Guru Puja

Nirmal Temple, Cabella Ligure (Italia)



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S H R I   M A T A J I   N I R M A L A   D E V I

Guru Puja

Cabella Ligure, 23 Luglio 2000


Oggi siamo qui per conoscere il principio del Guru. Ciò che fa un Guru è scoprire tutto ciò che avete, tutte le cose preziose in voi, per farvele conoscere. In effetti è già tutto lì, ogni cosa. Tutta la conoscenza, tutta la spiritualità, tutta la gioia sono lì.

[Un cane – simbolo del discepolo – sale sul palco e lo attraversa. Shri Mataji dice: “Al momento giusto!”. Risate].

È tutto dentro di voi. L’unica cosa che fa il guru è farvi acquisire la conoscenza di voi stessi, del vostro Spirito. Ognuno possiede in sé lo Spirito, ognuno possiede in sé la spiritualità. Non c’è niente che voi otteniate dall’esterno.

Ma, prima di ricevere questa conoscenza, voi avete a che fare, o vivete nell’ignoranza. In quell’ignoranza non vi rendete conto del tesoro che avete in voi.

Perciò il compito del guru è quello di farvi conoscere ciò che siete. Questo è il primo passo che ha inizio con questo risveglio interiore  mediante il quale capite di non essere questo mondo esterno – è tutto un’illusione – e iniziate ad avere l’illuminazione interiore. Alcuni ottengono una luce completa e altri la raggiungono gradualmente.

L’essenza di tutte le religioni è che dovreste conoscere voi stessi. Dovreste andare ad indagare, a chiedere a quanti lottano in nome della religione: “La vostra religione vi ha permesso di conoscere voi stessi?”.

Se c’è una cosa che tutte le religioni hanno detto, è che si devono fare tutte queste cose proprio per conoscere se stessi.

Ma le persone si perdono nei rituali, e credono, eseguendo tutti questi rituali, di essere vicini a Dio. Vivono nell’ignoranza più assoluta per quanto riguarda se stessi e, giorno dopo giorno, elaborano qualcosa che non ha niente a che vedere con il Sé.

Vanno avanti con acrobazie, preghiere, puja, perché è tutta ignoranza. La gente continua a pagare (i falsi maestri, ndt) ed essi diventano molto ricchi, il loro unico interesse è il denaro. Vogliono prendervi tutto il denaro, completamente, e prendersi gioco di voi. Lusingano il vostro ego e, con questa lusinga dell’ego, iniziate ad andare proprio alla deriva nell’oceano di illusione, e annegate in quell’illusione pensando di essere molto religiosi e in connessione con Dio. Ma non lo siete.

Per conoscere Dio, dovreste innanzitutto conoscere il vostro Sé. Senza conoscere questo, non potete conoscere Dio. È essenziale che conosciate il vostro Sé.

Ma quando conoscete il vostro Sé, ottenete solo una conoscenza parziale: l’esperienza non è sufficiente, deve subentrare la conoscenza. E il Guru vi dà la conoscenza di voi stessi. Ora voi dovete verificarla. Dovreste scoprire se tutto ciò che vi ha detto il vostro guru è vero o no, se è corretto o no, o se si tratta soltanto di un’altra illusione.

Nel corso di questa ascesa si incontra una quantità di problemi. Il principale è quello dell’ego, specialmente in Occidente. L’ego si manifesta e voi iniziate a pensare di essere grandi, di essere migliori degli altri e di avere qualcosa di speciale. Ritengo che questo tipo di ignoranza sia più pericolosa di quella terrena, perché, nell’ignoranza terrena, sentite le conseguenze delle cose sbagliate. Ma quando siete a metà strada, quando l’ignoranza è quella relativa al vostro Sé, mentre si ascende verso un regno più elevato, ci si dovrebbe sempre rendere conto che non si può avere ego.

A questo punto, ha inizio l’introspezione. Cominciate a osservare voi stessi, cos’è che non va in voi. Quando capite di avere ego iniziate a guardare voi stessi. Oppure, quando vi rendete conto che manca qualcosa o c’è qualcosa di sbagliato, anche allora iniziate a fare introspezione. Dovrebbe essere uno sforzo davvero molto onesto, molto onesto.

In Sahaja Yoga alcune persone che sono appena all’inizio, cominciano a pensare di essere molto grandi e di non avere bisogno di introspezione. E rientrano nelle nubi dell’ignoranza senza raggiungere il Sé, o meglio, la realizzazione del Sé.

Perciò dovete fare introspezione e vedere, da soli, cosa avete fatto, che cosa siete, a che punto siete arrivati, quanto… [Shri Mataji si rivolge a qualcuno fra il pubblico: “Per favore non traducete ora, potete farlo dopo. Dovete ascoltare con la massima concentrazione. Anche se non capite, funzionerà”].

Dunque, lo stile di una persona così, gradualmente si trasforma. Come? Prima di tutto una persona che sia estremamente aggressiva, collerica e piena di ego, comincia a diventare molto gentile e dolce. Qualcun altro, prima timoroso, spaventato e molto prudente, comincia a diventare coraggioso. A quello stadio non avete più alcuna paura. Avete la certezza di essere sulla strada giusta e di muovervi nella giusta direzione. A quel punto, non siete disturbati facilmente. Però dovete salire ancora più in alto dove, quando meditate, capite che c’è qualcosa di sbagliato in voi.

Avete ottenuto la realizzazione del Sé, avete ricevuto le benedizioni della realizzazione del Sé. La vostra salute è buona, avete avuto tante di quelle benedizioni da non poterle contare. Tutto questo c’è, ma dovete andare ancora oltre, e cioè acquisire tutta la conoscenza di Sahaja Yoga. Per prima cosa dovete comprendere usando le vostre capacità mentali – tanto per cominciare – e poi dovete verificare fino a che punto è corretto, fino a che punto lo avete capito, fino a che punto ci avete lavorato, quanto sapete.

E quando cominciate a vedere voi stessi, cominciate ad accedere al regno della bhakti (devozione). Diventate persone dolci, tenere, non parlate troppo, non tormentate nessuno; siete persone molto piacevoli, gentili, comprensive.

Le persone così devono verificare il proprio comportamento nei confronti degli altri. Ora l’attenzione inizia a muoversi da se stessi agli altri, e voi iniziate a vedere come vi comportate, come amate, qual è la qualità della vostra compassione. Quando amate qualcuno senza aspettative – amate soltanto – allora vi dedicate completamente a questa persona, in modo assoluto. Le ubbidirete, non c’è niente che non fareste per lei, se vi è questo amore che voi chiamate resa.

È questo l’amore. La resa non è nient’altro che amore, un amore che dà una grandissima gioia: allora ha inizio la Bhakti, la dedizione, e venite purificati da questa Bhakti. Tutte le caratteristiche negative che avete, diciamo, tutte le vostre mancanze, tutti i vostri problemi, li comprendete e li superate.

A quel punto, se vedete qualcuno con gli stessi difetti, con gli stessi problemi, per amore di quella persona cercate di tollerare. Una persona di questo tipo tollera, appunto. Non vi è aggressività in lei, e perdona.

Le anime realizzate perdonano in continuazione; la loro capacità di perdonare è straordinaria. Non nutrono malignità nei confronti di nessuno, non sentono rabbia contro nessuno, continuano a tollerare e perdonare e perdonare. Questa capacità di perdono è proprio una musica della vostra Bhakti, direi.

La capacità di perdono che i Maestri seppero avere, possiamo vederla dalla vita di Cristo. Sono stati tormentati, crocifissi – la maggior parte dei santi è stata torturata – la gente non li ha mai amati. E sono stati crocifissi. Ma, come sapete, non si sono mai risentiti, non si sono mai vendicati, non hanno mai fatto niente che non fosse compassionevole. Erano dotati di compassione. E, con questa compassione per quella gente, il sentimento che provavano era: “Dio, ti prego perdonali perché non sanno quello che fanno”. Estremamente compassionevoli.

E sono così, quella diventa la loro natura. Quando diventa la loro natura diventano persone con una pace assoluta. Non sono disturbati. Qualsiasi cosa accada non sono mai turbati, pensano che quella è la volontà di Dio. Infatti niente può disturbarli, niente può turbarli, gioiscono soltanto della loro devozione; può essere devozione al proprio Guru, devozione a Dio. Grazie a quella devozione possono scrivere bellissime poesie, possono danzare e cantare in continuazione perché hanno la pace interiore e gioiscono di se stessi. Quando sono soli, non sono mai soli, gioiscono di se stessi. Sanno di essere uno con il Divino, e gioiscono delle benedizioni del Divino.

Un’altra cosa è che non si dedicano mai a cose artificiali, non si preoccupano mai, non si agitano mai, non sono proiettati nel futuro né pensano al passato, ma vivono nel presente. Quando sono nel presente, sono assolutamente silenziosi. Se c’è qualche problema o capita loro qualcosa, entrano immediatamente in consapevolezza senza pensieri. È questa la loro capacità.

Per diventare un Guru dovete sviluppare questo tipo di personalità. Non dovete essere vincolati da nulla. Prendete me, ad esempio. Io non mi affretto mai, non mi preoccupo mai del tempo. Perché, se siete certi che il Divino ha dei progetti per voi, non vi preoccupate. Il Divino si prende cura di voi, dunque perché preoccuparsi? Una volta ero in partenza per l’America, e una bambina cadde. Io ero proprio sul punto di alzarmi per partire quando lei si ruppe un braccio. E quando la vidi dissi: “Va bene, metterò a posto la bambina”. Mi risposero: “Ma Lei è in partenza per l’America!”. Ed io: “Ci andrò comunque”. Così curai la bambina, il che mi impegnò per circa mezz’ora, poi uscii e dissi: “Bene, andiamo all’aeroporto”.

Mi risposero: “Madre, Lei è molto in ritardo”. Ed io: “Io non sono mai in ritardo. Andiamo”. Andammo all’aeroporto e l’aereo con il quale dovevo partire era guasto, mentre ce n’era un altro in partenza per Washington, non per New York. E io volevo andare proprio a Washington! Pensate come funzionano le cose. Noi le definiamo “Sahaja”. Si è risolto tutto in modo sahaja, ossia senza sforzo.

Ma, innanzi tutto, la vostra personalità dovrebbe essere dotata di una devozione così profonda che il Divino sia costretto a prendersi cura di voi, sia costretto a occuparsi di voi. Dovete capire che l’Energia divina è intorno a voi e che questa Energia divina è una garanzia assoluta per la vostra sicurezza, per tutto ciò che volete fare.

Potete dire: “Madre, Lei è molto potente!”. Anche voi potete diventare molto potenti. Se vi dedicate completamente all’opera divina, anche voi avrete tutti i poteri. E il Divino vi provvederà di tutto il lavoro necessario, del lavoro necessario che volete fare, di tutto il tempo che vi occorre. Provvede a tutto il Divino.

Ma quando la compassione si estende dalle altre persone fino a raggiungere Dio, o una personalità divina o il vostro guru, vivere diventa molto facile, molto semplice; non ci sono complicazioni. Tutto si risolve e non vi preoccupate di nulla. Chiudete gli occhi e le cose si risolvono. Ogni cosa funziona secondo il vostro desiderio, ma non occorre nemmeno che desideriate né che ci pensiate. Semplicemente funziona, il Divino si occupa di tutto: si preoccupa del vostro benessere, della vostra salute, di qualsiasi cosa. E questo aiuto divino voi non lo cercate, non lo chiedete, ma siete una persona sotto la responsabilità del Divino. Siete una speciale responsabilità del Divino, ed Egli sa cosa è bene per voi e cosa non lo è.

Un esempio – potrei farvene molti – è che qualcuno stia per venire ad incontrarmi, ma mi dicano: “Madre, è una persona molto negativa”: costui non verrà mai, non arriverà mai. Accadranno tutte cose positive; ma se anche si verificano cose negative, iniziate ad usare la vostra compassione. Se sono negative usate la vostra compassione e risolverete i problemi. Potete risolvere i problemi vostri, dell’ambiente che vi circonda, della vostra comunità.

Ora, dunque, avete ricevuto la realizzazione del Sé. Non so a che punto vi siate addentrati in essa. Devo lamentarmi delle donne, di tante signore, perché non meditano, non si occupano di se stesse, non sono anime realizzate; ed è per questo che molti uomini vogliono divorziare, perché pensano che queste donne non siano buone a nulla. E ci sono anche degli uomini così. Per risolvere questo problema dovete avere compassione; e, in un modo o nell’altro, dovreste conquistare con la compassione il compagno della vostra vita. Dopo tutto gli uomini sono molto più impegnati delle donne.

Ma le donne sono prese da tante altre cose. Devono occuparsi della famiglia, dei bambini, di tutto. E la loro mente è così coinvolta in tutte queste faccende terrene da non avere il tempo per meditare. Senza meditazione non potete crescere. Dovete meditare. La gente pensa: “Ora abbiamo avuto la realizzazione, quindi è tutto a posto”. Non è così. Dovete meditare ogni giorno perché così avviene la purificazione. Purificandovi capite, comprendete cosa è necessario e cosa non lo è. Venite purificati. È il Divino che lo fa; ma voi dovete meditare religiosamente.

Gradualmente vi accorgerete che la vostra meditazione diverrà molto profonda, voi diventerete molto, molto profondi e i vostri poteri inizieranno a manifestarsi. Ovunque siate la negatività si dileguerà. Qualsiasi tipo di problema può essere risolto. Qualsiasi cosa vogliate fare è a vostra disposizione. Qualunque sia il vostro desiderio di aiutare gli altri, o di dare qualcosa a qualcuno, si realizza. È della mia esperienza personale che vi sto parlando.

Dovete meditare almeno dieci minuti ogni sera e circa cinque al mattino. Con completa devozione, con assoluta adorazione. Ho visto persone dotate di una tale Bhakti, di una tale devozione che è Shraddha – qualcosa di più elevato della Bhakti – da diventare parte integrante del vostro essere. Vi pervade completamente. Quando avete quella Shraddha, è veramente miracoloso! Opera tantissimi miracoli. È vero che alcune persone sono guarite soltanto pensando a me; è dato di un fatto. Ma ciò non significa che avessero una Shraddha di quel livello, bensì significa che devono svilupparla.

Ora, come sviluppare Shraddha, che è una luce naturale dello Spirito? Infatti, la gente ce la mette tutta per sviluppare Shraddha. Ma non si può sviluppare Shraddha mediante l’attività mentale, o con qualsiasi attività, ma solo con la meditazione del silenzio. Se praticate la meditazione…Vi ho sempre detto di praticare la meditazione. Riconosco immediatamente chi ha meditato e chi no. È vero, verranno al mio puja, parleranno di Sahaja Yoga, si daranno da fare, ma lo faranno per acquisire popolarità. Molti sono così, si danno da fare, ma lo fanno per ottenere popolarità. Interiormente, però, non hanno ancora affrontato il loro Sé.

A questo punto della vostra crescita, dovreste essere incoraggiati e comprendere che potete raggiungere molto facilmente quello stadio mediante la meditazione e l’introspezione.

Con l’introspezione svilupperete un nuovo livello di comprensione, grazie al quale troverete soluzioni alle cose. Questa è un’altra qualità di un’anima realizzata: è in grado di trovare le soluzioni per qualsiasi problema. Può suggerire il modo in cui poter essere aiutati.

Poi, dalla Shraddha si sviluppa una specie di fratellanza. Potete fare grandi conferenze su Sahaja Yoga, potete fare qualsiasi cosa, ma finché non avete Shraddha, non potete crescere. E questa Shraddha è una specie di amore dentro di voi, direi, che si diffonde come un fuoco gentile che non brucia, che non genera calore bensì un fresco, meraviglioso sentimento interiore simile ad una brezza, che vi fa comprendere.

Non parlerete mai male di un sahaja yogi, mai. Io non ascolto mai chi mi parla male di un sahaja yogi. Fino ad un certo punto. Quando però diventa un malcontento collettivo, allora ne sono un po’ preoccupata e ne parlo al leader. Diversamente, se qualcuno viene a dirmi questo e quello, io gli dico soltanto di fare introspezione, che le cose non stanno così.

Cercare difetti negli altri è un gioco comune a tutti gli esseri umani. Non vedono mai i propri difetti. A che serve vedere i difetti degli altri? Trovare difetti negli altri non vi sarà di aiuto. Cercate, piuttosto, di scoprire i difetti in voi che potete curare, correggere e risolvere. Dovete capire che si tratta di una responsabilità che avete nei confronti di voi stessi per cui fareste meglio a scoprire i vostri difetti e a correggerli.

Ma alcune persone vanno molto fiere delle proprie preferenze. Parlano così: “Mi piace questo, mi piace quello”. Ma che ne è del vostro Spirito? Vi piace questo, vi piace quello, ma che ne è del vostro Spirito? A lui piace? Gioisce? Vanno avanti così: “Mi piace questo, non mi piace questo, non mi piace quello”. È una cosa molto comune in Occidente.

Ora guardate, alcune signore hanno fatto per me questi bellissimi tappeti. Sono così spessi che quando ci cammino perdo un po’ l’equilibrio; ma l’amore con cui li hanno fatti mi dà così tanta gioia, così tanta felicità che non potete immaginare cosa io provi al riguardo.

Questa gioia, questo oceano di gioia esiste dentro di voi. E quando inizia a sollevarsi, non è un tormento, ma vi dà un bellissimo… – non so che parole usare per esprimerlo – è come una pioggerellina sul vostro essere, una grazia sul vostro essere.

L’amore degli altri vi incanta. Voi non lo chiedete, ma se vedete una persona molto gentile e amorevole, si crea una relazione di vera amicizia.

Ma parlare male dei sahaja yogi è molto sbagliato. E dire a tutti che una certa persona ha qualcosa che non va, che ha fatto questo o quello, è molto, molto sbagliato, così come lo è creare un sentimento collettivo di avversione nei confronti di quella persona, invece di aiutarla. La gente ha sempre dei problemi. Perciò dovete aiutarla collettivamente, non parlarne male. Può darsi che faccia degli errori, ma se iniziate a sparlarne dicendo: “Quella persona ha questo e quest’altro che non va”, non siete sahaja yogi. Siete sahaja yogi soltanto se sapete vedere i vostri difetti attraverso l’introspezione.

Ora molti di voi, direi la maggior parte, hanno ricevuto la realizzazione. Avete ricevuto l’esperienza. Ma alcuni non hanno la conoscenza. Dovreste acquisire quella conoscenza e verificare se l’avete davvero oppure no.

In America, per esempio, al N.I.H, un Istituto per la Sanità[1], hanno voluto mettere alla prova una sahaja yogini. C’erano dei medici, e uno di loro si è fatto avanti e ha detto: “Bene, ora mi dica cosa c’è che non va in me, secondo le sue vibrazioni”. Allora la ragazza gli ha detto: “Signore, c’è qualcosa che non va nel suo cuore”. E lui: “È vero!”. Infatti aveva avuto un bypass solo un mese prima ed era appena uscito dall’ospedale. Era una risposta assolutamente corretta e questo li ha sorpresi. Perché, vedete, i loro metodi diagnostici uccidono il paziente a metà strada, mentre questo è un modo semplicissimo di fare una diagnosi: basta sentire le vibrazioni. E ci hanno dedicato un’attenzione così profonda che ora vogliono sviluppare Sahaja Yoga nei loro ospedali.

Dunque dovreste anche osservare voi stessi da testimoni, esaminarvi e scoprire che cosa siete. Tra marito e moglie, per esempio, la moglie medita, sa ogni cosa, conosce il marito, sa che cosa non va in lui. Però non glielo dice, tollera, non protesta, non chiede nulla. Tollera. E questa tolleranza convince suo marito che lei è una personalità più elevata di lui. Lui può essere qualsiasi cosa, ma a quel punto capisce che lei ha acquisito una grande personalità.

Abbiamo tante imperfezioni. Specialmente dal punto di vista morale, in Occidente, è davvero come se la gente fosse stata morsa da un serpente, vi assicuro. Le cose che si fanno qui non verrebbero mai in mente alla gente non sviluppata. ‘Sviluppo’ è quindi arrivato a significare ogni tipo di degenerazione e di comportamento da vagabondi, e si pensa di essere molto liberi, di potersene andare in giro a divertirsi. Questo stile è molto comune.

Ma giudicate voi stessi: appartenete a queste categorie di persone, oppure siete fra quanti sono più in alto di voi nell’ascesa? Devo confessare che si tratta di un processo, non è che ci si arriva così. Certe volte, persino i sahaja yogi molto nuovi sono migliori di quelli molto anziani, ma perché avevano un desiderio davvero intenso.

Cosa stiamo cercando? Dovremmo capire perché stavamo ricercando: perché volevamo conoscere il nostro Sé. In qualche modo, ci rendevamo conto di dover conoscere il nostro Sé, e che non lo conoscevamo. Così ricerchiamo, cerchiamo, facciamo cose di ogni tipo, intendo anche tutte cose sbagliate in nome della ricerca; ma è questa ricerca che vi conduce a Sahaja Yoga. A quel punto dovete ricevere la Realizzazione, il che è molto facile grazie al risveglio della Kundalini. La Kundalini risolve la maggior parte delle cose, la maggior parte.

Per esempio, una signora mi ha detto di aver smesso di bere e fumare da un giorno all’altro, da un giorno all’altro. Voglio dire che io non lo dico, non lo dico mai. Ma dall’oggi al domani ha smesso e ha detto: “Ero molto esigente riguardo alla mia acconciatura, mi pettinavo in vari modi, andavo dal parrucchiere, passavo molto tempo dall’estetista, e così via. Ho smesso”. Poi ha aggiunto: “Avevo anche l’abitudine di indossare abiti che non erano molto decorosi; ma ho iniziato a rispettare il mio corpo e a vestirmi come si deve”.

Tutta questa conoscenza vi giunge, nasce in voi spontaneamente, perché vi appartiene completamente. E se è il vostro guru a dirvelo, siete guidati. Il compito del guru è di guidare le persone.

A questo punto cosa manca? Cosa manca in Sahaja Yoga? Devo dirvelo.

Si verificano molti disastri a livello collettivo, di ogni tipo. Abbiamo avuto molti terremoti, molte alluvioni, piogge, sono venuti giù fiumi di fango, si verificano così tanti disastri al mondo; e i sahaja yogi restano incolumi. Tutti i sahaja yogi sono al sicuro da tutto ciò, non c’è dubbio. Ma dopo esservi salvati, cosa avete capito? Cosa sapete? Perché si verificano questi disastri?

Perché Sahaja Yoga non è molto collettivo. Deve diventare molto collettivo. Deve diffondersi molto di più, ovunque. Deve arrivare a molte persone. Ma non lo facciamo. Siamo fermi, o lo facciamo solo un po’. Invece datevi tutti da fare! Guardate i dodici discepoli di Cristo… È vero, si sono dedicati a cose sbagliate; ma quanto hanno lavorato, e con quanta intensità. Se non avete questa intensità e se non vi dedicate completamente alla diffusione di Sahaja Yoga, non si potranno risolvere i problemi collettivi.

Voi siete impegnati soltanto con i vostri banali impegni quotidiani, con il lavoro e via dicendo. Va bene, non ci sono obiezioni da parte di Sahaja Yoga. Ma dovreste porre maggiormente l’attenzione su questo aspetto della vita: cosa stiamo facendo per la collettività? Ne parliamo? Diffondiamo Sahaja Yoga? Facciamo in modo che la gente lo conosca?

Una volta, mentre viaggiavo in aereo, rimasi molto sorpresa: una signora, con delle pessime vibrazioni, si sedette vicino a me. Mi detti un bandhan e le chiesi cosa facesse per la sua spiritualità. Lei mi fece il nome della comunità Bahà’i. Mi dissi: “Mio Dio! Se questa gente si diffonde – sono già così diffusi, sono così tanti – cosa accadrà? Disastri!”. È gente così negativa che è impossibile che faccia del bene al mondo. Guardate come la gente è devota a chiunque sia un falso guru, come ne è attratta, come lo segue e come diffonde il suo messaggio. Ho visto gente cantare per la strada, cantare le lodi del proprio guru e anche vestirsi in maniera ridicola. Noi non vogliamo cose del genere.

Certo, voi avete avuto la conoscenza, e certamente siete anime realizzate, ma il punto è: cosa avete fatto per Sahaja Yoga?

Dovete diffondere Sahaja Yoga ovunque. Per esempio, portate il distintivo, così vi chiederanno cos’è. Allora dovrete spiegare di cosa si tratta. Iniziate a parlare soltanto di Sahaja Yoga, non parlate che di Sahaja Yoga.

Dovete parlare di Sahaja Yoga in continuazione; diffondere Sahaja Yoga. Fintanto che non lo farete, non diventerà collettivo e subirete tutti i disastri dovuti ad assurdità collettive.

Voi siete al sicuro da così tante cose! Per esempio, se anche c’è inquinamento, per i sahaja yogi non sarà un problema. Se anche si verifica un terremoto disastroso, i sahaja yogi si salveranno. Ma perché non salvare il mondo intero? Sono in arrivo calamità su calamità, e se avete compassione, dovete pensare alla gente che può essere coinvolta in calamità o difficoltà di ogni tipo. Certamente, io posso curare molte persone, non c’è dubbio. Ma non so come rendere Sahaja Yoga molto collettivo.

Ora qui siete in molti: ciascuno di voi può cominciare a dare la realizzazione almeno a cento persone. Andate dappertutto, parlate di Sahaja Yoga, cantate le lodi del Divino. E salverete il mondo intero. Non è salvando poche persone che potrete avere il grande Satya Yuga (Era della Verità, Età dell’Oro, ndt), ma dovete salvare anche questa Madre Terra, dovete salvare le persone che ci vivono.

Insomma, per come sono fatti questi personaggi – ne ho visti molti in televisione – parlano impudentemente di qualcosa che non conoscono, ed hanno migliaia e migliaia di seguaci. Non perché la gente sia stupida, non perché voglia seguire strade sbagliate; ma questi individui, che sono falsi, che sono immorali, sanno come sedurla, come catturarla, come parlarle.

Ma i sahaja yogi, se vedono qualcuno con cattive vibrazioni, scapperanno via, eviteranno la sua compagnia, non lo avvicineranno, dicendo: “Oh, ha pessime vibrazioni, non lo vogliamo”.

Voi dovete essere coraggiosi, andare in questi luoghi, parlare alle persone e renderlo collettivo (Sahaja Yoga). Diversamente non potete salvare questo mondo dall’ira di Dio. Dio è adirato, non c’è dubbio. Per quanto riguarda voi, vi salverà. Ma a che serve? Dobbiamo salvare la Madre Terra e, per questo, dovete essere preparati, dovete darvi da fare e diffondere Sahaja Yoga ovunque ne abbiate l’opportunità.

Alcuni mi hanno detto: “Madre, se viene Lei andrà tutto bene”. Perché? Che c’è di tanto…? Anche voi siete, potete essere come me, potete parlarne alla gente. Io ho iniziato Sahaja Yoga con una sola persona e, a quel tempo, c’era ovunque una oscurità assoluta. Nessun ricercatore, niente, persone orribili. Ma ha funzionato e ha purificato.

Dunque, se una sola persona ha potuto creare tanti sahaja yogi, perché voi non dovreste fare altrettanto e parlarne? Il vostro comportamento, il vostro stile, ogni cosa impressionerà sicuramente le persone. Occorre agire in modo da raggiungere il nostro scopo che è la consapevolezza collettiva.

Non è solo per i sahaja yogi, è per tutti; così che tutte queste calamità, tutte queste cose orribili che accadono, avranno fine. Finiranno completamente. Vi assicuro che possono essere fermate. Perché, come voi siete sempre salvi, tutti coloro che riceveranno la realizzazione saranno salvi.

Perché non parlarne apertamente dicendo alla gente che, se ci comportiamo male, se siamo immorali, se siamo imbroglioni, se cerchiamo di opprimere gli altri, diventiamo un tale potere di distruzione che si verificheranno disastri collettivi; e credo che noi ne saremo responsabili. Qualsiasi cosa, qualsiasi argomento affrontiate, non occorre fondare un’organizzazione per combattere. Ma è soltanto il vostro potere di convincere le persone e portarle in Sahaja Yoga che farà la differenza.

Spero che comprenderete tutti cosa dovete fare in qualità di guru. Come guru ci sono tante cose. E a proposito della vostra indole ieri hanno fatto vedere ciò che Lao Tse ha scritto riguardo ai maestri, di quanto fossero al disopra di tutto: al disopra dei tumulti, al disopra delle gelosie, al disopra delle chiacchiere dissennate.

Essi sono così grandi, sono e saranno i maestri; e voi diventerete dei guru, se ci proverete.

Questo è ciò che dovete raggiungere. So che alcuni di voi ci sono riusciti, ma la maggior parte di voi deve arrivarci, con compassione e amore.

Che Dio vi benedica tutti.


[1] Il National Institute of Health, un’agenzia del Ministero della Sanità e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, ha ospitato Shri Mataji per una conferenza introduttiva su Sahaja Yoga.