Navaratri Puja, Sashti – Sesta Notte di Navaratri

Campus, Cabella Ligure (Italia)

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(10/2016 SOTTOTITOLI)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Navaratri Puja

Sashti – Sesta Notte di Navaratri

Cabella Ligure, 5 Ottobre 1997


[Al Suo arrivo Shri Mataji è accolta dagli yogi che cantano “Durgati Harani Durga Ambe”]

Oggi è il sesto giorno di Navaratri.

Ci sono state molte incarnazioni della Dea con scopi diversi, distinti tra loro. Ma i grandi santi che adoravano la Madre, nel fare introspezione, si sono resi conto di quanto Lei abbia fatto per noi.

L’altro giorno vi ho detto come il dharma rappresenti le valenze innate degli esseri umani, che sono dieci. Esse sono già connaturate in noi; tuttavia noi deviamo, deviamo dal dharma e allora insorgono tutti i problemi, perché allontanarsi dal dharma non è una qualità umana.

Ma la Dea stessa ha già realizzato per noi moltissime cose al nostro interno, sebbene non ce ne rendiamo conto. Si dice: “Ya Devi sarva bhuteshu”: “In tutti coloro che Tu hai creato” – vale a dire soprattutto gli esseri umani – “che cosa fai Tu? Sotto quale forma esisti negli esseri umani?”.

Fate dunque introspezione per capire se avete quelle qualità in voi o no, perché vi sono state date dalla Devi, dalla Shakti che è dentro di voi.

Per esempio: “Ya Devi sarva bhuteshu shanti rupena samsthita”. È molto importante: “Tu esisti negli esseri umani sotto forma di pace”. Trovate esseri umani che abbiano pace dentro e fuori di sé? Molto difficile. Eppure Lei ve l’ha donata, vi ha donato questa pace e voi dovete conseguirla. Ora, ciò (mancanza di pace, ndt) deriva dal fatto che si è deviato dai dharma umani.

Pertanto, questa pace che Lei vi ha dato, dovete conseguirla attraverso l’ascesa, attraverso il risveglio della Kundalini.

Voi siete agitati, oppure volete vendicarvi, volete ferire gli altri, volete creare problemi agli altri; e a volte provate piacere, persino come sahaja yogi provate piacere nel ferire gli altri, nell’infastidirli.

Dunque, la seconda cosa che si dice è: “Ya Devi sarva bhuteshu priti rupena samsthita”.

Priti è la qualità dell’amorevolezza: all’essere umano è stata data la qualità di amare. Però ciò manca. Infatti, la prima cosa assurda che hanno gli esseri umani è la gelosia.

Supponiamo che io abbia fatto un regalo a qualcuno e un regalo ad un altro: ci si sente gelosi, persino in Sahaja Yoga. È molto sorprendente. Come potete, se la Dea vi ha dato la capacità di amare?

È un’assurdità davvero molto comune degli esseri umani quella di essere molto gelosi. Ma come sahaja yogi non dovreste farlo. Infatti, la qualità che vi ha dato la Dea è quella di amare. Questa qualità dovrebbe mostrarsi, invece siete molto gelosi. Ciò significa che non siete sahaja yogi benedetti da Shri Mataji, no. Se siete benedetti non proverete gelosia, nel modo più assoluto.

E questa gelosia a volte arriva ad un punto tale che c’è chi dice: “Noi siamo di Cabella, mentre voi siete di Albera”. Finita! Sono due paesini vicinissimi l’uno all’altro come le narici del naso, eppure ci sarà gelosia.

Si sarà invidiosi che Madre non vada nel paese di qualcuno mentre è andata nel paese di qualcun altro. Questo viene anche dall’ignoranza (per cui si pensa): “Questo è mio, questo è mio, questo è tuo”. Questa gelosia nasce in modi così strani che non ci si rende nemmeno conto che Lei ci ha dato il potere di amare, uno straordinario potere di amare. Il nostro potere di amare non può essere di cattivo auspicio, bensì benaugurale, dharmico, ossia privo di lussuria e di avidità, privo di gelosia.

Ma la mente umana si è sviluppata in maniera così subdola che si compiace di poter essere gelosa. È solo da questa gelosia che nasce, come vi ho detto, l’avidità.

È un fatto, perché ci si sente gelosi, quindi si vuole acquistare la stessa cosa (che ha un altro); allora si deve competere con gli altri. Se qualcuno ha un lavoro migliore del vostro, dovete entrarci in competizione.

Tutte queste cose sono distruttive, mentre i poteri della Dea sono costruttivi. Lei vi dà tutti poteri assolutamente costruttivi.

Poi, i santi hanno detto: “Ya Devi sarva bhuteshu kshama rupena samsthita”.

Kshama è ciò che chiamate perdono, il perdono che viene dal cuore. D’accordo, qualcuno è stato crudele con voi, è stato cattivo con voi, vi ha sfruttato, vi ha fatto soffrire; voi però avete il potere, il potere più grande di perdonare. Lo usiamo noi il potere del perdono?

Poi, inoltre, per farvi rilassare, ciò che fa la Dea è concedervi il sonno: “Ya Devi sarva bhuteshu nidra rupena samsthita”.

Quando siete stanchi e non riuscite a dormire Lei vi fa dormire. Vi rilassa.

Lei attua il potere del rilassamento in quanto agisce attraverso il sistema nervoso parasimpatico. Il sistema nervoso simpatico può eccitarvi o deprimervi, mentre il parasimpatico vi rilassa; rilassa il vostro cuore, rilassa il vostro corpo, e voi vi sentite completamente rilassati e vi addormentate fra le braccia di vostra Madre.

Ma ci sono molte persone che non riescono a dormire, perché pensano a qualcosa che devono ottenere. Se non riuscite a dormire c’è qualcosa che non va in voi, e quando voi non riuscite a dormire nemmeno io riesco a dormire.

Qualunque cosa succeda a livello collettivo ha un effetto anche su di me. Qualunque cosa sbagliata voi facciate, soprattutto a livello collettivo, ha un effetto su di me. Alla fin fine non riuscite a dormire perché pensate a cose di nessun valore.

Ora, per superare questo (problema), in Sahaja Yoga sappiamo di dover entrare in consapevolezza senza pensieri.

Ma quando il vostro ego è in azione, o…

[Questo bambino disturba molto. L’ho visto correre di qua e di là in continuazione. Meglio dirglielo. Di chi è figlio?]

Sapete, in India noterete come i bambini siano assolutamente tranquilli. Perché? Perché la madre si assume la responsabilità di educare il bambino. Con tutti i programmi che ci sono stati, avete mai visto bambini correre di qua e di là? Anche ieri qui correvano da tutte le parti.

Il motivo è che la madre non si assume la propria responsabilità di madre per far sì che i figli siano allevati correttamente.

Anche se siete già parecchio cresciuti, devo dirvi tutto ciò che è buono per voi, per la vostra società, per una nuova generazione che è arrivata. Se in questa nuova generazione non vi comportate ancora come si deve, ma in maniera anormale, come potete fare una buona impressione sugli altri? Quindi Madre deve dirvelo.

La cosa più interessante che la Madre ha posto in voi è: “Ya Devi sarva bhuteshu Bhranti rupena samsthita”.

Lei vi mette in situazioni illusorie, perché certe volte i figli non riescono a capire a meno che non si trovino a fronteggiare delle illusioni. Devono affrontare l’illusione. Lei lo permette, vi permette di sbagliare fino al punto in cui vi accorgete di esservi perduti. È molto importante che Lei giochi: questo è l’aspetto di Mahamaya, come si dice. E di questo, del fatto che ci perdiamo in questa illusione, si dibatte in ogni religione.

Ora, quali sono le illusioni che abbiamo? Le illusioni dell’ego.

Per quanto riguarda gli uomini, l’ego li fa sentire molto potenti, capaci di fare ciò che vogliono senza essere puniti.

Per quanto riguarda le donne, anch’esse si comportano allo stesso modo. Non capiscono che questa è una illusione che la Madre ha creato in noi per farci scoprire che siamo in errore. Infatti, se si dice a qualcuno: “Questo è sbagliato, non farlo”, se non è ancora abbastanza maturo continuerà a fare cose sbagliate.

Allora la Madre dice: “Va bene, continua pure. Bravo, bravissimo, ottimo! Vuoi buttarti in mare? Buttati!”.

Poi, quando ci si accorge di essere vissuti in una illusione, solo allora si può fare marcia indietro. Diversamente, senza problemi, non potreste fare marcia indietro: tanti di voi sono molto ostinati, pieni di sé e qualunque cosa vi si possa dire non ascolterete. In qualsiasi modo si cerchi di convincervi a livello mentale, non lo farete.

Bhranti, l’illusione, è oltre la mente, è al di là della mente. Qualche volta funziona perfettamente con le persone difficili.

Ora, quando si è nella posizione di Madre, non si vuole che il proprio figlio si rovini, ovviamente. Lei si sente responsabile e pensa: “Adesso hanno ottenuto la connessione con il Divino, e questa connessione, grazie alla quale dovrebbero sentirsi sempre benedetti e felici, non dovrebbe infrangersi”.

Tutto questo è in noi, connaturato dentro di noi sin dalla nostra prima infanzia, però ce ne dimentichiamo e poco a poco cominciamo a perderlo.

Saranno forse i condizionamenti, o forse l’ego, e magari ci si dimentica di essere delle anime realizzate. Io sto parlando a voi, anime realizzate, non sto parlando a gente ormai perduta o che non è ancora arrivata in Sahaja Yoga. Ma voi siete stati cresciuti e siete stati istruiti molto dolcemente con amore, affetto, gentilezza; ma se non volete capirlo, allora cadete nella bhranti.

Inoltre, ad esempio, si dice: “Ya Devi sarva bhuteshu lajja rupena samsthita”. Lajja, non so come descriverla, non è timidezza, bensì è una specie di pudore del proprio corpo.

Oggi ci sono i concorsi di bellezza; anche in India ci sono stati.

[Perché scrivi? Che cosa sta scrivendo? Non c’è bisogno di scrivere, ci sarà una registrazione, d’accordo?]

Lajja rupena samsthita: vuol dire che dovete avere pudore del vostro corpo, specialmente le donne. Da piccole le donne sono molto timide; se osservate le bambine piccole, sono molto timide. Poi quella timidezza gradualmente scompare ma, all’inizio, sono timide persino di fronte a me. Vengono davanti a me e abbasseranno la testa, non riusciranno nemmeno a dire namasté. Dolcissime.

A loro non piacciono le persone che vestono in modo strano. Ricordo che una volta mia nipote vide su una rivista una donna in costume da bagno e disse: “Ma che stai facendo? Meglio ti vesta, diversamente verrà mia Nonna e ti darà un bel colpo!” (Shri Mataji ride)

Lo disse a quella signora (sulla copertina della rivista); poi aprì (la rivista) e vide un uomo che indossava soltanto uno slip minuscolo, non so perché facciano queste cose. E lei disse: “Questo è, sembra un vero e proprio svergognato. Certamente adesso non la passerà liscia”. Chiuse il giornale e poi disse alla domestica: “Brucialo, brucialo, non voglio vedere!”. Una bambina così piccola sapeva che era sbagliato.

Ma il modo in cui oggi si mette in mostra il proprio corpo… a volte ho la sensazione che tutti questi stilisti di moda moriranno o falliranno, dato che la gente oggigiorno veste abiti così succinti.

Non c’è spazio perché un artista possa mostrare la sua opera o la sua arte nel vestirvi.

In Giappone – molto tempo fa, poiché ormai i giapponesi sono americanizzati – chiesi: “Come mai indossate questi abiti, i kimono? Sono fatti molto bene ma molto costosi e ci vuole tanto tempo per metterseli”.

Mi risposero: “Vede, se Dio ha creato un corpo così bello, è una Sua opera d’arte, e noi dobbiamo far sì che la nostra arte lo decori. Pertanto, ciò che facciamo è usare la nostra arte per decorarlo”.

Mi è piaciuto molto poiché in India è la stessa cosa: le donne devono indossare sari realizzati con grande arte e bellezza, per decorare e rispettare il proprio corpo.

Ma questo (rispetto del corpo) sembra essere sparito a causa dell’influenza degli americani, direi, i quali sono gente senza cervello, assolutamente senza cervello. Non c’è niente da imparare da loro.

È una civiltà che ha solo duecento anni e noi ci mettiamo a comportarci come loro, senza nemmeno renderci conto di ciò che sta succedendo al loro paese, di che persone siano, come vivano, quali siano i loro ideali, quale sia lo scopo della loro vita.

Tutti i falsi guru li hanno sfruttati, perché (gli americani) non hanno cervello. Se lo avessero non li avrebbero mai accettati. Hanno cervello per far funzionare un computer o un televisore, dispositivi meccanici; ma per quanto riguarda il proprio corpo, in realtà non sanno come trattarlo.

C’è stato in India un concorso di bellezza e molte persone di buon senso si sono opposte, perché è come mettere in vendita il proprio corpo per far soldi. Che differenza c’è tra la prostituzione e queste cose? Se si guadagnano soldi vendendo il corpo, è prostituzione. Non si deve vendere il proprio corpo, non è questo lo scopo per cui la Dea ve l’ha fatto. Dovreste invece vestirvi bene, ci sono diverse occasioni e, a seconda dell’occasione, dovete vestirvi in modo consono.

L’altro giorno ho regalato ad una signora un bellissimo sari chiamato paithani[1]. Poi abbiamo avuto la presentazione, l’inaugurazione di un libro, e questa signora è venuta. Le ho chiesto: “Perché non hai indossato il paithani?”. E lei: “Perché? Non è un matrimonio. Come posso indossare un paithani per questa occasione? Deve esserci un matrimonio” – molto dolce – “posso indossarlo ad un matrimonio”.

Vedete, sono tutte occasioni e luoghi da celebrare. Ad esempio, in India, quando le donne si recano al tempio per venerare gli idoli o altro, indosseranno tutto il necessario per stare al cospetto di Colei che dopotutto è la Dea.

Immaginate se la gente venisse a questo incontro qui con indosso – non so come li chiamino, ma tipo quei vestiti di iuta, come hippy – che cosa mi succederebbe? Svanirei nel nulla, posso assicurarvelo.

Occorre dunque avere rispetto per il corpo. Questo è ciò che Lei ha detto per prima cosa: Lajja rupena samsthita.

Ora, si potrebbe obiettare che c’è gente che fa il bagno al fiume e via dicendo, dando così delle giustificazioni. Ma voi siete santi! Siete anime realizzate! Non dovete prendere ad esempio chi non è ancora realizzato e si comporta male. Dovete fare quel che dovrebbe fare un santo.

Ci sono così tante qualità che la Dea vi ha dato. Un’altra è kshudha rupena samsthita: la Devi è colei che ci ha dato l’appetito. Dobbiamo mangiare.

Oggigiorno vige la moda di diventare magri o comunque si dica. E, sapete, si sono sviluppate molte malattie: l’anoressia, una cosa, un’altra, perché le donne vogliono mangiare poco.

Potete cambiare abitudini alimentari, ma non è lo scopo della vita prendersi cura soltanto del corpo. Il corpo non è l’unica cosa importante. Quel che è importante è il vostro Spirito.

E (la Dea) è Colei che vi dà la Kundalini, che vi dà un metodo con il quale ascenderete. Invece si preoccupano continuamente del proprio corpo. È qualcosa che non riesco a capire.

Specialmente le donne, che sono le Shakti.

Un altro punto è che seguono la moda.

La moda è una follia. Quando ero giovane indossavo soltanto camicette da sari come questa, ma poi anche in India sono cominciate le mode: hanno aumentato la lunghezza delle maniche della blusa, poi l’hanno ridotta, poi alcune sono arrivate fino qui (alla spalla, ossia senza maniche, ndt).

Io pensavo: “Ma cos’è questa assurdità? Perché sprecare soldi in questo modo?”. Avete un modello particolare, è un modello accettato per tradizione ed è quello che dovreste avere. Perché volete allungare o accorciare in continuazione la lunghezza delle maniche in base alle mode? “Questa è la moda”.

Chi crea la moda? La Devi? L’ha forse creata la Devi? Chi ha creato la moda? Individui avidi, ingordi che vi prendono in giro, e voi siete cercate di seguire le mode.

Ad esempio ho detto che dovete mettervi l’olio sulla testa, almeno il sabato mettetevi abbastanza olio e poi lavatevi la testa. Ma voi questo non lo farete e poi inizierete a perdere i capelli. Posso capire se non avete tempo, siete molto indaffarati; ma perché? Perché non fare anche qualcosa di necessario alla cura di se stessi? Ma voi vi fisserete sul corpo per dimagrire, perderete i capelli, vi si indebolirà la vista, vi cadranno i denti e diventerete in brevissimo tempo delle vecchie streghe.

Stessa cosa per gli uomini: mi dicono che adesso anche loro vanno nei saloni di bellezza. Credo dipenda da un insieme di troppi soldi e stupidità. Non è necessario, se conducete una vita buona, sana. Dovete esercitarvi e meditare. Se meditate diventate pacifici e, vi stupirete, con quella pace avrete tantissima energia.

Tantissima energia viene sprecata per pensare.

E a cosa pensate? Se chiedete a qualcuno: “A cosa pensi?”, (risponderà:) “A tutto!” Ma che significa “a tutto”? Perché pensate così tanto, che bisogno c’è di pensare? È un’abitudine, un’abitudine umana quella di pensare continuamente a tutto.

Per esempio, ora qui ci sono tre tappeti. Se ci metto l’attenzione vedrò solo quanto sono belli, ne gioirò, apprezzerò il lavoro degli artisti che li hanno creati, tutto qui. Nessuna parola, niente. Soltanto gioia interiore.

Ma se chiedete a qualcun altro, si metterà subito a dire: “Oh, questo non va, quello non va, il prezzo è caro, e via dicendo”.

A quel punto la gioia di quell’artista è finita; non si può ricevere quella gioia, la gioia che stiamo ricercando. Ciò che noi cerchiamo è la gioia, ma anche quando avete modo di ottenerla, non la ricevete.

Infatti pensare è una reazione, reazione ad ogni cosa e rende la vita molto triste. Rende (triste) la vita di chi pensa ed anche degli altri.

Vi farò un esempio: tutta questa struttura l’abbiamo fatta fare perché ci sono piogge molto intense ed anche perché abbiamo il problema che a volte nevica. Quindi ho pensato che sarebbe stata una bella cosa far realizzare una bella struttura ed è molto ben fatta, l’abbiamo ottenuta.

Ora, in Italia ci sono molte persone che pensano tanto, per questo la cosa non sta andando avanti.

Abbiamo fatto domanda tre anni fa. Per tre anni hanno tenuto il nostro denaro bloccato in banca, pensate. La prima volta hanno detto che andava tutto bene, era tutto a posto, potevamo averlo. C’erano sopra settanta firme di questi italiani (burocrati, ndt).

Poi gli stessi tornarono a dirci: “No, no, no, dovete sostituirlo con il rame”. Ho chiesto perché (e loro): “Perché il rame sarà esteticamente molto bello”. Ma questi stupidi non sanno che il rame avrà lo stesso aspetto di adesso, che dopo un mese avrà lo stesso colore? Questa è la loro idea di estetica. E adesso ho detto loro: “Non vogliamo il vostro terreno, tenetevelo e rendeteci il denaro”.

Per una cosa semplice come questa. Perché? Perché hanno una commissione, c’è la Regione e tutti questi assurdi ostacoli burocratici creati da enti di ogni genere. Occorre affrontare tutte queste assurdità, perché si siedono tutti molto seriamente sulle loro poltrone e: “Dobbiamo discutere, dobbiamo consultarci, dobbiamo interpellare tutti e questo e quello”.

E alla fine che succede? Nessun progresso di alcun tipo, non c’è pace. Forse – non so – magari vogliono fare qualche affare sottobanco e si vergognano di dirmelo.

Non so cosa sia, tuttavia non riesco a capire che un ufficio approvi e poi, quando ci ritorna sopra, rifiuti.

Per tre anni. Quindi, ciò che sto cercando di dire è che pensare troppo è un segno di ego. Ma non si trova alcuna soluzione, nessuna soluzione di alcun genere. Non raggiungeranno mai la soluzione perché non fanno altro che discutere, dibattere e pensare; ma non hanno soluzioni.

Ora, è importante che i sahaja yogi facciano introspezione, introspezione interiore. Introspezione significa guardare dentro di sé. Guardare dentro di sé: “Perché sto pensando? A cosa sto pensando? Che bisogno c’è di pensare?”.

Diventerete nirvichara. Non permettete alla mente di ingannarvi. La mente è come una scimmia, vi assicuro che è proprio come una scimmia. E quando inizia ad agire, vi fa saltare da una parte all’altra, da una parte all’altra.

E se arrivate a qualche cosiddetta conclusione ma non riuscite a realizzarla, vi sentite la persona più infelice. Ho visto gente deperire solo pensando a cose assurde.

E potete osservare che cosa viene fuori da questa attività mentale, anche a livello globale. Che bisogno c’è di andare sulla luna? Tanti patiscono la fame, muoiono. Che bisogno c’è di andare su Marte? Che cosa ne ricaveranno?

È perché si è formata un’abitudine: prima sono venuti in India, poi sono andati in Cina, di qua e di là: non riescono a stare fermi, tranquilli. Non riescono a starsene tranquilli nemmeno a casa propria.

Soprattutto gli uomini. Se si viaggia in treno, se il treno si ferma anche solo per due minuti gli uomini devono uscire, e la moglie si preoccuperà. E mentre il treno riparte salteranno dentro. Sono stupidi, penso, come… ma perché dire che sono come le scimmie? Infatti le scimmie non si comportano in questo modo.

Non riescono a stare fermi in un posto.

In meditazione occorre star seduti in un posto, non saltare da qui a lì e da lì a là. È molto difficile (per gli uomini).

Le donne hanno altri problemi: mediteranno mentre cucinano. Non hanno tempo! Hanno le loro amiche, devono andare a fare spese, acquistare oggetti e riempire la casa di ogni genere di robaccia, e non hanno tempo per niente.

Sono anche molto avventurose, vogliono lanciarsi negli affari e fare un sacco di cose. (Ma) per la meditazione non hanno tempo. È dunque molto importante calmarsi, stabilizzarsi con se stessi.

Una volta qualcuno mi ha detto: “Madre, se ci fermiamo ingrasseremo molto”. (Shri Mataji ride) Va bene, non importa, ma fermatevi.

Tutte le scuse sono buone per non meditare.

“Sì, Madre, io medito, ma sa, è così difficile di questi tempi! Ci sono crisi e problemi nella nostra vita”.

Ma in realtà – vi stupirà – di fronte ad una crisi, diciamo, nella mia famiglia oppure in Sahaja Yoga, io divento immediatamente senza pensieri.

Divento spontaneamente senza pensieri, perché il problema verrà risolto dal Paramchaitanya. Il Paramchaitanya risolverà il problema, perché dovrei pensare?

Dimenticatevene, lasciate che se ne occupi il Paramchaitanya. Se non vi affidate al Paramchaitanya esso non vi aiuta, non vi dà soluzioni. Allora voi continuate a girarci in tondo con il vostro cervello per cercare di elaborare il tutto.

Dovete rendervi conto con certezza che voi siete connessi con il potere onnipervadente di Amore divino. Non si tratta di un amore stupido, (bensì è) un amore che pensa, un amore che è verità, un amore che è gioia.

Tutto questo è già innato in voi e adesso avete ricevuto la realizzazione; ma invece di evolvere vi lanciate in cose senza importanza.

E tanti sahaja yogi si pèrdono. Recentemente qualcuno mi ha detto che abbiamo perso un centinaio di sahaja yogi, poiché si sono messi a seguire un altro sahaja yogi che aveva cominciato a ‘vedere’ delle cose. E anche loro volevano ‘vedere’. Ma se si vede qualcosa significa che non si è lì, è semplice.

Se, ad esempio, io sono sulla cima di una montagna, ci sono; ma se sono lontana dalla montagna posso vederla. Più si può vedere qualcosa, più se ne è lontani. Avete capito questo concetto?

Ebbene, lo stato sottile, sukshma, è quello in cui voi stessi siete quella cosa. Quindi come fate a vedere voi stessi? Questo è il punto che i sahaja yogi devono capire. Chiunque possa dire: “Oh, no, Madre, lui riesce a vedere, ha visto un’aura attorno a Lei, riesce a vedere questo”. E allora? Come fa a vederla? Se si è quella cosa, non si può vedere.

Tutta questa gente, talvolta molto popolare, all’inizio di Sahaja Yoga cerca di controllarvi e di imbrogliarvi; e allora venite espulsi.

Questo è quello che noi chiamiamo il Giudizio: ci sono setacci, vagli e selezioni attraverso i quali dovete passare. Quando si è affascinati da qualcosa, o si è incantati da qualcosa, è così che passo dopo passo arrivate fino al punto, giungete fino al punto in cui la vostra distruzione è sicura. Poiché voi dovete diventare lo Spirito, dovete ascendere nella vita spirituale.

Ma se il vostro movimento è verso il basso, chi potrà aiutarvi? Questa è un’epoca molto interessante, come vi ho detto: è il tempo del Giudizio. E in questa epoca occorre stare molto attenti, poiché siamo noi i giudici di noi stessi. Nessuno deve dirvi che avete un blocco qui o un blocco là. Potete sentire da soli quali sono i vostri chakra bloccati.

Con tutti i tentativi da parte mia di assorbire i vostri problemi, di fare tutto il possibile per permettervi di ascendere sempre più in alto, ho però la sensazione che questo modo di aiutarvi non vi renderà molto forti, perché penserete sempre: “Beh, dopotutto Madre assorbirà i miei problemi”. Se ricevo cento lettere, novantanove sono di sahaja yogi che hanno questo o quel problema. Ne sono sorpresa: avete tutte queste qualità già risvegliate in voi, presenti in voi: usatele!

Qualcuno mi dirà: “Quella persona mi crea problemi, mia moglie mi dà problemi, mio marito mi dà problemi”. Perdonate! Perdonate! Il vostro potere di perdono è carente.

Inoltre, voi avete il potere della verità, più di quanto abbiano scritto i santi del passato. Voi conoscete la realtà, molto più di quei santi che hanno lodato la Devi.

Se solo riusciste a pensare al livello in cui siete, non cadreste, non vi abbassereste così tanto. L’unico problema è che dovete capire che la vostra ascesa deve essere spirituale e che queste qualità sono già poste in voi, perfettamente bilanciate. Più del dharma.

Magari, per quanto riguarda il dharma potete abbandonarlo o deviarne, ma questi poteri in voi non vengono mai distrutti.

Ricordo che la prima volta che andai in America incontrai un signore, il quale il giorno dopo venne a dirmi: “Madre, sono cambiato, sono cambiato, sono trasformato!”.

“Che cosa è successo?”.

“Sa, odiavo mio zio, non volevo rivolgergli la parola, ero molto in collera con lui. Invece, questa volta, pensi, ieri l’ho incontrato, sono andato ad abbracciarlo e baciarlo e gli ho detto: ‘Ormai ti ho perdonato, ti ho perdonato completamente, non pensare più a sentirti colpevole!’. E lui si è messo a guardarmi così (sbalordito, ndt)”.

Con il risveglio della Kundalini, dunque, emergeranno tutte queste meravigliose qualità che avete. E allora la vostra generosità, il vostro bellissimo essere illuminato dallo Spirito, dimostreranno al mondo che Sahaja Yoga è la verità.

I bellissimi spettacoli di ieri ce lo hanno mostrato, ma non dovrebbe esserci in voi la soddisfazione mentale di avere avuto la realizzazione e di essere ormai questo e quello. No, no, non è qualcosa di mentale. È uno stato, è uno stato, e per raggiungere questo stato dovete meditare veramente e trovare il tempo per meditare ogni sera e ogni mattina.

Più mediterete meglio sarà.

Non si devono trovare scuse o cercare di convincere se stessi. Tutto il resto non è importante, (mentre) molto importante è la vostra ascesa, se davvero volete salvare il mondo in questo Kali Yuga.

Credo oggi di avervi spiegato con grande chiarezza quali qualità siano già instillate dentro di voi.

Ci sono già, non sono dharma, bensì qualità. Sono in voi, solo che avete rivolto la vostra attenzione a qualcosa di opposto; diversamente tutte queste qualità sono già inculcate in voi. Esistono già e niente può distruggerle, ad eccezione di voi stessi.

Se le avrete distrutte voi, nessuno può fare niente.

 

Che Dio vi benedica tutti.

 

[Ha inizio il puja]

[Viene recitato per tre volte il mantra di Shri Ganesha. I bambini vanno ad eseguire il puja a Shri Ganesha. Viene recitato il Ganesha Atharva Shirsha].

Yogi: Sette signore dei paesi organizzatori che non abbiano mai eseguito un puja a Shri Mataji, vengano per il puja.

(L’annuncio viene ripetuto in francese). Per favore, qualcuno lo dica in russo.

Altro yogi: Hindi, pagina 84. Jago He Jagadambe.

Yogi: Soltanto le signore che non abbiano mai eseguito il puja prima, prego. (Viene ripetuto in francese e tedesco)

[Altri bhajan: Vandana Karuya Matajila]

Yogi: Hindi 87. (Bhajan: Shri Jagadambe Ayi Re)

(Segue Vishwa Vandita. Infine l’Aarti e i Mahamantra.)

Shri Mataji: Che Dio vi benedica tutti. Che Dio vi benedica tutti.

Guido: Le signore dei paesi ospitanti possono iniziare a distribuire il Prasad.

 

[Il video termina qui]


[1] Paithani: varietà di sari che prende il nome dalla città di Paithan in Aurangabad, nello stato del Maharashtra, dove vengono tessuti a mano. Sono fatti di seta finissima e sono considerati fra i sari più ricchi in India.