto meno dovreste avere buoni condizionamenti. Ma, anche in quel caso, se eccedete, potete creare un problema a voi stessi e agli altri.

La gran parte di questi rituali e altro è iniziata come un buon condizionamento, poi però è diventata una trappola da cui non si è riusciti a liberarsi. Si pensa che sia una parte integrante e che vada accettata.

Che cosa dovremmo fare, allora? Non dovremmo reagire. Osservate lo spettacolo e sarete sorpresi che, senza pagare nulla, senza andare in nessun teatro, in ogni momento potrete assistere alla commedia che si svolge davanti a voi e che è così divertente. Che sia assurda, ridicola, o una specie di film dove si picchiano o altro, guardate e non reagite. Se ritenete che qualcosa sia molto perverso, brutto, immorale, non guardatelo. Fine, basta.

Non opprimete la vostra mente perché la mente, quella che chiamiamo mente, è in realtà l’Agnya chakra nel centro del vostro chiasma ottico.

Pensate alla posizione centrale che ha, e a ciò che qualsiasi disturbo al vostro Agnya può provocare al vostro cervello che non è altro che un grumo di grasso.

Ciò che si deve osservare veramente è il modo in cui questo Agnya può colpirvi e come funziona e crea immagini perverse. Anche riguardo ai condizionamenti, avete visto come la gente sia mentalmente turbata e degenerata.

Ma la pura natura di Cristo è Innocenza, lo sapete. Egli è Shri Ganesha. Shri Ganesha è un fanciullo eterno. Anche Cristo è totale innocenza perché non reagisce, perché non è condizionato. I bambini non sono condizionati quanto noi. Se parlate con i bambini, se parlate con loro vi stupirà quanto siano innocenti e con quale innocenza parlino.

Una volta una mia nipote mi chiese: “Che cosa pensi dei poveri cuccioli della tigre?”.

Le chiesi: “Perché?”. “Sai, il loro padre dice loro di mangiare gli esseri umani e loro che cosa possono fare? Devono mangiare gli esseri umani dopo tutto”. Notate che innocenza (ride).

Allora le ho risposto che loro sono sotto il controllo completo di Dio. Qualsiasi cosa facciano non ne saranno considerati responsabili. È soltanto agli esseri umani che Dio ha dato questa libertà. Soltanto gli esseri umani possono reagire in questo modo. Per quanto riguarda gli animali, essi sono pashu, ossia completamente sotto il controllo di Dio onnipotente. Essi sono swabhava: ogni cosa… (ad esempio) un serpente sarà un serpente, una tigre sarà una tigre e un leone sarà un leone. Ma gli esseri umani possono essere serpenti; potrebbero essere allo stesso tempo scorpioni, leoni, qualsiasi cosa.

Sapete, d’improvviso trovate un uomo piccolo, minuscolo come un insetto che salta su ruggendo contro di voi come un leone e dite: “Da dove è spuntato questo cannone?”. È così. Non sapete da quale parte arriveranno e dove andrà a sedersi il cammello. Non potete dirlo.

Questa tendenza a reagire degli esseri umani nasce dal fatto che non hanno connessione con il Divino. Quando sono in connessione con il Divino vedono la commedia e lasciano ogni cosa al Divino. Possono risolvere i loro problemi semplicemente con un bandhan (parla hindi a lato). Possono risolvere tutti i problemi semplicemente con un bandhan (Shri Mataji schiocca le dita). Ma devono essere in totale connessione con il Divino.

Funziona. Funziona, funziona proprio. Questa non è l’epoca in cui Cristo venne su questa terra. Questo è il tempo in cui il Paramchaitanya è entrato in azione, si è attivato e fa funzionare tutto.

Ora mi hanno chiesto di certe statue di Shri Ganesha[5], se Shri Ganesha abbia bevuto il latte oppure no.

Ho risposto che tutto è possibile. Al giorno d’oggi il Paramchaitanya compie certe cose, cose incredibili che noi non possiamo comprendere. È tutto un chamatkar (miracolo), quindi è possibile.

Riguardo (alle statue di) Ganesha, non ho mai saputo che Ganesha amasse così tanto il latte ma potrebbe magari averlo bevuto per il topolino (risate).

Non si può dire. “Ma perché Shiva ha bevuto?”. Ho risposto: “Lasciate stare. Se Shiva vuole bere il latte, che lo beva”. In effetti abbiamo una produzione di latte eccessiva, così vorranno consumarne un po’ (risate, Shri Mataji ride).

Ma è solo un modo di guardare alle cose dato che ogni cosa è fatta dal Paramchaitanya. Loro stanno compiendo queste cose prodigiose. Insomma, io non ho mai chiesto loro di fare alcunché.

Ma adesso, per esempio, quando ero a Brisbane e dormivo nell’ashram è apparso l’arcobaleno. Naturalmente, a me piacciono moltissimo i dipinti specialmente di Raffaello, in quanto lui ha ritratto il volto della Madre e del Bambino esprimendo in modo davvero preciso il sentimento della madre e del bambino.

E, pensate, quel quadro è apparso nel cielo. Ma io non avevo detto (al Paramchaitanya) di mostrare quell’opera di Raffaello[6]; stavo dormendo e non sarei neppure andata a vedere. Ma in quel momento l’aureola che era dietro la nuca di Maria (nel dipinto originale, ndt) salì sopra la testa (come una corona, nell’immagine apparsa in cielo, ndt). Significa che lo ha fatto Raffaello stesso, oppure non so.

Come posso spiegarlo? Il Paramchaitanya fa cose di ogni genere e fa tutto questo per convincervi in merito a Sahaja Yoga.

Infatti anche adesso ci sono molte persone considerate molto razionali, intelligenti, istruite che non vogliono accettarlo.

Dopo tutto, se esiste un potere divino, se esiste qualcosa del genere ed è attivo, come potete metterlo in dubbio? Come potete negarlo?

Infatti i suoi poteri sono illimitati, esso è entrato in ogni atomo e in ogni molecola. Non fa trucchi come spostare un oggetto da qui a lì (come fanno alcuni falsi guru, ndt), ciò che fa è qualcosa di assolutamente impossibile. Ma lo fa.

Quindi per noi credere in questo Paramchaitanya attivo è l’unica soluzione, così affidate tutto all’oceano di beatitudine e lasciate che a gestire tutte le situazioni – voi non reagite – sia questo straordinario potere che è così efficiente, rapido, veloce, che si muove ovunque, comprende tutto e vi ama e vi rispetta in quanto siete sahaja yogi. Oggi è così.

Nel momento in cui si celebra il Natale, dovremmo renderci conto che ciò che in realtà celebriamo è la nostra ascesa, le nostre conquiste, i livelli elevati che abbiamo raggiunto e quelli che dobbiamo acquisire.

Dovremmo avere aspirazioni soltanto per quanto riguarda il nostro lato spirituale. Ogni aspirazione dovrebbe essere affidata al Paramchaitanya: “Pensaci Tu”. E più diventerete, più svilupperete questa attitudine a non reagire, grazie ad un Agnya a posto… non collera, non silenzio, bensì un temperamento molto piacevole.

Con ciò si pensa che io vi abbia detto di non parlare. No, no, dovete parlare! Dovete parlare con la gente, dovete ridere, dovete gioire, ma tutto questo dovrebbe essere ricco di sentimenti gioiosi.

Si dice che il Natale sia per questo, per una atmosfera molto gioiosa. Ma non sapendo fare in altro modo la gente beve. Insomma, dopo tutto si deve lasciare loro anche il beneficio del dubbio sul perché bevano. È perché pensano che bevendo diventeranno gioiosi.

Ora, la nostra comprensione di noi stessi deve essere molto netta. In particolare, le persone non meditano. Non meditano proprio. Non vogliono crescere. Sono sahaja yogi ma non meditano. È davvero sorprendente. Io so capire chi medita e chi no. Infatti (in chi non medita) manca la profondità. Vogliono avere questo, vogliono quello, va bene, ma la meditazione? Se non meditate, il vostro Agnya sarà completamente offuscato dai pensieri e vi perderete.

Pertanto dovete meditare. Inoltre, se non meditate, io soffro. Se non avete aspirazioni in Sahaja Yoga, è meglio lasciar perdere, perché siete come semi germogliati che andranno sprecati.

Alcuni sono qui perché vogliono qualche sorta di palcoscenico, un po’ di pubblicità. Altri perché vogliono denaro, per ricavare denaro da Sahaja Yoga. Ce ne sono alcuni che vogliono avere una rete di conoscenze per girare tutto il mondo senza spendere un centesimo. Tutta questa gente non è di nessuna utilità a se stessa.

Qui adesso avete la prosperità totale. Tutta questa ricchezza celestiale è dinanzi a voi e voi non volete accettarla. Non volete tuffarvi in essa. Che cosa dovremmo dire? Non è molto saggio fare così.

Come ho detto, non dovete crocifiggere voi stessi, non dovete rinunciare a nulla, non dovete vivere come è dovuto vivere Cristo o nascere in una mangiatoia. Tutto questo è già stato fatto per voi. Adesso, avanti!

Ma se entrate nel darbar (corte reale) del Divino siatene degni. Dovreste esserne degni e, vi sorprenderà, tutti i vostri problemi si risolveranno, la vostra autostima sarà preservata.

Sono accadute tante cose così, ma se non avete rispetto per voi stessi, se non rispettate la vostra realizzazione, se non siete profondamente coinvolti nella vostra ascesa e nel dare aiuto agli altri, non funzionerà.

Io sono qui per dirvi tutto ciò che Cristo non ha potuto dire e per realizzare ciò che voleva dire. Tutto ciò che vi dico è già stato attuato. Avete ricevuto tutti la realizzazione.

Però sviluppate il rispetto per voi stessi come sahaja yogi. Non abbiate idee strane su voi stessi: sappiate soltanto che siete sahaja yogi e sahaja yogini. È questo ciò che occorre a chi oggi celebra la nascita di Cristo.

Cristo venne su questa terra, ed era in realtà colmo di innocenza, infatti venne come incarnazione di Shri Ganesha.

Vi ho provato come appare l’atomo di carbonio e con esso vi ho dimostrato come Cristo sia l’Alfa e l’Omega, mentre Egli (Ganesha) è costituito da Omkara e Svastica.

Abbiamo sperimentato tutto questo e lo abbiamo scoperto. Esiste. Con tutto questo la più grande conquista è rispettare la vostra innocenza. Rispettate la vostra innocenza. Questo è ciò che si deve chiedere oggi. Siate innocenti, e Dio si prende cura di tutte le persone innocenti.

Non preoccupatevi. Non dovete preoccuparvi. Ho visto bambini precipitare dal settimo piano senza che sia accaduto loro niente di male. Stanno benissimo. Come? Chi se ne prende cura?

Gli angeli. Avete visto fotografie di angeli intorno a voi. Cercate dunque di essere semplici, innocenti, non reattivi e rimanete tranquilli e pacifici, perché qui stiamo parlando di una trasformazione globale nella quale la gente troverà la pace nel proprio cuore e fonderà un nuovo mondo di pace, gioia e spiritualità.

Che Dio vi benedica tutti.


[Ha inizio il puja.]

Yogi: Ventuno bambini (hindi) dagli otto ai dieci anni (hindi).

Guido: Mantra a Shri Ganesha.

Yogi indiano: Mantra a Shri Ganesha.

(Il Ganesha mantra viene cantato con la stessa melodia del primo Mahamantra. Segue il Ganesha Atharva Shirsha. Poi viene cantato il bhajan: “He Prema Murta Jagi Ale”)

Yogi: Sette signore … (Hindi). In inglese: Quattro signore occidentali che non abbiano mai fatto il puja. Dal lato destro, salite dal lato destro del palco.

Babamama: Quattro signore occidentali che non abbiano mai fatto il puja. Quattro signore occidentali sposate che non abbiano mai fatto il puja.

Yogi: Adesso reciteremo i centootto nomi del Signore Gesù. Io dirò il nome e poi reciteremo il mantra, Om Twameva Sakshat.

1)     Āgñyā Chakra Swāmin.

Om Twameva Sakshat Shri Āgñyā Chakra Swāmin Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

2)     Shri Sūrya.

Om Twameva Sakshat Shri Sūrya Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

3)     Shri Kshamā Pradāyaka.

Om Twameva Sakshat Shri Kshamā Pradāyaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

4)     Shri Kshamā Swarūpa.

Om Twameva Sakshat Shri Kshamā Swarūpa Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

5)     Shri Shama-dama-vairāgya-titikshā-pradāyaka.

Om Twameva Sakshat Shri Shama-dama-vairāgya-titikshā-pradāyaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

6)     Shri Pāvitrya Pradāyaka.

Om Twameva Sakshat Shri Pāvitrya Pradāyaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

7)     Shri Omkāra.

Om Twameva Sakshat Shri Omkāra Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

8)     Shri Chaitanya.

Om Twameva Sakshat Shri Chaitanya Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

9)     Shri Ādi purusha.

Om Twameva Sakshat Shri Ādi Purusha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

10) Shri Sahasra-shīrsha.

Om Twameva Sakshat Shri Sahasra-shīrsha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

11) Shri Sahasr’āksha.

Om Twameva Sakshat Shri Sahasr’aksha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

12) Shri Vishnu.

Om Twameva Sakshat Shri Vishnu Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

13) Shri Vishnu-suta.

Om Twameva Sakshat Shri Vishnu-suta Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

14) Shri Mahā-vishnu.

Om Twameva Sakshat Shri Mahā-Vishnu Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

15) Shri Ananta-koti-brahmānda-dhāraka.

Om Twameva Sakshat Shri Ananta-koti-brahmānda-dhāraka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

16) Shri Hiranya-garbha.

Om Twameva Sakshat Shri Hiranya-Garbha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

17) Shri Pūrva ghoshita.

Om Twameva Sakshat Shri Pūrva-Ghoshita Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

18) Shri Brahmā-vishnu-rudra sevita.

Om Twameva Sakshat Shri Brahmā-vishnu-rudra sevita Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

19) Shri Gopāla.

Om Twameva Sakshat Shri Gopāla Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

20) Shri Gosevita.

Om Twameva Sakshat Shri Gosevita Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

21) Shri Shri Kṛishna suta.

Om Twameva Sakshat Shri Shri Kṛishna suta Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

22) Shri Rādhā nandana.

Om Twameva Sakshat Shri Rādhā nandana Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

23) Shri Pāpa nāshaka.

Om Twameva Sakshat Shri Pāpa nāshaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

24) Shri Pāpa vimochana.

Om Twameva Sakshat Shri Pāpa vimochana Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

25) Shri Prakāsha.

Om Twameva Sakshat Shri Prakāsha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

26) Shri Ākāsha.

Om Twameva Sakshat Shri Ākāsha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

27) Shri Agni.

Om Twameva Sakshat Shri Agni Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

28) Shri Mahā-kārunya rūpa.

Om Twameva Sakshat Shri Mahā-kārunya rūpa Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

29) Shri Tapaswīn.

Om Twameva Sakshat Shri Tapaswīn Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

30) Shri Ham-Ksham bīja.

Om Twameva Sakshat Shri Ham-Ksham bīja Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

31) Shri Ātmā.

Om Twameva Sakshat Shri Ātmā Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

32) Shri Param’ātmā.

Om Twameva Sakshat Shri Param’ātmā Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

33) Shri Amṛuta.

Om Twameva Sakshat Shri Amṛuta Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

34) Shri Ātma-tattwa jāta.

Om Twameva Sakshat Shri Ātma-tattwa jāta Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

35) Shri Shānta.

Om Twameva Sakshat Shri Shānta Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

36) Shri Nirvichārta.

Om Twameva Sakshat Shri Nirvichārta Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

37) Shri Ādi-āgñyā-chakrastha.

Om Twameva Sakshat Shri Ādi-āgñyā-chakrastha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

38) Shri Kalki.

Om Twameva Sakshat Shri Kalki Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

39) Shri Ekādasha-rudra sevita.

Om Twameva Sakshat Shri Ekādasha-rudra sevita Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

40) Shri Utkrānti-tattwa.

Om Twameva Sakshat Shri Utkrānti-tattwa Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

41) Shri Utkrānti ādhāra.

Om Twameva Sakshat Shri Utkrānti ādhāra Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

42) Shri Sarv’ochha.

Om Twameva Sakshat Shri Sarv’ochha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

43) Shri Mahan-mānasa.

Om Twameva Sakshat Shri Mahan-mānasa Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

44) Shri Mahat’ahaṅkāra.

Om Twameva Sakshat Shri Mahat’ahaṅkāra Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

45) Shri Turīya-sthiti pradāyaka.

Om Twameva Sakshat Shri Turīya-sthiti pradāyaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

46) Shri Turīya-vāsīn.

Om Twameva Sakshat Shri Turīya-vāsīn Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

47) Shri Dwāra.

Om Twameva Sakshat Shri Dwāra Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

48) Shri Kārtikeya.

Om Twameva Sakshat Shri Kārtikeya Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

49) Shri Mahā-ganesha.

Om Twameva Sakshat Shri Mahā-ganesha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

50) Shri Abodhitā swarūpa.

Om Twameva Sakshat Shri Abodhitā swarūpa Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

51) Shri Abodhitā pradāyaka.

Om Twameva Sakshat Shri Abodhitā pradāyaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

52) Shri Shuddha.

Om Twameva Sakshat Shri Shuddha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

53) Shri Māṅgalya pradāyaka.

Om Twameva Sakshat Shri Māṅgalya pradāyaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

54) Shri Audārya.

Om Twameva Sakshat Shri Audārya Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

55) Shri Mahālakshmī-netra-teja.

Om Twameva Sakshat Shri Mahālakshmī-netra-teja Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

56) Shri Pari-pūrna sahaja-yogī.

Om Twameva Sakshat Shri Pari-pūrna sahaja-yogī Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

57) Shri Ādya-sahaja-yogī.

Om Twameva Sakshat Shri Ādya-sahaja-yogī Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

58) Shri Sreshtha sahaja-yogī.

Om Twameva Sakshat Shri Sreshtha sahaja-yogī Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

59) Shri Ādi Shakti Shrī Mātājī Nirmalā Devī priyam-kartrā.

Om Twameva Sakshat Shri Ādi Shakti Mātājī Shrī Nirmalā Devī priyam-kartrā Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

60) Shri Shāshvata.

Om Twameva Sakshat Shri Shāshvata Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

61) Shri Sthānu.

Om Twameva Sakshat Shri Sthānu Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

62) Shri Sat-chid’ānanda Ghana.

Om Twameva Sakshat Shri Sat-chid’ānanda Ghana Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

63) Shri Svair’āchāra nāshaka.

Om Twameva Sakshat Shri Svair’āchāra nāshaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

64) Shri Dharma-mārtanda nāshaka.

Om Twameva Sakshat Shri Dharma-mārtanda nāshaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

65) Shri Nirichha.

Om Twameva Sakshat Shri Nirichha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

66) Shri Dhanadayaka.

Om Twameva Sakshat Shri Dhanadayaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

67) Shri Shuddha-shweta.

Om Twameva Sakshat Shri Shuddha-shweta Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

68) Shri Ādi-bālaka.

Om Twameva Sakshat Shri Ādi-bālaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

69) Shri Ānadi-brahmachārīn.

Om Twameva Sakshat Shri Ānadi- brahmachārīn Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

70) Shri Purātana.

Om Twameva Sakshat Shri Purātana Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

71) Shri Alphā-cha-omegā.

Om Twameva Sakshat Shri Alphā-cha-omegā Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

72) Shri Samasta-sākshīn.

Om Twameva Sakshat Shri Samasta-sākshīn Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

73) Shri Īsha-putra.

Om Twameva Sakshat Shri Īsha-putra Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

74) Shri Moha-varjita.

Om Twameva Sakshat Shri Moha-varjita Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

75) Shri Mamatā-hantrin.

Om Twameva Sakshat Shri Mamatā-hantrin Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

76) Shri Viveka.

Om Twameva Sakshat Shri Viveka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

77) Shri Aghora nāshaka.

Om Twameva Sakshat Shri Aghora nāshaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

78) Shri Dñyāna rūpa.

Om Twameva Sakshat Shri Dñyāna rūpa Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

79) Shri Su-buddhi dāyaka.

Om Twameva Sakshat Shri Su-buddhi dāyaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

80) Shri Sudñya.

Om Twameva Sakshat Shri Sudñya Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

81) Shri Pūrna-namra.

Om Twameva Sakshat Shri Pūrna-namra Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

82) Shri Bhautikatā nāshaka.

Om Twameva Sakshat Shri Bhautikatā nāshaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

83) Shri Ahaṅkāra nāshaka.

Om Twameva Sakshat Shri Ahaṅkāra nāshaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

(Lo yogi interrompe brevemente dicendo: “Sto aspettando, sto aspettando…”. Poi riprende la recitazione)

84) Shri Prati-ahaṅkāra shoshaka.

Om Twameva Sakshat Shri Prati-ahaṅkāra shoshaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

85) Shri Ashuddha-icchā nāshaka.

Om Twameva Sakshat Shri Ashuddha-icchā nāshaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

86) Shri Hṛud-mandirastha.

Om Twameva Sakshat Shri Hṛud-mandirastha Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

87) Shri Agurū nāshaka.

Om Twameva Sakshat Shri Agurū nāshaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

88) Shri Asatya khandin.

Om Twameva Sakshat Shri Asatya khandin Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

89) Shri Vaoṅsha-bheda nāshaka.

Om Twameva Sakshat Shri Vaoṅsha-bheda nāshaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

90) Shri Krodha nāshaka.

Om Twameva Sakshat Shri Krodha nāshaka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

91) Shri Ādi Shakti Mātājī Shrī Nirmalā Devī priya-putra.

Om Twameva Sakshat Shri Ādi Shakti Mātājī Shrī Nirmalā Devī priya-putraya Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

92) Shri Ādi Shakti archita.

Om Twameva Sakshat Shri Ādi Shakti archita Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

93) Shri Pratishthāna-kshetra-nivāsa kṛuta.

Om Twameva Sakshat Shri Pratishthāna-kshetra-nivāsa kṛuta Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

94) Shri Cabella vāsīn.

Om Twameva Sakshat Shri Cabella vāsīn Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

95) Shri Sahasrāra-dwāra vāsīn.

Om Twameva Sakshat Shri Sahasrāra-dwāra vāsīn Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

96) Shri Nishkalaṅka.

Om Twameva Sakshat Shri Nishkalaṅka Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

97) Shri Nitya.

Om Twameva Sakshat Shri Nitya Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

98) Shri Nirākāra.

Om Twameva Sakshat Shri Nirākāra Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

99) Shri Nirvikalpa.

Om Twameva Sakshat Shri Nirvikalpa Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

100)                 Shri Lok’ātīta.

Om Twameva Sakshat Shri Lok’ātīta Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

101)                 Shri Mahā-yogīn.

Om Twameva Sakshat Shri Mahā-yogīn Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

102)                 Shri Nitya mukta.

Om Twameva Sakshat Shri Nitya mukta Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

103)                 Shri Gun’ātīta.

Om Twameva Sakshat Shri Gun’ātīta Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

104)                 Shri Avyakta mūrtin.

Om Twameva Sakshat Shri Avyakta mūrtin Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

105)                 Shri Yog’eshwara.

Om Twameva Sakshat Shri Yog’eshwara Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

106)                 Shri Yoga dhāma.

Om Twameva Sakshat Shri Yoga dhāma Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

107)                 Shri Yoga Swarupa.

Om Twameva Sakshat Shri Yoga Swarupa Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

108)                 Shri Jesus.

Om Twameva Sakshat Shri Jesus Sakshat Shri Adi Shakti Mataji Shri Nirmala Devyai Namoh Namaha.

[Bhajan: Vishwa Vandita]

Yogi: Per l’Aarti, (vengano) tutti i leader nazionali ed internazionali. Dovrebbero venire anche i leader indiani dei luoghi dove Shri Mataji ha tenuto programmi pubblici.

[Aarti]

Gli yogi: Shri Mataji, tutti noi sahaja yogi del mondo desideriamo la Sua buona salute e lunga vita.

Shri Mataji, tutti noi sahaja yogi del mondo desideriamo la Sua buona salute e lunga vita.

Shri Mataji, tutti noi sahaja yogi del mondo desideriamo la Sua buona salute e lunga vita.

[Mahamantra]

Gli yogi: Bolo Shri Bhagavati Mataji Shri Nirmala Devi ki! Jai!

Yogi: Tutti i fotografi, per favore, non… solo una fotografia.

[Una torta natalizia viene offerta a Shri Mataji]

Yogi: E adesso offriremo a Shri Mataji il regalo internazionale. Guido, Rajesh…

[Il video termina qui]


[1] “Potete chiamarlo talamo ottico; (l’Agnya chakra) è posto in questo punto. E questo centro controlla la ghiandola pituitaria e la ghiandola pineale. La pituitaria controlla l’ego e la pineale controlla il superego.” (“Chakra e Deità”, Delhi, 22/02/1977).

[2] Puro desiderio.

[3] “La punizione di Khilpil”, di George Meredith.

[4] Kabīr, (Vārāṇasī, 1440 circa – Maghar, 1518 circa), mistico e poeta indiano.

[5] Il 21 settembre 1995 le statue di Ganesha in India avrebbero cominciato spontaneamente a bere latte, ogni volta che un cucchiaio veniva posto davanti alla bocca di ogni statua per onorare il Dio-elefante. È riportato che il fenomeno si verificò anche in altri luoghi, da New Delhi a New York, Canada, Mauritius, Kenya, Australia, Bangladesh, Malesia, Regno Unito, Danimarca, Sri Lanka, Nepal, Hong Kong, Trinidad, Grenada e Italia.

[6] L’immagine fotografata in cielo è la “Madonna del Granduca”, un dipinto ad olio su tela di Raffaello, databile al 1504 ca. e conservato nella Galleria Palatina a Firenze.