Shri Rama Navami Puja

(India)

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Shri Rama Navami Puja, Noida House (India), 5 Aprile 1998.

Il Navaratri (nove notti) del mese Chaitra secondo la Shalivahana Shaka (dinastia Shalivahana, da cui discende Shri Mataji, che aveva un proprio calendario), dal Pratipada al Navami (dalla prima alla nona notte), si celebra nell’India settentrionale con maggior magnificenza che in Maharashtra. Nel Maharashtra, si festeggia con fervore religioso il ‘Gokulashtami’, la nascita di Shri Krishna (Shri Vitthala, cioè Shri Krishna come re). Shri Vitthala era l’ottava incarnazione del Signore Vishnu. Egli nacque a mezzanotte. Shri Rama, la settima incarnazione del Signore Vishnu, nacque a mezzogiorno del nono giorno del mese Chaitra; questo giorno viene chiamato Rama Navami.
Anche Mataji Shri Nirmala Devi è nata, come Shri Rama, a mezzogiorno, il 21 marzo 1923 a Chindwara, nel Madhya Pradesh. Chindwara è situata all’incrocio di due linee, una delle quali ha direzione est–ovest e l’altra nord-sud. Questa data di nascita segue il calendario dei mesi lunari. In base al calendario dei mesi solari, il compleanno di Shri Mataji cadrebbe nel primo giorno del primo mese, detto mese Chaitra secondo la dinastia (Shaka) Shalivahana. In Maharashtra, il primo giorno del mese Chaitra, si chiama Gudi Padwa. Questo è sia il compleanno di Shri Mataji che il giorno dell’incoronazione del re Shalivahana. Il (l’anno) 1920 della Shalivahana Shaka inizia il 28 marzo 1998 che è il Chaitra Pratipada, il primo giorno del primo mese.

Shri Rama era il marito ideale, mentre Shri Sitaji era la moglie ideale; anche i bambini che ebbero, noti come Lav e Kush, erano i figli ideali. Shri Rama voleva stabilizzare gli ideali elevati che l’umanità avrebbe dovuto emulare. Come tutti sapete, Socrate lo definì ‘un re benevolo ’ (colui che desidera il bene del suo popolo).

In realtà, tutti gli eventi che si verificarono durante la vita di Shri Rama, come ‘Ahilaya Uddhar,’ ‘Moksha’ a Shabri, la donna di Adiwasi , l’uccisione di Bali, il re delle scimmie che si comportava in modo adharmico, l’uccisione di Ravana che aveva rapito Shri Sitaji, (avevano lo scopo) di stabilizzare il dharma. In verità, Shri Rama era ‘dharmatita,’ cioè oltre il dharma. A rigor di termini, in lui il dharma era innato, quindi dovrebbe essere chiamato ‘dharmasthita.’ Egli era la personificazione del dharma.

Per rispettare le maryadas di re, egli rinunciò a Shri Sitaji (che gli era molto cara) soltanto perché la gente dubitava di lei, nonostante avesse attraversato il fuoco (Agnipariksha). Infine Shri Sitaji stessa in un certo senso lasciò Shri Rama, dopo aver allevato in modo bellissimo i suoi bambini. Essi avevano acquisito tutte le Vidya (conoscenza), e avevano una tale padronanza dell’arte del tiro con l’arco che sconfissero lo zio, Shri Laxmana, e alla fine Shri Rama dovette andare a combattere contro di loro per liberare il cavallo di ‘Ashwamed Yaganya.’ Tuttavia, Shri Sitaji, che era saldamente stabilizzata nel dharma, intervenne e distolse dalla lotta il padre e i figli.
Shri Rama, a suo modo, si comportò durante la vita come se stesse recitando una commedia, dimenticando di essere un’incarnazione divina. Ma più tardi, quando si incarnò come il Signore Krishna, era consapevole dei suoi poteri e li adoperò con diplomazia, punendo tutti i rakshasa uno ad uno.

Shri Rama era anche un grande Devi bhakta, cioè un devoto della Shakti. Prima di attaccare lo Shri Lanka, celebrò un puja alla Devi per cui occorreva un bramino che guidasse i vari rituali (atti sacri), al fine di compiacere la Devi. Allora mandò a chiamare Ravana, il re dello Shri Lanka, che era un bramino e un devoto della Devi. Egli rispose prontamente e aiutò Shri Rama a celebrare il puja alla Devi seguendo i nove tipi di riti.

Se Shri Rama avesse avuto un’indole astuta, avrebbe potuto uccidere Ravana in quell’occasione, ma egli era ‘Maryada Purushottama’ (persona estremamente virtuosa). Non commise un atto così spregevole e irresponsabile. Erano nemici, ma durante la celebrazione del puja avevano completamente dimenticato la loro inimicizia.

Anche il suo sevaka (discepolo più ubbidiente), Shri Hanumana, è stato il discepolo ideale, che tutti i Sahaja Yogi devono emulare. Aveva enormi poteri. È una personalità innocente di grandissimo calibro, sempre entusiasta di svolgere i compiti affidatigli da Shri Rama. Più tardi, si manifestò anche durante la vita dell’altra incarnazione di Shri Vishnu, Shri Krishna: cavalcava in cima al carro di Shri Krishna.
È noto come ‘Chiranjiv,’ un essere eterno, una delle sette personalità eterne. Egli viene anche ad aiutarmi e svolge tutti i compiti che gli assegno. È sempre presente a tutti i miei puja e in un’occasione è stato possibile vederlo nella sua forma vibratoria, in una delle fotografie scattate a Bombay.
I Sahaja yogi, nelle loro vite, devono emulare i caratteri di tutte queste grandi personalità, per poter ottenere l’ascesa in Sahaja Yoga.
Possiate tutti voi seguire tali grandi personalità e riuscire a raggiungere gli ideali elevati del comportamento umano. Dovreste emanare amore e compassione sia l’uno verso l’altro, sia verso le persone che incontrate nella vostra vita, e diventare Sahaja yogi e fratelli e sorelle ideali.

Che Dio vi benedica tutti con le benedizioni eterne.