Shri Krishna Puja

Nirmal Temple, Cabella Ligure (Italy)


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Shri Krishna Puja (riassunto), Cabella Ligure (Italia), 16 Agosto 1998.

Oggi celebriamo il Krishna Puja. Quello che più conta, a proposito dei poteri di shri Krishna, è che lui vi dà lo stato di testimonianza. Il che è molto importante anche perché, in questi tempi di Kali Yuga, in cui c’è una confusione completa per quanto riguarda i valori, ci sono problemi di tutti i tipi che rendono il vivere molto complicato.

Lo stato di testimonianza è possibile solo attraverso la meditazione, quando raggiungiamo lo stato di consapevolezza senza pensieri. Sono due cose che vanno insieme: lo stato di testimonianza è lo stato in cui non reagiamo, perché se si reagisce allora cominciano tutti i problemi. É molto facile da capire: reagiamo o attraverso l’ego o attraverso il superego, non ci sono altri modi. Ad esempio qui ora c’è un bel tappeto. Se guardandolo uso il mio ego comincio a pensare: “Dove l’hanno preso? Quanto l’hanno pagato?” Questa è la prima reazione, poi potrei andare oltre e arrivare addirittura all’ira: “Perché hanno portato un tappeto così pregiato? Che bisogno c’era di metterlo qui?” E potrei andare avanti così, una critica dopo l’altra. Se invece guardo sotto l’influenza dei miei condizionamenti, potrei direi: “Ma questo colore non è adatto per un Krishna Puja! Avrebbe dovuto essere di un altro colore per il Krishna Puja!… ” E potrei proseguire, una lamentela dopo l’altra, senza fine.

Il che mostra quanto questi condizionamenti siano cresciuti dentro di noi. Tutti i problemi che derivano dai condizionamenti sono veramente orribili. Il razzismo, per esempio. In America c’è ancora molto razzismo, sebbene dicano che non c’è più; ma se arrivate lì venendo, diciamo, dall’Italia o dall’India, lo percepite. Perché esiste il razzismo? Qual’è il motivo? Perché reagiamo seguendo l’odio, orribile, per un’altra comunità o per un colore, per una diversità di pelle?

Usando la razionalità potreste riuscire a dare delle spiegazioni: “Oh Dio! Questa gente è assolutamente inutile!” Oppure: “Sono venuti nel nostro paese e ci creano solo problemi!” Tutti questi condizionamenti sono a vostra disposizione. Ma, a guardar meglio, quando parlano di immigrati gli americani farebbero bene ricordarsi che anche loro sono tutti degli immigrati. L’America non era mai stata il loro paese, e hanno scacciato tutti gli indiani pellerossa che erano nati lì, hanno preso le loro terre e adesso sono, senza problemi, i padroni dell’America. E, come conseguenza, devono essere guardati con disprezzo, sottoposti a difficoltà e sofferenze tutti quelli che non sono di carnagione bianca. In realtà la terra di per sé non appartiene a nessuno, ma nessuno ha il diritto di introdursi in una terra e cercare di occuparla cacciando chi vive lì. Ieri ricorreva il giorno dell’indipendenza dell’India e io ho visto alzarsi la nostra bandiera mentre quella britannica veniva ammainata. Tutto questo è avvenuto dopo lotte durissime, dopo un’enorme sofferenza del popolo: gli inglesi erano venuti in India, si erano  assestati lì per bene e ne erano diventati i padroni. Quindi anche questo è un condizionamento di tipo collettivo e porta ad andare nelle terre di altri, a scacciare le persone che erano lì, occupare in qualche modo quel posto e diventarne i padroni. É come entrare in una casa che appartiene a qualcun altro e buttar fuori le persone che sono dentro per stabilirsi lì, a proprio comodo, come proprietari e padroni. Se i bianchi pensano, avendo una maggiore intelligenza o piuttosto una maggiore scaltrezza, di poter dominare i neri, questo non li potrà aiutare a sviluppare lo stato di testimonianza …

Ad ogni modo questo tipo di condizionamento è come una piaga e si propaga da un paese a un altro, ovunque ci sia qualcuno che creda di essere superiore e faccia sentire altra gente inferiore, e dovunque ci sia gente che accetti questo tipo di situazione, che accetti questo ruolo, quando invece tutti dovrebbero essere uguali.

Prendiamo ad esempio l’America, visto che la celebrazione di oggi è organizzata dagli americani e che Krishna è il sovrano dell’America. Ebbene lui era una persona di carnagione scura, faceva parte dei neri. Un’altra enormità, proprio nel paese in cui lui governa, è che non si rendono conto che se tutte le persone di colore, o gli asiatici, andassero via ora, non so cosa accadrebbe. Tutte le attività sportive sono sorrette dai neri. In qualsiasi sport americano il novantanove per cento degli atleti è di colore. Se poi vogliamo considerare la musica, i neri, ‘sebbene’ abbiano un colore scuro –  il che poi è normale, come voi siete bianchi loro sono neri… –  possiedono comunque una voce che i bianchi non hanno, possono cantare così bene che non c’è bianco che possa competere con loro. In questo modo viene resa piena giustizia al colore. Se poi venissero allontanati gli asiatici tutti i dottori, le infermiere, gli architetti, i ragionieri, sparirebbero; e chi rimarrebbe?

Il colore non ha nulla a che vedere con l’intelligenza, con il sistema di valori, con lo Spirito. Noi siamo qui per raggiungere la spiritualità. Lo Spirito non comprende il colore. E’ una cosa estremamente superficiale e crudele condannare qualcuno per il suo colore. Per reazione sta ora accadendo…  ogni azione ha una reazione e quindi accade che i neri ora reagiscono. Reagiscono e la loro reazione può essere molto pericolosa. Non solo in America, ma in ogni parte del mondo adesso pensano che devono sollevarsi e opporsi a questa dominazione. Ma anche nei loro paesi, dove ci sono persone di diverso colore o anche con solo minime differenze … sono tutti di colore ma magari con delle piccole variazioni, allora formano dei gruppi e cominciano a tagliarsi la gola gli uni con gli altri. Ma non è come nel caso dei Kauravas e i Pandavas: non ci sono due tipologie di persone opposte, non ci sono i positivi e i negativi. Non è così. Sono tutti negativi, sia che siano bianchi o che siano neri, e si mettono a litigare e a combattere tra loro.

Questa violenza sta crescendo così tanto. Credo che la violenza sia l’unica arma che utilizzano per esprimersi. Succede una qualunque cosa? E allora ecco che fanno esplodere una bomba da qualche parte, uccidendo tantissime persone innocenti. É  un peccato enorme fare cose simili. Persino la più piccola violenza è un peccato e questo tipo di violenza agli occhi di Shri Krishna è qualcosa da punire davvero molto duramente.

Ora, questo nasce dall’ego. Pensate che, siccome appartenete a un clan, potete uccidere quelli di un altro clan, o qualcosa del genere. Si fa strada, nella mente di un essere umano, un’idea assurda: il diritto di uccidere un’altra persona. Si potrebbe dire che questo nasce dall’odio, ma l’odio è un derivato dell’ego. Quando l’ego comincia ad agire raccoglie l’odio, e anche la possessività, l’ira, la violenza, tutto questo comincia a venir fuori dall’ego che, in effetti, acceca la persona. Diventate ciechi all’evidenza che non c’è nessun bisogno di violenza, nessun bisogno di odiare qualcuno, nessun bisogno di uccidere nessuno. Tutto questo a causa della presenza dell’ego. Ora, si potrebbe chiedere: “Madre, come si sviluppa quest’ego?” Naturalmente, per lo più deriva dalle reazioni e dai condizionamenti. Se a dei bambini si dice fin da piccoli che devono odiare delle altre persone, che bisogna odiarle perché sbagliano e sono cattive, si metteranno certamente a farlo e, quando saranno cresciuti, mostreranno che anche l’odio è cresciuto, come un grande cactus, e uccide.

Non ci sono giustificazioni per questo tipo di comportamento da parte degli esseri umani. Se sono esseri umani devono possedere delle qualità umane. Questo è possibile solo se si impara a testimoniare e basta, e a non reagire.

Ad esempio, c’è chi si diverte a vedere i combattimenti dei galli. Due galli lottano e la gente si diverte. Se un gallo muore gli spettatori sono molto contenti come se, morendo quel gallo, fossero morti anche i loro genitori o chiunque desse loro fastidio. È davvero sorprendente. In Spagna ancora oggi si fanno le corride. Ogni anno ci sono sei corride. Ogni anno! E l’arena contiene dieci volte più persone di quelle che sono qui, ed è sempre piena. Ora poi si sono messe a fare i toreri anche le donne! Se poi il toro non viene ucciso, viene lasciato libero di andare per le strade ad ammazzare la gente. Il godimento violento resta nella mente della gente e tende a protrarsi, ed è così triste vedere persone che poi parlano di umanità, di pace, di gioia, divertirsi ancora alla vista di questi atti violenti. O ne sono protagonisti o vogliono esserne spettatori. Poi si passa ai film e altri intrattenimenti creati di recente in cui c’è una violenza orribile e la gente ne gode. Gode di questi film, e questi film continuano perciò ad essere prodotti.

Ora, se veramente diventate dei testimoni, se siete in uno stato di testimonianza, cosa accade?

Qualsiasi cosa violenta voi vediate, smetterà. Se siete in uno stato di testimonianza, a quel livello, nessun incidente potrà avvenire davanti ai vostri occhi, e anche se ci fosse un incidente voi potrete salvare chi ne ha bisogno, portare aiuto con molta destrezza. Questo su piccola scala, ma anche a un livello più grande voi potete fare cose meravigliose.

Mi ricordo, non ero allora molto avanti negli anni, quando ci fu uno sciopero e la gente manifestava in favore del separatismo dello stato del Maharastra, o qualcosa di simile; noi vivevamo in una casa vicino al segretario di stato. La polizia era lì e per ordine del primo ministro sparava a chiunque si avvicinasse. Gli agenti, divertendosi come se fossero al tiro a segno, sparavano contro chiunque passasse per quella strada. Vidi questo e davvero non potei sopportarlo. Scesi giù e chiesi semplicemente alla polizia di smetterla. Si fermarono. Vi sorprenderà, ma si fermarono. Poi portai i feriti a casa mia, tolsi loro i proiettili, chiamai l’ambulanza e li salvai. Ma in tutto questo c’era una cosa: ero in uno stato di testimonianza. E allora si diventa senza paura. Non c’è più nessuna paura quando si impara ad essere nello stato di testimonianza. Quando invece non testimoniate rimanete disturbati, sconvolti, vi agitate e potreste anche mettervi dalla parte di chi sbaglia; ma se siete in uno stato di testimonianza, questo stato è di per sé un potere e vi aiuta a vincere così tante difficoltà causate dalle altre persone. C’è una storia cinese riguardo un santo. Un re portò un gallo da lui e gli disse: “Addestra il mio gallo in modo che possa vincere.” Lui disse: “Va bene.”  Così il gallo rimase per un mese con il santo. Quando lo ‘spettacolo’ cominciò, entrarono nell’arena molti galli arrivati da diversi posti e cominciarono tutti a lottare. Quel gallo invece rimase fermo a osservare. Guardava e basta, e gli altri galli ne furono molto spaventati, non capivano come mai quel tipo lì non venisse coinvolto, ma osservasse ritto in piedi, senza fare nulla. Così scapparono tutti dall’arena e lui fu dichiarato il vincitore.

Questo è il modo migliore di portare la non violenza: in posti violenti, rimanete lì, saldi e fermi. Guardate tutto quel che succede, e lo stato di testimonianza agisce, agisce fermando l’azione violenta in atto. Ma lo stato di testimonianza non è uno stato mentale, è uno stato di ascesa spirituale in cui voi diventate un testimone.

Il modo migliore per esercitarsi nello stato di testimonianza è quello di non criticare nessuno. Non criticate. Ho visto persone che stanno sempre a criticare gli altri. Non sanno criticare se stesse e allora si mettono a criticare gli altri, al punto che non riescono nemmeno a vedere cosa non va in loro, non vedono il male che loro hanno fatto agli altri. Pensano di avere il diritto di criticare gli altri e gli piace molto farlo. In verità non c’è niente che debba essere criticato, voi semplicemente osservate e constatate. Questo è tutto ciò che rientra nei vostri diritti. Non avete alcun diritto di criticare niente e nessuno. Ma alcuni pensano che se non esprimono le loro critiche le cose andranno avanti sempre allo stesso modo e niente cambierà. Non è così. Quando capita qualcosa sotto i vostri occhi, semplicemente osservatela. La vostra stessa attenzione è illuminata ora, e con questa attenzione illuminata voi potete, semplicemente guardando, fermare quel che c’è di insensato. Però  sentiamo sempre di essere qualcosa di ‘grande’ e che dobbiamo noi far questo, dobbiamo noi fare quello… La conseguenza è che voi diventate un ulteriore problema. Infatti, cosa mai potete fare? Non potete fare nulla. Quel che potete fare, invece, è guardare.

Guardando e vedendo le cose per come sono, sviluppate veramente uno stato dell’essere molto diverso. Per prima cosa, sapete cosa succede a tutte quelle persone che sono semplicemente testimoni? E’ molto interessante: perdono molto meno la memoria, perché qualsiasi cosa vedano diventa per loro come una fotografia. Potranno dirvi anche i colori di ogni piega di una decorazione; qualsiasi cosa vedano rimane nella loro mente come una foto, e possono descrivervi esattamente quello che hanno visto, non perdono la memoria. Se invece reagite a tutto la memoria si guasta. Ma la gente è così abituata a reagire! Tutte le persone che non fanno altro che reagire, alla fine vanno incontro alla decadenza senile o diventano smemorati, molto smemorati. Ma non è questo l’unico danno. Quando gente di questo tipo forma una collettività può diventare molto pericolosa perché, con la natura che hanno, devono ‘fare’ qualcosa. Devono fare qualcosa perché in fondo si riuniscono insieme per uno scopo o, potremmo dire, per dar sfogo a qualche reazione che ognuno di loro ha accumulato dentro di sé. Questo vale sia per piccole che per grandi cose.

Alcuni, che hanno spinto questo comportamento all’estremo, possono raccogliere attorno a sé molta gente, causando danni d’ogni genere. Prendiamo il caso di Hitler. Per nove anni questo individuo guardò tutto quello che gli ebrei facevano di sbagliato contro la società, senza vedere quello che invece facevano i tedeschi. All’epoca la società tedesca era molto negativa, la popolazione si abbandonava ad ogni tipo di dissolutezza. Ma lui prendeva nota: “Gli ebrei sono così…prendono danaro, lo prestano, poi…”  Idee di vario genere entrarono nella sua testa. Si creò allora in lui una reazione: in un modo o nell’altro, queste persone dovevano essere allontanate dalla Germania. Ma poi pensò che, anche se fossero state mandate via, avrebbero prosperato di nuovo. Allora perché non ucciderle? Voglio dire, arrivò a un limite tale che non si riesce neanche a guardare i film, non si può sopportare la visione di nulla che esprima la natura di quel che Hitler ha fatto. Ma lo fece, come i suoi seguaci, senza provare alcun rimorso, come se si fosse trattato di un grande piacere, di una gioia o forse di un dovere. Come poterono sentirsi legati ad una forma di dovere così orribile, come l’uccidere migliaia e migliaia di ebrei? Avrebbero potuto portare dei rimedi a quello che gli ebrei avevano fatto loro, perché invece si lasciarono andare a una tale violenza? E volevano eliminare tutti gli ebrei del mondo! É molto pericoloso perdere il proprio stato di testimonianza, anche perché si può cadere in una collettività negativa che agisce in modo così brutto…  tutti i conflitti del mondo, tutti i problemi del mondo sono probabilmente collegati a questo meccanismo.

Quindi cosa dovremmo fare come Sahaja Yogi? Non dobbiamo reagire. Non dobbiamo reagire. Se vedete qualcosa di sbagliato… bene, meditate su quel problema. Se qualcuno è scortese con voi, non reagite immediatamente. Dopo, quando la persona si è calmata, allora parlatele. Perché in quel momento, nel momento in cui è così instabile, anche se le parlate non succederà nulla. Gradualmente… non voglio dire che possiate sempre convincere persone del genere, ma gradualmente potreste riuscire a farle capire che è sbagliato fare quello che ha fatto. Del resto, vedete, anche la reazione a una qualsiasi stupida cosa può essere molto autodistruttiva. Alcune persone che hanno una reazione incorporata a certe cose, tipo… Avete visto il comportamento di questo signor Clinton? Voglio dire, non si può comprendere come un uomo della sua statura, del suo livello possa avere certe reazioni! Deve essere qualcosa che risale alla sua infanzia, non so come possa averla sviluppata. Ora è nei guai, e deve solo vergognarsi.

Questo credo derivi probabilmente da un totale abbandono alle proprie reazioni. Perché dovete reagire a una donna? Non riesco a capirlo! O ad un uomo… E questo è uno dei problemi più grandi della cultura di oggi, specialmente nei paesi sviluppati: gli uomini guardano continuamente le donne e le donne guardano gli uomini. Per che cosa? Forse guardano le donne per vedere quante donne li guardano, e forse guardano gli uomini per vedere quanti sono gli uomini che le guardano. Ma perché? Perché succede questo? Perché hanno qualche complesso di inferiorità, oppure vogliono attrarre l’attenzione di tutti. Per attirare l’attenzione, per guadagnare la simpatia degli altri, al giorno d’oggi succedono delle cose orribili. A vedere quanto in basso può scendere il livello della consapevolezza umana, si resta stupefatti. Qualcuno per esempio ha ricordato che una donna ha ucciso otto figli solo per ricevere compassione. Pensate quali cose orribili la gente fa.

Quindi se volete che gli altri mostrino di reagire ai vostri comportamenti, se volete che vi notino fate pure di queste cose per… non so, per darvi importanza, potremmo dire. Ma a che serve un’importanza così vuota? Eppure la gente la cerca, ed è una malattia molto comune nella vita moderna. Così ad ogni momento si parla di come ci si deve vestire, di come si deve apparire, di come si deve camminare… Tutto questo è molto stupido, e vi fa sprecare energie. Dio ha creato gli esseri umani molto diversi, nessuno è la copia di un altro, nessuno. Vedete, anche nella natura le foglie degli alberi sono così uniche, non se ne può trovare una uguale a un’altra. E’ così che gli esseri umani sono stati creati: diversi. Sono fatti così e bisogna accettarsi: chiunque voi siate, va bene. Perché volete assomigliare ad un’altra persona? Questo tipo di reazione è estremamente stupida. Sprechiamo la nostra energia, la nostra vita per qualcosa assolutamente senza valore.

Ora, voi siete Sahaja Yogi e possedete un grande valore. Siete venuti qui per emancipare gli esseri umani da queste stupide idee a da questi comportamenti folli, per altro molto seguiti. Non so con chi bisognerebbe prendersela, ma improvvisamente l‘attenzione umana è diventata molto dispersiva e le reazioni molto strane. Non si sa più perché uno reagisca così, e perché ci preoccupiamo delle reazioni degli altri. Tutto questo si verifica non solo a livello individuale ma anche a livello collettivo. Come risultato è stato creato un nuovo sistema di valori. Una madre per esempio può esser capace di vantarsi di quanti uomini la corteggino, o di pensare di essere come una grande attrice o non so come che altro. Se una donna è madre, deve essere una buona madre e deve sembrare una madre. Ma sono così prese o così convinte del fatto che devono essere il più possibile attraenti, delle regine o non so quale posizione vogliano mai avere… E lo stesso fanno gli uomini! Ma vedete, se c’è una qualità in voi, qualcosa che possa darvi la qualifica di grandi uomini, questa cosa si manifesterà. Non dovete fare nessuna propaganda per gonfiarla: si manifesterà. E se riuscite a diventare indifferenti rispetto all’opinione pubblica, credo che otterrete molto. Almeno, la maggior parte delle frustrazioni scomparirà.

Anche in Sahaja Yoga ho visto persone che vogliono mettersi molto in mostra. Io so chi si comporta così. Ma queste persone dovrebbero sapere che quando si smette di reagire alle cose esterne, allora si può cominciare a reagire verso l’interno, e può così cominciare una corretta introspezione. Guardando voi stessi rimarrete sorpresi di quanto siate ammirevoli, di quanto siate felici e, se andate ancora un po’ al di là, non penserete a nessuna di queste cose, semplicemente diventerete senza pensieri e saldi. Saldi come una persona rispettata, la cui compagnia è desiderata, una persona amata e di cui gli altri si prendono cura.

Quindi non bisognerebbe preoccuparsi delle reazioni delle altre persone, di quello che dicono di voi, di quello che pensano di voi. Dovreste solo fare introspezione e constatare le cose per conto vostro. Dopo un po’ non avrete neanche bisogno di fare introspezione.

Quello di cui parlo è uno stato. Come quando Shri Krishna disse ad Arjuna: “Io non combatterò. Dovete scegliere tra me e il mio esercito.” I Kauravas allora dissero: “Noi prendiamo il tuo esercito. Dacci il tuo esercito: rafforzerà il nostro!” Ma Arjuna disse: “Non voglio l’esercito. Io voglio te. Anche se non vuoi combattere, va bene lo stesso.” Perché anche solo in stato di testimonianza, anche senza combattere … il suo potere agisce! Non deve combattere, non deve fare nulla, ma il suo stesso potere, che esteriormente è silenzioso, agisce. Ed è così che vinceremo la guerra.

Quindi tutti voi dovreste sviluppare questo potere di testimonianza. Cercate di svilupparlo. In pratica: mentre reagite, fermate la reazione. Fermate la reazione rispetto a qualunque cosa. Vi sorprenderete nello scoprire in voi una personalità molto potente, nel senso che non avrete ambizioni, non avrete desideri né passioni speciali ma, semplicemente, testimonierete la rappresentazione che si svolge davanti a voi. È molto interessante testimoniare. Perché allora comprendete l’umorismo che c’è dietro ogni cosa, comprendete anche la stupidità che c’è dietro ogni cosa, e comprenderete il meccanismo della violenza. Semplicemente riderete di tutto questo. Non restate sconvolti o agitati per nessuna cosa, ridetene e basta. Dopo un po’ vedrete con sorpresa che il vostro stato di testimonianza sarà cresciuto e quando tutti voi nella collettività avrete questo stato di testimonianza, potrete fare meraviglie senza fare nulla, senza dire nulla, senza agire, solo la vostra stessa presenza metterà le cose a posto. Non dico che avrà effetto su tutti, no, non si può dire questo, ma sulla maggior parte delle persone. Ogni persona che è in questo stato porta pace, porta gioia. Persino la natura comprende. La natura capisce che voi siete in questo grande stato di testimonianza.

Però, se siete molto ambiziosi … Anche in sahaja yoga ho incontrato persone molto ambiziose. Vogliono diventare leader o non so che altro. In realtà è tutto un mito, vogliono ottenere tutta una serie di cose irreali e si preoccupano per cose irreali. Quando si impara a testimoniare si riconosce il mito, le assurdità, la maya.

E testimoniare è la cosa migliore per superare i problemi della personalità. Esercitatevi nella testimonianza, ogni giorno. Prima di parlare, fate pratica della testimonianza; prima di esprimere qualsiasi commento, mettetevi a testimoniare. E’ un’attitudine che dà molto appagamento.

Attraverso la Gita shri Krishna ha cercato di dirci cosa dobbiamo fare per vincere la guerra contro il male. In tutta la Gita viene descritto lo stato di testimonianza. Se leggete adesso la Gita da questa angolazione, sarete sorpresi di vedere come lui sia continuamente un testimone che descrive ogni cosa che vede. Vi dirà anche come questo stato di testimonianza abbia aiutato lui stesso a comprendere gli esseri umani.

Si dovrebbe dire che non era proprio un grande… uomo d’affari: per prima cosa vi ha detto come diventare stita pragnya. ‘Stita pragnya’ è una persona che è nello stato di testimonianza. Se guardate bene, tutte le parole usate per descrivere chi è in stita pragnya, disegnano nient’altro che una persona in stato di testimonianza, il suo modo di vivere, la sua felicità, il suo modo di guardare le cose. E’ interessante, molto interessante. Prima di tutto descrive questo, non come quei negozianti che mostrano prima le cose più scadenti. Lui inizia con il massimo.

Poi ridiscende su altre cose e vi parla dei ‘tre aspetti’. Prima parla del karma. Molte persone si bloccano su questo punto pensando che a qualsiasi karma (azione), corrispondano delle punias (meriti) per quello che si è fatto. Ma non è così, lui non ha detto questo. Se lo conoscete allora saprete che non era affatto questo che voleva dire. Quel che ha detto è che qualsiasi karma (azione) dovete fare, fatela, ma arrendete i risultati al potere divino. Perché è dal potere divino che vengono i risultati . Per esempio forse alcuni pensano di avere denaro perché hanno ‘accumulato’ delle buone azioni in passato, e magari si mettono a spendere quel denaro in una serie di cattive azioni. Lui non ha detto questo, ma ha detto: “Arrendete i risultati al potere divino”, perché il potere divino sa meglio di ogni altro cosa è giusto per voi. Quindi se pensate di avere fatto qualcosa di buono, per esempio se avete dato assistenza ai poveri, se avete aiutato delle donne in stato di necessità o qualsiasi altra cosa, arrendete il risultato ai piedi del potere divino. Questo significa non sviluppare ego, qualsiasi cosa abbiate fatto. Egli lo ha scritto molto bene ma, di nuovo, per capirlo bisogna possedere lo stato di testimonianza e capire bene cosa ha scritto riguardo al karma.

Poi ha scritto della gnyana. ‘Gnyana’ significa ‘conoscere’, ma questo non vuol dire leggere continuamente dei libri, assolutamente no! Gnyana significa conoscere chi voi siete. Significa che dovete essere dei sahaja yogi, perché allora conoscete così tante cose attraverso le vibrazioni. Gnyana non vuol dire leggere libri. Leggendo libri diventate più ignoranti. Gnyana significa che dovete conoscere il vostro Sé. Se non conoscete il vostro Sé, non conoscete nulla. Quindi si arriva al punto che dovete ottenere la realizzazione del Sé, dovete conoscere il vostro Sé. E questa è la seconda cosa che ha detto.

Alla fine egli parla della bhakti. ‘Bhakti’ è la ‘devozione’. Anche qui, nel modo in cui descrive la devozione, c’è un gioco e un insegnamento tecnico di Shri Krishna. Adesso trovate delle persone che in strada cantano: “Hare Rama, Hare Krishna” Ma lui ha riassunto tutto in una sola parola. Ha detto: “Dovete praticare l’ananya bhakti…” ‘Ananya’ significa: ‘quando non c’è l’altro’, cioè quando siete completamente immersi nel divino, siete uno con il divino. “…allora potete esprimerla la bakti, altrimenti non posso accettarla. Potete certo offrirmi foglie, frutti o dei fiori, ed io li accetterò. Li accetterò…” Ma per lui la vera bhakti è possibile solo quando diventate uno con il divino, altrimenti è solo un rito, un’esibizione.

Quindi anche il terzo aspetto, la bhakti, si ottiene dopo la realizzazione. Ovviamente nella bhakti non è importante quanto avete pagato qualcosa, né dove l’avete presa. Un grande esempio di questo è dato da Shri Rama. Mentre era in esilio nella giungla, una vecchia donna, di una casta bassa, gli offrì dei frutti che, contro ogni protocollo, aveva già assaggiato tutti, per… essere sicura che fossero dolci! Cosa vide Rama in quei frutti? L’amore, l’amore di questa vecchia donna che viveva nella foresta. Il suo amore era importante! Così se volete dare qualcosa è il vostro amore che conta, non quanto avete pagato, il valore, nulla di tutto questo, è l’amore con cui fate le cose e questo amore dovrebbe essere evidente. Anche a Shri Krishna era successa la stessa cosa. Andò ad Asthinapur, com’era chiamata allora, dove governavano i Kauravas e il loro re era Duriodana che chiese a Shri Krishna: “Vieni a stare da noi e a mangiare con noi” Lui rispose: “No, non posso venire” e andò invece da Vidura, che era il figlio di un servitore. Andò da Vidura perché Vidura era un’anima realizzata. Mangiò nella sua casa del cibo molto semplice. Siccome era un’anima realizzata, per Krishna era la persona migliore con cui condividere il cibo.

Insomma, il vostro sistema di valori dovrebbe essere basato su cose come l’amore. Dove potete avere amore, attaccatevi a quelle persone. Dove potete trovare anime realizzate, a loro dovreste essere attaccati e non a persone che si sentono grandi e si credono di essere chissà chi. Potranno anche esserlo, ma per voi, come Sahaja Yogi, è l’amore delle persone che dovrebbe essere rispettato, compreso, sentito. Ma se non siete nello stato di testimonianza allora guarderete quanti soldi ha quel tale, quante macchine, che abiti indossa. Queste saranno le cose che considererete. Mentre nello stato di testimonianza capirete che potrete gioire delle vibrazioni che emanano da quella persona, capirete che quella è una persona spirituale e così rimarrete a lei legati. Non ricercherete cose artificiali ma le persone genuine che sono intorno a voi.

Che Dio vi benedica tutti. Grazie.

Oggi hanno deciso di leggere alcuni dei nomi di Shri Krishna che i Sahaja Yogi americani hanno portato e che sono stati distribuiti. Qualcuno quindi adesso leggerà i nomi di Shri Krishna. Ora, semplicemente immaginate come tutti i poteri di Shri Krishna che verranno ora descritti potranno, se entrerete nello stato di testimonianza, agire e operare attraverso di voi!