Shri Krishna Puja

Nirmal Temple, Cabella Ligure (Italia)

1997-08-23 Krishna Puja Talk, Cabella, Italy, DP-RAW, 65' Download subtitles: EN,PTView subtitles: Add subtitles:
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Shri Krishna Puja, Cabella (Italia), 23 agosto 1997.

Oggi siamo qui per celebrare il Krishna Puja. Come possiamo stabilizzare Shri Krishna dentro di noi? Lui stesso ha detto che ogni qual volta il dharma decade … e per dharma non si intendono le assurdità dettate dall’induismo, dalla religione cristiana o musulmana, non è questo. Il dharma è dato dai nostri tabù primordiali, connaturati all’essere umano. I tabù primordiali si possono capire soltanto se si cerca di comprendere la propria interiorità, oppure quel che ci è venuto dalle tradizioni.

Ora, il sahaja dharma è leggermente diverso, nel senso che non solo è molto più elevato di altri concetti sahaj che conosciamo, ma è molto più elevato persino rispetto a quanto è stato detto da Shri Krishna e da Shri Rama. Shri Rama pensò che la cosa migliore fosse innanzi tutto stabilire una disciplina. La gente doveva avere una concezione seria dell’esistenza, una piena consapevolezza del proprio essere, cui doveva imparare a dare rispetto.
Ma supponiamo che io vi dica: “Non bevete!”: voi continuerete a bere. E se vi dico che non dovete mentire, vi metterete a mentire. È la natura umana che si comporta in questo modo: cerca di andare contro i tabù primordiali poiché gli uomini ora pensano di avere la libertà, libertà di comportarsi come vogliono. Si sentono persone libere, ma in realtà non lo sono. Vivono sotto l’effetto d’ogni tipo di tentazioni e pulsioni che sono contro la vita umana. In realtà essere persone dharmiche è una cosa molto naturale. La maggior parte dei bambini ha il senso innato di quale sia il giusto comportamento. Per esempio in genere i bambini, anche piccoli, si vergognano di farsi vedere nudi, non si tolgono i vestiti in presenza di altri. Hanno pudore, e questa attitudine è descritta come “Yak Devi sarva buteshu Lajja rupena samstita” (Devi che è presente negli esseri umani nella forma di pudore).
Quindi bisogna avere pudore, bisogna essere umili e rispettare il proprio corpo. È molto importante, perché in questi tempi moderni il fatto di esporre il corpo è considerato una grande conquista per le donne: vogliono fare come gli aborigeni. Ma loro non avevano le stesse idee che abbiamo noi, non erano così confusi. Anche se le loro donne vestivano in modo succinto, ciò non era considerato un richiamo sessuale e gli uomini non si comportavano nel modo strano in cui si comportano oggi, sempre pronti a mostrare una speciale attrazione per le donne. Che motivo c’è di farlo? È una cosa completamente assurda pensare che in ogni momento gli uomini debbano essere attratti dalle donne e le donne dagli uomini, cosa che si vede continuamente, basta andare per strada.
Questo tipo di a-dharma è il peggiore, credo, ed è come una maledizione perché c’è gente che si comporta in questo modo insensato anche dopo essere venuta in Sahaja Yoga. È gente che starebbe bene in manicomio, non sono in grado di stare in Sahaja Yoga. Ma il dharma viene stabilizzato dal momento in cui avete la luce dello Spirito.
Shri Rama, quando si incarnò, dovette mettere in chiaro ogni cosa, una dopo l’altra, ed anche Mosè, ai suoi tempi, dovette dare i dieci comandamenti. Ma Krishna la pensava proprio al contrario, cioè voleva stabilizzare il dharma come conseguenza del puro amore. Perché i tabù di Shri Rama venivano imposti alle persone, le quali dunque erano forzate a seguirli, proprio come gli islamici o i cristiani; e quando la gente è forzata le cose non funzionano, non funzionano affatto.
Shri Krishna pensò che la gente doveva sviluppare questo ‘puro amore’ in completa libertà, e Radha, che era con lui ed era il suo potere, è chiamata Allhada Dhaini, che significa ‘Colei che dà la gioia’ – la pura gioia.
Tutte le attrazioni di basso livello finiscono per creare problemi. Sapete che bere alcolici è contro il dharma. Oggi si parla molto del tabacco e domani si parlerà dell’alcool, quando ci si accorgerà che a causa del bere tanta gente soffre di orribili malattie legate al fegato e ne muore. Allora diventerà un tabù anche il bere, ma è già un tabù naturale per il vostro corpo.
Se fate continuamente qualcosa che non va bene per voi, per la vostra vita, siete nell’adharma. Questo deve essere compreso molto chiaramente: il sahaja dharma vuol dire proprio essere liberi, completamente liberi dalla lussuria, dall’avidità e da tutte queste sciocchezze. Siete al di sopra di tutto questo. E il sahaja dharma è al di sopra di tutti i dharma affermati da Shri Krishna o da Shri Rama, perché avete raggiunto lo stadio per cui siete dharmici in completa libertà. Tutto quello che non va bene per voi, non dovreste farlo. Non c’è bisogno che io dica non fate questo o non fate quest’altro. Io posso anche dire delle cose che all’inizio vi sembrano inaccettabili, ma poi subito dopo sono le vostre vibrazioni a parlarvi. Questo è il sahaja dharma, dove vi sbarazzate di tutti e sei i nemici dello Spirito: lussuria, ira, avidità e le varie attrazioni. Ora, se riuscite a capire quanto la gente sia avida… ma avida di che? L’America sta morendo a causa del consumismo. Lì si può prendere in prestito dalle banche qualsiasi somma di denaro, senza problemi. Anche alcuni Sahaja Yogi hanno fatto dei debiti e poi son venuti a Ganapatipule e alla fine tutta la loro attenzione è andata al pensiero di come poter restituire i soldi alla banca. L’attenzione rimane continuamente sviata, anche nel caso in cui uno è veramente intenzionato a fare qualcosa di buono per se stesso, come per esempio l’esser venuto a Ganapatipule.
Una mente così non è libera. Una mente libera è quella la cui attenzione è completamente illuminata dallo Spirito. Il problema è che noi ci stiamo ancora affrancando da questa realtà umana per dirigerci verso uno stato più elevato di realizzazione, e dobbiamo capire che per raggiungerlo bisogna abbandonare tutte queste catene, tutte le orribili cose che sono in noi, come un uccello che uscendo dall’uovo allontana da sé tutti i pezzi del guscio. I vostri fratelli, le vostre sorelle, vostro padre, vostra madre, vostro marito, chiunque sia, tutti cercheranno di portarvi giù. Se bevono ti diranno di andare a bere con loro altrimenti non sei socievole, sei inutile, non sei alla moda. La spinta collettiva alle mode non è venuta certo da Shri Krishna e non esiste in Sahaja Yoga, dove siete completamente liberi da queste assurdità. Se volete potete mettere un certo vestito e se non volete, potete non farlo.
Siete liberi anche dai legami creati dal denaro. Questo è molto importante. L’attaccamento al denaro è un’altra di quelle cose… So di certe persone che sono venute in Sahaja Yoga e hanno cercato addirittura di utilizzarlo per far soldi. Ma per quale motivo siete venuti in Sahaja Yoga? Proprio per liberarvi da questa schiavitù del denaro. Nel sahaja dharma, per voi il denaro non è niente più che la polvere dei vostri piedi. Nulla è così importante.
Poi in effetti esiste questo ‘senso collettivo’ che ci spinge ad accettare delle sciocchezze, e questo deve essere proprio abbandonato. Specialmente in America ci sono delle cose che mi hanno sorpresa, ed anche in Inghilterra. Cose che si fanno perché son di moda. L’Italia adesso sta prosperando grazie ai suoi stilisti, ed a questo proposito c’è una barzelletta che si racconta riguardo ai nuovo ricchi, specialmente in Russia. La storia dice così: ci sono due persone ed una dice all’altra: “Oh mio Dio, hai perso la mano nell’incidente!” E l’altro risponde: “Questo sarebbe il minimo. È che ho perso il mio costosissimo orologio svizzero!” “Ma che dici!? Cos’era?” “Era un Rolex”
Non è tanto importante aver perso la mano, ma piuttosto il Rolex. E’ il Rolex che è di moda. Questi sono i cosiddetti nuovi ricchi, i quali hanno i soldi … (mentre Shri Mataji parla, un cane attraversa il palco)…i cani invece non seguono le mode. Non ho mai visto un cane mettersi a seguire la moda; le scimmie forse lo fanno. Ma se qualche stilista italiano si mette a creare qualcosa per i cani, ai cani certo non gliene importerà più di tanto, ma i loro padroni magari la compreranno. Naturalmente non è che dobbiamo diventare animali, ma non dobbiamo nemmeno essere schiavi delle mode.
Che ne è di voi? Non avete alcun senso personale dello stile? Non capite la differenza tra quello di cui avete bisogno e quello che invece non vi serve?
Noi non siamo schiavi di nulla, siamo liberi. Lasciate che siano gli stupidi a seguire la moda, noi siamo Sahaja Yogi. Ma questi cedimenti son diffusi anche fra le persone che dovrebbero essere dei sadhus (asceti, ricercatori). Tutti si vestono allo stesso modo, ma allora come si fa a riconoscere le persone?
Noi non vogliamo che in Sahaja Yoga tutti si vestano allo stesso modo, che sembrino uguali, che si taglino i capelli allo stesso modo. No, voi dovete essere diversi perché siete liberi. Ma la libertà deve essere sempre sostenuta dalla saggezza, e non significa mettersi a fare quello che ci pare. Accadono sempre le cose più strane quando una persona non sa cosa sia la luce dello Spirito. Alla luce dello Spirito non rimarrete coinvolti da questa sorta di follia collettiva che vi circonda. La gente è straordinariamente collettiva per quanto riguarda le pazzie, mi piacerebbe che fosse più collettiva per le cose sagge. La saggezza è molto importante; e deve esistere dentro di noi la capacità di dare gioia di Radhaji, uno dei cui nomi è Allhada Dhaini Shakti. Questo significa che quando incontriamo una persona nella collettività, questa persona deve sentire la gioia di incontrarci.

Dunque Krishna ha insegnato il dharma dell’amore. L’amore non c’è se discriminiamo le persone in nere, marroni o bianche. E’ una visione molto superficiale delle cose. Io non lo capisco proprio che significa bianco, nero o giallo. I bianchi vanno al mare per diventare neri e poi dicono di non volere dei neri fra di loro, specialmente in America. La separazione che ho trovato lì fra bianchi e neri mi ha fatto davvero piangere. Sono stata ad Harlem e i Sahaja Yogi mi hanno detto: “Madre, davvero va ad Harlem?” Ed io ho risposto: “Perché no? Io sono nera. Se mi chiamate nera, sono nera; se mi chiamate bianca sono bianca; e se mi chiamate gialla, sono gialla. Quindi ci vado!” E lì ho tenuto un discorso e c’era tantissima gente, un’esperienza indimenticabile! Era una sala delle più famose, identica a quella dove sono stata in Australia, e anche lì avevo parlato a molte persone. E ho pensato: “Guarda che coincidenza!” Mi hanno detto: “Madre, sono stati gli australiani a copiarla da noi!” La gente era così dolce, così bella, ho potuto veramente vedere il loro cuore, sentirlo. C’era un ragazzo lì che di solito presentava e dopo la conferenza è venuto ad abbracciarmi e a baciarmi tutto entusiasta. Era un ragazzo di soli 22 anni, e manifestandomi un amore grandissimo ha detto: “La prossima volta che viene in America deve tornare di nuovo ad Harlem!” Ma mi hanno riferito che ora quella sala è chiusa.
Il sistema americano in un modo o nell’altro va contro la democrazia, non solo contro la democrazia, ma contro quegli ideali che erano propri di Abramo Lincoln. Hanno avuto un uomo così grande fra di loro e tutto quello che hanno saputo fare è stato dedicargli una piccola stradina. È vero che a Washington c’è una sua statua molto bella, ma comunque i suoi principi non sono più seguiti, i suoi ideali non sono più ricordati, perché in qualche modo c’è stata della gente che ha scritto cose contro di lui, specialmente in Inghilterra, e contro i neri.
Ma che diritto hanno di scrivere contro qualcosa che è stato creato da Dio? Se i colori fossero gli stessi ovunque sembreremmo tutti irregimentati. Ci devono essere colori diversi, tonalità diverse; guardate gli alberi, guardate i fiori, guardate le diverse colorazioni che assume il cielo, solamente per darci gioia, allhada. Ciò che ci dà gioia è la varietà, che è un segno di bellezza. Se non ci fosse varietà tutto sarebbe noioso, terribilmente noioso.
Ma certa gente è molto orgogliosa e pensa di essere chissà chi. Si sentono superiori perché hanno il naso, o le labbra o i capelli fatti in un certo modo: che stupidità! E voi vi associate a queste persone. Ma come si fa ad associarsi a loro? Se volete la libertà, allora comportatevi come persone libere. Se c’è libertà deve esserci varietà, è molto importante.
Vorrei dire ai Sahaja Yogi che stanno per far ritorno in America di trovare un nuovo stile di comportamento. Andate dai neri. Mi ha fatto molto piacere vedere che in Sudamerica, in occasione di un seminario, sono andati a cercare gli aborigeni, sono andati ad incontrarli. Anche io li incontrai una volta e rimasi molto sorpresa. Immediatamente mi dissero: “Madre, noi sappiamo che lei è una persona spirituale. Potrebbe risolvere i nostri problemi?” “Qual’è il vostro problema?” “E’ molto semplice. Abbiamo un pezzetto di terra, cinque o sei acri di terreno, che ci appartiene. Lì cresce la Salvia – che secondo loro è una pianta sacra – e noi ci siamo sempre incontrati in questo posto per alcune ricorrenze festive, perché per noi questa terra è sacra”. Questa gente sa molte cose. Mentre dicevano che quella era una terra sacra ho sentito tante vibrazioni. Si riunivano sempre lì, era così naturale. Allora ho chiesto cosa fosse successo, quale fosse il problema. Mi hanno risposto che il governo americano aveva venduto quel pezzo di terreno ad un indiano e mi invitavano a richiedere a questo signore indiano il terreno, dietro pagamento. Ho chiesto il nome di questo indiano. Me lo dissero ed esclamai: “Dio mio! E’ un sindi. Gente della sua casta non vi darebbe neanche 10 lire, come potrebbe lui ridarvi questo terreno? Mi dispiace, sarò divina, ma proprio non posso aiutarvi”
Ciò nonostante sono rimasta sorpresa dal fatto che nessuno di loro ha alzato la voce contro questo signore. Avrebbero dovuto farsi sentire dal governo e chiedere di avere indietro la terra. Dire: “Perché ce l’avete presa? Perché l’avete rubata?” In fondo tutti gli americani sono immigrati, non erano di quel posto, non ne erano proprietari. Sono arrivati lì come immigrati. Non hanno nessun diritto di prendersi la terra di qualcun’altro e poi pensare di essere superiori. È molto facile pensarla così: qualcuno entra in casa vostra, pensa di essere superiore e manda via tutte le persone della vostra famiglia. Questo è quel che è successo in America, ma il sahaja dharma è proprio l’opposto. Nel sahaja dharma prendete la gente nel vostro cuore, l’amate, e il vostro amore scorre continuamente insieme alla vostra compassione.
Per me è un problema perché tutto il mio corpo è più compassionevole di me stessa. Prima che io possa anche solo pensare alla compassione, il mio corpo ha già assorbito tutto, perché vuole risolvere i problemi degli altri. Non credo che voi dovreste avere un corpo così, però almeno dovreste avere un cuore aperto. Per esempio, se vedete per la strada una persona di colore,… questa è una cosa che mi è piaciuta molto dei neri americani. Una volta ero all’aeroporto e c’era un uomo di colore che mi ha detto: “Ciao, cara, come stai? Cosa fai qui? Mi fa molto piacere vederti!”: Ed io ho risposto: “Anche a me fa piacere vederti. Come stai?” Un’altra volta stavo viaggiando con Ursula e un signore molto alto e grosso mi ha guardato e mi ha detto: “Ah, è tornata di nuovo!” “Si, sono tornata” E lui “Si ricorda di me?” “Certo, certo. Io la conosco”. Sono sicura che lui non mi aveva mai incontrata né io l’avevo mai visto prima, ma mi sono sentita contenta, molto contenta, e questo è il modo più bello di incontrare la gente. Supponiamo che incontriate un vecchio signore di colore per la strada. Devo dirvi che per loro lì la vita è terribile, ho letto dei libri ed ho pianto per loro, ho provato molto dispiacere, quindi come Sahaja Yogi se incontrate uno così dovreste corrergli incontro e dirgli: “Ciao, come stai?” e dargli la mano. State tranquilli che non vi taglieranno la gola.
Nella criminalità non so chi vince in America, se i bianchi o i neri, è una gara aperta. Ma se voi siete gentili, se siete amorevoli, potete rimuovere quella parte di criminalità che ci può essere in loro, perché l’odio può essere lavato via soltanto dal puro amore. Ma la gente, i bianchi, pensano di essere più furbi, superiori. Certo, nella furbizia e nell’inganno lo sono. Quale altra superiorità hanno?

In collettività dobbiamo stare attenti nel vedere quanto fanno colpo su di noi certe cose. Per esempio bisogna tener coperte sia le spalle che le ginocchia perché sono zone che contengono dei chakra importanti che possono venir danneggiati se esposti. Questo è un tabù naturale e innato. Ma qui mi pare di vedere che più le gambe sono lunghe, più sono si indossano vestiti corti. Ma proprio non capisco cosa c’è di così particolare nelle gambe. Tutta la bellezza sta forse nelle gambe?
Non c’è lajja, non c’è pudore, niente. Assoluta mancanza di pudore. Il sahaja dharma implica che abbiate il senso del pudore. Il comportamento, quello che dite, il modo stesso di parlare, nel sahaja dharma devono essere allhada dhaini. Se qualcosa non è allhada, allora statevene zitti, non ditela. A che serve? Che bisogno c’è di essere sarcastici per mostrare, col sarcasmo, quanto cervello abbiamo? Non è un segno di buona educazione parlare con gli altri in modo sarcastico, in modo tagliente. Se parlate con dolcezza, che male c’è?
La dolcezza nel parlare viene da Radhaji. Naturalmente la storia di Krishna e Radhaji è stata manipolata e ne hanno fatto una specie di Romeo e Giulietta, ma non erano così. Lei era una donna molto pura ed era Mahalaksmi. Quindi per essere Mahalaksmi, dopo essere venute in Sahaja Yoga, dovete sapere che dovete vestirvi in modo del tutto appropriato. Una volta, ricordo, ero ad un grande party e venne un signore che si mise seduto accanto a me e se ne uscì con un: “Aaahh!” Chiesi: “Che le succede?” “Ah! che sollievo vederla, signora Srivastava. Guardi queste donne, non si possono guardare. Ma appena ho visto lei ho sentito un grande sollievo.” Ed io gli ho chiesto: “Ma cos’è che la fa sentire così sollevato?” E lui rispose: “Lei è così serena!”
Le donne, quando rispettano il sahaja dharma, sono serene. Non sono stupide né frivole, né pronte a ridere di tutto, cosa che può rendere ridicoli se stessi o gli altri, mentre ridere per apprezzare qualcosa, per gioire di qualcosa è molto puro e crea una bellissima atmosfera. Credo che tutti i problemi ecologici esistano dentro il nostro cervello, non sono fuori, sono dentro di noi e si riflettono fuori.

Nel sahaja dharma vi liberate facilmente dalla lussuria e dall’avidità, questo lo so. Voglio dire, chi non riesce nemmeno a fare questo, non dovrebbe chiamarsi Sahaja Yogi. Le prime cose di cui ci si libera sono la lussuria e l’avidità. Lo vedo anche adesso fra i giovani: quelli che vengono in Sahaja Yoga diventano veramente delle persone libere, non corrono dietro alle donne e le donne non corrono dietro agli uomini, stanno insieme, siedono insieme, ridono insieme, ma c’è purezza. Anche nel Corano è scritto che quando avverrà la resurrezione ci saranno bellissimi uomini e bellissime donne e non avranno né lussuria né avidità, saranno puri. Ed oggi potete vederlo: questa lussuria e quest’avidità sono sparite. Per la maggior parte di voi sono sparite automaticamente e ora vi rendete conto da soli di essere liberi dalla loro prigionia.
I nostri matrimoni saranno celebrati domani. Nel sahaja dharma la prima cosa, la più importante è il perdono. Se qualcuno non riesce a perdonare non può essere un Sahaja Yogi. Che bisogno c’è di ricordare? Il presente è quanto di meglio ci sia. Siete qui con me a gioire dell’allhada dhaini shakti, e vi mettete a pensare al passato? Che significa? Significa che non avete il calibro giusto. Per essere del calibro di Sahaja Yoga dovreste essere liberi dal vostro passato. Basta! Non c’è bisogno di confessare nulla. Molte persone che sono venute in Sahaja Yoga mi hanno scritto lettere piene di confessioni, ma io le ho proprio bruciate tutte, non me le ricordo; non voglio leggere niente riguardo a nessuno.
Deve esserci invece il completo perdono; se riuscirete a perdonare vi sorprenderà vedere quanto sarete più sollevati e come la vostra vita matrimoniale sarà piena di felicità. Ma se cercate di ricordare le cose… d’accordo, ci sono dei matrimoni che sono davvero molto difficili, ma allora si interrompono: in Sahaja Yoga è certamente consentito il divorzio. Ma ci devono essere delle ragioni sostanziali.
Ci sono paesi da cui non vogliamo più avere ragazze da sposare e paesi da cui non vogliamo più avere ragazzi. Qual’è il motivo? L’esperienza ci ha insegnato che queste persone non hanno dei principi appropriati per il matrimonio, allora è meglio non sposarsi. Però, se vi sposate, allora dovete vivere una vita da Sahaja Yogi ideale. Se poi siete una Sahaja Yogini potete vivere la vostra vita matrimoniale molto meglio se fate del perdono un comportamento normale e continuo. Se poi marito e moglie passano il tempo ad accusarsi e litigare, allora è meglio che escano tutti e due da Sahaja Yoga, così potranno fare come vogliono.
Nel sahaja dharma la relazione fra marito e moglie dovrebbe essere veramente romantica, dovrebbe essere bella. Per la gente in genere non è così: parlano d’amore e di tante belle cose, però molto raramente continuano ad amare dopo l’innamoramento. È una benedizione provare davvero un sentimento del genere, ma il più delle volte la relazione finisce con l’essere una maledizione.
Dunque innamorarsi va molto bene, ma poi questo non significa dimenticare di essere dei Sahaja Yogi. Sahaja Yoga vi aiuta molto nella vostra vita matrimoniale. Lo stesso dharma vale per i vostri figli, nel senso che fate crescere i vostri figli senza esercitare troppe pressioni su di loro, ma portandoli sulla via della libertà. Lasciate che usino la loro saggezza. Certo, lo so, a volte i bambini partono per la tangente e iniziano a seguire delle vie strane, allora in quel caso li dovete correggere. Dovete dirglielo, è vostro dovere, non sono mica nati sugli alberi, sono nati qui, hanno dei genitori ed è dovere dei genitori dire loro le cose, spiegare che una cosa è sbagliata e non deve essere fatta. Dovete correggerli, ma questa correzione deve essere fatta in modo sahaj.
Vi faccio un esempio. Una volta c’è stata una persona che è venuta da me e mi ha detto che non riusciva a smettere di fumare. Allora gli ho detto di fumare, ma che però non poteva essere anche un Sahaja Yogi, perché un Sahaja Yogi che fuma è una strana caricatura, non riesco a pensare a un Sahaja Yogi che fumi. “Che aspetto avrei io se mi mettessi a fumare? Sarebbe proprio orribile e allora, se tu sei mio figlio, non puoi fumare, perché sembra proprio brutto” E così lui ha smesso di fumare, pensate un po’!
Nel trattare con i bambini ponete sempre voi stessi come esempio, come foste tutt’uno con il consiglio che date, in modo che i figli in qualche modo non si sentano… è una cosa che ho detto tante volte: i figli possono rinunciare a tutto, vi assicuro, ma non al vostro amore. Se sanno che li amate, non accetteranno mai nulla che possa far allontanare il vostro amore da loro. Questa è una cosa sicura al cento per cento, perché i bambini sono le persone che meglio di tutte sanno cos’è l’amore. Insomma parlate ai bambini, parlate con loro. Vi sorprenderanno, sono pieni di dolcezza, hanno tante belle cose dentro e quando parlano si rimane stupefatti nel sentire in che modo dicono le cose, come parlano di Sahaja Yoga e come esprimono la loro forza spirituale. Ci sono adesso tra noi molti bambini bravissimi, che sono in tutto e per tutto sahaj. E’ venuto una volta davanti a me un bambino e subito si è inchinato ai miei piedi, e io gli ho chiesto: “Perché lo hai fatto?” Mi ha risposto: “Oh! ho sentito vibrazioni fresche provenire da lei, e allora l’ho fatto” Poi gli ho chiesto: “E ti è piaciuto?” E lui “Certo!” “Più del cioccolato?” “Si, certo!” E io son rimasta così … e ho detto: “Ma è stato come mangiare o cosa?” “Oh, il mangiare non conta proprio più. Mi sento così felice dentro e… Madre, sento la sua mano poggiata sul mio cuore che cerca di consolarmi” Rimasi stupita. “E dov’è il tuo cuore? “È qui. Qui c’è il mio cuore. Lo sento qui” Immaginate che amore e che comprensione di Sahaja Yoga per dei bambini che hanno anche meno di cinque anni.

Voi siete tutti bambini miei, dei bambini cresciuti, e voglio che conosciate tutte le bellezze che avete dentro, per gioirne. Prima di tutto imparate a ridere di voi stessi, questo è il modo migliore per gioire di sé. E non passate troppo tempo davanti allo specchio. Cos’è che dovete verificare dentro di voi? Chiedetevi: “Siamo nel sahaja dharma? Madre ha stabilizzato il sahaja dharma che è molto più di quanto Krishna voleva raggiungere. Lui voleva stabilizzare il dharma dell’amore, che naturalmente noi abbiamo, ma a parte questo abbiamo molte altre bellissime sfaccettature, cose così belle dentro il nostro essere, che avevamo dimenticato e di cui possiamo gioire.”
Quindi l’attenzione deve essere sulle vostre qualità, sulla vostra personalità e vi sorprenderà vedere in che modo questa personalità vi darà gioia, vi darà allhada ed anche una grande pazienza nei confronti degli altri.
Ai miei occhi tutto sembra come uno scherzo, un gioco, perché non c’è niente di tanto serio. Non siamo nella dimensione di Rama per cui dobbiamo essere seri. Io non devo ammazzare nessuno, non uso nessuna arma in questa vita. Va accettato il fatto che anche senza armi… le cose si risolvono! E come Sahaja Yogi dovreste cercare di vedere la bellezza, dovreste essere sensibili e rendervi conto di come siete stati aiutati, di come siete stati guidati, di come siete stati benedetti. Questo è il sahaja dharma. Se non riuscite a vedere queste cose significa che vivete ad un livello molto basso e questo non è per colpa di Sahaja Yoga, ma è il vostro stile: significa che non siete sensibili. Supponiamo che ci sia qualcuno che non si rende conto che si sta bruciando la mano, che ci potete fare? Non ha sensibilità, non riesce a percepirlo. Potrà bere, potrà fumare, potrà fare qualsiasi cosa, eppure continuerà a vivere come niente fosse. Devono essere dei rakshasa (demoni) o non saprei cos’altro. Dobbiamo prendere esempio dai Sahaja Yogi bravi e non da quelli cattivi, e vedere in che modo avanziamo, cresciamo nella gioia, che è come un oceano, proprio come un oceano. Per esempio poco fa, quando sono arrivata qui, tutti si stavano sventolando. In occidente c’è anche questo problema: la gente ama restare in stanze e in macchine ermeticamente chiuse. Hanno molta paura delle correnti d’aria, come se dovessero portali via o far loro non saprei cosa. Non vogliono correnti d’aria, ma queste correnti non vengono mica dagli iceberg! La gente non dà nessuna importanza all’aria fresca e questo è un altro motivo per cui a volte sono così soffocanti. Semplicemente soffocano, perché sono abituati a vivere una vita soffocante. Non si può aprire la porta, non si può aprire la finestra, non si può aprire nulla. Se aprite qualcosa si sentono in pericolo di morte. E proprio come si comportano con la natura, così avviene nella loro vita privata: non vogliono ‘aprire’. Se qualcuno va a casa loro cominciano a dire: “Oh mio Dio, dobbiamo condividere il vino, il cibo…” Non vogliono condividere, non riescono a condividere, e questo è l’atteggiamento più anticollettivo che esista.
Ma in India, devo dire, la gente ha una buona capacità di condividere, perché sono ancora semplici, primordiali, non sono ancora finiti fuori strada per soddisfare il proprio ego e credo che, in un modo o nell’altro, amino dividere le proprie cose con gli altri. Se volete far piacere a un indiano, ditegli che domani andrete a pranzo da lui. Sua moglie farà salti di gioia e vi chiederà: “Cosa ti piace da mangiare? Dimmi cosa ti piace!” Che succede qui invece? Appena il marito dice che qualcuno verrà a pranzo, la moglie dirà: “Ah, devo andare da mia madre!” Subito proporrà un programma diverso.
Non capisco. Hanno tutti case bellissime, tutte pulite, tutte a posto, ma se qualcuno deve andare a far loro visita, viene loro uno shock, come se avessero preso una scossa elettrica. Ma allora, per chi avete fatto tutto questo? Per mettersi in mostra prendono soldi in prestito dalla banca, persino in India. Vogliono avere tre Mercedes, quattro case … e per farci che? Che bisogno c’è di avere tutte queste macchine? Oggi la gente neanche cammina più. Quando noi andavamo a scuola, mio padre aveva una macchina, ma non c’era niente da fare, noi camminavamo. La scuola era a cinque miglia e ogni mattina dovevamo andare al di là di una montagna, poi la sera la macchina veniva a prenderci. E io camminavo scalza perché sentivo così tante vibrazioni e avevo la sensazione che i miei sandali mi togliessero un po’ di vibrazioni. Quindi tenevo i sandali in mano e camminavo a piedi nudi. Una volta mio padre mandò un nuovo autista a prenderci a scuola, e lui disse: “Come farò a riconoscere sua figlia?” E mio padre: “Quando vedrai una bambina con i sandali in mano … è lei che devi portare”.
Così, dovete gioire della vostra nobiltà, della vostra generosità, è molto importante. E non bisogna associarsi, far gruppetto con qualcuno in particolare. Non identificatevi con nessuno. Ora è molto meglio, credo: da quando seguite il sahaja dharma quel che succede è che gli inglesi sanno dirvi molto bene quello che non va negli inglesi, gli svizzeri vi diranno cosa c’è che non va negli svizzeri e gli indiani cosa non va negli indiani. Ovunque andiate scoprirete che i Sahaja Yogi vedono benissimo cos’è che non va nel loro paese, perché sono stati scelti per cambiarlo.
Adesso mi sto prendendo cura di molti problemi che riguardano l’India; inizierò a lavorarci su. In effetti, in qualche modo abbiamo già cominciato, per esempio per quanto riguarda le donne abbandonate e altre situazioni di povertà. Dicendo solo a parole di voler rimuovere la povertà, il problema non può essere risolto. Dovete provare un sentimento profondo per i poveri, solo allora … ma questo sentimento dovreste provarlo ancora di più perché siete indiani. Se sei un indiano e vedi i tuoi fratelli e sorelle morire di fame, proverai questo profondo sentimento dentro di te, se sei un sahaja-dharmi.
Questo, quindi, è il nuovo dharma che ora abbiamo stabilizzato: in questo mondo c’è una nuova razza umana con un nuovo dharma che è molto più elevato. E così si sta realizzando la visione di Shri Krishna. Lui lo ha descritto all’inizio. Credo che non fosse un buon venditore perché subito ha descritto la cosa migliore: normalmente un venditore comincia dalle cose che valgono due rupie per poi arrivare a quelle da duemila. Lui invece disse come prima cosa che bisogna diventare Sthita Pragnya, il che significa Sahaja Yogi. E quando a Shri Krishna viene posta da Arjuna la domanda: “Chi è uno Sthita Pragnya?” egli descrive un Sahaja Yogi, e inizia con questa descrizione il primo o secondo capitolo. Poi le domande continuano, Arjuna era bravo a fare domande e si mise a chiedere tante cose, e Shri Krishna continuò spiegandogli che tutto quello che c’è intorno a noi è solo Maya, è soltanto un’illusione di cui bisogna liberarsi. Una volta che ne siamo liberi … perché Arjuna diceva: “Loro sono miei parenti, miei maestri, come posso ucciderli?” e Krishna rispose che in realtà nessuno viene ucciso: “Nessuno muore, ma devono essere uccisi perché non seguono il Satya dharma, il dharma della verità”. Quindi se i vostri fratelli, le vostre sorelle non seguono il Satya dharma, non avete niente a che fare con loro. Se potete correggerli e aiutarli, va bene, altrimenti dimenticateli.
Prima di tutto rivolgetevi alle persone che sono rette. Dobbiamo frequentare prima le persone semplici, innocenti, poi possiamo rivolgerci alle persone più difficili, quando diventiamo abbastanza bravi. Altrimenti alla fine venite da me per lamentarvi di aver preso catch di qua e di là.
Vedete, nel sahaja dharma, siccome siete lo Spirito, sapete come sono gli altri, lo sapete bene e riuscite a vedere che tipo di persona avete davanti e quali chakra sono bloccati in lui. Ma il problema che ho trovato, per esempio in America, è che i Sahaja Yogi vanno da una persona e le dicono di punto in bianco: “Tu hai un blocco in questo chakra” Magari uno viene per la prima volta e gli dicono: “Tu sei molto egoista!” “Come lo sai?” “Perché hai un catch all’Agnya”, e magari è chi parla che ha un blocco all’Agnya. È questo il modo di accogliere una persona nuova? È questo il modo di parlarle? Al contrario bisogna dirle: “Ah, venga, si accomodi! Lei è una gran persona, ha delle grandi qualità!” Sono persone che ancora sono ignoranti e a loro piace essere lusingate, ma voi fate tutto questo per farne dei Sahaja Yogi, perché li amate, questo è il motivo fondamentale. Se però, non appena arriva qualcuno, subito gli dite: “Questo non va, quest’altro non va …”
Non è mica una faccenda da papi, una chiesa in cui si dice continuamente alle persone cosa non va in loro, gli si dice: “Vatti a confessare!”. Confessare poi a chi? A tutta quella gente stupida?!
Quello che dovete dimostrare è che li amate. Siete gentili con loro perché volete loro bene e piano piano li farete ascendere. Ma se appena uno arriva gli procurate uno shock, è finita! Come si possono instaurare dei buoni rapporti? Per prima cosa gli americani devono imparare questo. Non so perché gli americani si credono così superiori, e certo riguardo alla saggezza non direi proprio che lo siano; manca loro completamente mentre sono bravissimi a fraintendere le persone.
Mettersi a giudicare gli altri non è il modo per arrivare al sahaja dharma. Nel sahaja dharma siete in voi stessi, siete dentro di voi, siete nel vostro regno di serenità e gioia, non avete tempo per criticare gli altri. La cosa migliore quindi è proprio mostrare il massimo del vostro amore a tutti, e in quest’amore non dovete mostrare pietà: è un amore che, di nuovo, è allada dhaini. Questo è il messaggio di Shri Krishna, ma non so quanti lo abbiano veramente compreso, come questi seguaci di Krishna che cantano “Hare Rama” e vanno in giro per strada come accattoni. Shri Krishna è Kubera, è il Dio della ricchezza, dell’abbondanza ed i suoi seguaci sono come mendicanti, immaginate un po’. Questo comportamento non rende onore al suo aspetto di Kubera, ed i Sahaja Yogi non devono essere così. Dovreste essere generosi, senza preoccuparvi troppo di voi stessi, senza stare a pensare continuamente alle vostre cose. Pensate invece alla collettività.
Collettività non significa forzare la gente ad entrare in Sahaja Yoga. Una volta venuti in Sahaja Yoga scopriranno la gioia della vita e non c’è bisogno che diciate loro nulla. Non c’è nulla da dire, funzionerà silenziosamente e loro sentiranno il vostro amore. Vedete, l’amore è qualcosa di così grande, non solo aiuta gli altri, ma aiuta anche voi. Dà così tanta gioia dare la realizzazione, ma se cominciate a dire: “I tuoi chakra sono bloccati!”, che gliela date a fare la realizzazione? Se non sapete come dare la realizzazione, è meglio che non lo facciate. Attraverso la critica non si può gioire dell’amore. Certo, potete qualche volta stuzzicarvi, prendervi in giro l’un l’altro così, per divertimento; ma non per tormentare, per far soffrire, per danneggiare qualcun’altro. Voi siete tutti nel sahaja dharma e lo avete accettato, e nel sahaja dharma dobbiamo avere un amore puro, che nasce dal cuore, senza ipocrisia. Ed una vita piena di buon senso.
Per esempio, questo papa è contro l’aborto. Io non lo sono. Se una donna sta soffrendo, lasciatela abortire, chi è già vivo è più importante di chi non vive ancora. Se qualcuno vuole abortire, quel bambino potrà poi nascere di nuovo. Secondo noi nessuno muore permanentemente.
Parlano contro l’aborto per salvaguardare la propagazione degli esseri umani. Per esempio, si dice che le donne musulmane siano come delle fabbriche, producono figli su figli in modo che domani ci saranno più elettori musulmani, e così il papa dice: “Niente aborto!” I cristiani non devono abortire perché se no ci saranno meno cristiani per competere con i musulmani.
Ma in Sahaja Yoga non abbiamo questa mentalità così strana e radicale. Abbiamo il divorzio ed abbiamo anche l’aborto, ed è importante capire che questi tabù esistono, ma non devono essere usati contro persone che devono liberarsi da seri problemi. Così funzionano. Però, per essere franchi, noi non abbiamo bisogno di praticare l’aborto, perché tutto viene realizzato dal Paramachaitania. Il Paramachaitania fa ogni cosa, io non ho bisogno di intervenire, non devo fare nulla; è il Paramachaitania, ed è bene che sia così, perché sa cosa fare, come realizzare le cose. E se qualche volta avete dei problemi sappiate che è perché non state lasciando le cose nelle mani del Paramachaitania. Se lasciate le cose nelle sue mani, tutto funzionerà molto bene.

Quindi, per comprendere Sahaja Yoga, la prima domanda che vi dovete porre è: quanto sapete gioire di voi stessi? Quanta gioia state dando agli altri? Per far questo avete la musica e tante altre cose.
Avevo detto che oggi non avrei parlato molto, ma in qualche modo con Shri Krishna non si può stare troppo zitti. Lui suonava il flauto. Io vi parlo, ma lui suonava solo il flauto, non parlava molto e, a parte la Gita, non ci è riportato altro di lui. Ma anche fra quelli che leggono la Baghvad Gita ho incontrato della gente orribile, gente che proprio non capisce quale sia il dharma di Shri Krishna, e se non capiscono Shri Krishna, come potranno capire Sahaja Yoga?
Tutti voi quindi dovete esercitarvi nell’amore e nel perdono, nell’attitudine ad apprezzare gli altri e nel dare gioia agli altri. Dei Sahaja Yogi sono stati così gentili con me. Mi ricordo che una volta sono andata in un negozio per comprarmi un sari, ma era troppo costoso per quel che ne volevo fare e così non lo comprai. Pensai: “Il colore mi sta bene, ma non importa” Non avevo abbastanza soldi con me per comprarlo. E poi un Sahaja Yogi comprò quel sari e me lo regalò per il mio compleanno e davvero … in quel momento non riuscivo neanche più a veder bene, perché mi si erano riempiti gli occhi di lacrime. Piccole cose così… naturalmente non mi aspetto che voi facciate qualcosa per me, ma certe piccole cose possono rendervi così felici! A volte però, anche se fate certe cose per qualcuno, potrà non capirvi, potrà non rendersene conto e non percepirlo; ma chi è in Sahaja Yoga ha questa sensibilità.
Grazie molte di accettare tutte queste cose di cui vi ho parlato. Cercate di gioire di voi stessi e fate in modo che gli altri possano gioire di voi.

Che Dio vi benedica!