Intervista

Versilia (Italia)

S H R I   M A T A J I   N I R M A L A  D E V I

Intervista

Versilia (Italia), Agosto 2001


L’intervistatrice[1] afferma di essere molto contenta di intervistare Shri Mataji e di avere già cercato di incontrarla in Turchia, ma di non esserci riuscita. Specifica che si trovava lì per un suo studio su degli attori famosi, e Shri Mataji a quel punto chiede: “How can I help you? What can I do?” (Come posso aiutarla? Che posso fare?) Shri Mataji chiede per quali canali lavora e lei risponde che lavora come libera dipendente per i tre canali nazionali principali.

Intervistatrice: Mi spiace, ma non parlo molto bene l’inglese.

 Shri Mataji: E io non conosco l’italiano. Solo un po’.

Domanda: Allora, Grande Madre, nasce il 21 marzo alle ore 12 a Chindwara nel sud dell’India. Quali sono i suoi primi ricordi della sua vita?

Shri Mataji: Anche la mia nascita. Ho un’ottima memoria.

Domanda: Cosa si ricorda della sua nascita?

Shri Mataji: Ricordo di essere nata molto pulita e senza tracce di sangue o altro sul mio corpo, e non ero attaccata al cordone ombelicale. E quando mia madre mi vide disse: “È assolutamente senza macchia, perciò si chiamerà Nishkalanka”.

E la zia di mio padre che era presente disse: “No, è un nome da uomo, chiamala Nirmala che significa senza macchia e anche immacolata”. Ricordo tutto questo.

Domanda: Cosa ricorda della sua adolescenza passata in gran parte accanto a Gandhi?

Shri Mataji: Vede, mio padre aveva portato tutti i figli dal Mahatma Gandhi, il quale disse: “Hai con te una grossa squadra!” E mio padre: “Beh, è tutta per il tuo lavoro.” Lui disse: “Lasciamene uno”. E scelsero me. E così rimasi lì con lui dall’età di cinque anni. Tornavo dai miei genitori per la scuola e poi le vacanze, i sabati e le domeniche li trascorrevo da lui.

D.: Lei ha studiato medicina e psicologia, come mai questa scelta?

Shri Mataji: Sì, prima diedi l’esame di ammissione all’Università, poi l’interscience a Ludiana e poi mi iscrissi alla facoltà di medicina, ma scoppiò la guerra e fui costretta a tornare.

Traduttore: Lei (l’intervistatrice) ha chiesto perché ha scelto medicina.

Shri Mataji: Perché dovevo parlare anche con i medici. Ieri era presente un medico e ho dovuto spiegargli. Sapevo tutto ma non conoscevo la terminologia medica, così mi iscrissi a medicina proprio per impararla.

D.: A che tipo di medicina era interessata? A che tipo di cure? Perché in India ci sono diversi tipi di medicina.

Shri Mataji: No, tradizionale, tradizionale, era MBBS[2] come lo chiamiamo noi.

D.: Quali erano da fanciulla i rapporti con la sua famiglia, con i genitori?

Shri Mataji: Splendidi. Mi rispettavano tutti moltissimo e mio padre era anch’egli un’anima realizzata, perciò mi rispettava moltissimo. Non ho mai avuto problemi con loro.

D.: La cosa più bella… C’è una cosa molto bella che si ricorda della sua infanzia, della sua adolescenza, giovinezza?

Shri Mataji: La vita era meravigliosa. Non so quale episodio raccontarle, ma avevo l’abitudine di camminare scalza. Un nuovo autista era venuto a lavorare da noi e doveva venire a prendermi a scuola. Allora lui chiese come fare a riconoscermi, e mio padre rispose: “È quella che cammina scalza con le scarpe in mano.”

D.: C’è anche una cosa brutta che le è accaduta?

SM: Diverse cose, come la povertà che ho visto. Avevo un’amica che veniva da una famiglia poverissima; un giorno aveva un aspetto così infelice che, tornando da scuola, le chiesi di cosa si trattasse. Lei mi rispose che quel giorno non aveva mangiato perché a casa non avevano grano. Io stetti malissimo per questo e, quando tornai a casa, aprii la dispensa di cui avevo le chiavi e in cui avevamo moltissime provviste, e riempii due, tre sacchi: uno di riso, un altro di lenticchie ed il terzo di farina per fare il pane. Poi chiesi all’autista di prendere i tre sacchi e di portarli a casa di lei.

Mia madre arrivò e chiese che cosa stesse succedendo, che cosa stessi facendo. Io risposi: “Noi abbiamo così tanto, perché non darne un po’ a lei?” Così glieli ho dati.

D.: Tutte le bambine hanno dei sogni. Cosa sognava Lei da giovane per il suo futuro?

SM: Non faccio mai sogni. Mi spiace dirlo.

D.: Il matrimonio a soli vent’anni con Sir C.P. è stato un matrimonio d’amore?

Shri Mataji: È stato organizzato dalla famiglia, infatti io studiavo a Lahore e quando scoppiò la guerra tra India e Pakistan dovetti andarmene. Il mio college fu chiuso ed io, per la verità, non volevo sposarmi, ma era un periodo tale che i miei genitori  dissero: “È meglio che ti sposi adesso. Il tuo college è chiuso”. E così mi sposai.

D.: Che cos’è l’amore per Lei? Che cosa significa?

Shri Mataji: Che cos’è…?

Trad.: Love (“L’amore”).

SM.: È impossibile definirlo, è come un oceano, non è qualcosa di concreto ma è un sentimento interiore che provvede a tutto.

D.: Ha due figlie femmine, che rapporto ha con loro?

Shri Mataji: Splendido, sono figlie dolcissime, sono entrambe già  nonne, ed io sono bisnonna.

D.: Con tutti gli impegni che ha, come riesce, come è riuscita a fare la Madre e la moglie?

Shri Mataji: Se avete amore potete gestire ogni cosa, e inoltre i figli ti amano molto, ed anche i nipoti e i pronipoti. Tutti ti amano ed anche mio marito capisce lo scopo importantissimo della mia vita, il mio desiderio di trasformare la gente.

D.: La sua famiglia è stata qualche volta un ostacolo per la sua libertà di pensiero, di viaggiare e girare il mondo?

Shri Mataji: Mai, mai.

D.: Qual è stato il momento in cui ha scoperto i suoi poteri, questo dono naturale che ha? Che cosa ricorda di questo momento?

Shri Mataji: Li ho avuti fin dalla nascita, ma ciò che ho dovuto scoprire è come dare la realizzazione del Sé alla gente. In che modo farlo? Era questo il mio problema.

D.: Cosa rappresenta per Lei tutta la gente che la segue? Che cos’è?

Shri Mataji: Vede, in effetti quando si ottiene la realizzazione del Sé si diventa il proprio maestro ed io non devo dire loro niente, sono persone molto speciali.

D.: Qual è la prima cosa che insegna ai suoi seguaci? Ai suoi figli? Possiamo chiamare figli coloro che la seguono?

Shri Mataji: Sì, sì. Dico loro semplicemente che devono conoscere se stessi: “Conosci te stesso” come è detto nella Bibbia e dappertutto. Occorre per prima cosa conoscere se stessi. Senza questo non potete comprendere la verità, la verità autentica.

D.: Qual è il ruolo della donna nel mondo secondo Lei?

Shri Mataji: È molto importante. Le donne, in effetti, sono il potere, e non solo, ma sono anche la sorgente dell’amore. Non possono essere descritte in poche parole, sono meravigliose, non si rendono conto del loro potere. Sono straordinarie.

D.: Lei insegna a trovare il proprio Sé per essere felici. Che cos’è la felicità?

Shri Mataji: Felicità è diventare lo Spirito. Lo Spirito è gioia, è pace. Dunque dovete diventarlo. Finora siete soltanto il vostro corpo, la mente e tutto il resto, ma interiormente c’è lo Spirito, il riflesso di Dio in voi. Quando diventate lo Spirito, vi riempite di gioia.

D.: Cosa significa andare verso la luce?

Shri Mataji: Significa illuminazione. Generalmente, quando nasciamo non abbiamo l’illuminazione, e ricerchiamo correndo dietro a questo o a quello. Quando diventate lo Spirito, capite che non c’è più niente da cercare, la ricerca è finita, e sentite totale soddisfazione.

D.: Qual è la sua idea della morte? Può essere una guarigione la morte secondo Lei?

Shri Mataji: La morte non è altro che cambiare corpo, è questo. Ma dopo la realizzazione, la morte rappresenta  una specie di padronanza che avete. Potete fare qualsiasi cosa volete perché siete molto liberi.

D.: Qual è il suo rapporto con la reincarnazione? Quante vite passiamo sulla Terra?

Shri Mataji: Dipende dalla personalità. Le persone si incarnano ripetutamente, non vi è dubbio, e si incarnano a seconda del proprio desiderio. Se, ad esempio, una donna vuole sposare un certo uomo e non ci riesce, lo sposa nella vita successiva e impara una lezione per la vita (ride).

D.: Nella sua vita precedente aveva già questo dono naturale? Era già questa grande Madre che abbiamo adesso di fronte a noi?

Shri Mataji: Sì, lo ero. (Ride) Lo ero, senza dubbio.

D.: Lo sarà anche in quella futura?

SM: Naturalmente.

D.: Che cos’è il bene?

Shri Mataji: Che cos’è il bene? Il bene è ciò che non è male, come si può definire? Ma il bene non può essere descritto. È il temperamento, uno stato della mente nel quale si fanno tutte cose buone. È uno stato della mente.

D.: E che cos’è il male?

Shri Mataji: Cos’è il male lo sappiamo molto bene: fare qualcosa come imbrogliare, ferire, uccidere. Tutte queste cose sono male, in effetti sono proibite dai dieci comandamenti.

D.: Chi è il suo Dio e chi è Dio?

SM: È lo stesso. Hanno tutti un solo Dio, ma Dio ha molti aspetti; non è, lo dico sempre, come la Rocca di Gibilterra. È un Dio che ha desiderio e, da questo desiderio, crea lo Spirito Santo che, a Sua volta, crea tutto questo mondo. Dio possiede moltissimi aspetti, è spettatore del lavoro dello Spirito Santo e se tutto va bene è felice; ma se qualcuno tenta di disturbare il lavoro dello Spirito Santo, Egli distrugge e, a quel punto, entra in gioco a modo suo. Diversamente è solo uno spettatore.

D.: Perché secondo Lei esistono tante religioni? Non si potrebbe creare un unico movimento che unisce tutte le religioni?

Shri Mataji: Sì. Vede, è nato tutto dall’egoismo. Hanno fondato le religioni per usarle a fini personali, per guadagnare denaro, per avere schiavi, per ogni genere di bassezza. È così che le religioni si sono separate; diversamente esiste una sola religione, la religione globale dell’amore.

D.: Cosa significa Sahaja Yoga? Come possiamo spiegarlo a chi non sa nulla di questa…?

Shri Mataji: Sahaja Yoga è la cosa più breve (da spiegare, ndt), credo. Vede, esiste un’energia dentro di voi, situata nell’osso triangolare chiamato sacro, che vi connette al potere onnipervadente dell’amore divino chiamato Spirito Santo. E con quel potere diventate persone dotate di tutti i poteri dell’amore, di trasformare gli altri così come vi siete trasformati voi; diventate assolutamente colmi di pace e tranquillità e di una grande comprensione dei segreti della vita, e cercate di aiutare tutti. Non solo, ma illuminate tutto il mondo e con questo potete cambiarlo, poiché tutto ciò che è pericoloso, dannoso, è venuto dagli esseri umani. Se gli esseri umani si trasformano, possiamo avere un mondo meraviglioso.

D.: Come è nato Sahaja Yoga?

Shri Mataji: È sempre esistito, nel senso che tutti i santi, tutti i sufi, erano tutti sahaja yogi, poiché erano connessi con il Divino. Per cui non è questione di quando è nato, c’è sempre stato. Le persone ricercano da molto tempo, ma (in passato) solo una persona su un milione trovava. Ora la mia idea è quella di convertire e trasformare la gente e (farla ascendere) nel nuovo regno a livello di massa, a livello collettivo.

D.: In una parola, può dire qual è il messaggio che manda all’uomo?

Shri Mataji: Il mio messaggio all’umanità è che dovreste tutti trasformarvi, dovreste diventare lo Spirito. È così che conoscerete voi stessi.

D.: Che cos’è la ricchezza?

Shri Mataji: Vede, il denaro non ha alcun valore se non lo si sa usare. Il denaro dovrebbe essere usato per il miglioramento degli altri, dovrebbe essere utilizzato per esprimere il vostro amore, e non soltanto per voi stessi e la vostra famiglia; bensì si dovrebbe gioirne dandolo a chi se lo merita, non a tutti, ma chi se lo merita.

D.: E la povertà?

Shri Mataji: Potere è ciò che compie un lavoro virtuoso.

Trad.: La povertà, la povertà.

Shri Mataji: La povertà è ancora la stessa cosa, è ancora la negligenza di chi vuole ottenere continuamente denaro, estorcere denaro. Ma con Sahaja Yoga ho visto che si sono messi tutti a posto, hanno tutti un lavoro, vivono molto bene poiché le benedizioni della Dea sono su di loro; così sono cambiati tutti moltissimo.

D.: Che messaggio vuole dare all’uomo per evitare la guerra, le cattiverie?

Shri Mataji: Quando diventate anime realizzate, quando diventate sahaja yogi nel vero senso della parola, non lottate, non vi è alcuna questione di lottare; poiché diventate collettivi, vivete in modo collettivo, pensate in modo collettivo, gioite di ogni cosa a livello collettivo e diventate proprio personalità globali, quindi non esiste il problema della guerra. Ora abbiamo gente da Israele, abbiamo musulmani. Moltissimi musulmani sono sahaja yogi. In Benin vi sono ventimila musulmani che sono sahaja yogi, e non lottano. Ci sono anche molte altre comunità; abbiamo indù, cristiani, sikh, musulmani: sono tutti venuti in Sahaja Yoga. Se chiedete loro qual è la loro religione vi risponderanno: “Io sono un sahaja yogi!”. È globale, in tutto il mondo. Mi dicono che ora seguono Sahaja Yoga in 92 Paesi del mondo.

D.: Mi sono meravigliata vedendo quanti giovani la seguono.

Shri Mataji: Sì.

D.: C’è qualcosa che vuole dire a loro?

SM.: Sono ricercatori, sono persone speciali nate in questo momento storico per cercare la verità. Ma se non si dà loro la verità, si rifugiano nelle droghe, in cose sbagliate di ogni genere. Sono ricercatori della verità, ecco perché. Sono persone molto grandi.

D.: E quando una persona sta male, si avvicina a Lei per chiedere aiuto, qual è il suo rapporto? Che consiglio gli dà? Si può considerare una guaritrice Lei?

Shri Mataji: Io non do alcun consiglio a voce o…. Nulla, vengono semplicemente da me e funziona da solo, perché io ho il potere dell’amore.

D.: Esistono specialmente in questo periodo dei falsi guaritori. Come possiamo riconoscerli per difenderci da loro?

Shri Mataji: Vede, ho detto ieri che potete distinguere facilmente un vero guru da un falso guru, se siete anime realizzate. Se siete illuminati, potete rivolgere le mani verso quella persona e potrebbero venirvi delle vesciche sulle mani o potreste sentire del calore provenire da loro. Invece, se si tratta di un’anima realizzata, sentite arrivare una brezza fresca.

D.: Cosa pensa di Sai Baba?

SM.: (Fa una smorfia di disgusto) Basta guardare la sua faccia e non occorre che io esprima un’opinione.

D.: Chi è stato il suo Maestro nella sua vita?

(La domanda viene tradotta così: “Nella sua vita ha avuto maestri o insegnanti?”)

Shri Mataji: No.

D.: Che cosa significa spiritualità?

Shri Mataji: Spiritualità è essere illuminati dallo Spirito, quando la luce dello Spirito vi mostra chiaramente il giusto sentiero. È questa la spiritualità. Non è parlarne, non è fare una predica, ma è qualcosa di interiore che dovrebbe accadere, e potete capire da soli ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Allora è spiritualità.

D.: C’è un allievo che può diventare un giorno una Grande Madre?

SM: Tutti! Tutti i sahaja yogi possono diventarlo.

D.: La famiglia oggi è sempre più sbriciolata. Che consiglio vorrebbe dare per la famiglia che non esiste quasi più?

SM.: In Sahaja Yoga?

Trad.: No, fuori, in tutto il mondo. Al giorno d’oggi la famiglia è sempre più disintegrata. Che consiglio darebbe alle famiglie?

SM.: No, esse si integrano (con Sahaja Yoga, ndt). (Le famiglie sono disintegrate) perché non capiscono l’amore, non gioiscono dell’amore. Ecco perché. Quando iniziate a gioire dell’amore, tutte le altre cose senza senso scompaiono.

D.: Ho notato, sul volto dei suoi figli che la seguono, una luce particolare. Come può spiegare la gioia che vedo nei loro occhi?

SM.: Luce sul volto o luce negli occhi?

D.: Tutte e due.

Shri Mataji: Troverà questo in tutte le persone illuminate. Tutte le persone illuminate hanno una luce: ciò significa che tutto il loro essere è illuminato, l’intero essere. Potete vedere una luce risplendere nei loro occhi, sul loro volto, perché non sono persone spente; non vi è più torpore, tutte le condizioni di torpore sono scomparse, tutte le condizioni di aggressività sono scomparse, e loro sono in equilibrio.

D.: Quali sono stati i problemi che ha incontrato all’inizio esponendosi e viaggiando nel mondo?

Shri Mataji: Sa, all’inizio è stato difficile, perché alcune persone che erano falsi guru o che seguivano strade sbagliate hanno cercato di ostacolarmi; ma i giovani, che erano ricercatori, non li hanno mai ascoltati, per cui ogni critica è caduta. Non ho avuto più critiche.

D.: Cosa significa karma individuale?

Shri Mataji:. Scompaiono, scompaiono proprio, si dissolvono. Tutti i vostri karma si dissolvono, (poiché) siete diventate il puro Spirito; non esistono più.

D.: Esiste il destino secondo Lei?

Shri Mataji: Esiste un solo destino: diventare lo Spirito. È quello il destino. A quel punto lo Spirito assume il controllo e si occupa di voi. Non vi sono aspettative su nulla e, quando non vi sono aspettative, non vi è neppure delusione.

D.: Lei è sempre al servizio dell’uomo: cosa prova, che sensazione prova?

Shri Mataji: Sono felice, come una madre è felice dei propri figli.

D.: Qual è secondo Lei il nostro compito sulla terra?

Shri Mataji: Diventare lo Spirito. Nient’altro.

D.: Perdonare significa guarire?

Shri Mataji: Sì, dovete perdonare perché sia che perdoniate, sia che non perdoniate, voi non fate nulla; ma se non perdonate, fate il gioco della negatività e torturate voi stessi.

D.: Che cos’è la Divinità?

Shri Mataji: Divinità è essere una cosa sola con il Divino, quando il Divino fluisce attraverso di voi. È questa la Divinità. Divino è l’opposto di negatività. È qualcosa di bellissimo che vi rende bellissimi, che rende bellissimo chiunque. Ecco cos’è la Divinità. È la benedizione, la benedizione di Dio Onnipotente.

D.: Lei ha mai incontrato il Papa? Cosa pensa della Chiesa, e cosa pensa la Chiesa di Lei?

Shri Mataji: Lo scoprirete molto presto. Non occorre che ve lo dica.

D.: Quando i suoi figli pregano, lo fanno davanti alla sua immagine. E Lei invece?

SM.: Io stessa sono continuamente in preghiera (ride).

D.: Mio figlio, che ha quattordici anni, quando sono venuta qua ieri per incontrare Lei, mi ha detto, mi ha chiesto: “Chi è la Grande Madre?” Io non gli ho saputo rispondere, gli può rispondere Lei? Così gli farò sentire…

Shri Mataji: In effetti, sa, in questa epoca del mondo la gente sta cercando, sono tempi speciali in cui sono nati i ricercatori che stanno cercando la verità. Non sono interessati ad altre cose. Vogliono conoscere soltanto la Verità assoluta, ed io devo dare la risposta; sono venuta con questo compito.

D.: Una cosa che ho notato guardando il suo volto che ha tante espressioni, se guardo piccoli pezzi, gli occhi sembra una bambina, è stranissima questa sensazione che mi dà, non riesco a capire perché mi dà tutte queste sensazioni.

Shri Mataji: E’ l’innocenza che non è mai uccisa, che non è mai distrutta negli esseri umani. Solo che in alcune persone che sono andate contro l’innocenza, è come se qualche nuvola oscurasse il cielo. Quando però l’innocenza risplende, siete come bambini: perdonate, rendete felici le persone, ogni cosa vi accade proprio come ai bambini, per cui tutto si risolve automaticamente.

D.: Possiamo concludere con una cosa bella, un suo pensiero senza domande, per il mondo, per l’uomo…

Shri Mataji: Va bene, può venire in ogni momento, mi farebbe piacere parlare con lei di tutto ciò che vuole.

Trad.: No, chiede se ha un messaggio per l’umanità.

Shri Mataji: Un messaggio? Ho già detto che dovete diventare lo Spirito. Dovete nascere una seconda volta e questa seconda nascita consiste nel conoscere il vostro Sé. È questo che dobbiamo fare. Se un uomo o una donna non si trasformano, non possiamo trasformare questo mondo. Noi dobbiamo cambiare il mondo intero.

Intervistatrice: Thank you very much. Senta, posso baciarla?

(L’intervistatrice abbraccia e bacia Shri Mataji).

Shri Mataji: Ha un bellissimo studio, un bellissimo studio. Soltanto non metta qui il signor Papa.

Intervistatrice: E la cosa più bella che abbia fatto nella mia vita, diglielo!

SM.: Davvero? Molte grazie.

Intervistatrice:  I am very happy! (“Sono molto felice”).

Shri Mataji: Anche io le sono grata per avermi rivolto domande davvero molto dirette. Sono molto felice. Non ho mai fatto prima un’intervista come questa. Amorevole.

Intervistatrice: Thank you very much. Mi piacerebbe fare la cosa che abbiamo fatto ieri.

Trad: Lei vorrebbe…

Shri Mataji: Sentire.

Shri Mataji lavora e dà consigli vibratori all’intervistatrice.

Shri Mataji: Che Dio la benedica. Molte grazie, molte grazie, grazie.

Intervistatrice: Thank you.

Shri Mataji: Con questa intervista, può fare moltissimo per gli italiani. Ne hanno molto bisogno. Sono bellissime persone. Gli italiani sono i migliori di tutta l’Europa. Che Dio la benedica.

Intervistatrice: Grazie.

Shri Mataji: Dio la benedica.

(L’intervistatrice si dice molto emozionata). Shri Mataji: May God bless you.


[1] Si tratta di Donatella Baglivo, produttrice cinematografica, regista ed esperta di montaggio, da oltre 30 anni nel mondo del cinema e della televisione.

[2] Abbreviazione di “Bachelor of Medicine and Bachelor of Surgery”, letteralmente ‘laurea in medicina e laurea in chirurgia’).